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Vecchio 14-12-08, 15:03   #1 (permalink)
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i nodi (dell'Italia) vengono al pettine

tratto dal sito "www.lavoce.info"

un articolo che condivido, ma ovviamente spiega in modo piu' chiaro e competente di quanto potrei fare

di Vito Tanzi 11/12/2008
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Per l'Italia sarebbe imprudente e molto rischioso tentare una espansione keynesiana o aumentare la spesa pubblica per proteggere i più colpiti dalla crisi. I dati sui tassi di interesse dimostrano che il rischio paese è già salito rispetto allo scorso anno e una politica fiscale espansiva potrebbe farlo aumentare in modo incontrollabile. Oltretutto, misure di questo tipo potrebbero anche non essere efficaci perché quella italiana è una economia molto aperta e il suo andamento dipende in larga misura da ciò che accade nel resto del mondo.

Cosa dovrebbe fare Giulio Tremonti per sostenere l’economia nella crisi che l’Italia e altri paesi stanno attraversando? Molti vorrebbero che il governo seguisse politiche keynesiane, come gli Stati Uniti, senza preoccuparsi dell’effetto che avrebbero sui conti pubblici. L’accenno del ministro Sacconi all’esperienza argentina è stato criticato perché, ovviamente, l’Italia non è l’Argentina. Anche Tremonti è stato criticato per aver proposto solo un modesto aumento agli aiuti alle persone in difficoltà.

UN'ECONOMIA APERTA

Ci sono alcune considerazioni che potrebbero aiutarci a capire meglio cosa è possible fare. La prima è che non è solo l’Italia a essere in crisi, ma gran parte del mondo. Ciò che succederà in Italia nei prossimi mesi dipenderà in buona misura da ciò che accadrà nel resto del mondo. Le politiche che saranno seguite dall’Italia avranno poco effetto sull’economia mondiale. Per di più, bisogna ricordarsi che quella italiana è una economia molto aperta: una politica fiscale keynesiana avrebbe relativamente poco effetto anche all'interno, perché il moltiplicatore è ridotto da tale apertura e dalle condizioni di crisi di altri paesi.
L’altra considerazione importante è la situazione dei conti pubblici che non permette al paese seguire ricette keynesiane senza correre troppi rischi, come possono fare invece gli Stati Uniti e la Germania. Forse quest’aspetto è più difficile capire. Cercherò di spiegarlo con alcuni dati.

IL RISCHIO PAESE

L’Italia ha un debito pubblico che l’anno scorso superava il 104 per cento del Pil. Ha un indebitamento netto intorno al 3 per cento,che probabilmente crescerà nel prossimo anno per la riduzione del reddito nazionale causato dalla crisi. Il rapporto debito pubblico/Pil potrebbe anche aumentare. Secondo i dati più recenti, per ottenere prestiti per dieci anni, l’Italia paga ora un interesse del 4,49 per cento, mentre la Germania paga il 3,10 per cento, la Francia il 3,59 per cento e gli Stati Uniti solo il 2,76 per cento. Un anno fa le differenze erano molto più piccole. L’Italia pagava 4,52 per cento, la Germania il 4,20, la Francia il 4,31 e gli Stati Uniti il 4,11.
È ovvio da questi dati che il “rischio paese” è cambiato in modo notevole e sfavorevole per l’Italia durante l’ultimo anno. Rispetto alla Germania è aumentato da 32 punti di un anno fa ai139 punti di oggi. Rispetto alla Francia è salito da 21 a 90 punti. Rispetto agli Stati Uniti da 41 a 173 punti. Lo stesso è successo ai prestiti a due anni. Un anno fa, l’Italia pagava il 4,12 per cento contro il 3,91 per cento della Germania, il 4,04 per cento della Francia e 3,10 per cento degli Stati Uniti. Ora l’Italia paga il 3,40 per cento contro il 2,18 della Germania, il 2,52 della Francia e lo 0,99 per cento degli gli Stati Uniti. Sia per prestiti di dieci anni sia per quelli di due anni il costo del debito è ora di gran lunga più alto in Italia rispetto agli altri paesi G-7.
Data la situazione, sarebbe imprudente e molto rischioso tentare una espansione keynesiana o aumentare la spesa pubblica, se non marginalmente, per proteggere i più colpiti dalla crisi. L'espansione potrebbe far aumentare il “rischio paese” in modo incontrollabile. La lezione Argentina ha pertinenza anche per l¹Italia. Il rischio paese è un dato fondamentale da tenere d'occhio.
Il fatto che in Italia il debito privato sia relativamente basso ha poca importanza e non potrebbe proteggere lo Stato contro un forte peggioramento del “rischio paese”.

Ultima modifica di ConteRosso : 14-12-08 alle ore 15:08
ConteRosso non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-08, 16:52   #2 (permalink)
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tutto (oddio non che abbia detto molto..) vero .
Ecco perchè il nuovo debito dovrebbe accollarselo l'Europa.
Se fatto x finanziare investimenti è spesa buona e giusta.
Però quel che scrive Tanzi è vero ma non del tutto.
Secondo me se l'Italia aumenta il debito pubblico per costruire
strade, ponti, finanziare la ricerca e l'industria
non è detto che il rating peggiori...anzi se visto in ottica
di lungo periodo (e le agenzie di rating anche a quello guardano)
potrebbe restare stabile o addirittura migliorare.
ramirez non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-08, 20:29   #3 (permalink)
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di Vito Tanzi 11/12/2008
condivido in pieno! speriamo che anche Tremonti lo legga
per il momento invece ti do un bollino!
p_dinamite non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-12-08, 21:38   #4 (permalink)
il tassator cortese
 
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Tremonti dovrebbe aver imparato la lezione.
Gli errori commessi nella passata legislatura mi pare che l' abbiano convinto a cambiare totalmente strategia poiché ha dichiarato che non intende andare troppo oltre il 3% di rapporto tra deficit e pil.
lociaio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 16-12-08, 15:11   #5 (permalink)
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I nodi vengono al pettine secondo il mi modesto parere x 2 ragioni ..la prima un debito pubblico gigantesco
accumulato nel corso degli anni quindi evitiamo di gettare la croce sul Berlusca o su Prodi...
la seconda (conseguenza della prima) lo stato italiano non ha piu' soldi da investire ne' puo' pensare di aumentare le tasse essendo gia' i cittadini spremuti come limoni
a questo si aggiunge una recessione economica prossima ventura, l'entrata nell'euro è stata un bene ed un male (bene xche' c'ha salvato dal default , male xchè ci reso deboli nell'esportazioni)
ora non si vede cosa possa fare il governo ...
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Vecchio 16-12-08, 15:13   #6 (permalink)
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girate quest'articolo a Obama e Geithner. hanno un debito più alto del nostro, meno risparmio e stanno attuando la più colossale manovra keynesiana della storia.
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Vecchio 16-12-08, 16:23   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da csepel Visualizza messaggio
girate quest'articolo a Obama e Geithner. hanno un debito più alto del nostro, meno risparmio e stanno attuando la più colossale manovra keynesiana della storia.
peccato che gli USA se lo possono permettere perchè se crolano loro salta tutto ... senza parlar del potenziale militare che hanno .... se l'Italia perde il controlo dl dficit pubblico ci avviteremo in una spirale di tassi crescenti per rimborsare il debito pubblico
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