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Vecchio 09-02-09, 15:14   #1 (permalink)
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The Solow-Swan Model

Ciao a Tutti ho voluto aprire questo thread, perchè da un pò di tempo vedo solo thread che parlano di fallimenti di Stati a causa dei debiti, dei risparmi, del dollaro, dell'euro.
Bene chiunque abbia studiato macroeconomia sa benissimo che i valori monetari siano essi debiti o crediti, non producono effetti sulla crescita di lungo periodo. E' solo la conoscenza scientifico e tecnologica che conta nel lungo periodo (cosa per'altro intuitiva). Poichè è anche l'unica che ti conduce ad aumenti di produttività, e quindi ad ottenere ricchezza aggiuntiva.
D'altronde basta vedere cosa accade al Giappone che ha un debito sul pil di oltre il 200% eppure non mi sembra che il suo problema di oggi sia il debito pubblico, e questo secondo me grazie allo stock di tecnologia accumulata.
Ora volete farmi credere che gli USA con un debito pubblico pari al 75% del GDP, che detiene una forza militare parecchie volte superiore a quella di tutte le altre nazioni messe insieme, che probabilmente ha talmente tante tecnologie segrete da essere 50 se non più anni avanti, che rimane l'unica potenza ad aver mandato l'uomo sulla Luna (negli anni 60) sia adesso in totale declino per una crisi che già tutti gli isitituti stimano che a settembre sia finita.

Ma scherziamo !!!!!
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Vecchio 09-02-09, 15:46   #2 (permalink)
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Ottima analisi.

Non sono un economista ma credo, al di là dei discorsi convincenti sul lungo periodo, che il problema grosso, attualmente, stia nella difficile quantificazione della carta tossica che prima o poi arriva a scadenza.
Dato che i numeri che si valutano, i nozionali, sono dell'ordine di alcune volte l'intero PIL mondiale, una enormità non noccioline, il pericolo a breve è che le risorse spendibili dagli Stati, non solo gli U.S.A., non siano sufficienti ad arginarli. Anche con tutto lo stock tecnologico nel cassetto.
Quanto all'orizzonte di settembre, non credo sia verosimile. Magari fosse così.
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Vecchio 09-02-09, 16:19   #3 (permalink)
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quota il 3d di cui parli, per vavore.
Beh scusatemi i thread in questione sono questi due:

1 ) O crakka il dollaro oppure crakka Wall Street...

2 ) Stati uniti al collasso

In realtà il discorso era più ampio, nel senso che a mio avviso questa crisi sta facendo molta confusione sui problemi dei singoli Stati. Così che sembrerebbe a qualcuno che i problemi USA siano uguali a quelli dell'Italia. Per esempio

Innanzitutto vorrei ricordare che gli USA vengono da una crescita media annua del 3,6% dal 1993 sino al 2007, il 2008 si chiuderà con una crescita dell'1,8% (Fonte FMI), nel 2009 faranno -3% e già nel 2010 si stima cresceranno di oltre il 2%. L'Italia invece ha avuto una crescita dell'1% massimo nello stesso arco temporale, ha conseguito una contrazione del PIL dello 0,8% nel 2008, probabilmente del 3% nel 2009 e dell'1% nel 2010.
Voglio dire che l'Italia è diventata talmente povera (o relativamente povera) che sono cambiate le prospettive rispetto agli USA. Esempio negli USA è già una catastrofe se la middle class non ha una villetta come propria casa e 2 auto, una famiglia USA fa da 2 a 3 figli ecc ecc. Quando si metteno in discussione queste conquiste acquisite li si parla di crisi nera, in Italia la crisi si definisce quasi quando non riesci più a nutrirti.
E' questa diversità di prospettive che sta falsando moltissime analisi fatte qui sul Forum.
Per esperienza diretta vi posso assicurare che una villetta da 250 mq a Dallas costa ca. 200.000 $, cioè ca.150.000 €, mentre lo stipendio medio di un bancario è di 70.000 $. Ho vissuto anni sia a Roma che a Milano e la sensazione che ho avuto è stata di estremo disagio anche tra impiegati a tempo indeterminato.

Ripeto tra noi e loro cambiamo le prospettive.
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Vecchio 09-02-09, 16:44   #4 (permalink)
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Spesso alcune analisi catastrofiche sugli usa e sul loro declino sono più desideri che possibilità reali.

Detto questo bisogna considerare che nel momento di una crisi economica per molti americani butta male a causa debiti personali e di una società molto frammentata, da noi invece rimane quella sorta di paracadute che è la famiglia dove spesso si trova un aiuto e siamo meno indebitati.
Però manteniamo "mediamente" un tenore di vita discreto consumando ricchezza e non ne produciamo molta, quindi in prospettiva siamo messi molto peggio.

Da noi la maggioranza degli espulsi over40 dal mondo del lavoro è, purtroppo, virtualmente finita perchè esclusi i molto specializzati per gli altri non c'è spazio in un mercato asfittico e spesso troppo clientelare.
Se non risolveremo questi problemi, e personalmente non vedo come e da parte di chi possano arrivare proproste, il ns destino sarà quello di un continuo lento impoverimento.
Gli usa se la caveranno, per noi la fatica sarà tripla.
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Vecchio 09-02-09, 17:02   #5 (permalink)
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io è da un pezzo che lo dico: l'Italia?...un paese in decadenza..
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Vecchio 09-02-09, 19:38   #6 (permalink)
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io è da un pezzo che lo dico: l'Italia?...un paese in decadenza..
Ho ormai più della metà della mia famiglia negli USA(frutto di una emigrazione che partita 50 anni fa non è mai cessata del tutto, sopratutto per le persone del sud). Tuttavia mi sento profondamente italiano. E' mette tanta tristezza vedere un Paese che ha dato i natali a un certo Fermi, cui gli USA hanno intitolato il loro acceleratore di particelle più importante, il Fermi Lab, ridotto in questo modo.
Cioè questo è il Paese che ha inventato il primo reattore a fissione nucleare controllata, le trasmissioni wireless con Marconi, non può limitarsi alla moda, ed al turismo.
La sensazione che ho girando per Milano, per Roma è che la cultura superficiale, del banale, inculcata alla maggioranza dei ragazzi(quelli per intenderci inscritti in scienza della comunicazione) fa si che questi fuggono dall'analisi dei sistemi complessi. Non ne comprendano la bellezza, voglio dire che per molti (fortunatamente non per tutti) è più cool o creativo lavorare per D&G che per ANSALDO Energia.

Generalmente sono ottimista, tuttavia tre cose secondo me devono verificarsi se l'Italia non vuole seriamente diventare un paese da 2° mondo.
1) Diminuire drasticamente i livelli decisionali, in particolare :
a) Riduzione a non più di 200 parlamentari (Senatori e Deputati)
b) Eliminazione totale delle Province (Non servono a niente sono solo burocrazia, e centri di costo spaventosi)
c) Eliminazione dei consigli regionali (Rimane soltanto la giunta ed il presidente eletto direttamente)
d) Eliminazione dei consigli comunali, per paesi sotto i 40.000 abitanti.
e) Eliminazione di tutte le società parastatali.
2) Concentrarsi totalmente sulla scuola, farla diventare rigorosissima, e mettere particolare focus sulle materie scientifiche. (Alla Sapienza di Roma ci sono ogni anno solo 180 iscritti in Matematica contro le migliaia in Giurisprudenza)
3) Alzare a 65 anni l'età pensionabile per tutti, garantire un'indennità di disoccupazione di almeno 600 €, senza scadenza. (Non possiamo spingere per la flessibilità senza o aumentare a dismisura il salario come avviene negli USA oppure garantire un minimo di protezione sociale)


Non so se saremo in grado di attuare queste semplici ma radicali mosse, se ciò non succedesse beh a quel punto spero per questo Paese che il periodo del coma duri il meno possibile e che si possa manifestare quel processo Shumpeteriano di Distruzione-Rigeneratrice
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Vecchio 10-02-09, 00:34   #7 (permalink)
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vengo proprio da giurisprudenza della sapienza, nel mio anno di iscrizione sfioravamo i 40.000 compresi i fuori corso su un totale se non sbaglio inferiore ai 200k di studenti.. quello che auspichi non succederà mai.. a lezione i prof. - baroni - politici, di destra centro e sinistra, quasi inneggiavano al falso in bilancio come "ottimo".. uno che si spacciava a lezione per amico dei proletari, sostenitore dello stato sociale, e veniva con l'autobus, poi aveva l'autista con auto blu qualche fermata più in là.. un altro emerito fracassò con la sua macchinona una bicicletta e fece finta di nulla.. e i ragazzi cercavano ogni mezzo per studiare meno e passare l'esame lo stesso.. persino in famiglia ad alcuni viene insegnato ad essere lavativi ed opportunisti, tanto non c'è altra soluzione per campare..
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Vecchio 10-02-09, 11:44   #8 (permalink)
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........
Non so se saremo in grado di attuare queste semplici ma radicali mosse.....
Semplici?

Amartya, condivido completamente il tuo programma, ma non è certo facile, anzi direi quasi impossibile. Perché non abbisogna di più o meno facili interventi tecnici, bensì di un capovolgimento a 180 gradi della mentalità corrente. Come cambi visione, consuetudini, falsi sogni e ignoranza totale?
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Vecchio 10-02-09, 12:19   #9 (permalink)
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Semplici?

Amartya, condivido completamente il tuo programma, ma non è certo facile, anzi direi quasi impossibile. Perché non abbisogna di più o meno facili interventi tecnici, bensì di un capovolgimento a 180 gradi della mentalità corrente. Come cambi visione, consuetudini, falsi sogni e ignoranza totale?
Mi rendo conto che quanto da me descritto ha una probabilità minore di 1 su 100 di realizzarsi, per questo ormai mi aspetto il melt-down (per dirla all'inglese) del sistema economico-politico del Paese.
A mio avviso, anche in virtù dei dati che stanno uscendo in queste ore in merito al fallimento di tante aziende, nonchè della produzione industriale in caduta libera, mi aspetto nei prossimi mesi una grave crisi di solvibilità dello Stato centrale.
Se i dati sulla produzione industriale di questi mesi dovessero confermarsi anche nei successivi, io credo che assisteremo ad una contrazione del PIL tra il 3 ed il 4% quest'anno.

La verità è che non so più cosa pensare e francamente il fallimento dello Stato non mi sembra più così remoto.
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Vecchio 12-02-09, 09:01   #10 (permalink)
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Mi rendo conto che quanto da me descritto ha una probabilità minore di 1 su 100 di realizzarsi, per questo ormai mi aspetto il melt-down (per dirla all'inglese) del sistema economico-politico del Paese.
A mio avviso, anche in virtù dei dati che stanno uscendo in queste ore in merito al fallimento di tante aziende, nonchè della produzione industriale in caduta libera, mi aspetto nei prossimi mesi una grave crisi di solvibilità dello Stato centrale.
Se i dati sulla produzione industriale di questi mesi dovessero confermarsi anche nei successivi, io credo che assisteremo ad una contrazione del PIL tra il 3 ed il 4% quest'anno.

La verità è che non so più cosa pensare e francamente il fallimento dello Stato non mi sembra più così remoto.
Senza offesa, ma la tua mi sembra una ricetta un po' populista.
Laureati nelle materie scientifiche brillanti, preparati e capaci in Italia ce ne sono eccome, ma fanno fatica a trovare lavoro e spesso sono costretti a emigrare.
Il problema, lo sappiamo, è che gli investimenti in ricerca sono insufficienti a causa della polverizzazione del nostro sistema produttivo.
Io non dico che debba essere per forza lo Stato a intervenire direttamente. Possono essere anche politiche di agevolazione fiscale, ma i soldi per questa benedetta ricerca vanno trovati.
Il problema di mentalità che segnalavi, comunque, esiste.
Però la soluzione non è la "repressione" di questo atteggiamento, ma rinforzare invece gli atteggiamenti positivi trovando le risorse necessarie.
Una volta che si fanno politiche attive di questo tipo, viene poi naturale reperire fondi togliendoli agli impieghi attualmente improduttivi che hai segnalato tu.
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
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