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#1 (permalink) |
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Sono 60 anni che aspettiamo di vendicarci, e finalmente il momento è arrivato....
Sono 60 anni che aspettiamo di vendicarci, e finalmente il momento è arrivato.
Alla fine della guerra l’Italia era in ginocchio: si presentò da noi un certo Generale Marshall, che diceva di volerci salvare. Noi firmammo con lui degli accordi, e in ginocchio siamo rimasti fin da allora. Ma ora tocca a noi: con l’industria automobilistica americana in ginocchio, il nostro Generale Marchions, amministratore delegato della Fiat, si presenta negli Stati Uniti con la formula per poterli salvare. Se gli americani firmeranno, resteranno in ginocchio per sempre, e noi ci potremo vendicare. Poco importa se la FIAT non ha nemmeno i soldi per campare: la Chrysler è sempre stata la passione per gli italiani (molti di noi hanno scoperto solo ieri che esiste), e quindi è comunque un ottimo investimento. Possiamo già immaginare le autostrade italiane stracolme di mostri superpesanti spinti da enormi motori 8 cilindri con doppio compressore, ... ... che si superano felici saettando brillanti uno accanto all’altro. Qualcuno risponde che in realtà la FIAT non metterà soldi, ma know-how. Benissimo, rispondiamo: vorrà dire che insegneremo agli americani come fare a ingoiare quantità illimitate di denaro pubblico alle spalle del contribuente, mentre i suoi dipendenti conosceranno le delizie della integration cash, che non sono “soldi integrativi”, ma la cassa integrazione. Noi in quel settore di know-how ne abbiamo da vendere. Qualcuno risponde che il nostro know-how consiste nel portare in America i nostri piccoli motori e i telai delle utilitarie. Benissimo, rispondiamo: vorrà dire che in pochi mesi riusciremo a conquistare un mercato che rimane ancora un sogno per i colossi tedeschi e giapponesi, che ci stanno provando solo da trent’anni. Ma loro ci hanno provato in un periodo di florida espansione economica, mentre noi siamo più astuti e abbiamo aspettato la peggiore crisi del secolo per gettarci nell’avventura. D’altronde, in che direzione vada il futuro ormai è chiaro: mentre in Italia fra qualche anno le nostre autostrade saranno completamente intasate da automobili lunghe 8 metri e larghe 3, in America faranno la fila per comprare la FIAT “Pocket”, un due porte bicilindrico senza bagagliaio (tanto gli americani non ci sono abituati) che ti puoi mettere direttamente in tasca. Fregheremo così anche i giapponesi, che da anni ormai tentano inutilmente di introdurre in America il concetto di “automobile pratica”. Qualche malizioso ha voluto insinuare che in realtà l’accordo con Chrysler sia soltanto l’ennesima fregatura per il contribuente, ma sono solo cattiverie messe in giro da una certa stampa di sinistra. Certo, è vero che la Chrysler deve ristrutturarsi e presentare una nuova linea di automobili “aggiornate”, prima di avere accesso ai sei miliardi di dollari che Obama le ha promesso, ed è anche vero che l’accordo con la FIAT le permetterà di evitare il fallimento immediato, dandole così la possibilità di arrivare a quel traguardo. Ma sospettare che quei sei miliardi di dollari spariranno nel nulla, dopo essere entrati nelle casse di FIAT-Chrysler, è soltanto una perfida malizia senza fondamento. Naturalmente – ha detto Marchionne – la FIAT abbandonerà l’accordo se i sindacati non accetteranno un rigorosa politica di riduzione dei costi. Se non fotti anche il lavoratore, infatti, non c’è gusto a salvare gli amici. Massimo Mazzucco |
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#3 (permalink) |
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.... In realtà, come fanno oggi notare numerosi analisti l’intesa non contribuisce affatto alla soluzione dei problemi – di per sé abbastanza gravosi – dell’industria torinese, tanto che il cuore della strategia del gruppo del Lingotto è sempre quello di concludere un accordo anche con le banche per dare fiato alle proprie finanze. Ma ecco che, proprio su questo punto, la dottrina liberista finisce per incontrare tutti i suoi limiti. I gruppi industriali intrecciano le loro sinergie ma il cataclisma mondiale provocato dalle spericolatezze dei nuovi prodotti messi in giro dalle banche rende deboli in partenza quegli accordi, ove non siano innaffiati da imponenti iniezioni di capitali. Questi ultimi sono, in massima parte, gestiti da banche e istituti finanziari, che ora la crisi spinge verso la protezione statale. Quindi, in ultima istanza è la presenza dello Stato a garantire quegli accordi ed ogni altra sinergia strategica dei gruppi industriali. Una contraddizione palese per la teoria liberista. |
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
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Citazione:
Mostri semplicemente una situazione grottesca in cui se un'impresa privata vuol comprare qualcosa curiosamente deve sedersi al tavolo non con i venditori, ma coi governi (questo anche in Germania per Opel). Governi che sospendono la legge, sospendono gli articoli del codice civile a garanzia dei creditori. Vendicarci di cosa? Siamo messi proprio male, a ragionare in questo modo. |
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#5 (permalink) | |
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FORZA SASSUOLO!
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Aug 2004
Messaggi: 1,334
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Citazione:
Sovraproduzione, malinvestimento e crisi sono la naturale conseguenza di tutto questo e ciò non potrà che peggiorare con l'aumento del controllo politico dei mezzi di produzione, cioè con la gestione dell'economia non dei più capaci, ma dei candidati più simpatici e più furbi negli ultimi 10 giorni delle campagne elettorali... |
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#8 (permalink) | |
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Citazione:
si siede solo perchè si è mostrata l'opportunità di chiedere soldi ....ai Governi!!! Che pur di evitare l'impopolarità derivante dai licenziamenti glieli concederanno! Atlro che impresa privata ![]() Così son bravo anch'io!!! E se poi le cose andranno male: (come quasi sicuramente succederà) pazienza era una missione quasi impossibile!!! E i contribuenti ...pagano!!!! ciao |
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 22,685
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Citazione:
Così siamo bravi tutti !!! Ma come capzo è che NON SIAMO TUTTI IMPRENDITORI !!!!!!!!!!! Umiltà...umiltà !!!!! |
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#10 (permalink) | |
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ridateci il cainano!
Data registrazione: Dec 2004
Messaggi: 15,885
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Citazione:
![]() quel così son bravo anch'io è forse l'unica cosa sensata che ha scritto saremmo tutti imprenditori di successo se riuscissimo anche noi, come Fiat, sempre solo a mangiare nello stesso piatto dei politici, strusciandoci col Padrone vero, fascista o cattocomunista che sia, sì come conviene ... destra o sinistra, purchè se magna!!! questo è stato sempre lo slogan della Fiat, questo il business e il know how e poi sparliamo dell'imprenditore brianzolo?! è un santo e un vero imprenditore in confronto a Fiat quanto all'umiltà forse hai ragione: pochi di noi riuscirebbero a fare quello che ha fatto Fiat senza vomitare |
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