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#1 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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Una vita spesa per un’idea pericolosa.
Quando s’imbarcò, come studioso naturalista, a bordo del Beagle, non avrebbe mai immaginato che dopo il suo ritorno, la concezione del mondo e della vita sulla terra, avrebbe avuto un radicale cambiamento, creando polemiche a non finire, i cui echi, ai giorni nostri, non sono ancora spenti. A soli 22 anni Charles Darwin ( 1809-1882 ) salpava dall’Inghilterra col brigantino che lo avrebbe portato a fare il giro del mondo e toccare posti di interesse naturalistico, come quelli dell’America meridionale, le Galapagos, l’Australia, il Sud Africa, le Azzorre. Dopo ben 5 anni ritornava in Inghilterra con il suo carico enorme di notizie, appunti, scritti con puntigliosa accuratezza e derivanti dalle osservazioni capillari sulla natura geologica, la flora, la fauna che via via passavano al suo vaglio. La mole del lavoro è davvero eccezionale sia per qualità che per quantità.
Ovunque raccoglieva campioni di specie – uccelli, rettili, insetti, pesci, mammiferi, animali selvatici e di allevamento – ne osservava le abitudini, le descriveva, li identificava, li confrontava con specie simili viste in zone vicine, ne studiava la distribuzione geografica… Sono centinaia le specie scrupolosamente citate senza che si appanni il senso di meraviglia e l’incanto di cui Darwin gode e riesce a comunicare a chi legge. Trascorsi 20 anni, passati a visionare, leggere, riflettere sul materiale raccolto, Darwin nel 1859 pubblica lo storico libro On the Origin of Species by Means of Natural Selection ( Sull’origine della specie per selezione naturale ). Ed è un avvenimento di grande risonanza che fa discutere; ma che viene accolto con entusiasmo da una parte considerevole dell’ambiente scientifico di allora, finalmente libero da una visione dominante di stabilità, alla luce della quale la terra aveva solo diecimila anni, l’uomo e qualsiasi altra specie, erano sempre gli stessi sin dall’origine della creazione. Insomma l’orizzonte dello scibile diveniva, finalmente, sconfinato. In quei tempi, a dominare il pensiero biologico, era la dottrina religiosa basata su quello che dicevano i testi sacri. L’estinzione della specie poteva essere dovuta a cause naturali, ma ogni nuova che nasceva, prendeva il proprio posto per un atto divino. Insomma scienza e fede non erano separate e non si distingueva mai dove finisse l’una ed iniziasse l’altra. Nel libro si parla di “variazione” e di “selezione naturale”, insomma è la natura, che seleziona gli individui, intesi come piante ed animali, in modo tale che sopravviveranno e prolificheranno di più quelli che si adatteranno meglio all’ambiente. Ma cosa sono quelle “variazioni” di cui si parla? Darwin non aveva certamente le conoscenze di oggi sulla genetica e biologia molecolare, ma con geniale intuizione, aveva anticipato le mutazioni genetiche, casuali e non direzionali, che la scoperta del DNA negli anni 50 e gli ultimissimi studi, compreso il sequenziamento dei nucleotidi, hanno confermato. Comunque occorre precisare che Darwim non è stato il primo a parlare di evoluzione; ma è quello che attraverso uno studio sistematico ne ha dato una spiegazione in termini di selezione. Ma la cosa più importante, quella che portò alla così detta “rivoluzione darwiniana” era il suo segreto più impenetrabile: l’estensione delle idee evoluzionistiche all’Homo sapiens, e la scimmia, rappresentava una tappa di questa evoluzione: ce n’era abbastanza per una bufera, che ancora si estende ai nostri giorni… ma da allora l’universo non sarà mai più come prima. <<Il mio successo come uomo di scienza, qualunque esso sia stato, è dovuto, mi sembra, a diverse e complesse qualità e condizioni intellettuali. Le più importanti sono state: l’amore per la scienza, un’infinita pazienza nel riflettere lungamente su ogni argomento, gran diligenza nell’osservare e raccogliere dati di fatto, e una certa dote di immaginazione e di buon senso. È davvero sorprendente che con doti così modeste io sia stato capace di influire in modo tanto notevole sulle opinioni degli scienziati circa alcuni importanti problemi>> Da Autobiografia Charles Darwin |
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#2 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2002
Messaggi: 14,306
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Spero di non dire una cosa inesatta, che sarebbe comunque pazialmente giustificata dal mio desiderio di salutarti
ma mi pare di ricordare che, tra l'altro, darwin fù molto combattuto prima di pubblicare i suoi studi proprio perchè proveniva da una famiglia religiosissima e vantava parentele con qualche rappresentante ecclesiastico di rilievo.Ciao, te. |
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#3 (permalink) | |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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Citazione:
![]() Darwin proveniva da una famiglia facoltosa con il padre medico e saldi principi religiosi, accettava, senza discutere, i dogmi della chiesa anglicana. <<…poiché allora non avevo il minimo dubbio sulla verità assoluta e letterale della Bibbia, mi convinsi ben presto che il nostro credo poteva essere accettato senza riserve. Non mi assalì mai il pensiero di quanto fosse illogico affermare di credere in ciò che non potevo capire, anzi, che è per natura sua inintelleggibile. Ero certamente sincero quando dicevo di non volere discutere alcuno dei dogmi... >> Poi il viaggio sul Beagle trasformò completamente le sue iniziali convinzioni. Non so se aveva dei parenti ecclesiastici, ma fu lui stesso, dopo avere interrotto gli studi di medicina a frequentare anche due anni di seminario; ma non era adatto e ben presto se ne venne via. Il padre esasperato sembra che lo avesse apostrofato: “ Non ti preoccupi di nulla se non della caccia, dei cani e di acchiappare topi, e sarai una disgrazia per te e per la tua famiglia" Non immaginava nemmeno lontanamente quello che sarebbe poi diventato. |
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#4 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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Anche la Chiesa cattolica si trova in grande imbarazzo. Nella Genesi è scritto che che Dio ha creato “piante e animali secondo la loro specie”. Una creazione sin dall’inizio mentre, il processo di evoluzione, regolato da eventi naturali, non può essere visto secondo questa ottica. Leone XIII istituisce la commissione Pontificia Biblica che stabilisce che i racconti della Genesi non possono essere interpretati come una vera storia con valenza scientifica; ma nonostante tutto, Pio XII afferma che qualsiasi teoria scientifica che contraddice le verità rivelate è falsa , ipso facto. Con vicende alterne si arriva a Giovanni Paolo II che nomina il gesuita George Coyne a direttore della Specola vaticana, uno dei più antichi osservatori astronomici. Coyne è un valente astronomo, apprezzato da tutta la comunità scientifica; ma soprattutto è un neo-darwiniano convinto ed attento, che riesce a separare scienza e fede.
Ma la vicenda continua fino ai giorni nostri, con l’affermazione del cardinale austriaco Schönborn, discepolo e confidente di Benedetto XVI, secondo il quale la teoria neo-darwiniana non è compatibile con le dottrine della Chiesa. Ad agosto di quest’anno papa Ratzinger rimuove Coyne dall’incarico di direttore della Specola, ufficialmente, per ragioni di salute. Ciao Dart
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#5 (permalink) |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
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Esattamente dieci anni fa, il 24 ottobre 1996, “il Giornale” riferiva del messaggio del Papa alla Pontificia accademia delle scienze, nel quale riconosceva il ruolo dell’evoluzione nelle genesi della razza umana
“Se il corpo umano ha avuto origine dalla materia a esso preesistente, l’anima spirituale è creata immediatamente da Dio.” Insomma, l’essere umano è un essere discontinuo. Aggiunge ancora il Papa: “Mentre le scienze dell’osservazione descrivono e misurano con sempre maggior precisione la manifestazioni molteplici della vita e le iscrivono nella linea del tempo, il momento del passaggio allo spirituale non è oggetto di un’osservazione di questo tipo.” In sintesi, l’evoluzione ha creato il corpo, ma in un momento preciso ma inconoscibile Dio vi avrebbe inserito l’anima. Articolo firmato da Gabriele Arceri. |
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#7 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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Dopo l’ottimo contributo di Wild ( ciao
), continuo la storia di questa controversia vicenda, che assume talvolta aspetti ingarbugliati, dovuti al fatto che vengono confusi puri atti di fede con quelle che sono le teorie scientifiche, che hanno un’origine diversa e percorrono un cammino che spesso si trova in conflitti d’interesse con i dogmi della Chiesa.Intanto, dato che la teoria dell’evoluzione risulta difficile da attaccare, ecco nascere, proveniente dagli Stati Uniti, una nuova concezione che non nega l’evoluzione, ma prevede nei cambiamenti evolutivi, più modernamente le mutazioni genetiche, l’intervento della mano del Creatore: questo è l’intelligent design ( ID ) A questo punto emerge l’emblematica figura di George Coyne: ecco come viene descritto in una intervista rilasciata all’autorevole “Le Scienze” di questo gennaio. “Gesuita di formazione dall’aspetto mite e gentile, Coyne ha idee chiare e taglienti come gli occhi nascosti dietro grandi occhiali. Astronomo di fama mondiale, è invitato ai convegni in cui si dibatte tra scienza e religione… ha presieduto una delle quattro commissioni istituite da Giovanni Paolo II per la riabilitazione di Galileo… “ Ad alcune specifiche domanda sull’ID, così risponde: Pdre Coyne, il dibattito sull’intelligent design è un dibattito filosofico, scientifico o meramente politico? Meramente politico no, ma l’ingrediente principale è quello. Per capirlo bisogna risalire alle migrazioni europee che hanno popolato l’America. Il sud-est degli attuali Stati Uniti è stato subito conquistato dai seguaci di religioni cristiane fondamentaliste, battisti e evangelisti, che danno un’interpretazione letterale della Bibbia… Ma l’enciclica Fides et Ratio non avrebbe dovuto mettere un po’ di paletti e stabilire i rispettivi campi di interesse e speculazione tra scienza e religione? Si la Fides et Ratio ha stabilito le frontiere tra una disciplina e l’altra, ma questi fondamentalisti non ascoltano nessuno. Nemmeno io sono ascoltato quando parlo con loro. La mia impressione è che manipolino le persone. Hanno un programma su cui vogliono insistere. Per esempio insistono sul fatto che l’intelligent design è una scienza mentre non lo è. Non danno prove scientifiche per dimostrare le loro teorie. Hanno molti fondi e sono disposti ad appoggiare un sistema che metta Dio dentro tutte le cose. Sono convinti che l’evoluzione è ateista per sua stessa natura. A questo punto mi chiedo: dopo la sostituzione di Coyne in che direzione sta andando la chiesa di Ratzingher? |
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#8 (permalink) |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
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Piccola curiosità.
Già il nonno di Charles, Erasmus Darwin, scrisse alcuni “trattati” originali circa le sue osservazioni sulle piante e sull’origine di alcune specie animali; “Zoonomia” e “Gli amori delle piante”. In queste opere il nonno di Charles indica come lo sviluppo della vita e dell’organismo si realizza grazie ad un progressivo determinarsi d’interazioni contrastanti con l’ambiente, quasi sempre casuali. L’opera di Erasmus ebbe un tale successo, che fu tradotta in francese, tedesco e italiano, e spinse il clero ad includere il libro nel famigerato Index librorum prohibitorum, ovvero la lista dei libri che i cattolici non dovevano leggere. In Inghilterra, l’opera fu duramente contrastata da un canonico di nome Paley, ed un piccolo autore dedicò all’opera di Erasmus un poemetto ironico dal titolo “Gli amori dei triangoli”. |
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#9 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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La scoperta del DNA, del RNA, non hanno fatto che confermare che la nostra origine è legata in maniera indissolubile a tutti gli esseri viventi, in quanto tutti utilizzano le stesse molecole che formano la struttura del DNA, condividono geni in comune, fino ad altri più complessi e differenziati, atti a supportare le complicate funzioni dell’essere umano.
Ma tutta la biologia non può essere che evoluzionistica; la direttrice tracciata da Darwin sarà sicuramente oggetto di modifiche supportate da nuove scoperte. Dettagli sempre più accurati contribuiranno a dipanare, un poco, la nebbia che avvolge il mistero di fondo. Ogni generazione passerà le informazioni a quella che segue e così via; ma scalando la vetta della conoscenza, ci accorgeremo che ne esiste una ancora più alta… ma anche questo è il fascino della vita. |
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Data registrazione: May 2005
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Citazione:
.......e forse scopriremo che non esiste una vetta da scalare perchè la vita è più simile ad una sfera che ad una montagna Buondì, FR
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