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#1 (permalink) |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
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Lingue estinte
Una lingua che si estingue è un po' come un genocidio, una perdita di memoria, valori, esperienze, che s'è spenta lentamente.
Questo riportato sotto è solo un esempio. (Galwegian) Lingua estinta a cavallo tra il 1600 e il 1800, parlata nel Sud Ovest della Scozia. Era la lingua del regno indipendente del Galloway, parlata anche nella zona di Annandale e Strathnith (dove sono state ritrovate anche tracce di Cumbrico). E’ anche detta Gallovidian Gaelic. Non è da confondere col Galwegian, dialetto parlato nella regione irlandese del Galway. Non si hanno molte notizie su questa lingua e la ricostruzione di alcuni termini avviene solo su base toponomastica. E’ noto, ad esempio, che il prefisso Sliabh (collina) e Carraig (luogo di pesca) indichino luoghi abitati dai parlanti di questa lingua. Vi sono anche alcuni termini legali che presentano tracce di questa lingua ma la data dell’estinzione non è certa così come non sono certi i confini territoriali entro i quali veniva parlata, né tantomeno ad opera di qauli dialetti e con quali modalità sia stata soppressa. |
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#2 (permalink) |
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STAFF
Data registrazione: Sep 1999
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su quark l'anno scorso c'era un articolo a riguardo delle lingue in estinzione
Anche in europa ce n'erano un paio a rischio e a livello planetario se non ricordo male parlavano di circa 250 lingue diverse che spariranno nei prossimi 50 anni |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2006
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Tu staje malata e cante,
tu staje murenno e cante... Só' nove juorne, nove, ca chiove...chiove...chiove... E se fa fredda ll'aria, e se fa cupo 'o cielo, e tu, dint'a stu ggelo, tu sola, cante e muore... Chi si'? Tu si' 'a canaria... Chi si'? Tu si' ll'Ammore... Tu si' ll'Ammore, ca pure quanno more, canta canzone nove... Giesù, ma comme chiove! Tu, comm'a na Madonna, cante na ninna-nonna pe' n'angiulillo 'ncroce, ca vò' sentí 'sta voce, 'sta voce sulitaria ca, dint''a notte, canta... E tu, comm'a na Santa, tu sola sola, muore... Chi si'? Tu si' 'a canaria! chi si'? Tu si' ll'Ammore... Tu si' ll'Ammore, ca, pure quanno more, canta canzone nove!... Giesù, ma comme chiove! |
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#6 (permalink) | |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
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#7 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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Lingue che muoiono
W. Wayt Gibbs - L’ultima edizione di «Ethnologue» censisce 7202 lingue parlate in tutto il mondo, 440 delle quali si trovano a una generazione o due dall’estinzione. Considerando i possibili errori di catalogazione di alcuni dialetti, la maggior parte dei linguisti valuta il numero delle lingue distinte tra 5000 e 7000. La maggior parte di essi accetta anche la previsione secondo cui, in assenza di sforzi perseveranti mirati alla conservazione, almeno la metà di queste lingue cesserà di esistere entro la fine del secolo. - Un piccolo numero di lingue è stato documentato abbastanza da servire a verificare le teorie sulla grammatica universale, l’evoluzione delle lingue e su molte altre questioni irrisolte in linguistica e in antropologia. - I linguisti hanno solo recentemente iniziato a organizzare programmi su vasta scala per salvare le lingue morenti. Un nuovo progetto di ricerca sul campo da 30 milioni di dollari (correva l'anno 2003), che dovrebbe partire quest’anno, servirà a moltiplicare per 10 l’impegno profuso finora. Le Scienze
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#8 (permalink) | |
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Il resto è silenzio
Data registrazione: Mar 2004
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Alcune lingue sono esclusivamente orali, non avendo mai elaborato una scrittura rappresentativa, e per questo sono ancora più vulnerabili. |
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#9 (permalink) |
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Entanglement
Data registrazione: Apr 2000
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Il tuo thread, wild, veramente ottimo offre numerose considerazioni sulle parole e sul linguaggio in genere. Interessante a questo proposito è la scoperta delle neuroscienze, fatta di recente, ma già ipotizzata dal linguista Noam Chomsky, di una grammatica comune, innata nell'uomo, che riguarda tutte le lingue del mondo. Insomma una base di regole grammaticali comune a tutti.
Adesso questa ipotesi ha avuto una verifica sperimentale fatta con la tecnica di “imaginig” da un gruppo di lavoro italo-tedesco. Il metodo di verifica, assai raffinato, ma riassumibile in termini semplici, è consistito nell’insegnare (letteralmente) a dei soggetti tedeschi, privi di qualsiasi familiarità con l’italiano e con il giapponese, delle regole della grammatica. Tra le regole autentiche venivano ad arte inserite anche delle regole linguisticamente impossibili, ma assai semplici. Le frasi si susseguivano sullo schermo di un computer, mentre i soggetti giacevano “incassati” entro l’apparecchiatura di risonanza magnetica e giudicavano, via via, se la regola veniva rispettata o meno. Ad esempio, i soggetti imparavano, tra le regole possibili, che, a differenza del tedesco, per fare una frase in italiano non è necessario esprimere il soggetto come in "leggo molti bei libri"; invece, come regola impossibile imparavano che la negazione andava messa sempre esattamente dopo la terza parola. Per esempio, per negare la frase precedente dovevano dire: "leggo molti bei non libri". Tale regola è “impossibile” perché in nessuna lingua del mondo la negazione occupa un posto fisso nella sequenza delle parole. Procedure analoghe sono state applicate al giapponese, lingua ancora più dissimile dal tedesco di quanto non sia l’italiano. Il risultato è stato che solo quando i soggetti apprendevano le regole possibili si attivava un'area del cervello tipica del linguaggio (la cosiddetta area di Broca, che ha un equivalente anche nei primati ma non è così evoluta come nell'uomo). Quando il cervello deve apprendere regole impossibili, invece, questa area sembra addirittura disattivarsi! |
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