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Vecchio 26-09-06, 16:20   #1 (permalink)
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20 Settembre : GIORNATA MONDIALE CONTRO LA MATTANZA DEI DELFINI

"GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MATTANZE DEI DELFINI IN GIAPPONE, ANIMALISTI ITALIANI PRESIDIANO L’AMBASCIATA. L’On BONELLI PRESENTA MOZIONE ALLA CAMERA.


Roma. La giornata mondiale contro le mattanze dei delfini in Giappone oggi vede impegnate in tutti i continenti del pianeta, 58 Associazioni Internazionali in 30 Paesi del mondo, in manifestazioni di fronte alle Ambasciate del Giappone. Gli Animalisti Italiani coordinano in Italia questa giornata di protesta.

“Ogni anno, da ottobre a marzo, i pescatori Giapponesi catturano ed uccidono circa 20.000 piccoli cetacei (tursiopi, stenelle, grampi, globicefali, pseudorche e focene) in modo brutale e violento”-dichiara Ilaria Ferri Direttore dell’Associazione Animalisti Italiani-“Questo rappresenta il più grande e pianificato massacro di delfini che ha luogo soprattutto a Futo, Taiji, nella penisola di Izu e nell’isola di Iki.

I pescatori uccidono i delfini perché li considerano da sempre competitori nella pesca, ma attualmente, le ragioni delle nuove mattanze, scaturiscono dalla sempre crescente domanda dei delfinari di avere nuovi esemplari da utilizzare a scopo di lucro soprattutto nei “programmi di nuoto con i delfini” e nella “terapia assistita con i delfini” e per rimpiazzare tutti quelli che, per lo stress a cui sono sottoposti causato dalla privazione della libertà e dalla mancanza del rispetto delle loro basilari esigenze socio-etologiche, muoiono prematuramente da prigionieri.

La mattanza a Taiji avviene attraverso la pratica detta “drive fisheries” ovvero “pesca guidata”: i pescatori si dirigono in mare aperto e una volta localizzato il branco, iniziano a colpire con dei martelli i pali di acciaio posti ai lati delle loro imbarcazioni. In questo modo creano un muro di suoni che disorienta i delfini, i quali, cercando di sfuggire, vengono invece facilmente condotti all’interno di baie e fiordi. A questo punto i pescatori intrappolano il branco ponendo una rete all’imboccatura del fiordo. I delfini in preda al panico emettono i tipici suoni di richiamo e richiesta d’aiuto, i piccoli, soprattutto le femmine maggiormente richieste dai mercanti di delfini, vengono separati dalle madri e imbracati sulle barelle per essere portati a terra e destinati ad essere venduti per circa 100.000 dollari americani, utilizzati ed addestrati attraverso metodi violenti e coercitivi con la deprivazione alimentare, nelle strutture di cattività (oceanari, zoo, delfinari, acquari).

I pescatori iniziano la mattanza, i delfini terrorizzati vengono portati a riva o issati sulle imbarcazioni dopo essere stati percossi e sommariamente smembrati con arpioni e coltelli. Spesso non sono ancora morti e l’agonia dura interminabili minuti, se non ore. Il mare si tinge di rosso sangue.

L’altra “ragione” di queste stragi di innocenti che il Governo locale cerca di nascondere a tutto il mondo, vietando le riprese video e le foto, è anche quello di utilizzare la carne di delfino a scopi alimentari nonostante questa sia risultata, a seguito di approfondite ricerche dell’ ”Enviromental Investigation Agency” contaminata con mercurio e da altre pericolose sostanze quali DDT e metalli pesanti fino a 900 volte al di sopra del limite massimo consentito dalle leggi. Per questo è necessario richiedere che venga vietata anche la vendita di prodotti così pericolosi per la salute umana.

Noi siamo qui oggi, come facciamo da anni, per testimoniare la nostra ferma e non violenta opposizione ad un massacro ingiustificato e ingiustificabile e per rendere note le sconvolgenti immagini che volutamente vengono celate.

Grave è infatti il coinvolgimento del Governo del Giappone che non impedisce e non condanna questi atti commessi su animali che non sono di proprietà Nipponica, bensì appartengono al mare e al patrimonio naturale che pertanto andrebbe rispettato e tutelato. Il popolo Giapponese non è a conoscenza di questo massacro e siamo convinti che proprio esso è la chiave della nostra vittoria in questa battaglia. Per questo non serve un boicottaggio, ma occorre informare e far conoscere a tutti, Giapponesi e non, di quanto accade.

Infatti Ric O’Barry, esperto di mammiferi marini dell’Associazione One Voice ed ideatore della giornata mondiale di oggi, tornerà anche quest’anno a Taiji per informare, parlare con i Giapponesi e riprendere le immagini della nuova strage. Egli stesso ha reso noto che in un documento ufficiale del “Japan Cetacean Conference on Zoological Gardens and Aquarium” si incoraggiano zoo e delfinari all’acquisto di delfini provenienti dalle mattanze di Taiji. Ogni singolo delfino in cattività può far guadagnare 1 milione di dollari americani all’anno.

Spetta a noi scegliere di contribuire a questo crimine contro la natura e a questo incivile sfruttamento di creature sensibili e senzienti come i delfini. Ognuno di noi deve essere consapevole che visitando un delfinario diventa complice e responsabile del sangue versato in Giappone e della condanna di innocenti all’ergastolo.”

A seguito dell’appello degli Animalisti Italiani l’onorevole Bonelli, Capogruppo alla Camera dei Verdi ha presentato una mozione in cui si richiede al nostro Governo e all’Ue iniziative volte a provvedere la condanna di simili atti e richiede al Governo del Giappone di porre fine a questa barbara e cruenta pratica. La mozione è stata sostenuta anche da tutto il gruppo dei Verdi alla Camera e dal Deputato Mellano della Rosa nel Pugno."
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