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......l'eutanasia esisteva ed era sopportata dalle istituzioni
Non è una leggenda sarda,ma l'accabbadora(agabbadora=finire il moribondo) esisteva veramente
"Una galoppata notturna per portare la morte.
È la corsa della "femina agabbadora", consolatrice dei moribondi in Gallura.
La donna che batteva le campagne come un’ombra correva lungo i sentieri vicini al mare; arrivata nella casa dove la malattia stava irrimediabilmente consumando qualcuno, con un colpo preciso di martello al capo poneva fine a tutte le sofferenze.
Chiamata dai familiari del moribondo, tollerata dalle istituzioni e dalla Chiesa, rimossa dalla coscienza e dalla tradizione gallurese.
Suggestione orribile, eppure affascina la figura della donna che sino alla fine dell’Ottocento ha aiutato i malati ad evitare una lunga agonia.
Il fatto che fosse affidata ad una donna significa che aveva una importanza notevole».
Le cose andavano così. «La femina agabbadori arriva nello stazzo di notte, sempre.
Ai familiari che le stavano di fronte e che l’avevano chiamata diceva questa frase:
“Deus ci siada” (Dio sia qui).
Poi faceva uscire dalla stanza del moribondo tutti i presenti. La donna assestava il colpo mazzolu(martello di legno) provocando la morte del malato. Quasi sempre il colpo era diretto alla fronte. Tanto è vero che la parola agabbadori deriva dallo spagnolo acabar, terminare, ma alla lettera “dare sul capo”. La femina agabbadori andava via dallo stazzo senza chiedere niente, accompagnata dalla gratitudine dei familiari del malato».
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