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Vecchio 08-04-07, 11:33   #1 (permalink)
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La Pasqua : ci ricordiamo tutti il suo significato?

tratto da Wikipedia per motivi di.....praticità!

"La festa della Pasqua cristiana è mobile, viene fissata di anno in anno nella domenica successiva al primo plenilunio successivo all'Equinozio di Primavera (il 21 marzo). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo. Nei secoli precedenti potevano esistere diversi usi locali sulla data da seguire, tutti comunque legati al calcolo della Pasqua ebraica. In particolare alcune chiese dell'Asia seguivano la tradizione di celebrare la pasqua nello stesso giorno degli ebrei, senza tenere conto della domenica, e furono pertanto detti quartodecimani. Ciò diede luogo ad una disputa, detta controversia quartodecimana, fra la chiesa di Roma e le chiese asiatiche.

Dunque, nella chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile. Infatti, se proprio il 21 marzo è di luna piena, e questo giorno è sabato, sarà Pasqua il giorno dopo (22 marzo); se invece è domenica, il giorno di Pasqua sarà la domenica successiva (28 marzo). D'altro canto, se il plenilunio succede il 20 marzo, quello successivo si verificherà il 18 aprile, e se questo giorno fosse per caso una domenica occorrerebbe aspettare la domenica successiva, cioè il 25 aprile.

La chiesa ortodossa segue il calendario giuliano e quindi la data della pasqua può variare dal 4 aprile all'8 maggio.

[modifica] La liturgia
Icona della Risurrezione di Gesù
Icona della Risurrezione di Gesù

La Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno, della durata di quaranta giorni, chiamato Quaresima che inizia il Mercoledì delle Ceneri; l'ultima settimana del tempo di quaresima é detto Settimana Santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio ed alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù in Gerusalemme; qui fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palme. Per questo motivo nelle chiese cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rametti di olivo benedetto (segno della passione di Cristo).

Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine del tempo di Quaresima e l'inizio del Triduo Pasquale. Durante il Giovedì Santo, di mattina si svolge la Messa del Crisma, in cui il Vescovo consacra gli Olii Santi (Crisma, Olio dei Catecumeni ed Olio degli Infermi), i quali serviranno durante tutto il corso dell'anno rispettivamente per celebrare le cresime e i battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il sacramento dell'Unzione degli Infermi; l'Ora Nona del Giovedì Santo conclude il tempo di Quaresima, ed il Triduo Pasquale inizia la sera del giovedì, con la Messa in Coena Domini; questa fa memoriale dell'Ultima Cena consumata da Gesù nella sua vita terrena, nella quale furono istituiti l'Eucarestia e il ministero sacerdotale, e fu consegnato ai discepoli il Comandamento dell'Amore (Gv 13,34). Durante questa Santa Messa si svolge la tradizionale lavanda dei piedi e vengono 'legate' le campane (le campane non possono suonare dal Gloria della messa del giovedì sera al Gloria della Veglia di Pasqua). In questo giorno è inoltre tradizione, non certificata dalla dottrina, compiere il suggestivo giro "delle sette chiese", andando ad adorare i sepolcri allestiti in sette chiese vicine.

Il Venerdì Santo non si celebra l'Eucarestia: la liturgia è incentrata sull'adorazione della Croce e la Via Crucis.

Il Sabato Santo, unico giorno dell'anno in cui non si amministra la Comunione salvo come viatico, è incentrato sull'attesa della solenne Veglia di Pasqua che si celebra fra il tramonto del sabato e l'alba del Nuovo Giorno. Inoltre il Sabato Santo è l'unico giorno dell'anno senza alcuna liturgia, ed è perciò detto "aliturgico". Non soltanto non può essere somministrata la Comunione, ma non si celebra nemmeno la Messa, e, di solito, nelle chiese i tabernacoli sono spalancati, e privi del Santissimo. Che viene conservato in sacrestia. Gli altari sono spogli, senza fiori e paramenti, e un senso di lutto pervade tutta l'area del tempio."
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Vecchio 08-04-07, 11:38   #2 (permalink)
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Come considera Dio la Pasqua?

LA PASQUA — la “regina delle feste”, il festum festorum — teoricamente dovrebbe celebrare la risurrezione di Cristo. Ma cosa disse Gesù in quanto al commemorare la sua risurrezione? Gli apostoli ci hanno forse comandato di celebrarla? Celebrare la Pasqua è un comando di Dio o una tradizione umana? È facile trovare le risposte a queste domande esaminando due fonti di informazioni: la storia e la Bibbia.

La parola alla storia

In primo luogo, cosa impariamo dalla storia? Nel V secolo lo storico Socrate lo Scolastico affermò nella sua Storia Ecclesiastica: “Mi sembra che la festa della Pasqua sia stata introdotta nella Chiesa rifacendosi a qualche vecchia usanza, così com’è accaduto per molti altri costumi che si sono affermati”.

Il libro Curiosities of Popular Customs (Aspetti curiosi delle usanze popolari) spiega che “la tattica della Chiesa primitiva era invariabilmente quella di dare un significato cristiano alle cerimonie pagane ancora esistenti che non si riusciva a sradicare. Nel caso della Pasqua la trasformazione fu particolarmente facile. La gioia per il sorgere del sole letterale, e per il risveglio della natura dalla morte invernale, divenne la gioia per il sorgere del Sole della giustizia, per la risurrezione di Cristo dalla tomba. Oltre a ciò, alcune ricorrenze pagane che cadevano verso il 1° maggio furono spostate per farle coincidere con la celebrazione della Pasqua. Furono fatte molte innovazioni”.

Nel suo libro Celebrations Robert J. Myers ribadisce questo fatto, affermando che “furono inclusi nella festa molti riti pagani della rinascita, celebrati all’equinozio di primavera”. Queste affermazioni sono sostenute dalla New Encyclopædia Britannica, che spiega: “Come a Natale, anche a Pasqua le usanze popolari riflettono molte antiche usanze pagane, in questo caso legate a riti primaverili della fertilità, come il simbolo dell’uovo pasquale e quello della lepre o del coniglio pasquale”.

Ha un’origine pagana?

È evidente, perciò, che la Pasqua così come la si celebra oggi è zeppa di riti e usanze pagane. Questo, tuttavia, non vuol dire che essa non abbia nessun legame con alcuni avvenimenti descritti nella Bibbia.

Ad esempio, la Pasqua della cristianità è stata definita l’erede della Pasqua ebraica descritta nella Bibbia. Il succitato libro sulle usanze popolari spiega che “nella Chiesa primitiva la Pasqua cadeva lo stesso giorno della Pasqua ebraica, e in effetti le due festività hanno un’origine comune”. Non sorprende quindi che in molte lingue, tra cui francese, greco, italiano e spagnolo, la Pasqua della cristianità e quella ebraica siano chiamate con lo stesso nome o con nomi simili.

Ad ogni modo, i primi cristiani non tenevano una festa annuale per celebrare una versione cristianizzata della Pasqua ebraica. A proposito della Pasqua della cristianità, un’opera di consultazione afferma: “La festa primitiva era in effetti l’anniversario (il 14 nisan, secondo il calendario lunare ebraico) della crocifissione di Gesù”. — Abingdon Dictionary of Living Religions.

La Bibbia ci dice che la sera prima di morire Gesù si radunò con i discepoli in una grande stanza per osservare la Pasqua ebraica. (Marco 14:12-16) Fu dopo aver celebrato la sua ultima Pasqua ebraica che Gesù istituì quello che è noto come Pasto Serale del Signore. In quell’occasione comandò ai discepoli: “Continuate a far questo in ricordo di me”. — Luca 22:19.

Questo Pasto Serale del Signore, che si doveva celebrare una volta l’anno, serviva a commemorare la morte di Gesù. A proposito di questo anniversario, l’apostolo Paolo disse: “Ogni volta che mangiate questo pane e bevete questo calice, continuate a proclamare la morte del Signore”. — 1 Corinti 11:25, 26.

Adulterato l’insegnamento biblico

Ubbidendo a questo comando scritturale, i veri cristiani osservavano questa ricorrenza il 14 nisan di ogni anno. Col tempo, però, si cominciò a celebrare anche la risurrezione di Gesù. La New Encyclopædia Britannica spiega che “i primi cristiani celebravano la Pasqua del Signore contemporaneamente agli ebrei, la notte della prima luna piena (pasquale) del primo mese di primavera (14-15 nisan). Entro la metà del II secolo, la maggioranza delle chiese aveva spostato questa ricorrenza alla domenica successiva alla festa ebraica”.

Il libro Seasonal Feasts and Festivals afferma: “A quanto pare fu solo verso la fine del IV secolo e a Gerusalemme che il Venerdì Santo e la Pasqua furono osservati come commemorazioni separate”.

Alcuni studiosi ritengono che, a causa della crescente ostilità tra quelli che si professavano cristiani e gli ebrei, alcuni capi della cristianità non vollero che la data della loro festa più importante coincidesse con quella della principale festa ebraica. Questo modo di pensare portò a un cambiamento. Col tempo la maggior parte della cristianità cominciò a celebrare la risurrezione di Gesù la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, e ne fece la sua festività religiosa più importante. In effetti questo fece passare in secondo piano la celebrazione della morte di Gesù.

Da queste fonti, dunque, risulta che la Pasqua della cristianità in effetti usurpa il posto che in origine spettava all’anniversario della morte di Gesù.

La parola alla Bibbia

Cosa impariamo dalla Bibbia a proposito della Pasqua della cristianità? Naturalmente le Scritture documentano ampiamente il fatto che Gesù fu risuscitato. La risurrezione di Cristo è una dottrina fondamentale del vero cristianesimo. L’apostolo Paolo ne era fermamente convinto. Egli disse: “Se Cristo non è stato destato, la nostra predicazione è certamente vana, e la nostra fede è vana. Inoltre, se Cristo non è stato destato, la vostra fede è inutile; voi siete ancora nei vostri peccati”. — 1 Corinti 15:14, 17.

Nondimeno, la Bibbia non menziona mai neanche indirettamente una celebrazione annuale della risurrezione di Gesù. Lo storico Socrate lo Scolastico ammise: “Il Salvatore e i suoi apostoli non ci diedero alcuna legge che ci imponga di osservare questa festa: né il Nuovo Testamento ci minaccia con qualche pena, punizione o maledizione se la trascuriamo”. Più di recente, la rivista The Christian Century affermava in un articolo sulla Pasqua: ‘I primi cristiani cominciarono a celebrare la risurrezione nel II secolo’. Pertanto, la Pasqua della cristianità fu introdotta molto tempo dopo la morte di tutti gli apostoli e dopo che la Bibbia era stata completata. Non è un segreto che la Pasqua della cristianità sia una tradizione di origine umana anziché divina.

Qualcuno, però, potrebbe chiedersi cosa c’è di male nel ricordare la risurrezione di Gesù. È vero che la Bibbia non comanda ai cristiani di celebrare la Pasqua, ma c’è qualche passo biblico che lo proibisca?
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