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#1 (permalink) |
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rottamo azioni
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Succubi del petrolio
ma vi rendete conto? nemmeno il 17% di energie rinnovabili va bene per il governo attuale. E attualmente siamo a circa il 15%!
![]() da la Stampa - 5/12/2008 - STALLO NEL NEGOZIATO SUL PACCHETTO DELL'UNIONE EUROPEA Energie rinnovabili? L'Italia dice no Prestigiacomo a Bruxelles: "Difendiamo i nostri interessi" MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Alle due della notte di mercoledì, quando ormai tutto sembrava fatto, è arrivato un fax e l’intesa è saltata. L’Italia, ha comunicato il rappresentante del Consiglio (cioè dei governi) a Commissione e Parlamento, non poteva accettare il testo di compromesso della direttiva per lo sviluppo delle energie rinnovabili nell’ambito del pacchetto clima. Semplice il motivo: Roma vuole una clausola di revisione al 2014, ovvero chiede di avere facoltà di ridiscutere l’impegno di ricorrere alle fonti alternative per produrre il 20% dell’energia continentale nel 2020 (il target per noi è del 17%). La riunione è stata sospesa sul punteggio di ventisei a uno nel disappunto generale, ma la mediazione non è ancora conclusa. Il tempo stringe. Fra una settimana si riunisce il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue, determinato a trovare una quadra sul pacchetto clima, in un modo che non scontenti nessuno e tenga alte le ambizioni di tutti, soprattutto in vista della Conferenza di Copenhagen (la nuova Kyoto) dell’anno prossimo. Il pacchetto delle emissioni auto, che procede su un binario parallelo, è chiuso. Sui cardini principali della strategia contro i gas serra - settori industriali e borsa delle emissioni; comparti non industriali; cattura e stoccaggio di CO2 - il negoziato avanza sui nodi tecnici e si pensa che si riuscirà a chiudere. Le fonti rinnovabili sono invece bloccate dal nostro veto. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, non intende mollare. Ammette che «si sono fatti dei passi avanti» eppure riafferma che, «se ci sarà un "no" su tutto», l’Italia non darà l’assenso al pacchetto. L’esponente del governo giura che l’intenzione non è quella di far saltare il progetto. Si tratta però di «garantire che le nostre esigenze siano riconosciute», a partire dall’inserimento nei settori industriali che avranno accesso gratuito ai permessi di emissioni nella Borsa dei diritti ad inquinare, di comparti strategici quali carta, vetro e ceramica. Roma vuole anche che, nel computo dei crediti di CO2, siano considerati anche quelli derivanti dai progetti avviati fuori dai confini nazionali. E auspica più flessibilità per il termoelettrico con un’introduzione graduale dei permessi a pagamento e con quote gratuite decrescenti dal 2013 al 2020. Altro paletto irremovibile, secondo la Prestigiacomo, la rivalutazione generale degli impegni all’indomani del vertice sul Clima di Copenhagen. Qualora il summit fallisse, ha spiegato, «sarebbe doveroso ragionare nuovamente su tutti gli impegni assunti a livello europeo». Questo passaggio, alla stregua della clausola di revisione al 2014 per le rinnovabili, è considerato una priorità «irrinunciabile». «Respingiamo le accuse che ci sono rivolte - ha detto il ministro verde - non è vero che proteggiamo gli interessi di qualcuno, se non quelli del paese. Vogliamo verificare gli obiettivi. Non è una richiesta scandalosa». Fallirà il summit? «Spero di no» dice la Prestigiacomo che, comunque, considera l’ipotesi di «uno spacchettamento del pacchetto»,un accordo parziale che «mantenga in equilibrio i costi e eviti una delocalizzazione dell’industria verso paesi più permissivi». Lo stop sulle rinnovabili ha irritato parecchi spiriti. Il relatore del parlamento europeo Claude Turmes (Verdi) ha affermato di non capire le motivazioni italiane e l’atteggiamento «poco ragionevole» di un paese che potrebbe essere forte per ragioni naturali proprio nel settore. Spazientito il presidente di turno del Consiglio Ambiente, il francese Borloo: «Non bisogna consentire che un solo paese renda impossibile l’accordo». Legambiente etichetta la posizione italiana come «vergognosa e scellerata». Diatribe negoziali? Venerdì prossimo vedremo. |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Nov 2005
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Roma vuole anche che, nel computo dei crediti di CO2, siano considerati anche quelli derivanti dai progetti avviati fuori dai confini nazionali
. forse perchè per colpa di alcuni (per la verità ..molti) italiani abbiamo rinunciato al nucleare, ed ora il nucleare dobbiamo andarlo a produrre altrove ?????? cerrto che si !!!!! . ovviamente se il nucleare viene conteggiato come 'credito' per la non emissione di co2 |
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#3 (permalink) |
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rottamo azioni
Data registrazione: Jan 2004
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io una centrale nucleare dalle mie parti non la vorrei manco morto.
Mi vedo già un bel kamikaze pronto a farla saltare in aria con l'aereo. preferisco una bella distesa di Piloni eolici, magari al largo per sfruttare meglio il vento, e tra l'altro non sono nemmeno brutti a vedersi.
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Jun 2008
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Dio ci scampi dal nucleare, almeno quello di terza generazione
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#5 (permalink) |
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www.aspoitalia.net
ero al primo congresso, quello di firenze, e a sentir parlare Bakhtiari mi veniva la pelle d'oca. gli ho stretto personalmente la mano e ringraziato dell'intervento. pochi mesi dopo è morto. non sono stato io! |
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#6 (permalink) | |
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CoReGh
Data registrazione: Nov 2002
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#7 (permalink) | |
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Le centrali nucleari ovviamente sono pura fantasia, funzionavano malissimo anche negli anni 80, le nuove non le vedremo mai perche' costosissime (i soldi agli amici li passeranno comunque) e comunque non sono rinnovabili. Ma e' inutile raccontarlo a questo elemento, non ci arriva. Ramirez, il tuo piccolo cervello non ti permette di capire. Torna al tuo dopolavoro, la' ti vedranno come un genio ma qui ti ridiamo tutti dietro. |
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#8 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
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l'un l'altro... |
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ridateci il cainano!
Data registrazione: Dec 2004
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![]() basta toccare questo tasto e si scatena una REAZIONE INCONTROLLATA ![]() ![]()
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#10 (permalink) |
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rottamo azioni
Data registrazione: Jan 2004
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ma a prescindere dal nucleare, non sarà mica tanto difficile passare in 11 anni dal 15% circa al 17% di energie rinnovabili, o no?
![]() Non riesco proprio a capire questa paura che ha il Governo di non farcela Se hanno paura adesso cosa facciamo quando finirà il petrolio? andremo sui cavalli e sui somari? |
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