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Un popolo di Internet-dipendenti
Un popolo di internet-dipendenti
di Federico Ungaro Qualcuno esaurisce la carta di credito a furia di fare acquisti on-line. Qualcun altro non riesce più ad avere una vita sociale, se non attraverso chat e messaggini al cellulare. Altri ancora finiscono per immergersi in una realtà fittizia, come quella offerta dai giochi di ruolo in internet, estraniandosi così dalla vita reale. Sono tanti, piccoli esempi di alcuni degli effetti distorti che i servizi offerti dalle nuove tecnologie possono avere sulla psiche umana. È un campo nuovo, che gli scienziati stanno appena iniziando ad esplorare, ma che probabilmente diventerà sempre più importante con il passare degli anni. «Le tecnologie della comunicazione - spiega la psicologa e specialista in criminologia Isabella Corradini - si stanno evolvendo ad una velocità impressionante e questo crea un vero e proprio bombardamento sui processi mentali dell'individuo. Non abbiamo letteralmente il tempo di adattare i nostri processi cognitivi ai nuovi mezzi digitali». |
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Data registrazione: May 2002
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Il tema è stato trattato proprio dalla Corradini in un simposio all'interno del convegno «Psicopatologia della vita quotidiana nel XXI secolo» tenuto all'Ospedale Forlanini a Roma alcuni mesi fa, e promosso, fra gli altri, dalla Società italiana di Psichiatria.
«Il campo è così nuovo che è impossibile quantificare l'incidenza di queste nuove dipendenze - dice l'esperta - ma a farci riflettere basta un dato. Oltre il 74 per cento dei giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni, secondo un recente rapporto del Censis, comunica attraverso le e-mail». Insomma, computer, internet, cellulari hanno stravolto il nostro modo di entrare in relazione con gli altri e tutto questo può portare a creare nuovi fenomeni di dipendenza. Le etichette sono tante, soprattutto quando il tema è il web: si parla di IAD (Internet Addiction Disorder), PIU (Pathological Internet Use), IRP (Internet Related Psychopathology). Sono disturbi che coinvolgono ambiti di natura fisica, relazionale, professionale ed economica. Tra i primi a parlare del problema, due americani, lo psichiatra Ivan Goldberg e poi la psicologa Kimberly Young, fondatrice del Centro per la dipendenza on- line, che offre consigli e sostegno a chi vuole uscire da questa dipendenza. |
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#3 (permalink) |
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«È riduttivo però parlare solo di internet - sottolinea la Corradini - tutti i servizi offerti dalle nuove tecnologie di comunicazione hanno la potenzialità di scatenare la dipendenza». Difficile disegnare anche un identikit delle persone a rischio, ma esiste qualche dato al proposito.
Anzitutto, i servizi della rete sembrano essere usati più dagli uomini che dalle donne. I primi sembrano più orientati all'utilizzo di chat con connotazioni sessuali, giochi di ruolo e informazioni, mentre le donne puntano più ad avere sostegno in famiglia o sono alla ricerca dell'incontro ideale. I sintomi sono tanti e possono andare dal fatto di essere mentalmente assorbiti dalla rete ad essere incapaci di controllare il proprio uso di internet, fino a mentire ad amici e familiari per nascondere il proprio grado di interesse o a perdere addirittura il lavoro. O ancora sentirsi irrequieti quando non si è su internet o usare la rete come un mezzo per fuggire ai propri problemi e alleviare il senso di abbandono. Inoltre, chi è dipendente dalla rete, appartiene a due categorie ben distinte. «I primi sono coloro che hanno già un problema di dipendenza precedente, magari ex alcolisti. I secondi sono quelli che, come gli adolescenti, non presentano alcun disagio preesistente», dice la Corradini. Anche se poi, è la personalità individuale a giocare un ruolo centrale. «Il fattore tempo è importante nel determinare la dipendenza - continua -. Molte ricerche hanno evidenziato che al di sotto delle cinque - sei ore giornaliere di collegamento è difficile che la patologia si presenti. Non si deve dimenticare, però, che è la personalità del soggetto a essere centrale. Alla base c'è la fragilità, la difficoltà a entrare in relazione con gli altri». |
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#4 (permalink) |
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Quindi ci sono persone più a rischio di altre e molto dipende da quanto la rete può offrire: c'è la garanzia dell'anonimato data dalle identità fittizie, i benefici emotivi che dipendono dal fatto che nelle chat, sia di giorno che di notte, è possibile incontrare qualcuno con cui parlare, l'eccitazione derivante da una nuova scoperta e da una nuova esperienza.
Ma come si diventa dipendenti? «Le fasi del processo che porta alla dipendenza sono due - risponde l'esperta -. La prima, chiamata tossicofilica, si caratterizza per l'aumento del tempo passato in rete. Nella seconda, quella tossicomanica, si sviluppa il comportamento patologico, in cui l'uso della rete diventa un impulso irrefrenabile, incontrollabile, al punto tale da mettere in forse l'interesse per il mondo reale». È il caso dei MUDs, i giochi di ruolo in rete, dove ognuno può crearsi identità fittizie. O ancora, ed è il caso del cyber sex, può accadere quanto descritto magistralmente in un film del 1998, "mailto:Viol@," in cui l'attrice Stefania Rocca impersona una ragazza che entra nel mondo delle chat erotiche e trova nel computer il suo unico strumento per esprimere fantasie sessuali. «Difficile parlare ancora di prevenzione e trattamento - conclude la Corradini -. Ne sappiamo ancora troppo poco. Anche per questo sto sviluppando un progetto di ricerca che riguarda gli hacker, i pirati informatici. In loro c'è sia la sfida al sistema informatico che il desiderio di affermazione personale. Magari potremo scoprire che anche per loro si può parlare di dipendenza.» |
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#5 (permalink) |
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Ecco un test che potete auto-somministrarvi, ideato dalla dr.ssa Kimberly S. Young, psicologa dell'Università di Pittsburg (dal suo libro "Presi nella rete", ediz. Edagricole):
Ogni domanda prevede 5 risposte, con relativo valore: mai = 1 punto raramente = 2 punti ogni tanto = 3 punti spesso = 4 punti sempre = 5 punti Rispondi sinceramente, senza fare appello a pretestuosi "distinguo" terminologici: 1) Quante volte vi siete accorti di essere rimasti on-line più a lungo di quanto intendevate? 2) Vi capita di trascurare le faccende domestiche per passare più tempo on-line? 3) Vi capita di preferire l'eccitazione offerta dal web all'intimità con il partner? 4) Vi capita di stabilire rapporti con altri utenti on-line? 5) Accade che le persone attorno a voi si lamentino per la quantità di tempo che passate on-line? 6) Rendete meno nello studio per colpa del tempo passato on-line? 7) Vi capita di controllare l'e-mail prima di fare altre cose importanti? 8) La vostra resa sul lavoro o la produttività sono influenzate negativamente da Internet? 9) Vi capita di stare sulla difensiva o di minimizzare quando qualcuno vi chiede cosa fate on-line? 10) Quante volte scacciate pensieri negativi sulla vostra vita consolandovi con il pensiero di Internet? 11) Vi capita di pregustare il momento in cui tornerete on-line? 12) Vi succede di temere che la vita senza Internet sarebbe noiosa, vuota e senza gioia? 13) Vi capita di scattare, alzare la voce o rispondere male se vi disturbano mentre siete collegati? 14) Perdete ore di sonno per restare fino a tardi in Rete? 15) Vi capita di concentrarvi sul web quando non siete al pc, o di fantasticare di essere collegati? 16) Vi capita di scoprirvi a dire "pochi minuti e poi spengo"? 17) Avete già tentato di ridurre il tempo on-line inutilmente? 18) Cercate di nascondere quanto tempo passate on-line? 19) Vi capita di scegliere di stare più tempo on-line anziché uscire? 20) Vi capita di sentirvi depressi o irritabili quando non siete collegati, mentre state benissimo quando siete di nuovo al computer? Risultati: a) tra 20 e 39: utente "normale"; b) tra 40 e 69: il web potrebbe diventare un problema; c) tra 70 e 100: situazione di abuso; consigliamo una visita presso uno specialista o un centro specializzato in dipendenze da comportamenti compulsivi a rischio per la salute psico-fisico-sociale. |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: May 2002
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Questo invece è il questionario UADI, "Uso, Abuso e Dipendenza da Internet", messo a punto dal professor Tonino Cantelmi, primo docente italiano di cyberpsicologia e psicoterapia on-line alla scuola di specializzazione in psichiatria dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con la professoressa Carla Maria Del Miglio, ordinario di psicologia generale nello stesso ateneo.
La griglia: di risposta è secondo una scala di 5 punti: 1 punto: assolutamente falso 2 punti: piuttosto falso 3 punti: né vero né falso 4 punti: abbastanza vero 5 punti: assolutamente vero 1) Controllo la posta elettronica a intervalli regolari. 2) Quando sono in rete ho la sensazione che il tempo voli. 3) Preferisco contattare le persone via Internet, piuttosto che per telefono o di persona. 4) Mi emoziono a navigare o a comunicare in Internet. 5) Dico di usare Internet esclusivamente per studio o per lavoro, anche se non è esattamente vero. 6) Ho l’impressione che in rete sia tutto più facile. 7) Qualche volta penso a Internet per distrarmi da pensieri spiacevoli. 8) Quando sono in rete non nascondo la mia vera identità. 9) Divento di malumore se ho problemi tecnici di connessione. 10) Internet è sinonimo di trasgressione. - continua |
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#7 (permalink) |
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Data registrazione: May 2002
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11) Mi sembra che la rete sia una sorta di mondo parallelo.
12) Internet facilita i miei rapporti sociali. 13) Qualche volta, quando sono in rete, ho la sensazione di allontanarmi dalla realtà o di esser altrove. 14) In Internet uso un linguaggio scurrile o aggressivo. 15) Da quando uso Internet non mi è mai capitato di saltare i pasti o di modificare le mie abitudini. 16) Preferisco collegarmi quando sono solo o al riparo da sguardi indiscreti. 17) Mi capita di restare on-line più di quanto intendessi inizialmente. 18) Non penso che le persone in Internet siano più socievoli o interessanti. 19) Spesso mi trovo a pensare a quando mi collegherò la prossima volta. 20) Qualche volta mi diverto a mentire in rete. 21)Mi capita di collegarmi se non ho uno scopo preciso. 22) Mi capita di fare dei “sogni a occhi aperti” su Internet. 23) Internet mi stimola un’immaginazione senza limiti. 24) Amici o familiari non si lamentano perché trascorro troppo tempo “on-line”. 25) Internet mi provoca un senso di alienazione. 26) Sento che Internet mi rende più libero e disinibito. 27) Mi capita di avere dei flashback o dei pensieri sconnessi durante o dopo un lungo collegamento con Internet. 28) In Internet tendo a comportarmi in modo diverso dal solito. 29) Spesso ho provato a ridurre il tempo o la frequenza dei collegamenti senza riuscirci. 30) Non mi è mai capitato di provare emozioni forti in Internet. 31) Spesso le cose mi riescono meglio grazie a Internet. 32) Mi collego anche se ho altre cose importanti da fare. 33) In Internet mi capita di cercare materiale erotico o di parlare di sesso. 34) Tendo a descrivermi in modo diverso da quello che sono quando uso chat, posta elettronica o giochi di ruolo. 35) Internet non influenza mai il mio umore o il mio stato d’animo. 36) A causa di Internet tendo ad evitare amici o familiari. 37) Qualche volta sento il bisogno di collegarmi a Internet anche solo per un momento. 38) Non ho la sensazione di viaggiare, sognare o essere come in un film quando sono in Internet. 39) Spesso mi collego per scacciare la noia. 40) Mi sembra che in Internet la mia identità (sessuale, sociale o professionale) sia più sfumata e meno soggetta a vincoli. - continua |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: May 2002
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41) Dopo alcune ore di collegamento, le persone
o le cose intorno a me mi sembrano in qualche modo diverse. 42) Non provo imbarazzo né tendo alla riservatezza quando qualcuno mi chiede cosa faccio. 43) Penso che Internet sia il mio rifugio. 44) Quando sono in compagnia di amici o familiari non mi capita mai di pensare a Internet. 45) Penso che tramite Internet sia più facile fare esperienze eccitanti. 46) Internet non interferisce negativamente con il lavoro, lo studio o i rapporti sociali. 47) Dopo alcune ore di collegamento mi sento più nervoso o più depresso. 48) In Internet mi sento più euforico. 49) Non mi innervosisco se, per qualche motivo, non mi posso collegare, 50) Ci rimango male se non ricevo posta elettronica. 51) Controllo spesso i miei siti preferiti , le chat, i newsgroup etc 52) Non mi capita mai di preferire Internet a una serata con amici o familiari. 53) Dopo alcune ore di collegamento ho la sensazione che il mondo intorno a me abbia qualcosa di irreale. 54) Non penso che i rapporti sociali in Internet siano meno stressanti. 55) Trovo sempre un motivo per rimanere collegato ancora un po’. 56) Qualche volta penso che la vita reale sia più deprimente della vita “on-line”. 57) Quando sono collegato non mi preoccupo che altri possano violare la mia privacy o danneggiare il mio pc. 58) Quando sono collegato provo una vaga sensazione di onnipotenza. 59) In Internet mi sento più abile o scaltro. 60) Non perdo ore di sonno a causa di Internet. 61) Qualche volta, dopo una giornata storta, sento il bisogno di collegarmi. 62) Qualche volta uso Internet come valvola di sfogo alle mie preoccupazioni. 63) Non cerco di nascondere agli altri la quantità di tempo che trascorro in rete. 64) Mi sembra che Internet esalti molto le mie potenzialità. 65) Penso di trascorrere troppo tempo in rete. 66) Mi capita di pensare a ciò che sta accadendo, o a ciò che potrei fare in rete, quando non sono collegato. 67) Dopo alcune ore di collegamento mi sento leggermente stordito e ho delle sensazioni strane. 68) Mi riesce difficile scollegarmi da Internet. 69) Durante la giornata non sento mai la mancanza di Internet. 70) Spesso mi collego per avere un mio spazio privato. 71) L’uso di Internet non mi dà problemi di affaticamento (fisico o psicologico). 72) Qualche volta trovo conforto nello stare da solo al computer. 73) In rete può essere eccitante cambiare la propria identità (sessuale, sociale o professionale. 74) Qualche volta ho l’impressione di perdermi nel cyber-spazio. 75) Non penso che le relazioni “on-line” siano più soddisfacenti di quelle reali. 76) Spesso il mio umore migliora quando mi collego. 77) A volte Internet mi fa sentire più importante. 78) In rete non mi preoccupo di quello che gli altri possono pensare di me. 79) Internet influenza i miei pensieri o i miei sogni. 80) Qualche volta mi dico: “ancora un po’…e mi scollego”. Calcola il tuo punteggio, sommando i punti di ogni singola risposta e comunicalo allo psichiatra, il professor Tonino Cantelmi, con una e-mail a questo indirizzo: tcantelmi@getnet.it Avrai la risposta sul tuo livello di dipendenza da Internet. |
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: May 2002
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Ecco qualcuno dei messaggi che sono arrivati per e-mail a Cantelmi, assieme ai punteggi, e poi un commento dello stesso psichiatra, che è il primo docente italiano di cyberpsicologia e psicoterapia on-line alla scuola di specializzazione in psichiatria all'Università La Sapienza di Roma.
"Salve, mi chiamo O. ho (quasi) 18 anni. Al test UADI ho ottenuto 279 punti.... sarà un'impressione, ma mi sa che sono un pochettino dipendente". "Il risultato che è uscito dal mio test è pari a 263 punti: gradirei quanidi conoscere il mio profilo e capire quindi se Internet è una moda (e quindi prima o poi tramonterà) oppure un bene di cui non potremo più fare a meno". "Mi sono detta: tanto non mi risponderanno mai. Invece!". "L'ho fatto per curiosità, per gioco, perché il computer era lì". "Il motivo che mi ha spinto a fare il test è la paura, o forse la consapevolezza di fare un uso smodato del pc. Stare in chat e assistere al comportamento degli altri, inizia a farti riflettere, e ti chiedi se in fondo quel comportamento non sia a che il tuo. Una cosa sola: abusare di Internet, delle chat e così via, a che cosa potrebbe portare?". "Grazie per la velocissima risposta". "Io già sapevo la risposta del test: volevo sapere se la sapeva Lei! Grazie per la cortesia con cui mi ha risposto". "Il test l'ho fatto perché i miei genitori dicono che passo troppo tempo su Internet, e che ci sto perdendo la testa. Ma se lo dice lei, che non ne faccio abuso...". "L'ho fatto perché supponevo di non essere fra le persone che ne abusano in senso stretto, però credo che una leggera forma di dipendenza da terminale e ancor più da Internet sia difficile da evitare, soprattutto per chi ne fa anche un uso di lavoro". "Avevo del tempo disponibile, il testo è lungo e noioso, e mi sono cimentato. Inoltre il fatto di poteral contattare dava al tutto un sapore diverso. Un test fine a se stesso non è sempre stimolante, mentre un confronto finale prende tutto un sapore diverso". "Il mio punteggio al suo test di dipendenza da Internet è 152. Qual è la diagnosi? Sono malato terminale o c'è ancora speranza?". "Il risultato del mio test è 204. Che dice dottore? Sono grave?". "Ci sto dalle 10 alle 14 ore al giorno, ma non mi reputo un Internet addicted". "E' più importante la qualità della navigazione della durata". "L'ho fatto perché non sapevo cosa fare". "Perché tutte le dipendenze mi spaventano, e poi perché ho la mania dei test". "Sapevo di non essere un Internet dipendente, ma ero curioso di vedere se ciò che io pensavo in qualch modo potesse essere verificato". "Probabilmente qualchenincertezza sul fatto di essere un po' troppo dipendente ce l'ho... che questa sia poi una cosa negativa è, se vuoi, un altro dubbio. In fondo si potrebbe dire che tutte le frome di dipendenza lo sono. Ma se ci arricchiscono la vita è un male?". "Ho 70 anni. Cosa cerco nell'ammaliante mondo della rete. Pensieri nuovi. I migliori siti di aurore boreali. Incontri in Forum. I musei del Giappone. Tedesco e inglese nel sito della De Agostini. Niente chat-line, almeno per il momento, perché in tanti si arriva al nonsense e in due è di una intimità che lascia i segni. Mi piacciono - mi piacerebbero - le sfide intellettuali, i paradossi, l'impressione di trovare un messaggio al qaule pensare durante il solito quotidiano. Ma ho giù sperimntato quanto ti porti "all'andare fuori di testa". A mio parere, oltre al fascino, in questo mondo nuovo, c'è o meglio si può trovare qualcosa di corruttore. E questo è inquietante. Giustamente, lei dirà, stanne alla larga. La ringrazio di nuovo e auguro successo e soddisfazioni nell'impresa del test". I punteggi Le domande del test sono 80, ciascuna con un puntaggio da 1 a 5. I punteggi totalizzati possono dunque andare da un minimo di 80 a un massimo di 400. La maggior parte degli utenti di kwSalute che hanno partecipato hanno totalizzato punteggi compresi tra 100 e 200, con un picco massimo di 333. |
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#10 (permalink) |
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Guest
Messaggi: n/a
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Io mi ero collegato a internet perchè avevo sentito dire che c'era la possibilità di trovare la morosa.
Poi le cose sono andate diversamente. Le niche persone con cui si è instaurato un feeling sfociato in un sentimento sono state fermati, excalibur, microalfa e pochi altri. Non vi dico la mia delusione nell'apprendere che dietro quei nick si celavano degli uomini. (spesso coi baffi) Da allora la mia dipendenza da internet si è affievolita molto. Tentai di corteggiare tale anita, ma ahimè, ricevetti solo cani morti in risposta. |
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