![]() |
| Home | | | Notizie | | | Mercati | | | ETF | | | CFD | | | Forex | | | Forum | | | Quotazioni | | | Servizi | | | Approfondimenti | | | Education | | | Meteo |
|
|
|
|
#1 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Jun 2006
Messaggi: 1,070
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
L'infelicità diffusa.
Rifacendomi al bel thread di Dulcinea, vorrei dire qualcosa anch'io sull'infelicità.
E vero che si è infelici per tante ragioni, ma mi pare che speso siano ragioni pretestuose, ci sono tante persone che avrebbero tutto per essere felici, e si concentrano su pochi eventi o situazioni sfavorevoli per sentirsi infelici e depresse. Mi son chiesta spesso quanto influisca in questo la paura della morte. La morte è stata rimossa nell'età del benessere, ci sono persone adulte che un morto non l'hanno nemmeno mai visto, si sa che c'è ma non se ne parla , non sta bene, ma nella sfera della psiche quel che si mette fuori dalla porta rientra dalla finestra, ed è peggio, perchè non si è digerito il trauma. E la sensazione della morte ti resta dentro, ogni tanto senti dire che a quel tuo cugino hanno trovato un cancro alla vescica con metastasi, che al vicino di casa è venuta una leucemia fulminante, che il nipote del tuo amico è sotto morfina e gli danno un mese di vita, che l'edicola è chiusa perchè il giornalaio ha avuto un rigetto e sta sputando sangue in attesa della fine, e così via. Dici due parole di cordoglio e rimuovi tutto. Ti aspetta la pizza, il telefonino nuovo, il viaggetto sul mar rosso, ma il cugino, l'edicolante e tutti gli altri (e sono tanti, tantissimi) sono li con te, a ricordarti che sicuramente toccherà anche a te, non sai quando, forse domani, forse tra un anno, forse tra trenta, ma toccherà anche a te, e tu non l'hai digerita. Ma la vecchia signora viene per tutti, e il sapere di essere sulla sua lista, con il carico di ingiustizie e d egoismi che ci portiamo appresso, ci impedisce una vita davvero felice. |
|
|
|
|
|
#2 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Mar 2006
Messaggi: 3,961
Popolarità: 42949679 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
"io morirò, io sto morendo" è un pensiero inaccettabile, insopportabile, talmente assurdo da dover essere necessariamente
sbagliato e l'errore non sta nel credere alla morte ma nel credersi io, un io separato, unico e irripetibile... questo essere che crediamo di essere non ci è mai appartenuto, è già morto migliaia di volte senza che ce ne accorgessimo ed è del tutto insignificante, irrilevante e senza valore... peraltro mi conosco anche così poco... |
|
|
|
|
|
#3 (permalink) | |
|
Inoublieusement...
Data registrazione: Feb 2002
Messaggi: 11,346
Popolarità: 42949683 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Sì, molte persone sono proprio come tu dici, e sono quelle che a me personalmente fanno più rabbia e che, potendo scegliere, non frequento. Le persone che si lamentano sempre che i loro guai sono più grandi dei tuoi, di quelli che sono infelici solo perchè fa troppo caldo, o troppo freddo, di quelle che si alzano già al mattino incavolati con il mondo, di quelle che pensano sempre al lato oscuro delle cose, che non gioiscono perchè poi tutto potrebbe cambiare, e via di questo passo. Una roba mi prende, mi tolgono l'entusiasmo, mi spengono la voglia di sorridere, mi ingrigiscono con la polvere del pessimismo e mi fanno filosofeggiare anche quando vorrei solo godermi l'attimo, una mattina di sole o un bel panino al prosciutto. Ecco queste persone 'infelici' a prescindere, io le sento negative e non voglio avere nessun confronto con loro. Ho invece il massimo rispetto per l'infelicità dovuta a cose 'serie', concrete, ma anche per quel male sottile che prende l'anima - e questa infelicità non ha niente a che vedere con quella cosmica (che due mar ) che fa tanto intellettuale ma che a me, solo a sentirne parlare, rovina l'aura vitale.Io mi sono sentita infelice veramente poche volte, ma non perchè la mia vita è stata rose e fiori, ma perchè questo sentimento così devastante, la mia mente, il mio corpo e il mio cuore, lo associano solo alle perdite, alla morte. E per poche che siano state, ho avuto la mia parte... Ho passato giorni tristi, periodi più lunghi che mi sono croggiolata nella malinconia, ma non ho mai avuto tutto quel tempo libero da impegni, anche solo quello di vivere, per far nascere, cullare e svezzare l'infelicità. Ommadonna, sembra che ho scritto un trattato, non voleva esserlo, ma quando ho voglia di parlare, parlo tanto Ok, torno nella mia riservatezza ![]() Buonanotte... |
|
|
|
|
|
|
#4 (permalink) | |
|
Oltre il Nominale
Data registrazione: Sep 2000
Messaggi: 9,387
Popolarità: 42949684 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Sono d' accordo, anzi d' accordissimo sulla prima parte del tuo pensiero, ma non credo sia collegato alla morte, se non molto avanti nella vita. Neanche sapere ad esempio di avere un cancro alla vescica deve portarti necessariamente all' infelicità, ma potresti trovare la forza di reagire, una forza che non credevi nemmeno di avere e che ti potrebbe aiutare. Ho visto morire mia sorella giovane sconfitta ma non vinta dal male ma non infelice, anzi era lei che fin quando e per il poco che ha potuto ci ha trasmesso gioia e voglia di vivere ... ... ed ho visto la depressione divorare anni che non torneranno più e produrre di nuovo depressione per questo, in un atteggiamento mentale vizioso e negativo e soprattutto distruttivo |
|
|
|
|
|
|
#5 (permalink) |
|
Member
Data registrazione: Mar 2006
Messaggi: 3,961
Popolarità: 42949679 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Margaretha Schnepp, governante di Schopenhauer. Il filosofo le lasciò per testamento un vitalizio di 315 talleri.
Margarethe Schnepp, morta nel 1869, era di Heidelberg e stette a servizio di Schopenhauer per undici anni, a partire dal mese di aprile del 1849. Anche se non aveva titoli accademici, si può essere certi che la sapeva molto più lei, su Schopenhauer, che non i tanti critici e dottori sottili. Sapeva anche adattarsi molto bene agli umori del filosofo. «Talvolta mi sgrida terribilmente» confessava «ma non lo fa con cattiveria.» Un'altra volta confessa: «La gente dice sempre che il mio padrone è ateo e che adora il brutto idolo pagano [la statua di Buddha, evidentemente], ma io non lo credo. Recentemente, spolverando i suoi libri, ne ho trovato uno, La vita dei santi. Dunque dev'essere timorato di Dio» (Grisebach, p. 323.) Schopenhauer le lasciò un vitalizio di 315 talleri all'anno, più un'altra somma per il mantenimento suo cane. Circa la statua di Buddha, che Schopenhauer aveva fatta acquistare a Parigi, sappiamo dalle lettere a Frauenstädt che essa giunse a Francoforte il 7 aprile 1856 e che il 6 giugno la stava facendo dorare. |
|
|
|
|
|
#6 (permalink) | |
|
Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
Messaggi: 6,487
Popolarità: 42949685 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
|
|
|
|
|
|
|
#7 (permalink) | |
|
4 INTERCONTINENTALI
Data registrazione: Jan 2000
Messaggi: 16,341
Popolarità: 42949685 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
E FAI BENISSIMO. La vita è già piena di negatività, basta che apriamo un giornale, che pensiamo a chi non ha niente, all'inquinamento, alle guerre etc, che per una persona sensibile è già dura. Non bisogna assolutamente permettere a quel tipo di persone così "negative" di togliere anche un solo milligrammo di positività da chi riesce a sorridere alla vita. Andrea |
|
|
|
|
|
|
#8 (permalink) | |
|
Siento el Sur...
Data registrazione: Dec 2002
Messaggi: 21,602
Popolarità: 42949682 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Premesso che non condivido l'analogia e il parallelismo, o quanto meno la gerarchia "topica" che dà luogo alla connessione tra morte innanzitutto propria [che funge da causa efficiente, anche laddove essa sia rimossa mediante riti collettivi o pratiche sociali], depressione e infelicità [effetti sintomatici], e premesso anche che penso che questo thread dovrebbe intitolarsi "l'infelicità generica", perché parte dall'assunto che, più o meno, a tutti i mortali resta dentro qualcosa dell'incontro con la morte [cosa, invece, sulla quale concordo], che lo sappiano o no, credo che il punto più interessante del thread sia il periodo che conclude il primo post:
Citazione:
Detto altrimenti: la morte che fa paura non può mai essere la mia morte, della quale non saprò mai null'altro che essa è astrattamente imminente, quanto piuttosto la morte altrui, della quale, invece, in quanto sopravvissuto, mi porto addosso tutto il peso etico e la responsabilità, perché la eredito nel concreto. In questo senso, l'unicità dell'io consiste esattamente nella sua capacità di rispondere alla richiesta e all'appello che gli rivolge il morente, l'altro uomo, colui che, nell'imminenza della sua morte, convoca la coscienza nell'irrecusabilità di questa condizione, che apre alla possibilità del linguaggio e delle istituzioni "temporali". E' ovvio, quindi, che la dimensione del tempo NON appartiene a una coscienza isolata, che specula sull'evento della sua propria morte; piuttosto, qualcosa come il tempo è possibile solo a partire dalla paura della morte dell'altro, che "genera" la dimensione del tempo inter-soggettivo, di quel tempo che si spartisce insieme agli altri e che rompe il cristallo del solipsismo [e della sua presunta e millantata "libertà"] investendo l'io in quanto unico, in quanto responsabile: capace di prestare soccorso all'appello altrui. E ciò, che lo si voglia o no, è il primo movimento dell'umanità, anche quando esso sia scansato come la peste della "libertà" in-dividuale da tutto il genere umano, che si organizza intorno alla salvaguardia del "proprio", come il "luogo-tenente del nulla". Il messaggio dell'imperatore "L'imperatore -così si racconta- ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra nella più lontana delle lontananze del sole imperiale, proprio a te l'imperatore ha inviato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurrandogli il messaggio all'orecchio; e gli premeva tanto che se l'è fatto ripetere all'orecchio. Con un cenno del capo ha confermato l'esattezza di quel che gli veniva detto. E dinanzi a tutti coloro che assistevano alla sua morte (tutte le pareti che lo impediscono vengono abbattute e sugli scaloni che si levano alti ed ampi sono disposti in cerchio i grandi del regno) dinanzi a tutti loro ha congedato il messaggero. Questi si è messo subito in moto; è un uomo robusto, instancabile; manovrando or con l'uno or con l'altro braccio si fa strada nella folla; se lo si ostacola, accenna al petto su cui è segnato il sole, e procede più facilmente di chiunque altro. Ma la folla è così enorme; e le sue dimore non hanno fine. Se avesse via libera, all'aperto, come volerebbe! e presto ascolteresti i magnifici colpi della sua mano alla tua porta. Ma invece come si stanca inutilmente! ancora cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e anche se gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c'è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell'ultima porta -ma questo mai e poi mai potrà avvenire- c'è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì e tanto meno col messaggio di un morto. Ma tu stai alla finestra e ne sogni, quando viene la sera. Franz Kafka, Racconti, Mondadori, Milano 1970. |
|
|
|
|
|
|
#9 (permalink) | |
|
Member
Data registrazione: Sep 2002
Messaggi: 14,306
Popolarità: 42949682 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Ciò mi consentì di approfondire -non in senso metaforico, con il sostegno affettuoso del mio analista- la cosiddetta elaborazione del lutto. Molti passaggi ora sfuggono alla mia memoria ma in particolare ricordo una seduta che per me fu abbastanza illuminante. Piuttosto inaspettatamente mi accorsi che mi dispiaceva -sì- aver perso mio padre perchè con la sua scomparsa fisica la sua morte mi aveva privato mio malgrado di una persona amata la quale -avendo bene o male condiviso le gioie e dolori della mia vita- era uno dei riferimenti principali della stessa ma -soprattutto- mi privava della possibilità che lui potesse pensarmi ancora. |
|
|
|
|
|
|
#10 (permalink) | |
|
Member
Data registrazione: Sep 2002
Messaggi: 14,306
Popolarità: 42949682 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Forse è proprio una idea di questa tipo ad avere originato la ben nota frase: con lui/lei muore anche una parte di me. |
|
|
|
|
![]() |
| Segnalibri |
| Strumenti discussione | |
| Modalità visualizzazione | Valuta questa discussione |
|
|
| Chi siamo- Pubblicità- Contatti- Disclaimer- Mappa- Credits | ||
| © 2000-2012 Browneditore S.p.A. - Tutti i diritti riservati. Prima di utilizzare anche parzialmente i contenuti di questo sito, vogliate cortesemente consultare il disclaimer. | ||