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Vecchio 28-01-09, 19:23   #1 (permalink)
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La verità sulla crisi

Quando pochi mesi fa il petrolio sfiorava i 150 dollari al barile si argomentava su possibili ulteriori incrementi del prezzo legati alle economie asiatiche in forte espansione (Cina e India) e alle loro enormi popolazioni che stavano iniziando a consumare cibo e beni di consumo (automobili, etc...).
In molti temevano il peggio riguardo alla disponibilità mondiale di grano che non sarebbe bastata a sfamare la popolazione mondiale.
Sicuramente parte del prezzo del petrolio era dovuto alla speculazione finanziaria, ma oggi, oggi che tutto il mondo sta vivendo una forte recessione,
le fabbriche rischiano di chiudere perchè non ci sono più consumatori che acquistano i loro prodotti. Mi chiedo e chiedo a voi del forum: sono forse spariti i 3 miliardi di consumatori cinesi ed indiani che questa estate sembravano dover mettere in crisi il fabbisogno mondiale di grano?
All'improvviso tutto quello che ci hanno detto questa estate si è capovolto?
Non era vero niente?
Ma allora i cinesi e gli indiani non mangiano più? Stanno morendo di fame?
Non si riscaldano più? Non usano più mezzi di trasporto che consumano petrolio?
Mi chiedo: quale è la verità "vera" su questa crisi?
carlino non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 28-01-09, 23:38   #2 (permalink)
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Quando pochi mesi fa il petrolio sfiorava i 150 dollari al barile si argomentava su possibili ulteriori incrementi del prezzo legati alle economie asiatiche in forte espansione (Cina e India) e alle loro enormi popolazioni che stavano iniziando a consumare cibo e beni di consumo (automobili, etc...).
In molti temevano il peggio riguardo alla disponibilità mondiale di grano che non sarebbe bastata a sfamare la popolazione mondiale.
Sicuramente parte del prezzo del petrolio era dovuto alla speculazione finanziaria, ma oggi, oggi che tutto il mondo sta vivendo una forte recessione,
le fabbriche rischiano di chiudere perchè non ci sono più consumatori che acquistano i loro prodotti. Mi chiedo e chiedo a voi del forum: sono forse spariti i 3 miliardi di consumatori cinesi ed indiani che questa estate sembravano dover mettere in crisi il fabbisogno mondiale di grano?
All'improvviso tutto quello che ci hanno detto questa estate si è capovolto?
Non era vero niente?
Ma allora i cinesi e gli indiani non mangiano più? Stanno morendo di fame?
Non si riscaldano più? Non usano più mezzi di trasporto che consumano petrolio?
Mi chiedo: quale è la verità "vera" su questa crisi?

guarda questo video e capirai anche tu

http://federicopistono.altervista.or...5-marzo-z-day/
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Vecchio 29-01-09, 10:03   #3 (permalink)
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L'avatar di San Siro
 
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Quando pochi mesi fa il petrolio sfiorava i 150 dollari al barile si argomentava su possibili ulteriori incrementi del prezzo legati alle economie asiatiche in forte espansione (Cina e India) e alle loro enormi popolazioni che stavano iniziando a consumare cibo e beni di consumo (automobili, etc...).
In molti temevano il peggio riguardo alla disponibilità mondiale di grano che non sarebbe bastata a sfamare la popolazione mondiale.
Sicuramente parte del prezzo del petrolio era dovuto alla speculazione finanziaria, ma oggi, oggi che tutto il mondo sta vivendo una forte recessione,
le fabbriche rischiano di chiudere perchè non ci sono più consumatori che acquistano i loro prodotti. Mi chiedo e chiedo a voi del forum: sono forse spariti i 3 miliardi di consumatori cinesi ed indiani che questa estate sembravano dover mettere in crisi il fabbisogno mondiale di grano?
All'improvviso tutto quello che ci hanno detto questa estate si è capovolto?
Non era vero niente?
Ma allora i cinesi e gli indiani non mangiano più? Stanno morendo di fame?
Non si riscaldano più? Non usano più mezzi di trasporto che consumano petrolio?
Mi chiedo: quale è la verità "vera" su questa crisi?
Il tuo ragionamento si basa su un errore di fondo, e cioè che la fame sia legata a una insufficiente disponibilità di cibo.
Non è così, non è mai stato così (persino le ultime grandi carestie, dove sono morte centinaia di migliaia di persone, si sono verificate senza che vi fosse una particolare carenza di alimenti, anzi, in alcuni casi questa disponibilità era più elevata della media - vedi il lavoro di Amartya Sen "Poverty and famines", dove per evidenti ragioni sono escluse le economie pianificate) e con tutta probabilità non sarà così anche in futuro.

La fame dipende semplicemente dall'insufficiente potere di acquisto degli individui, di coloro che quindi sono troppo poveri per accedere a una sana alimentazione.

Un aumento dei prezzi del cibo - e di recente pare che questo aumento sia stato causato anche dalla speculazione finanziaria - provoca dunque un aggravarsi delle condizioni di denutrizione e un aumento del numero di individui che soffrono di denutrizione cronica.
Da 820 milioni, che è il numero attorno a cui gravitano le stime da diversi anni, pare si sia toccato il miliardo nella fase acuta della crisi.
San Siro non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 29-01-09, 10:12   #4 (permalink)
Watashi
 
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Mi chiedo: quale è la verità "vera" su questa crisi?
Problemi GRAVI di allocazione.
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Vecchio 29-01-09, 10:37   #5 (permalink)
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il vero problema ? hanno creato e stanno cercando di continuare a far esistere un mondo che funzioni su qs concetto .... credito - consumo - produzione ... la disponibilità di credito significa debito che se poi viene utilizzato per altri scopi (titoli tossici) .. non fa altro che creare bolle su bolle .... un economia non è sana se basa i consumi con il credito ...
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Vecchio 29-01-09, 10:42   #6 (permalink)
l'è tutto un quiss..
 
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per me:

1)il piu' grande scippo di risorse collettive...

2)la piu' grande supposta per il lavoratore terrorizzato diventato piu' malleabile/pecora...
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Vecchio 29-01-09, 11:06   #7 (permalink)
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il vero problema ? hanno creato e stanno cercando di continuare a far esistere un mondo che funzioni su qs concetto .... credito - consumo - produzione ... la disponibilità di credito significa debito che se poi viene utilizzato per altri scopi (titoli tossici) .. non fa altro che creare bolle su bolle .... un economia non è sana se basa i consumi con il credito ...
gentilmente..potresti 'raccontarci' il tuo mondo ideale ? Grazie
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Vecchio 29-01-09, 11:49   #8 (permalink)
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gentilmente..potresti 'raccontarci' il tuo mondo ideale ? Grazie
sinteticamente ... andrebbe bene un mondo al netto del superfluo .. cosa è superfluo ? beh .. un capo firmato, un orologio firmato ... un Suv per chi abita in pianura ... tutto ciò che è consumismo superfluo al vivere ... sarebbe bello avere il mondo di 40 - 50 anni fa, con i servizi essenziali al vivere "bene" e vivere bene non è certo avere un Suv o un telefonino di ultima generazione .. la tecnologia deve esistere per migliorare la vita normale ... per la salute non per creare bisogni di cui si può far tranquillamente a meno .. spero di aver chiarito il concetto .... non ha senso lavorare guadagnare e indebitarsi per poter stare "al passo con i tempi consumistici di oggi" ... non aver tempo di fermarsi per uscire a far 4 chiacchere con amici davanti a un bel bicchiero di vino anzichè il famoso vino californiano anzichè spagnolo ...
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Vecchio 29-01-09, 11:56   #9 (permalink)
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Io sono "legato" ad un concetto di fondo, e cioè che chi ha il potere di controllare la massa monetaria, è in condizione di essere il vero padrone di tutto quello che crediamo ci appartenga.
Se l'individuo A per comprare il pane usa il denaro che l'individuo B gli da, è sicuramente B che decide sa A oggi possa permettersi una pagnotta da 2 Kg o un panino. Senza il denaro di B, A crede di non poter mangiare (almeno che non rubi).
E' un concetto semplice, lo so, fin troppo per sembrare vero!
oiggas non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 29-01-09, 12:09   #10 (permalink)
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Io sono "legato" ad un concetto di fondo, e cioè che chi ha il potere di controllare la massa monetaria, è in condizione di essere il vero padrone di tutto quello che crediamo ci appartenga.
Se l'individuo A per comprare il pane usa il denaro che l'individuo B gli da, è sicuramente B che decide sa A oggi possa permettersi una pagnotta da 2 Kg o un panino. Senza il denaro di B, A crede di non poter mangiare (almeno che non rubi).
E' un concetto semplice, lo so, fin troppo per sembrare vero!
questo è scontato che chi comanda è chi ha la grana o la può gestire ... il vero problema è che fino a quando c'è grana per tutti allora va tutto bene, ma se la grana non è sufficiente ...

una società basata sui consumi di massa non può che cercare di far consumare più gente possibile, questi consumi garantiscono una produzione di massa che necessita di ampi volumi. Quando la ricchezza procapite è equamente distribuita i consumi di massa sono piu facili da realizzare, quando la parte più ricca della popolazione diventa sempre piu ricca e si amplia il differenziale tra la parte ricca e la parte povera (a causa della riduzione del potere di acquisto dei redditi e l'aumento della remunerazione del capitale) i consumi di massa tendono a ridursi a causa del fatto che la parte piu ricca raggiunge il limite massimo di spesa sostenibile, quel limite oltre al quale non riesce materialmente a spendere ciò che guadagna.
Per mantenere elevati i consumi di massa l'unica strada a quel punto è il ricorso al credito di massa, per mantenere elevati i consumi.
E il credito di massa poi porta a quello che abbiamo visto in questi mesi

e se poi si esagera si inzia ad avere ....



PARIGI (Reuters) - Centinaia di migliaia di lavoratori francesi partecipano oggi a uno sciopero generale che punta a costringere il presidente Nicolas Sarkozy e i leader dell'economia a fare di più per proteggere posti e salari nel corso della crisi economica. Forti i disagi nei trasporti pubblici, mentre decine di voli sono stati cancellati a causa della protesta che riguarda anche scuole, banche, ospedali, uffici postali, tribunali e tv pubbliche. Lo sciopero vuole sottolineare i timori dei francesi riguardo alla crescente disoccupazione, lo scontento per la riluttanza di Sarkozy a sostenere i consumatori e il risentimento verso i banchieri accusati di aver innescato la crisi. "Dobbiamo elevare un pianto rabbioso", ha detto Francois Chereque, capo del sindacato moderato CFDT. In un raro episodio di unità, le otto sigle sindacali nazionali hanno sostenuto lo sciopero e stilato un elenco congiunto di domande al governo e alle aziende, che accusano di star usando la crisi come pretesto per tagliare costi e posti di lavoro. Si tratta della prima protesta di questo tipo collegata alla crisi che colpisce uno dei principali Paesi industrializzati, con l'appoggio, secondo i sondaggi, della maggioranza dei cittadini. Non sembra però che lo sciopero avrà ripercussioni sulla stabilità del governo. Anche se la situazione dell'economia francese è meno fosca di quella di Paesi vicini come la Spagna e Gran Bretagna, il tasso di disoccupazione è in costante crescita, con 2,07 milioni di senza lavoro registrati a novembre 2008 (+8,5% rispetto all'anno precedente
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