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#1 (permalink) |
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Aspetto un miracolo!
Data registrazione: Aug 2001
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Ragazze credetemi:c'è troppa bellezza per mollare
Io ti ho incontrato, Isabella. Ma avevi un altro nome, ti chiamavi Silvia. Lavoravi nel caffè di un albergo a San Vito di Cadore, quando, un mattino d'agosto sbranato dal solito caos di monovolumi e jeep di lusso, hai visto venire verso il banco un matto con gli occhiali da sole sbilenchi come la bava alla bocca procurata dalla rabbia: il matto, (che è chi scrive), recitava un monologo denso di acredine, rivolto alla sua dolce metà che sospirava come una madre ormai rassegnata di fronte ai capricci reiterati di un bimbo che non vuole crescere e all'incredulo e divertito faccione dell'incolpevole autista che li stava accompagnando verso "l'inferno", a bordo di una Mercedes simile ad un'astronave, (nei cui tappetini si poteva tranquillamente mangiare le ostriche).
So perfettamente che è uno sbaglio andare a Cortina, ("l'inferno", appunto) a presentare il mio romanzo - bofonchiavo con quella strafottenza da "ragazzaccio e teppista di provincia" -, io detesto questi posti; odio i Cherokee in tripla fila, il trillo senza sosta dei telefonini, gli ombrellini sguaiati e sguainati delle Marine Ripa di Meana, i lifting eccessivi; odio persino le cime tanto decantate di questi monti ****** ed immobili; le odio perché non franano giù, perché non danno alcun cenno di irritata reazione divina, perché non reagiscono di fronte a questa umanità sordida ed arricchita, che, secondo un recente studio, ha tramutato questi paesi montagna in luoghi più inquinati del centro di Milano..". Il mio anatema era in procinto di ripiegare verso un finale ad effetto dove il matto, (che è sempre chi scrive), chiosava con la necessità ineluttabile di una "pulizia etnica", perlomeno morale, di buona parte della piccolo borghesia, (visto che, a differenza della birra, non potrà mai essere né media né grande), italiana, quando, dall'altra parte del banco, si è levato uno sguardo leggermente contratto, incorniciato da un sorriso pieno di luce; il sorriso e la luce di Silvia, (che- ne sono certo- sono gli stessi che indossava il tuo viso, Isabella)."Io sono di qui - ha cominciato a spiegare con quel determinato imbarazzo tipico di chi dice una preghiera - negli ultimi anni è sempre più difficile vivere tra queste montagne; le compagnie di ragazzi di paese hanno subito il fascino dei "soldi" dei figli di papà che vengono in villeggiatura, in particolare a Natale; le ragazze di paese si fanno scorazzare dai fuoristrada dei nuovi "paninari" di Milano e di Roma; i ragazzi corrono dietro ai pantaloni a vita bassa delle "donzelle" di città che si impegnano più nelle palestre che nelle loro annoiate scuole; poi, quando i nostri coetanei "privilegiati" spostano la loro eterna vacanza dalla villa di montagna a quella di città, i ragazzi di qui rimangono soli con il miraggio dei lustrini e delle immagini di Lucignolo a fare da poster al loro furioso bisogno di sballo e di evasione; si "impasticcano" di cattiveria, di strafottenza, di sadico cinismo per fare il verso a quel figlio dell'onorevole che baciava la spalla di una Miss Italia e che ha già il posto assicurato in Banca d'Italia; trattano noi ragazze di paese, che abbiamo qualche chilo di carne e soprattutto di cervello in più, visto che molte di noi sgobbano in questi locali per pagarsi gli studi, come se fossimo "femmine da rottamare", già vecchie, morte come le nostre nonne: perché se non hai un fondoschiena che rientra in una copertina, non ti rimane altro che farlo rientrare nella foto di una lapide". "Vedete che Silvia mi dà ragione? Ma allora perché non te ne vai da qui?"- le ho chiesto, volgendomi soddisfatto alla mia dolce metà e al sempre più fremente autista, visto che in giornata doveva andare a Montecarlo, prelevare un ringhioso dalmata e riportarlo tra le braccia della sua apprensiva padrona che se l'era scordato in albergo. "No - mi ha fulminato Silvia, rendendo ancor più puro ed irresistibile il suo sorriso - lei ha torto; io non me ne vado: io resto. C'è troppa bellezza per mollare". C'era e c'è ancora, Isabella, un bosco, (te lo dice uno che di boschi se ne intende), che non è stato creato per perdersi ma per rifugiarsi. C'era e ci sarà sempre il ciglio di un burrone che è stato partorito dalla mente di Dio per spalancare le piccolezze degli uomini su un panorama da spaccare il fiato, e non per fare un passo nel vuoto e schiantare la propria giovinezza. C'era e ci sarà ancora, Isabella, al margine di convegni che stabiliscono il primato di suicidi, abuso di droghe e di alcolici, chi come te, dinnanzi a questo mondo senza pietà, si incrina, cede, si spezza, finendo per rafforzare quello stesso terribile primato; e c'è chi invece, come Silvia, continuerà a guardare in faccia quello stesso mondo patinato d'orrore, senza distogliere lo sguardo come fa il soldato quando incrocia gli occhi del suo nemico. C'era e c'è ancora troppa bellezza per mollare, Isabella; te lo dice un matto che non ti ha conosciuto, che ti scrive, ti piange, e che adesso, stracciati i panni dell'inoffensivo "ragazzaccio", implora tutte le Isabella e le Silvia di questo mondo di diventare amiche. Di fare un'alleanza. Per difendersi. Per difenderci Giancarlo Marinelli. (Si chiamava Isabella,la ragazza di 17 anni suicidata qualche giorno fa perchè si sentiva isolata dalle sue coetanee...e "amiche". |
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#5 (permalink) | |
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Aspetto un miracolo!
Data registrazione: Aug 2001
Messaggi: 9,050
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: May 2005
Messaggi: 28,161
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La depressione è una malattia, ma non sempre è riconosciuta come tale......
Quella dell'accettazione di un adolescente in un gruppo di coetanei è sempre stato argomento di studio in molte discipline......ma quando la depressione o altro sfociano nel suicidio c'è molto da riflettere. Sembra che in Italia siano più frequenti i casi di suicidio adolescenziale per motivi apparentemente futili, come ad esempio la bocciatura ad un esame scolastico. E' chiaro che sono soggetti estremamente fragili. |
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#9 (permalink) | |
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Member
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Citazione:
purtroppo basta poco, la notizia sbagliata nel classico momento sbaglioto e da brutta notizia si trasforma in goccia che fa traboccare il vaso ... l'adolescenza essendo un periodo in cui si è senza l'esperienza degli adulti è il momento in cui peggio si valuta un evento traumatico e si sa che chi mal comprende peggio risponde ... purtroppo. |
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#10 (permalink) |
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a quanto pare oggi una modella famosa ci ha lasciato
anoressia si vedeva grassa , non stava bene con se stessa .... una forma ancora più subdola di suicidio fermarsi un attimo respirare e pensare che domani sarà un'altro giorno magari più brutto di oggi ma ci troverà più preparati, più pronti ad affrontarlo coi denti stretti non lasciarsi andare , non lasciarsi andare la vita è come un esame che non finisce... ti vedi brutta ?? non guardarti lasciati guardare! se ti dicono che sei bella credi loro forse sei solo tu a vederti brutta oltre ai suicidi anche l'anoressia e la bulimia tanto per soffrire un po di più come se tutto lo schifo che ci circonda non bastasse ..... |
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