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Fu la gestione delle acque a segnare la sorte dell'impero Khmer
Uno studio della paleoecologia dei grandi bacini che fungevano da regolatori delle acque nella regione conferma che all'origine del crollo del fiorente impero Khmer furono gli interventi inadeguati di gestione della complessa rete di canali e invasi a fronte dell'espansione urbana e dei mutamenti climatici della "piccola età glaciale"
![]() Anche se è noto soprattutto per la sua architettura monumentale, e in particolare per il tempio di Angkor Wat, una delle caratteristiche più impressionanti di Angkor - il sito centrale dell'impero Khmer, attualmente nel territorio della Cambogia - è il suo elaborato sistema di gestione delle acque. Una fitta rete di invasi, canali, fossati, terrapieni si estendeva infatti su circa un migliaio di chilometri quadrati, consentendo alla città e alla regione circostante di prosperare senza risentire né delle imponenti piogge monsoniche stagionali né dei lunghi periodi di assenza di piogge, grazie a un'accurata gestione delle acque raccolte e conservate in grandi bacini, noti come Baray. Grazie alla progressiva espansione di questa opera idraulica, a partire dal IX secolo la capitale dell'impero Khmer crebbe fino a diventare il più grande complesso urbano del mondo di epoca pre-industriale, fino al suo declino, iniziato fra il XIV e del XV secolo. La decadenza e il crollo dell'impero Khmer sono stati attribuiti a diversi fattori, compresi la guerra, la conversione al buddismo Theravada, il cambiamento dei modelli commerciali regionali, la sovrappopolazione, e infine allo stress ambientale. ![]() Ricerche recenti hanno indotto a ritenere che un fattore chiave sia stato un complesso di alterazioni della struttura della rete idrica, legate all'espansione urbana, unite a una minore attenzione alle opere di manutenzione, soprattutto in relazione al progressivo mutamento delle condizioni idrogeologiche della regione. Fra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo, in corrispondenza del passaggio dal clima relativamente umido medievale al più secco clima della "piccola età glaciale", si verificarono infatti lunghi periodi di grave siccità intervallati da periodi insolitamente piovosi. Questo quadro è stato ora confermato da una ricerca condotta da archeologi e idrogeologi delle Università di Cambridge, di Miami e della Florida, che riferiscono il loro risultati in un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences". I ricercatori hanno studiato la paleoecologia degli antichi invasi di contenimento della regione, analizzando i tassi di sedimentazione, la densità dei sedimenti, la loro composizione e colore (che ne riflettono il contenuto in materia organica) e diversi rapporti isotopici. L'attenzione degli studiosi si è concentrata in particolare sul cosiddetto West Baray, che con i suoi otto chilometri di lunghezza per due di larghezza era il più ampio dei quatto invasi di Angkor, e che è l'unico in cui ancora oggi è presente l'acqua. "Cambiamenti nella sedimentazione e nell'ecologia sono stati determinati da complesse interazioni tra fattori naturali (clima) e antropici (gestione delle acque e del territorio). I nostri dati - osservano gli autori - non sono in grado di distinguere tra determinanti climatici e antropici, ma è probabile che questi due fattori abbiano agito in sinergia quando i cambiamenti ambientali portarono a un cambiamento nella gestione della rete idrica da parte dell'uomo." Fu la gestione delle acque a segnare la sorte dell'impero Khmer - Le Scienze |
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che...cco tempo
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che...cco tempo
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Qualche curiosità sui luoghi:
Hanno girato alcune scene di Lara Croft Il tempio restò nascosto fino a un paio di secoli fa, fino ad allora era considerato leggendario ed era stato citato negli scritti di uno storico portoghese che si ritiene abbia raccolto la testimonianza di Antonio de Magdalena, frate cappuccino che visitò Angkor attorno al 1585 Ultima modifica di indiano jones : 04-01-12 alle ore 15:17 |
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che...cco tempo
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La foto che hai messo mi sembra sia un altro tempio: Ta Prohm
Ta Prohm - Wikipedia Ta Prohm Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Coordinate: 13°26′06″N 103°53′21″E (Mappa) Torre a forma di viso nel quinto gopura occidentale. Ta Prohm è un tempio di Angkor, in Cambogia, costruito nello stile Bayon principalmente nel tardo dodicesimo e agli inizi del tredicesimo secolo. È situato approssimativamente ad un chilometro ad est di Angkor Thom, sul bordo beridionale del Baray orientale vicino a Tonle Bati, fu costruito dal re Jayavarman VII come monastero buddista Mahayana e come università. Diversamente dalla maggior parte dei templi di Angkor, Ta Prohm è rimasto nelle stesse condizioni in cui è stato trovato; l'atmosfera creata dalla combinazione di alberi che crescono sulle rovine e la giungla circostante lo hanno reso uno dei templi più popolari di Angkor. Indice [nascondi] 1 Storia 2 Il sito 3 Bibliografia 4 Altri progetti Storia[modifica] Fotografia Ta Prohm fu uno dei primi templi iniziati da Jayavarman VII nel suo grandioso programma di costruire molti edifici. Il nome moderno del tempio significa "vecchio Brahma", ma il nome originario era Rajavihara (tempio reale). Era dedicato alla venerazione della famiglia reale: la figura nella struttura principale (di Prajnaparamita, personificazione della saggezza, fu realizzata nel 1186) fu modellata sull'immagine di sua madre, mentre i due templi satellite nella terza recinzione erano dedicati al suo guru (quello a nord) e al suo fratello maggiore (quello a sud). Vari ampliamenti ed aggiunte continuarono anche fino al tempo di Srindravarman, alla fine del tredicesimo secolo. Sulla stele del tempio viene indicato che il sito era abitato da più di 12.000 persone, fino ad arrivare a 80.000 persone se si considerano coloro che abitavano nei villaggi circostanti. Il tempio ammassò una grande quantità di ricchezze, come oro, perle e sete preziose. Dopo la caduta dell'impero Khmer, il tempio fu completamente trascurato per molti secoli. Quando nel ventesimo secolo cominciarono gli sforzi per la conservazione ed il restauro dei templi di Angkor, Ta Prohm fu appositamente scelto dalla École française d'Extrême-Orient per essere lasciato così come era stato trovato come "concessione al gusto del pittoresco" (Glaize). Glaize scrive che il tempio fu scelto perché era "uno dei più imponenti e perché meglio si univa alla giungla, ma non al punto di diventarne completamente racchiuso". Ciononostante molti sforzi furono fatti per stabilizzare le rovine per permetterne l'accesso ai visitatori, affinché si mantenesse "questa condizione di apparente trascuratezza" (Freeman and Jacques). Radici di un albero che corrono lungo la galleria della seconda recinzione. Il tempio fu usato come location cinematografica nel film Tomb Raider. Sebbene il film non abbia mostrato molto fedelmente gli altri templi di Angkor, le scene girate a Ta Prohm erano molto simili all'attuale aspetto misterioso del sito. Il sito[modifica] Lo schema di base di Ta Prohm è quello "piatto" del tipico tempio Khmer, con cinque recinzioni rettangolari intorno al santuario centrale. Come la maggior parte dei templi Khmer, Ta Prohm è orientato verso est, cioè il tempio si allunga verso occidente lungo l'asse est-ovest. Il muro più esterno di 1000 per 650 metri racchiude un'area che avrebbe potuto contenere tranquillamente una città, ma che oggi è occupata principalmente dalla foresta. Ci sono dei gopura agli ingressi in ciascun punto cardinale, sebbene oggi l'accesso sia possibile solo dall'ingresso orientale e quello occidentale. Ciascun gopura ha una torre a forma di viso (simili a quelli del Bayon aggiunta durante il tredicesimo secolo, anche so oggi alcune sono crollate. C'erano dei fossati pieni d'acqua all'esterno della quarta recinzione. I tre recinti più interni del tempio vero e proprio sono delle gallerie, mentre le torri agli angoli della prima recinzione formano un Quincunx con la torre del santuario centrale. Questa progettazione è difficile da individuare per il visitatore, a causa dei percorsi tortuosi che si è costretti a fare per via dei diversi crolli nel tempio, ed anche perché numerose sono le costruzioni aggiunte in seguito. Tra gli altri edifici, i più importanti sono: le biblioteche negli angoli sud-est della prima e della seconda recinzione; i templi satellite a nord e a sud del terzo recinto; la Sala delle Danzatrici tra il terzo e il quarto gopura orientale; e una Casa del Fuoco ad est del quarto gopura orientale. Gli alberi che crescono sopra le rovine sona la caratteristica che contraddistingue il tempio per l'odierno visitatore. Freeman and Jacques fanno notare che "hanno ispirato la maggior parte degli scrittori ad eccedere nella descrizione di questa caratteristica, più di ogni altra di Angkor". Alcuni di questi alberi sono ficus strangolatori, mentre altri appartengono alle specie Tetrameles nudiflora. |
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che...cco tempo
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pubblicato da © 2011 The University of Sydney. Site by Damian Evans, Jens-Uwe Korff & Kathryn Sund. Please report problems to gap@acl.arts.usyd.edu.au
Greater Angkor Project (GAP), un'organizzazione internazionale Il progetto Greater Angkor, lavorando con un certo numero di colleghi da tutto il mondo sembra cosa diversa da questauna ricerca condotta da archeologi e idrogeologi delle Università di Cambridge, di Miami e della Florida |
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che...cco tempo
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L'articolo che è citato nel tuo post è qui
Search Results Penso sia questo: Social Sciences - Environmental Sciences - Physical Sciences - Geology Brendan M. Buckley, Kevin J. Anchukaitis, Daniel Penny, Roland Fletcher, Edward R. Cook, Masaki Sano, Le Canh Nam, Aroonrut Wichienkeeo, Ton That Minh, and Truong Mai Hong Climate as a contributing factor in the demise of Angkor, Cambodia PNAS 2010 107 (15) 6748-6752; published ahead of print March 29, 2010, doi:10.1073/pnas.0910827107 ...contributing factor in the demise of Angkor, Cambodia 10.1073/pnas.0910827107...the vast urban complex of Greater Angkor ( 1 ), and the sprawling kingdom of...contributing factor in the demise of Angkor, Cambodia. | The "hydraulic city... Abstract Full Text Full Text (PDF) Figures Only Supporting Information OPEN ACCESS ARTICLE Climate as a contributing factor in the demise of Angkor, Cambodia The “hydraulic city” of Angkor, the capitol of the Khmer Empire in Cambodia, experienced decades-long drought interspersed with intense monsoons in the fourteenth and fifteenth centuries that, in combination with other factors, contributed to its eventual demise. The climatic evidence comes from a seven-and-a-half century robust hydroclimate reconstruction from tropical southern Vietnamese tree rings. The Angkor droughts were of a duration and severity that would have impacted the sprawling city’s water supply and agricultural productivity, while high-magnitude monsoon years damaged its water control infrastructure. Hydroclimate variability for this region is strongly and inversely correlated with tropical Pacific sea surface temperature, indicating that a warm Pacific and El Niño events induce drought at interannual and interdecadal time scales, and that low-frequency variations of tropical Pacific climate can exert significant influence over Southeast Asian climate and society.... ... mi sembra che l'interpretazione "italiana" sia come al solito ... |
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che...cco tempo
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mi correggo scusa
deve essere questo : Physical Sciences - Geology - Social Sciences - Environmental Sciences Mary Beth Day, David A. Hodell, Mark Brenner, Hazel J. Chapman, Jason H. Curtis, William F. Kenney, Alan L. Kolata, and Larry C. Peterson Paleoenvironmental history of the West Baray, Angkor (Cambodia) PNAS 2012 ; published ahead of print January 3, 2012, doi:10.1073/pnas.1111282109 Paleoenvironmental history of the West Baray, Angkor (Cambodia) 10.1073/pnas.1111282109...and the sandstone quarries during the Angkor period based on the magnetic susceptibility...Table S1. 87 Sr86 Sr values from the Angkor region Sample name 87Sr86Sr %error... Abstract Full Text (PDF) Supporting Information Paleoenvironmental history of the West Baray, Angkor (Cambodia) Angkor (Cambodia) was the seat of the Khmer Empire from the 9th to 15th century AD. The site is noted for its monumental architecture and complex hydro-engineering systems, comprised of canals, moats, embankments, and large reservoirs, known as barays. We infer a 1,000-y, 14C-dated paleoenvironmental record from study of an approximately 2-m sediment core taken in the largest Khmer reservoir, the West Baray. The baray was utilized and managed from the time of construction in the early 11th century, through the 13th century. During that time, the West Baray received relatively high rates of detrital input. In the 14th century, linear sedimentation rates diminished by an order of magnitude, yielding a condensed section that correlates temporally with episodes of regional monsoon failure during the late 14th and early 15th century, recorded in tree ring records from Vietnam. Our results demonstrate that changes in the water management system were associated with the decline of the Angkorian kingdom during that period. By the 17th century, the West Baray again functioned as a limnetic system. Ecologic and sedimentologic changes over the last millennium, detected in the baray deposits, are attributed to shifts in regional-scale Khmer water management, evolving land use practices in the catchment, and regional climate change |
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