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Vecchio 02-04-09, 23:42   #1 (permalink)
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creditcrunch non è ancora classificato
bisogna migliorare il PIL cioè il benessere sociale

Scrivo oggi di nuovo su finanzaonline.com,

ho precedentemente scritto riguardo AIG e riguardo la disoccupazione dovuta alla crisi con il conseguente calo del PIL. Mi è stato replicato che sono troppo creativo per scrivere in inglese e che per diminuire la disoccupazione bisognerebbe abolire il profitto di chi non è operaio o dipendente (cioè i renters o qualsiasi tipo di imprenditorialità).

Secondo me la direzione della trasparenza negli alti livelli del mondo finanziario ad alti ed altissimi livelli è un obbligo, si alla direzione del G20 sotto l'influenza di Francia e Germania, secondo me, anche in Italia, andando verso la trasparenza e la lotta all'evasione fiscale, non si sarebbe arrivati al caso Parmalat e alla serie di scandali ancora oggetto di indagine della magistratura, con centinaia di persone che hanno perso risparmi di una vita e che si sono costituite parte civile più per disperazione che per speranza di giustizia.

Allo stesso tempo però bisogna modificare la struttura sociale e lavorativa del Paese, produrre beni o produrre servizi deve essere la direzione verso cui ogni cittadino deve dirigersi. Un ritorno del comunismo forse abolirebbe anche chi utilizza il surplus per fare profitto, molti imprenditori forse meriterebbero l'estinzione ma io non sono per la legge del taglione o per le gogne. Io non sono per il comunismo, io sono per le assunzioni, un aumento delle assunzioni, una produzione concertata, e per una imprenditorialità che migliori il contesto non faccia solo arricchire un paio di manager. Io credo che se gli imprenditori fossero tutti onesti e portassero sviluppo concreto, magari riducendo i propri profitti, non ci sarebbe neppure bisogno delle ideologie comuniste e socialiste.
Io scrivo quello che penso, magari commettendo errori nella forma o anche nella sostanza delle mie teorie economiche. Credo che la politica dell'apparire belli e in forma con all'interno un conflitto sociale stratosferico sia come una bomba ad orologeria, Berlusconi al potere porta avanti anche molte idee intelligenti e utili però gli italiani dovrebbero capire che bisogna stare bene tutti, non fare finta di stare bene e alcuni per non rovinare l'immagine.

Io non muoverei un dito per far male neppure a chi ruba il pane ai poveri e agli affamati, vorrei che essi si convertissero e facciano bene a tutti invece di inveire verso i miseri e verso i lavoratori, ma credo che i problemi vadano affrontati anche ammettendo i limiti delle scelte politiche che si compiono, altrimenti prima o poi le forze sociali si armeranno e si arriverà a una guerra civile magari partendo da rivolte isolate o scioperi violenti.

Seguo con ribrezzo la tv, Grillo che continua a provocare, i conduttori che si improvvisano mediatori del conflitto sociale e immagino i milioni di telespettatori chi confuso, chi pensa Berlusconi ci ha detto di non preoccuparci, chi disperato, chi pensa DiPietro riuscirà ad arrestare il ducetto, chi pensa tutti al potere sono uguali povero io che domani andrò al lavoro.

Penso che al di là della lotta all'evasione e agli ammortizzatori sociali per le famiglie, bisogna risolvere i problemi del mondo del lavoro, di chi lavora e soprattutto di chi vorrebbe lavorare. I disoccupati dovrebbero lavorare, i giovani dovrebbero lavorare, i meridionali dovrebbero lavorare, abbiamo in Italia tante forze che potrebbero migliorare il PIL invece non aumentano nè la ricchezza in beni e servizi nè la domanda che fà tanto gola agli imprenditori.

Creare contesto economico e sociale partendo dalle forze produttive inutilizzate, gli imprenditori servono ma nessuno (nè gli imprenditori stessi, nè i lavoratori, nè i disoccupati, nè la popolazione, i cittadini e le istituzioni) devono dimenticarsi che gli imprenditori e le aziende sono un mezzo, il fine è stare tutti bene senza rogne create dall'uomo, il fine è migliorare le condizioni di vita, e chi è ricco lo deve a chi lavora e chi è povero deve avere la certezza che la sua è una condizione momentanea e riuscirà a vivere nello stesso progresso di tutti gli uomini del duemila.

Giustizia ed equità sociale, senza però artifici per crearla, senza spargimenti di sangue, senza violenza e odi interclassisti, senza misure onerose per la spesa pubblica ma con politiche dell'occupazione che rendino degni tutti i disoccupati, tutti i giovani e che non si limitino a dare più potere alle imprese che vogliono licenziare perchè all'estero si paga di meno il costo del lavoro.
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Vecchio 03-04-09, 00:11   #2 (permalink)
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Scusa, ma il tuo modo di pensare - che io condivido - è completamente old fashion.
Da questo punto di vista, il mondo si divide in tre categorie:

- i neoclassici, per i quali i mercati sono in equilibrio: bisogna liberalizzare e privatizzare tutto. Lo stato deve essere ridotto ai minimi termini. Rappresentano la schiacciante maggioranza degli economisti e degli uomini di potere, diciamo il 99%.

- gli austriaci, che sostengono la stessa cosa, ma con una importante differenza: mentre i neoclassici con questa crisi se la sono fatta sotto e sono andati dallo Stato a frignare che volevano i soldi, gli austriaci avrebbero lasciato tranquillamente fallire tutto e tutti, banche, imprese e soprattutto Stati, fino all'Armageddon finale. Sono chiaramente in minoranza, diciamo lo 0,1%.

- gli altri, seguaci dell'economia mista, o dell'economia come strumento di giustizia. Fino a ieri venivano considerati un gruppo folcloristico, ma capace di creare potenzialmente dei danni enormi, perché con le loro idee avrebbero impedito la cancellazione della fame e della povertà dalla faccia della terra, che venivano considerate a portata di mano.

Finita la crisi, i neoclassici, dopo aver digerito le migliaia di miliardi stampati di fresco dai vari governi, riprenderanno le loro litanie contro l'ingerenza dello Stato e i danni che produce alle libertà economiche.
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Vecchio 03-04-09, 00:15   #3 (permalink)
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San Siro, ma che stai a dì?

I neoclassici rappresentano il 99% di chi comanda e vogliono uno stato ridotto ai minimi termini? E come mai abbiamo lo stesso rapporto spesa pubblica/pil dell'unione sovietica?
Sicuro non ti sfugga niente? Magari una piccola contraddizione.
kasparek è  collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-04-09, 00:51   #4 (permalink)
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San Siro, ma che stai a dì?

I neoclassici rappresentano il 99% di chi comanda e vogliono uno stato ridotto ai minimi termini? E come mai abbiamo lo stesso rapporto spesa pubblica/pil dell'unione sovietica?
Sicuro non ti sfugga niente? Magari una piccola contraddizione.
Nessuna contraddizione.
Gli economisti dicono ai politici: privatizzate e liberalizzate tutto.
Ma i politici, che non sono stupidi, sanno che così si giocano il posto. (I conservatori son ancora lì che non sanno quando potranno tornare a bivaccare in Downing Street).
E procedono con una lentezza, per molti, esasperante.
Lunedì da Gad Lerner, il - credo - sottosegretario D'Urso ha detto che non esiste un problema di privatizzazione dell'acqua.
Quindi, avrà pensato il telespettatore ingenuo, D'Urso rivendica la bontà della legge attuale (fatta peraltro dal centro sinistra.)
Nossignori. D'Urso ha ribadito più volte che la legge italiana è stata fatta solo per andare incontro a una direttiva europea.
Loro non c'entrano. Loro non sono responsabili di nulla.
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Vecchio 03-04-09, 01:20   #5 (permalink)
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San Siro, tra questi elementi:
-chi comanda vuole avere uno stato minimo
-abbiamo lo stesso rapporto spesa pubblica/pil dell'urss (tanto per dirne una)

la contraddizione è palese e la vedi anche da te.

Gli economisti che comandano predicano sempre tanta spesa pubblica e tante cosette del genere, col risultato di uno stato ipertrofico che è sotto gli occhi di tutti.
Tutti quelli che definisci "neoclassici" chiedono da anni ed anni, ora al massimo, spesa pubblica, estorsioni monetarie e compagnia bella.
kasparek è  collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-04-09, 01:25   #6 (permalink)
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ma i politici governano veramente facendosi tutte ste domande sull'economia, sul peso dello stato, sui neoclassici, sulla politica monetaria ecc

io credevo che facessero un po' tutto ad cazzum come più o meno a loro sembra che convenga a loro

ha senso discutere sulle idee economiche dei politici? hanno veramente delle idee?
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Vecchio 03-04-09, 01:32   #7 (permalink)
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Fanno tutto ad cazzum in base a ciò che conviene loro, ma danno ampio sfoggio di variegate idee economiche per giustificare il loro operato, e soprattutto per renderlo "oggettivo".
Del tipo: la "scienza" dice di fare un'espansione fiscale, chi sono io politico per non farla? mi inchino alla "scienza" e la faccio, perchè non c'è alcuna reale alternativa.
Come dire: per uccidere i batteri ci vuole la penicillina. Cos'altro posso fare?
Così tutti, in coro, a dire: be', in effetti, se la scienza dice così non ci si può opporre.
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Vecchio 03-04-09, 14:37   #8 (permalink)
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ma i politici governano veramente facendosi tutte ste domande sull'economia, sul peso dello stato, sui neoclassici, sulla politica monetaria ecc

io credevo che facessero un po' tutto ad cazzum come più o meno a loro sembra che convenga a loro

ha senso discutere sulle idee economiche dei politici? hanno veramente delle idee?
Sostanzialmente hai ragione (anche se la dizione latina corretta
è "ad min.chi.am" ).

I politici hanno cessato di avere idee.
Questo non significa però che non portino avanti dei programmi.
Il programma della destra come della sinistra è liberalizzare e privatizzare tutto.
Se non ci credete, leggete il Sole 24 Ore e le pagine economiche del Corriere (area centro destra) o di Repubblica (area centro sinistra.)
Troverete le stesse identiche cose.
Parte del lavoro viene fatta attraverso il lavoro legislativo dell'Unione Europea e della World Trade Organization.
Le leggi dell'Unione Europea prevalgono sulle leggi nazionali e quelle della World Trade Organizazion prevalgono sia su quelle dell'Unione Europea che sulla legislazione nazionale.
Per liberalizzare e privatizzare tutti i servizi pubblici (esclusi esercito, polizia e magistratura) si è inventato lo schema degli accordi Gats, con il quale si intende appunto svuotare gli Stati di ogni loro funzione.
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Vecchio 03-04-09, 14:46   #9 (permalink)
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ho precedentemente scritto riguardo AIG e riguardo la disoccupazione dovuta alla crisi con il conseguente calo del PIL. Mi è stato replicato che sono troppo creativo per scrivere in inglese e che per diminuire la disoccupazione bisognerebbe abolire il profitto di chi non è operaio o dipendente (cioè i renters o qualsiasi tipo di imprenditorialità).

Secondo me la direzione della trasparenza negli alti livelli del mondo finanziario ad alti ed altissimi livelli è un obbligo, si alla direzione del G20 sotto l'influenza di Francia e Germania, secondo me, anche in Italia, andando verso la trasparenza e la lotta all'evasione fiscale, non si sarebbe arrivati al caso Parmalat e alla serie di scandali ancora oggetto di indagine della magistratura, con centinaia di persone che hanno perso risparmi di una vita e che si sono costituite parte civile più per disperazione che per speranza di giustizia.

Allo stesso tempo però bisogna modificare la struttura sociale e lavorativa del Paese, produrre beni o produrre servizi deve essere la direzione verso cui ogni cittadino deve dirigersi. Un ritorno del comunismo forse abolirebbe anche chi utilizza il surplus per fare profitto, molti imprenditori forse meriterebbero l'estinzione ma io non sono per la legge del taglione o per le gogne. Io non sono per il comunismo, io sono per le assunzioni, un aumento delle assunzioni, una produzione concertata, e per una imprenditorialità che migliori il contesto non faccia solo arricchire un paio di manager. Io credo che se gli imprenditori fossero tutti onesti e portassero sviluppo concreto, magari riducendo i propri profitti, non ci sarebbe neppure bisogno delle ideologie comuniste e socialiste.
Io scrivo quello che penso, magari commettendo errori nella forma o anche nella sostanza delle mie teorie economiche. Credo che la politica dell'apparire belli e in forma con all'interno un conflitto sociale stratosferico sia come una bomba ad orologeria, Berlusconi al potere porta avanti anche molte idee intelligenti e utili però gli italiani dovrebbero capire che bisogna stare bene tutti, non fare finta di stare bene e alcuni per non rovinare l'immagine.

Io non muoverei un dito per far male neppure a chi ruba il pane ai poveri e agli affamati, vorrei che essi si convertissero e facciano bene a tutti invece di inveire verso i miseri e verso i lavoratori, ma credo che i problemi vadano affrontati anche ammettendo i limiti delle scelte politiche che si compiono, altrimenti prima o poi le forze sociali si armeranno e si arriverà a una guerra civile magari partendo da rivolte isolate o scioperi violenti.

Seguo con ribrezzo la tv, Grillo che continua a provocare, i conduttori che si improvvisano mediatori del conflitto sociale e immagino i milioni di telespettatori chi confuso, chi pensa Berlusconi ci ha detto di non preoccuparci, chi disperato, chi pensa DiPietro riuscirà ad arrestare il ducetto, chi pensa tutti al potere sono uguali povero io che domani andrò al lavoro.

Penso che al di là della lotta all'evasione e agli ammortizzatori sociali per le famiglie, bisogna risolvere i problemi del mondo del lavoro, di chi lavora e soprattutto di chi vorrebbe lavorare. I disoccupati dovrebbero lavorare, i giovani dovrebbero lavorare, i meridionali dovrebbero lavorare, abbiamo in Italia tante forze che potrebbero migliorare il PIL invece non aumentano nè la ricchezza in beni e servizi nè la domanda che fà tanto gola agli imprenditori.

Creare contesto economico e sociale partendo dalle forze produttive inutilizzate, gli imprenditori servono ma nessuno (nè gli imprenditori stessi, nè i lavoratori, nè i disoccupati, nè la popolazione, i cittadini e le istituzioni) devono dimenticarsi che gli imprenditori e le aziende sono un mezzo, il fine è stare tutti bene senza rogne create dall'uomo, il fine è migliorare le condizioni di vita, e chi è ricco lo deve a chi lavora e chi è povero deve avere la certezza che la sua è una condizione momentanea e riuscirà a vivere nello stesso progresso di tutti gli uomini del duemila.

Giustizia ed equità sociale, senza però artifici per crearla, senza spargimenti di sangue, senza violenza e odi interclassisti, senza misure onerose per la spesa pubblica ma con politiche dell'occupazione che rendino degni tutti i disoccupati, tutti i giovani e che non si limitino a dare più potere alle imprese che vogliono licenziare perchè all'estero si paga di meno il costo del lavoro.
Ma tutto questo con il Pil cosa ci azzecca?
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Vecchio 03-04-09, 14:50   #10 (permalink)
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San Siro, tra questi elementi:
-chi comanda vuole avere uno stato minimo
-abbiamo lo stesso rapporto spesa pubblica/pil dell'urss (tanto per dirne una)

la contraddizione è palese e la vedi anche da te.

Gli economisti che comandano predicano sempre tanta spesa pubblica e tante cosette del genere, col risultato di uno stato ipertrofico che è sotto gli occhi di tutti.
Tutti quelli che definisci "neoclassici" chiedono da anni ed anni, ora al massimo, spesa pubblica, estorsioni monetarie e compagnia bella.
Il paragone con l'Urss non ha senso e lo sai benissimo.

Come ho scritto nel post precedente, questo processo viene portato avanti attraverso organismi sovranazionali come l'Ue o la Wto.

Si tratta di un processo molto lungo e i politici non sono minimamente intenzionati ad esporsi in prima persona.

Le trade sono due. Quella diretta. Cioè prendi un servizio, ad esempio le Poste, lo trasformi in una Spa, lo collochi sul mercato e lentamente vendi le tue quote in modo che l'impresa diventi al 100% privata.

Non è un sistema molto amato dalle imprese, perché ci vogliono tanti soldi e quando l'impresa è grossa, non può essere svenduta. La truffa - perché di truffa si tratta - può funziona su base locale, dove una municipalizzata che vale 10 la si colloca sul mercato a 5 in modo che i bene informati si facciano un bel profitto del 100% in pochi giorni.

L'altro sistema, quello stile Wto/Unione Europea, consiste in tre tappe:
a) aprire al privato servizi fino a ieri forniti esclusivamente su base pubblica;
b) peggiorare il servizio dello Stato accentuando la crisi fiscale dello stesso;
c) lasciare sempre più spazio all'espansione del privato.

Il modello sanitario lombardo è un'intelligente trucco per privatizzare la sanità trasferendo direttamente i soldi dal pubblico al privato, fingendo che il servizio continui a essere pubblico.
Per le imprese sarebbe il Top, ma non può essere esteso più di tanto, sennò il trucco si vede.
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