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#34 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 312
Popolarità: 743073 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Ma è incredibile.........!
A volte mi chiedo se non sono in grado di spiegarmi con le parole o se c'è una sottile quanto maliziosa intenzione di interpretare, manipolare, "tradurre" , "limitare" alcuni thread che nelle intenzioni, si propongono di aprire spazi! Fatico a comprendere il perché ogni volta che qualcuno tenta di lanciare un dibattito più ampio di quelli resi possibili da spunti essenziali quali "la forza dell'inter " o "la cornutaggine di bush ", nello spazio di due risposte la conversazione torna indietro e si autolimita, quasi fosse impossibile a molti alzare gli occhi un po' più in alto e guardare al di là del naso.
Le ragioni dle mio disappunto: 1) In nessuna parte del mio thread, (non serve leggerlo in profondità per comprenderelo) ho in modo palese né velato, messo in discussione valore ed opera dei moderatori, anzi, era mia precisa intenzione favorire il supporto ad essi in un'attività tanto impegnativa quanto impopolare. Credo si possa dire tutto di me tranne che io non sia trasparente - a volte troppo mi dicono- nelle mie intenzioni comunicative. Dico quello che penso, rispondo a tono agli attacchi che a volte mi attiro, mi espongo col mio nick -nei thread-e con la mia immagine - nell'avatar- e sono così scevra di preoccupazioni circa gli impatti, che a lungo ho tenuto (non ricordo se qui o in altro sito) nome e cognome autentici nella scheda profilo (che ho successivamente tolto per proteggermi dai giochi di molti che amano pronunciarsi col "nick" ma prediligono attaccare "le persone"). Ogni volta che ho avuto qualcosa da dire a Weasel o Bonny in chat, l'ho fatto in modo diretto e senza nascondermi e quando sento il bisogno di rispondere con forza e non per gioco ad alcune provocazioni "sopra le righe",rimetto sempre il mio nick -qualora l'avessi tolto per giocare con altri- e mi rendo riconoscibile. Del resto sono da sempre un "aziendalista" e nei miei anni di lavoro con le organizzazioni (e sarebbe ipocrita pensare che questa non lo sia!) il più grande apprendimento è che "le strutture ed i ruoli non sono in discussione"! Non è criticando chi gestisce e guida che si modificano gli eventi; al contrario, è collaborando dall'interno, fornendo supporto, suggerendo, facendosi accettare attraverso la contribuzione ed il buon senso, che si può influire sulle cose anche, a volte, assumendosi ruoli di sostegno e facilitazione che, se gestiti dai soli autorizzati, appaiono a volte pesantissimi. Dunque neppure per un attimo ho pensato a mettere in discussione la professionalità e le scelte di chi, per ore numerose, passa tempo prezioso a leggere la varietà di facezie che passano spesso in queste pagine, a gestire conflitti ed assumere decisioni con coraggio e determinazione, esponendosi spesso alla critica dei molti che hanno più la voglia di attaccare che quella di costruire. Comunque se ho dato questa impressione, me ne scuso, ma non posso fare a meno di interrogarmi su perché ci sia stato il bisogno di leggere tra le mie parole, o più ancora nelle mie intenzioni, un dichiarato che non mi è proprio. Mi chiedo se sia solo un esercizio incauto ed inesperto di "lettura della mente" o non riveli invece un lapsus che non poteva ulteriormente essere trattenuto. In ogni caso, mentre sono completamente aperta al confronto, anche duro se costruttivo, non sono assolutamente disposta a legittimare che altri, al mio posto, scelgano di interpretare il mio pensiero, specie laddove questo possa indurre equivoci che non sempre verrebbero sottoposti a verifica con appropriate domande. 2) Ho già stimolto più di una volta - e senza successo!- la conversazione sugli sconfinamenti di tema. E' davvero insopportabile che quando si lancia un dibattito, anche un po' scottante, su cui si vorrebbe un confronto franco e diffuso, debba esserci qualcuno che si senta autorizzato a riversare nel contenitore fittiziamente aperto, tutta la sua insoddisfazione, le riflessioni ed i disagi per qualunque altro tema, tranne quello trattato. E' ovvio, Fonteleroy, che quando ti agganci al thread in oggetto suggerendo un dibattito emotivamente coinvolgente come quello sulla caccia, ottieni nei fatti il risultato che vedi: spostare l'attenzione su una conversazione laterale. Fermo restante il mio totale e solidale allineamento al pensiero già espresso da Nut ma con il preciso intento di non dar seguito alla trappola innescata rispondendoti, c'è da chiedersi perché lo hai fatto. Ma come mai tra i tanti spazi disponibili non scegli di aprire tu un thread su questo? Hai davvero bisogno di agganciarti "dove capita" per esprimere un pensiero che -sai bene- avrebbe incontrato resistenze fra molti, rinunciando invece ad un più adeguato -e meno protetto!- spazio tuo? O era necessario distogliere con un tema più forte l'attenzione da un argomento "critico" come quello che sollecito? In entrambi i casi si chiama "manipolazione", poiché distrae, allontana, distoglie da un argomento rispetto a cui a volte, temo, tutti noi preferiremmo restare estranei (e non è certo per cattiva volontà dei moderatori!) colludendo tacitamente col desiderio di non parlarne. Io parlo di responsabilità sociale Fonteleroy, non di libero arbitrio non so se riesco a chiarire il concetto, ma porca miseria, possibile che non venga frequentemente in mente che esiste anche un altro modo di interloquire, che è quello di fare domande e non solo di affannarsi a dare risposte e "posizionarsi" rispetto alle cose dette da altri? E vengo al dunque, su sollecitazione di Scardanelli: qual è una proposta accettabile? La proposta riguarda il "sense making". Perché quando all'interno si una comunità, di uno spazio, di un'esperienza, uno ha voglia di "sentirsi parte e trovare il senso" le cose vanno, in semplicità e ritmo. E 'necessario esporsi, dire la propria idea, confrontarsi, scontrarsi se serve e restituire costantemente e senza falsi pudori, feedback anche impietosi purché costruttivi sui pezzi -a volte indecenti- che riempiono le pagine. Siamo tutti grandi e non abbiamo bisogno di proteggerci da questo né di proteggere gli altri da sgradevoli verità. "i Forum" -hai ragione Fastmax - potevano essere l'ultimo ed unico posto dove provare a dar vita ad essa........ nei forum la libertà di espressione dovrebbe nascere e vivere con un unica regola il dialogo quale forma di confronto qualunque esso sia................" ma se un'intera collettività non riesce a bloccare attraverso il dialogo i processi denigratori o di distruzione subdola degli spazi, arginando provocazioni ed offese personali, partecipando e attivandosi in prima persona per limitare gli "sprechi di opportunità" abbiamo ancora l'arroganza di pretendere che i soli moderatori governino gli eventi? |
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#35 (permalink) | |
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StayHungry&Foolish
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Citazione:
come al solito Bonny ha ragione
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#36 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 312
Popolarità: 743073 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Eppure tu stessa lo dici Bonny: ciò che è nel virtuale spesso è pure nel reale..........ed aggiungo : e viceversa! E quindi, se a questo strumento non è forse lecito attribuire più valore della realtà, perché mai bisognerebbe attribuirgliene meno? Tutto ha a che fare con l'investimento che uno fa e mette nelle cose che costruisce e spesso è più utile o almeno altrettanto valido investire in questi spazi dove qualcuno parla piuttosto che in ambiti disarmanti di persone "vere" che non hanno più nulla da dire. Un mio carissimo amico una volta mi ha detto "Adoro il risiko: solo quando gioco sono davvero serio!!!!" Ed io allora, interrogandomi sul senso di quella frase, non intuivo la sua verità oggi accettabile anche per me: qual è il confine, sottile in fondo, tra vita vera e vita giocata? Dici che i tempi sono cambiati, che le chat hanno fatto il loro tempo! eppure hai ancora il gusto di voler spiegare, precisare, puntualizzare.........come chi avrebbe voglia di esserci ancora ma con amarezza constata che non riesce più a parlare la stessa lingua di chi è rimasto e preferisce ritirarsi. Scelta rispettabile purché "scelta"; molto peggio star fuori raccontandosi che tanto non c'è possibilità di influenzare la situazione. Io credo che tutti noi contribuiamo, volenti o nolenti alle evoluzioni degli ambiti a cui partecipiamo e grazie a dio! perché se non avessimo la responsabilità di produrre gli eventi, non avremmo neppure il potere per influenzarli! E tu Bonny, se decidessi di autoattribuirti, per vezzo e non per dovere, una piccola responsabilità di questo cambiamento a quanto pare non desiderato, qual'è la parte che ti sentirersti di prenderti? |
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#38 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 329
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Citazione:
Il passo successivo al vivere virtuale: il vegetare virtuale. |
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#39 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Mar 2002
Messaggi: 329
Popolarità: 0 ![]() |
Citazione:
Intanto ci sarà anche la carogna che picchia la moglie o il disgraziato che ne è succube, ma la maggior parte delle persone che conosco io, hanno un rapporto normale con la famiglia e l'ambiente esterno, e questo indipendentemente dal fatto che frequentino o meno forum, chat o messaggerie di internet. Mi pare poi che ci sia una sorta di pudore per il fatto di trovarsi in un forum o in una chat come se in quel momento rinunciassimo achissà quale vita reale, come se una sorta di rifugio per persone che soffrono di solitudine e frustrazioni varie. Guardate che star qui a discutere è umanamente molto meglio di guardare quello che milioni di concittadini vedono normalmente alla tv, è meglio che andare all stadio, è meglio che passare la giornata in un centro commerciale, è meglio che andare alla riunione di condominio. E non è peggio che fare altre cose. Almeno si interagisce e ci si confronta, fuori ci sono un sacco di attività passive e lobotomizzanti. Con questo io amo la natura , gli spazi aperti, la lettura, il cinema, i ristoranti e i contatti umani diretti. Ma quando sto qua faccio una cosa altrettanto decorosa. Credo che ci siano dei complessi da superare. |
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