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#1 (permalink) | ||
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Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Il flagello della speculazione internazionale (dal 14/06/2009)
prosecuzione del vecchio tread saturo
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Member
Data registrazione: Jun 2009
Messaggi: 25
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15.06.09 09:39 - anche le materie prime cedono terreno
Il gold è trattato a 932 in calo dello 0,7% ed il petrolio fut x luglio a 70,9 in calo di oltre l1%; anche i mercati asiatici hanno chiuso con perdite attorno all'1%, unica positiva shangai e l'indice shenzhen in rialzo di circa 1%. http://www.4trading.it/?location=Trading&item=27448 o vedasi le quotazione della borsa merci di bologna, con molte materie prime in riduzione. http://www.agerborsamerci.it/files/N...gno%202009.pdf Sulle quotazioni delle materie prime pare ci sia una inversione di tendenza. Si saranno accorti che non è ancora tempo per darci dentro
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#3 (permalink) |
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 15,323
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18.06.2009 ore 11:10 - Tradinglab
Petrolio: dichiarazioni su mosse Opec Il ministro del Petrolio del Qatar, Abdullah al Attiyah, ha affermato che è improbabile che la prossima riunione dell'Opec possa decidere un aumento della produzione del petrolio dopo i rialzi del prezzo registrati nelle ultime settimane, aggiungendo che sarebbe la speculazione e non i fondamentali a causare gli aumenti visto che la domanda internazionale è recentemente risultata in leggero aumento, ma rimane ancora debole.
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: May 2009
Messaggi: 13,938
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Citazione:
Anche se lo dice l'oste, per ora son propenso a credergli.
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#5 (permalink) |
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
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(ANSA) - ROMA, 19 GIU
Per Lorenzo Bini Smaghi i nazionalismi non devono impedire le riforme sulla vigilanza finanziaria nel caso la crisi cominci a cedere. Il membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, teme in particolare il rischio che 'col passare del tempo e via via che i mercati finanziari mostrano segni di stabilizzazione, il senso dell'urgenza riformatrice svanisca e riemergano tendenze nazionalistiche e gelosie istituzionali'.
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#6 (permalink) |
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 15,323
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Petrolio: rischi da prezzi volatili
Opec: brusca caduta della domanda e stock sovradimensionato (ANSA) - BRUXELLES, 23 GIU - L'Opec rileva una brusca caduta della domanda di petrolio, la creazione di uno stock sovradimensionato e una rapida caduta nei prezzi. L'organizzazione dei piu' grandi petrolieri del mondo, durante il sesto incontro a livello ministeriale con la Ue a Vienna, osserva che le cause di tale situazione sono riconducibili a una volatilita' dei prezzi ''senza precedenti'' del barile di greggio, salito del 100% in meno di 6 mesi nel 2009, insieme ad una profonda crisi finanziaria e a una forte recessione economica. ![]() Ennesima dimostrazione che a far crescere le quotazioni del barile non è la domanda reale, bensì quella cartacea e fittizia dei future ... orchestrata dalla speculazione ...
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#7 (permalink) |
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Famo domani
Data registrazione: Sep 2000
Messaggi: 5,602
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Fantapolitica?
Berlusconi, Generali e il prezzo del petrolio
![]() http://www.ilsussidiario.net/articol...articolo=27886 SCENARIO/ Cosa c’entra la “campagna russa” di Generali con i guai di Berlusconi? Mauro Bottarelli giovedì 25 giugno 2009 Il Financial Times non è soltanto un quotidiano, è il bollettino dei naviganti per capire come gira il mondo. O, almeno, come dovrebbe girare per chi le decisioni le prende davvero: spesso dietro le quinte o, comunque, fuori dalle pantomime parlamentari. Il fatto che ieri la storia principale del dorso “Companies and markets” fosse dedicata al crollo della Borsa russa la dice lunga su quale sia il bersaglio attuale. I dati, in effetti, fanno spavento. Nell’ultimo mese Mosca ha perso qualcosa come il 20%, il mercato più volatile del mondo. L’indice Rts, denominato in dollari, ha perso il 21% dal suo picco del 2 giugno, mentre il Micex, denominato in rubli, il 24%. Insomma, le fluttuazioni del prezzo del petrolio - salito in maniera incontrollata e ora in fase di discesa, visto che si parla di un ritracciamento a quota 55 dollari entro poche settimane - sta mandando sulle montagne russe - scusate il gioco di parole - la Borsa moscovita e rendendo quel mercato sempre meno appetibile per gli investitori, già spaventati dal rallentamento del mercato M&A a causa delle fluttuazioni dei cambi valutari. Tanto più che l’economia russa si contrarrà per più del 7% quest’anno, a fronte di 200 miliardi di dollari di prestiti che le aziende di quel paese dovranno comunque ripagare entro la fine dell’anno, sia a livello interno che estero. Insomma, un mercato troppo rischioso. Non per tutti, però. C’è qualcuno, infatti, che nel mercato russo ci crede eccome e ha lanciato una scommessa non da poco. Guarda caso, questo qualcuno è italiano. Parliamo di Generali, il gigante assicurativo triestino che insieme all’oligarca ceco Peter Kellner ha lanciato un attacco alla quota di controllo di Ingosstrakh, monopolista russo del mercato assicurativo, detenuta da Oleg Daripaska, oligarca caduto in disgrazia con la crisi. Novecento milioni di dollari, questa l’offerta del consorzio Kellner-Generali che già controlla il 38,5% di Ingosstrakh. In un primo tempo Daripaska aveva reagito da leone ferito, puntando la strada dell’equity issue per far scendere i rivali al 10% e blindare la situazione: ipotesi fallita. Tanto più che ora l’oligarca russo ha ingaggiato Banca Leonardo e il suo numero uno, Gerardo Braggiotti, per negoziare. Il fatto che Braggiotti sia molto vicino ad Antoine Barnheim, deus ex machina di Generali, la dice lunga su come potrebbe terminare l’operazione. D’altronde il gruppo assicurativo russo è ben gestito e ben capitalizzato, può espandersi ulteriormente in un mercato dalle enormi potenzialità e soprattutto diverrebbe monopolista proprio mentre l’altra metà del mondo, soprattutto Usa e Gran Bretagna, stanno per conoscere una crisi del settore mai vista, una bolla pronta ad esplodere che i governi dovranno tamponare a colpi di sostegni se non vorranno scene argentine per le loro strade. Altro che Lehman Brothers. La convinzione generale è che non sarà la volontà di Deripaska a decidere le sorti dell’operazione bensì quella del Cremlino e nessuno fa mistero che Generali punti molto sull’amicizia che lega Silvio Berlusconi e Vladimir Putin per giungere a un buon esito finale. Senza dimenticare che Deripaska ha un ruolo, tutt’altro che secondario, nell’azionariato di Magna, il consorzio che punta al controllo di Opel, la branca tedesca di General Motors, altro fronte aperto del risiko italiano di espansione. Insomma, tanta carne al fuoco che si muove in modo sotterraneo ma che vede i padroni del vapore molto attenti nel monitorare quanto sta accadendo. Letta attraverso questa lente d’ingrandimento, anche la devastante campagna mediatica contro Silvio Berlusconi appare un po’ differente: l’accordo Eni-Gazprom, che di fatto ha mandato a gambe all’aria un progetto analogo americano, è stato il classico mattone che ha rotto il vetro della pazienza di certi ambienti atlantici, l’epilogo Fiat-Opel è stato il campanello d’allarme e ora siamo allo showdown finale. Finmeccanica ha già pagato un prezzo a questa guerra fredda combattuta a colpi di veline e prostitute debitamente intruppate nella schiera del complotto. Se Silvio Berlusconi e il suo governo continueranno lungo la linea dell’indipendenza commerciale e industriale gli attacchi potrebbero diventare anche più diretti e virulenti. Il fatto che il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, abbia cominciato a prendere un po’ le distanze dello stile di vita del Cavaliere la dice chiara su chi stia muovendo i fili di questa commedia di pessimo gusto e su quale sia la reale entità degli avvenimenti in incubazione: attenti a non farvi abbindolare dal gossip da parrucchiere, leggete il Financial Times e non Repubblica se volete capire come vanno le cose. Il momento è delicato, molto delicato: la posta in gioco si chiama sovranità, qualcosa di molto simile al 1992.
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
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30.06.2009 - MILANO (Finanza.com)
Prosegue anche oggi la buona intonazione del petrolio. A New York il future sul Wti crude oil con scadenza ad agosto fa segnare un rialzo del 2% a quota 72,92 dollari al barile dopo aver toccato un massimo intraday a 73,38 dollari. Petrolio che beneficia anche del movimento al ribasso del dollaro sulle prospettive di una ripresa economica che stimoli la domanda. Oggi Deutsche bank ha stimato un prezzo medio del petrolio a 75 dollari al barile nel corso del secondo semestre 2009 per poi scendere a 55 $ nel 2010. Ieri l'International Energy Agency (IEA) ha tagliato il proprio outlook a 5 anni sulla domanda di petrolio. ![]() L'IEA stima che i consumi torneranno sopra i livelli del 2008 (85,76 mln di barili al giorno) solo nel 2012 quando raggiungeranno gli 86,76 mln di barili al giorno. Assunzioni che fanno riferimento allo scenario di forte ripresa economica, +5% circa, prefigurato ad aprile dal Fondo Monetario Internazionale per il periodo 2012-2014. In uno scenario meno positivo con crescita globale nell'ordine del 3%, la domanda di petrolio rimarrà più a lungo sotto i livelli dello scorso anno riportandosi a 84,92 mln di barili al giorno nel 2014, ossia 6,34 milioni di barili in meno rispetto a quanto previsto dallo stesso IEA lo scorso dicembre. ![]() Se la domanda di petrolio è in calo e si prevede che solo nel 2012 ritornerà ai valori del 2008 ... allora perchè la quotazione del barile è in decisa ascesa da 6 mesi ...?!? ![]() Se la recessione economica è in fase di semplice rallentamento ... allora perchè il prezzo del greggio è raddoppiato nei primi 6 mesi del 2009 ...?!? ![]() Domande retoriche ... La risposta è sempre la stessa ... La speculazione gestisce la domanda cartacea di petrolio ... e con i contratti future fa salire e/o scendere le quotazioni a suo esclusivo piacimento e interesse ... !
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Per aspera ad astra
Data registrazione: Oct 2007
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30.06.2009 - MILANO (Finanza.com)
Il petrolio torna a fare scintille in questo mese di giugno e così ecco che si scaldano anche gli animi di analisti e operatori. "Il greggio Wti è salito ai massimi da otto mesi grazie al deprezzamento del dollaro ed agli attacchi dei ribelli nigeriani che stanno danneggiando la produzione locale", commentano questa mattina gli analisti di Mps Finance. Secondo gli analisti di Centrosim la fiammata di ieri del greggio a 72,7 dollari è invece stata improvvisa, senza motivi particolari. "I problemi in Nigeria ci sembrano la classica giustificazione ex post", spiegano questi esperti in una nota visionata da Finanza.com. A loro avviso la ragione più plausibile per spiegare il movimento dell'oro nero è da ricercare altrove. "E' probabile che si tratti di un movimento speculativo a ridosso della fine del semestre per consolidare il +80% da inizio anno", specificano gli esperti, che danno anche una indicazione operativa: "Raggiunte le resistenze in area 73 dollari è meglio alleggerirsi in attesa di una correzione".
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