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Se il "Chiodo fisso" ve lo racconta una donna ...
![]() L’autrice di questo libro è la blogger più letta d’Inghilterra, vincitrice per due anni consecutivi del “Bloggie Award for Best British/Irish Weblog”, le cui pagine hanno avuto fino a 100.000 lettori al giorno. Abby ha deciso di raccontare la sua vita di «seduttrice della porta accanto», di ragazza a cui fare sesso piace senza se e senza ma, e ha raggiunto un apice di popolarità incredibile proprio per la sua completa assenza di pudore, ma anche per l’intelligenza, la ragionevolezza e la tranquillità della sua vita. L’importante è accettarsi per quello che si è, saper vivere sul confine tra solitudine e tenerezza, tra erotismo e sentimenti, senza dover fingere sempre (questo è l’errore inculcato alle giovani donne da una cultura maschilista e repressiva) di essere un’altra cosa, una brava e casta ragazza che «dice di no per dire di sì». Dopo il travolgente successo de Il Chiodo Fisso i tabloid inglesi, che non perdonano, si sono scatenati alla caccia della vera identità di Abby Lee. E naturalmente, dopo appostamenti e pedinamenti di qualche settimana, l’hanno trovata e fotografata. Ne è nato uno scandalo, ma ben vissuto e gestito dalla diretta interessata, che nella vita reale si chiama Zoe Margolis, fa l’assistente di produzione in un grande studio cinetelevisivo, ha trent’anni ben portati e non ha nessuna voglia di farsi cacciare in un angolo. Anzi, Zoe è riuscita a volgere a proprio vantaggio lo scandalo mediatico, facendosi intervistare sul quotidiano «The Guardian» da un’anziana intellettuale femminista, che alla fine ha decretato: «Se avessi io trent’anni oggi, farei come Abby Lee». |
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Io sono sincera
... questa é la formula che ha fatto di Abby Lee (Zoe Margolis) la blogger piú cliccata del Regno Unito e che le ha permesso di vincere il premio Best British or Irish Blog due volte.E di cosa parla nel suo blog dal titolo Girl with a one-track mind Di sesso. Scommetto che nessuno ne é stupito. Perché se c'é qualcosa che traina le vendite, che scuote il torpore e stuzzica la curiositá é proprio il sesso. L'argomento non va mai di fuori moda ed ha ancora piú appeal se a trattarlo é una donna in vena di confidenze. D'altra parte il successo di Sex and the City qualcosa ha insegnato, no![]() Ecco che cosa dice la ragazza all'editore italiano del suo recente libro Il chiodo fisso, secondo il quale l'atteggiamento di Abby Lee verso il sesso, rispetto alla ragazza italiana media, 'é un po' fortino': "Boh, a me sembra che sia semplicemente un modo sincero e diretto per vivere in sintonia con il proprio corpo. Io non ho mai fatto sesso per fare carriera, per avere una parte in un programma per avere un parte in un programma tv, per ottenere qualcosa o per nascondere qualcos'altro. Io ho semplicemente seguito il mio istinto. Se uno mi piace vado dritta al dunque, non devio o non tentenno. É difficile da capire, o preferiamo autoingannarci con mille fantasie romantiche?" Ma Abby nutre anche pensieri piú elevati, non pensa sempre e soltanto a quello, riesce anche a elaborare ragionamenti di ampio respiro: "Il mio Paese, il civilissimo Regno Unito, ha minacciato di rimpatriare a forza una ragazza iraniana, che sicuramente sarebbe stata messa a morte perché lesbica. Quando ho saputo la notizia, credevo di vivere in un brutto sogno: non siamo lo stesso Paese che per anni ha fatto la guardia giorno e notte a Salman Rushdie, condannato a morte da Teheran per i suoi Versetti Satanici? Dove sta dunque la differenza? La letteratura dá un passaporto di immunitá diplomatica, e invece la gioia, la libertá, il sesso di una donna no? Ecco quali sono i veri problemi. Ecco perché la voce delle donne libere, la nostra capacitá di amare e di godere del nostro corpo oggi, conta molto di piú dei finti pudori di certi preti, della fatwa di un ayatollah o del cinismo della ragion di Stato". Insomma, tutto in perfetto stile sex power |
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Abby Lee. Trentenne, londinese, sexy q.b. e anche di più, un lavoro nello scintillante mondo del cinema. Naturalmente (visto l’andazzo degli ultimi tempi, davvero difficili per le povere fanciulle) e ingiustamente single.
Segni particolari – cito testualmente – arrapata. E non dico una tantum, magari quando gli ormoni, ciclicamente, ululano alla luna: Abby Lee lo è proprio sempre, dalla mattina alla sera, ventiquattrore su ventiquattro, festivi inclusi. Cammina per strada? Il suo sguardo ondeggia ad altezza patta. Vagola su Internet? Clicca sui siti porno. Incrocia qualche maschio all’apparenza promettente? Le fantasie si scatenano e le mutandine si bagnano immantinente. Il raptus del desiderio si scatena su di lei nei posti e nei momenti più impensati, impellente e dispotico, impossibile da ignorare, che si trovi a casa o nel camerino di prova dei grandi magazzini. Se accanto a lei, in quelle occasioni, è disponibile un maschio papabile, tanto meglio, altrimenti a prendersi cura della povera, derelitta ragazza c’è sempre il prode dito medio… Così, ottenebrata dal desiderio, la nostra Abby Lee se ne va in giro per il mondo, collezionando scopate canoniche e sui generis, curiosando in club per scambisti, godendo nelle toilette o sui divani di un affollatissimo pub o in taxi, il tutto nella serena convinzione che il sesso staccato dall’amore possa funzionare, eccome, anche per le femminucce (quindi, a ben vedere, la sua maratona amatoria altro non è che una campagna femminista!). L’incontro con Blog Boy, ennesimo compagno di notti roventi, avrà però conseguenze impreviste. Perché la scatenata e disinibita Abby, pronta a rimorchiare il primo venuto senza tante storie, si ritroverà a provare per lui qualcosa di non localizzato nel bassoventre, un sentimento non identificabile nella scossa di un orgasmo e quindi non appagabile collezionando sveltine a ripetizione con chicchessia. Insomma, anche le ragazze con il chiodo fisso hanno un cuore che batte… Zoe Margolis, alias Abby Lee, le sue avventure erotiche le racconta da qualche anno su Internet, su un blog www.girlwithaonetrackmind.blogspot.com vincitore per due anni consecutivi del “Bloggie Award for Best British/Irish Weblog”. È indubbiamente una tipa simpatica, piena di humour e verve, una che non si prende troppo sul serio e che non trascura mai anche il lato buffo delle sue sessioni scopatorie. Un Kamasutra, il suo, comico/erotico, alla lunga un po’ ripetitivo – ma questo è rischio insito nel genere: anche variando molto sul tema, lasciando la fantasia correre sfrenata nei campi di Eros, alla fin fine non si esce dall’“incastro” fisiologico di base –, forse anche per un’analisi psicologica molto elementare, sbozzata al livello di un cartoon o di una comica muta. In più, il finale vagamente edificante lascia con un dubbio: che la deliziosa Abby Lee sia un po’ dura di comprendonio, visto che per riconoscere il proprio desiderio di amare ha dovuto ripassarsi il mondo intero? [carla arduini]
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Certe volte mi chiedono di spiegare, in due parole, come è stato possibile che io sia diventata la blogger più cliccata d'Inghilterra www.girlwithaonetrackmind.blogspot.com e poi mi chiedono di raccontare come il libro che ho scritto sul mio chiodo fisso (ehm, il sesso) sia diventato un caso da tabloid.
È vero, sono stata inseguita dalla stampa scandalistica di tutto il Regno Unito, e alla fine neanche il mio bellissimo pseudonimo letterario, Abby Lee, ha resistito a questo vero e proprio assalto all'arma bianca. Ecco la verità, io non mi chiamo Abby, mi chiamo Zoe, Zoe Margolis, faccio l'operatrice e l'aiuto regista cinetelevisiva a Londra. Esisto davvero, leggo un sacco di libri, ho tanti amici ma, quel che conta di più, ho una capacità innata di vivere il sesso senza ipocrisie e mezze bugie. Eccole quindi, le due parole. Anzi, le tre parole: io sono sincera. Prima, tanti vicini di casa mi consideravano una ragazza un po' sfigata e artistoide, la ragazza della porta accanto che esce di corsa la mattina con una ciambella tra i denti perché è sempre in ritardo al lavoro. Nelle prime settimane, dopo il mio involontario outing a mezzo stampa, la musica è cambiata. Dovevo quasi nascondermi, il ragazzo del latte mi ha pure detto: "Che cavolo, zoe, allora eri tu che scrivevi quella roba forte. Quando mi inviti per una pinta?". Cosa era successo? Semplice, la stampa scandalistica è la seconda istituzione d'Inghilterra dopo Buckingham Palace, e non hanno mollato l'osso finché non mi hanno fotografato, spiattellando a milioni di miei connazionali arrapati il vero nome della blogger più indiscreta e sexy del Paese. Io mi sono sentita malissimo, anche perché molti dei ragazzi che avevo raccontato si sono riconosciuti facilmente nei protagonisti delle mie pagine. Un casino. Telefonate su telefonate, corna improvvisamente venute allo scoperto, fidanzate furibonde che mi volevano fare la pelle, ex fidanzati che mi facevano appostamenti sotto casa. Poi, un bel giorno, ho deciso di riprendere in mano il mio destino. Io mi piaccio così, sono fatta così, ho un buon rapporto con il mio corpo, con il piacere, con i maschi e le femmine. Quando mi ha chiamato il giornale più figo della sinistra illuminata, il Guardian, ho accettato un'intervista vera e propria. E allora è cambiato tutto, oh sì, e hanno smesso di darmi della svampita e della arrapata (la prima cosa è falsa, la seconda è palesemente vera, basta che non la usiate come accusa a mio carico). Cos'è che non sopportavo? Non la storia di essere considerata una specie di "avventuriera del sesso" in sé e per sé (di quello non mi importa proprio nulla) ma il fatto che il Sunday Times si fosse permesso di definirmi "una versione erotica di Bridget Jones". Eh no!, ho risposto, non ci sto proprio, io sono esattamente l'opposto di quella tipa. A parte che io esisto, eccomi qui, ho carne e ossa, ma il punto è che Bridget, per me, è sessualmente neutra. Anzi, è sostanzialmente asessuale. Bridget si preoccupa più delle calorie che del sesso, gli uomini sono la temporanea consolazione della sua solitudine o un passatempo impiegatizio da pausa caffè. Non sono io a essere la sua versione erotica, è lei a essere la versione in rosa di Madre Teresa di Calcutta, chiaro il concetto? Un'altra cosa da precisare per il mio pubblico in Italia è che io sono inglese nel senso più schietto del termine, e quindi non ho ben chiaro cosa vogliano dire tutti quei sentimenti ambivalenti, e addirittura quei sensi di colpa che provate sul corpo, sulla confessione, sulla responsabilità voi, le mie amiche cattoliche. Il "si fa ma non si dice" esercita molto poco fascino qui da noi, e io non ho neppure capito la conversione al cattolicesimo di Tony Blair (tra l'altro era uno dei pochi politici un minimo sexy d'Inghilterra, e ci ripropone questa icona del maritino tutto casa e lavoro). Per esempio, voi italiane: il mio editore italiano, Alberto Castelvecchi, mi dice che il mio atteggiamento verso il sesso, rispetto alla ragazza italiana media, è "un po' fortino". Boh, a me sembra che sia semplicemente un modo sincero e diretto per vivere in sintonia con il proprio corpo. Io non ho mai fatto sesso per fare carriera, per avere una parte in un programma tv, per ottenere qualcosa o per nascondere qualcos'altro. Io ho semplicemente seguito il mio istinto. Se uno mi piace vado dritta al dunque, non devio e non tentenno. È difficile da capire, o preferiamo autoingannarci con mille fantasie romantiche? Gli inglesi hanno sviluppato un culto per il tè. Ok, lo ammetto, è acqua calda insaporita di foglie secche e amarognola, ma noi inglesi amiamo il tè perché non vogliamo sottrarre attenzione alla buona compagnia e alle parole. Il tè è un po' come il sesso, una cosa essenziale, senza i fronzoli, i mesi passati a corteggiarsi, le promesse e i rinvii. Si beve il tè per parlare, ci si incontra con le persone che abbiamo scelto per andarci a letto. Punto. Non è che se mi inviti al pub dopo che mi hai fatto le moine per un'ora su una chat lo fai per discutere del tempo, vero? Il mondo offre a noi ragazze un milIardo di occasioni di incontro. Basta non vergognarsi troppo, e non menarsela con la storia della "paura di essere rifiutate". Balle. Noi donne, quasi sempre, possiamo scegliere. Basta fargli capire che non stiamo attentando alla sua privacy, al suo matrimonio, che non vogliamo fargli la storia clinica delle nostre depressioni, delle nostre vite deluse e affrante. No, se fate così, non li riprendete più. È come gettare una sterlina in fondo al pozzo dei desideri e sperare che rimbalzi e torni indietro. Non è con la psicanalisi che gli uomini ci stanno, ma con la sincerità: non dovete essere proprio volgari e dirgli "voglio scoparti". Basta essere carine e dire "vorrei fare l'amore con te". Fidatevi, raramente un maschio sano rifiuta una buona birra e una scopata sincera. Io ho capito molto presto di essere una che fa molta attenzione alle misure. Lo ammetto: mi piacciono gli uomini grossi. In realtà sono proprio fissata: quando mi trovo davanti uno grande e grosso come Blog Boy, vado letteralmente in estasi (e mi sciolgo) davanti a lui. Della misura del pene, invece, non me ne potrebbe fregare di meno. Finché il proprietario del suddetto sa usarlo bene, il fatto che sia grande o piccolo non fa alcuna differenza per me. I tre attributi fisici fondamentali in un uomo? Oltre al viso, agli occhi e ovviamente al ****, che catturano al volo la mia attenzione e mi fanno tremare le ginocchia, importanti sono la statura, le mani grandi e i piedi grandi. Non è che si tratti proprio di una forma di feticismo. No, credo che sarebbe più giusto dire che, per me, queste sono le tre caratteristiche che rendono uomo un uomo. A letto, invece, la cosa che mi manda fuori di testa sono le sorprese: scoprire che uno con l'aria da bravo ragazzo usa invece la lingua meglio di un attore porno, o che uno dallo sguardo timido ti afferra e ti sa dire senza alcun imbarazzo: "Ok, ora comando io". Cosa volete, sono piccole soddisfazioni. Ma la cosa più divertente sono le sorprese "rischiose". Ad esempio come mi è successo con un tipo che mi ha fatto la corte via Internet per due settimane (troppe, davvero). Gli chiedo di incontrarci in Skype (dio benedica questa bellissima risorsa internettiana di noi cacciatrici: puoi vedere finalmente il tipo con cui parli, mentre ci parli al telefono): mmmh, però, niente male. Pulitino, magro, con uno sguardo ironico e leggermente perverso. Ci incontriamo in un pub e finiamo a baciarci come se ci conoscessimo da sempre. E non venitemi a dire che il web è nemico della chimica! Da lì, poi, succede l'incredibile: usciamo per strada e finiamo abbracciati. Lui non ha nessuna intenzione di andarsene, di allontanarsi da me. Ma non basta. Mi infila sotto il cappotto una mano svelta e sinuosa. E io buuum, vado per aria, comincio a gemere in mezzo alla strada. Tralascio il resto, perché temo che vi possa urtare un po' la mia spregiudicatezza. D'altra parte, lo ammetto, ho avuto orgasmi devastanti nei sottoscala, in taxi, in aereo e pure nella sala d'attesa di un consultorio, con un tipo che doveva ritirare le analisi della sua fidanzata, e visto che ci si è trovato ha pensato di farmi i raggi X nello stanzino poggiaombrelli. La domanda che mi farete è: ma dove è finito l'amore? Qui devo essere ancora più sincera: una vita sessuale serenamente libertina non danneggia affatto la capacità di amare di una donna. Io sono sicura che, se mi innamorerò davvero e farò dei figli e tutte quelle robe lì, saprò essere una moglie molto più in gamba e affidabile di tante ragazze che hanno tenuto le ginocchia (semi)chiuse per anni. E avrò meno bisogno di inseguire fantasie e corna improvvisate con il capufficio, perché di fantasie e sfizi me ne sono tolti davvero una vagonata. E qui non credo che conti qualcosa essere inglesi, o italiane, o cinesi. Noi donne dovremmo essere semplicemente lasciate in pace a goderci le nostre sensazioni e la nostra libertà. Il mio Paese, il civilissimo Regno Unito, ha minacciato di rimpatriare a forza una ragazza iraniana, che sicuramente sarebbe stata messa a morte perché lesbica. Quando ho saputo la notizia, credevo di vivere in un brutto sogno: non siamo lo stesso Paese che per anni ha fatto la guardia giorno e notte a Salman Rushdie, condannato a morte da Teheran per i suoi Versetti Satanici? Dove sta dunque la differenza? La letteratura dà un passaporto di immunità diplomatica, e invece la gioia, la libertà, il sesso di una donna no? Ecco quali sono i veri problemi. Ecco perché la voce delle donne libere, la nostra capacità di amare e di godere del nostro corpo oggi, conta molto più dei finti pudori dei preti, della fatwa di un ayatollah o del cinismo della ragion di Stato. (*) Abby Lee (Zoe Margolis, Londra 1972), vive a Londra e lavora nell'industria cinematografica. Il suo famoso blog, www.girlwithaonetrackmind.blogspot.com, che riporta fedelmente il resoconto delle sue avventure sessuali, ha avuto più di tre milioni di visitatori. Di recente, ha vinto il premio Best British or Irish Blog al 2006 Bloggies. |
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