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Vecchio 01-11-11, 19:09   #1 (permalink)
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In questi giorni... un RICORDO GLORIOSO del NOSTRO MILITE IGNOTO...!!!

Il Milite Ignoto e la folla Quel treno come nel '21 - Corriere della Sera
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Vecchio 02-11-11, 14:12   #2 (permalink)
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(siamo ritornati alla retorica del ... 21 ? )

DOMENICO GALLO – 4 novembre: onorare le vittime, non celebrare la morte » LA PAGINA DEI BLOG - MicroMega

Come tutti sanno il 4 novembre, anniversario della fine della prima guerra mondiale, ricorre la festa delle forze armate e dell’unità nazionale.

In linea di principio non c’è niente di strano che un paese celebri una festa delle proprie forze armate per ricordare i caduti di tutte le guerre e non c’è niente di strano che in Italia questa data venga fissata proprio il 4 novembre, anniversario della resa dell’esercito austriaco e quindi della fine della prima guerra mondiale.

Tuttavia è innegabile che, in Italia, questa festa sconta un peccato originale. Essa è stata istituita, all’indomani della guerra, per celebrare la cosiddetta “vittoria” di Vittorio Veneto, sotto la spinta dell’esigenza di elaborare il lutto, secondo il vecchio schema della retorica patriottica, trasformando la morte in “sacrificio”, in offerta generosa delle vita per la salute della collettività. Per questo è stato inventato il rito del “milite ignoto”, che è stato tumulato nel sacello dell’Altare della Patria il 4 novembre 1921.

Nella prima metà del secolo scorso le nostre piazze e le nostre chiese, i nostri municipi si sono ammantati di lapidi che “celebravano” il sacrificio dei nostri combattenti, caduti per la Patria. Nello stesso tempo quelle lapidi, chiudevano la bocca ad ogni dissenso che potesse mettere in discussione i meccanismi della politica e del potere che quelle morti avevano prodotto.

Morire per la Patria era un evento sacro e generoso: solo con questa trasfigurazione ideologica della morte si poteva rendere accettabile alla coscienza collettiva il peso insostenibile del dolore che aveva devastato la vita di quasi tutte le famiglie italiane (dal momento che la grande guerra aveva prodotto circa 750.000 morti, il doppio dei caduti che si sarebbero avuti con la seconda guerra mondiale).

Se nella seconda metà del secolo scorso quelle lapidi non sono state più erette, ed il culto della morte non è stato più celebrato, ciò è avvenuto perché la politica (e la Costituzione) lo ha impedito. Proprio questo vuol dire il ripudio della guerra: che la morte è stata tolta dagli utensili della politica, che deve perseguire i propri legittimi obiettivi con mezzi diversi dalla violenza bellica.

Sotto l’egida della Costituzione repubblicana, il mutato clima culturale, politico ed istituzionale ha trasformato il senso delle celebrazioni del 4 novembre rispetto all’impostazione originaria.

Senonché da alcuni anni la situazione è cambiata, con l’avvento al Governo di un ceto dirigente portatore di una cultura politica apertamente confliggente con i valori costituzionali, ivi compreso il più importante, il ripudio della guerra.

E’ quindi diventato concreto il rischio di tornare alle origini e di trasformare nuovamente il 4 novembre in un momento di celebrazione della morte e di glorificazione della guerra: insomma una festa anti-ripudio della guerra.

Il 4 novembre bisogna reagire alla fanfara suonata dai pifferai del nichilismo oggi al potere, confrontandosi con la memoria storica e mettendo a nudo la falsità dei miti con i quali si è corrotta in passato e, oggi, si sta tentando di nuovo di corrompere la coscienza collettiva.

Bisogna ricordare che quella guerra è uscita fuori da ogni schema razionale e che il progresso scientifico applicato all’arte della guerra ha trasformato il conflitto bellico in sterminio di massa ed ha aperto la strada ai fascismi del XX secolo, ad ulteriori barbarie e ad altri olocausti.

Non si deve dimenticare, ma bisogna di nuovo fare lezione dalle tragedie del passato per evitare che si ripetano nel nostro futuro.

La ricorrenza del 4 novembre deve essere utilizzata, non per glorificare la guerra “per la Patria”, ma per celebrare la fine dell’orrendo massacro che ha insanguinato l’Europa e per riproporre l’impegno a salvare le generazioni future dal flagello della guerra che, nel secolo scorso, come recita il preambolo della Carta delle Nazioni Unite, per ben due volte, nel corso della stessa generazione ha causato sofferenze indicibili all’umanità.

Domenico Gallo

(17 ottobre 2011)
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Vecchio 02-11-11, 14:49   #3 (permalink)
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Roma, arriva il treno del Milite Ignoto dipendenti Fs boicottano la cerimonia - Corriere Roma
"....EMANUELE FILIBERTO - Ad accolgiere il Treno del Milite Ignoto a Termini c'era anche, un po' defilato rispetto alle autorità, Emanuele Filiberto di Savoia: «Credo che le celebrazioni per i 150 dell'Unitá d'Italia e il 90° anniversario del viaggio della salma del Milite Ignoto siano un bellissimo omaggio - ha detto - che oggi il presidente della Repubblica e le tante autorità presenti fanno ai caduti della I Guerra mondiale».

Redazione online
02 novembre 2011 14:37
"

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Vecchio 02-11-11, 16:08   #4 (permalink)
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Onorare le vittime delle guerre




Il grandioso Sacrario di Redipuglia cade letteralmente a pezzi: i soldi bastano a malapena per le nuove 19 Maserati blindate destinate alla Difesa

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Sempre meno fondi, il Sacrario è ormai preda del degrado

di LUCA PERRINO

FOGLIANO - Il Sacrario militare di Redipuglia è il più grande e imponente d’Italia. Ogni anno è meta per migliaia di visitatori. Costruito interamente utilizzando marmo chiaro, fu realizzato nel 1938 su progetto elaborato dall’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma oggi, a distanza di tanti anni, mostra tutti i segni del tempo. E non è solo il monumento ad essere interessato da un evidente degrado. Lo è casa Terza Armata, sede del museo storico e degli uffici, e lo sono le quattro case sfitte di proprietà del Ministero della Difesa che sono un segnale eloquente di un certo abbandono e dei fondi sempre più risicati.
Prima le piastre del Sacrario che si sfaldavano e facevano intravedere le ossa dei militati caduti, poi gli intonaci cadenti e le imposte della casa Terza Armata che si staccavano, ora quelle quattro abitazioni: non sono certo un bel biglietto da visita per chi arriva a Redipuglia. Due di questi edifici sono visibili e si trovano sulla sinistra per chi accede al parcheggio principale. Uno - realizzato su due piani - era la residenza del direttore Armando Di Giugno che, andato in quiescienza, l’ha lasciata lo scorso anno. L’altro concesso in uso ad uno dei custodi, è libero ormai da parecchi anni.
Sempre destinate al personale, da molto tempo sono vuote anche le case che si trovano lungo la strada che porta all’osservatorio. Vuote e senza manutenzione sono davvero un brutto spettacolo. Cadono a pezzi, le grondaie si staccano, mentre il giardino è una selva di erbacce e di arbusti la cui crescita non viene controllata da nessuno.
Onorcaduti preferisce non commentare. Anche il sindaco Antonio Calligaris dice di avere le mani legate, di aver contattato il Ministero, anche nell’ambito della sua proposta di gestione del parcheggio che si trova accanto al campo da baseball, ma di non avere ancora ricevuto alcuna risposta. «Alle nostre lettere – commenta il primo cittadino – ci è stato risposto che la proposta doveva essere valutata, ma ancora siamo in attesa di conoscerne l’esito. Certo è, come ho già detto in altre occasioni, che la situazione in questo frequentatissimo luogo del nostro paese, biglietto da visita per gli itinerari della Grande Guerra, non è delle migliori». La questione del parcheggio era saltata all’onore delle cronache qualche mese fa quando, all’improvviso, l’ingresso al diamante dei Rangers era stato transennato. L’amministrazione comunale si era quindi fatta avanti chiedendo di gestire tutto il parcheggio. Oltre a questa, c’è un’altra questione che si trascina. È quella del passaggio pedonale di fronte al Sacrario e che da sempre è teatro di incidenti, anche con esito mortale. È nato un progetto per realizzare una rotonda lungo la regionale 305, nell’abitato di Fogliano Redipuglia in corrispondenza con l’innesto della provinciale per Pieris. Il progetto comprende proprio la messa in sicurezza della stessa tratta stradale, in special modo delle zone più sensibili, come il centro abitato di Fogliano, il cimitero e soprattutto la zona monumentale del Sacrario di Redipuglia. L’opera, comprensiva della rotonda, ammonta a 750mila euro, in parte sostenuti da Fvg Strade, in parte dalla Regione attraverso un finanziamento del Ministero dei Trasporti. Ma ancora i lavori non sono iniziati ed il pericolo è sempre dietro all’angolo.
F/
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Vecchio 02-11-11, 20:59   #5 (permalink)
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