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Marc Chagall
La passeggiata 1917-1918 Marc Chagall Bella con il Garofano 1925 Marc Chagall Sogno di una notte "Bruscamente sento che non è con Thea che dovrei stare, ma con lei. Il suo silenzio è il mio. I suoi occhi sono i miei. E' come se lei conoscesse tutto della mia infanzia, del mio presente e del mio avvenire, come se riuscisse a vedere attraverso di me, a misurare la mia anima più recondita, anche se è la prima volta che la vedo". Così Marc Chagall ricordò nell'opera autobiografica La mia vita (1922) il primo incontro – fatale - con la donna che sarebbe diventata nel 1915, sotto la huppah rossa, la sua compagnia di vita: Bella Rosenfeld. Era l'autunno del 1909 e quel colpo di fulmine, di cui Cupido fu la modella Théa Bachmann, cambiò non solo l'esistenza dell'artista bielorusso, ma anche la sua poetica pittorica. Da quell'istante l'amata diventò, infatti, un elemento insostituibile dell'alfabeto figurativo del maestro di Vitebsk, della sua "totale esplosione lirica" (per dirla con le parole di André Breton), insieme con ebrei, animali, innamorati e violinisti volanti, con episodi della Bibbia, spaccati di vita circense e scene del proprio vissuto familiare. Il tema amoroso fa da fil rouge anche all'imponente retrospettiva realizzata alla Galleria d'Arte Moderna di Torino da ArtificioSkira, in occasione dei cinquant'anni della rassegna a Palazzo Madama, che l'artista curò personalmente dopo il suo ritorno dall'esilio americano, sul finire del 1953, con il critico ed amico Lionello Venturi. Tra le centoquaranta opere selezionate da Jean-Michel Foray (direttore dei Musei Nazionali del sud della Francia), in collaborazione con Meret Meyer e con Alan Crump, allo scopo di ripercorrere l'intera parabola creativa di Marc Chagall e, soprattutto, la sua opera più tarda (di solito poco studiata dalla critica), molte sono quelle che vedono Bella come protagonista, che raccontano le gioie dell'amore. Emblematiche in tal senso sono le due grandi tele La passeggiata (1917-1918) e Sopra la città (1914-1918), poste quasi all'inizio del percorso espositivo, che raffigurano due sposi che si librano spensierati nell'aria, lontani dai problemi della quotidianità, per il cui soggetto iconografico il poeta Guillauime Apollinaire coniò il termine di "superrealtà". Bella fa la sua comparsa nelle tele, già nei primi decenni del ‘900, quando Marc Chagall realizza una produzione di impianto figurativo, che documenta un'iniziale vicinanza e un attento studio delle prime Avanguardie, ben presto abbandonate a favore di un proprio personalissimo linguaggio, fatto di storie ironiche, commosse e fiabesche, che ha fatto di Chagall – afferma Sylvie Forestier – "il pittore più emblematico del XX secolo". Ecco così Bella sul ponte (1915), il quasi vuillardiano Fragole (1916) e l'altero e malinconico Ritratto con garofano (1925).lasciare presto il posto a tele come Sposa dalla doppia faccia (1927), Sogno di una notte di mezza estate (1939) e Il matrimonio (1944), dove il volo dei due amanti diventa simbolo del sentimento e "richiama – sostiene Federica Tammarazio, nella collana I classici dell'arte di Skira – il potere insito nella soprannaturalità, condizione da raggiungere tramite l'amore, motore dinamico della creazione". Arte e vita, dunque, si incontrano e tutto sembra un'allegra visione onirica, fino a quando nel 1944, la giovane moglie di Chagall muore. Il pittore cade in uno sconforto infinito, il dolore è inconsolabile: Bella era stata la sua musa, il suo critico più severo, il suo alter ego e la madre della sua unica figlia, Ida. Per diversi mesi, la vena creativa non dà frutti, i pennelli e i colori rimangono gettati in un angolo e smettono di far sognare il mondo dell'arte, fino a quando il pittore riprende a lavorare e la sua amata compare come un'aleggiante presenza benefica in molte tele. Nascono, in questi anni, o vengono rivisitati quadri come La fidanzata dal volto blu (1932-1960), Il guanto nero (1932-1948), L'apparizione della famiglia dell'artista (1935-1947) e il grande trittico Resistenza, Resurrezione, Liberazione, che sono vere e proprie fotografie del mondo interiore di Chagall, un mondo in cui Bella continuerà a vivere anche dopo l'unione dell'artista con Valentine Brodsky, Vava, perché – come dice un vecchio adagio popolare – "il vero amore non muore mai". |
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