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Vecchio 27-02-08, 00:47   #1 (permalink)
Trenta Nodi da Est
 
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Cambiamenti climatici: ma ne vogliamo parlare, perdio!?

Eh perchè sono un cosa seria dalle mie parti ormai la primavera comincia a febbraio da 3-4 anni almeno, l'estate ad aprile, i fiumi praticamnete sono scomparsi, anzi sono proprioscomparsi senza "praticamente" per l'esiguità delle precipitazioni. D'inverno non nevica più. Il 95% degli sicenziati attribuisce questo all'atività antopica, segnatamente al c.d "effetto serra" (non il prefetto) dovuto all'emmisione di co2 in atmosfera. Per me è colpa di quegli accidenti di cinesi che si sono uniti a noi a festeggiare e producono merci giorno e notte e se ne impippano delle emissioni, voi cosa ne pensate!?
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Vecchio 27-02-08, 10:10   #2 (permalink)
Grønland jeg komme
 
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non me lo dire, per me che non sopporto il caldo ogni anno è una tragedia
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Vecchio 27-02-08, 10:12   #3 (permalink)
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Salmo 37:10, 11. È senz’altro saggio ascoltare la natura, ma è ancor più saggio ascoltare il Creatore, leggendo e mettendo in pratica la sua Parola, la Sacra Bibbia. (2 Timoteo 3:16) Tutti coloro che lo faranno vedranno il nostro sofferente pianeta non solo completamente sanato ma trasformato in un paradiso. —
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Vecchio 27-02-08, 10:16   #4 (permalink)
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▪ Lateu, sull’isola di Tégua, nell’arcipelago di Vanuatu, in Oceania, potrebbe essere stato il primo villaggio abbandonato, o per meglio dire trasferito, a causa dei cambiamenti climatici. Le abitazioni erano state ripetutamente “travolte da tempeste improvvise e violente ondate”. — VANUATU NEWS, VANUATU.



Ghiacciai dell’Antartide in ritirata

“Negli ultimi 50 anni l’87 per cento dei 244 ghiacciai della Penisola Antartica si sono ritirati”, e più velocemente di quanto pensassero gli esperti, riferisce il Clarin, quotidiano di Buenos Aires. Il primo studio approfondito sui ghiacciai della zona ha inoltre indicato che negli scorsi 50 anni la temperatura atmosferica è aumentata di oltre 2,5°C. David Vaughan, ricercatore dell’istituto che ha condotto lo studio (British Antarctic Survey), fa notare che l’esteso fenomeno dei ghiacciai che si ritirano è stato provocato principalmente dai cambiamenti climatici. “Il responsabile è l’uomo? Non possiamo dirlo con certezza, ma abbiamo compiuto un passo avanti per rispondere a questo importante interrogativo”, ha detto Vaughan.
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Vecchio 27-02-08, 10:17   #5 (permalink)
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▪ Lo scorso anno è stato “in assoluto il più caldo nell’emisfero settentrionale” e “il secondo più caldo in tutto il mondo”. “Otto dei 10 anni più caldi [di cui si ha notizia] si sono registrati nell’ultimo decennio”. — BBC NEWS, GRAN BRETAGNA.

▪ La stagione degli uragani atlantici del 2005 è stata la più “attiva” e “presumibilmente . . . la più devastante” di tutti i tempi. Sette dei 14 uragani segnalati hanno fatto registrare venti che soffiavano alla velocità di oltre 177 chilometri orari. — U.S. NATIONAL OCEANIC AND ATMOSPHERIC ADMINISTRATION.

▪ “Nel 1850 nel Glacier National Park del Montana [USA] c’erano oltre 150 ghiacciai. Oggi ce ne sono 27”. — THE WALL STREET JOURNAL, USA.

▪ “La dura verità relativa alle politiche sui cambiamenti climatici è che nessun paese vuole sacrificare la propria economia per affrontare una sfida simile”. — TONY BLAIR, PRIMO MINISTRO BRITANNICO.
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Vecchio 27-02-08, 10:19   #6 (permalink)
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L’industria petrolifera è stata accusata di aggravare i danni arrecati all’ambiente attraverso le emissioni di anidride carbonica, che possono contribuire ai cambiamenti climatici su scala mondiale. Secondo un rapporto stilato dalla PEMEX (Petroli messicani), una delle maggiori compagnie petrolifere del mondo, durante varie fasi di lavorazione del petrolio vengono emesse sostanze contaminanti. Benché oggi le benzine siano più pulite, a quasi sei anni dal Protocollo di Kyoto, quando 161 nazioni si incontrarono con l’intento di fare qualcosa per ridurre la minaccia del riscaldamento globale, molti ritengono che sia cambiato ben poco. D’altra parte, l’OPEC afferma che “è il petrolio ad aver creato il benessere e la prosperità di cui godono oggi” molte nazioni. Ma è sempre così?
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Vecchio 27-02-08, 10:39   #7 (permalink)
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D’altra parte, l’OPEC afferma che “è il petrolio ad aver creato il benessere e la prosperità di cui godono oggi” molte nazioni. Ma è sempre così?
il petrolio è il piscio del diavolo, causa di guerre e di inquinamento, altro che benessere.
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Vecchio 27-02-08, 10:47   #8 (permalink)
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il petrolio è il piscio del diavolo, causa di guerre e di inquinamento, altro che benessere.
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Vecchio 27-02-08, 10:50   #9 (permalink)
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Alcuni potrebbero puntare il dito contro i danni provocati dalla perforazione dei pozzi petroliferi e dalla costruzione degli oleodotti. Altri potrebbero additare il crescente numero di disoccupati in Arabia Saudita, il paese più ricco di giacimenti di petrolio. Alí Rodríguez Araque, presidente dell’OPEC, dice: “I governi dei paesi industrializzati traggono enormi vantaggi dai sacrifici che impongono a produttori, raffinatori e consumatori”.

CorpWatch, un’organizzazione che lavora per mettere le imprese di fronte alle loro responsabilità su questioni come la giustizia ambientale, dice: “Il petrolio è ancora il re. Ma non governa con benevolenza”.

Quale sarà il suo futuro?
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Vecchio 27-02-08, 10:52   #10 (permalink)
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Petrolio: Le due facce della medaglia

FINO a che punto i paesi industrializzati dipendono dal petrolio e dai suoi prodotti? Per loro il petrolio, come il gas naturale, ha un ruolo fondamentale e, come dice Daniel Yergin in un suo libro, ciò ha creato una “società fondata sugli idrocarburi”. (The Prize) Pensate solo al gasolio per il riscaldamento, ai lubrificanti, alla cera, all’asfalto e a tutti gli oggetti ottenuti con i prodotti dell’industria petrolchimica, come aerei, automobili, imbarcazioni, adesivi, vernici, indumenti di poliestere, scarpe da ginnastica, giocattoli, tinture, aspirine, deodoranti, cosmetici, dischi per registrazioni, computer, apparecchi televisivi e telefoni. Ogni giorno molte persone usano una gran quantità degli oltre 4.000 prodotti o articoli derivati dal petrolio che caratterizzano la vita moderna. Ma che dire dei danni ambientali che hanno contrassegnato sin dall’inizio la storia del petrolio?

Un re che “non governa con benevolenza”

Verso la fine del 1940, quando la guerra fra Romania e Ungheria sembrava imminente, il dittatore nazista Adolf Hitler si affrettò ad agire da mediatore. Si trattò forse di un gesto disinteressato? In realtà Hitler voleva impedire che i pozzi petroliferi della Romania finissero sotto il controllo dell’Unione Sovietica. Il petrolio fu anche uno dei motivi principali per cui nel 1990 l’Iraq invase il Kuwait e altre nazioni presero parte alla controffensiva. Questi non sono affatto casi isolati. Per impadronirsi del petrolio sono stati scatenati conflitti e sono state inflitte sofferenze.

Il petrolio non è soltanto essenziale alla vita moderna, è anche al centro della politica e dei particolari interessi di alcuni personaggi potenti. Come ha dichiarato recentemente l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), il petrolio non è un prodotto come tanti altri, è “un bene di importanza strategica”. È stato impiegato per esercitare pressioni politiche a livello internazionale, attraverso embarghi e sanzioni. Inoltre pozzi petroliferi, raffinerie e petroliere sono stati il bersaglio di attacchi terroristici, che spesso hanno causato danni gravi a livello ambientale.
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