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#1 (permalink) |
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abcoppelspennaqual
Data registrazione: Mar 2003
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Invisibile, invisibili.
Seduto su una vecchia panchina Rossa di ruggine, di foglie passate Ho giocato e puntato metà della vita Contro il destino. Ho sempre attaccato con foga Ho perso cavalli ed alfieri Le torri hanno atteso la fine. A mezza partita Ho perso il piacere Di muovere in gioco la dama regina Che mi ha abbandonato Illudendomi il cuore. Poi... La partita è finita davanti a un balcone Guardando il futuro Cadere in giardino. Adesso ricerco un altro scacchiere Dove puntare al destino Sogni e paure. Mario Robusti
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#2 (permalink) |
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abcoppelspennaqual
Data registrazione: Mar 2003
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Non c'è nessuno per te. Non ci sono porte a cui bussare. Con sconforto ti accorgi che se anche qualcuno ne mettesse una lì davanti a te la troveresti chiusa. Inutile urlare nessuno ad ascoltare. Ogni tentativo resta vano ostacoli,imprevisti l'universo contro te non è alla pari non c'è partita l'infinito contro il nulla non c'è equità. Sei solo....solo tu...con te. Allora entri cerchi il sangue scorre le cellule si muovono l'energia circola la forza ti porge la mano l'intuito ti da una idea l'anima ti guida il cuore ti ama guardati....... non sei solo..... sei infinito Carlo de Stefano
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#3 (permalink) |
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abcoppelspennaqual
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Perdere è un'arte e non vuole maestro; son tante le cose che naturalmente si perdono, e perderle non è disastro. Perdi un cosa al giorno. Accetta il maldestro di chiavi perdute, di un'ora insipiente. Perdere è un'arte e non vuole maestro. Poi prova a perdere ancora, perdere presto: i luoghi e i nomi, una meta imminente e niente di ciò ti sembrerà un disastro. Ho perso l'orologio di mia madre. Tosto ho perso tre case: non ho più niente. Perdere è un'arte e non vuole maestro; Ho perso due belle città. E tutto il resto, i miei regni, due fiumi e un continente. mi mancano, certo, ma non è un disastro. --Anche perdere te (gli scherzi, un gesto che amo). Non m'inganno. E' evidente Perdere è un'arte e non vuole maestro. anche se all'occhio sembra (scrivilo!) un disastro. Elisabeth Bishop
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#4 (permalink) |
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abcoppelspennaqual
Data registrazione: Mar 2003
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Perdere tempo Ecco quello che devo fare O che forse sarebbe meglio evitare Comunque Perdere tempo! Faccio stare tutti ai miei giochetti Mille ne ho inventati Milioni di scuse ho escogitato Come imprevedibili trabocchetti Ho perso tempo con tutti Con la mia famiglia per non studiare Con la mia donna Lei mi voleva sposare Con gli amici Per non dovere cambiare Con tutti ho perso tempo E adesso lo sto perdendo ancora Ma con me stesso Ormai la mia vita non mi da più tempo Da poter perdere Da poter recuperare Anonimo
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#5 (permalink) |
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abcoppelspennaqual
Data registrazione: Mar 2003
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Le pietre solide che credevo inamovibili ho visto traballare mostrando vistosi cenni di primi cedimenti ed essere di lì a poco sostituite da altre solamente in apparenza differenti. Guanciali dal nocciolo di pietra sui quali riposavano certezze rivelano d'un tratto il freddo temuto rigido contatto su cui so di non potermi addormentare. Rovisto allora in fondo alla mia anima perché i giorni che scendono giù duro devo in qualche modo ammortizzare riporto in superficie la speranza angelo immutabile compagna abbraccio dal solletico leggero che con un'ombra di sorriso mi conduce per mano ad altri domani d'incertezza. Carlo Carrera
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#6 (permalink) |
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abcoppelspennaqual
Data registrazione: Mar 2003
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Un vicolo cieco tutto in salita Sono sparato in avanti Passa un minuto ed e` subito notte Passa un giorno ed e` subito inverno La luce cambia e gli odori svaniscono Mi scappa un pensiero nell' aria Ho la testa che non mi regge le gambe Ho perso i sensi e non li ho piu` ritrovati Ho male ai sogni Sogno di sparatorie e di assassini Ho il fegato di vetro I miei organi si premono l' un l' altro sovrapponendosi E a volte si surriscaldano e si irritano Dopo un incidente tutto frammentato Dopo l' ebbrezza chimica della velocita` Un fegato alcolico nell' erba Un occhio appiattito sul cemento Un volto come un cuscino mal cucito. Matteo Capozza
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