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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 22
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E se questo.........
dieci anni fa un mio fornitore mi disse : " allora, quest'anno che viene, quanto facciamo ? + 15 o + 20% ?".
abbozzai una risposta, ma dieci anni dopo il mio dubbio mi sta riassalendo.... ragionai allora: in base a chi/che cosa il prox anno devo fare + 15/20% ? se ogni anno la torta rimane eguale ma a tavola si siedono più persone, la fetta casomai diminuisce..... ragiono oggi: e se questa bella parola, "ripresa", pronunciata ogni giorno milioni di volte in molteplici lingue, in realtà non esistesse ? mi spiego meglio: ovvero, chi è in grado di affermare che i reali consumi di ogni bene (durevole e non) , depurati da un'illogico indebitamento - che di fatto assieme all'avidità di chi ci faceva credere che prestandoti i soldi non dovevi ripensare a come tornarli.... tanto... - e da una maggiora e più sensata propensione al risparmio, non siano in realtà questi che oggi testiamo con mano ? e se invece la reale capacità di assorbimento del mercato mondiale, con i mezzi logicamente disponibili (nè più nè meno di quanto si faceva sino a 30-40 anni fa...) facesse un - 30 -40% sugli ultimi fatturati di più o meno tutti i settori industriali ? Nutro seri dubbi che la realtà possa in futuro essere tanto diversa, il problema principale sarà contenere il livello di disoccupazione che salirà di molto, vedremo dopo l'estate quali scenari si presenteranno..... E penso che allora, visto che in altra sezione del forum si parla anche di questo, anche le case caleranno ma non del 5% come vogliono far credere, visto che i compratori saranno sempre di meno... una volta non era così disonorevole stare anche una vita in affitto..... Sono convinto che tra qualche decennio i libri di storia avranno di che scrivere......... |
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#2 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2008
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La produzione è uguale al consumo. I risparmi sono uguali agli investimenti. Quando vi sono scostamenti all'interno di queste identità è perché vi sono problemi di aggiustamento, che sono transitori. (Es. si satura un certo settore, diciamo quello dell'automobile; c'è un problema di persone in eccesso che dovranno essere riassorbite da altri settori in crescita, se ci sono, o da nuovi settori.) |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
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Date per risolti i problemi tecnici ed anche quelli giuridici. Ammettiamo che il solito americano presenti il progetto di un'auto che possa anche volare (già c'è..ma che ora sia efficace) Beh non ci sarebbe lavoro per migliaia e migliaia di lavoratori |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
Messaggi: 22
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io non sono così convinto che la produzione sia eguale al consumo.
O meglio, l'attuale produzione. Se così fosse, non ci sarebbero milioni di auto invendute nei piazzali logistici di mezzo mondo (visto che si parla di auto). In effetti, la logica industriale alle volte (o forse è corretto dire il più delle volte....) non è strettamente correlata a quanto si crede comunemente, richiesta 100 produco 100 o qualcosa di più, tanto le scorte teoricamente dovrebbero girare rapidamente, oppure richiesta 100 produco 75 per tenere alta la richiesta (maison d'alta orologeria.... il primo che mi viene in mente) ed il prezzo..... Ci sono realtà industriali (diciamo attorno al migliaio e passa di addetti) che devono nel vero senso della parola produrre e stoccare, perchè a contratto con i fornitori di energia elettrica stabiliscono minimi di assorbimenti ai quali corrisponde un determinato costo Kw; se vado sotto (ed è quello che sta succedendo con la maggioranza se non la quasi totalità di queste realtà in c.i.g.) il Kw costa sensibilmente di più. Mia considerazione personale, è che in troppi (inteso nel mondo) producono troppi beni eguali per una quota di consumatori che è sempre la stessa, contando solo sul fatto che il famoso +10% del mio primo post sia eterno per tutti, che ognuno cambi telefonino ogni 6 mesi, auto ogni 2-3 anni, e così via, plasma, scarpe, abbigliamento, occhiali da sole, ecc ecc ecc. Ora che il giocattolo (consumismo) è imploso, e doveva prima o poi accadere, basato com'era solo sull'indebitamento crescente, raccogliamo i cocci e rivediamo le posizioni, magari con l'ausilio delle memorie storiche di come si viveva un pò di decenni fa...... buona giornata |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2009
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secondo me dopo questa fase di rallentamento dell'economia non sarà più come nel passato, ci sarà un ridimensionamento dei listini e del volume di scambi su scala planetaria. Saremo più parsimoniosi e meno spreconi, naturalmente io auspico che questo accada perchè sennò sarebbero guai seri.
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
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fanno parte dei soliti consumatori ???? . Non c'è calo di domanda...c'è paura che provoca calo di domanda. E ci sono le banche che non hanno soldi da prestare perchè: ne hanno pochi e cmq hanno paura che quelli prestati non tornino indietro.....perchè? vedi alla voce Paura dei consumatori Se ti dicessero che sicuramente il tuo posto di lavoro è intoccabile.....continueresti a spendere e a spandere ? Perdippiù con alcuni prezzi in discesa.. Si lo faresti e lo farebbero tutti...il fatto è che manca quella sicurezza. |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2008
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quoto... il fatto che alla fine una buona parte della capacità produttiva è stata creata, indebitandosi, sulla spinta del consumismo fa sì che , a mio parere, il peggio lo dobbiam ancora vedere.... oltre alle banche ci son sono un tot di aziende che si sono indebitate per sosteneere certi tassi di screscita e di sviluppo. Non vorrei...ma ho l'impressione che pian piano si debba fare in molti un paio di passi indietro (come stile di vita, ecc. ) ..e speriamo che ciò avvenga pian piano..altrimenti son problemi ancor più grossi. I problemi seri, come al solito, saran per le classi più deboli. Spero di sbagliarmi |
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#10 (permalink) | |
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Data registrazione: Mar 2008
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Il problema attuale è la corretta interpretazione di questa crisi, perché la sproporzione fra produzione e consumo è evidente e difficilmente la si può ricondurre tutta alla crisi finanziaria. Vi sono due ipotesi al riguardo: a) le aziende continuano a produrre le stesse cose di prima e quindi gli aumenti di produttività si traducono in un eccesso di offerta; b) vi è stata una redistribuzione della ricchezza che ha portato a una riduzione della domanda reale; questo si somma a fenomeni di squilibrio di lungo periodo nelle partite correnti di alcuni paesi (Usa in primis) che ha comportato flussi di merci prodotte a bassissimo prezzo in Cina (creando quindi poca domanda). Ci dovrebbe essere un dibattito fra gli economisti per cercare di capire cosa sta effettivamente accadendo; quale fra le due ipotesi (che non si escludono ma si completano) prevale. Ma come si può notare, l'interesse su questi temi langue. |
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