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Vecchio 25-01-09, 19:41   #1 (permalink)
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Il Sistema...

questa crisi, non è una crisi di liquidità, ma di solvibilità.

A differenza di quello che tutti i quaqquaraquà embedded vogliono farci credere, non si tratta di mancanza di luquidi nelle banche, ma di capacità di ripagare i crediti da parte del tessuto produttivo.

Di liquidità, il sistema bancario, ne ha fin troppa... (date un'occhiata al bilancio della BdI alla voce: depositi di liquidità di altri istituti di credito).

Solo che per proteggersi dal rischio, preferiscono depositare il liquido presso la banca centrale a rendità nominale quasi nulla, e a rendita effettiva negativa, piuttosto che esporsi verso un tessuto produttivo incapace di onorare il credito.

Ma perchè il tessuto produttivo è diventato così dipendente dal credito?

Perchè 40 anni di inflazionomia pura hanno reso impossibile il risparmio ed hanno costretto gli investimenti verso il credito, trasformando il vero capitalismo che fonda gli investimenti produttivi sul risparmio, in questo cadavere in putrescenza di pseudocapitalismo fondato sul debito non ha sfruttato gli aumenti di produttività ed effecienza possibili grazie alle migliorie tecnologiche ed alla globalizzazione per ritornare ad investire col risparmio, ma SOLO per ridurre i costi ed i prezzi.

Oggi il 90% della popolazione europea vive con guadagni compresi tra i 1000 e i 2000 € al mese.

Grazie all'inflazionomia i costi di produzione sono oggi talmente vicini ai prezzi di vendita che non c'è posto per il risparmio nè per ridurre i prezzi, se non di piccole percentuali, non certo dell'ordine del 50% o oltre.

La tassazione indiretta chiamata inflazione (sull'M3...non solo sulla circolazione...quindi sul circulation credit oltre che sull'emissione) dal 15 agosto 1971 (data dell'abbandono del gold-standard sull'interbancario) ad oggi ha divorato la capacità di risparmio e trasformato l'economia mondiale fortemente coupled al dollaro in una economia di puro debito dove il collaterale al credito ed alla circolazione è la promessa di lavoro futura dei popoli del mondo di onorare con la tassazione sul loro lavoro futuro il pagamento delle cedole sui sovereign bond.

Se la bolla sui titoli di debito sovrano si gonfiasse fino all'incapacità per gli stati di rifinanziarsi lo scheletro di questo regime socialista sovranazionale sarebbe finalmente nudo.

Ovviamente nessuno lo capirebbe... e i "proles" sarebbero entusiasti di chiudere il cerchio e consentire anche alla BCE ed al sistema ESCB di comprare direttamente titoli di debito pubblico a fronte di emissione di credito e circolazione estendendo l'inflazionomia di decadi intere...

Il "mercato libero" non esiste più.

In questa economia pianificata a livello globale e centralizzato non c'è spazio per gli sconti ed i veri saldi e la competitività vera.

Questa è una economia pianificata di cartello.

Se un privato è sufficientemente indebitato, cioè controllato dal "Sistema", da "guadagnarsi" tramite gli appoggi delle Logge i favore dei politici può entrare nel cartello di competenza, e rimanervi solo-e-soltanto-se non altera ma rafforza lo "statuso quo" e la sua relativa quota parte di latrocinio tramite tariffe ai danni dei "proles" (per dirla con Orwell) o parco buoi.

Nessuno spazio per vera deflazione...

La deflazione è lo spettro del "Sistema" poichè è l'unico stadio del business cycle Misesiano nel quale i "proles" riacquistano potere di acquisto... e quindi ecco in campo politiche Keynesiane a man bassa... per mantenere i "proles" perennemente in uno stadio di semi-boom inflazionomico... ecco quindi i Samuelson e i Krugman... onorati del premio alla memoria del noto Massone: Nobel.
thedreamer non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-01-09, 20:52   #2 (permalink)
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Sono abbastanza d'accordo.
Qualcuno, nonostante il silenzio TOTALE dei media in merito, comincia a rendersi conto che l'interpretazione austriaca di ciclo e moneta è quella giusta.
Non si tratta di ideologie (e su di me, sinceramente, i complottismi su massoni e robe simili non fanno presa; anche perchè non mi paiono utili per spiegare la realtà), ma di capire che sono gli unici strumenti teorici ad essere coerenti con i fatti reali ed in grado di spiegarli.

Aggiungo un paio di considerazioni.
La prima è che con questo "sistema" il risparmio economicamente non ha senso, perchè ci rimetti. Ed è disincentivato in tutti i modi.
La seconda è che per rimanere/entrare nel sistema produttivo, diciamo da imprenditore (ma anche da impiegato che vuole comprarsi la casa), non hai altra scelta che stare al gioco ed indebitarti fino al collo. Questo perchè il sistema di prezzi è proporzionale appunto alla quantità di denaro/credito inventato ogni giorno. Se al tuo concorrente prestano millemilamiliardi di euri allo 0.0000000001%, o lo fai anche tu o ti spazzano via (ovviamente in nome del "libero mercato"; peccato che libero mercato non sia quello in cui un'autorità centrale "crea" risorse creando soldi schiacciando tasti sul computer).

Ci siamo talmente abituati che pare naturale così, ma che sistema è quello in cui un'autorità centralizzata scrivendo numeri sui computer attribuisce a certi soggetti il potere di comprarsi il mondo?

Cmq credo che questa frase:

Citazione:
A differenza di quello che tutti i quaqquaraquà embedded vogliono farci credere, non si tratta di mancanza di luquidi nelle banche, ma di capacità di ripagare i crediti da parte del tessuto produttivo.
centri un aspetto fondamentale, alla faccia di tutti quanti sostengono che "la crisi finanziaria travolge l'economia reale" o cose del genere.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-01-09, 21:36   #3 (permalink)
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questa crisi, non è una crisi di liquidità, ma di solvibilità.

A differenza di quello che tutti i quaqquaraquà embedded vogliono farci credere, non si tratta di mancanza di luquidi nelle banche, ma di capacità di ripagare i crediti da parte del tessuto produttivo.

Di liquidità, il sistema bancario, ne ha fin troppa... (date un'occhiata al bilancio della BdI alla voce: depositi di liquidità di altri istituti di credito).

Solo che per proteggersi dal rischio, preferiscono depositare il liquido presso la banca centrale a rendità nominale quasi nulla, e a rendita effettiva negativa, piuttosto che esporsi verso un tessuto produttivo incapace di onorare il credito.

Ma perchè il tessuto produttivo è diventato così dipendente dal credito?

Perchè 40 anni di inflazionomia pura hanno reso impossibile il risparmio ed hanno costretto gli investimenti verso il credito, trasformando il vero capitalismo che fonda gli investimenti produttivi sul risparmio, in questo cadavere in putrescenza di pseudocapitalismo fondato sul debito non ha sfruttato gli aumenti di produttività ed effecienza possibili grazie alle migliorie tecnologiche ed alla globalizzazione per ritornare ad investire col risparmio, ma SOLO per ridurre i costi ed i prezzi.

Oggi il 90% della popolazione europea vive con guadagni compresi tra i 1000 e i 2000 € al mese.

Grazie all'inflazionomia i costi di produzione sono oggi talmente vicini ai prezzi di vendita che non c'è posto per il risparmio nè per ridurre i prezzi, se non di piccole percentuali, non certo dell'ordine del 50% o oltre.

La tassazione indiretta chiamata inflazione (sull'M3...non solo sulla circolazione...quindi sul circulation credit oltre che sull'emissione) dal 15 agosto 1971 (data dell'abbandono del gold-standard sull'interbancario) ad oggi ha divorato la capacità di risparmio e trasformato l'economia mondiale fortemente coupled al dollaro in una economia di puro debito dove il collaterale al credito ed alla circolazione è la promessa di lavoro futura dei popoli del mondo di onorare con la tassazione sul loro lavoro futuro il pagamento delle cedole sui sovereign bond.

Se la bolla sui titoli di debito sovrano si gonfiasse fino all'incapacità per gli stati di rifinanziarsi lo scheletro di questo regime socialista sovranazionale sarebbe finalmente nudo.

Ovviamente nessuno lo capirebbe... e i "proles" sarebbero entusiasti di chiudere il cerchio e consentire anche alla BCE ed al sistema ESCB di comprare direttamente titoli di debito pubblico a fronte di emissione di credito e circolazione estendendo l'inflazionomia di decadi intere...

Il "mercato libero" non esiste più.

In questa economia pianificata a livello globale e centralizzato non c'è spazio per gli sconti ed i veri saldi e la competitività vera.

Questa è una economia pianificata di cartello.

Se un privato è sufficientemente indebitato, cioè controllato dal "Sistema", da "guadagnarsi" tramite gli appoggi delle Logge i favore dei politici può entrare nel cartello di competenza, e rimanervi solo-e-soltanto-se non altera ma rafforza lo "statuso quo" e la sua relativa quota parte di latrocinio tramite tariffe ai danni dei "proles" (per dirla con Orwell) o parco buoi.

Nessuno spazio per vera deflazione...

La deflazione è lo spettro del "Sistema" poichè è l'unico stadio del business cycle Misesiano nel quale i "proles" riacquistano potere di acquisto... e quindi ecco in campo politiche Keynesiane a man bassa... per mantenere i "proles" perennemente in uno stadio di semi-boom inflazionomico... ecco quindi i Samuelson e i Krugman... onorati del premio alla memoria del noto Massone: Nobel.
totalmente in accordo con quello che dici, in particolarm modo per i ldiscorso del credito/debito

aggiungo che
La politica economica adesso cerca di schiacciare in molti del ceto medio verso il basso , ad impoverire molti per arricchire sempre meno famiglie ( anche se in parte forse è sempre stato così, in altre epoche erano sempre in pochi a possedere materilamente tutto gli altri dovevano inchinarsi ...e talvolta farsi trombare pure la moglie ) dopo la grande guerra ed il boom economico e le idee socialiste si è diffuso il "credo" di poter stare bene tutti , spostando la popolazione dalla povertà al ceto medio e dal ceto "alto " al ceto medio ( si ho detto anche socialista , le conquiste sociali, i diritti sul lavoro, i diritti sulla persona , delle donne e dei minori sono conquiste del 20° secolo a noi sembrano dati di fatto ma non sempre ci sono stati ed a qualcuno danno MOLTO fastidio ).

RIDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA , la grande farsa spesso citata dai politicanti odierni ... ma si è mai visto qualcuno che spontaneamente cede il suo benessere a favore di molti altri che non lo hanno? MAI

ridistribuire la ricchezza è impossibile fin tanto che chi deve decidere ( i nostri politicanti) o fanno parte di coloro che "perdono " nella ridistribuzione o sono messi li da loro ...

Mantenere il maggior numero di persone col mutuo trentennale a prezzi IMPOSSIBILI pur lavorando in 2 è una nuova forma di schiavitù , una schiavitù subdola nella quale ti senti libero di agire ma dove in realtà hai un contratto a vita con una banca e la minaccia continua di perdere tutto! vivi per loro insomma.

...

il grande progresso del XX secolo:
nostro padre lavorava da solo , manteneva la moglie e i figli e si comprava casa in 10 anni.
noi lavoriamo, le nostre compagne lavorano , la casa la compriamo in 30 anni se facciamo figli è solo perchè altrimenti non si va avanti...

però abbiamo il progresso... si , la casa piena di inutilità che si devono buttare dopo un anno perchè deteriorate ...
( un esempio per tutti : la mia vespa 125 ET3 primavera del 1980 fa 90km/h e percorre mediamente 40km con un litro ... ed ha 40 anni ... il progresso è : i motori di oggi fanno le stesse cose consumando di più e durando di meno )
W IL PROGRESSO
dammiretta non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-01-09, 21:39   #4 (permalink)
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ottimi interventi.

Dal punto di vista pragmatico, cosa vediamo all'orizzonte?

Inflazione, anche elevatissima, unita a default pubblici e privati?

Fino a che punto le società potranno reggere un'erosione spaventosa del valore dei propri averi e lavoro?
Fino a che tasso di disoccupazione non vi saranno rivolte per il pane e accenni di guerra civile?

E' impensabile che un paese come il nostro che applica una tassazione reale del reddito di chi lavora di oltre il 50%, in aggiunta a dazi e balzelli vari su prodotti di largo consumo (carburanti in primis) IN CONDIZIONI NORMALI possa di punto in bianco assorbire l'onda d'urto di una situazione come quella che si prosila.

La domanda più importante, comunque, è CHI e CON QUALI PROPOSTE se ne verrà fuori con una soluzione che il mondo prenderà per buona.

Sta qui a mio parere il nodo cruciale di periodi come questo: tutto il casino è propedeutico a determinate narrative sullo stato delle cose e sulla via "giusta" da seguire che decidono di fatto vere e proprie svolte nel corso della storia.

Svolte troppo difficili da imprimere in tempi normali.

C'è solo da sperare che, qualunque sarà la via che seguiremo, la direzione non sarà segnalata da qualcuno in malafede....
DimIrt non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25-01-09, 22:32   #5 (permalink)
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uno dei thread più belli che abbia letto in questo forum, complimenti
capiscountubo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-01-09, 00:29   #6 (permalink)
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Citazione:
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C'è solo da sperare che, qualunque sarà la via che seguiremo, la direzione non sarà segnalata da qualcuno in malafede....
Io vedo solo interventi in malafede da chi governa e dai sedicenti "economisti" che non capiscono un tubo ma che prendono il nobel.
Hanno fatto loro tutto questo casino, ed ora è "colpa del mercato".
Sono molto pessimista in merito.

L'inflazione monetaria è portata avanti da chi governa, ci ha condotti qui, ed ora cosa ci propinano? Più inflazione monetaria per tutti.
La spesa pubblica, che causa il furto del 50% (circa) del reddito di tutti, ora viene aumentata.

Dammiretta, il socialismo e la redistribuzione della ricchezza sono parte del disastro che hanno creato, non certo la soluzione.
Avere qualcuno che crea denaro per comprare tutto il mondo significa avere un'economia pianificata dall'alto e non lasciata alle scelte dei singoli.
Avere questa spesa pubblica e tutti questi interventi per salvare chi non sta in piedi, anche.
Significa che l'attività economica non è regolata dalle libere scelte delle persone, ma dalle scelte degli "illuminati".
Tralasciando la politica, il socialismo (di ogni colore) è questo: alcuni che decidono per tutti, direttamente, mediante spesa pubblica, mediante creazione di denaro, mediante una selva di regole coercitive che decidono minuziosamente come deve essere svolto ogni tipo di attività (con la scusa del "bene comune", ovviamente).
Farlo in nome del popolo, della supremazia della razza ariana, o di un qualche dio, non fa alcuna differenza.

Sulla redistribuzione c'è un'altra cosa da dire: questo sistema monetario causa di per sè redistribuzione a favore di chi "è nel giro" (più vicino sei alla fonte del denaro, e più ne sei avantaggiato) a sfavore di tutti gli altri.
Perchè non è giusto? perchè è una cosa arbitraria, fatta con la forza (quella moderna, cioè quella della legge "democratica"). Diciamo che è un furto. Ogni euro creato è un euro rubato a qualcun altro che se lo è dovuto guadagnare.
Non è facendo un'altra forma di redistribuzione (in che differisce dal furto o dall'esproprio?), altrettanto arbitraria e violenta, che risolvi il problema. Lo risolvi tagliando questa redistribuzione alla radice, impedendo che avvenga.
E stai tranquillo che così facendo i ceti medi-bassi non vedranno i loro redditi erodersi giorno dopo giorno sotto l'aumento dei prezzi (nei quali io includo anche quelli delle case e delle attività produttive, non solo quelli della playstation e dei telefonini), e non saranno più così "invitati" ad indebitarsi fino al collo.
Questo vuol dire anche meno pacchia però: le cose le si compra lavorando e guadagnano, non facendo rate.
kasparek non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-01-09, 01:42   #7 (permalink)
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L'avatar di Waitec
 
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Purtroppo in materia economica non posso intervenire più di tanto perchè quel poco che so ritorna dal mio passato scolastico, quindi non mi addendro più di tanto e cercherò di fare una domanda per capire meglio. Chi avrà la bontà di rispondermi tenga conto di quanto detto prima.

Nasce prima un sistema economico o un sistema sociale?

Questo per dire che qualsiasi risposta in termini economici secondo me è fine a se stessa perchè da profano mi pare che anzitutto qui sia una sconfitta di una certa forma mentis sociale, di un sistema sociale nel suo complesso che ha come sottotesto la massima "spendo dunque sono".

Quando mi ritrovo con gente che mi dice "ma tanto quella cosa la pago fra 20 mesi" penso che in quella mente non ci sia tanto l'annullamente di qualsiasi facoltà economica del soggetto quanto qualcosa di più profondo, una mancanza mi vien da dire della stessa capacità di pensiero e di comprensione.

Perdonatemi se il pensiero è un tantinello confuso
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Vecchio 26-01-09, 09:18   #8 (permalink)
Cogito ergo sum
 
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A differenza di quello che tutti i quaqquaraquà embedded vogliono farci credere, non si tratta di mancanza di luquidi nelle banche, ma di capacità di ripagare i crediti da parte del tessuto produttivo.

Di liquidità, il sistema bancario, ne ha fin troppa... (date un'occhiata al bilancio della BdI alla voce: depositi di liquidità di altri istituti di credito).

Solo che per proteggersi dal rischio, preferiscono depositare il liquido presso la banca centrale a rendità nominale quasi nulla, e a rendita effettiva negativa, piuttosto che esporsi verso un tessuto produttivo incapace di onorare il credito.

Ma perchè il tessuto produttivo è diventato così dipendente dal credito?

Perchè 40 anni di inflazionomia pura hanno reso impossibile il risparmio ed hanno costretto gli investimenti verso il credito, trasformando il vero capitalismo che fonda gli investimenti produttivi sul risparmio, in questo cadavere in putrescenza di pseudocapitalismo fondato sul debito non ha sfruttato gli aumenti di produttività ed effecienza possibili grazie alle migliorie tecnologiche ed alla globalizzazione per ritornare ad investire col risparmio, ma SOLO per ridurre i costi ed i prezzi.

Oggi il 90% della popolazione europea vive con guadagni compresi tra i 1000 e i 2000 € al mese.

Grazie all'inflazionomia i costi di produzione sono oggi talmente vicini ai prezzi di vendita che non c'è posto per il risparmio nè per ridurre i prezzi, se non di piccole percentuali, non certo dell'ordine del 50% o oltre.

La tassazione indiretta chiamata inflazione (sull'M3...non solo sulla circolazione...quindi sul circulation credit oltre che sull'emissione) dal 15 agosto 1971 (data dell'abbandono del gold-standard sull'interbancario) ad oggi ha divorato la capacità di risparmio e trasformato l'economia mondiale fortemente coupled al dollaro in una economia di puro debito dove il collaterale al credito ed alla circolazione è la promessa di lavoro futura dei popoli del mondo di onorare con la tassazione sul loro lavoro futuro il pagamento delle cedole sui sovereign bond.

Se la bolla sui titoli di debito sovrano si gonfiasse fino all'incapacità per gli stati di rifinanziarsi lo scheletro di questo regime socialista sovranazionale sarebbe finalmente nudo.

Ovviamente nessuno lo capirebbe... e i "proles" sarebbero entusiasti di chiudere il cerchio e consentire anche alla BCE ed al sistema ESCB di comprare direttamente titoli di debito pubblico a fronte di emissione di credito e circolazione estendendo l'inflazionomia di decadi intere...

Il "mercato libero" non esiste più.

In questa economia pianificata a livello globale e centralizzato non c'è spazio per gli sconti ed i veri saldi e la competitività vera.

Questa è una economia pianificata di cartello.

Se un privato è sufficientemente indebitato, cioè controllato dal "Sistema", da "guadagnarsi" tramite gli appoggi delle Logge i favore dei politici può entrare nel cartello di competenza, e rimanervi solo-e-soltanto-se non altera ma rafforza lo "statuso quo" e la sua relativa quota parte di latrocinio tramite tariffe ai danni dei "proles" (per dirla con Orwell) o parco buoi.

Nessuno spazio per vera deflazione...

La deflazione è lo spettro del "Sistema" poichè è l'unico stadio del business cycle Misesiano nel quale i "proles" riacquistano potere di acquisto... e quindi ecco in campo politiche Keynesiane a man bassa... per mantenere i "proles" perennemente in uno stadio di semi-boom inflazionomico... ecco quindi i Samuelson e i Krugman... onorati del premio alla memoria del noto Massone: Nobel.
perfetto, da applausi......e da bollino verde

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Vecchio 26-01-09, 09:22   #9 (permalink)
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Originalmente inviato da kasparek Visualizza messaggio
ovviamente in nome del "libero mercato"; peccato che libero mercato non sia quello in cui un'autorità centrale "crea" risorse creando soldi schiacciando tasti sul computer).

Ci siamo talmente abituati che pare naturale così, ma che sistema è quello in cui un'autorità centralizzata scrivendo numeri sui computer attribuisce a certi soggetti il potere di comprarsi il mondo?
è un sistema creato da pochi a danno di molti...

se non la vuoi chiamare massoneria, chiamale lobbies, o caste, ma il succo è quello.....
Future trader non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 26-01-09, 10:52   #10 (permalink)
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in fondo il sistema è ben congeniato e basato sullo squilibrio di ricchezza tra classi sociali
Se non vi fosse tale squilibrio chi lavorerebbe?
mi spiego meglio , io sogno un mondo in cui i diritti sono uguali per tutti, in cui non c'è povertà in cui l'economia va a braccetto con l'ecologia ... un mondo utopistico insomma.
La realtà del sistema in cui viviamo, basato sul denaro, prevede che qualcuno lavori per me appunto in cambio di denaro... se nessuno avesse più bisogno di denaro, per assurdo , perchè nessuno è povero alla fine nessuno lavorerebbe più.. ma se nessuno lavorasse più chi porterebbe il cibo al supermercato? chi farebbe funzionare le centrali elettriche? chi porterebbe via la spazzatura? nessuno!
quindi un mondo in cui non vi sono "poveri" non può esistere .
Ma il mio discorso è che , per un certo periodo di anni, almeno in Italia, abbiamo tentato con qualche successo di avvicinare tanta più gente possibile al ceto medio per diminuire le differenze di ricchezza , oggi notiamo un risultato opposto, sempre più gente che scivola verso il basso ! Non basta più neanche lavorare in 2 per essere tranquilli !

Quindi questo meccanismo capitalista ha come obbiettivo di stimolare la crescita attraverso i consumi , l'inflazione fa si che col passare delgi anni gli stessi beni costino molto di più , in sostanza il risultato è che : saranno necessarie sempre più entrate per mantenere i consumi e l'inflazione ... ma entrate che crescono all'infinito è impossibile , così come è impossibile che un azienda produca e cresca all'infinito... quando si arriva al punto in cui tutti gli indicatori sono al massimo e non potranno andare oltre ,il sistema va in crash , come una valanga tutti i settori vengono travolti per tornare ad un livello molto più basso dal quale ripartire con la spirale crescita/consumi ... ora siamo nella fase di reset ...
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