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Vecchio 08-12-08, 18:00   #1 (permalink)
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Riassunto punti principali macroeconomia

Sicuramente non sarà il luogo più adatto per questo post, ma essendo uno studente di economia aziendale che si appresta a studiare la macroeconomia gradirei delle vostre delucidazioni se possibili che penso potranno servire anche a molti di voi (noi) per fare un bel ripasso di una materia mai così attuale.
Ho iniziato il mio studio partendo dal lungo periodo, passando poi al lunghissimo e infine al breve. Non so perchè il corso sia stato suddiviso in questo modo (forse a causa del libro che è strutturato così ma non ne riesco a vedere l' utilità; Mankiw Macroeconomia).
Le mie delucidazioni vertono:
- breve periodo: curva IS-LM. Non comprendo il perchè dell' assenza della dicotomia classica e del modello in generale.
-lungo periodo: dicotomia classica
-lunghissimo periodo: modello di solow semplice, con popolazione crescente con tecnologia crescente.
Modelli di crescita endogena AK, Rebelo...
Spero che qualcuno mi possa dare delucidazini su tali argomenti e vi ringrazio anticipatamente.
So che questo nn è il luogo più adatto per questo post ma data l' assenza di una specifica sezione ho ritenuto opportuno postarlo qui.
Vi ringrazio anticipatamente e vediamo chi è il più bravo di voi
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Vecchio 10-12-08, 11:21   #2 (permalink)
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butta i libri di macroeconomia ortodossa è tempo perso per capire il mondo. se invece il problema è superare l'esame è un altro discorso.

la dicotomia deriva dal fatto che per i monetaristi completamente pazzi la moneta è neutrale sempre, per i monetaristi semi-pazzi (la cd sintesi neoclassica) la moneta è neutrale solo nel lungo periodo.

non c'è nulla di endogeno nella "crescita endogena" neoclassica. i migliori hanno frainteso schumpeter, gli altri nemmeno sanno chi sia. dunque vinceranno un nobel
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Vecchio 10-12-08, 18:51   #3 (permalink)
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butta i libri di macroeconomia ortodossa è tempo perso per capire il mondo. se invece il problema è superare l'esame è un altro discorso.

la dicotomia deriva dal fatto che per i monetaristi completamente pazzi la moneta è neutrale sempre, per i monetaristi semi-pazzi (la cd sintesi neoclassica) la moneta è neutrale solo nel lungo periodo.

non c'è nulla di endogeno nella "crescita endogena" neoclassica. i migliori hanno frainteso schumpeter, gli altri nemmeno sanno chi sia. dunque vinceranno un nobel
non c'entra molto, ma ho un dubbio che non sono mai riuscito a capire...perché gli economisti danno tanta importanza ai formalismi matematici? come mai ad esempio, una "cagata" come l'intra-industry trade, già nota da ben prima di Ricardo, è stata un successo per l'economia da quando krugman l'ha saputo trasformare in formalismo matematico?...ma tutto ciò a che pro?che vantaggi ci sono a fare queste cose?
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Vecchio 11-12-08, 08:52   #4 (permalink)
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la matematica avvicina l'economia alla fisica. nella mente degli ortodossi.

una volta si chiamava political economy, ed era una scienza.
oggi si chiama economics (che fa tanto phisics o mathematics) ed è robaccia. le equazioni sostituiscono le spiegazioni
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Vecchio 11-12-08, 10:17   #5 (permalink)
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la matematica avvicina l'economia alla fisica. nella mente degli ortodossi.

una volta si chiamava political economy, ed era una scienza.
oggi si chiama economics (che fa tanto phisics o mathematics) ed è robaccia. le equazioni sostituiscono le spiegazioni
Vero.
Si credono di farla diventare una scienza esatta, ma solo nell'ambito ristretto delle loro assunzioni.
Che si applicano ad universi differenti dal nostro.

Per questo l'economia e' oramai da schizzati: assomigliano a quei matematici che studiano l'Algebra Superiore o l'Aritmetica degli Infiniti.
Cose interessanti, per carita', ma con nessuna relazione con il mondo reale.

Il matematico Euclide si narra che lo sapesse.
Alla domanda di uno studente relativa a cosa servisse la sua Geometria egli rispondeva dando una caramella al suo allievo.

Gli economisti moderni invece sono posseduti dal delirio di onnipotenza, e confondono i loro ipotetici universi paralleli con il nostro.

E il risultato lo vediamo in questa crisi.

Ciao
JM
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Vecchio 11-12-08, 11:15   #6 (permalink)
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grandi.
dite che il ragazzo proseguira' nei suoi studi dopo queste màzzate?

ovv le dure critiche sono piu' che giuste, ma vallo a dire al sistema economico finanziario idiot che sponsorizza tutto cio' che ci circonda, universita' comprese...

parlando d cose piu' pratiche cmq, il diilemma secondo me c'e'. e l'intervento del laureando lo solleva. che scelte di vita privilegiare?
oggi, alle porte della grande depressione, e' facile rispondere. ma solo fino a qualche anno fa', ai picchi della finzione matematicofinanziaria, dove l'ultimo 'operaio della finanza' chiappava 100/200 mila euros anno, e al di la dell'oceano molto di piu', nn era per niente facile.
tapparsi le orecchie, il naso, e la bocca, e privilegiare un percorso 'sistematico', universita', master, etc, e andare "in trend" :-)
oppure percorrere studi alternativi, lunghi e faticosi, che nn portano cmq da nex parte a livello pratico/economico?
personalmente nn ho avuto chance, per la famiglia a dove provengo, e i percorsi che ho fatto. e mi sono subito incanalato nel 'percorso alternativo'.
ma a amici/amiche che studiano, e tra un po' a mia figlia, ho sempre consigliato e penso sempre che consigliero' di andare "in trend" nelle scelte di vita. studi canonici, idiozia, e via. ma ben pagata.
cosa ne pensate al riguardo?
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Vecchio 11-12-08, 11:26   #7 (permalink)
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premetto che ho studiato un sacco di economia matematica perchè penso che chi vuole criticare un paradigma debba conoscerlo anche meglio dei suoi difensori.

solo che se prendiamo "la ricchezza della nazioni" di Smith o i "principi" di Ricardo capiamo moltissime cose anche senza simplessi, condizioni del prim'ordine ed equazioni differenziali
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Vecchio 11-12-08, 12:01   #8 (permalink)
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premetto che ho studiato un sacco di economia matematica perchè penso che chi vuole criticare un paradigma debba conoscerlo anche meglio dei suoi difensori....
su questo sono d'accordo cn te.
restano pero' 2 consatazioni secondo me importanti, cercando di rispondere alla domanda che ho posto sopra.
la prima e' che conoscere e studiare economia matematica in modo approfondito per poterla criticare, implica anni di studi. se ci si trova in un periodo storico, come questo, nel quale semplicemente la realta' che ti circonda la smentisce...ne vale ancora la pena?
secondo punto. fingiamo di essere ancora lontani dalla percezione di grande depressione che si ha oggi. diciamo di essere nel 2000. o nel 1990. ancora in pieno trend ascendente, anche se nell'ultima gamba...
:-D
il mettersi al servizio del sistema, laurea economica/finanza, master, ancora master, e infine operaio del sistema-finanza.
essere operaio d tale sistema, significa farsi assorbire il 110% delle energie proprie. conosco/ho conosciuto diverse persone che hanno fatto questo percorso. e la fine e' sempre stata la stessa. soldi facili (ma a volte nemmeno quanti si crede), ma zero tutto il resto. si "lavora", se si puo' definire lavoro, 16 ore al giorno. nn si ha vita privata.
quello che voglio dire e' che nn si puo' fare una scelta, che forse sarebbe la migliore, a metà strada.
un piede di qua e un piede d la.
o si sta da una parte o dall'altra.
questo almeno mi ha insegnato la mia esperienza e la raccolta di esperienze altrui.
personalmente nn ho mai lavorato a certi livelli nel settore finanziario, e riporto solo le esperienze che mi sono state raccontate. nn sono nemmeno laureato in economia...ma nel mio piccolissimo ho lavorato in banca, e ho notato proprio questo. era una banca d nuova generazione, e quello che cn la mia esperienza ho notato, e' stato proprio questo. l'asservimento, e l'assorbimento delle tue energie, era il punto focale. nn la produzione, il servizio al cliente, la professionalita'. solo ed esclusivamente l'assorbimneto, pratico (ore di lavoro) e mentale.
questo, inutile dirlo, nn lascia lo spazio minimo di manovra al singolo individuo per tenersi aperte altre strade.

in questo momento mi e' venuto in mente un paradosso. il parallelismo tra ingengerizzazione finanziaria e estremismo burocratico.
entrambi, se portati a delle estremizzazioni, portano all'annullamento dell'essere umano, dell'individuo.
ho detto qualcosa che puo' avere un senso?

Ultima modifica di pea_mi : 11-12-08 alle ore 12:05
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Vecchio 11-12-08, 12:17   #9 (permalink)
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tutto vero. aggiungo all'analisi "micro" un aspetto macro.
quanti geni sono buttati nel cesso per l'umanità perchè passano la vita a fare trading, a fare gli avvocati d'impresa, i consulenti fiscali...

quante menti brillanti che avrebbero potuto dare scoperte meravigliose della fisica della chimica della medicina passano invece la loro vita a far risparmiare le tasse alle grandi aziende o a tirare fuori i ricchi dalle grane con la giustizia o a speculare in borsa?

è uno spreco colossale di intelligenza, una materia assai rara e preziosa.
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Vecchio 11-12-08, 12:20   #10 (permalink)
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tutto vero. aggiungo all'analisi "micro" un aspetto macro.
quanti geni sono buttati nel cesso per l'umanità perchè passano la vita a fare trading, a fare gli avvocati d'impresa, i consulenti fiscali...

quante menti brillanti che avrebbero potuto dare scoperte meravigliose della fisica della chimica della medicina passano invece la loro vita a far risparmiare le tasse alle grandi aziende o a tirare fuori i ricchi dalle grane con la giustizia o a speculare in borsa?
a giudicare dai risultati assai poche. AL massimo braccia rubate alle miniere.
solstizio non  è collegato   Rispondi citando
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