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Data registrazione: Oct 2008
Messaggi: 91
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Quando il mondo prenderà coscienza che questa crisi è peggiore di quella del '29
LEAP/E2020 ritiene che la crisi sistemica globale conoscerà nel marzo 2009 un
nuovo punto di flessione di importanza simile a quella del settembre 2008. Il nostro gruppo considera, infatti, che questo periodo sarà caratterizzato da una presa di coscienza generale dell’esistenza di tre processi destabilizzatori dell’economia mondiale, cioè: 1. la presa di coscienza della lunga durata della crisi 2. l'esplosione della disoccupazione in tutto il mondo 3. il rischio di un crollo brutale dell’insieme dei sistemi pensionistici a capitalizzazione Questo punto di flessione sarà così caratterizzato da un insieme di fattori psicologici, cioè la percezione generale delle opinioni pubbliche in Europa, in America ed in Asia, che la crisi in corso è sfuggita al controllo di ogni autorità pubblica, nazionale o internazionale, che essa riguarda tutte le regioni del mondo anche se alcune saranno più colpite di altre (vedere GEAB N°28), che tocca direttamente centinaia di milioni di persone del mondo 'sviluppato’ e che non fa che peggiorare man mano che le conseguenze si fanno sentire nell’economia reale. I governi nazionali e le istituzioni internazionali non hanno che un trimestre per prepararsi a questa situazione che è potenzialmente portatrice di un rischio maggiore di caos sociale. I paesi meno attrezzati a gestire socialmente l'aumento rapido della disoccupazione ed il rischio che cresce sulle pensioni saranno i più destabilizzati da questa presa di coscienza delle opinioni pubbliche. In questo GEAB N°30, il gruppo di LEAP/E2020 espone nei dettagli questi tre processi destabilizzatori (di cui due sono presentati in questo comunicato pubblico) e presenta le sue raccomandazioni per fare fronte a questo aumento dei rischi. D'altra parte, questo numero è anche come ogni anno, l' occasione per una valutazione oggettiva dell'affidabilità delle anticipazioni di LEAP/E2020, che permette di precisare anche alcuni aspetti metodologici del processo di analisi che attuiamo. Nel 2008, il tasso di successo di LEAP/E2020 è stato pari all'80%, con una punta dell’86% per le anticipazioni strettamente socioeconomiche. Per un anno di grandi sconvolgimenti, è un risultato di cui siamo fieri. La crise durera au moins jusqu'à la fin 2010 Evolution de la base monétaire des Etats-Unis et indication des crises majeures corrélées (1910 – 2008) - Source : Federal Reserve Bank of Saint Louis / Mish's Global Economic Trends Analysis Come abbiamo esposto dettagliatamente nel GEAB N°28, la crisi influirà in modo differenziato sulle varie regioni del mondo. Tuttavia, e il LEAP/E2020 desidera essere molto chiaro su questo punto, contrariamente ai discorsi attuali degli stessi esperti che negavano l'esistenza di una crisi in gestazione tre anni fa, che negavano che fosse globale due anni fa e che negavano fa che fosse sistemica soltanto sei mesi, anticipiamo una durata minima di tre anni per questa fase di decantazione della crisi (1). Essa non sarà terminata nella primavera del 2009, né nell’estate 2009, né all'inizio del 2010. E’ soltanto verso la fine del 2010 che la situazione inizierà a stabilizzarsi e migliorare un po' in alcune regioni del mondo, cioè in Asia e nella zona euro, come pure nei paesi produttori di materie prime energetiche, minerali o alimentari (2). Altrove, continuerà. In particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e nei paesi più legati a quest'economie, dove essa s'iscrive in una logica decennale. E’ soltanto verso il 2018 che questi paesi potranno prevedere un ritorno reale alla crescita. D'altra parte, non si deve immaginare che il miglioramento della fine 2010 segnerà un ritorno ad una crescita forte. La convalescenza sarà lunga; ad esempio, le borse impiegheranno un decennio per ritornare ai livelli del 2007, se mai vi ritorneranno un giorno. Occorre ricordarsi che Wall Street impiegò 20 anni per ritornare ai livelli della fine degli anni 1920. Ma, secondo LEAP/E2020 questa crisi è più profonda e duratura di quella degli anni ‘30. Questa presa di coscienza della lunga durata della crisi gradualmente si concretizzerà nelle opinioni pubbliche, nel corso del trimestre a venire. Ed inizieranno immediatamente due fenomeni portatori d'instabilità socioeconomica: paura e panico per il domani e una più forte critica verso i dirigenti del paese. Il rischio di crollo brutale dell’insieme dei sistemi pensionistici a capitalizzazione Infine, nel quadro delle conseguenze della crisi che colpiranno direttamente decine di milioni di persone negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Giappone, nei Paesi Bassi ed in Danimarca in particolare (3), occorre integrare il fatto che a partire da questa fine d'anno si moltiplicheranno le notizie sulle perdite massicce degli organismi che gestiscono gli attivi con i quali vengono finanziate queste pensioni. L' OCSE stima in 4.000 miliardi USD le perdite dei fondi di pensione per il solo anno 2008 (4). Nei Paesi Bassi (5) come nel Regno Unito (6), gli organi di sorveglianza dei fondi pensione hanno appena lanciato grida d'allarme per un urgente aumento dei contributi obbligatori ed un intervento dello Stato. Negli Stati Uniti, vi sono annunci multipli di aumento dei contributi e di diminuzione dei pagamenti che sono emessi ad un ritmo crescente (7). Ed è soltanto nelle settimane a venire che molti fondi potranno fare realmente il conto di ciò che hanno perso (8). Molto s' ingannano ancora sulla capacità di ricostituire il loro capitale in occasione di una prossima uscita dalla crisi. Nel marzo 2009, quando simultaneamente i gestori dei fondi pensione, i pensionati e i governi prenderanno coscienza che la crisi durerà, che essa coinciderà con l'arrivo massiccio dei “babyboomers„ alla pensione e che le borse hanno poche chance di ritrovare prima di molti anni i loro livelli del 2007 (9), il caos s’innesterà in questo settore ed i governi si avvicineranno sempre più all’obbligo d'intervenire per nazionalizzare tutti questi fondi. L' Argentina, che ha preso questa decisione alcuni mesi fa apparirà allora come un precursore. Queste tendenze sono tutte già in corso. La loro congiunzione e la presa di coscienza da parte delle opinioni pubbliche delle conseguenze che portano con sé costituirà la grande scossa psicologica mondiale della primavera 2009, cioè che tutti saremo immersi in una crisi peggiore di quella del 1929; e che non vi sarà un'uscita possibile dalla crisi a breve termine. Quest'evoluzione avrà un impatto decisivo sulla mentalità collettiva mondiale dei popoli e dei decisori e modificherà dunque considerevolmente il processo di decorso della crisi nel periodo che seguirà. Con più disillusioni e meno certezze, l'instabilità socio-politica globale aumenterà considerevolmente. Infine, questo GEAB N°30 presenta anche una serie di 13 domande/risposte allo scopo di aiutare in modo quasi-interattivo i risparmiatori/investitori/decisori a comprendere meglio ed anticipare gli sviluppi futuri dalla crisi sistemica globale: 1.Questa crisi è diversa dalle crisi che hanno precedentemente colpito il capitalismo? 2. Questa crisi è diversa dalla crisi degli anni ‘30? 3. La crisi è così grave in Europa ed in Asia come lo è negli Stati Uniti? 4. Le misure intraprese attualmente dagli stati del mondo intero sono sufficienti a iugulare la crisi? 5. Quali rischi maggiori pesano sempre sul sistema finanziario internazionale? E tutti i risparmi sono uguali di fronte alla crisi? 6. La zona euro costituisce una vera protezione contro gli aspetti peggiori della crisi e cosa potrebbe fare per migliorare questo stato? 7. Il sistema di Bretton Woods (nella sua ultima versione degli anni ‘70) sta crollando? L'euro deve sostituire il dollaro? 8. Cosa si può sperare del prossimo G20 di Londra? 9. Pensate che la deflazione sia attualmente la più grande minaccia che aleggia sulle economie mondiali? 10. Pensate che il governo Obama sarà in grado di impedire agli Stati Uniti di affondare in ciò che avete chiamato “la grande depressione americana„? 11. In termini di valute, al di là della vostra anticipazione che riguarda la ripresa del dollaro US nei prossimi mesi, pensate che la lira sterlina ed il franco Svizzero siano sempre valute di statuto internazionale? 12. Pensate che il mercato delle CDS sia sul punto di implodere? E quali sarebbero le conseguenze di tale fenomeno? 13. “La bolla dei buoni del tesoro US„ è sul punto di esplodere? Notes: (1) Il est utile de lire au sujet de cette crise une très intéressante contribution de Robert Guttmann publiée au 2° semestre 2008 sur le site Revues.org, soutenu par la Maison des Sciences de l'Homme Paris-Nord.. (2) D'ailleurs ce sont les matières premières qui commencent à déjà relancer le marché du transport maritime international. Source : Financial Times, 14/12/2008 (3) Puisque ce sont les pays qui ont le plus développé les systèmes de retraite par capitalisation. Voir GEAB N°23. Mais c'est aussi le cas de l'Irlande. Source : Independent, 30/11/2008 (4) Source : OCDE, 12/11/2008 (5) Source : NU.NL, 15/12/2008 (6) Source : BBC, 09/12/2008 (7) Sources : WallStreetJournal, 17/11/2008 ; Phillyburbs, 25/11/2008 ; RockyMountainNews, 19/11/2008 (8) Source : CNBC, 05/12/2008 (9) Et nous ne mentionnons même pas l'influence de l'explosion de la bulle des Bons du Trésor US qui affectera également brutalement les fonds de pension. Voir Q&A, GEAB N°30. Mardi 16 Décembre 2008 (fonte Europe2020, trad. di G.P.) Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it |
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Data registrazione: Oct 2008
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quando leggo previsioni sul 2020 come si trattasse di prevedere il tempo per la serata capisco che ho di fronte inguaribili furfanti.
ma se i migliori modelli econometrici del mondo non prevedono l'andamento di prezzo del petrolio, Pil, investimenti da un mese all'altro, questi sanno cosa succederà nel 2020? pagliacciate |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2005
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Se questi portanto come esempio l'Argentina.....un governo in perenne default...che ha fatto la giusta mossa di nazionalizzare i fondi pensione....per far fronte alle scadenze di pagamento del 2009.....allora questo studio previsionale economico ha perso tutta la sua credibilita'.
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Data registrazione: Jun 2007
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Data registrazione: Oct 2008
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peraltro molte osservazioni che fanno sono molto interessanti. ma è l'idea di fare previsioni a lungo termine che non mi convince. altro è proporre cambiamenti a lungo termine, che non sono previsioni ma programmi appunto |
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Data registrazione: Mar 2008
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Però, al contempo, non mi sembrano degli sprovveduti. Mi sembra però più credibile Smithers, il quale almeno si è concentrato su un paese solo, il Giappone, e vende delle analisi limitate appunto al Sol Levante. |
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