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Old Boy
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L'uomo che amava le donne
Attraverso il Doodle odierno (da collezionisti) Google celebra l’ottantesimo anniversario della nascita di uno dei grandi maestri del cinema, François Truffaut, con la celeberrima scena finale de “ I quattrocento colpi “(1959)che fece del fermo immagine una tecnica ideale per esprimere una situazione irrisolta:
nella sua fuga dal riformatorio il giovane protagonista Antoine, infatti, giunto in prossimità del mare e attraversata sempre più lentamente, quasi con incertezza, la spiaggia, si bagna i piedi per poi indietreggiare. La macchina da presa lo inquadra ormai fermo e si avvicina a riprenderlo in primo piano. E sul primo piano perplesso e raggelato del ragazzo l’immagine si arresta, fissando in un lungo frame stop il suo sguardo disperato che invade lo schermo per interrogare gli spettatori e lasciando un senso di incertezza e di precarietà riguardo al futuro del giovane ribelle. Ultima modifica di enea63 : 06-02-12 alle ore 19:52 |
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Old Boy
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400 coups
Fotografia e narrazione s'intrecciano in questa poetica scena finale (e in modo sublime nel fermo immagine dell'ultimo fotogramma) che racchiude il senso di tutto il film:
Antoine, con una corsa, raggiunge finalmente il mare, simbolo dei suoi sogni di vita, ma che improvvisamente diventa anche confine geografico ed esistenziale che limita la realizzazione del sogno di libertà completa. "Faire les 400 coups" significa combinarne di tutti i colori. E' il lungometraggio che inaugura la Nouvelle Vague francese e il ciclo di pellicole dedicate al personaggio Antoine Doinel, interpretato dall'alter ego di Truffaut, l'attore Jean-Pierre Léaud. E' un film fortemente autobiografico (anche Truffaut è stato in riformatorio, adorava leggere, in particolare Balzac) in cui l'infanzia trascurata e violata dal mondo degli adulti viene narrata con una poesia tenera e affettuosa, senza scadere nel sentimentalismo. I 400 colpi non è solo un film sull'infanzia; è un film sulla vita. Vengono ritratte l'amarezza, la freddezza e la rigidità del mondo adulto asettico, privato dello slancio vitale e dell'autenticità infantili. La chiusura verso ogni tipo di rapporto umano che avviene nella famiglia di Antoine, rispecchia ciò che a livello macroscopico esprime la società. A fronte di questo disinteresse generale, la richiesta del protagonista sembra rivoluzionaria: amore e soddisfazioni sono ciò che Antoine costantemente ricerca e ciò che gli viene costantemente negato. L'interesse per il cinema, l'idolatria verso Balzac dopo averne letto "La ricerca dell'assoluto" (erige perfino in casa in suo onore un altarino)e il desiderio di vedere per la prima volta Il mare rappresentano la necessità di evasione per ritrovare l'affetto e la libertà negate. La ricerca di Antoine rispecchia la visione del regista: per migliorare le dinamiche dei rapporti interpersonali e la convivenza, è necessario iniziare a cambiare umanamente se stessi, anche a costo di un prezzo molto elevato. |
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Old Boy
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Jules & Jim
Altro capolavoro di Truffaut omaggiato oggi da google.
On s’est connu, on s’est connu. On s’est perdu de vue, on s’est r’perdu de vue. On s’est retrouvé, on s’est réchauffé. Puis on s’est sépararé. Chacun pour soi est reparti dans l’tourbillon de la vie…" Queste le parole della celebre canzone "Le tourbillon de la vie", cantata da Jeanne Moreau nel film del 1962 di cui è protagonista e che è tratto dall'omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché, considerato immorale dai perbenisti dell'epoca perché narra di un ménage à trois travolgente |
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Old Boy
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L'ultimo metrò
Il terzo film omaggiato da google non è tra i miei preferiti di truffaut (ciò significa che l'ho visto solo 3 o 4 volte
) ma vale la pena di essere visto soprattutto per i due protagonisti, un Gérard Depardieu ancora giovane e di debordante energia e vitalismo e una Deneuve che regala un’interpretazione di femminilità sublime: sa essere fredda e distaccata, ed evocare al contempo desiderio e seduzione.Siamo nella Parigi occupata dai nazisti, divisa tra collaborazionisti e resistenti in via di organizzazione. Lei ha nascosto il marito ebreo, ricercato dai tedeschi, in cantina e gestisce da sola il loro teatro. Depardieu è un giovane attore della compagnia. Tra i due nascerà qualcosa, e anche di più. Deneuve è molto autorevole come boss del teatro, tanto da giustificare la celebre battuta di Depardieu coniata proprio su quel set: “Deneuve è l’uomo che avrei desiderato essere”. L’ultimo metrò è quello che bisogna assolutamente prendere prima che scatti il coprifuoco. Famoso è questo scambio di battute tra Catherine Deneuve e Gérard Depardieu, in realtà amanti segreti, sul palco nello spettacolo teatrale che inscenano: - L’amore fa male, forse? - Sì, l’amore fa male. Come un grande avvoltoio plana sopra di noi, si immobilizza e ci minaccia. Ma la minaccia può essere anche promessa di gioia. Sei bella, Hélèna, così bella che guardarti è una sofferenza. - Ieri dicevate che era una gioia. - È una gioia e una sofferenza. (to be continued) |
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