Che si tratti di pesci o di esseri umani, nelle società occorre spesso prendere decisioni collettive e può accadere che un piccolo gruppo molto determinato finisca per dominarne uno più ampio. Per impedirlo, è fondamentale il ruolo degli indecisi che si conformano all'idea del gruppo più numeroso: lo dimostra una simulazione al computer confermata da una ricerca sui pesci
Dai banchi di pesci alle società umane: gli organismi sociali hanno bisogno di prendere decisioni collettive. E non sempre è la maggioranza a prevalere: in alcuni casi, un gruppo piccolo ma risoluto di individui può riuscire a piegare l’intera comunità ai propri desideri.
Utilizzando modelli computerizzati, un gruppo di ricerca frutto della collaborazione tra il Max-Planck-Institut per la fisica dei sistemi complessi di Dresda, in Germania, ha scoperto che i soggetti disinformati che supportano le decisioni della maggioranza svolgono un ruolo fondamentale, impedendo che una minoranza particolarmente determinata possa prevalere.
Per la società democratica, ciò significa che gli individui che sono indecisi non sono necessariamente un pericolo per la democrazia e per i suoi processi decisionali come comunemente si crede.
“La nostra simulazione ha confermato in primo luogo ciò che è noto da tempo: un piccolo gruppo che persegue uno specifico obiettivo può dominare un gruppo più ampio”, ha esordito Thilo Gross, coautore della ricerca, nel commentare i risultati, illustrati sulla rivista “Science”. “Ciò che è invece sorprendente è che il fenomeno può essere prevenuto da un gruppo di non informati e indecisi”.
Nello studio al computer è stata simulata, sulla base di assunzioni molto generali, una situazione di presa di decisione tra due opzioni diverse, con la possibilità di variare non solo il numero di soggetti che preferivano l'una rispetto all’altra ma anche la motivazione dei singoli. Il risultato è quello anticipato: l'effetto collettivo di soggetti indecisi tende a dirigere il gruppo completo verso la decisione della maggioranza.
Per testare sul campo la simulazione al computer, i ricercatori hanno studiato il comportamento di pesci della specie Notemigonus crysoleucas. Divisi in due gruppi, i pesci sono stati addestrati, mediante la somministrazione di cibo, a dirigersi di preferenza verso un disco giallo e verso un disco blu, rispettivamente.
L’analisi del comportamento ha confermato i risultati del modello computerizzato: cinque pesci che avevano una forte preferenza per il giallo riuscivano a prevalere su sei pesci con una debole preferenza per il blu: tutti si dirigevano di preferenza verso il giallo.
Tuttavia, in una seconda serie di test l’introduzione di cinque o dieci pesci non condizionati ha alterato il risultato, ovvero la decisione collettiva: nonostante la loro forte motivazione, i pesci che preferivano il giallo non erano in grado di prevalere. I pesci non addestrati tendevano infatti a seguire la maggioranza e a dirigersi verso il blu.
Facendo le debite proporzioni e senza ovviamente pretendere di avere evidenziato niente di più che un fenomeno collettivo, il risultato porterebbe a ipotizzare che i conformisti siano cruciali per la democraticità delle decisioni collettive e per la prevalenza della maggioranza. Con un’avvertenza: i conformisti non devono essere troppi; in tal caso il risultato delle decisioni non è più prevedibile.
Il conformismo degli indecisi? Fondamentale per la democrazia - Le Scienze