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SEGRETO BANCARIO Le Ong chiedono lo scambio di informazioni automatico
SEGRETO BANCARIO
Le Ong chiedono lo scambio di informazioni automatico BERNA - I "paradisi fiscali" devono fornire ai paesi in via di sviluppo la stessa cooperazione fiscale garantita alle grandi potenze: è quanto chiedono congiuntamente diverse organizzazioni non governative con sede in Svizzera, Lussemburgo e Austria, paesi definiti "un trio infernale". In vista dell'incontro ministeriale previsto a Berlino il 23 giugno, auspicano inoltre uno scambio di informazioni "automatico". Ti-Press Gabriele Putzu Ti-Press Gabriele Putzu Gli standard dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) in materia di assistenza amministrativa devono essere garantiti anche ai paesi in via di sviluppo, ha affermato oggi durante una conferenza stampa a Berna Peter Niggli, direttore di Alliance Sud. La comunità di lavoro raggruppa le organizzazioni di cooperazione internazionale Swissaid, Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti, Helvetas, Caritas e Associazione svizzera delle chiese evangeliche (Aces). Stando a Niggli, in Svizzera sono depositati valori patrimoniali provenienti da paesi in via di sviluppo pari a 360 miliardi di franchi: le perdite fiscali che ne derivano per le finanze dei paesi poveri vengono stimate in 6 miliardi di franchi all'anno, il triplo di quanto spende la Confederazione per l'aiuto pubblico allo sviluppo. Per contrastare l'evasione ed evitare svantaggi concorrenziali - affermano le Ong - i governi dei "paradisi fiscali" devono passare all'offensiva, introducendo lo scambio automatico di informazioni sulla base di quanto già succede parzialmente nell'Unione europea. Occorre nel contempo estendere la fiscalità del risparmio anche ai paesi più poveri. I bilanci delle società devono inoltre essere presentati suddivisi per ogni singolo paese, ha affermato John Christensen, direttore della Rete mondiale per la giustizia fiscale. A suo avviso le "oasi fiscali" attirano infatti non solo i patrimoni privati, ma anche gli utili delle imprese, che in questo modo vengono tassati di meno. Con tali rivendicazioni, le Ong cercano di mettere sotto pressione i rispettivi governi in vista dell'appuntamento informale in programma a Berlino la prossima settimana tra ministri delle finanze: all'incontro sarà presente anche il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz. L'incontro permetterà in particolare di discutere dei progressi compiuti dalle "oasi fiscali" dopo l'ultimo incontro di Parigi tenutosi in ottobre. Messa alle strette dagli altri paesi, la Svizzera ha nel frattempo parafato cinque accordi contro la doppia imposizione compatibili con gli standard dell'OCSE: essi facilitano l'assistenza amministrativa nei casi di presunta evasione fiscale, ma solo su richiesta e con sospetti fondati. ats |
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