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#2 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
Messaggi: 6,487
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Al di là di quello che volesse intendere Nietzsche con questa frase, la trovo suggestiva, con un significato forte che mi colpisce. Una stella che danza è un'immagine astratta che però mi avvicina ad un senso di potente armonia, che è in aperto contrasto con il caos. Apparentemente però, anche il caos ha le sue leggi, le sue dinamiche, le sue potenti forze; solo la conoscenza delle quali porta l'uomo ad un nuovo equilibrio... in fin dei conti il disordine della materia ha preceduto l'armonia dell'universo, la bellezza delle sue leggi...
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#3 (permalink) |
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Member
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"Un uomo deve avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante".
Genio e follia. Quella frase secondo me contiene un po' di entrambe. Nietzsche era entrambe le cose, stella e caos, genio e follia (ed è noto che nel corso della vita ebbe gravi disturbi psichiatrici). Forse -al contrario di quello che dice Nietzsche- più che aspirare ad avere dentro di noi quel caos di cui lui parla, dovremmo aspirare ad avere dentro di noi "una stella danzante", che sperabilmente emetta molta luce. Ultima modifica di Blue Ray : 20-04-08 alle ore 10:50 |
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#4 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
Messaggi: 6,487
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Ma cos’è, oltre all’accezione comune, il caos? Il vento delle passioni, negative o positive che soffia, talvolta, impetuoso, dentro di noi? Il turbinio delle onde di un mare in tempesta? mah, pur partendo da presupposti comuni, penso che ognuno di noi abbia una propria visione…
Ciao Blue Ray , grazie per la tua interpretazione...
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#5 (permalink) |
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Brutto dentro
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 2,194
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Ciao.
![]() Il caos precede un nuovo equilibrio e solo chi riesce a creare dentro di se uno stato d'animo di caos, inteso come forte cambiamento, ed a conviverci, può creare una stella danzante, intesa come un qualcosa di splendido ed armonico. Gli altri si accontenteranno di guardarle in cielo e sperare che esaudiscano un desiderio. |
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#6 (permalink) |
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Member
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Amici, è vero che quella frase si può prestare a varie interpretazioni/commenti, ci mancherebbe.
Anche il concetto generico di "caos" si può prestare a varie interpretazioni/commenti, tutte interessanti. Permettetemi invece un po' di ironia verso Nietzsche quando lui ci consiglia "Un uomo deve avere il caos dentro di se' " ...a giudicare dal suo "personalissimo" caos interiore non meravigliatevi se di quello che dice io diffido "ASSAIE" (...leggere sotto ):(http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Nietzsche) "È datata 3 gennaio 1889 la prima crisi di follia in pubblico: mentre si trovava in piazza Carlo Alberto, nel capoluogo piemontese, vedendo il cavallo adibito al traino di una carrozza fustigato a sangue dal cocchiere, abbracciò l'animale e pianse; in seguito si buttò a terra urlando ed in preda a spasmi. Sempre nello stesso periodo, Nietzsche scrisse delle lettere ad amici e conoscenti che sono solitamente classificate sotto il nome di "biglietti della follia" dove appare chiaramente la sua crisi mentale ormai in uno stato avanzato. Dalla crisi non si riprenderà più ." ...pertanto, quando Nietzsche "autorevolmente" ci consiglia "Un uomo deve avere il caos dentro di se' " , se permettete... io METTO SUBITO MANO alla PISTOLA ( )
Ultima modifica di Blue Ray : 21-04-08 alle ore 13:03 |
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#8 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2002
Messaggi: 387
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Mi sembra di capire che tu sia uno scienziato, FR. Sbaglio ?
Buffo, eh, l'uomo. Questo piccolo bipede insignificante capace di partorire una moltitudine sterminata di pluriversi, che nessuna scienza sarà mai in grado di spiegare completamente. E' difficile stabilire cosa Nietzsche intendesse davvero parlando di stelle danzanti e di caos. Tendo ad escludere la possibilità di ricollegare il caos cui fa riferimento alle nevrosi di cui soffriva. In "nascita della tragedia" c'è un riferimento che forse può essere pertinente. Le stelle osservate freddamente dall'occhio umano nel corso dei secoli sono, nella loro parvenza sensibile, il paradigma dell'immobilità. Sempre uguali a se stesse, dall'inizio dei tempi. Ecco, una persona, diciamo, mentalmente disorganizzata - o, se si vuole, disturbata - e slegata dalle regole del comune pensare, riesce a vedere la danza delle stelle (e la danza è per Nietzsche l'esemplificazione massima della multiforme vitalità del pensiero). Riesce a vedere la luce dove gli altri vedono un buio senza fine e molto spesso a vedere buio pesto dove gli altri vedono una luce abbagliante. Mo, nnamo a magnà, va... Che la danza mette fame. |
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#9 (permalink) | |
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Member
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Citazione:
, secondo me non si tratta di "dover ricollegare forzosamente" il caos di cui lui parla alle sue nevrosi e psicosi : il fatto è che quando un uomo geniale, con devastanti problemi psichiatrici come i suoi, parla di "caos" interiore e di "stelle danzanti" secondo la mia personale interpretazione in quel preciso momento lui -INCONSAPEVOLMENTE- ha -comunque- finito col darci una bellissima descrizione del suo personalissimo status mentale. Geniale e folle allo stesso tempo. Ultima modifica di Blue Ray : 21-04-08 alle ore 14:03 |
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#10 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Sep 2002
Messaggi: 387
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Citazione:
condizione di disagio mentale. Quello che io stavo cercando di rimarcare era esattamente la connotazione di quell'accezione di follia che sicuramente apparteneva a Nietzsche e che forse appartiene, come un vero e proprio stato di necessità (direi ontologica, se non avessi paura di usare parolacce), ad ogni genio che possa essere definito tale. Peraltro questo concetto sarebbe di immediata comprensione se si potesse sperimentarlo a pelle. Di fatto tutti hanno avuto qualche volta la possibilità di leggere il pensiero di un genio. Ma quanti hanno avuto la possibilità di guardare un genio negli occhi, ascoltarne la voce, annusarne l'odore della pelle, sentire la sua mano pesante che si poggia sulla propria spalla bruciante. I suoi occhi entrano dentro di te e ti stordiscono. E ti lasciano nella confusione del delirio a ricercare quella follia che ti ha attraversato anche per un solo momento, e che per un momento ti ha accesso la luce. E poi ti accorgi di ricercare altrove quella follia che ti ha morso, come un vampiro. Ma non c'è più. Lui non c'è più. Tu sei guarito. La ferita del morso si è rimarginata e lui non c'è più. Così ti lascia un genio. Solo e guarito. |
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