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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jan 2009
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G20 - Le soluzioni ?
Scusate ma ho capito male o ci stanno veramente dicendo che la soluzione della crisi sta nell'eliminare il segreto bancario e nel mettere in riga i paradisi fiscali (ma sono quelli veramente, bah?), con una lista nera, una lista grigia e qualche avvertimento qua e là...
5000 miliardi (in parte già iniettati...) da buttare con l'elicottero... Quello che mi lascia di stucco sono le frasi buttate là nemmeno tanto per caso da Brown ![]() "Dalla crisi economica emergono, secondo Brown, «le fondamenta di una nuova cooperazione internazionale, di un nuovo ordine mondiale»". Sole 24 ore Che fino a qualche mese fa si trovavano solo su siti di complottisti, visionari ecc eccbannato Ora quelle tre paroline sono sulla bocca di tutti i leaders mondiali... Non so più a chi credere... |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
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Cosa speravi che dicessero ? scusate, i colpevoli siamo noi che abbiamo fatto politiche economiche scellerate e ne faremo di peggiori.
Hanno servito sul piatto d'argento quello che la vulgata comune desiderava. Ma non preoccuparti del nuovo ordine mondiale, è sempre quello vecchio che ha gettato la maschera e finalmente è uscito alla luce. Saccheggiare tutta la ricchezza possibile per riversarla nelle più grandi macchine di sprechi mai create dall'uomo, cioè i carrozzoni pubblici che garantiscono consensi e clientele per la successiva rielezione. Almeno stavolta non sono stati ipocriti, un punto a loro favore. P.S. visto che l'intenzione è quella di azzannare i cosidetti paradisi fiscali causa di tutti i mali del mondo, mi aspetto che nel giro di un paio di anni spariscano TUTTE le mafie criminali che in alcuni di quei paesi riciclano narcoeuro e narcodollari. Sono sicuro che invece si continuerà a dover fare i conti con le triadi, con i cartelli messicani, con la mafia russa e con i trafficanti di migranti. Alla faccia nostra, e sopratutto di chi approva l'operato dei 20 clown che hanno fatto una gita a londra. |
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
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Sono d'accordo con Skymap, hanno fatto tutto quello che voleva il volgo con caccia alle streghe nei paradisi fiscali, senza di fatto offrire alcuna soluzione alla situazione.
PS: Ma poi sugli hedge funds tanto discussi non hanno preso nessun provvedimento? |
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2007
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Non una parola contro chi ha causato la crisi e contro chi doveva controllare e non lo ha fatto. Ah si certo togliamo pure i bonus a chi ha fatto fallire le società, che grande iniziativa,... altro che togliere i bonus bisognerebbe farsi ridare tutti i soldi che questi han rubato. |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2009
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Non da ieri si osserva che qualcuno per salvarsi e uscire liquido fa varare piani "contro la crisi" che servono per saccheggiare la ricchezza attuale e delle future generazioni e trasferire debiti e titoli tossici sul groppone dello stato. E' la strategia dei gruppi finanziari dominanti che riescono a farla passare come misure anticrisi a beneficio di tutti. I politici attuali sono a loro servizio e libro paga. Chi vuoi che abbia messo la Obama, il quale tra l'altro deve fare il commediante e l'imbonitore da terzo mondo per nascondere i pericoli del suo bilancio pubblico e indurre gli altri a seguirlo. Quanto ai paradisi fiscali, come gia' sorride qualcuno smaliziato su grossi giornali, si tratta di molto fumo e poco arrosto, su di esso poggia il grandioso business della droga contro il quale fanno finta di combattere. Falcone mori' pue per avere detto queste cose e essere andato a ficcare il naso. |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2009
Messaggi: 12
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Vedo che siamo d'accordo sul fatto che le soluzioni portate avanti a Londra sono ... fuorvianti, come minimo, dalla crisi stessa e dalle sue cause.
Ma tranne Kovalski ..."E' la strategia dei gruppi finanziari dominanti che riescono a farla passare come misure anticrisi a beneficio di tutti. I politici attuali sono a loro servizio e libro paga. Chi vuoi che abbia messo la Obama, il quale tra l'altro deve fare il commediante e l'imbonitore da terzo mondo per nascondere i pericoli del suo bilancio pubblico e indurre gli altri a seguirlo..." continuate a non fare caso, volutamente o meno, ai continui e ormai pubblici messaggi di nascita e avvio di qualcosa di nuovo... ora se proprio vogliamo e speriamo che ci sia qualcosa di nuovo nel mondo, nella politica e nell'economia, ma proprio NUOVO ORDINE MONDIALE lo devono chiamare? ora: o si prendono in giro di tutti i complottisti di internet che credono a fantasiosi complotti o ignorano che esistono tali idee "deliranti" oppure il complotto c'è ma non è un complotto, è solo IL programma daportare avanti e chissenefrega se qualcuna dubita e farnetica, tanto la massa IGNORA... Possibile che ieri sera la prima cosa detta a radio24 al radiotg delle 7, su Londra, è stata: "per gordon Brown è l'inizio di un nuovo ordine mondiale..." ??? Continuo a non capire... |
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#8 (permalink) | |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
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#10 (permalink) |
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Gamma Ray Burst
Data registrazione: Jul 2003
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I Big del G20 hanno trovato l'unità ma non le soluzioni
di Giuseppe Pennisi 3 Aprile 2009 Sfogliando la stampa italiana di questa mattina si ha l’impressione che gli inviati di molti quotidiani, spediti a Londra per “coprire” il G20, o non hanno letto i 29 punti del comunicato conclusivo (di cui, comunque, circolavano bozze da circa una settimana) o non lo abbiano posto nella prospettiva dell’economia internazionale degli ultimi 50 anni. Amaramente, occorre ammettere che alcune delle maggiori testate straniere (principalmente quelle tedesche e quelle britanniche) sono state più caute (ed i loro inviati sono stati meno storditi dai rintocchi del Big Ben ed hanno mostrato maggiore e migliore conoscenza dei fatti). Date le diversità di un Gruppo così variegato e così variopinto, è un mini-miracolo che si sia giunti ad un accordo – un fallimento avrebbe scatenato ancora di più i fantasmi dell’incertezza con conseguenze gravissime su mercati finanziari ed economia reale. La sostanza dei 29 punti suggerisce, però, che molto resta da fare. Non resta che augurarsi che parte del percorso venga realizzata da oggi all’inizio di luglio, quando si aprirà il G8 detto “della Maddalena”, presieduto dall’Italia. Veniamo, innanzitutto, ai punti salienti. In primo luogo, l’intesa di 1.000 miliardi di dollari anti-crisi sulle prime pagine della stampa non è una novità ma la mera applicazione di accordi sottoscritti a volte da decenni ed applicati con frequenza sino alla fine degli anni Ottanta quando l’alto livello di liquidità mondiale non ha più richiesto che si facesse ricorso ad esso. La dotazione di maggiori risorse al Fmi (la cui ristrutturazione – speriamo – non voglia dire togliere all’Italia il seggio nel Consiglio d’Amministrazione) si basa sul General Agreement to Borrow (GBA) del 1962 (allora tra i dieci maggiori Paesi industriali e la Svizzera) a prestare al Fondo le risorse necessarie ove la crescita della liquidità mondiale non fosse adeguata alle esigenze dello sviluppo economico. Il flusso di aiuti pubblici allo sviluppo (ODA in lessico tecnico) definito a Londra è pari, in termini reali, alla metà dei livelli effettivi annuali della seconda metà degli anni Ottanta. Le liste nere e grigie sui “paradisi fiscali” erano state stilate da almeno un lustro in seno all’Ocse; ancora un volta non si definiscono né compiti ispettivi né sanzioni – quindi, è stato messo a punto poco più di uno spaventapasseri. Gli appelli al libero commercio ed alla conclusione della Doha Development Agenda (DDA) non vengono dal pulpito meno adatto visto che, a fronte di un appello analogo nello scorso Novembre a Washington, 17 dei 20 hanno, da allora ad ora, alzato barriere protezionistiche. Ripeto sarebbe ingeneroso non riconoscere che ad un risultato si è tuttavia giunti mentre, date le premesse (rischio di duopolio Usa-Cina, scontro Usa-Ue, fibrillazioni dell’India) si temeva un fallimento. I punti più deboli dei risultati del G20 (e dei resoconti di entusiasti degli inviati): a) sotto il profilo macro-economico avere ignorato che in contesto in cui la base monetaria Usa raddoppia ogni sei mesi c’è il rischio che l’uscita della crisi sarà accompagnata da un’inflazione ancora peggiore di quella degli Anni Ottanta; b) l’aver trascurato che la crisi è sorta a ragione di disfunzioni micro-economiche dei mercati e che unicamente curando tali disfunzioni ci si può rimettere sul sentiero della stabilità. Questo ultimo punto merita un approfondimento. In estrema sintesi – come ben documentato nel libro curato da Rainer Masera “The Great Financial Crisis- Economics, Regulation and Risks” – alle origini della crisi si sono stati comportamenti micro-economici (di individui, di istituzioni) determinati da una concezione errata del rischio (che si potesse diversificarlo sino ad annullarlo) e da confusione tra rischio (stimabile con il calcolo delle probabilità) ed incertezza (difficilmente quantizzabile senza ricorrere a strumentazioni avanzate ed in parte ancora sperimentali). Ciò ha comportato miriadi di scelte errate tramite quelli che noi economisti chiamiamo processi di “selezione avversa”. I salvataggi di banche e simili stanno ora innescando processi di “azzardo morale”. Tanto la “selezione avversa” quanto l’"azzardo morale" inducono a razzolare male. Occorre andare alle radici di queste disfunzioni anche perché le prassi che si stanno diffondendo (una vera “lex mercatoria” in fieri) possono eccedere dal lato della cautela, smorzando i focolai di ripresa e , quel che è più grave, ponendoci su un percorso di crescita lenta per decenni. Ciò comporta un nucleo duro di nuove regole e strumenti sia nazionali sia internazionali per applicarle. E’ un processo lungo e non facile. Il primo appuntamento è quello del G8 di luglio. Sul quale si ripongono tante speranze. |
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