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#2 (permalink) |
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"Al villaggio, non avevamo un "hammam" così grande. Mi lavavo vicino al pozzo con un secchio d'acqua. Non di più. Avevo diritto solo una volta alla settimana alla mia razione di acqua. In città, l'acqua arrivava in tutte le case.
Ma le persone dimenticano che è un dono del cielo. La sprecano. Io, invece, so che l'acqua è vita. La gente in città crede che il denaro sia la vita. Come è possibile farle capire che ha torto? Forse le persone non ne vogliono sapere di questo tipo di cose. Mio nonnno diceva: "Solo colui che riceve un colpo di frusta sa il male che fa". Tahar Ben Jelloun |
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#4 (permalink) |
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Attorno alla grotta profonda, s'allungava
vigorosa una vite, ed era fiorita di grappoli. Quattro fonti sgorgavano in fila con limpida acqua, vicine tra loro e rivolte in parti diverse. V'erano intorno morbidi prati fioriti di viole e di sedano. Arrivato in quel luogo, anche un dio avrebbe guardato stupito, e gioito nell'animo suo. Omero |
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Inoublieusement...
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Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove su i pini scagliosi ed irti, piove su i mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, su i ginepri folti di coccole aulenti, piove su i nostri volti silvani piove su le nostre mani ignude su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l’anima schiude novella, su la favola bella che ieri t’illuse, che oggi t’illude, o Ermione. ...... G. D'Annunzio |
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#6 (permalink) |
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Fin dai testi più antichi, ogni volta che l'uomo ha voluto rappresentare un paradiso terrestre, vi ha messo come elemento essenziale, indispensabile, l'acqua.
E a cominciare dalle più antiche civiltà, sorte laddove v'era disponibilità di questo necessario elemento, il controllo della terra e delle acque significava dominio politico del territorio. |
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#7 (permalink) |
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Al giorno d'oggi, cosa stiamo facendo dell'acqua? Quanto tempo passerà ancora, prima che scoppino guerre per il controllo delle riserve idriche?
Quando ci accorgeremo, tutti, e ripeto "tutti", che stiamo sprecando un bene senza il quale non è possibile la vita? |
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#8 (permalink) |
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Inoublieusement...
Data registrazione: Feb 2002
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Il mare
Sorride lontano. Denti di spuma labbra di cielo. - Che cosa vendi, fosca fanciulla, coi seni al vento? - Vendo, signore, l'acqua dei mari. - Che cos'hai giovane negro, mescolato al sangue? - Ho, signore, L'acqua dei mari. - Queste lacrime salmastre Da dove vengono, madre? - Vengono, signore, dall'acqua dei mari. - Cuore, e questa amarezza Profonda, dove nasce? - Dall'amara acqua dei mari. Il mare Sorride in lontananza. Denti di spuma, labbra di cielo. Garcia Lorca |
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#9 (permalink) |
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"L'aumento demografico e lo sviluppo industriale hanno accresciuto enormemente i consumi d'acqua a tal punto che la risorsa acqua sta divenendo sempre più scarsa. Solo il 3% dell'acqua presente sul pianeta è non salata e la parte di questa percentuale disponibile per l'uomo è inferiore ad un terzo.
Se 50 anni fa 20 milioni di persone erano senza acqua potabile, nel 1995 la cifra aveva già raggiunto i 300 milioni e nelle previsioni per il 2050 si presume che i due terzi della popolazione mondiale saranno interessati da questo problema (circa 7 milioni di persone). Questa prospettiva allarmante rischia di avere effetti drammatici sulla salute delle persone, l'ambiente, le possibilità di sviluppo, la stabilità sociale e anche la pace tra gli stati. La scarsità, tuttavia, potrebbe trasformare la risorsa acqua in un bene interessante da un punto di vista economico, come è dimostrato dal crescente interesse di alcune multinazionali, che vedono in questa risorsa l'oro blu del ventesimo secolo. All'Aja si è tenuto nel 2000 il 2° Forum mondiale per l'acqua, che è culminato con una conferenza interministeriale. Il Forum è stato organizzato dal governo olandese su iniziativa del Consiglio mondiale dell'acqua, un organismo nato nel 1994 su iniziativa della Banca Mondiale. Sebbene il Forum non abbia suscitato nei mezzi di comunicazione molto interesse, in esso si è impostato il quadro entro cui sarà architettata la "politica mondiale dell'acqua" per i prossimi 15-20 anni. La soluzione prospettata dal Forum per affrontare il problema della scarsità è stata quella di considerare l'acqua come un bene economico: il suo prezzo deve essere, quindi, definito dal libero gioco della concorrenza. Per rendere possibile questo approccio nel documento conclusivo non si è riconosciuto all'acqua lo status di diritto umano, cosa che avrebbe svincolato questa risorsa dalle leggi di mercato, ma quello di bisogno umano. Molte organizzazioni non-governative hanno disapprovato questo approccio, sottolineando i rischi di inserire interessi privati nella gestione di una risorsa così fondamentale per la vita di milioni di uomini. E' difficile tuttavia, anche per la scarsità di informazioni apparse sui mezzi di comunicazione, dare un giudizio preciso sulle idee espresse dal Forum: è urgente che si diffonda un dibattito chiarificatore per sapere quale sarà il futuro di una delle risorse più importanti per la vita sul nostro pianeta". |
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#10 (permalink) |
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Il Manifesto dell’acqua
A Lisbona nel giugno 1998 su iniziativa di un gruppo di ricercatori (il "Gruppo di Lisbona") e della Fondazione Mario Soares, viene redatto e lanciato il “Manifesto dell’Acqua”, di cui il “Contratto Mondiale dell’Acqua” costituisce la proposta centrale. La funzione di questo Contratto mondiale dell’acqua è quella di mettere in moto un processo che nel corso dei prossimi anni sradicherà le cause delle tre principali situazioni critiche che costituiscono oggi il problema mondiale dell’acqua. Esse sono: - L’impossibilità di accesso all’acqua potabile per un miliardo e seicentomila persone - La constatazione della distruzione e del deterioramento dell’acqua quale risorsa fondamentale e non sostituibile per la Terra e la vita dell’uomo - Assenza di regole mondiali vincolanti e indebolimento dei poteri di direzione e di controllo da parte delle comunità locali (stato e comuni) in materia di gestione e di controllo dell’acqua Il Contratto mondiale dell’acqua è uno strumento di innovazione e cambiamento e mira ad assicurare il diritto all’esistenza a una comunità mondiale in continua espansione. Le comunità umane e l’ecosistema della terra fanno parte di un mondo interdipendente il cui ecosistema dipende dalle nostre azioni e relazioni. Garantire l’accesso alla vita realizzando a livello locale e mondiale sistemi sostenibili e solidali di proprietà, appropriazione, gestione e utilizzo delle risorse basi vitali tra cui il primo luogo l’acqua rappresenta la sfida del prossimo millennio. La rivoluzione del XXI secolo sarà quella che riuscirà, in un ottica di solidarietà globale, ad assicurare la vita, i diritti della vita e alla vita. Il Contratto mondiale dell’acqua si fonda sul riconoscimento dell’acqua intesa come un bene “patrimonio dell’umanità” da proteggere. Il Contratto mondiale dell’acqua tende a due finalità principali. La prima riguarda l’accesso all’acqua in quantità e qualità sufficiente alla vita per ogni essere umano e ogni comunità; un diritto politico, economico, sociale fondamentale individuale e collettivo inalienabile. Per realizzare questa prima finalità è necessario promuovere campagne di sensibilizzazione destinate all’approvazione di una convenzione mondiale dell’acqua, lavorare sul piano giuridico, stabilire un sistema di determinazione dei costi dell’accesso all’acqua per tutti gli abitanti della Terra che si basi non sui meccanismi di mercato ma su un sistema tariffario fondato sui principi di solidarietà e sostenibilità. La seconda finalità riguarda la gestione solidale e sostenibile integrata dell’acqua. È necessario stipulare “mutui contratti” tra le diverse comunità che regolino la gestione delle risorse d’acqua in un’ottica di solidarietà ampia che comprenda anche le politiche agricola e sanitaria, che tenga conto dello sviluppo urbano dei paesi in via di sviluppo e che si inserisca in una logica di protezione e rispetto dell’ecosistema Terra. Tutti - dai parlamenti nazionali, alle organizzazioni della “società civile”, ai sindacati, al mondo dell’economia e della finanza - devono essere attori di questa nuova “etica politica”, la sola che possa tentare di risolvere gli autentici problemi dei prossimi anni. |
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