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Vecchio 22-06-04, 08:30   #1 (permalink)
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L'energia dall'acqua. Utopia o realtà?

È il sogno di molte persone ed alcuni preconizzano già una società in cui una parte sempre più consistente del fabbisogno energetico possa essere coperto dalla combustione dell'idrogeno, l'elemento più piccolo e leggero dell'universo. Si sa che la fonte più abbondante di tale gas è l'acqua nella quale due atomi d'idrogeno sono saldamente legati ad uno di ossigeno; per potere utilizzare l'idrogeno occorre prima scinderlo dall'ossigeno, raccoglierlo e portarlo nei luoghi dove possa essere utilizzato; le "fuel cell" delle automobili ad esempio, alcune delle quali sono state già realizzate come prototipi, in cui i gas di scarico sono formati solo vapore acqueo, senza la presenza dell'anidride carbonica e altri gas inquinanti.

Secondo me, la vera rivoluzione, è quella di sfruttare l'energia solare per decomporre la molecola d'acqua in idrogeno e ossigeno, possibilità vista da molti come velleitaria, un'utopia da sognatori, e impraticabile nella realtà delle cose. Eppure, forse a molti sfugge, che già la natura opera quello straordinario processo biochimico che è la sintesi clorofilliana. Questo complesso sistema di reazioni si serve dell'energia solare per catturare l'idrogeno dall'acqua, e il carbonio dall'anidrde carbonica, e utilizzarli per costruire molecole organiche più o meno complesse tra cui la principale è il glucosio.

E ci crede pure Craig Venter, abituato alla concretezza, già capo della Celera Genomics che annunciò per primo la mappa del genoma umano. Passato dalla genomica umana a quella ambientale, e sequenzianodo il DNA dei microrganismi egli spera di capire meglio il meccanismo della fotosintesi clorofilliana e adattarlo, con sostanziali modifiche, alla produzione di grandi quantità di idrogeno, senza coinvolgere alte temperature; semplicemente a quella ambientale alla quale agiscono in genere gli enzimi, i catalizzatori biologici della vita.

Lo stesso Carlo Rubbia, già premio Nobel per la fisica, ha messo a punto un metodo in cui, attraverso un sistema di specchi, concentra l'energia solare per formare idrogeno e ossigeno dall'acqua; verrà realizzato un impianto pilota.
http://www.finanzaonline.com/forum/s...ghlight=Rubbia

Nessuna illusione, tutta la nostra economia è basata sul petrolio e la sua trasformazione sarà lunga e difficile; ma credere in questa utopia non è peccato.

Ultima modifica di FR : 22-06-04 alle ore 08:42
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Vecchio 22-06-04, 21:46   #2 (permalink)
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Re: L'energia dall'acqua. Utopia o realtà?

Citazione:
Scritto da FR
Nessuna illusione, tutta la nostra economia è basata sul petrolio e la sua trasformazione sarà lunga e difficile; ma credere in questa utopia non è peccato.
Non e' un'utopia ma una necessità.

Una macchina che riproduca la fotosintesi clorofilliana ?

Ci vorrebbe Edison .

Ciao
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Vecchio 24-06-04, 22:54   #3 (permalink)
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Re: Re: L'energia dall'acqua. Utopia o realtà?

Citazione:
Scritto da reloaded
Non e' un'utopia ma una necessità.

Una macchina che riproduca la fotosintesi clorofilliana ?

Ci vorrebbe Edison .

Ciao
Nel senso che ci vorrebbe uno a cui uno si accenda la lampadina?

Penso che Venter abbia intrapreso la strada giusta, ha già caratterizzato il DNA dei batteri del Mar dei Sargassi sequenziando oltre mille miliardi di basi ( le "lettere" del DNA ). E sembra che almeno il 50% di batteri usi strategie fotosintetiche, poi ci sono anche quelli che si nutrono di anidride carbonica e c'è bisogno della loro attività se è vero che ogni anno l'uomo riversa nell'atmosfera 25 miliardi di tonnellate di quel gas con tendenza vertiginosa all'aumento esponenziale.

Ciao
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Vecchio 24-06-04, 23:05   #4 (permalink)
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Nel senso che è stato uno dei piu' grandi maestri nella ricerca applicata a prodotti industriali :

più di mille brevetti.

Ovviamente con lo sfruttamento della fotosintesi clorofilliana non c'entra nulla.


Posto la biografia

Inventore e industriale statunitense nato a Milan, nell'Ohio, nel 1847. Figlio di povera famiglia, è costretto ad abbandonare la scuola dopo pochi mesi di frequenza a causa di problemi finanziari; riceve una sommaria istruzione dalla madre e, a soli 12 anni, inizia a vendere giornali sui treni della "Grand Trunk Railway", dedicando il tempo libero ai suoi primi esperimenti con apparecchiature elettriche e meccaniche. Organizza così un suo primitivo laboratorio a bordo di un vagone ma, a causa di un incendio da lui involontariamente provocato, viene licenziato.

Salva però poi fortunosamente il figlio del capostazione che stava per essere investito da un treno, assicurandosi la riconoscenza del padre, che gli permette di frequentare l'ufficio telegrafico della stazione. In seguito, mentre presta servizio come telegrafista, inventa uno strumento telegrafico a ripetizione per la trasmissione automatica dei messaggi.

La vendita degli apparecchi telegrafici, via via perfezionati, gli procura ingenti somme che nel 1876 utilizza per aprire un piccolo laboratorio privato. Nell'ambito delle trasmissioni telegrafiche, estremamente significativa fu l'invenzione dei sistemi duplice e quadruplice che consentivano di trasmettere più messaggi contemporaneamente su una sola linea. Importante per lo sviluppo del telefono, inventato indipendentemente dall'italiano Antonio Meucci e dallo statunitense Alexander Graham Bell, fu il suo progetto del microfono a carbone (1876).

Nel 1877 annuncia l'invenzione del fonografo, apparecchio mediante il quale il suono poteva essere registrato meccanicamente. Costituito da un semplice cilindro sul quale è avvolta della carta stagnola, che viene fatto girare manualmente mediante una manovella, l'invenzione costituisce un fondamentale passo avanti nel settore. Si narra che un tale gli chiese se fosse lui il creatore della prima cosiddetta "macchina parlante", al che Edison rispose: "No, la prima macchina parlante è stata creata molti millenni fa, dalla costola di Adamo!"

Due anni dopo, Edison presenta pubblicamente la prima lampada elettrica, che ottiene notevole successo. Concorrente di Edison è J.W.Swan, ma la concorrenza fra i due termina poco dopo, con la costituzione della società Edison & Swan United Light Company, alla quale arriderà un proficuo futuro. Nel periodo seguente si dedica invece al perfezionamento della dinamo per generare la corrente elettrica necessaria all'alimentazione dei nuovi dispositivi progettando, fra l'altro, la prima grande centrale elettrica della città di New York.

Nel 1882 la Edison Electric Light Company produrrà 100 mila lampadine all'anno. Nello stesso anno, prima a Londra e New York, e poi a Milano (Santa Radegonda) entreranno in funzione le prime centrali elettriche per la distribuzione dell'elettricità nelle strade e nelle case. Nel 1887 Edison trasferisce il laboratorio da Menlo Park a West Orange (entrambi nel New Jersey), dove prosegue esperimenti e ricerche. L'anno successivo inventa il cinetoscopio, il primo apparecchio con cui era possibile realizzare filmati per rapida successione di singole immagini.

Tra le sue ultime invenzioni si ricordano la batteria di accumulatori Edison (una batteria di accumulatori alcalina al ferro-nichel), ancora estremamente rozza ma dotata di un'elevata capacità elettrica per unità di peso.

Altre sue scoperte sono il mimeografo e un metodo telegrafico senza fili per comunicare con i treni in movimento. Allo scoppio della prima guerra mondiale progetta e costruisce impianti per la produzione di benzene, fenolo e derivati dell'anilina, che in precedenza venivano importati dalla Germania. Gli ultimi suoi anni lo vedono occupato a perfezionare alcune invenzioni precedenti. Osserva l'effetto termoelettrico, detto "effetto Edison-Richardson", che consiste nell'emissione di un flusso di elettroni da parte di un filamento riscaldato; le numerose applicazioni di questa scoperta nel campo dell'elettronica furono comprese solo molti anni dopo.

Edison non conquista tutti i mille e oltre brevetti da solo: intelligentemente si avvale di molti validi collaboratori e delle loro idee per poi perfezionarle e trasformarle in oggetti utili e commerciabili, rivelandosi in ciò, oltre che un ottimo tecnologo, anche un lungimirante uomo d'affari, precorrendo di molto i suoi tempi.

Scompare a West Orange, nel New Jersey, il 18 ottobre dell'anno 1931.
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