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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2009
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w il default
Quando si dice “default”, immediatamente agli italiani vengono in mente le scene viste nel caso argentino, dando la scorretta impressione che in caso di default succeda automaticamente quanto avvenuto nel paese sudamericano. Pochi sanno, per esempio, che il default dei conti pubblici e’ gia’ avvenuto diverse volte in Europa, per esempio in Spagna. E non si sono viste quelle scene.
In realta’ un default ha effetti devastanti solo in precise condizioni valutarie, come quelle che l’ Argentina ha ottenuto seguendo le politiche assurde dell’ FMI. Senza tali condizioni, il default produce semplicemente l’impossibilita’ del governo di pagare tutte le spese correnti, nonche’ tutti i titoli di stato, che vengono normalmente pagati solo in piccole percentuali e solo delazionati nel tempo. Di conseguenza, un default italiano (i cui prodromi fanno capolino in questo periodo sul mercato dei titoli) non sarebbe necessariamente un disastro di tipo argentino, ma quel che e’ peggio, potrebbe essere il miglior regalo fatto alle giovani generazioni. Vediamo perche’. Il primo concetto da capire e’ che agli attuali tassi di interesse e di crescita l’ Italia non ha NESSUNA possibilita’ di pagare il proprio debito. E neanche di ridurlo. MAI. Puo’ rientrare nei parametri di Maastrich riguardo alla sua crescita, ma solo per pochi anni , dopodiche’ l’esigenza di investimenti lo rendera’ impossibile. La grande menzogna, sostenuta da tutti i governi di ottuagenari signori della rendita, e’ che con una buona gestione si potra’ tenere il debito almeno “sotto controllo”. Ma un oggetto che cresce mentre non puoi investire in innovazione su vasta scala, prima o poi andra’ fuori controllo. E’ una palla l’idea che un governo qualsiasi, per quanto virtuoso, possa pagare il debito o sperare di ridurlo fino ai livelli europei. O anche sperare di ridurlo e basta. E’ ora di dire basta a questo mito della buona gestione: nessuno puo’ pagare o recuperare o “controllare” quel debito nel medio e lungo termine. Ed e’ ora di dire chiaramente che piu’ questi tentativi di fare l’impossibile si ripetono nel tempo, piu’ il debito divora pezzi di Italia impedendo gli investimenti. E’ ora di smettere di procrastinare l’inevitabile, nella speranza che siano tutti ***** dei posteri. Chiarito che non sia possibile liberarsi di questa maledizione biblica pagando i debiti, (gli interessi sono superiori all’aumento annuo del PIL) e’ chiaro che il default e’ tra le opzioni praticabili. Anzi, l’unica. Il motivo per cui non si fa e’ che una classe dirigente di ottuagenari non permettera’ mai che i vecchi paghino di tasca propria il debito, senza invece continuare a spassarsela per poi accollarlo alle generazioni future. Vorrei chiarire tre cose. 1. Un eventuale default italiano puo’ inficiare il valore dell’ Euro, al massimo, dell’entita’ complessiva della partecipazione italiana alla BCE, ovvero il 14%. Non puo’ avvenire quindi un effetto Argentina. 2. Nel caso di uscita dall’ eurozona, l’ Italia potrebbe reagire al default svalutando la moneta per rendere conveniente l’export. Non avendo piu’ debiti per via del default, e’ persino possibile una svalutazione del 50%. Il che e’ un incubo per tutti i concorrenti europei, che NON permetteranno MAI, neanche in caso di default, che l’ Italia possa usare strumenti simili. Disponendo di imprese in grande quantita’, una svalutazione del 50% di un’eventuale nuova lira produrrebbe la distruzione del manufatturiero di tutti i paesi mediterranei , Spagna, Francia e Turchia incluse, a favore dell’ Italia. Con questo rischio, nessuno ci fara’ mai uscire dall’eurozona, non vi preoccupate. 3. Il 50% del debito pubblico e’ in mani straniere, il che significa che immediatamente i governi inizierebbero a trattare per avere una restituzione anche parziale del credito. Poiche’ esso viene usato principalmente ai fini pensionistici, diversi governi sono disposti a fare di tutto perche’ almeno il 30% del debito sia pagato, come nel caso argentino. Le cifre sono troppo alte. E quando dico “a fare di tutto” intendo proprio “di tutto”. 4. In Italia, i titoli di stato sono in mano a quell’economia della rendita che e’ fatta di altrettanti ottuagenari e dei signori della rendita che si basano su di essi. Andare in default significa di fatto dare fiato alle nuove generazioni togliendo loro l’incubo di un debito ormai impossibile da pagare, a spese delle generazioni che tale debito lo hanno creato. La cosa che bisogna capire e’ che quando Amato dice “l’ Euro ci ha salvati, negli anni ‘90, non riuscivo piu’ a vendere i Bot”, sta infatti omettendo di specificare DA CHE COSA l’ Euro ci abbia salvati. E quando andiamo a vedere il curriculum vitae di Amato, scopriamo che il buon socialista era in quei governi CAF che il debito lo hanno creato: Amato dice che l’ Euro ci ha salvato dalle conseguenze del SUO STESSO operato, in pratica Amato ci dice che l’ Euro ci ha salvati da Amato. E lo stesso dicasi per Ciampi, che ci ha ricordato come l’ Euro ci abbia “salvati” dal disastro, senza menzionare chi ci fosse a dirigere la banca nazionale mentre quel disastro veniva prodotto: come Amato, anche l’ex presidente Ciampi ha perfettamente ragione. Come nel caso di Amato, Ciampi ci informa che l’ Euro ci ha salvati da Ciampi. Potrei anche menzionare i governi “tecnici” appoggiati dal centrosinistra, la cui disastrosa gestione dei conti pubblici (sacrificare la crescita economica e il risparmio delle famiglie al bilancio non e’ mai un bene, al bilancio si sacrificano gli sprechi) ha contribuito anch’essa al disastro corrente: persino a Prodi, inteso come capo delle forze uliviste, potrebbe essere rinfacciato il fatto che l’ Euro, da lui voluto, ci ha salvati da lui medesimo. In definitiva, credo che l’opzione Default andrebbe valutata. In primis perche’ libererebbe il paese di un fardello che, e’ inutile nasconderlo, e’ impossibile da pagare o da rimpicciolire. Si potra’ scendere fino al 100% o al 99% del PIL. E poi? In pochi mesi gli interessi lo riporterebbero al punto di prima. Bisogna rassegnarsi al fatto che senza provvedimenti drastici, come il Default, ai nostri figli lasceremo un debito che non potranno pagare, ed al quale dovranno sacrificare l’intero futuro. E lo stesso dicasi per i nipoti. Il secondo concetto, ed e’ il motivo per il quale la classe di ottuagenari che abbiamo al potere sostiene la leggenda del “deficit che puo’ rientrare”, e’ che il default finirebbe per colpire quasi esclusivamente i baroni dello stato, i grandi professionisti dello stato, i superconsulenti dello stato, e l’economia della rendita gerontocratica. Dichiarare un default sarebbe un brutto colpo per 5-10 anni. Ovviamente il fabbisogno pubblico dovrebbe calare enormemente, con un taglio gigantesco della pubblica amministrazione, un taglio come Brunetta non immagina neppure. Non sarebbe piu’ possibile finanziare nulla se non entro il 45% di pressione fiscale nazionale: no other assets. Ma nell’arco di 20 anni, un paese liberato dal debito avrebbe la possibilita’ di crescere con un’economia che non ingoia interessi al ritmo del 4% del PIL annuo, (contro una crescita dell’ 1-2%), non avrebbe il fardello di 7/8 dei soldi del paese che dormono congelati in cartacce di titoli di stato, e specialmente potrebbe parlare ai propri figli e nipoti con la coscienza pulita. Il motivo per il quale si resistera’ a questa idea di dichiarare default, che ormai ci viene consigliata persino da autorevoli economisti di tutto il mondo, e’ che questo processo sarebbe tutto a vantaggio delle nuove generazioni e del futuro, mentre andrebbe a venir pagato quasi esclusivamente dalle generazioni che hanno creato il buco. E questa e’ la ragione per la quale vi raccontano che un default in Italia otterrebbe i risultati dell’ Argentina, che invece furono causati da altri malcostumi economici. Per quanto mi riguarda, il governo italiano dovrebbe iniziare a valutare con la BCE un eventuale default ufficiale, in modo da limitare gli effetti sull’economia europea, e a fottere chi ha comprato 800 miliardi di *****. Se lo fanno quelli di Lehman, possiamo farlo anche noi. Uriel Fonte: www.wolfstep.cc/ Link: http://www.wolfstep.cc/312/default/ |
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Data registrazione: Oct 2005
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sono d'accordo
ed estenderei il discorso su scala planetaria l'unica soluzione vera è dichiarare il fallimento del sistema finanziario internazionale poi si inizia daccapo ma visto che non lo faranno MAI preparatevi al peggio. |
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#3 (permalink) | |
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proteggi l'amigdala
Data registrazione: Sep 2005
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In un paese dove è necessario chiudere una strada a causa di una protesta per la possibile cessione di un giocatore di una squadra di calcio (notizia di qualche minuto fà) mi sembra molto difficile che un default , il conseguente congelamento dei titoli di stato e il probabile mancato pagamento degli stipendi per la PA ecc. ecc. possa avvenire senza conseguenze disastrose almeno per la pace sociale
![]() In teoria è semplice far fallire questa o quella banca questo o quello stato se si pensa solo ai numeri e alle grandezze economiche. Il fatto è che dietro i numeri ci sono persone.
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Data registrazione: Nov 2008
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Ma le persone sono reali; i numeri virtuali.
Finche' chi se ne rende conto e' un esigua minoranza, tutto sommato passi. Quando (perche' accadra') ci si rendera' conto tutti che con il nulla si vuol far muovere il mondo, le reazioni saranno le piu' disparate (per non dire disperate). Comincio a pensare che occorra un nuovo approccio al nostro concetto di denaro, e che tutte le teorie economiche, con i loro dati, statistiche, calcoli, prima d'essere formulate, abbiano in comune un profondo rispetto per l'essere umano. Non e' piu' accettabile dire che la schiavitu' e' stata abolita, e venire continamente tiranneggiati. |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2008
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Secondo me si sta eccedendo in semplificazioni.
Un default avrebbe l'effetto di scaricare il danno su alcuni lasciando altri del tutto intoccati. Il pescecane che solca i mari ormai rossi di sangue dell'azionario non degnerebbe la cosa neanche di una scrollata di pinne, mentre la vecchina che ha messo tutti i suoi soldini in Bot (o in buoni postali, che sospetto si appoggino sui Bot) si troverebbe all'improvviso rovinata. Comunque, ricordiamo che l'Argentina aveva un debito denominato in dollari. Riducendolo a un terzo lo ha riportato al suo livello originario, dato che il peso si è svalutato di due terzi rispetto al dollaro. |
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Data registrazione: Jan 2006
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L'italia, putroppo, e' divenuta (o forse e' nata cosi) come un CANCRO INOPERABILE........chemioterapia o cure palliative che siano la fine e' segnata...... |
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Jan 2002
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NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE P.S Ogni volta che sento la frase: l'euro ci ha salvato (non mi meraviglio che lo dicano certe personcine..) mi piego in due dal ridere, ma come ? prima dell'euro l'italia era un m**da dopo una delle grandi economie del mondo. bastasse cambiare tipografia per cambiare un popolo una economia........... Ultima modifica di Cantor : 19-01-09 alle ore 23:24 |
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Data registrazione: Jan 2006
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