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Vecchio 08-02-08, 18:16   #1 (permalink)
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Il colore dei tuoi occhi, è musica per chi li guarda!

Il solito brindisi, oramai da due anni, stava sancendo la fine della vacanza coi miei amici;……Tito col bicchiere in mano, pronto a enunciare la formula dell’amicizia, iniziava il suo sermone…. “Amici carissimi,…anche questa estate volge al termine,…grazie a Dio che ci ha donato questa meravigliosa isola,…..grazie a questo mare che viene violentato da pochissimi yacht, di ricconi senza scrupoli,….e…un grazie doveroso al nostro caro amico che ci ospita nella sua modesta casa in questo paradiso,….brindiamo a noi,…..noi….amici di vecchia guardia,..noi amici di frontiera,…noi che ci emozioniamo ancora quando vediamo candy candy alla tivù,…alla salute nostra e ‘ndo culu a tutti l’autri’…..saluteeeeeeeeee!!!”.
Tito era questo….un poeta, alla ricerca di qualcuno che glielo dicesse,…di smettere però; da due anni dicevo si ripeteva questo brindisi,… coincideva sempre verso la fine di settembre,…noi quattro amici d’infanzia vuoi per scelta o vuoi per necessità ci ritrovavamo in questa isola, per pochi mesi all’anno.
Io avevo scelto di vivere in questa meravigliosa isola tre anni fa;….i miei amici, Tito, Peppe e Calogero invece venivano a trovarmi solo per i mesi estivi, loro vivevano ad Agrigento, dove lavoravano…..!
Cecilia, la proprietaria del bar oramai era abituata alla nostra diciamo compagnia forzata, oltre venirci a mangiare, il bar era la nostra angora di spensieratezza, e poi diciamola tutta il bar senza noi sarebbe stato un involucro scialbo….!
Erano le due del pomeriggio del ventisette settembre e ciò voleva dire estate finita; i miei amici dopodomani sarebbero partiti per le loro case e ritornare al lavoro; e io come al solito sarei rimasto in compagnia di qualche essere umano che popolava questa isola in inverno, e di parecchi animali dall’unghia bipartita….come recita la bibbia! Tito sarebbe ritornato a fare il commercialista, consigliere di una moltitudine di potenziali evasori fiscali…; Peppe l’avvocato cinico e spietato che non la perdona a chi è controparte, Calogero l’architetto dei clienti dei nostri amici….., e si perché tra noi c’è sempre stato un mutuo soccorso e una complicità che va oltre i confini del limite che si conosce,…bho non so cosa voglia dire però è bella sta frase…!
Insomma quello che stonava in tutta questa descrizione era la mia presenza…., che ci facevo in un isola quasi deserta,….e cosa facevo per vivere…..?……le risposte verranno durante il racconto!
Ah dimenticavo Cecilia, è una ragazza che assieme al padre, Oreste, gestisce il bar,…il nome del bar la dice lunga….. “Il Ritrovo”, i suoi vennero qui un vent’anni fa, Cecilia nacque a Trapani ma è come se fosse nata qui…, decise dopo aver ultimato gli studi commerciali a Marsala di dedicarsi al bar di famiglia.., dopo la morte della madre cristallizzò in maniera indissolubile la sua presenza al bar…., è una ragazza da sposare….solo se lei lo volesse….!
Io…..per ora basterà sapere che anch’io sono di Agrigento, che ci faccio qui in quest’isola?….è una bella domanda;….ritorniamo al brindisi lasciato a metà!
Tito aveva finito di brindare scatenando l’ilarità del nostro gruppetto e di quanti vicini al nostro tavolo avevano afferrato la parte finale del brindisi;….abbassando il bicchiere l’orizzonte mostrava uno yacht in avvicinamento…., i soliti turisti che da Favignana si spostano verso la pace e la serenità;….l’estate volgeva al termine eppure qualche vacanziero si affacciava ancora da queste parti.
Oreste, come sa fare un buon padre, ringraziò con parole dolci la nostra compagnia… “Cari ragazzi miei, mi duole il cuore sapere che la partenza è alle porte..; ogni estate sapete portare allegria e gioia in quest’isola…la vostra assenza addormenterà questi luoghi sino all’anno prossimo,…è un peccato che ve ne andiate,….grazie per tutto quello che avete saputo infondere in questi giorni alla mia famiglia…..! Per fortuna uno di voi è una presenza costante qui,…..grazie a lui si sopravvive l‘intero inverno”.
La risposta di Tito fece esplodere un’altra risata crassa e roboante, che invogliò anche qualche presente al bar… “Caro Oreste, io vorrei rimanere qui a vita se solo tua figlia Cecilia si decidesse a sposarmi…, ma l’ultima volta che gli ho chiesto l’ennesima volta di sposarmi mi ha svuotato una bottiglia di zibibbo in testa…che peccato….ci sono rimasto male…tutto quel ben nettare per terra….è stato veramente un peccato..!”
L’aria era umida e nonostante il tavolo fosse messo in un luogo ventilato, fuori lo scirocco non perdonava,…si vedeva che l’Africa era vicina.
Guardavo i miei amici e stavo bene…, del mio passato rimpiangevo solo il fatto che ero cresciuto, e l’età adulta annienta tutto ciò che i ricordi ogni sera mi riportano nella mente…; mi sembra di rivivere ancora in quelle stradine di paese dove i giuochi, dettati dalla nostra immaginazione, si mischiavano con la nostra voglia di divertimento sfrenato.., rivedo i miei amici che fanno a botte con altri ragazzi delle contrade vicine, venuti a disturbare il nostro giuoco…, le voci delle signore alle finestre che cercano di sedare le risse, le minacce di buttarci l’acqua addosso se non si finiva di litigare.., poi magari finita la lite si andava tutti assieme a mangiare un bel cono di gelato…., ad un tratto le grida dei miei ricordi si mischiano al vocio allegro di una combriccola che sta salendo dal porticciolo verso il bar…, sono i passeggeri dello yacht appena arrivato, che ormeggiato ha sviscerato il suo contenuto che avanza verso noi…!
Saranno una dozzina di persone, a occhio e croce la presenza femminile sembra primeggiare, ma si sa…..le donne sono sempre in maggioranza negli yacht, vuoi per il fascino dell’imbarcazione e vuoi soprattutto per spavalderia dei maschietti, a cui non basta solo ostentare ricchezza ma anche il candore del gentil sesso….!
Verso un altro pò di zibibbo nel mio bicchiere, prendo il bicchiere ricco di quel nettare che l’uomo coltiva gelosamente e disseto la mia gola…..; osservo con composta curiosità la comitiva che avanza…, e non disdegno di carpire la bellezza che si cristallizza in questa comitiva…, però niente male non ce che dire…., anche i miei amici, e su tutti Peppe, notano lo sbarco.
Sono sette donne e cinque uomini, il biondo è imperante anche se si direbbe artificiale…., poso il bicchiere depauperato dalla mia sete, ma con il bicchiere ancora tra le mani i miei occhi si focalizzano su una donna della comitiva,….capelli quasi chiari, vestinino copri costume bianco, alta si e no un metro e settanta…..ma la cosa che mi ha incuriosito a poggiare il mio sguardo su di lei è il silenzio del suo aspetto…., anche se ride è una risata composta e rispettosa, come se volesse non turbare questo posto.., è come se il suo animo sapesse che quest’isola è degna di rispetto…; una battuta di Tito mi distoglie per qualche secondo dall’osservarla…., ma prontamente con discrezione la riosservo!
Il sig. Oreste anche se dalla sua ha un età avanzata non disdegna l’apprezzamento.. “Benedetto il Signore che crea queste creature,…e complimenti alle mamme…”
Cecilia dal pari suo riprende il padre “Ah papà…, capisco questi assetati maniaci,…ma anche tu ti ci metti”.
Non posso che sorridere…, mando ancora messaggero il mio sguardo ad osservare,..oramai la comitiva è a pochi metri dal nostro tavolo e dal bar….lei è veramente carina!
Come in mezzo al deserto l’oasi è la meta preziosa, anche in luoghi quasi desertici come questa isola anche il bar è una meta ambita;…..un’occhiata fugace e complice con Peppe e lo spettacolo incomincia…..! Peppe è stato sempre colui, che fin dall’infanzia, è stato un bravo improvvisatore e un ottima spalla nei momenti che contano…, ricordo quella volta quando per festeggiare la vittoria dell’Italia contro il Brasile nei mondiali dell’ottantadue , presi dalla foga e dalla gioia del momento si ruppe il vetro di una finestra col pallone,…è classico rompere una finestra quando si è ragazzi, ma poi proprio quella volta che fu il nostro primo mondiale che vivemmo in prima persona,….ebbene dicevo si ruppe la finestra e il panico misto a qualche risatina fu totale, scesero i proprietari dell’abitazione e incominciò il processo per direttissima, insulti e urla furono il pane quotidiano del momento, poi quando si stava per passare alle mani le cose si complicarono,….non so se anche a voi sia capitato ma in quei momenti succede una qualche cosa che ci rende complici in tutto, il nostro gruppo sembrò una sola persona, preparata, pronta e decisa nel difendere…anche se si aveva torto, torto marcio…; il marito della signora Rosa, Calogero, cercò di prendere per la camicia uno del gruppo, un certo Rosario, per lui rappresentava la determinazione a minacciarci per noi rappresentò una sfida che inevitabilmente dovettimo accettare….,Peppe intervenne dicendo che non era stato Rosario a rompere il vetro….il marito della signora ci disse che se non si faceva avanti chi fosse stato Rosario sarebbe stato picchiato….; a queste parole io intervenni…. “Se lei tocca questo ragazzo noi gli romperemo tutti i vetri,..anche quelli dei balconi…”il Sig. Calogero per primo momento sembrò arrabbiarsi poi, e qui fu la sua fine, poi se la prese a ridere…, io e Peppe ci guardammo e s’incominciò l’assalto,…Peppe “e poi la colpa non è nostra se il vetro si è rotto,…il pallone non è nostro” intervenni io subito “è vero,…il pallone….il pallone è di suo nipote Calogerino,….lui ci ha dato il pallone per giocare…”subito Peppe prese il continuo del discorso… “e poi…sto pallone non è nemmeno gonfiato bene,…è anche per questo che il pallone tende sempre ad innalzarsi,…che colpa ne abbiamo noi se ci ha dato un pallone….difettoso”..la complicità del nostro discorso venne sorretta anche dai nostri amici del gruppetto,..le grida e le discussioni a voce alta facevano da contorno al fattaccio…, io dissi ancora la mia… “il pallone ci sembrò subito strano,…tant’è che chi stava a fare il portiere diceva che il pallone aveva una strana traiettoria,…tendeva sempre ad alzarsi verso l’alto,….ci dia il pallone che le facciamo vedere come è strano..”sarà stato sicuramente il vocio nostro e tutta la confusione creata, fatto sta che il sig. Calogero cadde nella nostra trappola, disse alla moglie di prendere il pallone…, Peppe mi sorrise e mi strizzò l’occhio, insieme guardammo Rosario e le fecimo intendere che non appena ci fosse stata la possibilità di scappare via senza fiato…; il pallone venne preso da Peppe che da bravo attore recitò la sua parte.. “ecco….come può ben vedere il pallone già a occhio si vede che è gonfiato male,…vede anche quando rimbalza fa una strana traiettoria…”interruppe il sig. Calogero… “ma anche se rimbalza male la colpa è sempre vostra che avete rotto la finestra…!”…prontamente come si addice a un avvocato intervenni per smontare questa affermazione e per incitare il nostro gruppo a gridare… “non è vero,…la colpa è di suo nipote che il pallone ce lo ha prestato così, gonfiato male,…”tutti nel gruppo vennero ad avvalorare la mia tesi, gridavano che la colpa non era nostra,..in mezzo a questa baraonda notavamo lo stato quasi confusionale che stava prendendo i due nostri nemici,…l’errore che aspettavamo per far dileguare Rosario dalle sue grinfie venne presto a mostrarsi;..Peppe sempre col pallone in mano mostrava come il pallone non fosse normale,..fu un attimo, ci guardammo e lui invitando il sig. Calogero a prendere il pallone in mano indusse quest’ultimo a mollare Rosario e sorreggere il pallone ,…Rosario era libero, ci guardava con occhi quasi divertiti e aspettava una nostra mossa per recitare anche lui la sua parte, detto fatto il la lo diedi io… “ha visto sig. Calogero, il pallone è gonfiato male e quindi non è facilmente controllabile,…lo pressi…lo pressi forte e vedrà che fa dei bozzi….dai provi….provi…”non appena la nostra vittima incominciò a premere il pallone si sentì solo un “via…scappiamo!”…incredulamente il nostro Calogero restò col pallone in mano,..le nostre risate lo coprirono di ridicolo, …la voce della moglie che inveiva contro di noi fu la consapevolezza della nostra grandezza e forza…;io lo salutai con la mia manina destra,..nel gruppo c’era chi rideva a più e non posso e chi saltellava gridando viva Paolo Rossi,…ma su tutti si sentì la voce di Peppe che oltre a dare la risposta al Sig. Calogero, che ci apostrofò in malo modo, disse.. “invece di comprare il vetro nuovo della finestra…compra una pompa nuova a tuo nipote e ci dici che gonfia meglio il pallone…..!!!!”
La complicità di allora mi sembrò essere presente ora negli occhi di Peppe non appena la comitiva si presentò a noi;…uno degli uomini salutando chiese se si poteva avere qualche caffè e dessert,…Oreste rispose.. “Buongiorno, si.. se preferite accomodarvi qui fuori vi porto il menù signori…!”La comitiva incominciò a impossessarsi del luogo che aveva scelto come loro; unirono due tavoli e incominciarono a sedersi, osservati da noi e da quanti erano presenti;…la bellezza che emanavano le donne era veramente disarmante!
Qualcuno di loro ci fece un cenno a mò di saluto che puntualmente venne ricambiato, lui non lo sapeva ma questo suo cenno significò l’intrusione nella loro privacy dei mie amici…su tutti Peppe; la ragazza che aveva attirato la mia attenzione purtroppo si sedette dandomi le spalle….peccato!
Ritornando allo sguardo che ci siamo dati con Peppe, incominciò a dare i suoi frutti,..non appena Oreste portò il menu iniziò l’assedio… “Se mi posso permettere dare un consiglio, a tutti coloro che prenderanno il dessert…di scegliere l’ottimo zibibbo della casa,…si si sa che è un vino liquoroso e che si presta principalmente accompagnarlo con dolci del periodo invernale, ma in estate servito fresco è veramente la fine del mondo e contestualmente la ricostruzione di un nuovo mondo…; e sempre se mi posso permettere chi scegliesse un amaro consiglio l’amaro Florio, orgoglio e prestigio del vanto della nostra bella provincia di Trapani,..anche se io sono di Agrigento!”
Il dado era stato tratto, ora bisognava capire chi fossero stati i giocatori di questa partita;….l’attesa fu breve e non tardò a mostrare il volto di colei che per prima iniziò a giocare…. “La ringrazio per la delucidazione,..proprio mentre il mio occhio cadeva su questa scelta per lo zibibbo, la sua precisazione mi ha fugato ogni dubbio….!”L’accento non c’è che dire è veneto;…una bella comitiva tutta veneta venuta nel profondo sud. Squillò un telefonino, era della mia musa di spalle, ringraziai chi fosse stato perché complice la carenza di ricezione si dovette alzare e spostarsi verso la mia limpida visione,….non avevo più dubbi è veramente una bella creatura,…riempio il mio bicchiere e lo porto alle mie labbra, ma solo per mascherare la mia attenzione rivolta a lei,….sento a tratti la sua voce e già mi sembra un dolce suono che puntualmente viene registrato dalla mia testa;…ora invidio chi sta dall’altra parte del telefonino, si nutre della sua voce e della sua attenzione,…è veramente bella,..ma subito ahimè il mio pensiero è capire chi sia il suo compagna, non credo assolutissimamente che una splendida creatura sia single,…volto il mio sguardo per capire chi possa essere tra i seduti ai tavoli,..e su prima impressione focalizzo l’attenzione su un ragazzo alto e magro, barbetta incolta alla Raoul Bova, e occhiali scuri,..ma si,.. sarà lui, non credo altri all’infuori di lui,…ritorno con lo sguardo a lei e mi sento folgorato dai suoi occhi….resto qualche secondo e poi decido di guardare altrove,..ma non resto per molto tempo ritorno e la ritrovo con lo sguardo verso terra, la voce sembra quasi scomparsa,…ho capito,… il suo lui è al telefonino, sicuramente…..; il suo braccio sinistro poggiato sulla pancia sorregge con la mano il suo braccio destro che impugna il telefonino, è una creatura splendida…, il sapore dello zibibbo che mi delizia il palato sembra amaro rispetto alla dolcezza del suo aspetto,..nonostante ciò lo deglutisco e mi addolcisco della sua visione,…ha delle mani esili, un’abbronzatura non aggressiva, porta un paio di sandali alla iuta infradito di color pesca,…ora che aguzzo meglio la mia vista quello di destra è un po’ sfilacciato verso la punta, qualche suo ricciolo rimbalza e accarezza la sua fronte, le sue labbra, sicuramente morbidissime, sembrano voler lanciare solo dolci parole…ad un tratto la mia ispezione, inevitabilmente, viene stoppata dai suoi occhi,….non riesco a definire il loro colore, abbasso il mio sguardo non voglio essere invadente…, ma il mio pensiero è lei,…guardo prima a destra e poi a sinistra…ma la mia meta è lei, risollevo il mio sguardo e deciso senza complicità del bicchiere la guardo dritta negli occhi….io non so come sia stata percepita l’ispirazione nel Botticelli nel creare la figura di Venere,….io sono sicuro come percepii la sua bellezza….guardando i suoi occhi;..un misto di colore fra l’ocra e il verde, un colore che si mischia a quello dei miei occhi stupiti e meravigliati,..questo scambio di sguardi durò circa cinque secondi,..ma stavolta quello che abbassò lo sguardo fu lei…., osservai le successive mosse che fece prima di rivolgersi nuovamente a me,..strano ma mi sentivo bene!
Prima che lei finisse di parlare al telefonino fu la voce di Tito che mi fece desistere da poggiarle ancora lo sguardo,… “Comunque nulla togliere a quanto detto su dal mio amico, ma il caffè che questo bar fa è decisamente buono…, quindi potete scegliere anche il caffè se volete..!”Guardai prima Tito e poi la combriccola per vedere la reazione che avevano a questa nostra diciamo aggressione,…nonostante la faccia di qualche maschietto sia seriosa il resto della comitiva sembra divertita…., intanto la mia bella finito di telefonare si riavviò al tavolo,…ahimè si sedette ridandomi le spalle,..va bhò vorrà dire che vivrò di ricordi!
Cecilia servì le loro scelte, osservai che anche la mia bella, oramai la chiamavo così nei miei pensieri, prese lo zibibbo…, uno della comitiva iniziò una discussione duratura… “Visto che avete ottimi gusti circa i liquori, sapete indicarci anche cosa c’è di attrattiva in quest’isola, che vale la pena visitare?”
E vai, invito migliore non poteva essere dato a Peppe…. “Grazie per aver apprezzato i nostri consigli beverecci,…quest’isola è già un attrattiva; se siete venuti fin qua per trovare l’agiatezza di Favignana rimarrete delusi, questi luoghi vengono visitati da persone che voglio tranquillità, perdersi nei pensieri e ritrovarsi nella convinzione di aver scelto bene, questo è quello che quest’isola vi offrirà…., se siete venuti con il giusto spirito di chi non si aspetta grandi cose quest’isola vi da il ben venuto,…”Guardavo Peppe e dentro mi sentivo quasi divertito, eh si perché Peppe non usa queste parolone perché li sente proprio, ma per il gusto di apparire…., non c’è che dire è un gran esteta, oltre che un grande anzi grandissimo figlio di….!
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Vecchio 08-02-08, 18:17   #2 (permalink)
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Una voce femminile rispose che era l’isola che cercavano,…cercai di capire chi fosse stata a dire tale affermazione, era una delle tre biondone del gruppo…; vediamo, mettiamo alla prova il significato di tale affermazione… “Scusi signora,…ma non posso fare a meno di intervenire per cercare di capire…, lei dice che questa è l’isola che cercavate, non so se interpreta anche il pensiero degli altri, ma mettiamo il caso che sia solo lei a dire che cerca tranquillità e serenità, come ha detto il mio amico, quest’isola saprà donarle chiedendo in cambio solo il rispetto,…..ecco veda, il cercare per qualche ora o per mezza giornata quanto suddetto non vuol dire assolutissimamente cercare tranquillità e serenità….ma passare qualche tempo, breve o più o meno lungo in dolce riposo,…cercare tranquillità e viverla è tutt’altra cosa…!”
Detto ciò verso un altro po di zibibbo e lo sorseggio,…aspettando la replica della mia interlocutrice, che puntualmente si presenta,… “Per me,…passare mezz’ora o un giorno in tranquillità….è tranquillità! Io interpreto così le mie scelte, non mi perdo in discorsi filosofici…, per lei avrà un significato diverso vivere la serenità,…lo rispetto e ne sono contenta, se la vive pure un mese in questa isola ben venga..tutto qua!”. Oreste cercò la mia attenzione quasi a voler capire perché avevo preso un discorso così esistenziale;…col bicchiere, sempre mezzo vuoto, mi appresto a dare l’ennesima risposta alla signora, ma l’intervento di uno degli uomini mi fa prendere un percorso molto impegnativo che subitaneamente stoppo,… “Mi scusi se mi intrometto,….veda…io non capisco perché la tranquillità debba essere vissuta per più tempo per essere definita tale;…la mia amica ha ragione nel dire che essere felici e sereni con se stessi potrebbe significarlo anche solo per un’oretta;..e poi tutti qui siamo passeggeri, tranne chi ci vive tutto l’anno come poche persone vedo; anche lei è uno che è venuto in quest’isola per poche ore o giornate…!” Non guardo Peppe, ma credo che mi stia osservando,….verso lo sguardo definitivamente nella direzione del mio interlocutore,…non faccio in tempo a parlare che mi accorgo di attirare anche l’attenzione della mia musa,..inizio il mio discorso…. “Io sono uno di quei pochi….che vive in quest’isola;…è da tre anni che ho deciso di vivere …qui! Con pura modestia le posso, anzi vi assicuro che il tempo è un ottimo consulente per chi voglia apprezzare tale isola …e la serenità che emana tutto l’anno la si vive ogni istante della giornata..; non dico che prima di venire ad abitare qui non ero tranquillo e sereno…..è che qui tutto cambia,….non so se vi sia capitato di vivere il silenzio del deserto sahariano….., ebbene vi posso assicurare che qui si apprezza la stessa silenziosità dell’animo;..forse sono un po’ mistico…o sto esagerando, ma non faccio altro che descrivere le mie sensazioni!”Qualche secondo di silenzio, importante per capire chi abbia colto il mio parlare e subito partì una battuta di Peppe…. “ Bene, se deciderete di rimanere qualche giorno qui e volete perlustrare l’isola, non meravigliatevi se verso le montagne, da una casetta rustica tipo quella che aveva il nonno di Heidi, sentirete uscire musica strana e canti Gregoriani,..non è un covo di qualche setta ma la dimora del pacifico che vi ha deliziato con le sue …diciamo parole tibetane!” Qualche sorriso venne a mostrarsi tra i presenti alla battuta di Peppe,…ma c’era anche chi venne colpito dalle mie parole; Tito come è suo costume puntualizzò, additandomi, che solo io ero il pazzo che viveva tutto l‘anno qui,… la cosa mi fece piacere quasi a volermi distinguere dai miei amici, ma in senso affettivo;….una voce, quasi conoscente mi fece una domanda….era la mia musa, che girata verso la mia parte, suscitando un certo piacere nel mio animo, mi disse… “ Scusi,…ma se non ho capito male lei vive qui tutto l’anno….diciamo quasi solo? Non vorrei essere invadente ma deve avere un valido motivo per aver preso questa scelta!”
Ringrazio lei e le sue parole perché mi davano la possibilità di dire la mia, e perché no mettermi anche un po’ in mostra;…non furono le parole a essere formulate ma il mio cuore a parlare in prima persona… “Vivo in quest’isola perché mi aspetto che lei mi restituisca quello che mi appartiene; il tempo potrà essere tiranno,….ma non demordo!”Finito di dire ciò faccio scivolare le ultime gocce di zibibbo presenti nel bicchiere…; dalla risposta sibillina tutti rimasero un po’ frenati nel dire qualche cosa, pure i miei amici capirono che in una discussione frivola avevo fatto scivolare ….parte della mia vita, e rimasero lontani dal ritornare al discorso, me ne accorsi dall’intervento successivo che fece il mio amico Calogero… “Comunque in estate l’isola mostra tutte le sue carte migliori,….il mare è lì, limpido verde e caldo pronto a infondere divertimento e meraviglia.!”
Tito continuò il discorso di Calogero, descrivendo ancora l’isola e allontanando dalla mente di quanti volessero cercare di capire cosa avessi voluto dire con la frase “….mi restituisca quello che mi appartiene”…; i mie amici sono veramente unici,…e poi che diamine perché ho voluto dire quelle cose,…i relitti sotto il mare ci mettono anni per diventare tesori e essere apprezzati, perché svelare una parte di me a persone che sono venuti qui solo giusto il tempo per un caffè;…credo che la risposta alla mia domanda interiore sia rilegata a quei occhi meravigliosi che incorporano una persona che secondo il mio primo approccio mi sembra….interessante; svelare a tutti una combinazione che protegge la mia essenza solo per conquistare l’attenzione di una bella ragazza,….diciamo che sono veramente messo male…; è da alcuni giorni che Peppe mi dice che sto cambiando,…non mi riconosco alle volte! Fra tutti gli interventi quello di Calogero risultò molto interessante anche perché accomunava tutti gli interlocutori, e cioè presentarsi e dire i nostri nomi. Fu notato da tutti come il belloccio assomigliante a Raoul Bova si avvicinò all’orecchio della mia musa, disse qualcosa sicuramente divertente ma lei marcò solo un sorrisino nel suo bel viso,…e voltandosi verso me mi osservò come fa un’amica che cerca di proteggere l’amicizia,….questa l’impressione che ebbei. A turno il gruppo si presentò…..Alice, Mirko, Fulvio, Federica….erano i nomi che stavano sfilando,…con gli occhi furbi li osservavo e chinavo la testa, come a volerli ringraziare di questa presentazione,…ma diciamo la verità vivevo questo momento al solo scopo di sapere come si chiamasse la mia bella;….Antonhy era il nome del belloccio,..ci siamo ora tocca a lei…., un gabbiano in quel preciso momento sorvolò i nostri tavoli, il suo grido non passò inosservato, alcuni alzarono lo sguardo al cielo per vederlo…., io restavo fermo e fisso con lo sguardo verso lei e aspettavo che la sua bella voce pronunciasse il nome…disse il suo nome…..Gianna…, mentre lo diceva osservò noi, solo io non rimanendo distratto dal volatile accolsi il suo parlare e sguardo;….finito di parlare distolse il suo sguardo da noi…, ma subito dopo ci osservò e focalizzò la sua attenzione solo su di me,…come a voler ringraziarmi per non essermi distratto mentre lei si presentava,..un suo sorriso mi avvalorò questa tesi;…oramai ero rapito da lei, tutto mi sembrava che venisse fatto solo per me. Io non ho mai creduto ai colpi di fulmine, per lo meno so che esistono ma non ho mai dato adito serio ad essi; per me i colpi di fulmine sono solo un bel odore che per qualche ora accompagna l’olfatto e poi svanisce lasciando che altri odori si prendano il tempo perduto;…si….lo ammetto questa ragazza mi affascina parecchio,…è frutto di un colpo di fulmine ma mi voglio cullare in questa strana sensazione di benessere che mi ha preso. Ora toccava a noi presentarsi…Peppe fu il primo poi Tito, Calogero e io…Renzo!
Si iniziò un bel chiacchierio, che durò circa un ora…, poi alcuni di loro iniziarono ad alzarsi,…volevano fare qualche passeggiata prima di andarsene dall’isola;…Gianna e altri tre rimasero,…non fu la sua presenza che mi fece star bene ma quello che disse ai suoi amici che l’avevano invitata ad andare in giro con loro… “visto che Renzo è di casa,….resto qui a farmela raccontare da lui l’isola….!”Credo che un sorriso , come un tic involontario, si venne a presentare sulla mia bocca;…prima che si allontanassero, Peppe si licenziò con una sua battuta… “Senti scusa Renzo,…nell’intrattenere qui i signori non dimenticarti di dire loro quel piccolo problema che ti ha rilegato qui in quest’isola…., se non sbaglio….era….anzi è….peste; xiao uajò…statemi bene signori!”…bevve dal mio bicchiere, e dandomi una pacca sulla schiena incominciò a imperversare con le sue battute sul gruppo che si formò per visitare l’isola…; guardavo i miei amici divertito, ero felice per questa inaspettata gioia che il destino ha voluto donarci questo giorno;….non eravamo amici con i veneti, ma in essi vedevo simpatia, la sola cosa che univa gente del nord con noi del sud!
Ero felice dicevo,….e come non potevo non esserlo con Gianna qui al mio fianco;….benedissi con un sorriso la loro compagnia,…più li guardavo e più il sorriso diventava più grande,…il motivo cardine fu l’assenza del belloccio, Antonhy che decise di andare con gli altri;….al tavolo rimanemmo io, Gianna, Valeria, Alfredo e Riccardo, e naturalmente i miei amici Oreste e Cecilia,…quest’ultima non so perché ma mi sembrò, dopo aver notato la mia simpatia per Gianna, un po’ ironica…, ma non faceva niente a Cecilia perdonavo tutto,…la sorella che i miei genitori non mi hanno donato me l’ha donata quest’isola!
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Vecchio 08-02-08, 18:17   #3 (permalink)
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Sentivo i mie amici del tavolo chiacchierare tra loro, ma fu solo un breve momento perché subito dopo tutti ci integrammo nei discorsi;…il tutto iniziò con il nome della barca…Leonida,..disse Alfredo “…il nome le fu dato da mio padre, un imprenditore con la passione per la storia antica;…io avrei preferito darle un nome femminile…che ne so Sophia oppure Elenoire, ma siccome i soldi erano i suoi lui decise quel nome…!”
Anche se ricco credo a primo impatto che Alfredo sia alla mano;…lo sentivo parlare ma facevo di tutto per cercare di osservare Gianna,….lo dissi sopra e lo riprendo….è veramente bella;…colsi la palla al balzo e prendendo spunto dalla barca inizia a parlare… “Credo che Leonida sia un nome arduo per una barca,…se non erro è stato il re spartano che con qualche centinaio di guerrieri cercò di opporsi all’invasione dei persiani,..ma poi vuoi per un gioco perverso che si innesca negli uomini, cioè il tradimento, fu trucidato,..assieme ai suoi uomini, che nella morte hanno trovato la gloria per cui sono nati. La scaramanzia è d’obbligo per chi va per mare,…tuo padre deve essere un uomo deciso per aver messo questo nome e sfidare un moto perpetuo e imprevedibile come il mare…!”Non finì di dire queste parole che Cecilia mostrò quello che io avevo premonito…. “Mio caro Renzo, per te il mare è sempre visto come un nemico…., pensate che per fare il bagno in una profondità di due metri bisogna allertare la capitaneria di porto, e mobilitare i sub;..lui e il mare sono nemici!”
La risata collettiva non poteva mancare, guardo la mia Cecilia e le faccio capire che se vuole la guerra sarà dura;…rivolgo lo sguardo nel gruppo e vado per depositarlo verso Gianna, ma già lei intervenendo giustifica, senza farmi provare imbarazzo, questo mio sguardo… “Scusami Renzo,…ma se te hai paura del mare che ci fai in un isola;..smpre che non sia una bugia il fatto che tu ci viva per davvero!”
Oh Gianna, se il mare avesse il colore dei tuoi occhi non esiterei un solo istante a tuffarmici…, illudendomi di farmi trasportare dalle onde mi farei condurre da esse al tuo cuore, e gli sussurrerei….grazie di esistere!
Non ho nulla da aggiungere….sono cotto da questo colpo di fulmine,…ma la cosa strana è che il mio cuore sa che prima o poi lei mi dirà che ha il suo lui, e li allora sprofonderò nella tempesta della realtà, ma sino ad ora mi va di cullarmi in questo viaggio di romanzo sentimentale.
Devo rispondere… “Ahimè…purtroppo Cecilia ha ragione, io e il mare siamo agli antipodi,…e pensare che il mio segno zodiacale, acquario, tutto fa pensare tranne al fatto che sono…allergico alle profondità marine;…comunque il restare in quest’isola mi sta facendo apprezzare questo eterno movimento,…in estate è difficile ignorarlo nella bellezza dei suoi colori,…ma in inverno vi assicuro che…è una meraviglia,…la sua potenza si viene ad infrangere sugli scogli, come a volerli quasi schiaffeggiare,…come se volesse intimorire l’isola e sottometterla al suo potere..; ma …dopo qualche minuto,…quietandosi,…le sue onde sembrano messaggeri di pace che vengono ad accoccolarsi sulle scogliere, quasi a voler infondere pace e tranquillità, che solo l’isola gli sa dare;…le onde sembrano trasportare dolce note melodiose, che la sapiente mano degli scogli le immette nel pentagramma, trasformando in musica il loro eterno sbattere…; tutto questo vi assicuro che vale la pena viverlo e lo stare prigioniero in quest’isola è una dolce condanna!”…allungo la mano, prendo la bottiglia e riempio il bicchiere che puntualmente porto alla mia bocca,…e poi aspetto una loro battuta!
Più che una battuta la prima reazione è l’applauso di Alfredo che viene percepito più dal mio sguardo che dalle mie orecchie,…e si perchè le orecchie le ho protese per cogliere ogni piccolo sibilo da parte di Gianna…; Valeria che sino ad ora era stata solo una spettatrice elogia il mio parlare,…solo una piccola smorfia di compiacimento è tutto quello che mi da la mia Gianna….troppo poco per le mie aspettative, ma lo gradisco e ringrazio.
Erano quasi le diciotto e il tempo estivo non lo dava a sembrare, e poi la compagnia era piacevole.., il buon Oreste quando poteva, e si perché il bar aveva bisogno della sua maestranza, si sedeva con noi per qualche battuta…, Cecilia era sempre ronzante al nostro tavolo,..qualche battuta evidenziava la sua presenza per il resto i tavoli dei clienti, anche se pochi, erano una prerogativa.
I miei amici e il gruppetto tutto ancora tardava a venire,…la cosa non mi dispiaceva tanto, ciò voleva dire soffermarsi ancora con loro;…ogni tanto qualche sguardo faceva tremare il mio cuore che prontamente mandava in alleggerimento il parlare, e in tutto questo andirivieni ci scappò la domanda che non ti aspetti..; stavamo parlando, su richiesta di Valeria, delle bellezze naturali che Erice offre…, ero intento a spiegare, visto che era la prima volta che venivano da queste parti, che Gianna ispirata dal destino mi dice…. “Ma se Erice ti piace tantissimo perché non decidevi di abitare li,..ti piace la montagna e poco il mare,…le alture, lo stare in compagnia delle persone, e qui in quest’isola lo puoi fare solo una parte dell’anno…insomma,…permetti una domanda…? Ma tu vuoi vivere in un luogo che è in antitesi con la tua persona perché devi espiare qualche colpa o sei masochista?…scusami…!”
La guardai…avrei voluto passare ore ed ore ad osservarla proprio adesso che mia aveva fatto tale domanda, e poi perché vedevo nel suo sguardo una tenacia nel resistere per conoscere la mia sisposta…; Oreste non era li con noi a questa domanda,…Cecilia si però..;…se avessi risposto a questa domanda a Gianna credo che Cecilia mi avrebbe massacrato di botte,..oppure non mi avrebbe più parlato per il resto della mia vita,…eh si…perché tranne i miei amici nessuno sapeva in quell’isola cosa ci fossi venuto a fare…!
In un baleno mi venne in mente lo sguardo che mi diede Peppe quando tre anni fa appena prima di partire dall’isola, venuti solo per passare una vacanza estiva, gli comunicai che sarei rimasto li…, stette qualche minuto senza parlare, poi la sua mano destra sulla mia spalla destra mi fece capire che il mio amico capì che stavo reagendo;..la permanenza doveva durare solo qualche settimana o al massimo un mese in più,…ma sono passati tre anni adesso,..e sono state pochissime le sole volte che mi sono assentato da quest’isola,…deposito e dimora del mio fardello celato.
Sentivo il silenzio con cui si avvolgeva Cecilia,….ma portai il mio cuore a un bivio dal chiudersi o dal decidere il cambiamento definitivo…, ma come tutte le cose care a cui si tiene veramente tanto, anch’io decisi che il momento del cambiamento non era arrivato,….risposi a Gianna come era mio solito fare a queste domande…. “Gianna…ma tu lo sai che… il cielo è sempre più blu…!”…risposi prendendo due titoli di canzone del grande Rino Gaetano…, e stetti ad aspettare la reazione di lei;…gli altri capirono che il mio …segreto lo si doveva rispettare…e capirono; Cacilia credo che in cuor suo pur essendo un amica curiosa rimase contenta della mia fedeltà di questi anni…, Gianna da par suo mi sorprese, e la sua replica mi piacque molto,…e questo la diceva lunga su come avevo considerato questa ragazza,..cioè in gamba,…la sua replica fu… “Si lo so,….me l’ha detto mio fratello, che è figlio unico…!”…anche lei recitò un titolo di canzone di Reitano;….ora veramente il cielo per me diventava sempre più blu,…anche se la sera stava per bussare alla porta!
Ci fu qualche momento di semi imbarazzo, ma subito si ritornò a chiacchierare…; Valeria intervenendo prese a continuare sulle bellezze che Trapani e provincia presentava;…ogni tanto il mio sguardo incrociava quello di Gianna, che puntualmente mi dava belle sensazioni;…ci fu uno sguardo che durò un po’ più del solito…, chiudend gli occhi la mia musa si voltò verso la sua destra e poggiando la mano sinistra sul mento prese a sorreggere la sua testa, che anche se guardava gli altri che parlavano ebbi come una sensazione…fissava gli altri, ma credo che la sua mente fantasticava sul mio segreto;….la mano destra prese un suo ricciolo e con le dita iniziò a rotorarlo,…era uno spettacolo vederla, una semplice creatura che si contente l’ammirazione mia col tramonto che sta per coprirci coi suoi immensi e intensi colori. Mentre il buon Oreste ci stava portando un caffè sentimmo la comitiva che stava rientrando. Le voci erano di divertimento, notavo con meraviglia Tito in compagnia di due ragazze, e immancabilmente di continuo sparava battute portando il divertimento sulla bocca delle ragazze;…prima che il gruppo si unisse a noi un lampo degli occhi di Gianna mi bersagliarono, mi sorrise e mi disse… “Credo che i tuoi mici abbiano fatto conquiste tra i miei amici,…specie amiche..!”Fu un semplice parlare ma per me sembrò un trattato di amicizia,…gli sorrisi e dissi qualche frivolezza.
Qualche colpetto alle spalle e qualche pizzicotto e tutti eravamo nuovamente seduti,..ma notavo che al mio fianco non ’erano i miei amici ma i nuovi conoscenti veneti, i miei amici erano un po’ sparpagliati fra i tavoli in mezzo alla comitiva; era bella questa mescolanza, mi aveva fatto capire che i miei amici avevano conquistato la loro simpatia…, cosa abbastanza prevedibile!
Una certa Chiara iniziò a dirci quello che avevano fatto…, Antonhy che sul primo impatto mi sembrò frivolo ora mi stava incominciando ad essere simpatico…; Peppe come è suo costume era il romanziere che tutto sapeva e conosceva, insomma una bella allegria.., che venne ancora amplificata di più quando Mirko, il fratello di Alfredo e proprietari della barca, ci disse …. “Visto che siamo tutti riuniti,…che ne direste se stasera ce ne usciamo tutti con il “Leonida”,….destinazione una bella serata a Favignana,..e suggelliamo così la nostra conoscenza…, che ne pensate!”
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Vecchio 08-02-08, 18:18   #4 (permalink)
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Peppe non si fece perdere questa occasione per dirne un’altra a modo suo…, prese il telefonino e recitò una commedia… “Pronto…si…sono io, per favore potreste dire al Tonchetti e signora che la cena in programma per stasera è saltata,…un improvviso benessere dell’animo mi rende indisponibile…grazie e alla prossima!”…una risata comune fu la giusta risposta a questo invito;…naturalmente anche Cecilia e Oreste erano invitati, ma quest’ultimo non se la sentiva per via di una cura che stava facendo e che le portava una certa sonnolenza…, diciamo che questa scusa fu molto ben articolata…, ma rispettammo il suo volere.
Naturalmente oggetto della discussione fu la mia modesta dimora, che grazie ai miei amici venne scoperta;…Alice disse… “Renzo abbiamo visto la tua regia….carina, ben fatta,…e poi è divino l’orticello limitrofo alla casetta,..e poi c’è una bella vista verso il mare;..i tuoi amici mi hanno detto che l’hai comprata per pochi soldi, complimenti…, anche se è piccola sembra molto accogliente…!”Ringrazia l’amica ritrovata,…e poi rivolgendomi ai miei amici li interrogai su cosa avessero detto a proposito sulla mia persona,….a questo punto intervenne Antonhy,… “Ah se per questo ci hanno informato su come vivi,…e che sei single, in cerca di una donna che possa vivere qui con te,…e che le capre tifano per la riuscita del ritrovo di una fiamma sentimentale, che finalmente possa dare fine al loro tormento sessuale con le quali le assilli… !”Guardai i miei amici per cercare di capire se questa affermazione era farina del loro sacco…Calogero mi rispose.. “…carina la battutina sulle capre…vero..!”Non nascondo un certo imbarazzo, certo la risata ha colorito il momento.., ma la cosa mi diede un po’ fastidio,..mi sembrò uno scherzo un po’ pesantuccio,,,ma passò!
Gianna mi sembrava divertita, ma i suoi occhi in profondità mostravano una certa serietà, che traspariva giusto il momento per farmelo intendere;….visto che si doveva uscire in barca per la serata, tutti ci interrogammo su come comportarci,..alcune ragazze decisero di andare in barca per prepararsi, altri volevano rimanere al bar sino all’ora in cui non si fosse partiti…, io e i miei amici ci dovevamo recare a casa per magari fare una doccia e mettere su qualche abitino grazioso….detto fatto, ci alzammo e ci preparammo per andare;…Cecilia era quella che avremmo aspettato di più, perché doveva dare una mano al padre per la chiusura del bar…, ma nulla di complicato.
Prima di andare, prendendo spunto dal fatto che i miei amici ancora chiacchieravano, mi avvicinai a Gianna….e non sapendo cosa dire di importante le dissi… “Ma sullo yacht bisogna essere eleganti e vestire di bianco oppure faccio da me…?!”Lei son sicuro che capì che il mio voleva esser solo parlare con lei,…e con un sorriso enigmatico mi rispose… “Fai tu…, l’importante è…è che sia presente…!”Non so come interpretare queste parole, ma furono gradite da me;…aspettai che i miei amici finissero di parlare, e salutando gli altri ci avviammo a casa mia per prepararci!
Il solito discorso da maschietti accompagnò il nostro prepararci;….guardavo i miei amici e….l’invidiavo!
Sentirli ridere e fare battute da adolescenti mi rendeva felici, come uno spettatore io me ne stavo nella mia …inquietudine;….pensavo a Gianna e mi sentivo partecipe di questa vita…, già…Gianna, una ragazza venuta qui senza pretese e che ora occupa il primo posto nella mia mente,…cercavo di ricordare il suo volto, e ci riuscivo bene.., questo mi dava un senso di benessere ma allo stesso tempo cosa strana mi rattristava, credo che a rattristarmi sia l’età di lei…; pazienza dicevo, vorrà dire che la mia lei sarà soltanto un dolce ricordo felice,…nella mia mente cercavo di capire quanti anni poteva avere…, si dice che l’amore non ha età,…ma è anche vero che l’età ha una sua importanza…! La mia mente ripassava i momenti al bar, e trasmetteva al mio cuore un dolce messaggio….dolce sentimento per questa creatura.
Il tempo fu clemente coi preparativi, in circa un oretta eravamo tutti pronti.., ora non restava che andare verso la nostra meta..; per la strada Calogero rideva.., cosa naturale fu chiedegli cosa lo divertisse, rispose.. “Ma chi ci dice che questi veneti non ci abbiano preso per il culo…!…mi spiego meglio,..chi ci dice che non abbiano combinato il pacco, e una volta arrivati al porto non troveremo nessuno,…l’uniche facce saranno le nostre, incredule e gabbate…!”
Rallentammo d’istinto il passo, e la voce di Peppe fu da ambasciatrice alla battuta di Calogero… “ma vaffà….!”…una risata crassa disegnò sul nostro volto uno stato di benessere e di complicità unica,…quella che contraddistingue i veri amici,..anche se ognuno di noi palesando come veritiera l’affermazione di Calogero sorrideva…!
La stradina subito ci presentò la discesa e questo voleva dire dici minuti dal bar e successivamente il porto.
Man mano che la stradina si congiungeva con la strada asfaltata, i nostri occhi, accompagnati da discorsi futili, incominciavano a configurare le prime abitazioni…, il sole pian pianino stava incominciando a barattare il giorno con la luna e ciò voleva dire sera…., una splendida sera!
Eccoci vicino al bar del buon Osvaldo, l’insegna ancora illuminata si notava di più man mano che la sera si avvicinava; notammo subito davanti al bar, fra i tavoli e la poca gente seduta a gustare un giusto rinfresco per asciugare la sete, figlia di una serata d’estate umida, Osvaldo e Cecilia…, la mano di Peppe rallentò il nostro passo, e inevitabilmente la sua voce giustificò tale gesto…. “signori miei ma la vedete quella splendida figliuola di Cecilia, è veramente un gioiello luminoso, da incastonare nel cuore e sospirare la sua bellezza… !”Peppe è sempre stato così con le donne, ma ultimamente gli apprezzamenti per Cecilia lasciano intravvedere un certo interesse e apprezzamento per la fanciulla non tanto standardizzati come sono in noi uomini; Tito inevitabilmente non lasciò scappare tale momento, per battezzarlo con una battuta veramente al cianuro…, tra amici è possibile sfottersi….se non che monotonia l’amicizia “…già è veramente un gioiello da incastonare,..solo che se continui a dire così e magari alla presenza di Osvaldo credo che non sarà il tuo cuore il posto dove incastonerai il gioiello ma una parte dove non batte mai il sole,…e sono sicuro che una supposta ti avrebbe fatto meno male, caro il mio poetuccio…”. Tito non finì la frase che già Peppe aveva tentato di acciuffarlo, ma con scatto da centometrista che fu, Tito si allontanò da Peppe,…che inevitabilmente fu bersagliato dai nostri sfottò…;il nostro comportamento puerile fu notato dai nosrti soggetti del discorso,…Osvaldo con il braccio destro alzato menava la mano per aria come fa di solito il padre quando vede i propri figli che incominciano a stuzzicarsi, e per evitare che si possa degenerare cerca di porvi subito rimedio….; siamo quasi quarantenni ma abbiamo dentro sembre quella voglia che incarna la sindrome di peter pan..;..comunque Peppe non aveva torto Cecilia è veramente una bella figliuolo, e poi vestita di bianco come ci appare stasera è splendida!!
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Vecchio 08-02-08, 18:19   #5 (permalink)
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Ricomponendoci ci avviciniamo ai nostri amici,…Cecilia scuote la testa e ci dice… “Ma quant’è che crescerete veramente!”… sorridendo ci dice che è pronta per andare…; qualche battutina per risaltare la sua eleganza e poi ci si avvia verso lo yacht; fermo, ancorato al porto, è stato il nostro guardare non appena giunti al bar ci fu possibile osservarlo,…la battuta di Calogero ci mise la pulce all’orecchio ma i nostri occhi ci hanno fatto sorridere i nostri cuori.
Un senso di benessere stava prendendo il sopravvento in noi, lo so potrebbe sembrare banale ma queste persone ci avevano ridato un qualcosa che sembrava sepolto dentro noi, è vero siamo persone molto allegri, ma è da molto che non ci capitava di essere coinvolti in una compagnia così vasta,…diciamola tutta non è che noi abbiamo molti amici,….questa ventata di allegria ci voleva.
Qualcuno dalla nave incomincia a sbracciarsi per attirare la nostra attenzione, sembriamo delle star attese,…ricambiamo il gesto affettuoso; i miei occhi vengono mandati ad esplorare dove si trova Gianna,….non la scorgo ma dentro sono felice.
Mentre stiamo per salire a bordo a Peppe squilla il telefonino, arresta il passo,… un’occhiata al display, annuisce chi sia, sorride …. e poi stacca i contatti col mondo che gravita attorno a questo momento; un gesto semplice e banale ma che in me fa rivivere emozioni;….riporto la mia mente al passato e ricordo come Peppe sia sempre stato attento ai momenti che …significavano qualcosa;…Giulia era la ragazza più ambita al paese, alta castana chiaro, e due smeraldi al posto degli occhi….ma ahimè una scatola scordata in soffita il suo cervello;…se la tirava tanto per il fatto che tutti in paese sbavavamo al suo passaggio,….il meno bastonato ha avuto dai cinque ai dieci “no” alla domanda “possiamo metterci assieme”,….anch’io fui parte attiva in questa lista. Peppe riuscì a farsi invitare alla festa del suo quindicesimo compleanno,…andò vestito in tutto punto, gelatina profumatissima che schiacciava qualsiasi capello avesse intenzione di issarsi,…profumo rockford, doccia fatta mezz’ora prima di andare alla festa,…insomma un figurino, che persino Dolce e Gabbana avrebbero fatto chissà cosa per averlo alle loro sfilate,….venne accompagnato da noi davanti casa della festeggiata, Tito per l’occasione aveva tirata a lucido la Ritmo 60 di suo padre, nel caso in cui Giulia si fosse affacciata a guardare;…salutammo Peppe e lui ci disse…. “Sono le 19, non è che andate subito a casa?….Se mi aspettate al Bar faremo una partita a scala 40.…!” Diede una pacca sulle mie spalle e ci salutò lasciando che i nostri sfottò lo coprissero;…..vedemmo aprire la porta e scomparire dentro casa della….nostra musa; Tito prese a guidare…., e scherzzavamo sul fatto che Peppe sarebbe venuto subito al bar,…una volta con Giulia sarà suo padre a buttarlo fuori di casa,…scommettemmo che la mezzanotte era l’ora più piccola che la festa sarebbe finita.
Peppe è sempre stato un “uomo” di parola,…..erano le 19 e 40, e accompagnato dal nostro stupore entrò al bar…; non credevamo ai nostri occhi,….un sorriso misto a curiosità si scolpì sui nostri visi,…il jube-box intonava la canzone di Gazebo, I like Chopin,….Peppe si venne a sedere al nostro tavolo e ci disse… “le carte di poker..? Scala 40..., e chi perde paga la consumazione…!”Io e Tito non credevamo ai nostri occhi,….le carte furono prese, ma l’attenzione era tutta su Peppe, il quale capì che era giunto il momento di dirci quello che volevamo sapere,…ci guardò con un semi sorriso e posando le carte si mise a braccia conserte e cominciò a parlare…. “..Giulia,…è la creatura più bella che ci sia qui al paese, e nel mondo è sicuramente tra le prime dieci….ne sono sicuro;….sono salito le scale, parlavo con suo padre ma il mio cuore palpitante non mi faceva capire nulla, più mi avvicinavo al salone della festa e più la musica riempiva la mia mente,…la canzone di Baglioni, E Tu, faceva intendere che l’atmosfera era quella giusta,….quella di una serata magnifica;….suo padre si licenziò da me….mi avvicinavo al salone e già scorgevo la compagnia abbastanza gradevole;…tranne qualc’uno, il resto dei maschietti faceva il gruppo degli sfigati, ai quali Giulia ci aveva per molto tempo negato un suo consenso ad amarla….;…tra tutti vedo lei…la mia Giulia, ha un vestitino di organza color salmone, accompagnato da qualche fiore, giusto per far intendere che tra tutti questi fiori lei è la più bella; mi guarda e mi sorride,…incomincio ad ingoiare saliva, la bocca si asciuga rapidamente,…mi sento una calura salirmi in tutto il corpo,…più mi sento osservato e più mi sento …male;…si avvicina a me…, le donai il regalo….mi ringraziò, qualche sorriso di circostanza e poche parole,… poi corse verso un gruppetto,.. e li capii che…la mia Giulia è altrove,…stava dicendo a quei bamboccioni quando sarebbe stato il loro turno….. per ballare con lei;…già …prima di andare alla festa avevo qualche idea che mi balenava in testa,….vedendo questo spettacolo ….penoso, incominciai a prendere la giusta decisione di andarmene;….a darmi il la fu la canzone di Bonnie Tyler, Total Eclipse of the Heart,….mi alzai dalla sedia, l‘unica che apprezzò la mia presenza…, bevvi la mia aranciata,…che non era nemmeno Fanta,…mi indirizzai vero lei e tirandola un po’ in disparte gli dissi….Io vado, ti chiedo scusa se lascio così presto la tua festa, ma,…pian piano il mio cuore sta smettendo di condannare le mie giornate senza la tua presenza,…divertiti e non scordarti di tenere il filo di chi ….deve ballare con te….buon compleanno Giulia!!!,….salutai chi se lo meritava e lasciandola in bambola me ne andai; scesi le scale, e mi avviai all‘uscio, man mano che scendevo la musica si allontanava dalla mia mente,…Giulia era ancora presente nei miei pensieri,…ricordavo il suo volto e riecheggiando quello che gli avevo detto mi veniva da piangere, arrivato alla porta l‘aprii con avidità e….e l‘aria fresca mi accolse, evitando che il mio viso facesse scivolare qualche lacrima…..tutto qui!”
Qualche attimo di silenzio e Tito intervenne,…. “E lei…, insomma come ci è rimasta”? Riprendendo le carte in mano Peppe ci mostrò la sua maturità… “Amici sono io che mi sento un ferito senza cure…., era da una settimana, da quando mi invitò alla sua festa, che non facevo altro che pensare a lei e …..e a me…; ora non devo fare altro che pensare a…..me…!”Sorrise, lo stesso sorriso che ha ora prima di salire sullo yacht,… incominciammo a giocare,….Tito fu quello che perse quella sera, e pagò la consumazione….!
Mentre saliamo guardo l’immagine che il mare mi trasmette, mi sembra di vedere un uomo che sopra un pontile marcia verso una meta che….da parecchio tempo non gli appartiene.
La voce di Cecilia fece luce in un cumulo di macerie di tenebre, che oscuravano la mia mente in quel momento… “non sono mai salita su uno yacht,…mamma miami tremano le gambe,…e tu Renzo come ti senti?”
La guardai e sorridente la tranquillizzai,…mi ringraziò stringendomi il braccio destro,….staccai lo sguardo da lei e subito mi ritrovai gli occhi meravigliosi di colei che, permettendomi di osservarla mi inonda di una piacevole musica….Gianna!
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