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Vecchio 19-02-09, 12:12   #1 (permalink)
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ubs risarcisce gli USA

Ubs chiude il capitolo evasori: 780 milioni agli USA. E i nomi di chi ha frodato il fisco
UBS prova a uscire dallo scandalo dei conti 'occultati'
UBS prova a uscire dallo scandalo dei conti 'occultati'

Alla fine ha patteggiato. E con 780 milioni di dollari ha chiuso una pagina non certo onorevole della sua storia, la banca svizzera Ubs, che aveva aiutato alcuni facoltosi clienti statunitensi ad evadere le tasse e ad occultare i propri patrimoni in conti offshore.

Caccia agli evasori
L'accordo con le autorità americane Usa prevede inoltre che la banca riveli i nomi di
alcuni clienti, che potranno cosi' essere perseguiti penalmente, rivela oggi il New York Times. Ad andare alla sbarra, scrive il quotidiano elvetico Le Temps, saranno in 250. La banca svizzera si è impegnata a non fornire più servizi a cittadini americani con conti non dichiarati.

Crolla uno dei cardini dell'impenetrabilità delle banche svizzere
La procedura, che viola il diritto svizzero, aggiunge Le Temps, "è contestata". In cambio gli Stati uniti rinunceranno a reclamare i nomi di altri 19mila clienti.

"L'impensabile sta accadendo"
Il New York Times ha in apertura nell'edizione on line la notizia dell'accordo di Ubs con la corte federale di Fort Lauderdale, in Florida, che prevede il pagamento di 780 milioni
di dollari da parte dell'Ubs per chiudere il procedimento. Questi ultimi sviluppi intervengono , "non a caso", alla vigilia della pubblicazione, da parte del Senato americano, di una lista di testimoni chiamati a comparire per fornire spiegazioni
sull'affaire Ubs. Fra questi, lo stesso presidente della Banca, Peter Kurer.

Evitare la sbarra
La decisione dunque sembra essere detttata dall'urgenza di trovare un accordo con le autorità americani prima che il numero uno di Ubs si ritrovasse indagato dalla giustizia americana. Ma soprattutto, in questo modo, Ubs vuole evitare che in futuro
le autorità americane mettano in opera una minaccia ben più grave, quella di ritirargli la licenza bancaria americana.

Perché anche Berna dice sì
Il Consiglio federale, che ha tenuto una riunione straordinaria ieri sera, dovrebbe annunciare ufficialmente la notizia questa mattina. Per motivi di forza maggiore, come la salvaguardia degli interessi nazionali, il governo può prendere misure urgenti e decidere di derogare al segreto bancario. Dopo il piano di salvataggio - deciso il 16 ottobre 2008 dal governo e dalla Banca nazionale Svizzera - sarebbe quindi la seconda volta che le autorità federali intervengono in modo decisivo per assicurare la sopravvivenza del piu' grande istituto bancario elvetico.

La cassaforte svizzera
Secondo il Dipartimento di Giustizia americano, i clienti di Ubs che avrebbero frodato l'Internal Revenue Service (Irs, l'Agenzia delle Entrate a stelle e strisce) sarebbero dai 17mila ai 20mila e avrebbero occultato asset per 20 miliardi di dollari. "Ci prendiamo la totale responsabilità di queste attività illecite", ha dichiarato il presidente di
Ubs, Peter Kurer.

Gola profonda
A far esplodere lo scandalo sui giornali americani, lo scorso giugno, Bradley Birkenfled, l'ex funzionario Ubs che confessò di aver aiutato un facoltoso cliente americano a nascondere 200 milioni di dollari all'Irs e accetto' di collaborare con le autorità Usa. Intanto, sulla borsa di Zurigo, i titoli Ubs salgono del 3%. La Finma, l'autorità finanziaria svizzera, non condivide però l'ottimismo dei mercati, ed è convinta che il patteggiamento, uno dei più costosi della storia, possa
mettere a rischio l'esistenza stessa dell'istituto elvetico.
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Vecchio 19-02-09, 12:31   #2 (permalink)
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Quanto ci vorrà prima che l'esempio sia seguito da altri paesi occidentali, anche verso altre banche, e verso altri stati tipo lussemburgo, isole cayman ecc?
Spero non molto^^
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Vecchio 19-02-09, 13:06   #3 (permalink)
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Uno dopo l'altro i paradisi fiscali - o comunque i paesi con segreto bancario - vanno a vacche...

Un anno fa la banca del principe del liechtenstein si è ritrovata i nomi di parte dei suoi correntisti su tutti i giornali del mondo, adesso la svizzera in pratica si arrende alle indagini sull'evasione fiscale. Gli toccherà fare dei lavori seri.
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Vecchio 20-02-09, 10:26   #4 (permalink)
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Ubs sprofonda a Zurigo su nodo segreto bancario

Finanzaonline.com - 20.2.09/10:07

Fitti ordini di vendita oggi alla Borsa di Zurigo su Ubs che cede il 9,69% a quota 11,56 franchi svizzeri. A pesare sul titolo del colosso bancario elvetico le difficoltà legate al segreto bancario, uno dei punti di forza delle banche elvetiche, che hanno coinvolto il gruppo negli Usa. La stampa elvetica ha accolto con molta preoccupazione l'apertura di Ubs a rivelare all´Internal Revenue Service i nomi di 52 mila correntisti di nazionalità americana che hanno conti in Svizzera e che potrebbero aver evaso il fisco Usa
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Vecchio 22-02-09, 17:20   #5 (permalink)
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22.02.2009 - BERLINO (GERMANIA) - Trovata l'intesa a Berlino al vertice dei Paesi europei del G20. Obiettivo dichiarato era quello di trovare una linea comune anti-crisi dell'Unione europea da presentare compatta all'atteso G20 che si svolgerà il due aprile prossimo a Londra.....

......Innanzitutto si è dato il via libera ad una supervisione di tutti i prodotti finanziari, inclusi gli hedge funds, i fondi di investimento ad alto rischio che dovranno essere soggetti ad obblighi di registrazione. Inoltre sanzioni per punire i paradisi fiscali......



Mi chiedo quali azioni avrà il coraggio di mettere in atto la UE nei confronti della Confederazione Elvetica, visto che è destinataria del 27% di tutti i capitali offshore mondiali. Pur con la piccola recente crepa dell'affair UBS - Amministrazione U.S.A.

Magari lo chiediamo all'amico Visch che continua a dirci andare tutto bene dalle sue parti.


(lo chiedo senza malizia, eh...)
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Vecchio 10-07-09, 09:08   #6 (permalink)
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Il governo svizzero interviene su Ubs

di Lino Terlizzi
09 luglio 2009

LUGANO - L'udienza del 13 luglio sul caso Ubs si avvicina ed il braccio di ferro tra Svizzera e Stati Uniti per ora continua. Il Governo svizzero ha affermato, in una memoria dai toni secchi inviata al tribunale di Miami, che Ubs non potrà consegnare i dati sui 52mila clienti americani richiesti dal fisco americano, perché le norme elvetiche lo vietano. Il ministero di Giustizia di Berna ha precisato che saranno prese «tutte le misure necessarie» per impedire la consegna dei dati. Se ci sarà bisogno, Berna emetterà anche uno specifico divieto.
Una presa di posizione dura, che è arrivata dopo l'ulteriore passo dello stesso tribunale di Miami, che ha respinto l'ultima richiesta di Ubs in ordine di tempo e cioè che l'Irs, il fisco Usa, rendesse noto il numero di clienti sospettati di evasione fiscale già identificati. L'intento di Ubs era abbastanza chiaro: dimostrare che l'Irs potrebbe procurarsi i dati in altro modo, senza utilizzare il "John Doe summon" (dove Doe è un generico Mario Rossi), strumento che consente negli Usa di citare in giudizio la banca anzichè una cerchia definita di persone. Ma il giudice di Miami ha rimandato al mittente l'obiezione: per il tribunale la via maestra è che sia la banca a fornire i nomi.
La Confederazione ha comunque chiesto di poter partecipare all'udienza di lunedi prossimo, per poter illustrare le argomentazioni contenute in questa ultima lettera ed in un'altra inviata due mesi fa, nella forma di amicus curiae (amico della corte), cioè senza essere parte in causa.
Lo scambio di duri colpi di queste ultime ore era inatteso. Ma l'impressione sulla piazza elvetica è che i negoziati tra Ubs, Berna, Washington dietro le quinte continuino, per una soluzione al di fuori delle aule giudiziarie. In questo senso, i toni da ambo le parti si starebbero alzando proprio per ottenere il piu' possibile nelle trattative. Ubs, che è la maggior banca elvetica e che è stata colpita fortemente dalla crisi subprime, è stata accusata negli Usa di aver favorito evasioni e frodi fiscali. La banca ha ammesso errori, ha pagato una multa di 780 milioni di dollari ed ha fornito al fisco Usa 200-300 nomi di clienti, in accordo con Berna e con la Finma, autorità di vigilanza svizzera. Secondo Ubs però, ed il Governo elvetico ora lo ribadisce, la "pesca" in 52mila nomi costituirebbe una violazione penale delle norme svizzere, che difendono il segreto bancario.
Lo stesso Governo di Berna sembra convinto che la soluzione stia in una multa maggiore a carico di Ubs. Secondo voci raccolte dalla stampa elvetica, nei negoziati delle scorse settimane sarebbe emersa la possibilità di una nuova multa da 3-5 miliardi di franchi. Non ci sono state conferme. Ma le voci sono risorte dopo l'annuncio di un nuovo aumento di capitale di Ubs di 3,8 miliardi di franchi. Il ministro elvetico delle Finanze, Hans-Rudolf Merz, ha d'altronde affermato che la soluzione potrebbe essere il pagamento da parte di Ubs di quanto dovuto al fisco dagli evasori accertati. Il ministro svizzero dell'Economia, Doris Leuthard, in visita negli Usa, ha dal canto suo affermato che la soluzione giusta non è quella giudiziaria, ma che Ubs dovrà comunque pagare per uscire dalla vicenda.
Berna, che sta allentando il segreto bancario in tema di evasione ma non vuole rinunziarvi completamente, cerca di evitare che la questione Ubs si prolunghi. Il Lussemburgo, che ha firmato i necessari nuovi 12 accordi fiscali, è stato ieri tolto dalla lista grigia Ocse sui paradisi. Berna ha già firmato 9 nuovi accordi, ma il protrarsi della vicenda Ubs rischia di accentuare l'isolamento della Confederazione. Il titolo Ubs intanto ieri ha perso il 3,3%, scendendo a 12,57 franchi, sotto i 13 franchi che rappresentano il livello dell'aumento di capitale.

Fonte: Il Sole 24 Ore
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Vecchio 10-07-09, 13:41   #7 (permalink)
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Secondo me la Svizzera sta intellingentemente e comprensibilmente prendendo tempo per rivelare la minore quantita' possibile il piu' tardi possibile.

Alla fine fara' finta di cedere "pubblicando" i conti di 8-9.000 personaggi di nessun rilievo e qualche nome eccellente di trombato speciale e ci metteranno tutti una pietra sopra.
sylvestro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13-08-09, 08:53   #8 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da sylvestro Visualizza messaggio
Secondo me la Svizzera sta intellingentemente e comprensibilmente prendendo tempo per rivelare la minore quantita' possibile il piu' tardi possibile.

Alla fine fara' finta di cedere "pubblicando" i conti di 8-9.000 personaggi di nessun rilievo e qualche nome eccellente di trombato speciale e ci metteranno tutti una pietra sopra.
... e poi non ditemi che non vi avevo avvisato (vedremo quali sarano i pochi "nomi eccellenti")

da affaritaliani.it
Evasione fiscale/ Accordo fra Ubs e gli Stati Uniti
Mercoledí 12.08.2009 16:37

Il governo Usa e il gigante bancario Ubs e la Svizzera hanno raggiunto un accordo per chiudere la causa per evasione fiscale intentata da Washington contro Ubs. Il rappresentante del dipartimento della Giustizia Usa ha detto in una conference call al giudice del tribunale Usa che "le parti hanno raggiunto una accordo iniziale e che ci vorra' poco tempo per arrivare a un'intesa definitiva".

Secondo Washington, Ubs, che sta cercando di uscire dalle pesanti conseguenze della crisi finanziaria mondiale (ha chiuso il secondo trimestre con una perdita di 1,4 miliardi di franchi svizzeri), avrebbe aiutato 52.000 ricchi americani a evadere le tasse utilizzando i paradisi fiscali. Il legale rappresentante degli Stati Uniti ha precisato che una volta che l'accordo sarà siglato le accuse a carico dell'istituto elvetico cadranno.

Dieci giorni fa da alcune iniscrezioni era emerso che Ubs sarebbe stata disponibile a consegnare alle autorità Usa circa 5mila nomi di clienti americani, un decimo dei 52mila richiesti dal fisco d'oltre oceano. Ciò avverrebbe, secondo le stesse voci, senza infrangere formalmente il segreto bancario svizzero, ma sfruttando la maggiore collaborazione elvetica in tema di evasione fiscale, fissata nell'accordo di revisione della doppia imposizione, siglato dai governi di Berna e Washington nelle scorse settimane.

In pratica, la Confederazione accorderebbe assistenza sui 5mila nomi su cui gravano gli indizi più pesanti di frode o evasione, impegnandosi a consegnarli in tempi rapidi. Probabilmente dopo il 23 settembre, data in cui negli States cessa la possibilità per gli evasori di autodenunciarsi con procedura semplificata. Se così fosse, il fisco Usa otterrebbe una parte di ciò che voleva. Il governo di Berna, che aveva intimato a Ubs di non consegnare altri nomi, dal canto suo concederebbe senza rinunciare formalmente al segreto bancario. Ubs ha già pagato una multa di 780 milioni di dollari ed ha già consegnato nei mesi scorsi, con l'accordo di Berna, i 200-300 nomi dei clienti Usa più esposti alle accuse di reati fiscali. Sulla borsa di Zurigo, il titolo Ubs ha reagito bene alla notizia salendo del 2% in seguito all'accordo.
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Vecchio 13-08-09, 11:40   #9 (permalink)
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E adesso aspettiamo i dettagli
UBS: raggiunto l'accordo extragiudiziale col fisco USA
13 ago 2009
di MARIO TETTAMANTI

L’autorità fiscale americana e UBS hanno trovato e siglato un accordo che pone fine al delicato contenzioso fiscale ed evita così alla grande banca svizzera di trovarsi in tribunale con l’accusa di aver aiutato clienti americani ad evadere il fisco statunitense.
In realtà, ma è giusto ricordarlo, l’accordo raggiunto ieri non è tra uno Stato e una banca privata. Come è stato dichiarato da UBS stessa in un comunicato in cui si ringrazia il Consiglio federale dell’aiuto prestato, ad accettare l’accordo da parte svizzera è stata la cordata UBS-Consiglio federale con, aggiungiamo noi, l’assistenza e la «benedizione» dell’Associazione svizzera dei banchieri. A questo proposito è molto significativo il comunicato del Dipartimento federale di Giustizia in cui si afferma testualmente che «i dettagli sull’intesa saranno forniti solo dopo la firma da parte dei Governi svizzero e americano».
Viste le forze in campo, è inevitabile che l’accordo preveda, da parte svizzera, alcune dolorose concessioni. È pure molto probabile che le concessioni non siano di carattere pecuniario a carico di UBS (che ha già versato 780 milioni di dollari per placare gli animi del fisco americano) ma siano di carattere legale concernenti l’istituto del segreto bancario elvetico. A questo punto il compito più difficile spetterà ora al nostro esecutivo che dovrà probabilmente spiegare e giustificare quanto è stato sacrificato del nostro segreto bancario (se qualche cosa è stato sacrificato) per salvare la grande banca svizzera dalle ire del fisco americano. La questione non è di poco conto perché, come afferma Marco Bernasconi nella sua opinione a pagina 29: «Un’ulteriore lesione del segreto bancario svizzero potrebbe comportare nuovi pregiudizi per la piazza finanziaria del nostro Paese».
Mai come in questa occasione il detto «la storia la fanno i dettagli» è di estrema attualità. E i dettagli dell’accordo non sono ancora stati svelati. Sul tavolo delle trattative sappiamo che il fisco americano voleva inizialmente i nomi di 52 mila clienti americani di UBS sospettati di aver trasferito i capitali in Svizzera allo scopo di non pagare le tasse negli Stati Uniti. Sappiamo pure che, molto probabilmente, il fisco americano dopo aver fatto i debiti ragionamenti e calcoli, su questo punto è disposto a scendere a più miti consigli. Negli ultimi giorni si è parlato insistentemente del fatto che il fisco statunitense potrebbe accontentarsi della trasmissione di dati di «soli» 5-10 mila dossier di clienti. Da parte svizzera sappiamo che UBS non potrebbe, a rigor di legge, fornire questi dati perché se lo facesse entrerebbe in rotta di collisione con le norme svizzere sul segreto bancario che permettono un’assistenza giudiziaria «caso per caso» e che garantiscono ad ogni singolo cliente della banca di ricorrere in giudizio presso il Tribunale federale per far valere le sue ragioni..
Le associazioni bancarie e i banchieri, si sono espressi con molta cautela, salutando favorevolmente l’accordo purché rispetti il «corpus legislativo svizzero». Non poteva essere altrimenti in mancanza dei dettagli sull’intesa. La tensione è comunque palpabile perché al di là della buona notizia del «salvataggio» in extremis di UBS negli Stati Uniti (il processo sarebbe stato una grandissima incognita) rimane da valutare il prezzo da pagare per la Svizzera e la sua piazza finanziaria in un momento particolarmente delicato come quello attuale.
CdT
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