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Data registrazione: Feb 2001
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mito o non mito?
Leggete http://www.cristianesimo.it/lista.htm
Ho verificato alcune affermazioni, e purtroppo sono veritiere. Perché bisogna prendere in giro la gente sulla fede? Forse perché pecunia non olet? E' necessaria la religione per fare del bene? A cosa serve la fede? Sicuramente per stigmatizzare la paura della morte, per dare un senso agli avvenimenti e per coprire il buco di ignoranza che l'uomo non sa accettare. Che Gesù abbia fondamenti mitici lo dicono perfino i Papi, Teologi e Padri della Chiesa; ecco cosa scrive San Giustino Martire nella sua Apologia ai Cristiani; "Quando noi diciamo che il Logos, che è il primogenito di Dio, Gesù Cristo il nostro Maestro, è stato generato senza connubio, e che è stato crocifisso ed è morto e, risorto, è salito al cielo, non portiamo alcuna novità rispetto a quelli che, presso di voi, sono chiamati figli di Zeus.2 http://www.monasterovirtuale.it/Gius...logiaI134.html ecco cosa ebba a dire Papa Paolo III, a riguardo di Gesù; "Spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazione e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra. Egli diceva ancora che l'adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratustra offrivano al loro dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all'astro della luce. Egli sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d'Iside, che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo per cui Mitra e Gesù erano lo stesso dio. Egli osava dire che non c'era nessun documento valido per dimostrare l'esistenza di Cristo, e che, per lui, la sua convinzione era che non era mai esistito." (testimonianza riportata dall'ambasciator mendoza) il Teologo Carl Schneider che in Geistesgeschichte (1, 258) ha scritto; "Quel che c'era di bello e di sublime nel mito del Sole venne fatto proprio dal Cristianesimo, Helios divenne Cristo". e perfino Joseph Ratzinger nel libro "Gesù di nazareth", rendendosi conto della malascopiazzatura che il cristianesimo mise in atto per celare i culti pagani ebba scrivere; "i miti hanno aspettato lui, in cui il desiderio è diventato realtà”. guarda qua ad esempio, abbiamo il reperto archeologico della crocifissione di bacco, con successiva resurrezione ed aureola incorporata; http://www.messinacity.com/News/Archivio... Qua invece L'ingresso dei Mitrei assomiglia in maniera impressionante alla tipica raffigurazione della tomba di Gesù sul Golgota, inclusa la pietra circolare; http://images.google.it/imgres?imgurl=ht... quello che si sa oggi dei Vangeli è in gran parte frutto di aggiunte volute dall'Imperatore Costantino (anche lui pagano ed adoratore del Sole), svoltosi nel Concilio di Nicea dove sono stati definitivamente i Vangeli che avrebbero fatto parte del Nuovo Testamento. http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_concilio_di_Nicea Aggiunte comuni a molti altri culti in modo che si "creasse" una Religione di Stato(Solare, ovviamente) che Sincretizzasse gli altri salvatori e facesse contenti tutti. perfino il nome di Gesù Cristo è frutto di una sincretizzazione. Gesù dall'Isha indiano, dallo Iesus dionisiaco e Cristo da Krishna e dal Krst egizio. Note http://it.wikipedia.org/wiki/Mito_di_Ges%C3%B9 http://www.vialattea.net/odifreddi/mito.htm http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_e_Mitraismo http://it.wikipedia.org/wiki/Storici...0_di_Ges%C3%B9 http://www.religioustolerance.org/chr_jcpa5.htm http://www.cristianesimo.it/mithra.htm http://www.cristianesimo.it/lista.htm ----------- Mi sarebbe piaciuto che Gesù fosse realmente esistito come descritto dai vangeli attuali, mi sarebbe piaciuta l'idea del paradiso,purgatorio,inferno, mi sarebbe piaciuta l'idea di una madre misericordiosa, forse per questo molti non si pongono domande, ma accettano acriticamente. Che tristezza vivere senza l'illusione della fede.
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Data registrazione: May 2007
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Nella sua opera Vita dei dodici Cesari, una raccolta di dodici biografie degli imperatori da Cesare a Domiziano scritta intorno al 120, Svetonio ci lascia due accenni ai cristiani. Egli ebbe accesso a tutti gli archivi e utilizzò le informazioni così trovate per scrivere le sue biografie degli imperatori (De vita Caesarum). L’occasione per parlare di Cristo è la cacciata dei Giudei da Roma sotto Claudio (41-54), che anche in Atti 18,2 è menzionata: “Claudio infatti aveva ordinato che tutti i Giudei abbandonassero Roma”.
Ecco il testo: “Cacciò da Roma quei Giudei che, istigati da Cresto, provocavano disordini continui.” L’espulsione, avvenuta intorno all’anno 50 D.C., lascia intendere che già a quel tempo a Roma vivesse una comunità di Giudei seguaci di Cristo. L’errore di Svetonio sta nel ritenere che a quel tempo Gesù fosse presente a Roma. Un altro accenno ai Cristiani, Svetonio lo colloca nella vita di Nerone: “Sottopose a supplizi i Cristiani, una razza di uomini di una superstizione nuova e malefica” (Vita Neronis XVI, 2) *** Svetonio (70/75-126 d.C.), in Vite dei dodici Cesari (circa 120 d.C.), afferma che l'imperatore Claudio (41-54) "cacciò i giudei da Roma perché si sollevavano continuamente su istigazione di un certo Cresto (impulsore Chresto)"(Vita di Claudio, 25,4). Si era nel periodo tra il 49 e il 51 d.C. Gli Atti degli apostoli (18,2) confermano l'editto di Claudio: un ebreo, Aquila, costruttore di tende, e sua moglie Priscilla furono cacciati da Roma e andarono a Corinto. Partigiani del messia-Gesù, diedero ospitalità a Paolo. Misure antigiudaiche analoghe erano già state prese da Tiberio nel 19 e nel 30-31, ma ovviamente non sotto l'impulso di Cresto. |
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Data registrazione: Feb 2001
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Svetonio in "Vita dei dodici Cesari" [modifica]
Più incerto il passo dello storico Svetonio (70-122 d.C.), che nella sua opera dedicata alle Vite dei dodici Cesari (112) parla di "giudei, che, istigati da Cresto (sic) durante il regno di Claudio avevano provocato dei tumulti", e perciò l'imperatore li aveva espulsi da Roma. Questo passo, comunque, testimonia la presenza di cristiani a Roma in epoca molto antica (Claudio morì nel 54).[9] (LA) « Iudaeos, impulsore Chresto, assidue tumultuantes Roma expulit » (IT) « Dato che i Giudei, istigati da Cresto, provocavano costantemente dei tumulti, [Claudio] li espulse da Roma. » (Gaio Svetonio, Vite dei dodici cesari) Chrestus era un nome comune a Roma, significava buono o utile, un nome comune per gli schiavi, ed il passo tratta di una rivolta di schiavi. Chrestus può essere interpretato come una distorsione del nome Christus (Cristo) e quindi un possibile riferimento a Gesù; il termine Chrestus appare infatti anche in testi successivi riferito a Gesù, indicando che un errore di scrittura è possibile, ed inoltre pare che le due parole in greco antico venissero pronunciate in modo identico, il che può aver influito nella scrittura. La scelta delle parole nel passo di Svetonio sembra però implicare la presenza di "Chrestus" a Roma nell'anno 54 dopo Cristo: in questo caso l'identificazione con Gesù sarebbe molto improbabile. Gran parte degli studiosi non considerano questo passo storicamente attendibile come riferimento a Gesù. Trattando dell'imperatore Nerone dichiara che egli « sottopose a supplizio i Cristiani, razza di uomini d'una superstizione nuova e malefica » (Vita Neronis XVI, 2) Alcuni studiosi[7] ritengono che "Chrestus" fosse un esponente di una comunità esseno-zelota presente a Roma di cui avrebbero fatto parte i coniugi Priscilla e Aquila che ospitarono Paolo di Tarso (Atti 17-18); anche egli secondo questa interpretazione sarebbe stato un Nazireo. Cornelio Tacito negli "Annales" [modifica] Publio (o Gaio) Cornelio Tacito, conosciuto semplicemente come Tacito (55 - 117), oratore, avvocato e senatore romano, è considerato uno degli storici più importanti dell'antichità. Publio (o Gaio) Cornelio Tacito, conosciuto semplicemente come Tacito (55 - 117), oratore, avvocato e senatore romano, è considerato uno degli storici più importanti dell'antichità. Il nome di Cristo viene citato dallo storico latino Tacito (56-123 d.C.) nel quindicesimo libro degli Annali, quando narra della persecuzione dei cristiani ad opera di Nerone: egli afferma che i cristiani avevano avuto origine da Cristo, il quale era stato condannato a morte sotto Ponzio Pilato[10]. Tacito scrive due paragrafi che menzionano Gesù e i Cristiani nel 116. Il primo afferma che alcuni cristiani erano presenti a Roma al tempo dell'imperatore Nerone (dal 54 al 68 d.C.) e che egli, per evitare di essere accusato dell'incendio di Roma del 64 « ne presentò come rei e colpì con supplizi raffinatissìmi coloro che il volgo, odiandoli per i loro delitti, chiamava Crestiani. » (Annales, XV, 44) Il secondo che la fede cristiana si era diffusa a Roma e in Giudea e che 'Cristo' fu messo a morte dal 'procuratore Ponzio Pilato'. « L'autore di questa denominazione, Cristo, sotto l'impero di Tiberio (imperatore dal 14 al 37 d.C.), era stato condannato al supplizio dal Procuratore Ponzio Pilato; ma, repressa per il momento, l'esiziale superstizione erompeva di nuovo, non solo per la Giudea, origine di quel male, ma anche per l'Urbe, ove da ogni parte confluiscono tutte le cose atroci e vergognose » (Annales, XV, 44) La descrizione del cristianesimo è fatta in chiave decisamente negativa, bollata come "pericolosa superstizione" e "primitiva e immorale", cosicché è improbabile che il testo sia un'interpolazione di epoca cristiana. Tacito si riferisce semplicemente a 'Cristo' - traduzione dal greco della parola ebraica "Messia" - invece di nominare esplicitamente "Gesù", e attribuisce a Ponzio Pilato la precisa carica di procuratore, carica differente sia da quelle menzionate nei Vangeli di prefetto e governatore, sia da quella attestata da evidenze archeologiche (un'iscrizione riporta che Pilato era prefetto). Il secondo paragrafo è una descrizione del credo cristiano. Alcuni studiosi ritengono che Tacito abbia semplicemente citato acriticamente quelle che erano le credenze dei cristiani dell'epoca. Altri, tra cui Karl Adam, ritengono che Tacito, come nemico dei cristiani e storico, avrebbe quantomeno investigato sull'esecuzione di Gesù prima di riportarne la notizia. Una minoranza di studiosi[7] ritiene che il passo sia stato falsificato. |
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