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Vecchio 31-08-07, 23:42   #1 (permalink)
Yeshua Ha Mashiach
 
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X Joakin

La vostra traduzione da quali testi base é stata fatta? E da chi?
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Vecchio 01-09-07, 00:02   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da Hakuna Matata
La vostra traduzione da quali testi base é stata fatta? E da chi?


ueeee ben tornato dalle ferie mi mancava uno stresssssss come te

ti sei caricato e ora alla caricaaaa
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Vecchio 01-09-07, 00:15   #3 (permalink)
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Ho solo fatto una domanda tempo fa e non hai mai risposto, magari dopo le ferie rispondi.
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Vecchio 01-09-07, 22:08   #4 (permalink)
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Una storia contrastata: la Bibbia in italiano

“LA BIBBIA è tra i libri più diffusi nel nostro paese [l’Italia], ma è anche forse tra i meno letti. I fedeli sono ancora poco stimolati a incontrare la Bibbia e poco aiutati a leggerla come parola di Dio. Ci sono persone che vogliono conoscere la Bibbia, ma spesso non c’è chi spezza loro il pane della Parola”.

Questa dichiarazione, tratta da un documento del 1995 di un organismo della Conferenza Episcopale Italiana, solleva alcune domande. Nei secoli scorsi quanto era diffusa la Bibbia in Italia? Perché la sua divulgazione è un fenomeno tardivo rispetto a quanto accaduto in altri paesi? Per quali motivi ancor oggi in Italia è tra i libri meno letti? Esaminando la storia delle versioni bibliche in lingua italiana potremo avere qualche risposta.

La nascita delle lingue romanze o neo-latine (come italiano, francese, spagnolo, portoghese, ecc.) fu un processo graduale che durò secoli. In momenti diversi, nei vari paesi della latinità europea il volgare, la lingua parlata dal popolo, assunse una nuova dignità, e cominciò a essere usato anche in opere letterarie. Il sorgere del volgare influì direttamente sulla traduzione della Bibbia. In che senso? A un certo punto il divario tra il latino (il linguaggio sacro ecclesiastico) e il volgare con i suoi dialetti e le sue varietà locali divenne così ampio che chi non aveva ricevuto un’educazione formale non capiva più il latino.

Verso il Mille un abitante della penisola italiana che avesse voluto leggere il testo biblico della Vulgata —*ammesso che potesse averlo tra le mani*— si sarebbe trovato in difficoltà. Per molti secoli le gerarchie ecclesiastiche ebbero il monopolio dell’istruzione, che era appannaggio di pochi. Anche le poche università esistenti erano controllate dal clero. La Bibbia divenne perciò progressivamente un libro sconosciuto. Eppure, molti desideravano accostarsi alla Parola di Dio e comprenderla nella propria lingua.

Diversi fra il clero ritenevano che le traduzioni della Bibbia agevolassero la diffusione delle cosiddette eresie. “L’uso del volgare”, scrive lo storico Massimo Firpo, avrebbe comportato “l’abbattimento di una barriera linguistica [il latino] volta a tutelare l’esclusivo dominio dei chierici sulle questioni della fede”. Un insieme di ragioni, culturali, religiose e sociali, furono quindi all’origine della generale mancanza di istruzione biblica, tuttora persistente in Italia.

Le prime traduzioni parziali della Bibbia

Nel Duecento comparvero le prime traduzioni dal latino in volgare di diversi libri della Bibbia. Queste traduzioni parziali, copiate a mano, erano costosissime. Nel Trecento le traduzioni si moltiplicarono al punto che fu tradotta in volgare pressoché l’intera Bibbia, seppure da persone diverse in luoghi e tempi diversi. Queste traduzioni, perlopiù opera di persone rimaste anonime, erano comunque nelle mani delle persone agiate o dotte, le sole che avevano i mezzi per acquistarle o l’istruzione per leggerle.

Per molti secoli la stragrande maggioranza del popolo rimase analfabeta. Persino al tempo dell’unificazione dell’Italia, nel 1861, l’analfabetismo riguardava ancora il 74,7 per cento della popolazione. Per inciso, nel 1870, quando il nuovo Stato italiano si accingeva a stabilire per legge l’istruzione pubblica obbligatoria e gratuita per tutti, papa Pio*IX scrisse una lettera al re perché non promulgasse la legge sull’istruzione obbligatoria definendola un “flagello” mirante “ad abbattere totalmente le Scuole cattoliche”.

La prima Bibbia in italiano

La prima Bibbia completa in italiano fu pubblicata a Venezia nel 1471, circa 16*anni dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili in Europa. Un monaco camaldolese, Nicolò Malerbi, realizzò una traduzione in otto mesi. Utilizzò ampiamente le traduzioni disponibili e le corresse in base al testo latino della Vulgata, sostituendo diversi vocaboli e modi di dire con espressioni tipiche della sua zona, il Veneto. La sua traduzione fu la prima edizione a stampa della Bibbia in italiano ad avere una diffusione significativa.

Un altro che pubblicò a Venezia una versione della Bibbia fu Antonio Brucioli, un umanista fiorentino che aveva tendenze protestanti ma che non si allontanò definitivamente dalla Chiesa. La sua versione, basata sul testo ebraico e greco, vide la luce nel 1532. Fu la prima Bibbia tradotta dai testi originali in italiano. Pur non usando un italiano pregevole sul piano letterario, è ritenuta apprezzabile per la sua fedeltà ai testi, considerato il livello di conoscenza delle lingue antiche disponibile a quel tempo. In alcune edizioni e ricorrenze Brucioli ripristinò il nome di Dio nella forma “Ieova”. Per quasi un secolo la Bibbia del Brucioli ebbe enorme fortuna tra i protestanti e i dissidenti religiosi italiani.

Vennero pubblicate, anche da parte di cattolici, altre traduzioni della Bibbia in italiano, che in realtà erano rielaborazioni della Bibbia del Brucioli. Nessuna di queste ebbe una diffusione degna di rilievo. Nel 1607 Giovanni Diodati, un pastore calvinista discendente da genitori nativi di Lucca fuggiti in Svizzera per evitare la persecuzione religiosa, pubblicò a Ginevra un’altra traduzione della Bibbia in italiano dalle lingue originali. Questa versione divenne per molti secoli la Bibbia dei protestanti italiani ed è considerata, per l’epoca in cui fu prodotta, una traduzione in un pregevole italiano. Grazie alla Bibbia del Diodati gli italiani avrebbero potuto comprendere gli insegnamenti biblici, ma su quella e altre traduzioni in volgare si abbatté la censura del clero.

La Bibbia, questa ‘sconosciuta’

“La Chiesa ha sempre adempiuto al suo dovere di vigilanza sui libri, ma fino all’invenzione della stampa non sentì il bisogno di redigere un catalogo dei libri proibiti, perché gli scritti ritenuti pericolosi venivano bruciati”, afferma l’Enciclopedia Cattolica. Anche dopo l’inizio della Riforma protestante in vari stati europei il clero fece di tutto per limitare la diffusione dei cosiddetti libri eretici. Una vera e propria svolta ci fu con il Concilio di Trento, nel 1546, quando venne affrontata la questione delle versioni bibliche in volgare. Si delinearono due posizioni nettamente contrapposte. I favorevoli alla loro proibizione sostenevano che la Bibbia nel linguaggio parlato era “madre e fonte di tutte le eresie”. I contrari asserivano che i protestanti avrebbero potuto sostenere che la Chiesa proibiva la Bibbia in volgare per nascondere “imposture” e “inganni”.

In mancanza di un accordo fra i due schieramenti, il Concilio non prese una posizione definitiva, limitandosi a sancire l’“autenticità” della Vulgata, che divenne così il testo biblico di riferimento per la Chiesa Cattolica. “Tuttavia”, fa notare Carlo Buzzetti, docente alla Pontificia Università Salesiana di Roma, dichiarare “autentica” la Vulgata “favorì l’idea che, nella pratica, essa doveva essere l’unica forma legittima della Bibbia”. I successivi sviluppi ne sono una conferma.

Nel 1559 papa Paolo*IV fece pubblicare il primo Indice dei libri proibiti, un elenco delle opere di cui la Chiesa vietava ai cattolici la lettura, la vendita, la traduzione e il possesso perché considerate cattive o pericolose per la fede e l’integrità dei costumi. Questo Indice proibì le traduzioni della Bibbia in lingua volgare, compresa quella del Brucioli. Chi contravveniva era colpito con la scomunica. L’Indice del 1596 fu ancora più restrittivo: stabilì che non si dovevano più concedere autorizzazioni per la traduzione e la stampa di Bibbie in volgare. Tali Bibbie dovevano essere distrutte.

A causa di queste restrizioni, a partire dalla fine del Cinquecento si moltiplicarono i roghi con cui le Bibbie venivano bruciate sui sagrati delle chiese. Nell’immaginario collettivo le Scritture divennero un libro degli eretici, un’idea che sopravvive tuttora. Furono distrutte quasi tutte le Bibbie e i commentari biblici delle biblioteche pubbliche e private, e per circa duecento anni nessun cattolico tradusse una Bibbia in italiano. Le uniche Bibbie che circolavano nella penisola, di nascosto per evitarne il sequestro, erano quelle tradotte da studiosi protestanti. Fu così che, come afferma lo storico Mario Cignoni, “di fatto la lettura della Bibbia da parte dei laici cessò del tutto per secoli. La Bibbia divenne un libro quasi sconosciuto e milioni di italiani passarono la loro vita senza averne letta personalmente neanche una pagina”.

Si attenua la proibizione

In seguito papa Benedetto*XIV, con decreto dell’Indice del 13*giugno 1757, modificò la regola precedente, “permettendo la lettura delle versioni in volgare approvate dalla Santa Sede o pubblicate sotto la sorveglianza dei vescovi”. Perciò Antonio Martini, divenuto in seguito arcivescovo di Firenze, si accinse a tradurre la Vulgata. Nel 1769 fu pubblicato il primo volume della sua versione, che venne completata nel 1781. La traduzione del Martini fu, secondo un’enciclopedia biblica, “la prima veramente degna di particolare menzione”. Fino a tale data i cattolici che non capivano il latino non avevano potuto leggere una Bibbia autorizzata dalla Chiesa. Poi, per circa 150 anni la Martini doveva rimanere l’unica versione per i cattolici italiani.

Una svolta ci fu infine col Concilio Vaticano*II che, con la costituzione Dei Verbum del 1965, incoraggiò per la prima volta a fare “traduzioni appropriate e corrette nelle varie lingue, di preferenza a partire dai testi originali dei sacri libri”. Poco tempo prima, nel 1958, era stata pubblicata a cura del Pontificio Istituto Biblico “la prima traduzione completa cattolica dai testi originali”. Questa versione ripristinò in qualche ricorrenza il nome di Dio nella forma “Jahve”.

Come ha scritto la storica Gigliola Fragnito, l’opposizione alle Bibbie in volgare è stata un ‘intervento devastante’, le cui conseguenze si sentono tuttora. Ha inculcato “nei credenti sfiducia nella propria autonomia intellettuale e coscienziale”. Oltretutto, nella prassi molti cattolici sono stati abituati a considerare la tradizione religiosa più importante della Bibbia. Tutto ciò ha allontanato la gente dalle Scritture, anche se oggi l’analfabetismo è quasi scomparso.

Grazie anche all’opera di evangelizzazione dei testimoni di Geova, in Italia c’è stato comunque un risveglio in questo campo. Nel 1963 i Testimoni pubblicarono in italiano la Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane, e nel 1967 l’intera Bibbia. Fino ad oggi, soltanto in Italia, sono state distribuite oltre 4*milioni di copie di questa versione. La Traduzione del Nuovo Mondo, che ripristina nel testo il nome di Dio, Geova, si distingue per la scrupolosità con cui si attiene ai testi originali.

I testimoni di Geova vanno di casa in casa per leggere e spiegare a chiunque è disposto ad ascoltare il messaggio di speranza delle Scritture. (Atti 20:20) La prossima volta che incontrate un testimone di Geova perché non lo invitate a leggere dalla vostra Bibbia ciò che essa dice sulla meravigliosa promessa secondo cui Dio stabilirà presto una “nuova terra” dove “dimorerà la giustizia”? —*2*Pietro 3:13.

[Note in calce]

Riforma protestante ed eresie nell’Italia del Cinquecento, Laterza, Roma-Bari, 1993, p.*9.

A. Galante Garrone, Un affare di coscienza, Baldini & Castoldi, Milano, 1995, pp.*130-1.

La Bibbia e le sue trasformazioni, Queriniana, Brescia, 1984, pp.*78-80.

“La Diodati: piccola storia di una grande Bibbia”, in La parola, IX, maggio-agosto 1994, p.*2.

Enciclopedia Biblica Illustrata, Marietti, Casale Monferrato, 1981, vol.*I, p.*190.

Messaggero di S.*Antonio, novembre 1984, p.*57.

La Bibbia al rogo, Il Mulino, Bologna, 1997, pp.*17,*20.

[Cartina a pagina*13]

(Per la corretta impaginazione, vedi l’edizione stampata)

Venezia

ROMA

[Foto a pagina*15]

La traduzione del Brucioli usa il nome divino nella forma “Ieova”

L’“Indice dei libri proibiti” vietava le traduzioni della Bibbia in lingua volgare

[Referenze fotografiche]

Bibbia del Brucioli: Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; Indice: Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali

[Referenza fotografica a pagina*13]

Frontespizio della Bibbia: Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
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Vecchio 02-09-07, 13:15   #5 (permalink)
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Il Turkmenistan imprigiona un altro obiettore di coscienza






© Traduzione e rielaborazione grafica a cura
della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net



MARY, Turkmenistan - Suleyman Udayev ha 24 anni ed è uno dei Testimoni di Geova la cui coscienza non gli permette di compiere il servizio militare. Il Turkmenistan non ha proprio alcun provvedimento per il servizio civile alternativo. Il 7 agosto 2007, Udayev è stato condannato a 18 mesi di prigione. La Corte Distrettuale di Mary lo ha accusato di diserzione del servizio militare in violazione dell'articolo 219 (parte 1) del Codice Penale del Turkmenistan.

Udayev, unitamente ai suoi familiari anch’essi Testimoni di Geova, viveva ad Ashgabat, la capitale del Turkmenistan. Tuttavia, è stato convocato al tribunale di Mary, luogo di residenza permanente della famiglia, circa 365 chilometri a sud-est di Ashgabat. Udayev è stato preso in custodia dalla corte ed è al momento trattenuto in una cella di detenzione provvisoria. I membri della sua famiglia stanno ora tentando di visitarlo.

Il mese scorso le autorità del Turkmenistan hanno rilasciato dalla prigione due obiettori di coscienza, Nuryagdy Gayyrov e Bayram Ashirgeldyyev, e hanno inflitto loro una condanna differita rispettivamente di uno e due anni. Un altro obiettore di coscienza, Aleksandr Zuyev, non è stato ancora arrestato, ma è stato punito a due anni di una condanna differita. Questo approccio è stato apprezzato dai giovani la cui coscienza non permette loro di compiere il servizio militare.

La condanna di reclusione a Udayev aumenta le preoccupazioni verso altri giovani Testimoni di Geova del Turkmenistan che potrebbero anche loro affrontare un procedimento legale come obiettori di coscienza.




Contatto per i media: Ville Pirttikoski +7 812 432 9550

o il Centro Amministrativo dei Testimoni di Geova in Russia

ul. Srednyaya, 6, pos. Solnechnoye, St. Petersburg 197739

fax: +7 812 432-9470




fonte



Questo articolo è stato pubblicato sul sito ufficiale delle Pubbliche Relazioni dei Testimoni di Geova, JW-Media.org, in data 30 Agosto 2007 (http://www.jw-media.org)


© Traduzione e rielaborazione grafica a cura della Redazione Cristiani Testimoni di Geova .net
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Vecchio 03-09-07, 16:19   #6 (permalink)
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Ahoooooooooooo
La VOSTRA traduzione da quali testi è stata fatta?
E' difficile rispondere a questa domanda eh?
Devo rispondere io e dimostrarti che la VOSTRA Bibbia è tradotta volontariamente errata?
Su rispondi...da quali testi è stata tradotta la traduzione del nuovo mondo?
Mica avrai paura di dire come stanno le cose, d'altronde se sei sicuro di quello in cui credi non dovresti aver paura di vedere le tue convinzioni confrontate con altre.
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Vecchio 03-09-07, 21:44   #7 (permalink)
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greche cristiane traduzioni


La VOSTRA traduzione da quali testi è stata fatta?
E' difficile rispondere a questa domanda eh?
Devo rispondere io e dimostrarti che la VOSTRA Bibbia è tradotta volontariamente errata?
Su rispondi...da quali testi è stata tradotta la traduzione del nuovo mondo?
Mica avrai paura di dire come stanno le cose, d'altronde se sei sicuro di quello in cui credi non dovresti aver paura di vedere le tue convinzioni confrontate con altre.



HAKUNAAAAAA spero che ci dormi la notte eee

Copisti attenti

I versetti che compongono le Scritture Greche della Bibbia sono stati meticolosamente copiati e tramandati con grande cura, dice Barbara Aland, direttore dell’Istituto per la ricerca testuale sul Nuovo Testamento di Münster, in Germania. “Gli errori o anche i cambiamenti fatti per ragioni teologiche sono rari”, scrive il giornale Westfälische Nachrichten. Dal 1959 l’Istituto ha esaminato oltre 5.000 manoscritti, che risalgono al Medioevo e all’antichità classica. Circa il 90*per cento dei manoscritti è stato copiato su microfilm. Perché i copisti della Bibbia stettero così attenti a non fare errori? Perché “si consideravano ‘copisti’ e non autori”, dice il giornale.
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Vecchio 03-09-07, 21:48   #8 (permalink)
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L’ERA DELLA CRITICA TESTUALE

17 Il testo di Erasmo. Nei secoli bui dell’Alto Medioevo, quando il latino era la lingua prevalente e l’Europa occidentale era sotto il ferreo dominio della Chiesa Cattolica, l’istruzione e la cultura erano in notevole declino. Comunque, con l’invenzione della stampa a caratteri mobili avvenuta in Europa nel XV*secolo e la Riforma agli inizi del XVI*secolo, ci fu più libertà e si ravvivò l’interesse per lo studio del greco. Durante questo primo risveglio culturale, il famoso umanista olandese Erasmo da Rotterdam (Desiderius Erasmus) produsse la sua prima edizione di un testo greco standard del “Nuovo Testamento”. (Un’edizione a stampa di questo tipo si ottiene confrontando attentamente vari manoscritti e scegliendo in genere come lezione originale quella che ricorre nel maggior numero di manoscritti; spesso l’edizione è corredata di note critiche che segnalano le varianti riscontrate in certi manoscritti). Questa prima edizione fu stampata a Basilea, in Svizzera, nel 1516, un anno prima che in Germania iniziasse la Riforma. La prima edizione conteneva molti errori, ma nelle successive edizioni del 1519, 1522, 1527 e 1535 il testo venne migliorato. Erasmo aveva a disposizione solo pochi manoscritti corsivi d’epoca tarda da collazionare per preparare il suo testo.

18 Sul testo greco di Erasmo vennero eseguite traduzioni migliori in diverse lingue dell’Europa occidentale. Fu possibile produrre versioni di qualità superiore rispetto a quelle eseguite in precedenza sulla Vulgata latina. Il primo a usare il testo di Erasmo fu Martin Lutero, che nel 1522 completò la sua traduzione delle Scritture Greche Cristiane in tedesco. Nonostante un’accanita persecuzione, l’inglese William Tyndale riuscì a portare a termine la sua traduzione inglese del testo di Erasmo, completata nel 1525 mentre era in esilio nell’Europa continentale. Nel 1530 l’italiano Antonio Brucioli tradusse il testo di Erasmo in italiano. Con l’avvento del testo greco di Erasmo si apriva l’era della critica testuale. La critica testuale è il metodo usato per ricostruire e ripristinare il testo biblico originale.

19 Divisione in capitoli e versetti. Robert Estienne (Stephanus) era un noto stampatore ed editore parigino del XVI*secolo. Essendo un editore, capì la praticità di un sistema di capitoli e versetti ai fini dell’immediata consultazione, e quindi nel 1551 introdusse questo sistema nel suo Nuovo Testamento greco-latino. La divisione in versetti era già stata adottata per le Scritture Ebraiche dai masoreti, ma la Bibbia francese di Estienne del 1553 fu la prima a presentare tutte le Scritture con l’attuale divisione. Il sistema fu poi adottato in successive edizioni della Bibbia e rese possibile realizzare concordanze bibliche come quella di Alexander Cruden nel 1737 e le due concordanze complete della Bibbia inglese cosiddetta “del re Giacomo”: quella di Robert Young, pubblicata inizialmente a Edinburgo nel 1873, e quella di James Strong, pubblicata a New York nel 1894.

20 Il textus receptus. Estienne pubblicò pure parecchie edizioni del “Nuovo Testamento” in greco. Queste ricalcavano in gran parte il testo di Erasmo, con correzioni basate sulla Poliglotta Complutense del 1522 e su 15*manoscritti corsivi tardi, dei secoli immediatamente precedenti. La terza edizione del testo greco di Estienne del 1550 divenne in effetti il textus receptus (in latino, “testo comunemente accettato”) su cui si basarono molte traduzioni, fra cui varie versioni inglesi del XVI*secolo e la “Bibbia del re Giacomo” del 1611.

21 Testi greci perfezionati. In seguito alcuni grecisti produssero testi sempre più perfezionati. Notevole fu quello prodotto da J.*J. Griesbach, che poté consultare centinaia di manoscritti greci divenuti disponibili verso la fine del XVIII*secolo. La migliore edizione dell’intero testo greco di Griesbach fu pubblicata nel 1796-1806. Il suo testo fu la base della traduzione inglese di Sharpe del 1840, ed è il testo greco che compare nell’Emphatic Diaglott, pubblicata in forma completa per la prima volta nel 1864. Altri testi eccellenti furono prodotti da Konstantin von Tischendorf (1872) e da Hermann von Soden (1910); su quest’ultimo testo fu eseguita la traduzione inglese di Moffatt del 1913.

22 Il testo di Westcott e Hort. Un testo critico greco che ottenne vasti consensi fu quello prodotto nel 1881 da due studiosi dell’Università di Cambridge, Brooke Foss Westcott e Fenton John Anthony Hort. Le bozze del testo greco di Westcott e Hort furono consultate dal Comitato di Revisione Britannico, di cui Westcott e Hort erano membri, per la loro revisione del “Nuovo Testamento” del 1881. Questo è il testo critico che fu prevalentemente usato per tradurre in inglese le Scritture Greche Cristiane nella Traduzione del Nuovo Mondo. Su questo stesso testo si basano anche le seguenti traduzioni in inglese: The Emphasised Bible, American Standard Version, An American Translation (Smith-Goodspeed) e Revised Standard Version. Per quest’ultima traduzione fu usato anche il testo di Nestle.

23 Il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo utilizzò a scopo comparativo anche il testo greco di Nestle (18a edizione, 1948). Consultò pure i testi di studiosi cattolici quali i gesuiti José M.*Bover (1943) e Augustin Merk (1948). Il testo pubblicato nel 1975 dalle United Bible Societies e il Nestle-Aland del 1979 sono stati consultati nel lavoro di aggiornamento delle note dell’edizione con riferimenti pubblicata in inglese nel 1984 (in italiano nel 1987).

24 Antiche versioni dal greco. Oltre ai manoscritti greci, sono oggi disponibili per lo studio anche molti manoscritti di traduzioni delle Scritture Greche Cristiane in altre lingue. Esistono più di 50*manoscritti (o frammenti) della Vetus Latina (antica versione latina) e migliaia di manoscritti della Vulgata latina di Girolamo. Il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo ha tenuto conto anche di questi, come pure della versione armena e di quelle copte e siriache.

25 Almeno dal XIV*secolo in poi sono state eseguite traduzioni delle Scritture Greche in lingua ebraica. Queste sono interessanti in quanto parecchie hanno ripristinato il nome divino nelle Scritture Cristiane. La Traduzione del Nuovo Mondo contiene numerosi riferimenti a queste versioni ebraiche indicate con il simbolo “J” e un numero in esponente. Per i particolari, vedi la prefazione della Traduzione del Nuovo Mondo con riferimenti, pagine 9-10, e l’appendice 1D, “Il nome divino nelle Scritture Greche Cristiane”.
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Vecchio 03-09-07, 21:48   #9 (permalink)
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VARIANTI TESTUALI E LORO SIGNIFICATO

26 Fra gli oltre 13.000 manoscritti delle Scritture Greche Cristiane ci sono molte varianti testuali. Gli stessi 5.000 manoscritti greci rivelano molte differenze del genere. È facile comprendere che ogni copia dei manoscritti primitivi conteneva particolari errori di copiatura. Quando uno di questi manoscritti veniva mandato in una determinata zona, i medesimi errori si ripetevano nella copiatura e diventavano così tipici dei manoscritti prodotti in quella zona. Fu così che nacquero le famiglie di manoscritti, che presentano caratteristiche simili. Le migliaia di errori di trascrizione non dovrebbero dunque costituire motivo di preoccupazione? Non indicano mancanza di fedeltà nella trasmissione del testo? Niente affatto!

27 F.*J. A.*Hort, coproduttore del testo di Westcott e Hort, scrive: “La grande massa dei vocaboli del Nuovo Testamento spicca al di sopra di tutti i processi discriminatori della critica, perché rimangono invariati, e si devono solo trascrivere. .*.*. A parte relative banalità, .*.*. i vocaboli a nostro avviso ancora dubbi non ammontano a più di una millesima parte dell’intero Nuovo Testamento”.

28 Valutazione del testo tramandato. Qual è, dunque, un’onesta valutazione dell’integrità e dell’autenticità del testo, dopo tutti questi secoli nei quali è stato tramandato? Non solo ci sono migliaia di manoscritti che si possono confrontare, ma le scoperte di manoscritti biblici ancora più antichi fatte negli scorsi decenni riportano il testo greco indietro nel tempo fino al 125*E.V. circa, solo un paio di decenni dopo la morte dell’apostolo Giovanni, avvenuta verso il 100*E.V. La testimonianza di questi manoscritti costituisce una solida garanzia che ora abbiamo un testo greco attendibile e raffinato. Notate l’opinione che Frederic Kenyon, già direttore e bibliotecario del British Museum, espresse al riguardo:

29 “L’intervallo fra la data della stesura originale e quella dei reperti più antichi è talmente piccolo da essere del tutto trascurabile, e l’ultimo fondamento per qualsiasi dubbio che le Scritture ci siano pervenute sostanzialmente come furono scritte è stato ora eliminato. Sia l’autenticità che l’integrità generale dei libri del Nuovo Testamento si possono considerare definitive. Una cosa, comunque, è l’integrità generale, e un’altra è la certezza in quanto ai particolari”.

30 Circa l’ultima osservazione sulla “certezza in quanto ai particolari”, la citazione di Hort riportata nel paragrafo*27 è abbastanza illuminante. È compito dei critici testuali correggere eventualmente i particolari, cosa che in notevole misura hanno fatto. Per questa ragione, l’accurato testo greco di Westcott e Hort è generalmente apprezzato per l’ottima qualità. Per quanto riguarda le Scritture Greche Cristiane, basate su questo eccellente testo greco, la Traduzione del Nuovo Mondo può quindi offrire ai lettori la fedele “parola di Geova”, come è stata meravigliosamente preservata nei manoscritti greci. —*1*Piet. 1:24,*25.

31 Pure interessanti sono i commenti che Frederic Kenyon fa in un altro suo libro: “Dobbiamo essere contenti di sapere che la generale autenticità del testo del Nuovo Testamento è stata rimarchevolmente confermata dalle scoperte moderne che hanno ridotto così tanto l’intervallo fra gli originali autografi e i più antichi manoscritti esistenti, e che le differenze tra le varie lezioni, per quanto interessanti, non influiscono sulle dottrine fondamentali della fede cristiana”. (Our Bible and the Ancient Manuscripts, 1962, p.*249) Come mostra il prospetto “Fonti del testo della Traduzione del Nuovo Mondo —*Scritture Greche Cristiane” a pagina 309, per poter produrre una traduzione accurata sono stati consultati tutti i documenti attinenti disponibili. Preziose note in calce sostengono tutte queste fedeli versioni. Il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo ha usato il meglio dell’erudizione biblica elaborata nel corso dei secoli per produrre la sua eccellente traduzione. Possiamo nutrire la massima fiducia che le Scritture Greche Cristiane, nella forma in cui sono oggi disponibili, contengono veramente il ‘modello delle sane parole’ scritte dagli ispirati discepoli di Gesù Cristo. Ci sia consentito di attenerci a queste preziose parole con fede e amore! —*2*Tim. 1:13.

32 Sia questo studio che quello precedente sono stati dedicati a una disamina dei manoscritti e del testo delle Sacre Scritture. Perché questo argomento è stato trattato così ampiamente? Per dimostrare in maniera inequivocabile che i testi, tanto delle Scritture Ebraiche quanto di quelle Greche, sono essenzialmente uguali all’autentico testo originale che Geova ispirò fedeli uomini dell’antichità a scrivere. Quegli scritti originali erano ispirati. I copisti, benché esperti, non erano ispirati. (Sal. 45:1; 2*Piet. 1:20,*21; 3:16) È stato dunque necessario vagliare la vasta riserva di copie manoscritte per identificare chiaramente e con certezza le pure acque di verità provenienti dalla grande Fonte, Geova. A Geova vada la nostra gratitudine per il meraviglioso dono della sua Parola ispirata, la Bibbia, e del ristoratore messaggio del Regno che scaturisce dalle sue pagine!

[Note in calce]

Perspicacia nello studio delle Scritture, vol.*2, p.*138.

Vedi pagina 176, paragrafo*6.

Perspicacia nello studio delle Scritture, vol.*1, p.*323; J.*D. Douglas, New Bible Dictionary, 2a ed., 1986, p.*1187.

New Bible Dictionary, cit., p.*1187.

Vedi il prospetto “Alcune importanti traduzioni della Bibbia in sette lingue principali”, a pagina 322.

The Kingdom Interlinear Translation of the Greek Scriptures, 1985, pp.*8-9.

Vedi le note a Luca 24:40; Giovanni 5:4; Atti 19:23; 27:37; Rivelazione 3:16.

The New Testament in the Original Greek, Graz, 1974, vol.*I, p.*561.

The Bible and Archaeology, 1940, pp.*288-9.
joakin non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 03-09-07, 21:50   #10 (permalink)
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Copisti attenti

I versetti che compongono le Scritture Greche della Bibbia sono stati meticolosamente copiati e tramandati con grande cura, dice Barbara Aland, direttore dell’Istituto per la ricerca testuale sul Nuovo Testamento di Münster, in Germania. “Gli errori o anche i cambiamenti fatti per ragioni teologiche sono rari”, scrive il giornale Westfälische Nachrichten. Dal 1959 l’Istituto ha esaminato oltre 5.000 manoscritti, che risalgono al Medioevo e all’antichità classica. Circa il 90*per cento dei manoscritti è stato copiato su microfilm. Perché i copisti della Bibbia stettero così attenti a non fare errori? Perché “si consideravano ‘copisti’ e non autori”, dice il giornale.
Joakin, non ci provare con me.
Ti ho fatto una domanda precisa alla quale non rispondi perché sai che la tua risposta dimostra come di Bibbia voi non potete parlarne visto che è stata tradotta da testi in INGLESE e le parti in greco sono state tradotte da persone che di greco ne sapevano poco...o addirittura NIENTE come Russell.
Smentisci?
Ovvio che non puoi..adesso mi devi spiegare come puoi dirmi te , che la tua traduzione è quella giusta quando hai usato testi che dicono cose differenti e quando traducevate dal greco avete usato persone che di greco ne sanno niente.
E su queste basi io dovrei credere che voi siete i detentori della verità usando una Bibbia dove avete tradotto VOLONTARIAMENTE in modo ERRATO vari passaggi, soprattutto quelli dove dimostra CHIARAMENTE la dinività di Gesù secondo le Scritture.
Certo che vi fanno veramente il lavaggio del cervello per non ammettere certe cose.
Hakuna Matata non  è collegato   Rispondi citando
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