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Come il freddo scacciò i vichinghi dalla Groenlandia
Il cambiamento climatico che caratterizzò la cosiddetta Piccola era glaciale ebbe un ruolo di rilievo nell'abbandono degli insediamenti
![]() Alla scomparsa degli insediamenti vichingi sulla costa occidentale della Groenalandia hanno contribuito divesi fattori, dalla conversione a uno stile di vita più sedentario basato su agricoltura e allevamento, alla dipendenza dal commercio con la Scandinavia fino alle conflittuali relazioni con le vicine popolazioni Inuit. Un cambiamento climatico, quello che caratterizzò la cosiddetta Piccola era glaciale, sembra però aver avuto un ruolo di rilievo. Lo afferma una ricerca condotta da climatologi della Brown University che hanno realizzato la prima accurata ricostruzione di 5600 anni di storia climatologica della regione - di cui riferiscono in un articolo a prima firma William D'Andrea pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences - sulla base dei sedimenti di due laghi nella regione di Kangerlussuaq, che ha permesso la definizione delle temperature dell'aria proprio nelle zone abitate dei vichinghi e, molto prima, dalle culture Saqqaq e Dorset. I Vichinghi arrivarono in Groenlandia nel 980, stabilendo una serie di piccole comunità lungo la costa costa occidentale e orientale della Groenlandia grazie a un periodo di clima relativamente mite, simile a quello attuale. Tuttavia, a partire dal 1100 circa, le temperature medie hanno iniziato a diminuire, finoa un abbassamento di quattro gradi, per un periodo di 80 anni. Più che la rapidità del cambiamento, osservano i ricercatori, l'abbassamento delle temperature ha innescato una serie di eventi negatvi, con un accorciamento ella stagione agricola e una carenza di foraggio per il bestiame, e probabilmente una inagibilità degli approdi nella brutta stagione. I dati archeologici e documentali disponibili indicano che alcuni insediamenti occidentali resistettero fino alla metà del XIV secolo mentre quelli orientali scomparvero agli inizi del XV. I ricercatori hanno anche studiato in che modo il clima ha influito sulle popolazioni Saqqaq e Dorset. I Saqqaq erano giunti in Groenlandia intorno al 2500 a.C. per rimanervi fino all'800 a.C., quando il clima subì un forte raffreddamento. La scoparsa dei Saqqaq coincise peraltro con l'arrivo della popolazione Dorset, molto più abituata a uno stile di vita basato sulla caccia sui ghiacci. Nel 50 a.C. anche questa cultura però declinò: "E' possibile che il freddo sia diventato così intenso da alontanarli, ma è probabile che ci sia stato anche qualcosa d'altro", ha commentato D'Andrea. Come il freddo scacciò i vichinghi dalla Groenlandia | Le Scienze |
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Berthe
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Piccola era glaciale - Wikipedia
Piccola era glacialeDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: navigazione, cerca La Piccola era glaciale (PEG, in inglese Little Ice Age, LIA) è un periodo di tempo che va dall'inizio del XIV secolo alla metà del XIX secolo [1][2][3] in cui ci fu un brusco abbassamento della temperatura terrestre nell'emisfero settentrionale. Questo periodo fu preceduto da un lungo periodo di temperature relativamente elevate chiamato periodo caldo medievale. Un nome alternativo e più corretto per questo periodo è "Piccola Età Glaciale", a rimarcare il fatto che il lungo lasso di tempo di cui stiamo parlando non arriva ad essere effettivamente un' "Era" vera e propria (ossia centinaia di milioni di anni). Dal 1300 si è assistito a un graduale avanzamento dei ghiacciai fino a una massima espansione intorno al 1850 quando le temperature hanno iniziato ad aumentare favorendo il ritiro dei ghiacci. Questa fase è attualmente in corso e se non vi sarà un cambiamento entro breve molti ghiacciai spariranno. In un primo tempo si credette che la piccola era glaciale fosse un fenomeno globale, ma attualmente si tende a dubitarne. Per esempio la ricostruzione delle temperature medie dell'emisfero nord negli ultimi 1000 anni non mostra un pronunciato raffreddamento. Dai dati raccolti sembra che in questo periodo le temperature medie si siano abbassate soltanto di 1 °C circa.[4] Il dibattito sull’entità di tale raffreddamento, così come del precedente riscaldamento medioevale, rimane tuttavia ancora aperto e non concluso. Indice [nascondi] 1 L'emisfero nord 2 Cause 3 L'attività solare 4 Attività vulcanica 5 Fine della piccola era glaciale 6 Note 7 Bibliografia 8 Voci correlate 9 Altri progetti [modifica] L'emisfero nord Hendrick Avercamp A scene on the iceLa piccola era glaciale ha causato inverni molto freddi in molte parti del mondo, ma sono documentati dettagliatamente soltanto in Europa e in America del Nord. Nella metà del XVII secolo i ghiacciai delle Alpi svizzere avanzarono gradualmente inglobando fattorie e distruggendo interi villaggi.[5] Il fiume Tamigi e i canali dei fiumi dei Paesi Bassi si congelarono spesso durante l'inverno e la gente pattinò e perfino tenne fiere sul ghiaccio.[5] Nell'inverno del 1780 il porto di New York ghiacciò, consentendo alle persone di camminare da Manhattan a Staten Island. Il mare ghiacciato circondante l'Islanda si estese per molti chilometri in tutte le direzioni impedendo l'accesso navale ai porti dell'isola. Così anche in Groenlandia. In entrambe le nazioni le navi commerciali dalla Danimarca non riuscivano a penetrare nella terra. Questo fece sì che la Danimarca cominciò a dimenticare anche l'esistenza delle due isole. Si hanno riferimenti del 1500 di una spedizione danese che trovò la Groenlandia completamente disabitata. In particolar modo, viene ricordato l'Inverno 1709 che, secondo gli esperti, è considerato il più freddo degli ultimi 500 anni per il continente Europeo. Gli inverni più rigidi ebbero effetti sulla vita umana in larga e piccola misura. Le carestie divennero più frequenti (quella del 1315 uccise 1,5 milioni di persone) e le morti per le malattie aumentarono. La piccola era glaciale è visibile nelle opere d'arte dell'epoca, per esempio la neve domina molti paesaggi del pittore fiammingo Pieter Brueghel il Vecchio, vissuto tra il 1525 e il 1569. [modifica] Cause L'immagine mostra la comparazione fra dieci ricostruzioni pubblicate sui maggiori cambiamenti di temperatura avvenuti negli ultimi 2000 anni.Gli scienziati hanno identificato alcune possibili cause predominanti per la piccola era glaciale: la diminuzione dell'attività solare e l'aumento dell'attività vulcanica. Tuttavia, mancando degli elementi certi e assoluti, vi sono molte altre ipotesi che tentano di spiegarne le cause. Vari indizi affermerebbero come ulteriore causa della piccola era glaciale (e delle ere glaciali in genere) possa essere rappresentata dal rallentamento della Corrente del Golfo e delle altre correnti oceaniche.[6][7][8] Questa corrente contribuisce infatti al clima temperato dell'emisfero occidentale; sembra che nei periodi di totale glaciazione del pianeta tutte le correnti oceaniche si fossero arrestate, mentre la piccola era glaciale potrebbe essere stata provocata solo da un temporaneo rallentamento della Corrente del Golfo,[9][10][11] unita a una diminuzione dell'attività solare. Non è ancora noto se questi fenomeni siano interconnessi. Sebbene esistano varie ipotesi, nessuna di queste è ancora ragionevole condivisa dalla comunità scientifica. Pare, inoltre, che un nuovo possibile rallentamento della Corrente del Golfo potrebbe influenzare il clima mondiale o continentale entro un periodo relativamente breve.[12][13] [modifica] L'attività solare Per approfondire, vedi la voce attività solare. Registrazione del carbonio-14 negli ultimi 1100 anni (scala inversa).Nel periodo compreso tra il 1645 e il 1715, proprio nell'intervallo centrale della piccola era glaciale, le macchie solari rilevate furono insolitamente poche, con alcuni anni senza la rilevazione di nessuna macchia (l'osservazione delle macchie solari e la loro catalogazione iniziò intorno al 1610, qualche anno dopo l'invenzione del telescopio). Questo periodo di poche macchie solari è conosciuto anche come minimo di Maunder e combaciò con il periodo più rigido durante la piccola era glaciale. Bisogna dire che attualmente non è noto nessun collegamento diretto tra basso numero di macchie solari e basse temperature terrestri,[14][15] ma questa coincidenza suggerisce che tale collegamento ci possa essere. Altri indicatori di una bassa attività solare in questo periodo sono rappresentati dai livelli di carbonio-14 e di berillio-10.[16] Recenti studi effettuati studiando carotaggi di ghiaccio prelevati in Groenlandia hanno determinato i minimi di Maunder degli ultimi 1000 anni studiando l'isotopo di berillio; questo è creato dall'interazione dei raggi cosmici con il ghiaccio. Questi studi suggeriscono che le variazioni dell'attività solare influenzino in qualche modo il clima terrestre provocandone riscaldamenti e raffreddamenti. Come risultato ulteriore questi dati mostrano che il sole non è mai stato così attivo nell'ultimo millennio come negli ultimi 60 anni.[senza fonte] Il ghiacciaio del Rodano un secolo fa (1890-1900). L'area del ghiacciaio del Rodano nel 2004.[modifica] Attività vulcanicaDurante la piccola era glaciale il mondo ha sperimentato un aumento dell'attività vulcanica.[17] Quando un vulcano erutta, le sue ceneri raggiungono le parti alte dell'atmosfera e da qui si espandono per tutta la Terra. Queste nuvole di cenere possono bloccare parte delle radiazioni solari, causando di conseguenza un raffreddamento del clima che può protrarsi fino a due anni dall'eruzione. Le eruzioni emettono anche zolfo sotto forma di gas SO2. Quando questo gas raggiunge la stratosfera si trasforma in particelle di acido solforico che riflettono i raggi solari, aumentando così la riduzione di radiazioni solari che raggiungono il suolo terrestre. L'eruzione nel 1815 del vulcano Tambora in Indonesia imbiancò l'atmosfera con le sue ceneri; l'anno seguente, il 1816, è conosciuto come l'anno senza estate: gelo e neve furono segnalati in giugno e in luglio sia nella Nuova Inghilterra che nel Nord Europa.[5] [modifica] Fine della piccola era glacialeLa piccola era glaciale si è conclusa intorno al 1850, quando il clima terrestre ha iniziato gradualmente a riscaldarsi. Un'evidente testimonianza dell'incremento della temperatura durante gli ultimi 150 anni è costituito dall'impressionante arretramento delle lingue glaciali in pressoché tutti i ghiacciai del mondo. Un esempio spettacolare di questo fenomeno è visibile nell'alta valle del Rodano. |
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Berthe
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Periodo caldo medievale - Wikipedia
Periodo caldo medievaleDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.Vai a: navigazione, cerca Il periodo caldo medievale (PCM; in inglese Mediaeval Warm Period, MWP) o ottimo climatico medievale fu un periodo di inusuale clima relativamente caldo, nella regione del nord Atlantico, durato circa 500 anni dal IX al XIV secolo. Il PCM è spesso invocato nelle discussioni attuali sul riscaldamento globale che si sta verificando sulla terra nell'ultimo decennio. Alcuni si riferiscono ad eventi come il PCM per sostenere che le previsioni fatte da più parti sono una enfatizzazione di fatti già accaduti in passato e poi regrediti. Il dibattito sull’entità di tale riscaldamento, così come del successivo raffreddamento della Piccola era glaciale, rimane tuttavia ancora aperto e non concluso, rientrante nella più ampia controversia nota ai più come controversia dell'Hockey Stick. [1] Andamento della temperatura negli ultimi 2000 anni secondo diversi studi.Indice [nascondi] 1 Ricerche iniziali 2 Eventi climatici 2.1 Regioni del nord Atlantico e del nord America 2.2 Altre regioni 3 Note 4 Bibliografia 5 Voci correlate 6 Altri progetti 7 Collegamenti esterni [modifica] Ricerche inizialiRicerche sul periodo caldo medioevale e sulla seguente piccola era glaciale furono fatte in Europa dove il fenomeno venne molto ben documentato dagli storici. Inizialmente si credette che il cambio climatico fosse stato globale, ma questa tesi è stata contestata. Il rapporto del 2001 dell' Intergovernmental Panel on Climate Change, organismo dell'ONU che studia la variazione delle temperature sulla terra, dichiarò sommarie queste affermazioni, sostenendo che: "...le conoscenze attuali non consentono di sostenere che possano essere esistiti periodi globalmente sincroni di particolare caldo o freddo su tutto il globo terrestre ed i termini periodo caldo medioevale e piccola era glaciale hanno dei significati limitati e non possono essere ascritti a tutto il globo terrestre nei singoli periodi in cui furono osservati".[2] I paleoclimatologi che hanno sviluppato degli studi regionali specifici su eventi del passato, hanno chiamato questi fenomeni con il nome di periodo caldo medioevale e piccola era glaciale.[3][4] Altri seguono le convenzioni e quando un evento climatologico significativo viene trovato nel "LIA" o "PCM", ne associano l'esistenza al periodo in cui si è verificato. Il periodo caldo medioevale coincide in parte con l'attività solare chiamata massimo medioevale e verificatasi tra il 1100 ed il 1250. [modifica] Eventi climatici[modifica] Regioni del nord Atlantico e del nord AmericaDurante il medioevo le viti producevano uva in tutta Europa fino al nord della Gran Bretagna[5][6][7] anche se in modo meno estensivo di quanto non lo siano al giorno d'oggi [8] (comunque, altri fattori oltre che il clima influenzarono fortemente il successo commerciale dei vigneti e la loro grande estensione anche oltre il periodo del PCM[senza fonte]). I Vichinghi si avvantaggiarono della remissione dei ghiacciai per colonizzare la Groenlandia ed altre terre del lontano nord. Il PCM fu seguito dalla piccola era glaciale che durò fino al XIX secolo. Nella baia di Chesapeake in Maryland, delle recenti ricerche effettuate hanno trovato delle grandi differenze di escursioni termiche durante il periodo del medioevo e della piccola era glaciale, possibilmente collegate alla variazione della circolazione delle maree nel nord Atlantico. [9] I sedimenti nel Piermont Marsh della bassa valle del fiume Hudson mostrano un periodo di secca durante il periodo caldo medioevale. [10] Prolungati periodi di siccità afflissero molte aree dell'ovest degli Stati Uniti, specialmente la California ed il Great Basin.[4] L'Alaska ebbe tre periodi di temperature particolarmente elevate: dall'anno 1 al 300 , dall'850 al 1200 e dopo il 1800.[11] Una ricerca fatta nel Mar dei Sargassi, a mezzo di carbonio radioattivo, ha dimostrato che la temperatura della superficie del mare era circa di un grado più fredda di quella attuale 400 anni fa e 1700 anni fa, mentre era di un grado superiore a quella odierna circa 1000 anni addietro (PCM).[12] [modifica] Altre regioniIl clima nell'Africa equatoriale dell'est ha avuto andamenti alternati fra il periodo secco attuale e periodi di relativa umidità. Il periodo secco iniziò nel periodo caldo medioevale. [13] Un blocco di ghiaccio prelevato nella penisola di Bransfield in Antartide ha consentito di identificare chiaramente il periodo della piccola era glaciale e del precedente periodo caldo medioevale. [14] Il campione ha dimostrato l'esistenza di un periodo caldo intorno all'anno 1000 rilevando chiaramente il fatto che periodi caldi e freddi si riscontravano, regionalmente, sia in ere calde che fredde. Coralli nella zona tropicale dell'Oceano Pacifico suggeriscono che delle condizioni relativamente fredde e secche persistettero nei primi anni del secondo millennio con una configurazione simile all'attuale oscillazione fra La Niña e El Niño.[15] Anche se esiste una notevole scarsità di dati sull'Australia, sia per il periodo caldo medioevale che per la piccola era glaciale, si può assumere che fossero confrontabili con quelle del lago Eyre fra il IX ed il X secolo conformi alla situazione del La Niña. Adhikari e Kumon in una indagine del 2001 sui sedimenti del lago Nakatsuna nel Giappone centrale, hanno verificato l'esistenza di entrambi i periodi sopra citati.[16] |
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Molto affascinante la storia dei vichinghi groenlandesi, i primi europei che scoprirono l'America, fondando colonie non stabili a Terranova e forse più a Sud.
Rimasero 500 anni in Groenlandia e la loro scomparsa è uno dei grandi misteri della storia. Quando si riallacciarono i contatti con le colonie orientali, non trovarono più nessuno... ma solo fattorie e chiese perfettamente conservate dal clima freddo, senza segni di distruzione, violenza o abbandono (la"Pompei" ghiacciata)..... |
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"E´ come se i Vichinghi avessero semplicemente impacchettato le cose che volevano portare con sé, e lasciato l´area" ha riferito Jette Arneborg, archeologo capo del progetto. "Non c´è traccia di un abbandono caotico." La scoperta di chiavi e lucchetti fa pensare che conservarono ciò che aveva un valore, al tempo dell´evacuazione. Gli oggetti lasciati includono cose ingombranti come panche ricavate da vertebre, e un telaio di legno con circa 80 pesi per tessitura che si ritiene essere uno dei più grandi telai di età medioevale mai trovati nel nord Atlantico-. La fattoria era parte dell´Insediamento Occidentale, una comunità stabilitasi attorno al 1000 d.C. che crebbe fino alle 1500 unità prima che i Norse decidessero di abbandonare l´area attorno al 1350, rimanendo comunque nel sud della Groenlandia per un altro secolo.
A Nipaatsoq, il soffiare delle sabbie glaciali, ha ricoperto la fattoria agli inizi del 1400, lasciandola intatta e sigillata fino al 1990, quando due cacciatori riferirono di avere visto legni antichi sporgere da un banco eroso dalla corrente. Gli scavi furono completati nel 1996, e gli studiosi al lavoro stanno analizzando il suolo, i pollini, le ossa degli animali, i resti degli indumenti, le iscrizioni runiche, le mosche domestiche, per ricostruire la "storia silente" della fattoria. "Si tratta di studiare l´integrazione di dati archeologici e ambientali". Nel sito vichingo gli artefatti erano sigillati nel permafrost e seppelliti sotto parecchi piedi di sabbia. Molti artefatti organici corna di animali, ossa, pelle e legno - non si sono decomposte. Tutti gli animali della fattoria sembrano essere stati evacuati, con l´eccezione di una capra vagante, che aveva trovato rifugio in un granaio. Sei secoli più tardi, i suoi resti mummificati sono ancora sotto la copertura di paglia crollata del tetto. Alla fattoria non vi è indicazione di conflitti con nativi, ora chiamati popolo Thule, che possano avere affrettato la partenza dei Norse. Virtualmente tutti gli artefatti Thule scoperti alla fattoria, sono tracce più recenti dell´occupazione umana, indicando che i cacciatori nomadi continuavano ad usare la struttura come campo base per la caccia al caribù. Quello che sembra avere contribuito all´abbandono dell´Insediamento Occidentale, hanno riferito gli archeologi, è il cambiamento climatico. Il verificarsi di una "piccola età glaciale" ha reso del tutto inospitale la costa groenlandese verso la metà del 1300, e i Norse non erano preparati ad un eccessivo raffreddamento della temperatura, che causò la glaciazione dell´entroterra fino a parecchie miglia. Il cambiamento climatico non è stato il solo fattore che ha causato il declino della colonia vichinga. Il commercio dell´Europa con l´Africa per l´avorio stava diventando più facile, portando ad una comparativa diminuzione del prezzo dell´avorio degli elefanti africani. Ancora, tra il 1347 ed il 1350, la Black Death, epidemia di peste detta la Morte Nera, uccise un terzo della popolazione mondiale. L´implosione demografica portò le popolazioni ai margini del mondo medioevale, a trovare nuove opportunità economiche nel cuore dell´Europa spopolata. Nel fronteggiare il raffreddamento climatico, i Norse ebbero come unica via di sopravvivenza, o "diventare nativi" e vivere come Eschimesi, o spostarsi verso le terre meridionali della Groenlandia, in Islanda o in Scandinavia, dove avrebbero potuto mantenere il loro tipo di vita europeo. Gli ultimi Norse della Groenlandia si ritirarono probabilmente in Islanda. Oggi alcuni storici ritengono che Colombo ebbe notizia dei racconti sul Nord America da navigatori Islandesi, quando navigò in prossimità dell´Islanda negli anni attorno al 1480. Fitzhugh, il curatore della mostra sui vichinghi, ha riferito : "L´idea è che Colombo sia stato nella regione dell´Islanda prima di arrivare in Nord America". Nel 1408, ultimo documento scritto dalla chiesa di Hvalsey per un matrimonio celebrato tra una groenlandese e un capitano islandese, che portò in patria il documento e le ultime notizie dalla Groenlandia: la morte di una donna accusata di aver sedotto degli uomini con la stregoneria e che venne bruciata viva per questo, secondo le consuetudine europee del periodo. Tuttavia secondo alcuni storici questo potrebbe non essere l'ultimo viaggio in Groenlandia da parte di navi europee; potrebbero esserci stati (almeno fino al 1480 circa) altri viaggi successivi di cui non si ha notizia. Poi il silenzio ...... |
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grazie, mi ha interessato sempre molto l'argomento da quando ho letto un romanzo che prendeva lo spunto da questa bella e strana iscrizione runica ritrovata in groenlandia risalente all'anno 1000: "Bibrau è il nome della ragazza che siede nel blu".
C'è da sempre un grande dibattito degli storici per capire come mai i vichinghi sparirono senza lasciare traccia dopo 500 anni di vita sull'isola. Adesso l'ipotesi più accreditata è quella che citavi all'inizio, cioè se ne andarono per il clima diventato rigido e per il venire meno delle risorse economiche di sussistenza e da esportare . Fino a qualche anno fa andava per la maggiore l'ipotesi dello storico di sinistra Diamond, che fedele al suo credo, faceva un bel pistolotto morale sulla civiltà occidentale e il suo destino di autodistruzione (di cui evidentemente per lui i norse erano l'esempio perfetto e monito ) senza nessun riscontro a supporto..... Archeomedia - Rivista di Archeologia On-line il titolo del saggio, molto noto, è "Collasso"
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Lui dice fra l'altro: "Due cose soprattutto abbiamo imparato. Primo, l'ignoranza uccide, ma la conoscenza aiuta solo se le si dà retta." ...e se lo dice lui.
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