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Vecchio 21-04-07, 22:38   #1 (permalink)
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L'avatar di sapido
 
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La crisi della donna.

Disancorata dal millenario ruolo di madre, essa è costretta a lasciare la casa. Anzi , abbagliata dalle tentazioni e dalle promesse dell'indipendenza, è lei stessa a rifiutare ogni protezione ed ogni tutela, convinta dalla nuova educazione di poter affrontare da sola tutte le strade del mondo: quindi si avventura nella società, scala carriere e successi, moltiplicà le esperienze sessuali, non conosce più freni nei comportamenti e nel linguaggio, in una forsennata imitazione dell'uomo che annulla in lei ogni femminilità. Poiché questa è la dura condanna che pesa oggi su ogni donna che abbia natura di vera donna: nel seguire il flusso dei mutamenti del costume, essa deve andare a rimorchio di quei movimenti che van sotto il nome di femminismo, e che sono invece fondati su valori che di femminile hanno ben poco.

Presa dal vortice di così grande fenomeno sociale, culturale e consumistico qual'è quello del nuovo costume, irretita dalla possibilità di alti guadagni e di indipendente disponibilità economica, condizionata dai crescenti bisogni creati da incalzanti e ossessive campagne pubblicitarie, la donna dì oggi non puo, né potrà in futuro, tornare indietro da sola.

Né può aiutarla l'uomo, poiché oggi di uomini ce ne son sempre meno: la mascolinizzazione della donna porta con sé la femminilizzazione dell'uomo.
È questa la tragedia più vera della donna di oggi, la fonte ormai di gran lunga più rilevante di nevrosi e di frustrazioni femminili, che fan da contrappeso a quelle del maschio: poiché, se l'uomo non trova pìu una donna da possedere, la donna non trova più un uomo cui appartenere; mentre tutte le forze più vere della sua natura la fanno tendere — prima che essa sia madre, ma spesso anche dopo — verso questo obiettivo.

Nata per sedurre fingendo di venir sedotta, è oggi spinta dal nuovo costume a farsi avanti sfrontatamente, a rinunciare ad ogni schermaglia d'amore nella quale, soprattutto, sta la sua vera superiorità sul maschio. La sua forza, che poggiava tutta sull'apparente fragilità, viene ora bruciata in un rapporto alla pari che non le consente più di intenerire, di affascinare, di soggiogare se non il debole: ma l'amore di un uomo debole non è mai appagante per una donna, ed una donna inappagata è quasi sempre una donna nevrotica.
Si tratta, è vero, di problemi certamente non nuovi: vi sono sempre state donne inappagate perché condizionate da un fisico ingrato, o da un ambiente sociale oppressivo, o dalla negativa personalità di un uomo. Ma oggi il fenomeno è di massa, ed il processo di alienazione della donna comincia già nella fanciulla. Gettata nel mondo troppo presto, non ha il tempo di maturare appieno né come futura madre né come amante: traguardi, questi, che richiedono tempi naturali assai lunghi, anni di attesa e di sogno, stagioni di coltivazione a preparare quella del raccolto.
Indotta a farsi femmina ancora adolescente, deve mascherare le immaturità della sua seduzione con la sgraziata imitazione dell'adulta, o compensarle con una più impudica disponibilità. Smaliziata dalla « educazione sessuale » — questa invenzione del nuovo costume che è una vera e propria istigazione a delinquere — scatenata dalla carenza d'autorità paterna, protetta dagli anticoncezionali, garantita dalla legalizzazione dell'aborto, essa ignora ogni limite: invano cercheresti traccia di pudore in quegli occhi ancora infantili, o dolcezza nel gesto, o grazia nel linguaggio.

Ma senza grazia, senza dolcezza e pudore, può davvero sopravvivere quella divina cosa che si chiama femminilità?

S.
sapido non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22-04-07, 18:50   #2 (permalink)
Che potenza!
 
L'avatar di Zedemel
 
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cose giuste e cose sbagliate.
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Vecchio 22-04-07, 19:39   #3 (permalink)
LA CREAZIONE
 
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Un altro esempio è il movimento femminista, che ha cambiato la vita delle donne occidentali facendo loro ottenere, tra le altre cose, il diritto di voto e maggiori opportunità di conseguire un’istruzione superiore e fare carriera. Perfino alcuni sostenitori della liberazione della donna, però, ammettono che il femminismo ha risolto certi problemi ma ne ha aggravati altri. La scrittrice Susan van Scoyoc ha chiesto: “Esigendo la parità sul posto di lavoro senza operare nessuna equa ridistribuzione del lavoro a casa, abbiamo effettivamente migliorato la condizione della donna o l’abbiamo condannata a una vita d’inferno?”
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Vecchio 22-04-07, 20:47   #4 (permalink)
artista della vita
 
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Originalmente inviato da sapido
Disancorata dal millenario ruolo di madre, essa è costretta a lasciare la casa. Anzi , abbagliata dalle tentazioni e dalle promesse dell'indipendenza, è lei stessa a rifiutare ogni protezione ed ogni tutela, convinta dalla nuova educazione di poter affrontare da sola tutte le strade del mondo: quindi si avventura nella società, scala carriere e successi, moltiplicà le esperienze sessuali, non conosce più freni nei comportamenti e nel linguaggio, in una forsennata imitazione dell'uomo che annulla in lei ogni femminilità. Poiché questa è la dura condanna che pesa oggi su ogni donna che abbia natura di vera donna: nel seguire il flusso dei mutamenti del costume, essa deve andare a rimorchio di quei movimenti che van sotto il nome di femminismo, e che sono invece fondati su valori che di femminile hanno ben poco.

Presa dal vortice di così grande fenomeno sociale, culturale e consumistico qual'è quello del nuovo costume, irretita dalla possibilità di alti guadagni e di indipendente disponibilità economica, condizionata dai crescenti bisogni creati da incalzanti e ossessive campagne pubblicitarie, la donna dì oggi non puo, né potrà in futuro, tornare indietro da sola.

Né può aiutarla l'uomo, poiché oggi di uomini ce ne son sempre meno: la mascolinizzazione della donna porta con sé la femminilizzazione dell'uomo.
È questa la tragedia più vera della donna di oggi, la fonte ormai di gran lunga più rilevante di nevrosi e di frustrazioni femminili, che fan da contrappeso a quelle del maschio: poiché, se l'uomo non trova pìu una donna da possedere, la donna non trova più un uomo cui appartenere; mentre tutte le forze più vere della sua natura la fanno tendere — prima che essa sia madre, ma spesso anche dopo — verso questo obiettivo.

Nata per sedurre fingendo di venir sedotta, è oggi spinta dal nuovo costume a farsi avanti sfrontatamente, a rinunciare ad ogni schermaglia d'amore nella quale, soprattutto, sta la sua vera superiorità sul maschio. La sua forza, che poggiava tutta sull'apparente fragilità, viene ora bruciata in un rapporto alla pari che non le consente più di intenerire, di affascinare, di soggiogare se non il debole: ma l'amore di un uomo debole non è mai appagante per una donna, ed una donna inappagata è quasi sempre una donna nevrotica.
Si tratta, è vero, di problemi certamente non nuovi: vi sono sempre state donne inappagate perché condizionate da un fisico ingrato, o da un ambiente sociale oppressivo, o dalla negativa personalità di un uomo. Ma oggi il fenomeno è di massa, ed il processo di alienazione della donna comincia già nella fanciulla. Gettata nel mondo troppo presto, non ha il tempo di maturare appieno né come futura madre né come amante: traguardi, questi, che richiedono tempi naturali assai lunghi, anni di attesa e di sogno, stagioni di coltivazione a preparare quella del raccolto.
Indotta a farsi femmina ancora adolescente, deve mascherare le immaturità della sua seduzione con la sgraziata imitazione dell'adulta, o compensarle con una più impudica disponibilità. Smaliziata dalla « educazione sessuale » — questa invenzione del nuovo costume che è una vera e propria istigazione a delinquere — scatenata dalla carenza d'autorità paterna, protetta dagli anticoncezionali, garantita dalla legalizzazione dell'aborto, essa ignora ogni limite: invano cercheresti traccia di pudore in quegli occhi ancora infantili, o dolcezza nel gesto, o grazia nel linguaggio.

Ma senza grazia, senza dolcezza e pudore, può davvero sopravvivere quella divina cosa che si chiama femminilità?

S.

ma dove la vedi 'sta crisi al femminile?
A me sembra che le donne, la maggior parte delle donne, abbiano raggiunto gli obiettivi desiderati.
Il problema semmai è l'uomo, che non capisce bene ciò che avviene nel genere femminile, e con nostalgia ricorda i bei tempi quando le decisioni, le soddisfazioni, le esperienze erano solo sue. silvana
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Vecchio 22-04-07, 21:01   #5 (permalink)
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Originalmente inviato da silvanaF
A me sembra che le donne, la maggior parte delle donne, abbiano raggiunto gli obiettivi desiderati.
In quale angolo del mondo?
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Vecchio 22-04-07, 21:12   #6 (permalink)
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hai ragione tu, non dappertutto, ma poco per volta.....
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Vecchio 22-04-07, 23:28   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da silvanaF
: le soddisfazioni, le esperienze erano solo sue. silvana

beh il trombaggio c'è forse più di prima... diciamo che ora trombano più certe categorie di uomini piuttosto che altre.
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