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Disco rotto
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90 anni di dadaismo
Il Dadaismo compie 90 anni.
Era il 1916, al Cabaret Voltaire di Zurigo, ritrovo di intellettuali di mezza europa, prende vita un movimento artistico che rifiuta il razionalismo, focalizzando il proprio pensiero sulla dissacrazione dell’arte: il Dadaismo. A novant’anni dalla sua nascita, una grande mostra in programma dal 7 settembre al Castello Visconteo di Pavia, ripercorre – attraverso oltre 250 opere realizzate dai maggiori esponenti della corrente – la storia del movimento passato alle cronache del Novecento per aver rivoluzionato il linguaggio artistico con lavori dissacratori come la Gioconda con i baffi, l’Orinatoio, il Metronomo con l’occhio e altri ancora. “DADADA. Dada e dadaismi del contemporaneo (1916 – 2006)”, questo il titolo dell’esposizione curata da Achille Bonito Oliva, che vedrà protagoniste opere, tra le altre, di maestri come Hannah Höch, Marcel Duchamp, Hans Richter, Kurt Schwitters, Paul Citroën, Jean Crotti, Raoul Hausmann, Man Ray. Ed è proprio ad un interrogativo di quest’ultimo a cui di fatto questa mostra vuole rispondere: “Il Dadaismo è morto? Il Dadaismo è ancora vivo?”. Era il 1958, e con questa domanda Man Ray intendeva lasciare al movimento una porta aperta sul futuro per testimoniare esplicitamente la carica vitale e polemica del “Dada” come stile di vita e approccio mentale alla realtà. La mostra ripercorre storicamente alcuni incunaboli del Dadaismo per giungere a presentare i risultati più interessanti (e più vicini all’originario spirito Dada) delle neoavanguardie postbelliche. Due le sezioni, DADADA e Dadaismi del contemporaneo. Nella prima, si esploreranno le esperienze originali del movimento, attraverso i lavori dei suoi fondatori, mentre nella seconda si analizzerà l’influenza esercitata dal Dadaismo sui movimenti artistici e culturali che lo hanno seguito, da Fluxus, alla Poesia Visiva alla Video Arte, all’installazione e alla fotografia. Una sezione speciale è dedicata alla presentazione dell’opera La platea dell’umanità, installazione di Sarenco esposta alla Biennale di Venezia nel 2001 e curata da Achille Bonito Oliva. Inedita la presenza tra gli artisti “esposti” del principe Antonio de Curtis, in arte Totò. Sarà infatti Totomodo, video curato da Achille Bonito Oliva, un utile strumento per il pubblico per comprendere, attraverso la poetica di una delle più grandi maschere tragicomiche del cinema del Novecento, concetti, riflessioni e ironie dell’Arte e per coglierne gli aspetti più ludici e di pieno spirito dadaista. L’evento espositivo, promosso dal comune di Pavia, da Pavia Città Internazionale dei Saperi, prodotto e organizzato da Alef, si inserisce all’interno del ‘Festival internazionale dei Saperi’ che porterà a Pavia, nei primi giorni di settembre, importanti personalità del mondo della cultura e della scienza. |
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Data registrazione: Mar 2006
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L'espressione flato vaginale (volgarmente: scoreggia vaginale) viene usata popolarmente - senza una particolare inflessione dispregiativa del termine - per indicare il fenomeno dell'emissione rumorosa di aria dalla vagina durante l'amplesso.
Tale nome è dovuto al fatto che il suono prodotto è simile a quello prodotto dalla flatulenza. Tuttavia è importante notare che questa espressione non viene ritenuta da tutti corretta sotto il punto di vista della medicina, giacché le flatulenze sono - per definizione - emissioni di gas risultanti dalla fermentazione batterica che ha luogo durante la digestione nell'intestino, mentre nel flato si tratta di semplice aria mescolata con gas. Durante l'attività sessuale, la penetrazione del sesso maschile in quello femminile favorisce l'influssione di aria nella vagina e quando tale aria viene espulsa si produce il caratteristico rumore. In lingua francese e in lingua inglese esistono, per indicare il fenomeno, due termini che vengono usati senza particolari inflessioni volgari: pet vaginal e queef. |
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