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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 5,443
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Preparativi di liberismo in campagna
Ieri, cioè sabato, sono andato ad accompagnare un'amica che doveva fare delle interviste a degli agricoltori del piacentino.
Il panel era formato da produttori di pomodori da industria, e le domande vertevano sulle varietà e i prodotti impiegati. Siamo arrivati nella seconda parte della mattinata e abbiamo continuato nel pomeriggio. Tutti gli agricoltori intervistati, compresi quelli del pomeriggio, STAVANO LAVORANDO. Ripeto: STAVANO LAVORANDO. Erano in campo, col loro bel trattore. Di sabato pomeriggio. Per gli economisti della Bocconi, siamo di fronte a dei veri, autentici parassiti. Loro, i Grandi Economisti della Più Grande Università Italiana, sono le colonne della società, mentre chi lavora tutti i giorni, sabato compresi, è un parassita fannullone che sfrutta il protezionismo dell'Unione Europea. Io non seguivo tanto le interviste, ma a una domanda sul rendimento di una certa varietà di pomodoro, ho sentito una cifra che mi ha scosso: 900 quintali all'ettaro. Sono 9 chili al metro quadro. (Forse io arrivo a 2...) Quindi, se vi domandate perché da un po' di tempo le cose vanno male, in questo piccolo aneddoto avete una parte di risposta. In Italia, chi lavora, chi fa, chi produce qualcosa di reale, viene considerato un fannullone improduttivo. Al di là dell'evidente im.becil.lità della posizione degli economisti, e i gravissimi - probabilmente irreversibili - danni che ha prodotto all'economia del paese, ciò a cui si è giunti è qualcosa di ancora più grave, che va al di là dell'economia: è stata cancellata l'etica del lavoro. |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
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Ma che stai a di'? Quando mai hanno detto che sono tutti dei parassiti?
Incidentalmente, però, ti faccio notare che (non sto parlando in concreto, ma in teoria) fai presto a lavorare se sei coperto di sussidi di ogni genere. Praticamente hai lo stato che manipola prezzi e quantità a tuo favore. |
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 3,747
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Citazione:
900 ql di pomori da industria per 0,60 al kg (quotazione del 2008 compresa di aiuti comunitari) = 5400 euro all'ettaro qui trovi una descrizione delle lavorazioni richieste per i pomodori http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/pomodoro.htm ora togli l'80% come costo colturale per fare tutto quello che hai letto nel link e ti rimangono se tutto va bene 1080 euro l'ettaro compresi i tanto vituperati contributi ora pensa che un ettaro sono diecimila metriquadrati, prendi zappa e vanghetta e prova a piantarci i pomodori.....poi pensa a quello che guadagni tu ogni mese e a quanti ettari di pomodori , tutto da solo, dovresti coltivarti per guadagnare la stessa cifra........e renditi conto che hai detto una sonora sciocchezza dettata dall'idea che gli altri stanno sempre meglio di noi ps: non rispondere che ci sono gli attrezzi meccanizzati perche' se no, devi pure aggiungerci il capitale per l'acquisto, l'ammortamento e la manutenzione che non fanno parte dell'80% dei costi di coltura ps del ps: fai anche il conto di quanto "capitale" impegna l'acquisto iniziale di almeno una 20ina di ettari per vivere coltivando i pomodori e che rendimento finanziario dovresti considerare rispetto ad altri investimenti
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 5,443
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Citazione:
Sono anni che gli economisti martellano su questo punto. Ma se sono così pieni di sussidi, perché lavorano di sabato pomeriggio? Quando gli economisti della Bocconi sono in giro con le amanti a fare shopping? |
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#7 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 3,747
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Citazione:
pero' in cambio si alternano periodi a volte lunghi dove non si lavora, tipo quando piove pero' bisogna dire che la maggior parte delle aziende agricole italiane non e' monocolturale, e cioe' deve mettere insieme diverse attivita' agricole per sopravvivere (tipo un po' di coltivazione aortofrutticola, un po' di allevamento bovino e un po' di cerealicola) e questo riduce di molto i periodi di riposo per quanto riguarda poi la voglia di lavorare, l'agricoltore "allevatore" e' decisamente il piu' dotato di spirito di sacrificio, Infatti per lui non esistono domeniche o ferie e neppure ferragosto, se non ha dipendenti in grado di sostituirlo: le vacche vanno munte, alimentate ed assistite durante il parto, anche di notte......insomma e' un lavoro molto duro, consigliato solo a chi e' veramente appassionato e non ha alcuna paura di lavorare sodo (anzi deve pure piacergli un po') mica per niente le campagne si sono spopolate poi che ci sia stato un momento in cui chi era agricoltore ha fatto i soldi con contributi a pioggia e senza controlli: ok, ma quel tempo e' finito da almeno 20 anni oggi per prendere il misero obolo dei contributi seminativi (circa 250euro a ettaro) ti fotografano il terreno con il satellite (che poi non e' sbagliato) |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 5,227
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Mica ho detto che non lavorano, cari.
Ho detto che il fatto che lavorino il sabato mattina, il sabato pomeriggio o la domenica sera non c'entra un accidenti con sussidi e cose varie. E che vorrei anche sapere chi li ha definiti parassiti. La sonora sciocchezza è far finta che i sussidi non contino niente. Possono contare anche tanto, invece. Potrebbero, ipoteticamente, lavorare 365 giorni a settimana per 20 ore al giorno e stare in piedi solo grazie ai sussidi, senza i quali sarebbero in perdita. Poi, se stiano in piedi da soli oppure no, io non lo so, infatti non ho dato del parassita a nessuno nè ho detto che ha ragione chi li definisce parassiti. |
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 845
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Citazione:
però io mi chiedo perchè ci sono disoccupati e persone che si lamentano perennemente del loro stipendio e poi ci sono lavori piuttosto redditizi: tecnici informatici a 30 euro l'ora, idraulici, falegnami, tapparellisti... forse tante persone non sono disposte a lavorare, o meglio, accettano solo lavori in cui si fa poco-nulla non so se è il caso di coltiva la terra Ultima modifica di lucchetto22 : 01-03-09 alle ore 21:33 |
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#10 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 3,747
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beh i sussidi, nelle intenzioni iniziali, dovevano servire ad evitare che la gente abbandonasse il lavoro agricolo proprio perche' non runumerativo...poi via via si sono trasformati
ultimamente, seguendo i ragionamenti liberisti di globalizzazione, la ue (probabilmente dopo essersi consultata con i cervelloni bocconiani) ha pensato che non fosse giusto sussidiare gli agricoltori con contributi legati alla produzione (ad esempio fino a pochi anni fa i sussidi erano differenziati in base a cosa seminavi) Essi hanno pensato che la cosa inducesse gli agricoltori a scegliere di produrre solo quello che veniva maggiormente sussidiato togliendogli la libera scelta di cosa produrre l'idea di libera competitivita' ha quindi portato la ue a decidere di dare i sussidi per i seminativi in base alla terra e non ai prodott,i su di essa, coltivati, nell'assurda intenzione di favorire l'agricoltore nella libera scelta di cosa piantare in funzione della futura richiesta di mercato Forse i signori bocconiani non hanno mai visto un agricoltore italiano dal vero : tranne rarissime eccezioni egli e' un uomo pratico ed gran lavoratore, ma di certo non e' avvezzo ad astrusi calcoli di marketing per decidere cosa piantare oggi che avra', all'epoca del raccolto, la migliore richiesta del mercato questo ha portato ad una situazione di semi caos, nelle scelte delle colture e sostanzialmente ha prevalso l'abitudinarieta' tipica del coltivatore diretto italiano insomma la ue ha direttamente promosso e facilitato l'arrivo dei pomodori cinesi sul piatto dei consumatori europei.....alla faccia dell'ecologia, della razionalizzazione e della tutela del settore primario come settore strategico oggi con questa crisi, ci si augura che ricominci a prevalere, sull'utopia del liberismo di mercato spinto, anche la logica del prodotto disponibile sul territorio di produzione (a km zero) e sopratutto l'importanza di preservare il settore primario per tutte le economia che e' l'allevamento, la pesca e l'agricoltura che insieme producono gli unici beni di cui veramente, ancora oggi, nessuna popolazione puo' fare a meno Speriamo anche che molti economisti siano, da dopodomani, costretti ad andare a zappare la terra.........cosi' gli agricoltori, divenuti loro superiori, potranno almeno vendicarsi
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