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Ma l'orso russo ha freddo?
![]() Finalmente TOD si occupa della faccenda gas russo con un bell'articolo che insinua qualche dubbio dal fronte produzione, come nella tradizione del sito. Ve ne riporto qualche stralcio. L'export di gas dalla Russia è sceso del 6% tra il 2006 e il 2007. La produzione è scesa da 612,1 a 607,4 miliardi di metri cubi, a fronte di un consumo interno cresciuto di circa 6 Mmc. E' possibile che la Russia cerchi di conservare gas per aumentare i prezzi e manipolare la propria posizione sul mercato? O è invece il sistema di produzione russo ad essere incapace di stare al passo con la domanda? Questo il background della vicenda: - Il sistema di produzione e transito russo è ereditatato dall'era sovietica, con l'Ucraina che ne è parte integrante. - Gran parte delle esportazioni deve passare per l'Ucraina, mettendola in una posizione di potere che va ben oltre il suo ruolo di Paese di transito. - L'Ucraina è sostanzialmente in bancarotta, e incapace di pagare il prezzo di mercato per il gas russo. Per questo cerca di sfruttare il transito. - La Russia si trova in grossi guai a causa del crollo del prezzo del petrolio e difficilmente è in grado di sostenere il prezzo di favore finora praticato agli ucraini. - La Russia e l'Europa sono dipendenti l'una dall'altra nel mercato energetico, ed entrambi dipendenti dall'Ucraina per il transito del gas. (Nota mia: mi pare che questi 5 punti siano di un'ovvietà sconcertante, eppure nelle fantasiose analisi che si leggono in giro, e che vanno a ipotizzare disegni di complicatissime cospirazioni globali, non vengono quasi mai menzionati). La produzione russa di gas è al picco? Non si sa, ma pare che i tre principali giacimenti stiano dando segni di calo, e l'intenzione dei russi di sviluppare l'improbabile giacimento polare di Shtockman è un segnale di sofferenza in questo senso. La conclusione dell'articolo di TOD è che l'obiettivo della Russia, al momento, sia quello di riuscire a far pagare all'Europa il conto del gas che l'Ucraina non vuole pagare, in modo da ricevere il giusto compenso per una risorsa sempre più preziosa e indurre contemporaneamente l'Europa a ridurre i propri consumi. Tra i commenti troviamo altre osservazioni interessanti (non per fare paragoni immeritati, ma su TOD come su Petrolio spesso i commenti sono più competenti e approfonditi del post!). Qualcuno ricorda che la Russia è molto attiva nell'offrire all'Europa alternative per il passaggio, come il gasdotto baltico, ma è altresì vero che sono alternative che richiedono tempo, specialmente se l'EU continua a rimandare la costruzione del North Stream. Altri sostengono che la Russia sta semplicemente impedendo che il gas europeo finisca di rapina nei termosifoni ucraini, e che quella che subiamo in occidente è una vera guerra di disinformazione. Ma non è del tutto vero, nota qualcun altro: i politici nostrani ci vanno molto più teneri verso la Russia rispetto a due anni fa. Perché? Probabilmente perché il gas europeo è in esaurimento, e si sa (ma si tace) che il gas russo non sarà in grado di coprire il gap da qui al 2020. Meglio non attirare l'attenzione sulla questione. Qualcuno scommette che la situazione si risolverà magicamente non appena Yushchenko otterrà dal FMI il cospicuo prestito che sta proprio ora chiedendo , e di cui girerà una fetta alla Russia. Magari tutta questa cagnara è un modo per fare pressione indiretta sul FMI, chissà... In ogni caso, vi consiglio di rileggere la profetica intervista di Ali Bakhtiari, che nel Marzo del 2007 ci raccontava già di quello che sta accadendo ora. http://petrolio.blogosfere.it/ |
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