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#81 (permalink) |
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Sull'amicizia
Sull'amicizia
E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia. E lui rispose dicendo: Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. E' la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore: Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia. Quando vi separate dall'amico non rattristatevi: La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura. E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito. Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano. E il meglio di voi sia per l'amico vostro. Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena. Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? Cercatelo sempre nelle ore di vita. Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora. Kahlil Gibran |
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#82 (permalink) |
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sul piacere
sul piacere
Allora un eremita, che visitava la città una volta l'anno, si fece avanti e disse: Parlaci del Piacere. E lui rispose dicendo: Il piacere è un canto di libertà, Ma non è libertà. E' la fioritura dei vostri desideri, Ma non il loro frutto. E' un abisso che esorta alla scesa, Ma non è profondo né alto. E' un uccello in gabbia che si alza in volo, Ma non è lo spazio conquistato. Sì, francamente, il piacere è un canto di libertà. E io vorrei che lo intonaste in tutta pienezza, ma temo che a cantarlo perdereste il cuore. Alcuni giovani tra voi ricercano il piacere come se fosse tutto, e vengono giudicati e biasimati. Non vorrei né giudicarli né biasimarli. Vorrei che cercassero. E troveranno non solo il piacere, Poiché il piacere ha sette fratelli, e il minore è più bello dello stesso piacere. Non avete udito di quell'uomo che, scavando la terra in cerca di radici, scoprì un tesoro? E alcuni anziani tra voi ricordano con rimpianto i piaceri, come errori compiuti nell'ebbrezza. Ma il rimpianto è l'oscurità della mente, e non il suo castigo. Essi dovrebbero ricordare i loro piaceri riconoscenti come per il raccolto di un'estate. Ma se il rimpianto li conforta, si confortino pure. E tra voi vi sono quelli non così giovani per cercare, né così vecchi per ricordare. E nella paura di cercare e ricordare, essi fuggono ogni piacer temendo di umiliare e offendere l'anima. Ma proprio in questo è il loro piacere. E in tal modo scoprono tesori, sebbene scavino radici con mano tremante. Ma ditemi, chi può offendere lo spirito? L'usignolo offende il silenzio della notte, o la lucciola le stelle? E la vostra fiamma o il vostro fumo mortificano il vento? Pensate forse di poter turbare lo spirito come con un bastone uno stagno tranquillo? Spesso, negandovi al piacere, non fate altro che respingere il desiderio nei recessi del vostro essere. Chissà che non vi attenda domani ciò che oggi avete negato. Anche il vostro corpo conosce la sua ricchezza e il suo legittimo bisogno, e non permette inganno. Il corpo è l'arpa della vostra anima, E sta a voi trarne musica armoniosa o confusi suoni. E ora domandatevi in cuore: "Come potremo distinguere il buono dal cattivo nel piacere?". Andate nei vostri campi e giardini, e imparerete che il piacere dell'ape è raccogliere il nettare del fiore, E che il piacere del fiore è conceder all'ape il suo nettare. Poiché il fiore per l'ape è una fonte di vita, E l'ape per il fiore è una messaggera d'amore. E per l'ape e per il fiore donarsi e ricevere piacere è a un tempo necessita ed estasi. Popolo di Orfalese, nel piacere siate come le api e come i fiori. Kahlil Gibran |
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#83 (permalink) |
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Sulla libertà
Sulla libertà
E un oratore disse: Parlaci della Libertà. E lui rispose: Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà, Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide. Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione. E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento. In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze. Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli. Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l'ora del meriggio? Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole. E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi? L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte. Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare. Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto. Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ? E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto. E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute. In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio. Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi. e quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce. E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande. Kahlil Gibran |
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#85 (permalink) |
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Il sogno che mi resta
Oh, i miei sogni!
Erano come fiori finti che nascondevo sotto l'erba del mio giardino già fradicia di pioggia e li dimenticavo. Erano così pochi i fiori veri e non li distinguevo, li confondevo sempre con i sogni. Ora che il tempo avanza inesorabile come la macchina che trebbia il grano e sferraglia senza pietà, no, io non potrò sognare! Raccoglierò i miei sogni come fiori di carta sgualciti e impolverati e li chiuderò nel cassetto più nascosto. Butterò la chiave per non aprirlo. E tu sai che ne terrò soltanto uno, dei miei sogni: questo amore. Io non vorrò sapere, non m'importa di capire se il sogno che mi resta è un fiore o un coriandolo di carta. Sarà soltanto quello che puoi darmi. Io curerò il mio amore come un vaso di viole, lo innaffierò con l'acqua del mio pozzo; solamente il tuo sole lo farà fiorire. Edward Sgubj |
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#86 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2004
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Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere, la parola è un'ala del silenzio, il fuoco ha una metà di freddo. Io t'amo per cominciare ad amarti, per ricominciare l'infinito, per non cessare d'amarti mai: per questo non t'amo ancora. T'amo e non t'amo come se avessi nelle mie mani le chiavi della gioia e un incerto destino sventurato. Il mio amore ha due vite per amarti. Per questo t'amo quando non t'amo e per questo t'amo quando t'amo. Pablo Neruda |
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#87 (permalink) |
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Bello questo post.......
Davvero complimenti anche all'autore.......... Che se condo me potrebbe essere uno di mia conoscienza ma potrei anche sbagliarmi.............. Ecco un mio piccolo contributo...... Sogno di vivere, ma sto gia sognando, e vivendo respiro l'aria che il vento mi porta sulla mia bocca e gustandolo capisco, che parla d'amore per te...... mio sogno dolcissimo Cristian subacchi 20/10/04 |
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#88 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2004
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Sul tempo
Sul tempo
E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo. E lui rispose: Vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso. Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni. Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e vederlo fluire. Ma l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo E sa che l'oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi. E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora quieto entro i confini di quel primo attimo in cui le stelle furono disseminate nello spazio. Chi di voi non sente che la sua forza d'amore è sconfinata? E chi non sente che questo autentico amore, benché sconfinato, è racchiuso nel centro del proprio essere, e non passa da pensiero d'amore a pensiero d'amore, né da atto d'amore ad atto d'amore? E non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto? Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre, E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa Kahlil Gibran |
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#89 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2004
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in questa notte d'autunno
In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole parole eterne come il tempo come la materia parole pesanti come la mano scintillanti come le stelle. Dalla tua testa dalla tua carne dal tuo cuore mi sono giunte le tue parole le tue parole cariche di te le tue parole, madre le tue parole, amore le tue parole, amica Erano tristi, amare erano allegre, piene di speranza erano coraggiose, eroiche le tue parole erano uomini. Nazim Hikmet |
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#90 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2004
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I tuoi occhi
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
nei tuoi occhi porti sempre il sole. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi quante volte hanno pianto davanti a me son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, nudi e immensi come gli occhi di un bimbo ma non un giorno han perso il loro sole; I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti: allora saprò far echeggiare il mondo del mio amore. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi verrà giorno, mia rosa, verrà giorno che gli uomini si guarderanno l’un l’altro fraternamente con i tuoi occhi, amor mio, si guarderanno con i tuoi occhi. Nazim Hikmet |
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