|
Quel “Busone” di Dalla
QUEL “BUSONE” DI DALLA
Camillo Langone per Il Foglio
E’ proprio vero che in ogni uomo c’è da cavare qualcosa, perfino nel Lucio Dalla del 2006. Nel ’76, quando cantava “Nuvolari”, era un grande artista, nell’86, quando cantava “Caruso”, era un ambasciatore mandolinesco ma efficace del made in Italy, nel ’96, quando cantava “Canzoni”, era un autore senza più niente da dire ma ancora abbastanza lucido da riciclare il suo vero capolavoro, “Disperato erotico stomp”. Anche adesso che canta “Dark Bologna” non è tutto da buttar via. E’ da buttare la musica, è da buttare il poeticismo a misura di assessori e affittacamere, sono da buttare tutte le parole tranne una: busone. (“Ma che casino, quanta gente, cos’è sta confusione?/ C’è una *******, anzi no: è un busone”). Chi salva una parola (busone si stava estinguendo) salva tutte le generazioni che l’hanno pronunciata. Perciò, Madonna di San Luca, salva Lucio Dalla e la sua brutta canzone.
|