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#1 (permalink) |
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Tasso disoccupazione negli USA.
Alcuni interessanti articoli presi dal sito kingfund.blogspot.com.
Employment situation gen-09 lunedì 9 febbraio 2009 Il tasso di disoccupazione continua la propria corsa al rialzo passando dal 7,2% di dicembre al 7,6% raggiunto nel mese di gennaio 2009. La situazione non vede, per il momento, nessun segno di miglioramento. Anzi, a peggiorare maggiormente sono anche i tassi riguardanti la disoccupazione che includono anche altre categorie di lavoratori disoccupati i quali però non rientrano nel tasso ufficiale in quanto non hanno cercato un lavoro nelle ultime quattro settimane. Tra questi i lavoratori che hanno smesso di cercare un lavoro perchè ritengono che non ci sia al momento nessuna possibilità di trovarlo (discouraged workers) oppure per altri motivi familiari o scolastici (other marginally attached workers). Queste categorie sono anch'esse in continuo aumento come si nota dal primo grafico, e sono ora sui livelli massimi da quando vengono rilevate le statistiche, ovvero dal 1994. Tenendo conto di questi lavoratori il tasso di disoccupazione risulta quindi più elevato, a gennaio dell'8,8% contro il 7,6% ufficiale, come mostrato dal secondo grafico. ![]()
Ultima modifica di harley-law : 09-03-09 alle ore 00:52 |
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#2 (permalink) |
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Employment situation feb-09
lunedì 9 marzo 2009 Continua a salire il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti che ha raggiunto a febbraio l'8,1%, il livello più alto dal dicembre del 1983. Il primo grafico a fianco ci permette invece di osservare la situazione sotto il profilo dell'occupazione e ci mostra un quadro ancora peggiore. Il numero totale degli occupati è infatti diminuito a febbraio di circa il 3% rispetto all'anno precedente, livello ben peggiore della recessione del 1981-82 che ebbe come massimo una diminuzione dell'1,5% ed anche della recessione del 1973-75 che raggiunse un calo del 2%. Per vedere livelli così bassi si deve tornare alle tre recessioni successive alla seconda guerra mondiale, le quali raggiunsero un tasso negativo di circa il 3%; considerando però che le previsioni sono per un ulteriore peggioramento anche queste recessioni sarebbero superate in gravità. Nel secondo grafico sono invece rappresentati i livelli raggiunti dall'occupazione nei mesi successivi dall'inizio della recessione. Possiamo notare come la recessione corrente sia, sotto questo profilo, la più grave del dopoguerra, avendo visto, dal suo inizio, la percentuale maggiore di perdita di posti di lavoro. ![]()
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#3 (permalink) |
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http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=333818
venerdì 06 marzo 2009, 20:03 Usa, la disoccupazione cresce fino all'8,1% Obama: "Dati atroci" Milano -I listini europei rimbalzano dopo il dato sulla disoccupazione Usa. I 651mila posti di lavoro persi, che hanno spinto il tasso di disoccupazione all’8,1%, sono in linea con le attese degli analisti e la notizia è stata accolta positivamente dai mercati. Anche se il tasso di disoccupazione sale ai massimi dal dicembre 1983. Dall’inizio della recessione nel dicembre 2007 gli Usa hanno perso complessivamente 4,4 milioni di occupati, di cui più della metà negli ultimi 4 mesi. "Sono dati atroci", ha commentato il presidente Usa, Barack Obama.... |
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#4 (permalink) |
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Occupazione e PIL in recessione
giovedì 5 febbraio 2009 I grafici a fianco forniscono un ulteriore confronto con le dieci recessioni avvenute dal dopoguerra ad oggi, osservandone il comportamento relativo all'occupazione ed al prodotto interno lordo reale. Nel primo grafico si può notare come la recessione odierna (linea nera) sia al momento perfettamente corrispondente alla media delle passate recessioni (linea rossa), questo nonostante il forte peggioramento fatto registrare negli ultimi quattro mesi. Vediamo però come in passato questo sia stato in media il momento peggiore, infatti dal tredicesimo mese successivo all'inizio della crisi si nota un miglioramento sul fronte dell'occupazione, cosa che probabilmente non avverrà in questo momento date le notizie negative che continuano ad arrivare dal mercato del lavoro. Sembra al momento invece più probabile un andamento simile alla recessione del 1981 se non addirittura alle recessioni precedenti agli anni '60, quando l'impatto sull'occupazione fu molto più forte raggiungendo un minimo del 5% contro l'1,9% che stiamo registrando al momento. ![]() continua... |
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#5 (permalink) |
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Nel secondo grafico si può invece osservare l'andamento del pil reale nei trimestri successivi all'inizio della recessione, al momento in calo dello -0,2% (linea nera) contro una media delle recessioni passate del -0,6% (linea rossa).
Anche in questo caso però si può notare come il quinto trimestre dopo l'inizio della recessione abbia portato mediamente ad un netto miglioramento del pil che passa da un -0,6% ad un dato positivo dell'1,1%, situazione che difficilmente si verificherà in questo caso e che indica come questa recessione è potenzialmente tra le più gravi e durature del dopoguerra.
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#6 (permalink) |
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Insolvenze raddoppiate in un anno
lunedì 2 marzo 2009 Sono in continua crescita i mancati pagamenti di rate di mutui e prestiti alle banche commerciali. Nel quarto trimestre 2008 sono saliti di circa il 30% rispetto al trimestre precedente e del 95% rispetto allo stesso trimestre del 2007 passando da 168 a 328 miliardi di dollari, percentuali record dall'inizio delle statistiche nel 1985. A guidare l'aumento il settore dei mutui immobiliari con ritmi di crescita superiori rispetto agli altri settori che lo hanno portato a contare per circa il 70% del totale delle infrazioni. All'interno del settore immobiliare le infrazioni sono superiori nel settore residenziale rispetto a quello commerciale, ma ciò è dovuto al momento dal maggiore ammontare dei mutui all'edilizia residenziale rispetto a quelli dell'edilizia commerciale; in realtà le infrazioni si attestano su percentuali simili, intorno al 6%, per entrambi i settori. ![]()
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Guarda, il tasso reale di disoccupazione Usa è circa del 14%, e coloro che hanno problemi di lavoro superano il 17%.
La questione dei discouraged workers non è la più rilevante. Devi calcolare quelli che lavorano part time ma cercano di lavorare full time senza riuscirci (contati al 50%), quelli che sono usciti dalle statistiche e non vivono di rendita ma campano di lavoretti, quelli che sono in libertà sulla parola. Il problema è che questi numeri non necessariamente si muovono allo stesso modo del tasso di disoccupazione "ufficiale", cioè l'U-5, l'8,1 recentemente riportato dai giornali. Quindi, anche se si segue il dato ufficiale, non si sa quello che sta veramente accadendo all'economia statunitense. Stessa cosa vale ovviamente per le altre economie dei paesi Ocse, Italia compresa (da noi penso che saremo oltre il 20% di disoccupazione reale). |
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