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Vecchio 25-02-09, 21:04   #1 (permalink)
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The Big Opportunity of Subprime

E' chiaro per me che un titolo come questo potrebbe suscitare in molti un senso di ilarità visto quello a cui stiamo assistendo. Tuttavia voglio correre il rischio di argomentare le motivazione secondo le quali, a mio avviso, il problema dei subprime potrebbe nel medio periodo(nei prossimi 2 anni) trasformarsi in un ottimo propellente per una crescita strutturale nella successiva decade.
Per capirlo bisogna partire dal fatto che ogni crescita economica dipende sempre alla fine dalla capacità di un tessuto economico di rivitalizzarsi attraverso la nascita di altri attori innovativi che velocemente occupano la scena in molti casi affiancandosi in altri sostiuendo i vecchi attori.
Se questo è il presupposto macro, a livello micro le dinamiche che lo consentono sono dettate dalla propensione della fascia generazionale più fertile ( mi riferisco a quella fascia di giovani con età compresa tra i 25 ed i 35 anni) a trasferire conoscenze e competenze acquisite in ambito universitario e di prima occupazione in una idea imprenditoriale (Non esiste economia di mercato senza imprenditori, avvolte si parla di società spersonalizzando la stessa). Ebbene uno dei maggiori ostacoli che si frappongono in questo processo di trasferimento tecnologico è dettato dal costo della casa, più questo è alto meno alta sarà la propensione a rischiare da parte del giovane imprenditore, sopratutto il rischio diventa inaccettabile quanto più incerta è l'iniziativa imprenditoriale, o i presupposti che la originano. Nel caso è chiaro che iniziative knowledge based hanno un profilo di rischio più marcato.
Ritornando al caso pratico, un ingegnere di Milano certamente avrà difficoltà enormi a liberare ulteriori energie, economiche, psichiche e di fiducia se il mutuo che ha contratto per una casa di 80 mq è pari a 300-400 mgl/€, diverso il discorso per il suo omologo di Seattle dove invece la caduta del settore immobiliare ha portato il costo di una abitazione di 110 mq a valori prossimi a 100-120.0000 $.
Personalmente non ho mai pensato all'asset dell'immobile come a un qualcosa di cui vantarsi, essa infatti è di per se ricchezza immobilizzata, non genera ricchezza aggiuntiva (in quanto il fattore non comporta aumento di produttività), taglia le gambe ai giovani più promettenti tarsferendo ricchezza da questi ultimi a quelli meno meritevoli come i rentiers.
La velocità di caduta del settore immobiliare negli USA, se da un lato sta affossando il sistema finanziario causando una dura recessione dall'altro sta ponendo le basi per un processo shumpeteriano di distruzione rigeneratrice, invece il mantenimento dello status quo in Italia con valori immobiliari ormai totalmente scollegati dal valore di costo opportunità, rappresenta uno tra i più importanti motivi di paralisi del sistema paese degli ultimi 10 anni.
amartya78 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-02-09, 21:36   #2 (permalink)
ridateci il cainano!
 
L'avatar di Andrea4891
 
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per farla breve:

più lo mandi giù e più si tira su

non bevo caffè
Andrea4891 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-02-09, 21:41   #3 (permalink)
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L'avatar di jacktheripper71
 
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Ritornando al caso pratico, un ingegnere di Milano certamente avrà difficoltà enormi a liberare ulteriori energie, economiche, psichiche e di fiducia se il mutuo che ha contratto per una casa di 80 mq è pari a 300-400 mgl/€, diverso il discorso per il suo omologo di Seattle dove invece la caduta del settore immobiliare ha portato il costo di una abitazione di 110 mq a valori prossimi a 100-120.0000 $.
Personalmente non ho mai pensato all'asset dell'immobile come a un qualcosa di cui vantarsi, essa infatti è di per se ricchezza immobilizzata, non genera ricchezza aggiuntiva (in quanto il fattore non comporta aumento di produttività), taglia le gambe ai giovani più promettenti tarsferendo ricchezza da questi ultimi a quelli meno meritevoli come i rentiers.
La velocità di caduta del settore immobiliare negli USA, se da un lato sta affossando il sistema finanziario causando una dura recessione dall'altro sta ponendo le basi per un processo shumpeteriano di distruzione rigeneratrice, invece il mantenimento dello status quo in Italia con valori immobiliari ormai totalmente scollegati dal valore di costo opportunità, rappresenta uno tra i più importanti motivi di paralisi del sistema paese degli ultimi 10 anni.
A me pare che quasi tutti i proprietari immobiliari OGGI farebbero sconti d'oro ad un qualsiasi compratore; ma dato che c'e' una sproporzione fra i tanti che venderebbero casa e i pochissimi interessati a comprarla, c'è una buona fetta di proprietari immobiliari che piuttosto che cercare inutilmente di vendere il proprio immobile, con l'agente immobiliare che si stringe nelle spalle e l'ICI che incombe, preferiscono tenersi un inquilino (anche con rischio insolvenza) oppure a canone "di favore" o in alcuni casi addirittura dato in comodato ad un parente.
Basta dare la colpa della paralisi italiana ai proprietari immobiliari che anzi fra ICI, IRPEF Bolli Tasse di Registro e balzelli vari sono gli unici ad essere veramente presi di mira dal FISCO.
jacktheripper71 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-02-09, 11:09   #4 (permalink)
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E' chiaro per me che un titolo come questo potrebbe suscitare in molti un senso di ilarità visto quello a cui stiamo assistendo. Tuttavia voglio correre il rischio di argomentare le motivazione secondo le quali, a mio avviso, il problema dei subprime potrebbe nel medio periodo(nei prossimi 2 anni) trasformarsi in un ottimo propellente per una crescita strutturale nella successiva decade.
Per capirlo bisogna partire dal fatto che ogni crescita economica dipende sempre alla fine dalla capacità di un tessuto economico di rivitalizzarsi attraverso la nascita di altri attori innovativi che velocemente occupano la scena in molti casi affiancandosi in altri sostiuendo i vecchi attori.
Se questo è il presupposto macro, a livello micro le dinamiche che lo consentono sono dettate dalla propensione della fascia generazionale più fertile ( mi riferisco a quella fascia di giovani con età compresa tra i 25 ed i 35 anni) a trasferire conoscenze e competenze acquisite in ambito universitario e di prima occupazione in una idea imprenditoriale (Non esiste economia di mercato senza imprenditori, avvolte si parla di società spersonalizzando la stessa). Ebbene uno dei maggiori ostacoli che si frappongono in questo processo di trasferimento tecnologico è dettato dal costo della casa, più questo è alto meno alta sarà la propensione a rischiare da parte del giovane imprenditore, sopratutto il rischio diventa inaccettabile quanto più incerta è l'iniziativa imprenditoriale, o i presupposti che la originano. Nel caso è chiaro che iniziative knowledge based hanno un profilo di rischio più marcato.
Ritornando al caso pratico, un ingegnere di Milano certamente avrà difficoltà enormi a liberare ulteriori energie, economiche, psichiche e di fiducia se il mutuo che ha contratto per una casa di 80 mq è pari a 300-400 mgl/€, diverso il discorso per il suo omologo di Seattle dove invece la caduta del settore immobiliare ha portato il costo di una abitazione di 110 mq a valori prossimi a 100-120.0000 $.
Personalmente non ho mai pensato all'asset dell'immobile come a un qualcosa di cui vantarsi, essa infatti è di per se ricchezza immobilizzata, non genera ricchezza aggiuntiva (in quanto il fattore non comporta aumento di produttività), taglia le gambe ai giovani più promettenti tarsferendo ricchezza da questi ultimi a quelli meno meritevoli come i rentiers.
La velocità di caduta del settore immobiliare negli USA, se da un lato sta affossando il sistema finanziario causando una dura recessione dall'altro sta ponendo le basi per un processo shumpeteriano di distruzione rigeneratrice, invece il mantenimento dello status quo in Italia con valori immobiliari ormai totalmente scollegati dal valore di costo opportunità, rappresenta uno tra i più importanti motivi di paralisi del sistema paese degli ultimi 10 anni.
Mi pare un discorso sensato.
Duralex non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-02-09, 13:03   #5 (permalink)
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L'avatar di thedreamer
 
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E' chiaro per me che un titolo come questo potrebbe suscitare in molti un senso di ilarità visto quello a cui stiamo assistendo. Tuttavia voglio correre il rischio di argomentare le motivazione secondo le quali, a mio avviso, il problema dei subprime potrebbe nel medio periodo(nei prossimi 2 anni) trasformarsi in un ottimo propellente per una crescita strutturale nella successiva decade.
Per capirlo bisogna partire dal fatto che ogni crescita economica dipende sempre alla fine dalla capacità di un tessuto economico di rivitalizzarsi attraverso la nascita di altri attori innovativi che velocemente occupano la scena in molti casi affiancandosi in altri sostiuendo i vecchi attori.
Se questo è il presupposto macro, a livello micro le dinamiche che lo consentono sono dettate dalla propensione della fascia generazionale più fertile ( mi riferisco a quella fascia di giovani con età compresa tra i 25 ed i 35 anni) a trasferire conoscenze e competenze acquisite in ambito universitario e di prima occupazione in una idea imprenditoriale (Non esiste economia di mercato senza imprenditori, avvolte si parla di società spersonalizzando la stessa). Ebbene uno dei maggiori ostacoli che si frappongono in questo processo di trasferimento tecnologico è dettato dal costo della casa, più questo è alto meno alta sarà la propensione a rischiare da parte del giovane imprenditore, sopratutto il rischio diventa inaccettabile quanto più incerta è l'iniziativa imprenditoriale, o i presupposti che la originano. Nel caso è chiaro che iniziative knowledge based hanno un profilo di rischio più marcato.
Ritornando al caso pratico, un ingegnere di Milano certamente avrà difficoltà enormi a liberare ulteriori energie, economiche, psichiche e di fiducia se il mutuo che ha contratto per una casa di 80 mq è pari a 300-400 mgl/€, diverso il discorso per il suo omologo di Seattle dove invece la caduta del settore immobiliare ha portato il costo di una abitazione di 110 mq a valori prossimi a 100-120.0000 $.
Personalmente non ho mai pensato all'asset dell'immobile come a un qualcosa di cui vantarsi, essa infatti è di per se ricchezza immobilizzata, non genera ricchezza aggiuntiva (in quanto il fattore non comporta aumento di produttività), taglia le gambe ai giovani più promettenti tarsferendo ricchezza da questi ultimi a quelli meno meritevoli come i rentiers.
La velocità di caduta del settore immobiliare negli USA, se da un lato sta affossando il sistema finanziario causando una dura recessione dall'altro sta ponendo le basi per un processo shumpeteriano di distruzione rigeneratrice, invece il mantenimento dello status quo in Italia con valori immobiliari ormai totalmente scollegati dal valore di costo opportunità, rappresenta uno tra i più importanti motivi di paralisi del sistema paese degli ultimi 10 anni.
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thedreamer non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-02-09, 13:12   #6 (permalink)
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L'avatar di dottoraus
 
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Non concordo assolutamente, i valori immobiliari li ha decretati la corsa ai sub-prime negli states e ai mutui facili trentennali al 110%.

Sono questi la causa e questi saranno la rovina di chi se ne è servito (rentiers o homeless) e di chi sfortunatamente pur avendo fatto buone considerazioni si ritrova dentro questa recessione vile.

Le disparità aumenteranno, tendenzialmente il ceto medio finirà ancora più in basso e i grandi rentiers e speculatori si ritroveranno ancora più in alto, come in Arabia.

Non sono così sicuro della bella storiella, cioè che una volta superata la bufera "tutti vissero felici e contenti".

Penso che ritornerà la paura, la voglia di sicurezza e dittature affioreranno.
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