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Data registrazione: Jan 2005
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L'idea dei soldi come manna
L'IMPORTANZA DI CREARE RICCHEZZA
L'idea dei soldi come manna di Giovanni Sartori Il 2009 sarà il primo anno — temo — di una tempesta economica perfetta. Una tempesta perfetta destinata a durare finché non torneremo a capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza. Grazie a una scuola che non è più magistra vitae, i giovani non lo sanno di certo. Per loro è come se piovesse dal cielo come la manna. Per loro il denaro ci deve essere e basta. Ma è così, purtroppo, anche per i non-più-giovani. Nell'ottica di quasi tutti la ricchezza c'è, così come c'è l'aria o il mare. Se manca è perché è maldistribuita e perché se la mangiano i ricchi. E nemmeno i ricchi, o quantomeno gli straricchi, ne sanno di più. I Berlusconi del mondo sanno benissimo fare i soldi per sé; ma perché i soldi ci siano, e come e da cosa zampillino, non è un problema che li interessi. L'economia come scienza ha cominciato a deragliare con la sua politicizzazione diciamo di sinistra: una politicizzazione che la induce ad anteporre il problema della distribuzione della ricchezza al problema della creazione della ricchezza e, in questo solco, anche a confondere i due problemi. Ed è questa confusione che ha allevato una opinione pubblica graniticamente convinta del fatto che la ricchezza ci sia (come ci sono, che so, le piante), e che il guaio sta in come viene distribuita, cioè maldistribuita. Ora, che la distribuzione della ricchezza sia per lo più iniqua, moralmente inaccettabile e spesso anche economicamente dannosa, è un fatto. Un fatto che però non autorizza a confondere tra la grandezza della torta e la sua divisione in fette. Perché non è in alcun modo vero che la ridistribuzione della ricchezza produca ricchezza. Anzi, se la mettiamo così, è più probabile che produca povertà. In prospettiva — e la prospettiva ci vuole — fino alla rivoluzione industriale del primissimo Ottocento l'economia è stata prevalentemente agricola, e quindi una economia di sostentamento. Dopo la lunga stagnazione medievale il primo accumulo di ricchezza avviene con il commercio e con le città marinare (per esempio, Venezia) nelle quali è fiorito. Ma la ricchezza prodotta dalla società pre-industriale fu ricchezza da consumare (in palazzi, chiese e, s'intende, in bella vita per i pochissimi che ne disponevano), non ricchezza da accumulare per investimento, e quindi ricchezza in denaro da investire nel processo economico. Pertanto fino alla rivoluzione industriale, che è poi la rivoluzione della macchina che moltiplica a dismisura il lavoro manuale, l'uomo è vissuto in grande povertà. Il tepore del benessere si affacciò, nel contesto dello Stato territoriale nel suo complesso, soltanto nel corso dell'Ottocento. Ma sino al Novecento, talvolta inoltrato, l'uomo occidentale non ha conosciuto la società opulenta, la cosiddetta società del benessere. Che da noi è durata soltanto una cinquantina d'anni. Per dire come si fa presto a diventare viziati. Come e quando usciremo dalla gravissima recessione nella quale siamo peccaminosamente incappati nessuno lo sa. Il punto da capire sin d'ora è che il diritto a qualcosa sussiste solo se c'è la cosa. Il diritto di mangiare presuppone che ci sia cibo. E il «diritto ai soldi» presuppone che i soldi vengano creati. Personalmente lo trovo ben scritto e totalmente condivisibile, in poche righe ha fatto un'esatta fotografia dello stato dell'arte. ![]() ![]() 31 dicembre 2008 |
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#2 (permalink) |
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BEAT L.A. BEAT L.A.!
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 2,410
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Personalmente preferirei dedicarmi al concetto di soldi come manna, più che ai concetti espressi da Sartori, che, absit iniuria verbis, trovo di una banalità sconfinante nella semplice ovvietà.
Quello che Sartori non dice, è perchè si è arrivati a tale concetto, o meglio lo dice a mio avviso in modo semplicistico, dando la colpa al benessere che ha "viziato" le società occidentali negli ultimo 50 anni. Per me l'analisi era da fare in altra direzione, dalla seconda guerra mondiale in avanti (o magari dal tanto famigerato 1929). E' chiaro che in un sistema regolato dalla parità aurea la moneta non può essere concepita come manna dal cielo (a meno di aver scoperto la pietra filosofale), ed il misero fallimento degli accordi di Bretton Woods, nel ferragosto del 1971, ha mostrato al mondo la nudità del re. Ecco a cosa è dovuto il benessere che abbiamo assaporato in questi decenni: ad una colossale massa di debito (non trovo altro nome per definire le attuali valute) che ha mosso le più o meno inconsapevoli masse che ne facevano parte, ed ad una strapotente forza militare, che ha convinto i più scettici della ferma volontà del debitore di onorare la propria obbligazione. La crisi attuale è appunto conseguenza dell'impossibilità di creare illimitatamente moneta (e debito) al fine di espandere il "benessere" (che chiamerei per onestà consumismo, il benessere è altra cosa), senza svilire il senso stesso di valore, che la moneta dovrebbe incorporare. Mentre in precedenza le economie antiche, legate all'oro, soffrivano della carenza di moneta e si ritiene fossero limitate nella crescita da questa, le contemporanee hanno pensato bene di invertire la funzione, aumentando la quantità di moneta per ottenere la crescita. Per far ciò hanno avuto ovviamente un continuo bisogno di nuovi gonzi da intortare, come nel più classico schema di Ponzi. Ecco spiegato lo straordinario sviluppo del mondo occidentale degli ultimi 50 anni: assenza di guerre sul proprio territorio ed una cieca fiducia in un sistema che lascio definire a voi, ma che ha portato tutti a lavorare nella stessa direzione, guidati da un'illusione tanto grande da poter quasi (quasi!) diventare reale. Purtroppo pare che siamo arrivati alla resa dei conti, e farli quadrare sarà impossibile, qualcuno dovrà pagare per forza, speriamo sia qualcuno diverso da noi. Per cui alla fine rimango quasi urtato dalle parole di Sartori, che lamenta l'assenza di virtù nei giovani, che pretenderebbero di tutto e di più senza nulla produrre, ma che a mio avviso hanno il solo grande torto di essere entrati per ultimi nella diabolica catena di S.Antonio, e nella migliore ipotesi si rifiutano di parteciparvi perchè ne hanno compreso la natura truffaldina, e nella peggiore ipotesi hanno compreso fin troppo bene la pessima lezione impartita dai loro anziani maestri, e pertanto ritengono si possa benissimo stimolare la crescita distribuendo soldi dall'elicottero, senza nemmeno più continuare a sostenere la finzione che il denaro valga qualcosa. A tal proposito vi segnalo l'apposito thread, presente in questa sezione, dal titolo "soldi lanciati dagli elicotteri ", ed il presente articolo, tratto dal sito www.usemlab.com http://www.usemlab.com/index.php?opt...d=327&Itemid=1 Ultima modifica di tibesan1974 : 02-01-09 alle ore 00:07 |
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#3 (permalink) | |
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ridateci il cainano!
Data registrazione: Dec 2004
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Ora ha scoperto perfino l'acqua calda e fa la mosca cocchiera ... sono decenni che molti fuori dalla ""cultura"" di sinistra -cui Sartori appartiene- attribuiscono la maggior parte delle cattive scelte (specie italiche) al predominio della forma mentis "francese" (predominio della necessità di equa divisione della torta rispetto alla necessità di creare una torta più grande possibile) rispetto a quella "anglosassone" (in cui ovviamente le priorità sono invertite) ... e ora non rinfacciatemi che recentemente anche gli Anglosassoni hanno iniziato a imbastardirsi coi Francesi
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ridateci il cainano!
Data registrazione: Dec 2004
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E l'attuale crisi è stata provocata da Bill Clinton e da chi lo ha preceduto, ovvero Jimmy Carter e, ovviamente, F. D. Roosevelt. |
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