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maf@lda 02-05-11 08:43

Come sta? Non bene? Prego si spogli e dica 33!
 
1 Allegato/i
"L'altra medicina" mi ha sempre affascinato. Mantenere e recuperare la salute cercando di ristabilire un equilibrio fisico mentale attraverso la fitoterapia oppure l'oligoterapia, l'omeoterapia oppure il massaggio zonale....il campo è molto vasto.
Cominciamo a conoscere
l'OLIGOTERAPIA.

Il termine Oligoterapia, dal greco oligos = poco, indica un metodo terapeutico basato sulla somministrazione di oligoelementi, a dosi deboli, dell´ordine del milionesimo di grammo. In senso più ampio, l’oligoterapia utilizza anche elementi minerali che non sono propriamente oligoelementi, ma che appartengono al gruppo degli elementi plastici (Zolfo, Fosforo) o degli elementi maggiori (Magnesio, Potassio).


Questa tecnica, si avvale del contributo degli elementi minerali presenti nell’organismo animale ed umano; queste sostanze le troviamo presenti in natura e sono inserite anche nella tavola periodica degli elementi, molto nota a tutti coloro che hanno avuto a che fare con lo studio preliminare della chimica organica ed inorganica insegnata alle scuole medie e ripresa in vario modo a livelli di studio superiore o universitario.
Sono sostanze indispensabili anche se presenti in minima quantità, svolgono un ruolo insostituibile e veramente utile nella prevenzione e nella cura dei più svariati squilibri energetici.

Le origini dell´oligoterapia

Nel 1894 Gabriel Bertrand evidenzia il ruolo essenziale svolto dagli oligoelementi come biocatalizzatori, cioè acceleratori delle reazioni chimiche, nella biologia vegetale ed animale. Negli anni ‘ 20 J.U. Sutter tratta con successo eczema ed asma bronchiale, con un preparato oleoso a base di Manganese e Rame. Negli anni ‘ 30, il medico francese Jacques Ménétrier sperimenta il preparato di Sutter nella Tbc, ottenendo risultati favorevoli su un gruppo di pazienti che presentavano caratteristiche ben definite. Quindi introduce l´uso sistematico degli oligoelementi in terapia, definendo l´oligoterapia catalitica. Indicazione elettiva per il trattamento con gli oligoelementi sono i disturbi funzionali, non lesionali. Per questa ragione viene introdotto il termine di Medicina Funzionale per indicare il metodo clinico-terapeutico per lo studio e il trattamento di tali disturbi. Nei decenni seguenti, la Scienza dell´Alimentazione ha contribuito alla nascita di un secondo indirizzo di Oligoterapia, definito “nutrizionale”, basato sulla individuazione del ruolo degli oligoelementi, sulla determinazione del loro fabbisogno, sulla evidenziazione di carenze o eccessi e sulla loro eventuale integrazione alimentare. Più recentemente si è configurato un terzo indirizzo in oligoterapia, basato sulla somministrazione di elementi minerali a dosi elevate, definite “farmacologiche”, nel trattamento di alcuni quadri morbosi.

maf@lda 02-05-11 08:49

1 Allegato/i
•Oligoterapia “catalitica”
La prima configurazione dell’ oligoterapia nasce negli anni ‘ 30, con l’ opera del medico francese Jacques Ménétrier. Egli si avvale dei lavori preliminari di Gabriel Bertrand e J.U. Sutter.
L’oligoterapia catalitica si basa sull’ impiego di oligoelementi come bio-catalizzatori nel trattamento di manifestazioni funzionali e secondo la teoria delle “diatesi” e l’ attività ottimale viene svolta per un apporto in oligoelementi dell’ ordine del milionesimo di grammo. Questo modo di curare tali situazioni reattive naturali prende il nome di “oligoterapia diatesica”, perché si basa sulla individuazione di un particolare stato reattivo naturale, che può essere affrontato con grandi risultati pratici tramite l’assunzione di: ferro, fluoro, litio, manganese, rame, cobalto, oro, argento, zolfo, zinco, selenio, iodio, molibdeno, vanadio ecc…
Questi minerali, vengono in genere preparati in soluzioni orali (fiale, gocce o spray) ed in alcuni casi diluiti secondo la tecnica omeopatica in diluizione decimale; oppure sono prodotti esclusivamente in soluzioni orali con concentrazioni molto ridotte, senza essere diluiti omeopaticamente.
La essenzialità di questi rimedi si giustifica per la loro azione catalica, cioè per la loro indispensabile presenza attiva nelle reazioni organiche in cui avviene la sintesi di zuccheri, proteine, ormoni,inoltre essendo parte attiva delle molecole enzimatiche, la loro presenza permette che questi enzimi (sostanze in grado di accelerare nel tempo le reazioni metaboliche)possano agire normalmente, per promuovere in millesimi di secondo le reazioni organiche, che senza di loro, avverrebbero in tempi più lunghi (minuti, ore).
•Oligoterapia “nutrizionale”
Negli anni ‘ 50, la Scienza dell’ Alimentazione evidenzia il ruolo di molti elementi chimici e ne definisce il fabbisogno. L’ oligoterapia nutrizionale è basata sull’ integrazione alimentare di oligoelementi nelle situazioni di carenza o di aumentato fabbisogno. Oltre alla funzione catalitica, essi sono stati studiati per il loro ruolo nutrizionale, come elementi indispensabili onde evitare carenze e come veri e propri farmaci se impiegati in certe patologie a dosaggi molto più alti,come approccio terapeutico;ad esempio il fluoro ad alti dosaggi nella terapia dell’osteoporosi o il solfato di zinco nell’artrite psoriasica, in campo umano e animale ove vi fosse una patologia similare. Storicamente, l’oligoterapia nutrizionale è la seconda forma di utilizzazione sistematica degli elementi minerali. Si sviluppa ulteriormente negli anni `60 grazie ai notevoli progressi della Scienza dell’Alimentazione che consentì di determinare il ruolo dei vari oligoelementi e il loro fabbisogno.
L’individuazione di una carenza in oligoelementi essenziali, implica la correzione, attuata mediante opportuna integrazione alimentare e minerale.
Più recentemente si è sviluppata la Medicina Ortomolecolare e la Nutriterapia. Oggetto di studio di tali discipline é lo studio del ruolo dei micronutrienti essenziali (oligoelementi, vitamine, aminoacidi ed acidi grassi essenziali) e la loro somministrazione in condizioni di carenza.
Nella scelta di un gruppo di terapie rispetto ad altre, l’oligoterapia in genere, si pone come trattamento di fondo,per periodi prolungati nelle malattie di lunga durata oppure in molte forme acute come terapia d’urto per somministrazioni ripetute.
E’ estremamente variabile per i singoli elementi e per lo stesso elemento in condizioni diverse. In generale, viene espresso in milligrammi o sue frazioni.

•Oligoterapia “farmacologica”
Negli anni ‘ 60 in alcuni lavori clinici viene proposto l’ uso farmacologico di alcuni elementi. Tale indirizzo utilizza dosi “farmacologiche” di un elemento, nel trattamento di alcune forme morbose particolari. è la forma più recente di utilizzazione terapeutica di elementi minerali, si basa sull’impiego di concentrazioni nettamente più elevate di oligoelementi, rispetto all’oligoterapia catalitica e nutrizionale, che vengono definite “farmacologiche”. L’attività terapeutica risultante appare nettamente diversa da quella ottenuta con l’approccio nutrizionale. La quantità consigliata è nettamente superiore a quella dell’ integrazione alimentare ed è dell’ ordine dei milligrammi.

maf@lda 02-05-11 09:44

1 Allegato/i
L’oligoterapia, detta anche terapia delle funzioni o terapia catalitica dechelante, ripristina il funzionamento degli enzimi.

Quando si parla di oligoelementi nel linguaggio comune s’intendono gli oligoterapici che sono composti da una base, detta trasportatore, in cui è diluita una quantità minima di oligoelemento.

La quantità è così ridotta che non è neanche possibile pesarla, al punto che si può considerare in diluizione omeopatica; il numero di molecole dell’oligoelemento è in pratica trascurabile, e l’efficacia del prodotto si realizza a livello energetico.

Per questo, inoltre, anche se alcuni oligoelementi sono tossici, come il litio, l’oligoterapia non può provocare intossicazione o effetti collaterali.

Un aspetto importante è la stretta relazione tra oligoelementi e diatesi.

Quest’ultima è una sorta di fotografia della struttura energetica dell’individuo, costruita sulla scorta delle sue caratteristiche costituzionali (la sua struttura energetica specifica) e della situazione attuale.
Ci sono cinque diatesi, e ad ognuna corrisponde un oligoelemento (o gruppo di oligoelementi).
L’oligoterapia è utile in moltissimi casi, e s’integra bene sia con la medicina allopatica (convenzionale) che con quelle naturali.



La prima diatesi è quella del MANGANESE detta anche Allergico-Artritica.

Come tratto psicologico, avremo un individuo attivo, ottimista, dinamico, ma anche agitato, nervoso, collerico, aggressivo.

Alla sera non andrà mai a letto, ma al mattino faticherà ad alzarsi. Sarà soggetto ad emicranie, disturbi allergici quali eczemi, orticarie, asma, riniti. Le artralgie sono caratterizzate da dolori acuti, non deformanti né anchilosanti. Le nevralgie saranno anch'esse acute, sciatiche, nevralgie intercostali, nevralgie facciali.

A livello cardiovascolare avremo palpitazioni, dolori precordiali acuti, ipertensioni arteriose essenziali (senza alcuna causa apparente) ed ipotensioni essenziali. A livello genitale avremo ipermenorrea con dismenorrea, a livello endocrino ipertiroidismo. Nei familiari di questi soggetti si constatano sindromi allergiche quali asma, riniti, eczemi, artriti, ipertensione ed ictus.

maf@lda 02-05-11 09:50

1 Allegato/i
La seconda diatesi ha come elementi il MANGANESE-RAME e viene chiamata Ipostenica.
Psicologicamente avremo un individuo con difficoltà di concentrazione, distratto a scuola, affaticato sia fisicamente che intellettualmente, stanchezza soprattutto nelle ore pomeridiane che culminerà con l'andare a letto presto proprio perché non ce la fa più, ma la mattina si alzerà presto, perché è il momento della giornata in cui si sente più in forze.

Sul piano dell'umore avremo tristezza, pessimismo, calma.

Le malattie che si riscontrano sono soprattutto a carico dell'apparato respiratorio e del colon. Avremo riniti, rinofaringiti, laringiti, tracheiti e bronchiti, asma non allergica, ma dovuta a bronchite cronica. Enterocoliti croniche, coliti, sigmoiditi, rettocoliti. Nei familiari si riscontrerà tubercolosi
.

maf@lda 02-05-11 10:09

1 Allegato/i
E tu come stai?

Ho girato e ho rigirato
senza sapere dove andare
ed ho cenato a prezzo fisso
seduto accanto ad un dolore
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
e mi fanno compagnia
quaranta amiche le mie carte
anche il mio cane si fa forte
e abbaia alla malinconia
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come vivi
come ti trovi
chi viene a prenderti
chi ti apre lo sportello
chi segue ogni tuo passo
chi ti telefona
e ti domanda adesso
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
Ieri ho ritrovato
le tue iniziali nel mio cuore
non ho più voglia di pensare
e sono sempre più sbadato
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu cosa pensi
dove cammini
chi ti ha portato via
chi scopre le tue spalle
chi si stende al tuo fianco
chi grida il nome tuo
chi ti accarezza stanco
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
non è cambiato niente no
il vento non è mai passato tra di noi
tu come stai
non è accaduto niente no
il tempo non ci ha mai perduto
come stai?
tu come stai?


YouTube - claudio baglioni e tu come stai?


(spazio musicale!);)

maf@lda 02-05-11 15:46

1 Allegato/i
La terza diatesi ha come elementi il MANGANESE-COBALTO e viene chiamata Distonica.

L'astenia persistente che peggiora nell'arco della giornata è la caratteristica principale del soggetto distonico. Però è particolarmente accusata a livello degli arti inferiori come una pesantezza delle gambe. Psichicamente avremo un'alternanza tra gioia e depressione. Disturbi di memoria, amnesie, emotività, ansia, angoscia.

A livello fisico, precordialgie, spasmi colitici, formicolii alle mani, ipertensione arteriosa, arteriopatie, varici, edemi malleolari, coronaropatie, aortiti, emorroidi. Gastralgie prima dei pasti, oliguria, uremia, nefrite cronica, artralgie. Essendo una diatesi evolutiva verso la vecchiaia non si può risalire ad antecedenti familiari.

maf@lda 02-05-11 15:58

1 Allegato/i
La quarta diatesi ha come elementi RAME-ORO-ARGENTO e viene chiamata Anergica.

Qui avremo astenia lenta, insidiosa e continua che arriva fino all'esaurimento. Difficoltà mentale e di concentrazione, disinteresse per chi li circonda, per il lavoro, desiderio di solitudine, disgusto per la vita fino al suicidio, paura.
A livello fisico artrosi, spondilite anchilosante, rettocolite emorragica, eczemi infetti, sinusiti, otiti, tonsilliti purulente, osteomieliti, cistiti recidivanti.

A questa diatesi sono da ascrivere anche leucemie, linfomi, cancri, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, Parkinson.
I familiari di questi soggetti avevano nella loro infanzia episodi infettivi gravi e ricorrenti come tonsilliti, otiti, foruncoli, e a volte potevano essere sensibili alle infezioni tutta la vita.

maf@lda 02-05-11 16:01

1 Allegato/i
La quinta diatesi ha come elementi lo ZINCO-NICHEL-COBALTO e lo ZINCO-RAME e viene chiamata di Disadattamento.

Qui avremo per i primi elementi uno squilibrio a livello dell'asse ipofiso - pancreatico, per i secondi uno squilibrio ipofiso -surrenale o ipofiso - gonadico. L'astenia in questa diatesi è di breve durata, dovuta ad ipoglicemia. Intellettualmente ci saranno vuoti temporanei delle capacità intellettive e depressione, sensazioni di testa e di corpo pesanti.

Ci possono essere stati di abulia alternati a stati di eccitazione.
Dolori gastrici e colitici che sfociano nell'ulcera, stati prediabetici e diabetici, ritardi di sviluppo nel bambino con criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli nello scroto), enuresi, amenorrea, frigidità, impotenze sessuali, prostatiti, obesità dovuta a disturbi endocrini, cellulite, insufficienza circolatoria degli arti inferiori con edemi. Familiarità per diabete, ulcera e disturbi da ristagno di liquidi corporei.

Tutti gli oligoelementi, che danno il nome alle varie diatesi, se assunti, saranno di aiuto per alleviare i sintomi fisici, ma anche quelli psichici descritti nelle diatesi stesse.

maf@lda 02-05-11 16:08

1 Allegato/i
ALLUMINIO , Al
Oligoelemento complementare, regola le funzioni cerebrali

BISMUTO Bi
Oligoelemento complementare, regola le affezioni della gola.poco usato

CALCIO Ca
Oligoelemento essenziale, in caso di rachitismo, carie, fragilità ossea, problemi alle unghie, reumatismi, eczemi

COBALTO, Co
E' l'oligoelemento che fa parte integrante della molecola di Vitamina B12 detta anche cianocobalamina. Una carenza di cobalto compromette la biosintesi della vitamina stessa e ibduce anemia. E' un oligoelemento principale, regola il sistema neurovegetativo

FERRO, Fe
Fa parte integrante dell'EME, un gruppo atomico ferro-porfirinico, presente nell'emoglobina, nella mioglobina, e in numerosi enzimi tipo, Citocromo-ossidale che catalizza la riduzione dell'ossigeno molecolare ad acqua, Perossidale, che catalizza l'ossidazione di sostanze organiche dei perossidi, Catalisi, che catalizza la decomposizione dei perossidi tipo H2 O2.
Trasporta ossigeno alle cellule, è fondamentale nella formazione dell'emoglobina, una sua carenza induce anemai da carenza di ferro.

FLUORO, Fl
Indispensabile nel metabolismo del calcio, indicato nella lassità dei legamenti, rachitismo, distorsioni, strappi muscolari

FOSFORO P
utilizzato nei fenomeni spasmodici e spasmofilici, svolge un ruolo importante nel metabolismo delle ossa, dei lipidi, dei protidi

IODIO, I
usato nelle affezioni tiroidee, garantisce un buon funzionamento della ghiandola tiroidea, aiuta nei disturbi dell'accresciscemento, psichici, circolatori

LITIO, li
Regolatore degli stati di ansia e depressivi, insonnia, disturbi psichici

MAGNESIO Mg
utle nel metabolismo delle cellule nervose, nella irritabilità, nella depressione, nei disturbi cardiaci, ècomplementare del Calcio,

MANGANESE, Mn
E' presente nell'arginasi che permette la trasformazione dell'Arginina in urea, è presente in enzimi che catalizzano il trasferimento del gruppo fosfato e nell'enzima che catalizza la produzione dell'ossigeno nei cloroplasti, ha un ruolo importante in numerosi processi enzimatici, nelo sviluppo osseo, nelle lubrificazioni delle articolazioni, nel corretto utilizzo degli zuccheri, nell'affaticamento generale, nella diminuzione della libido, nell'insonnia, nelle vertigini, nei disturbi artritici.

MANGANESE-COBALTO Mn-Co
Indicato nei disturbi vascolari, cutanei di origine allergica, nei disturbi nervosi

MANGANESE-RAME, Mn-Cu
Combinazione indicata nei casi di disturbi respiratori, intestinali, urinari, nelle lesioni cutanee infettive

NICHEL- COBALTO Ni-Co
Combinazione indicata nei squilibri e disfunzioni delle secrezioni pancreatiche, turbe digestive ed aerofagie

POTASSIO K
impiegato nei disturbi artrosici e del metabolismo idrico, nella stitichezza, nella spossatezza, nei disturbi del ritmo cardiaco, nei crampi e nei disturbi metabolici per eccessiva assunzione di grassi animali, di zuccheri raffinati, di sale.

RAME Cu
Oligoelemeto principale, è antinfettivo e stimola le difese organiche, indicato nell'anemia, nell'affaticamento generale, nell'osteoporosi, nei disturbi cutanei, nella perdita dei capelli

RAME-ORO-ARGENTO Cu-Au-Ag Combinazione essenziale negli stati di affaticamento psico-fisico, depressione, diminuzione della libido, malattie infettive e infiammatorie

SELENIO Se
Stimola il sistema immunitario, ha una azione antiosidante, essenziale per la produzione delle cellule linfatiche, agisce come protettore del sistema cardiovascolare, protegge le cellule dai radicali liberi, può rallentare il processo di invecchiamento

ZINCO
indispensabile per la sintesi di vari enzimi, specie nei disturbi ginecologici

ZINCO-NICHEL-COBALTO, Zn-Ni-Co
Combinazione indicata per i disturbi del metabolismo del glucosio

ZINCO-RAME, Zn-Cu Combinazione che regola il sistema endocrino, specie nei disturbi degli organi sessuali

ZOLFO
regolatore dei disturbi dermatologici, epatici, artrosici, reumatici e problemi alle vie respiratorie

maf@lda 02-05-11 16:27

PRINCIPALI OLIGOELEMENTI E MINERALI

CALCIO Il minerale più abbondante nell'organismo. Necessario per mantenere ossa e denti forti e sani, il buon mantenere sani nervi e muscoli, controllare il processo di coagulazione del sangue. E' necessario specialmente allo sviluppo del tessuto osseo nei giovani o per la rigenerazione dei tessuti danneggiati. E' invariabilmente in rapporto diretto con il fosforo. La sua importanza nella ricostruzione dei tessuti è incommensurabile. Attenua i crampi mestruali e muscolari, l'ansia, l'insonnia. Alcuni studi suggeriscono possa prevenire il cancro al colon. L'assorbimento del calcio è facilitato dalla vitamina D, dal lattosio e dalla presenza di acidi, ne è invece sfavorito dall'eccessiva assunzione di grassi, di acidi ossalici (contenuti ad es negli spinaci), di acido fitico presente in alcuni cereali (es. avena) o di fosforo, che non sono compatibili con questo minerale. L'eccesso di calcio nell'organismo può causare deformazioni ossee, depositi calcificati e indurimenti dei tessuti. Il sovradosaggio di calcio può essere pericolosa per persone con tendenza ai calcoli renali e per chi si sottopone ad alcuni trattamenti per la cura dell'ulceraLa carenza di calcio causa formazioni ossee deboli. Può anche essere dovuta a patologie o asportazione della paratiroide, forte stress, elevato consumo di alcool. La carenza può arrivare a provocare crampi dolorosi (tetania). A lungo termine la carenza porta rachitismo nei bambini, osteoporosi negli adulti, trasformazioni croniche di capelli, pelle, unghie e denti. Presente in latte e derivati, soia, ortaggi verdi, pesce (sardine e acciughe con le lische), semi di sesamo, lievito.

maf@lda 02-05-11 16:35

1 Allegato/i
CROMO Necessario per bilanciare lo zucchero nel sangue, per un sistema immunitario forte, per lo smaltimento del colesterolo LDL, favorisce la crescita muscolare, aumenta resistenza alla fatica. Diminuisce il senso di fame e il desiderio di assumere dolci. E' importante per l'organismo umano, specialmente per l'attivazione di enzimi tramite la sintesi di acidi grassi e colesterolo. Si fissa principalmente nella milza, reni, testicoli, cuore, polmoni e cervello. Si trova in molti enzimi e molecole di RNA. L'organismo senza il cromo sarebbe particolarmente suscettibile ad un ritardo nella tolleranza del glucosio e suscettibile allo zucchero in rapporto a malattie quale il diabete. Il diabete senile e l'arteriosclerosi sono malattie tipiche dei paese altamente civilizzati, perché i cibi prodotti industrialmente hanno un basso contenuto di cromo. Presente in latticini, lievito di birra, ostriche, cereali integrali, arachidi, germe di grano, miele, cacao, tè nero, uova.

maf@lda 04-05-11 11:13

1 Allegato/i
FOSFORO Più dell'85% dei 600/700 g di fosforo contenuti nell'organismo umano si trova nelle ossa e nei denti. Il fosforo è contenuto in tutte le cellule e svolge un ruolo determinante della composizione della membrana cellulare nonché nell'attività dei nervi e del cervello. Accelera anche la coagulazione del sangue. Attenzione: alcune bevande contengono un'alta percentuale di fosforo (es. Coca Cola) Il suo assorbimento è facilitato dalla vit.D. Alcune sostanze invece ne ostacolano l'assorbimento, quali la fitina del frumento, l'alluminio, ferro, calcio.

Una carenza di fosforo può determinarsi ad es dopo una cura con sostanze tampone per gli acidi gastrici. PIù facile un eccesso che può essere dannoso per la formazione delle ossa,soprattutto dei bambini, soprattutto in concomitanza con poco calcio nella dieta. A volte anche l'iperattività di alcuni bambini può derivare da un eccesso di fosforo Necessario per una normale struttura ossea e per il suo mantenimento, per l'assorbimento di glucosio e produzione di energia. Molte vitamine del complesso B e enzimi non possono essere attivati senza fosforo.

Presente in olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo, pappa reale, polline, pollame, pesce, legumi.

maf@lda 04-05-11 11:14

1 Allegato/i
FERRO
Necessario per trasportare l'ossigeno attraverso l'emoglobina dei globuli rossi. Impiegato normalmente nelle anemie da carenza di ferro, alcuni medici lo raccomandano in caso di forti perdite mestruali e nel trattamento del nervosismo avvertito a livello delle gambe. Il fabbisogno di un adulto è 1 mg al giorno, considerando che solo il 10% viene realmente assorbito si consiglia di assumerne maggiormente o attraverso integratori. Nel caso di un'anemia, il numero di globuli rossi è normale ma è basso il livello dell'emoglobina (volume e quantità), viene di conseguenza ridotto l'afflusso di ossigeno nel sangue con relativa spossatezza, inappetenza e stanchezza generale. Vi è anche un difetto genetico che provoca l'eccesso di ferro(ipersiderosi), può anche essere provocato da un abuso di alcool, consumo di spasmolitici.
Presente in carne, melassa, spinaci, uova, grano, fagioli, pesche, lievito di birra, molluschi, prugne secche, uvetta.

maf@lda 16-05-11 10:11

1 Allegato/i
Piccoli trucchi per far assorbire il ferro
Il nostro organismo assorbe circa il 25% del ferro contenuto in carne, pesce e pollame. L'assorbimento di ferro da cereali, verdura, frutta è notevolmente minore ma aumenta se sono assunti insieme a:

•Vitamina C, presente negli agrumi, uva, kiwi, peperoni, è in grado di moltiplicare l'assimilazione del ferro "non eme".
•La cisteina presente nella carne e nel pesce è in grado di far assorbire di 2 o 3 volte in più il ferro "non eme" presente nella verdura.
•La vitamina A, il complesso B, il rame, il calcio, il manganese e il molibdeno sono necessari per un completo assorbimento del ferro.
•L'acido lattico nei crauti aumenta l'assorbimento del minerale.

ATTENZIONE: Il tè e il caffè riducono l'assorbimento del ferro.

maf@lda 16-05-11 16:27

Attenzione alla ferritina alta
- La ferritina è una proteina presente in tutti gli organismi viventi, dalle piante all'uomo. E' contenuta prevalentemente nelle cellule, dove svolge la sua funzione principale che è quella di immagazzinare il ferro, rilasciarlo in caso di necessità o mantenerlo in una forma di deposito.
- E' formata da un complesso di elementi più piccoli (subunità) che si uniscono a formare una specie di guscio all'interno del quale viene immagazzinato il ferro in una forma non tossica (ogni molecola di ferritina può contenere fino ad un massimo di 4500 atomi di ferro).
- Una piccola quota di ferritina è presente anche nel sangue, in quantità generalmente proporzionale alla quantità di ferritina presente nei tessuti, ed è misurabile (ferritina sierica).

Quali sono i fattori che regolano la produzione della ferritina?
- In primo luogo il contenuto di ferro nelle cellule. Se aumenta il ferro, aumenta anche la produzione di ferritina, se diminuisce il ferro diminuisce anche la ferritina. Questa è la ragione per cui il dosaggio della ferritina nel sangue è comunemente utilizzato per identificare gli stati di sovraccarico o di carenza di ferro.
- In secondo luogo la presenza di uno stato infiammatorio (con questo termine intendiamo infezioni più o meno severe, malattie infiammatorie acute e croniche, neoplasie). In questi casi aumenta la produzione di ferritina nei tessuti (e di conseguenza anche nel sangue) indipendentemente dal contenuto di ferro.

Quali sono le condizioni in cui aumenta la ferritina nel sangue?
- Negli stati di sovraccarico di ferro, qualunque ne sia la causa. In questi casi l'incremento di ferritina è spesso preceduto dall'aumento della sideremia (ferro circolante nel sangue) e, soprattutto, della percentuale di saturazione della transferrina. Nei casi iniziali di sovraccarico di ferro è anche possibile osservare valori di ferritina ancora nei limiti di normalità in presenza di una percentuale di saturazione elevata. Esistono alcune eccezioni a questa regola, cioè stati di sovraccarico di ferro caratterizzati da valori di ferritina elevati con una percentuale di saturazione della transferrina normale o bassa. Si tratta di condizioni in cui il ferro viene bloccato all'interno delle cellule (Aceruloplasminemia ereditaria, Sovraccarico di ferro associato agli stati dismetabolici).
- Negli stati infiammatori acuti e cronici, infezioni o neoplasie. In questi casi l'incremento della ferritina sierica non è correlato al contenuto di ferro nei tessuti.
- Negli stati in cui estese porzioni di un tessuto muoiono (necrosi). In questi casi la ferritina contenuta nelle cellule viene liberata nel sangue e il valore di ferritina sierica risulta elevato, talvolta in misura rilevante, ma non correlato alla presenza di un reale sovraccarico di ferro. Ciò è particolarmente vero nelle epatiti acute e croniche in conseguenza del fatto che nelle cellule del fegato le concentrazioni di ferritina sono molto elevate per la funzione primaria che ha il fegato come organo di deposito del ferro.
- In alcune rare condizioni in cui è sregolata la sintesi della ferritina per un difetto ereditario. Anche in questo caso l'iperferritinemia non si associa ad un sovraccarico di ferro. Tale malattia si accompagna allo sviluppo di una cataratta precoce (sindrome dell'iperferritinemia e cataratta ereditaria).

maf@lda 17-05-11 09:43

1 Allegato/i
COME CURARE LA FERRITINA ALTA

Il trattamento dell'EC è relativamente semplice, e consiste nel prelievo regolare di sangue (salassoterapia). Il prelievo si aggira intorno ai 400-500 ml di sangue (la stessa quantità di una donazione) a cadenza settimanale, sotto stretto controllo medico. Per riformare i globuli rossi, l'organismo deve utilizzare il ferro dei depositi, e si riduce così l'accumulo.

Con questa terapia si possono rimediare alcuni dei danni causati dalla EC: si migliora la cardiopatia e si riduce l'iperpigmentazione cutanea; si blocca inoltre il danno epatico se la terapia è iniziata prima che si instauri la cirrosi. Anche il diabete può essere meglio controllato grazie alla salassoterapia. Tuttavia, alcuni danni causati dall'accumulo di ferro, come la cirrosi, l'ipogonadismo e l'artrite, non sono reversibili. Per questi motivo, l'ideale è che le persone affette da HC vengano identificate precocemente e trattate prima che l'accumulo di ferro causi danni irreversibili.

maf@lda 17-05-11 09:52

IODIO

Il 20% dello iodio presente nel corpo si trova nella tiroide. Necessario per regolazione della tiroide e relativi ormoni. Utile per avere capelli, unghie e pelle sana.
In genere si ha carenza di iodio nelle persone che vivono in posti lontano dal mare. La carenza di iodio provoca l'ingrossamento (ipertrofia) della tiroide con conseguente "gozzo".
Il cavolo o le rape possono ostacolare l'assorbimento di iodio.

Un forte carenza provoca ipotiroidismo con conseguenti disturbi della crescita, diminuzione del metabolismo, mancanza di concentrazione, stanchezza, svogliatezza.
Talvolta sono state rilevate manifestazioni di ipersensibilità dopo l'assunzione di iodio, quali disturbi gastrointestinali, orticaria o congiuntivite, solo con pesanti somministrazioni potrebbe verificarsi la cosiddetta acne da iodio. Un chilo di sale iodico contiene tra i 15 e i 25 (al massimo) mg di iodio.

Specialmente in regioni di montagna con acqua povera di iodio si consiglia dunque la sua assunzione per prevenire la carenza di questo minerale. La miglior profilassi: pesce di mare una o due volte la settimana! Presente in alghe marine, aragoste, aringhe, gamberetti, merluzzo, sale da tavola iodato, semi di girasole, salmone, capesante.

maf@lda 17-05-11 09:55

MAGNESIO

Necessario per il funzionamento di nervi e muscoli, benefico per il sistema riproduttivo e immunitario, serve anche al recupero e rinnovamento dei tessuti. Un toccasana per chi soffre frequentemente di mal di testa.

Da integrare soprattutto in gravidanza, estate, in momenti di stress, per gli studenti sotto esame. In forti dosi può essere lassativo. Rinforza lo smalto dei denti.
Si trova principalmente nel fegato e nei tessuti muscolari. E' importante per le mamme che allattano e per lo sviluppo dei bambini.

Significativi livelli di deficienza di magnesio possono causare la sindrome del cattivo assorbimento, alcoolismo cronico, irritabilità eccessiva, dilatazione dei vasi, convulsioni. E' in rapporto diretto con il calcio ed il potassio nella regolazione del metabolismo umano. Può prevenire la formazione di calcoli renali e il prolasso della valvola mitralica.
Alcuni medici ritengano possa aiutare a ridurre l'ansia, la depressione e l'iperattività. Il suo assorbimento è favorito dalla vitamina D è invece ostacolato dall'eccessivo calcio, dai grassi e proteine nell'alimentazione e carenza di vitamine B1 e B6.

Si consiglia circa una dose giornaliera di 350 mg per gli uomini e 300 mg per le donne. La carenza di magnesio può essere dovuta a malattie dell'intestino, tiroide o paratiroide o all'abuso di alcool.

La carenza si può manifestare con vertigini, irrequietezza, tremito, disturbi cardio-circolatori, perdita di peso, crampi muscolari. Bisogna considerare che molti che sono a rischio di infarto soffrono di una carenza di magnesio, spesso come misura preventiva si impiega proprio questo minerale. Altra considerazione è che un'elevata somministrazione di calcio aumenta di per se' il fabbisogno di magnesio.

Presente in fegato, cereali, verdure a foglie larghe, olio di pesce, mandorle, soia, sgombro, noci, latte, lumache, cacao, semi di zucca, semi di lino, semi di sesamo e papavero, funghi porcini, gamberetti.

maf@lda 17-05-11 09:58

MANGANESE

Nel corpo di un adulto si trovano circa 10 mg di manganese Necessario per la produzione di ormoni sessuali, è un antiossidante, necessario per ossa sane e un efficiente sistema nervoso. Importante per le difese immunitarie.

Si trova nelle ossa, fegato, pituitaria, pineale e ghiandole mammarie. La carenza di questo elemento causa ritardi nella crescita, disordine nervoso ed infertilità. In genere l'eccesso di tale minerale è ben gestito da reni e intestino ma qualora ci sia l'eccesso soprattutto di integratori non naturali si può andare incontro a disturbi gastrointestinali anche gravi, polmonite e mal funzionamento dei nervi. Nel caso di un'alimentazione ricca di fosforo, l'organismo riduce l'assorbimento di manganese. Dose adulta giornaliera di manganese da 2 a 5 mg.

Presente in cereali integrali, tuorlo d'uovo, vegetali verdi, alghe marine, orzo, the, caffé, lievito di birra, cacao, zenzero, chiodi di garofano, legumi, noci, prezzemolo, cipolla, asparagi.

maf@lda 17-05-11 10:04

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POTASSIO

Necessario per la funzionalità di reni, regolatore dell'attività neuromuscolare e normalizza il battito cardiaco. Indispensabile per la conservazione dei liquidi nelle cellule, riduce la pressione del sangue e favorisce la lucidità della mente.
I sali di potassio sono elementi essenziali, per facilitare l'estensione e la contrazione muscolare, per trattenere l'acqua e per l'equilibrio della chimica corporea. La carenza di potassio è determinata da diarrea, vomito, abuso di lassativi, farmaci diuretici, antiipertensivi, cure dimagranti non equilibrate.

La carenza di potassio deteriora i nervi, da' sensazione di pesantezza e debolezza muscolare. Attenzione: tutti i lassativi anche quelli solo vegetali, sottraggono potassio all'intestino, questo provoca affaticamento della muscolatura intestinale e aumenta i problemi digestivi, dandone altrettanti, meglio risolvere i problemi con l'introduzione di fibre e potassio attraverso l'alimentazione o integratori.

Presente in carne, latte e derivati, molti vegetali frutta compresa (arance, banane, albicocche), patate, uvetta, prugne secche, semi di girasole, noci.

maf@lda 20-05-11 10:35

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RAME Di solito si trova negli stessi alimenti in cui è contenuto ferro, ne favorisce l'assorbimento.

Necessario per la formazione della melanina e per il metabolismo del ferro, necessaria per la produzione di RNA, favorisce lo sviluppo regolare di ossa, cervello, nervi, globuli rossi. Necessario per la cura dei capelli. Importante per le difese immunitarie. Essendo un elemento metallico non è facilmente assorbito dall'organismo umano. Soltanto il 30% del rame ingerito viene assorbito; il resto viene eliminato durante il processo di evacuazione.

La carenza di rame causa problemi di anemia, degenerazione del sistema nervoso e lesioni cardiovascolari, disturbi nella formazione della ossa, nella pigmentazione di pelle e capelli. L'eccesso di rame può provocare intossicazioni e danneggiare la flora intestinale, irrita mucose dell'esofago, faringe e stomaco.

Alcune malattie congenite (morbo di Wilson) favoriscono un'elevata deposizione di rame nei tessuti che si evidenzia con scarsa pigmentazione della cornea oculare.

Il rame influenza anche il metabolismo del colesterolo: adulti sottoposti ad una dieta povera di rame hanno registrato un aumento dei livelli del colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein quello 'cattivo') e una diminuzione del colesterolo HDL (High density Lipoprotein quello 'buono'). Basse assunzioni di rame influenzano negativamente il corretto metabolismo del glucosio e la pressione sanguigna.

Il rame è necessario anche durante la gravidanza. Il feto dipende completamente dalla madre per il suo fabbisogno di rame. Il feto accumula rame alla velocità di 0,05 mg/giorno (soprattutto nell'ultimo trimestre) e alla nascita ha mediamente 15 mg di rame, di cui più della metà immagazzinata nel fegato. Queste riserve sono importanti nella primissima infanzia, quando l'assunzione di rame è relativamente bassa. Gran parte del restante rame si trova nel cervello.

Per i neonati, il rame si trova nel latte materno. La concentrazione media di rame nel latte materno è 0,32 mg/litro; sebbene questa concentrazione sia più bassa rispetto al latte artificiale, il rame del latte materno viene assorbito meglio essendo maggiormente biodisponibile. A dimostrazione dell'importanza del rame, il latte artificiale per i neonati prematuri arriva a contenere fino a 1-2 mg/litro: questo è necessario poiché hanno avuto meno tempo per accumulare rame durante la gestazione.

Presente in fegato, reni, ortaggi, lievito, arachidi, avena, cozze, funghi, lenticchie, miele, pepe nero, orzo, capesante.

maf@lda 20-05-11 10:37

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SELENIO

Necessario per difendere le cellule dai radicali liberi, è infatti un potente antiossidante (ritarda l'invecchiamento dei tessuti in generale).

La popolazione di sesso maschile ha un maggior fabbisogno di selenio perché esso viene eliminato con il liquido seminale.

La medicina naturale lo usa per prevenire la cataratta e i cali di vista legati all'età.

Gli shampoo che lo contengono sono utili per combattere la forfora. Riduce l'effetto dei metalli pesanti tossici, come cadmio, mercurio, ed eventualmente piombo. Infarti cardiaci e cancro al **** si presentano molto meno nelle regioni dove si consuma un'alimentazione più ricca di selenio.

Presente in cereali, aglio, soia, broccoli, sedano, broccoletti, cavoli, tonno, funghi, cipolle, alghe, pomodori, fegato, frutti di mare, noci di cocco, funghi porcini.

maf@lda 20-05-11 10:43

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SODIO

La quantità di sodio nel nostro organismo (adulti) è di circa 100 g. La fonte di sodio più importante è il sale da cucina, ma anche altri sali sodici che si trovano negli alimenti, soprattutto in prodotti affumicati, salse, salumi, formaggi, carne pane ma anche il lievito in polvere.
Necessario per regolare gli scambi di liquidi nel nostro corpo.
In genere nella nostra dieta si hanno più facilmente eccessi che carenze di sodio e questo comporta ipertensione. Il sodio è fondamentale per mantenere il giusto tasso di acqua, soprattutto è importante nella regolazione del metabolismo adulto e in più necessario allo stabilizzarsi degli ormoni adrenalinici, come l'aldosterone.

Presente in burro, margarina, pancetta, pane, pelati, prosciutto, sale da cucina, snack... Attenzione agli eccessi!!

Qualche esempio: in 100 g di prosciutto cotto ci sono circa 753 mg di sodio, in 100 di gorgonzola 1400 mg, in 100 g di crackers 530 mg! Gli eccessi portano frequenti mal di testa, disturbi a cuore e reni, edemi (gonfiori).

I segreti per diminuire le quantità di sale
Consumare meno sale è necessario se si vuole preservare la propria salute. Per farlo, basta cambiare le proprie abitudini e, soprattutto, resistere anche se l'alimentazione sembra insipida. Dopo 3-4 settimane circa, le papille gustative diventeranno più sensibili al sapore salato e si accontenteranno di meno sale.
- Togli la saliera della tavola. Spesso aggiungiamo altro sale sui piatti dopo aver assaggiato! È meglio salare in cucina: metti solo il sale necessario. Evita di usare il sale grosso, i cui cristalli ingombranti favoriscono il sovra-consumo. È meglio optare per i “sali falsi”, dei miscugli di sale e di spezie, a volte arricchiti in vitamine, minerali... (li trovi in farmacia e nei supermercati).
- Modera il consumo di alimenti salati. Attenzione all’abuso di salumi, formaggi, conserve, piatti pronti. Vacci piano con l’acqua minerale.
- Evita i piatti che contengono più di 1gr di sale per porzione. Spesso, il tasso di sale è indicato sull’etichetta o, in caso contrario, è calcolabile moltiplicando per 2,5 quello di sodio.
- Truffa. Per la maggior parte, il sale può essere sostituito da condimenti, aromi e spezie che hanno il potere di aumentare il gusto degli alimenti.
- Mangia molta frutta e verdura. La loro ricchezza di potassio neutralizza, in parte, gli effetti nocivi del sodio.

maf@lda 20-05-11 10:47

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ZINCO

Necessario per il sistema riproduttivo e immunitario. Serve anche al recupero e rinnovo dei tessuti.
Importante per la digestione dei carboidrati. Regolarizza gusto e odorato, favorisce la cicatrizzazione delle ferite, promuove la crescita regolare del feto, meglio integrare durante il ciclo mestruale. E' intimamente associato alle proteine dei cibi ed è predominante in alcuni tipi di grano naturale e nei pesci.

Le disfunzioni causate dalla mancanza di zinco spiegano i problemi di anemia e ipoghiandolari. Recenti studi indicano che lo zinco ha un rapporto diretto con la potenza sessuale e complicazioni genitali-urinarie. Nella maggior parte degli uomini le prostatiti sono causate dalla deficienza di zinco. Lo zinco prende parte all'immagazzinamento dell'insulina e regola la sua produzione. La carenza di zinco può portare all'indebolimento di olfatto e gusto, perdita di capelli, pelle squamosa, indebolimento del sistema immunitario, disturbi della crescita e infertilità. L'eccesso di zinco inibisce l'efficacia di altri elementi, specialmente del ferro. Ampiamente usato nella medicina naturale, aiuterebbe chi soffre di artrite, acne, eczemi, ulcere cutanee, ulcere peptiche, sterilità, perdita del gusto e dell'olfatto, ingrossamento della prostata. Nei casi di diabete e arteriosclerosi il fabbisogno di zinco può essere più elevato.

Presente in carne, latte, pollame, agnello, cereali grezzi, patate, pesce, molluschi, fegato, lievito di birra, noci, semi di girasole e sesamo, soia.

maf@lda 23-05-11 16:29

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Omeopatia
Si è sviluppata e diffusa dal 1800. Il suo principio base è contenuto nella frase latina "Similia similibus curentur", cioè il simile cura il simile. Infatti Omeopatia deriva dalle parole greche "homois" cioè simile e "pathos" cioè sofferenza, emozione. La medicina occidentale si basa sulla cosiddetta "legge dei contrari", cioè ad ogni situazione risponde con un contrario per rimuovere i sintomi, ad esempio in corso di infiammazione si somministra un anti-infiammatorio, in corso di infezione un anti-biotico.
In omeopatia invece i sintomi sono considerati l'espressione della risposta dell'organismo che tenta di riportarsi in una situazione di salute, che cerca di autoguarirsi. Il medico che prescrive il farmaco omeopatico quindi sceglie il principio attivo per similitudine tra i sintomi del paziente e quelli ottenuti somministrando il medesimo rimedio a soggetti sani nel corso delle sperimentazioni. I rimedi omeopatici derivano dai regni vegetale, animale e minerale, ma ne esistono di più recenti ottenuti dall'esposizione di granuli di lattosio ad agenti fisici (es raggi X). I rimedi in commercio sono ottenuti con processi standardizzati, sotto forma di granuli, soluzioni idroalcoliche (a diversa concentrazione a seconda della diluizione alcolica), e fiale iniettabili.


1. II principio di similitudine. E’ il fondamento di questa terapia ed è noto fin dalla medicina greca di Ippocrate. Egli aveva individuato due modi diversi di affrontare le malattie: la via dei simili e la via dei contrari.

Per comprendere il significato ricorriamo ad alcuni semplici esempi. Quando per il freddo si gelano le mani possiamo agire essenzialmente in due modi opposti: o le scaldiamo sul termosifone, o le mettiamo a contatto del ghiaccio o della neve per un attimo.
Se mettiamo sul termosifone utilizziamo la via dei contrari perché applichiamo il caldo del termosifone per curare gli effetti del freddo. Utilizziamo invece, la via dei simili, se applichiamo il freddo intenso dei ghiaccio per curare gli effetti dei freddo. Qual è la differenza fondamentale tra i due metodi opposti? Usando i contrari operiamo un intervento esterno che lascia passivo l'organismo (nell'esempio viene somministrato calore) e lo stato di benessere che risulta è limitato nel tempo di somministrazione dell'agente esterno o poco più.

Nell'esempio proposto la sensazione di calore cessa presto quando togliamo le mani dal calorifero ed anzi può seguire un nuovo rapido e più intenso raffreddamento. Usando i simili, operiamo una stimolazione sull'organismo che viene energicamente spinto a superare il problema esistente. Nel nostro esempio l'uso del freddo provoca una risposta riscaldante attiva da parte dell'organismo che proprio perché attiva sarà intensa e duratura nel tempo. In modo analogo all'esempio riportato, dove sì sono utilizzati mezzi fisici secondo la legge dei simili, si possono utilizzare omeopaticamente le sostanze più diverse. Usando il freddo dell'esempio noi non abbiamo usato soltanto il simile, ma l'identico, cioè la stessa sostanza che ha causato i disturbi. E questa una situazione eccezionale in omeopatia dove normalmente viene utilizzato il simile, il più simile possibile (chiamato simillimum) che è sufficiente a provocare la reazione guaritrice da parte dell'organismo. Le sostanze che vengono usate per curare disturbi, simili a quelli che tossicamente sono in grado di produrre.

Useremo gli estratti diluiti del veleno di ape per curare le punture di ape (identico) e tutte le punture d'insetto che provocano sintomi simili a quelli della puntura dell'ape (simillimum). Utilizzeremo l'arsenico per curare tutti i disturbi simili a quelli prodotti dall'avvelenamento da arsenico; useremo coffea (il caffè per curare quegli stati di eccitazione simili a quelli che produce l'eccesso di caffè.

2. La dose infinitesimale. È il secondo cardine della terapia omeopatica. Tornando all'esempio del freddo alle mani, è evidente che esagerando con il ghiaccio non otterremo una reazione riscaldante da parte dell'organismo bensì un congelamento. Così, esagerando con l'arsenico provocheremo danni al paziente In tutte le stimolazioni secondo la legge dei simili vengono utilizzate le quantità minime.

Nei rimedi omeopatici, sostanze diverse vengono diluite fino a quantità infinitesimali. Le diluizioni sono spinte ad un punto tale da costituire il bersaglio principale delle critiche verso la terapia omeopatia che se non ha tuttora dimostrato il suo iter chimico-clinici, ha tuttavia offerto una quantità impressionante di risultati clinici

maf@lda 24-05-11 11:08

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La terapia omeopatica si suddivide in quattro momenti fondamentali.

1. Lo studio del paziente. La prima fase è un attento studio dei sintomi dei paziente. Di ogni evento viene indagato il modo di presentarsi, di evolvere, di sparire. Se si tratta di un dolore, ad esempio, si tratterà di localizzarlo precisamente, di caratterizzarlo, di stabilirne le irradiazioni, la sensibilità al caldo, al freddo, al movimento, alla pressione etc; le modalità di comparsa e di scomparsa secondo le influenze climatiche; le eventuali cause specifiche e così via.

2. La ricerca dei rimedi La seconda fase sarà trovare sulla materia medica quali siano le sostanze capaci di causare i disturbi che il paziente presenta queste quale in assoluto provochino i sintomi più simili a quelli del paziente. Le descrizioni delle patogenesi (disturbi causati tossicamente) sono estremamente particolareggiate proprio perché il confronto minuzioso con i disturbi del paziente porti a scegliere, confrontando differenze anche minime, un rimedio solo con le caratteristiche più simili possibili (= simillimum).

3. La scelta della diluizione. La dinamizzazione sarà la fase successiva alla scelta dei rimedi simili. Essa viene fatta tenendo conto di molti parametri. Schematicamente ci si può rifare a una regola generale che indica l'uso di diluizioni basse (fino alla sesta diluizione decimale o alla settima o alla nona diluizione centesimale) quando il paziente presenta disturbi locali o si tratta di lesioni organiche in organi importanti; diluizioni medie (dalla settima fino alla trentesima centesimale) quando i disturbi coinvolgono tutto l'organismo e si manifestano alterazioni generali della reattività (al caldo, al freddo, eco.). Sono indicate infine le diluizioni più alte (sopra la trentesima centesimale) quanto alle condizioni generali si aggiungono segni e sintomi psichici.

4. L'assunzione dei rimedi. Di solito é affidato al paziente. II medico somministra direttamente solo quando la via è inusuale o quando vi siano condizioni straordinarie per gravità o complessità. La via normalmente più usata è la via sublinguale perché è rapida e le sostanze assunte passano direttamente nel circolo sanguigno senza mischiarsi con il cibo, saltando quindi il transito dello stomaco. Si può dire, con molta approssimazione che meno è progredita la malattia di cui si soffre, migliori sono le possibilità di curare e anche di guarire con l'omeopatia. Ma quel che è più importante ricordare è che l'omeopatia può curare sia malattie organiche malattie funzionali, acute o croniche.

maf@lda 24-05-11 11:17

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LE TIPOLOGIE COSTITUZIONALI IN OMEOPATIA

Nella terapia omeopatica (e non medicina omeopatica perché la medicina è una sola, variano soltanto i metodi) l'approccio del medico verso il paziente è diverso rispetto alla terapia classica. Scopo dell'anamnesi e dell'intera visita non è soltanto la precisazione dei sintomi espressi dal paziente o rinvenuti nell'esame obiettivo da parte del medico. La finalità è invece individuare la costituzione del soggetto.
Gli omeopati storici, scoprivano il cosiddetto remedium simillimum cioè quel preparato di origine vegetale, animale o minerale che se fosse assunto in dosi massive causerebbe gravi danni all'organismo in questione.

Attraverso un'anamnesi minuziosa e seguendo tutti gli apparati, il medico può essere in grado di classificare il paziente in una determinata costituzione in base alla convergenza di alcuni sintomi o comportamenti precisi. In altre parole: se un paziente riferisce in neurologia un'ansia e un umore mutevole, un'assenza di sete; modesti segni di allergia per il respiratorio; turbe all'apparato ginecologico etc. il medico già presta orecchio che potrebbe essere di fronte a un tipo Pulsatilla. Se gli sta parlando un buongustaio e forse fumatore, con problemi di peso e di digestione gastrica forse sarà una Nux Vomica. Se a un paziente a un pessimismo di fondo si aggiungono problemi al fegato e alla cistifellea, probabilmente sta ascoltando un Lycopodium. Se un paziente è venuto per problemi seri di allergia respiratoria, il medico ha diverse e precise possibilità: una persona un pò diffidente ma precisa e addirittura maniaca dell'ordine in neurologia, con episodi ricorrenti di diarrea sarà ascrivibile al tipo Arsenicum Album; un pessimista conclamato con dermatiti pruriginose e desfolianti sarà probabilmente uno Psorinum etc. Una donna magra e con cute secca, quasi screpolata che predilige il nero e la solitudine sarà forse una Sepia; una donna in eccesso di peso e con cute oleosa ma ugualmente pessimista, forse sarà una Graphites.


Non bastano certamente i segni più eclatanti; a volte la diagnosi si fa difficile e il medico cercherà sempre di più la collaborazione del paziente nell'anamnesi patologica remota. Fondamentale è, lo ripeto, non la presenza di tutti i segni e i sintomi che la costituzione il tipo potrebbe manifestare ma la contemporanea convergenza di alcuni di essi.

Insomma la definizione che oggi potrebbe meglio far intendere questa delicata ricerca è una sorta di DNA Clinico.

Una volta individuato il biotipo, il medico ne conosce i complementari e gli antidoti: una specie di corte che accompagna il rimedio costituzionale e che ne rafforzano l'attività o lo sostituiscono in episodi acuti che riguardano singoli apparati.

Individuata la costituzione si è già a metà strada nella prescrizione della terapia.

Anche nella pratica clinica dell'agopuntura è importante conoscere il biotipo. I cosiddetti Punti di Weihe permettono di inserire l'ago su precise regioni del corpo secondo la costituzione del paziente.

Le tipologie costituzionali sono quattro:
Carbonica
Sulfurica
Fosforica
Fluorica


E' veramente affascinante scoprire come ci si può rispecchiare nelle varie tipologie...e riscoprire un nuovo approccio alla malattia, che viene vista con meno timore, un qualcosa che possiamo riequilibrare in modo del tutto naturale!

maf@lda 24-05-11 11:22

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IL BIOTIPO CARBONICO

Il carbonico alla nascita si presenta veramente un bel bambino, pesa più di quattro kg, ha un visetto tondo, braccia e gambe in carne, torace corto e largo, pelle piuttosto chiara, capelli biondi o castani, grossi e ricci.

Cresce in modo moderato ma molto regolare, suda molto specie alla testa, tanto da bagnare il cuscino E’ un neonato “orale” che mangia e dorme, tranquillo si nutre di latte ed affetto. E’ un tipo calmo che mangia pure troppo e non sopporta né l’agitazione né i cambiamenti che lo circondano. Il rumore lo infastidisce ma si calma subito nelle braccia della mamma con il succhiotto in bocca.

Lo sviluppo psicomotorio è lento: tarda a svegliarsi, a camminare, a mettere i primi dentini. Poiché è un ghiottone e mangia molto mette su chili, desidera le uova e pur amando il latte, spesso non lo sopporta. Verso i tre-quattro anni ha sempre una testa un po’ grossa, cresce lentamente ma regolarmente: le ossa sono spesse e solide. Compaiono quindi verso i sei-sette anni i dentini permanenti talora cariati ma ben localizzati, larghi e di colore bianco.

E’ un bambino tranquillo, metodico, logico, perseverante, talora anche un po’ apatico, molle, affaticato, pigro e svogliato. Non è certo un chiacchierone, ama le costruzioni “lego”, collezionare figurine, vede i cartoni animati e anche i film dell’orrore. A scuola è nella media, disciplinato, con un buon spirito d’osservazione, segue sempre un filo logico.

Ammala più facilmente di raffreddori, disturbi digestivi e di malattie cutanee. L’adolescente sembra robusto ma è più spesso flaccido pur sopportando bene gli esercizi fisici. Testardo, regolare e disciplinato negli studi, grazie al suo metodo logico ed alla buona concentrazione, può eccellere a scuola. E’ bravo in matematica, fisica e chimica…il migliore in condotta. Pur avendo un buon intelletto ed un buon equilibrio psichico ha talvolta numerose fobie: del buio, della solitudine, di far brutta figura, di essere deriso ecc…

La sua sessualità si sveglia tardi. Del resto non è molto interessato all’argomento, con grande vantaggio per i suoi studi. Da adulto si presenta, da un punto di vista psicologico ed emozionale, ben inserito nella realtà circostante, razionale ma pur sempre dominato da un senso di ansia per il futuro e per tutto ciò che lo circonda, lamenta ansia per la salute, paura di infezioni, paura di malattie cardiache e paura del cancro e spesso abbattimento, tristezza, malinconia, inquietudini e angoscia.

Nella costituzione carbonica la persona fa spesso affidamento sulle sue potenzialità e ciò lo porta non di rado a stressarsi. Tuttavia lo stress prolungato e l’affaticamento conducono al crollo, prima a livello fisico e, successivamente, a livello emotivo e mentale. Ed è proprio il grande sovraffaticamento sia fisico che mentale il grande nemico del tipo carbonico.

Il punto debole è rappresentato dall’apparato muscolo – scheletrico, non di rado soprattutto con clima umido, i tipi carbonici e con tendenza all’obesità lamentano male alle ossa, dolori artritici e reumatici.Tendenti ad un crollo mentale vivono spesso con la paura che gli altri si possano accorgere di queste loro debolezze .

Tra le indicazioni terapeutiche il farmaco principe è rappresentato dalla Calcarea carbonica; si ricava dal guscio triturato delle ostriche e trova ottima indicazione nella fase pediatrica, adolescenziale e senile delle patologie metaboliche ed energetiche.

Per gli adulti trovano ottima applicazione i farmaci a base di sulfur (= zolfo) per le patologie dell’ intestino retto, dei reni, della cute e del fegato e farmaci a base di calcium carbonicum ottimo per le patologie a carico dell’apparato osteo – articolare, della circolazione e del fegato

maf@lda 24-05-11 16:46

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BIOTIPO SULFURICO

Il sulfurico neutro corrisponde all’ideale greco della bellezza umana
.

Morfologicamente è infatti un normolineo, con armonia tra le singole parti: il viso è rettangolare, con equilibrio tra i piani frontale, nasale e orale; i denti, di norma ben impiantati, sono giallastri ed anch’essi rettangolari; l’occlusione delle ossa mascellari è buona; le dita, anch’esse di aspetto rettangolare, presentano estremità a spatola con ultima falange più larga delle prime due; la mano è allungata, con buone inserzioni muscolari, adatta al lavoro fisico; l’angolo braccio-avambraccio in estensione è di poco inferiore ai 180 gradi; la tonicità muscolare è nel complesso buona. Questa armonia dell’aspetto è il risultato di un altrettanto armonico sviluppo dei foglietti embrionali, che si traduce, funzionalmente, in un buon equilibrio neuroendocrino, semmai caratterizzato da una lieve preponderanza pituitarica.
Analogo equilibrio, pertanto, si riscontra anche sul piano temperamentale, che si caratterizza per un atteggiamento, verso gli eventi della vita, quasi sempre positivo e ottimista, e per di più teso all’azione ed alla realizzazione. Tutti i sulfurici equilibrati, dunque, presentano un livello di autostima piuttosto elevato, sono dotati di una certa destrezza manuale - dovuta anche al loro spirito pratico - e di una notevole resistenza agli sforzi e all’opposizione ambientale. La consapevolezza delle proprie capacità, spesso raffrontata all’indecisione e alla indeterminatezza di soggetti appartenenti alle altre costituzioni, spingono tuttavia i soggetti sulfurici ad appropriarsi anzitempo di quello da cui si sentono istintivamente attratti, spingendoli spesso verso un atteggiamento prevaricante il prossimo, e conseguentemente improntato al superamento dei limiti salutari imposti loro dalla natura, comportamenti che finiscono col tempo per rendere il sulfurico un soggetto decisamente impulsivo e impaziente, nonché portato alla collera più intransigente.

Dal punto di vista patologico, le prime manifestazioni dello squilibrio funzionale di questa costituzione hanno sulla cute e sugli organi emuntori più superficiali (vie respiratorie superiori) le principali localizzazioni: la cute andrà dunque incontro a processi reattivi, quasi sempre violenti, caratterizzati da periodiche dermatiti (comprese diverse forme di orticaria), spesso anche a tendenza suppurativa (foruncolosi e acne pustolosa), mentre oltremodo frequenti in questa costituzione saranno le manifestazioni allergiche, e in particolare quelle coinvolgenti le mucose più superficiali (oculorinite), nonché ancora le manifestazioni a carattere spasmodico dell’apparato gastrointestinale.Si tratta di un soggetto tonico, di media statura, rosso in viso, muscoloso, sempre attivo con cute calda, rossa e ricca di peli, viso quadrato, collo taurino, denti grigi, arti corti, ed il suo gomito non si estende mai completamente. Dal punto di vista endocrino è un paziente normotiroideo ed ipercorticosurrenalico. Impulsivo, combattivo, passionale, lamenta sempre un gran caldo, sopporta grandi fatiche e ha una vita sessuale intensa: si potrebbe definire un tipo appassionato alla vita. Si muove irregolarmente con gesti pesanti e cadenzati. Nella costituzione sulfurica alcuni autori distinguono due sottotipi: il sulfurico grasso o brevilineo-stenico ed il sulfurico magro o longilineo-stenico. Quelli che considerano il sulfurico l’individuo “normale”, più vicino all’equilibrio psicofisico ideale, indicano nel sulfurico grasso un misto tra costituzione sulfurica e carbonica e nel sulfurico magro un misto tra costituzione sulfurica e quella fosforica. Il biotipo sulphurico appare equilibrato dal punto di vista psichico e reagisce bene a qualsiasi stimolo esterno; è quindi caloroso, ma gode di buona salute. Tutte queste manifestazioni patologiche, come abbiamo detto, saranno caratterizzate da rapidità di insorgenza e violenza dei sintomi, e si accompagneranno spesso a manifestazioni locali di intenso prurito, sensazione di bruciore ed evidente arrossamento della parte colpita.

I rimedi più facilmente indicati nei soggetti appartenenti a questa costituzione saranno ovviamente quelli a radicale sulfurico, e più precisamente, oltre a Sulfur, rimedio basilare della costituzione, Hepar sulfur, Magnesia sulfurica e Kali sulfuricum fintanto che prevarranno le manifestazioni spastiche e di eliminazione cutaneo-mucose (anche a carattere suppurativo), Natrum sulfuricum e Sufuric acidum quando le affezioni cominceranno ad approfondirsi, e farà la sua comparsa lo stadio iniziale del miasma sicosico. A seguire, poi, proprio per l’orientamento temperamentale precedentemente descritto, via via che l’organismo comincerà a presentare le caratteristiche psicofisiche dei miasmi successivi, saranno di volta in volta necessari rimedi di terreno come Lycopodium, Mercurius solubilis e Aurum Metallicum, con Aconitum, Pulsatilla e Nux Vomica frequentemente utilizzati nelle manifestazioni acute dei diversi stadi dello squilibrio organico.

In relazione, infine, alle principali misure igienico-dietetiche da seguire, al fine di ritardare la progressione patologica dei soggetti appartenenti a questa costituzione, le più importanti saranno quelle volte ad incoraggiare lo svolgimento di una regolare attività fisica - possibilmente anche a carattere competitivo - e a porre particolare attenzione, nella dieta, alla restrizione dei cibi (animali) a maggior contenuto proteico, con la contemporanea limitazione degli zuccheri semplici a favore di quelli più complessi (contenenti amido) e quindi a più lento assorbimento.

maf@lda 27-05-11 10:54

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COSTITUZIONE FOSFORICA

Si tratta di un soggetto longilineo, solitamente magro o comunque incline al dimagrimento. Il torace è spesso di circonferenza ridotta rispetto al normale, gli arti e le mani appaiono lunghi e sottili con muscoli lunghi ed ipotonici. A livello della colonna vertebrale spesso troviamo alterazioni quali lordosi lombare, cifosi e scoliosi.

Dal punto di vista patologico, gli aspetti più ricorrenti di questa costituzione sono la tendenza al dimagrimento e alla demineralizzazione, le affezioni a carico delle vie respiratorie e una certa vulnerabilità della funzione tiroidea.

Le affezioni che colpiscono i fosforici non sono mai estremamente violente nella loro insorgenza e nelle loro manifestazioni ma presentano in genere un andamento torpido e prolungato che fa considerare tali soggetti perennemente malaticci.

Sono frequenti: ipotensione ortostatica, anemia da carenza di ferro e ricorrente sensazione di astenia. Non sono inoltre infrequenti affezioni funzionali del tratto gastroenterico condizionate dalla tipica emotività di questi soggetti e comprendenti fondamentalmente forme di dispepsia non ulcerosa e sindrome dell’intestino irritabile.

Sul piano della termoregolazione si tratta di soggetti decisamente sensibili alle basse temperature ma che, in ambienti surriscaldati, soffrono di congestioni della circolazione venosa che li spingono a ricercare l’aria aperta.

Come temperamento si tratta di individui caratterizzati da evidenti variazioni dell’umore in cui fasi di entusiasmo e di esaltazione si alternano a stati di profondo sconforto e di introversione che possono portare alla depressione e all'isolamento. Proprio queste loro particolari inclinazioni temperamentali, decisamente poco consone all’atteggiamento pratico e concreto richiesto dalla nostra società, rendono i soggetti fosforici emotivamente fragili ed ipersensibili e orientati verso un notevole idealismo che può trovare massima realizzazione in diverse manifestazioni artistiche.

pg63 27-05-11 11:19

credo che omeopati, oligopati, ecc, ecc, ecc...per tutto ciò che rifiuta una doverosa sperimentazione

andrebbero ARRESTATI


semplicemente

maf@lda 27-05-11 11:54

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da pg63 (Messaggio 29214565)
credo che omeopati, oligopati, ecc, ecc, ecc...per tutto ciò che rifiuta una doverosa sperimentazione

andrebbero ARRESTATI


semplicemente

Scusa, ma mi sembri esagerato. Io personalmente posso assicurarti che sono guarita da due fastidi con l'omeopatia Cercando di individuare le mia costituzione e basandomi sui miei sintomi, ho cercato di individuare i rimedi adatti .....e, dopo un tentativo non andato a buon fine, sono riuscita a trovare quello giusto.
Ero molto scettica, ma, essendo anche molto curiosa, ho voluto fare una prova su me stessa...
Inutili, personalmente, ho trovato i fiori di Bach.

La sperimentazione c'è stata e continua ad esserci. Ci sono studi a riguardo.
Poi...ognuno è libero di essere scettico, per carità!




COSTITUZIONE FLUORICA

Corrisponde ad un soggetto con asimmetria pronunciata e irregolarità morfologica del fisico, magro, dita allungate e sottili, con scheletro decalcificato, ipotonia muscolare, fragilità e lassità dei legamenti. E’ paragonabile all’acrobata per la capacità di assumere posture particolari. E’ molto intelligente ma instabile, reagisce in modo imprevedibile ed estemporaneo, è cioè il classico genialoide.

Le predisposizioni morbose sono instabilità psichica tendente alla paranoia, scoliosi, sclerosi, osteoporosi, carie dentali, problemi a carico delle articolazioni (distorsioni, lussazioni), lombalgie, ptosi di stomaco, rene e utero, ernie congenite, varici, emorroidi. I rimedi omeopatici più adatti sono quelli contenenti fluoro. Il rimedio capostipite è Calcarea fluorica. Gli altri principali sono Fluoricum acidum, Mercurius solubilis, Argentum nitricum, Aurum metallicum. Diversi autori non annoverano questa costituzione tra quelle di base (si limitano a considerare solo le prime tre), in quanto sarebbe un’espressione patologica derivante dalla costituzione fosforica, corrispondente cioè al longitipo maggiormente astenico.

pg63 27-05-11 12:00

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29215216)
[I]Scusa, ma mi sembri esagerato. Io personalmente posso assicurarti che sono guarita da due fastidi con l'omeopatia.....

Ognuno è liberissimo di andare dallo stregone che vuole... ci mancherebbe... c'è gente che è guarita anche con una preghiera...

la mente è strettamente collegata al corpo e viceversa...

ma la medicina è solo quella che si pone sotto la lente della sperimentazione...

i medici che hanno una base di preparazione culturale e intellettuale su una scienza precisa basata su chimica, biochimica, fisiologia e anatomia e in cui tutta la terapia è stata sottoposta a stretti controlli...

NON POSSONO vestire i panni dello stregone e applicare terapia PURAMENTE FIDEISTICHE E TEORICHE

suflurico, fosforico e carbonico sono pure speculazioni romantiche basate sul più assoluto nulla...

una fiaba farebbe lo stesso effetto....




saluti da un medico

maf@lda 27-05-11 12:08

Citazione:

Originalmente inviato da pg63 (Messaggio 29215325)
Ognuno è liberissimo di andare dallo stregone che vuole... ci mancherebbe... c'è gente che è guarita anche con una preghiera...

la mente è strettamente collegata al corpo e viceversa...ma la medicina è solo quella che si pone sotto la lente della sperimentazione...

i medici che hanno una base di preparazione culturale e intellettuale su una scienza precisa basata su chimica, biochimica, fisiologia e anatomia e in cui tutta la terapia è stata sottoposta a stretti controlli...

NON POSSONO vestire i panni dello stregone e applicare terapia PURAMENTE FIDEISTICHE E TEORICHE

suflurico, fosforico e carbonico sono pure speculazioni romantiche basate sul più assoluto nulla...

una fiaba farebbe lo stesso effetto....




saluti da un medico


Credo anch'io che la mente sia collegata al corpo e viceversa.....mi hanno sempre incuriosito anche le tecniche di autoguarigione...e tutte quelle potenzialità primordiali che, sono convinta, custodiamo ma che con il passare del tempo non sappiamo più sfruttare.

pg63 27-05-11 12:24

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29215490)
Credo anch'io che la mente sia collegata al corpo e viceversa.....mi hanno sempre incuriosito anche le tecniche di autoguarigione...e tutte quelle potenzialità primordiali che, sono convinta, custodiamo ma che con il passare del tempo non sappiamo più sfruttare.

potenzialità primordiali? col passare del tempo? hai una concezione del passato, come la terapia medica, piuttosto romantica...

"credo anch'io...."? credere NON E' BASE DELLA BUONA MEDICINA...

la mente E' collegata al corpo... lo si sa da sempre... ma il come....

solo oggi, e grazie alle neuroscienze e a migliaia di giovani ricercatori, si stanno scoprendo CON PRECISIONE le strette connessioni che la neuroendocrinologia ha nel controllo dell'immunità e del self...

che poi una carezza, una coccola, fare l'amore, un dono, un sorriso, un buon caffè facciano meglio di uno schiaffo, di un *****tto, di un tradimento, di un calcione, di un furto, di un lutto, del buio e del freddo.... lo sapeva anche l'uomo delle caverne

maf@lda 27-05-11 12:34

Citazione:

Originalmente inviato da pg63 (Messaggio 29215792)
potenzialità primordiali? col passare del tempo? hai una concezione del passato, come la terapia medica, piuttosto romantica...

"credo anch'io...."? credere NON E' BASE DELLA BUONA MEDICINA...

la mente E' collegata al corpo... lo si sa da sempre... ma il come....

solo oggi, e grazie alle neuroscienze e a migliaia di giovani ricercatori, si stanno scoprendo CON PRECISIONE le strette connessioni che la neuroendocrinologia ha nel controllo dell'immunità e del self...

che poi una carezza, una coccola, fare l'amore, un dono, un sorriso, un buon caffè facciano meglio di uno schiaffo, di un *****tto, di un tradimento, di un calcione, di un furto, di un lutto, del buio e del freddo.... lo sapeva anche l'uomo delle caverne


Qualcosa di primitivo lo conservo, personalmente...e un po' fattucchiera:D sono......Talvolta alle tossine delle medicine ho preferito rimedi naturali..ed ha funzionato alla grande......OK!

pg63 27-05-11 12:43

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29215937)
Qualcosa di primitivo lo conservo, personalmente...e un po' fattucchiera:D sono......Talvolta alle tossine delle medicine ho preferito rimedi naturali..ed ha funzionato alla grande......OK!

Le tossine non sono delle medicine ma di qualunque sostanza... di qualunque trattamento...

Le streghe, i cerusici, le fattucchiere, il farmacologo.... tutti sanno una regola base....

"E' LA DOSE CHE FA IL VELENO" (Paracelso)

anche 30 litri d'acqua pulita e fresca possono uccidere... e dare tossine letali...

...poi la medicina lo fa con criterio secondo un preciso e noto equilibrio efficacia/tossicità BASATO SU SPERIMENTAZIONI...

se poi il collega medico è un incapace
se l'industria farmaceutica si inventa malattie inesistenti
se la paziente è una drogata
se l'esigenza del benessere assoluto fa parte della follia dei tempi....

la Medicina NON C'ENTRA NULLA...



il resto pura speculazione, truffa e romanticismo....

maf@lda 27-05-11 15:23

Ops..nella fretta, lo riconosco, ho detto una stupidaggine. I rimedi naturali possono essere molto tossici, è verissimo....è questione di dose, quantità, qualità. Detto ciò, confesso, mi piace molto il concetto di medicina romantica.:friend::flower::smack:.....pe rchè l'amore aiuta a guarire e ad affrontare le malattie...è l' elisir più potente :flower::friend::smack:






Da bambino volevo guarire i ciliegi
quando rossi di frutti li credevo feriti
la salute per me li aveva lasciati
coi fiori di neve che avevan perduti.

Un sogno, fu un sogno ma non durò poco
per questo giurai che avrei fatto il dottore
e non per un dio ma nemmeno per gioco:
perché i ciliegi tornassero in fiore,
perché i ciliegi tornassero in fiore.

E quando dottore lo fui finalmente
non volli tradire il bambino per l'uomo
e vennero in tanti e si chiamavano "gente"
ciliegi malati in ogni stagione.

E i colleghi d'accordo i colleghi contenti
nel leggermi in cuore tanta voglia d'amare
mi spedirono il meglio dei loro clienti
con la diagnosi in faccia e per tutti era uguale:
ammalato di fame incapace a pagare.

E allora capii fui costretto a capire
che fare il dottore è soltanto un mestiere
che la scienza non puoi regalarla alla gente
se non vuoi ammalarti dell'identico male,
se non vuoi che il sistema ti pigli per fame.

E il sistema sicuro è pigliarti per fame
nei tuoi figli in tua moglie che ormai ti disprezza,
perciò chiusi in bottiglia quei fiori di neve,
l'etichetta diceva: elisir di giovinezza.

E un giudice, un giudice con la faccia da uomo
mi spedì a sfogliare i tramonti in prigione
inutile al mondo ed alle mie dita
bollato per sempre truffatore imbroglione
dottor professor truffatore imbroglione
.

maf@lda 06-06-11 11:30

1 Allegato/i
La fitoterapia è una medicina naturale che utilizza le sostanze contenute nelle piante come rimedi di cura.

La fitoterapia è una delle più antiche pratiche usate dall’uomo per curare i propri disturbi, se ne trovano tracce, difatti, in civiltà antichissime come quella degli egizi, degli indù, dei greci, dei cinesi, dei romani.

Con l’avvento della chimica e dei primi farmaci di sintesi, la fitoterapia è stata accantonata, per essere riscoperta, negli ultimi decenni, sia come metodo integrativo da affiancare a quello tradizionale, sia come rimedio più dolce, con molti meno problemi dal punto di vista delle controindicazioni e degli effetti collaterali.

Le sostanze usate nella fitoterapia sono moltissime e tutte completamente naturali, vengono raccolte nel loro periodo di maggiore efficacia e poi trattate in modo da esaltar nelle proprietà curative. Molti farmaci sono versioni sintetiche degli estratti vegetali, cioè contengono principi attivi che sono derivati da un componente vegetale.

I prodotti fitoterapici sono disponibili in capsule o compresse che ne semplifica non l’uso, o sotto forma di tintura madre: una miscela di alcol e acqua, in cui la pianta è stata immersa per un certo periodo.

Chiunque decida di servirsene, deve comunque tenere in considerazione il fatto che non sempre i prodotti naturali sono completamente innocui, ci possono essere rischi di iperdosaggi o di particolari controindicazioni, pertanto, è sempre bene rivolgersi ad un esperto prima di farne uso.

maf@lda 06-06-11 11:38

1 Allegato/i
ALOE VERA

Dai Sumeri agli Egiziani, dai Cinesi agli Indiani, dai Greci ai Romani, da migliaia di anni non c’è popolo che non abbia celebrato le virtù salutari, medicamentose, curative e terapeutiche dell’Aloe. L’incendio dell’antica Babilonia, l’attuale Bagdad, ha cancellato la città ma non i manoscritti dell’epoca perché realizzati su tavolette di argilla che, ben cotte, si sono potute conservare integre fino a noi. La scrittura cuneiforme su queste terrecotte è stata decifrata e tra i tanti documenti, che ci rivelano la civiltà dell’epoca, ce ne sono alcuni con dettagliate ricette di Aloe per numerosi disturbi e patologie interne ed esterne. Anche il Papiro egizio Ebers risalente al 1550 avanti Cristo descrive l’utilizzo dell’Aloe per uso medico e cosmetico. E’ noto, infatti, che le regine d’Egitto Nefertiti e Cleopatra mantenevano la pelle del viso e del corpo fresca e giovane con l’Aloe.

Gli Ebrei, fuggiti dall’Egitto, portarono con sé in Palestina i segreti dell’uso dell’Aloe tanto che il re Salomone ne diventò un grande estimatore delle sue proprietà aromatiche e terapeutiche. E’ citata in più punti persino nella Bibbia. I Templari si tenevano in buona salute bevendo l’ ”Elisir di Gerusalemme”, una miscela di vino di palma, polpa di Aloe e di canapa, convinti che garantisse anche una straordinaria longevità. Si narra che Alessandro Magno conquistò l’isola di Socotra perché ricca di queste piante che portava in vasi su carri nelle sue spedizioni militari per curare le ferite dei soldati. La pianta si diffuse anche in estremo oriente, in India, in Tibet, in Malesia ed in Cina dove i dottori cinesi la chiamarono “Rimedio Armonioso”, in India gli Indù “Guaritrice silenziosa”, in Russia “Elisir di Longevità”, gli indiani d’America Seminole “Fontana della Giovinezza” invano cercata dall’esploratore Ponce de Leon. Ancora oggi i Beduini ed i Tuareg del deserto chiamano questa pianta “Giglio del Deserto”. Bisogna però arrivare all’”Erbario Greco” di Dioscoride (41-68 d.C.) per trovare un vero trattato erboristico che sicuramente riprende ciò che fino ad allora si tramandava a voce di generazione in generazione.

Dioscoride, al seguito dell’esercito romano, ci fa scoprire che l’Aloe non solo veniva utilizzata come cicatrizzante per le ferite, le scottature, le emorragie, le contusioni, ma anche per l’acne ed i foruncoli, le emorroidi, per le irritazioni del ******** e per ammorbidire la pelle secca, per alleviare il prurito e per le ulcere ai genitali, per irritazioni delle tonsille, della gola e delle gengive. Più o meno contemporaneo di Dioscoride troviamo anche Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) che riprende ed amplia quanto affermava il famoso medico greco. Scopriamo così che l’Aloe veniva utilizzata per molti disturbi e persino per ridurre la traspirazione, forse il primo deodorante della storia. Veniva miscelata con olii vari ed altre sostanze perché non si credeva cha da sola potesse essere così potente. Nel medioevo e nel rinascimento la ritroviamo negli scritti dei Monaci, che gli aggiunsero il suffisso Vera, Aloe Vera, per distinguerla dalle numerose specie, e poi dei Gesuiti e dei Benedettini che portarono l’Aloe, insieme ad altre piante officinali, nel nuovo mondo al seguito degli spagnoli e dei portoghesi. Proprio alle Barbados la pianta trovò un terreno ed un clima ideali a tal punto che il botanico Miller la volle chiamare Aloe Vera Barbadensis Miller. Quest’ultima rimane ancor oggi la più utilizzata nel mondo perché è quella che ha le maggiori proprietà riconosciute. Ancora citata da Marco Polo nel suo lungo viaggio in Cina e da Cristoforo Colombo che ci racconta del suo utilizzo nelle isole caraibiche per le vesciche e le punture d’insetti. Venendo a tempi più recenti l’Aloe è citata anche dal Mahatma Gandhi nei suoi digiuni, e diventa oggetto di studi scientifici che, analizzando le sostanze che la compongono, vanno a confermare scientificamente le sue straordinarie proprietà. Grazie agli studi di numerosi scienziati del secolo scorso, che sarebbe lungo elencare col rischio di dimenticarne qualcuno, possiamo però esaminare le loro pubblicazioni scientifiche. Queste pubblicazioni ci confermano che certamente è il vegetale più ricco di sostanze benefiche per l’organismo, ben 160 catalogate, che, anche se talvolta presenti in tracce, lavorano comunque in una straordinaria sinergia naturale.

maf@lda 06-06-11 11:42

1 Allegato/i
L'Aloe Vera è ricca di minerali, vitamine, enzimi, aminoacidi e mono-polisaccaridi. Queste sostanze, analizzate singolarmente e sinergicamente, ci inducono ad affermare, per bocca di questi scienziati, che l’Aloe è uno dei più potenti agenti disintossicanti, uno dei più efficaci stimolanti del sistema immunitario, un forte agente antinfiammatorio, un analgesico, antibiotico, antisettico, antibatterico, anestetico, purgativo, uno stimolante della crescita, un acceleratore di recupero dei tessuti, un germicida, fungicida, tranquillante, una ricca fonte di sostanze nutrienti ed un valido aiuto per la digestione. Venendo a tempi recentissimi possiamo ricordare quanto ha detto il Prof. Garattini, dell’Istituto Negri di Milano. in una trasmissione televisiva che l’Aloe, in tutto il tratto intestinale fa miracoli. Infine, è bene sapere che anche semplicemente come pianta ornamentale in casa assorbe anidride carbonica e libera ossigeno.

maf@lda 06-06-11 15:04

1 Allegato/i
GEL DI ALOE

L'impiego del gel di aloe è consigliato nei seguenti ambiti:

" Come ottimo idratante, tonificante ed emolliente.
" Valido antirughe, può essere usato per integrare qualsiasi trattamento, crema o siero.
" Si può usare nel contorno occhi, per problemi di stanchezza, irritazione e gonfiore.
" Si può usare per le gengive e per tutte le infiammazioni in bocca.
" Per ogni forma di irritazione della pelle, orticaria, eri tema, infiammazione e allergia.
" Per le infezioni alle vie urinarie.
" Per le infezioni vaginali.
" Per le infezioni dei genitali maschili.
" Per le emorroidi, porta un sollievo dalla prima applicazione;
" Ideale per scottature, di qualsiasi origine e gravità.
" Per le mani, idrata, cicatrizza e crea un film protettivo, particolarmente indicato per chi lava spesso le mani o entra a contatto con sostanze corrosive o tossiche.
" Per i piedi, soprattutto per quelli delicati che tendono a screpolarsi, o fare delle piccole ulcere nello spazio tra un dito e l'altro a causa di un intensa sudorazione.
" Per i capelli, cicatrizza, disintossica e disinfiammna il cuoio capelluto, permettendo così una più agevole ricrescita.
"Per i duroni e i calli, lenisce, addolcisce e leviga l'epidermide.
" Stimola il naturale ricambio della pelle del corpo.
" Indicato per la circolazione e per i problemi di vene varicose e capillari fragili.

Mi raccomando di tenere, specialmente d' estate, sempre a portata di mano una confezione di gel, oppure di pomata a base di aloe e calendula, per lenire le scottature solari o le punture di insetti.

Valido anche per i nostri amici a quattro zampe, per curare le infiammazioni della loro pelle.

maf@lda 07-06-11 15:21

1 Allegato/i
RUGHE - In natura possiamo trovare alcuni ingredienti naturali, ottimi per preparare maschere ed impacchi che, associati alle creme antirughe e a stili di vita corretti ci aiutano a prevenire ed attenuare le rughe. Via libera a ingredienti semplici come albicocche, patate, yogurt, mela panna, ma ache olio di germe di grano, olio di rosa mosqueta, olio di jojoba, olio di mandorle dolci.


Lozione per rughe:
Picchiettate sul viso il succo di cinque o sei albicocche. Lasciatelo riposare per pochi minuti e risciacquate con acqua tiepida.

Maschera antirughe:
1) Preparate una maschera mescolando 1 patata lessa e 1 cucchiaio di yogurt. In posa sul viso per 20 minuti. Risciacquare con acqua fresca

2) Oppure tagliate una mela a pezzi, dopo averla lavata. Frullatela con 4 cucchiai di panna fresca e applicate il composto sul viso per una ventina di minuti, poi sciacquate

3) Oppure frullate una pesca ben matura e aggiungete qualche goccia di olio di mandorle dolci o di rosa mosqueta. Applicare su viso e collo e lasciare in posa per mezz’ora, poi risciacquare.

4) Amalgamate 1 cucchiaio di miele di acacia e 1 cucchiaio di olio di germe di grano. Applicate sul viso e lasciate agire per 20 minuti, poi sciacquate con acqua tiepida

Maschera per rughe e borse sotto gli occhi:
1) Fate una maschera utilizzando la polpa di mela ed il rosso d’uovo. Frullate tutto insieme ed applicatela nelle parti interessate per 10 minuti poi risciacquare

Dopo aver risciacquato una maschera viso, l’ideale sarebbe passare sul viso e sul collo un batuffolo con dell’acqua di rose.

Gli oli
Gli oli possono essere usati da soli , ma anche mescolati ad ingredienti naturali per creare maschere, oppure mescolati a creme giorno o notte per contrastare l'invecchiamento della pelle e ridargli elasticità, idratazione.

1) Olio di germe di grano è indicato per pelli secche: essendo molto nutriente è perfetto per collo e decoltee

a) Si applica sulla pelle pulita del viso in strato sottile ogni sera, in strato più generoso una volta alla settimana, in modo da creare un effetto maschera; togliere l'eccesso con una salvietta dopo circa 15-20 minuti.

b) oppure aggiungere qualche goccia di quest’olio antirughe nelle creme da notte

2) Olio di jojoba per pelli miste o grasse: è utilissimo per il viso e ha un naturale fattore di protezione solare:

a) Va applicato ogni giorno sulla pelle pulita con leggero massaggio.

b) Si può aggiungere qualche goccia di olio di Jojoba all'abituale crema da giorno

3) Olio di rosa mosqueta pelli grasse e secche: è ottimo per le rughe e soprattutto per prevenire le macchie può essere utilizzato:

a) puro, ovvero applicato direttamente sulla pelle,

b) Oppure mischiando qualche goccia alla crema idratante.

4) Olio di mandorle dolci stendetene sul viso un cucchiaino massaggiate per farlo penetrare a fondo, lasciatelo agire per un'ora, infine sciacquate con acqua minerale tiepida. Ripetete questo trattamento per 3 volte alla settimana




YouTube - ‪Loredana Bertè - Sei Bellissima=You're So Beautiful italian/english lyrics‬‏

maf@lda 07-06-11 15:28

1 Allegato/i
INSONNIA - Per insonnia primaria si intende una difficoltà a dormire per più ore, nell’addormentarsi, o nel sentirsi riposati senza alcun problema fisico o mentale noto. Nella primaria non è riconoscibile nessuna chiara causa, e su questo vi sono diversi tipi di pensiero:

a) la scuola comportamentista riconduce l’insonnia in gran parte a stati di ansia e di depressione derivanti da una capacità variabile di ogni persona di adattarsi o no a stimoli ambientali;

b) mentre per la scuola psicanalitica freudiana l’insonnia è correlata a paure nei confronti di pensieri, fantasie o sogni angosciosi che possono presentarsi durante il sonno.

L'insonnia secondaria, i cui sintomi sono:

Difficoltà nell’addormentarsi;

Stanchezza;

Svegliarsi più volte durante il sonno;

può avere cause fisiche o mediche e psichiche: angina pectoris, scompenso cardiovascolare, apnee notturne per un periodo variante da 20 a 90 secondi date da ostruzioni delle vie aeree superiori (polipi nasali, sinusiti), ciclo mestruale caratterizzato dalla cosiddetta tensione premestruale, menopausa, iper e ipotiroidismo, ipertrofia prostatica, ultimo mese di gravidanza, alterazione del normale ciclo di attività-riposo che si verifica frequentemente nelle persone che volano da un continente all’altro (jet-lag) o dovuta a turnazione lavorativa, e ancora l’ansia che è la causa dell’insonnia iniziale, la depressione che è la causa dell’insonnia centrale e terminale (caratterizzata spesso da risvegli nella seconda parte della notte verso le 3h della mattina), ecc.

Sia l'insonnia primaria che secondaria provocano nella maggior parte delle persone, una forte spossatezza ed un logorio psico-fisico. La mancanza di sonno o un sonno non sufficiente può abbassare il sistema immunitario, la capacità di combattere le infezioni, ed è la causa di incidenti soprattutto d’auto. Recenti studi hanno dimostrato la correlazione tra alimentazione ed insonnia, ed ecco qualche accorgimenti di tipo alimentare e comportamentale per curare e prevenire questo disturbo e migliorare il sonno:

Alimentarsi in modo corretto: Il pasto serale dovrebbe essere vegetariano e ricco di amidi (pasta e riso). Insieme alle banane questi alimenti sono ricchi di un precursore della serotonina, sostanza che a livello cerebrale induce il sonno ed ha effetto sedativo. Eliminare quindi la carne in cui è presente un aminoacido, la tirosina, che interviene come stimolante dei processi mentali

Bere una tisana rilassante;

Evitare pennichelle durante il giorno;

Dormire in una stanza fresca: la temperatura ideale non dovrebbe superare i 18° C .

Coricarsi sempre alla stessa ora

Evitare caffeina, alcool e nicotina prima di andare a letto;

Non vedere la televisione: le immagini che scorrono stimolano la retina che è direttamente collegata all'ipotalamo la zona del cervello che regola il ritmo sonno veglia .

Alzarsi dal letto se non si riesce a prendere sonno, meglio alzarsi e dedicarsi ad un'altra attività che possa rilassare la mente.

Provare delle tecniche di rilassamento o la meditazione che aiutano a diminuire la tensione muscolare

e infine qualche rimedio veloce e naturale da utilizzare:

1) Una tradizione dell’antico Egitto narra che la posizione notturna con la testa a Nord favorisce la fluidità della circolazione sanguigna. Esperimenti effettuati al Centro del sonno di Barkeley con l’uso di un letto girevole hanno dimostrato che quando la testa è a Nord la profondità del sonno è maggiore che negli altri orientamenti.

2) L'omeopatia propone carbo vegetabilis e coffea cruda.

3) Ma possiamo utilizzare anche oli essenziali come quelli di lavanda vera, mandarino e camomilla. La lavanda vera è un sedativo e un antiangoscia, il mandarino è indicato per l'insonnia e l'ansia, la camomilla contrasta il nervosismo e l'irritabilità, calmando e facilitando il sonno. Possono essere utilizzati anche insieme, formando una miscela con 2-3 gocce di ciascun olio essenziale. Li possiamo utilizzare disperdendoli nell'aria, lasciandoli evaporare negli appositi diffusori oppure nell'acqua del bagno.

4) Le erbe si possono utilizzare anche sotto forma di tisane e capsule da prendere 30 minuti prima di andare a letto, leggi il post Dai rimedi della nonn erbe utili per lo stress

Dormire è una necessità istintiva dell’uomo ed è soggettiva, vi sono persone alle quali bastano solo 5 ore di sonno altre invece nè hanno bisogno di 10, però per tutti vale la regola della continuità; e cioè che è più ristoratore un sonno di 4 o 5 ore senza interruzioni piuttosto che un sonno di 7 ore interrotto da continui risvegli.

Consultare un medico se si dispone di insonnia cronica che con il tempo non migliora



YouTube - ‪Sogno - Andrea Bocelli.‬‏

maf@lda 07-06-11 15:33

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ACETOSELLA


Nelle tradizioni popolari, veniva usata tritata per una rapida guarigione delle piaghe cutanee. E’ una pianta d’aspetto simile al trifoglio ma più elegante sia per portamento che per la delicata bellezza dei fiori. Un tempo se ne estraeva l’acido ossalico per vari usi: pulizia di oggetti in cuoio, trattamento delle macchie di inchiostro e di ruggine. I contadini, invece, se ne servivano per predire il tempo: all’approssimarsi della notte le foglie si chiudono, se di giorno – rialzandosi - sono ancora chiuse vuol dire che si annuncia un temporale.

L’Acetosella (Oxalis Acetosella), il cui nome deriva dal greco “Oxys” letteralmente “acido” (è riferito al suo tipico sapore acidulo), è un ottimo antinfettivo, purifica il sangue, è diuretico, depurativo, febbrifugo e rinfrescante. Si utilizza la pianta fresca raccogliendone le radici e le foglie ancora tenere, mentre la pianta essiccata perde le sue proprietà.

Le foglie si mangiano sia crude che cotte. Trova quindi impiego in fresche insalate rinfrescanti primaverili, nella cura di dermatosi e ascessi, in caso di piccole ulcere dell’apparato orale. Il suo alto contenuto di vitamina C la rende pianta antiscorbutica.

maf@lda 07-06-11 16:28

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Achillea : storia e curiosità

I fiori di questa erba possono essere bianchi o bianco-rosati e formano delle ombrelle particolarmente folte. Le foglie si presentano strette e lunghe e può raggiungere un'altezza massima di 60-70 cm. Il nome Achillea sembra da far risalire ad Achille, al quale permise di guarire le ferite del re dei Misi. L'achillea è un'erba perenne che cresce in terreni incolti, a volte anche a bordo delle strade. I fiori si raccolgono nel periodo tra maggio e settembre.

Il famoso genepì bianco, usato nella preparazione di liquori ed amari, è una varietà di achillea, l'achillea moscata.


Achillea : Proprietà e Utilizzo


L' Achillea contiene azulene e quindi rilassa la muscolatura liscia dell' apparato digerente, stimola l'appetito, migliora la digestione.
Viene utilizzata in casi di problematiche relative al ciclo mestruale, particolarmente indicata in caso di menorragia moderata, ma anche in altri casi. L'azione, in questo caso, non è di tipo ormonale ma agisce a livello della circolazione a livello uterino. Grazie alla sua attività antispasmodica aiuta a diminuire il dolore ed il ritorno del flusso mestruale in caso di amenorrea.
Negli uomini si può associare in caso di prostatiti e/o iperplasia benigna.



Un altro utilizzo è sicuramente relativo al suo potere emostatico per ferite nonché anche per la loro disinfezione. Ottima nelle emorroidi sanguinanti o nelle ferite ulcerose. Questo effetto è da imputarsi alla presenza dell'achilleina dell'achilletina.

Le proprietà antisettiche ed antinfiammatorie si hanno grazie alla presenza di azulene, acido salicilico, mentolo, terpeniolo, tannini e cineolo.

Un altro buon utilizzo dell' achillea si ha in caso di ipertensione: associata al Biancospino, Vischio e ad altre piante da dei grandi risultati. Agisce come vasodilatatore, quindi anche ottima nei casi di mani e piedi perennemente freddi. La sua efficacia a livello di disturbi cardiocircolatori viene accreditata alla combinazione di flavonoidi, sesquiterpeni e cumarine.
La pianta fresca, masticata, consiste in un ottimo rimedio contro l'epistassi.
L'achillea viene anche utilizzata in caso di febbre, specialmente per i primi stadi febbrili, ma non è da utilizzarsi in caso di febbre “bagnata”. La sua azione antinfiammatoria e diuretica la rende altresì utile nei casi di nefrite, cistiti ed uretriti.


Forme farmaceutiche e loro utilizzo

Le forme farmaceutiche normalmente utilizzate sono l'infuso, il decotto, la polvere, il succo di pianta fresca e la T.M.

L’ olio essenziale calma i dolori di tipo reumatico e le nevralgie

Precauzioni nell’ uso dell’ Achillea e interazioni con farmaci
L'achillea può creare problemi di dermatite da contatto e più in generale di allergia. Anche se normalmente viene ben tollerata, dovrebbero far attenzione le persone allergiche alla varietà di camomilla Ambrosia artemisiafolia. Nulla di preoccupante se le urine compariranno di colore scuro.. si è semplicemente assunta troppa achillea
!
Dobbiamo prestare attenzione a possibili interazioni nei confronti di farmaci anticoagulanti e degli ipotensivi.

Controindicazioni
La pianta è controindicata in caso di allattamento al **** e gravidanza (se utilizzata senza la supervisione di un professionista), in caso di allergia alle Asteracee e, come o.e., in gravidanza.

maf@lda 07-06-11 16:45

1 Allegato/i
RUSSARE - E' un disturbo che è abbastanza fastidioso, sia perchè impedisce il sonno ( a causa dei rumori più o meno intensi) alla persona che ci dorme al fianco; sia perchè vede pregiudicata la qualità del sonno ( della vita) di chi ne è affetto.

Per ridurre il problema del russare semplice senza apnee è possibile, e possono venirci in aiuto alcuni rimedi affiancati però ad un corretto stile di vita:

1) Perdere peso e sviluppare un buon tono muscolare, (la principale causa del russare è il sovrappeso)

2) Evitare sedativi, sonniferi, antistaminici prima di dormire

3) Evitare di bere alcolici prima di dormire, possono facilitare il russamento

4) Consumare una cena leggera e non andare a dormire subito dopo

5) Grande stanchezza: dormire ad orari regolari

6) Dormire di fianco piuttosto che sulla schiena



Rimedi:

a) bere qualcosa di caldo prima di coricarsi

b) Sciogliere 1 cucchiaio di sale da cucina in un bicchiere d'acqua. Mettere la soluzione in una pompetta per il naso e inumidire le mucose nasali più volte al giorno, soprattutto la sera. In alternativa si può eseguire un'irrigazione nasale, l'acqua salina svolge un'azione disinfettante e decongestionante sulle mucose.

c) Mettere un rialzo di 10-15 centimetri sotto i piedi del letto dalla parte della testa in modo da tenere il letto leggermente in discesa.

d) Il retrolingua ostruisce il passaggio dell’aria, provocando il russamento o l’apnea. Un metodo molto semplice per impedire ai muscoli della lingua e della faringe di ridurre il passaggio dell'aria: mettere sotto il cuscino da notte un altro cuscino, possibilmente non troppo morbido.

e) Russare può essere abituale o insorgere solo in determinati periodi dell'anno: un'allergia provoca l'ingrossamento della mucosa nasale e faringea. È opportuno quindi sottoporsi a test per individuare l'allergene.





YouTube - ‪I Camaleonti - Eternità‬‏

maf@lda 08-06-11 16:29

1 Allegato/i
ACONITO

Origine - Zone montane dell'Europa.

Aconito: parti utilizzate
La droga è costituita dalla radice, ma anche dai tuberi che si formano in primavera.

In tutte le sue parti (tubero e parti erbacee), l'aconito contiene alcaloidi policiclici tossici per il Sistema nervoso centrale, in particolare aconitina, in grado di provocare vertigini, parestesie, ipotermia, aritmie e turbe del respiro.

Un tempo l'aconito era consigliato contro nevralgie e numerosi altri disturbi, per i quali comunque non è mai stata dimostrata l'efficacia.

Avvertenze
L'aconitina è un alcaloide molto tossico (dose letale nell'uomo 3-6 mg, per cui 3-4 g di tubero fresco sono sufficienti ad uccidere un uomo), talmente pericoloso da rendere la pianta inutilizzabile in terapia (tl'aconito rova comunque applicazioni in campo omeopatico). Alla dose tossica in pochi minuti si hanno nausea e vomito, seguiti da paralisi respiratoria e cardiaca (:eek:un fiore così bello!!!)
.

maf@lda 09-06-11 10:20

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L'argilla: antibatterico naturale

La terra viene comunemente associata a concetti come sporcizia, impurità, sudiciume.

Invece, un tipo particolare di terra, l'argilla, può essere usata come mezzo per combattere i batteri e promuovere la salute del corpo. Per gli estimatori, è un battericida naturale, che elimina i patogeni senza contrastare la flora batterica o colpire l'organismo.

Ha proprietà terapeutiche che vanno dal favorire la cicatrizzazione delle ferite al combattere l'anemia al rifornire l'organismo di minerali.

Alcuni ritengono inoltre come l'argilla metta in atto con il corpo umano una relazione detta CSC (Capacità di Scambio Cationico). Durante tale scambio, l'argilla assorbirebbe le sostanze nocive, rilasciando ioni benefici.

Bisogna notare come l'argilla terapeutica non sia "naturale", ma il risultato finale di un processo di selezione e lavorazione.
Dapprima, l'argilla viene "scavata con una ruspa. Le zolle si espongono al sole finché non hanno raggiunto il giusto grado di secchezza, quindi viene raccolta dentro delle apposite vasche e portata alla macinazione".

Successivamente l'argilla ventilata (destinata all'uso interno), "Prima di essere confezionata viene sterilizzata in una vasca con un calore superiore a 100 gradi centigradi". Passo ulteriore è un processo di mineralizzazione: "Un processo meccanico per mezzo del quale un minerale viene prima frantumato, poi macinato e successivamente micronizzato, cioè ridotto in particelle piccolissime del diametro di pochi micron - millesimi di millimetro".

Tale lavorazione è essenziale: più piccole le particelle, migliore è l'assorbimento da parte dell'organismo.

L'argilla è un potente rimineralizzante del corpo. Contiene una grande quantità e qualità di minerali in percentuale variabile ed è formata principalmente da silice e allumina.
I suoi minerali sono facilmente assimilabili dal corpo in quanto molto bio-disponibili,
é quindi un indispensabile fonte di minerali carenti nella dieta artificiale quotidiana delle persone dato il suo potere di donare microelementi preziosi al corpo.

L'argilla è un potente antibatterico naturale, su piaghe e ferite svolge un azione vivificante ed antisettica, favorisce un rapido risanamento dei tessuti in modo naturale e veloce.Non a caso gli animali feriti ed ammalati fanno bagni d'argilla per guarire le ferite e i mali conoscendone d'istinto le sue proprietà.

L'argilla assunta per via orale ha azione antibatterica , rimineralizzante , vivificante e purificante dell'intero organismo.
Sono molteplici le proprietà dell'argilla se ingerita, ha un potente effetto adsorbente, assorbendo dalle pareti intestinali nel suo passaggio: scorie, gas, veleni e tossine . Rende dura la vita di vermi e batteri patogeni sanificando il loro habitat generalmente malsano e quindi non permettendo loro la vita.
Riesce ad attirare a sè pus, secrezioni putride, materiali nocivi e tutto quello non adatto e di rifiuto ad una normale attività dell'organismo
.
La sua predisposizione a curare le malattie, sterminare batteri patogeni (risparmiando però i batteri utili) concentrarsi sulle zone malate e curare senza fare danni come invece fanno i medicinali tradizionali, ne fanno un elemento vivo e intelligente governato da forze non chiarite nemmeno dalla scienza moderna.


L'argilla andrebbe assunta ogni giorno a digiuno, così facendo la terra passando nell'intestino ripulirà le pareti intestinali e assorbirà le tossine e le sostanze di rifiuto in modo da aiutare il corpo nella disintossicazione e disincrostazione.


Per iniziare una terapia interna di argilla ci vuole pochissimo.

Prendere dell'argilla verde ventilata, un cucchiaino inossidabile o di legno( mai metalli o plastica) ed un bicchiere di vetro.
Mettere un cucchiano raso da caffè di argilla verde in un bicchiere di vetro pieno a metà d'acqua e mescolare per bene sino ad avere il colore dell'acqua omogeneo.
Lasciare riposare una notte intera e bere la mattina l'acqua argillosa a digiuno e per le prime volte ed i primi giorni solo l'acqua e non il sedimento che si sarà dapositato sul fondo.
Dopo che ci si sarà abituati al sapore e si sarà abituato il corpo si potrà bere anche il sedimento depositato. Ma questo è a discrezione dei gusti e tempi di ognuno.
Per la prima settimana è bene prendere solo un cucchiaino raso di argilla al giorno.
Dopo si può arrivare anche a 2 cucchiaini, magari separati in 2 volte al giorno, uno sempre la mattina a digiuno, l'altro sempre a digiuno in un altro momento del giorno sempre ad intervalli regolari. Senza mai superare la dose di 3 cucchiaini rasi per giorno. Se si hanno problemi di stitichezza diminuire la quantità di argilla sino a non averere più problemi.


E importantissimo iniziare e proseguire la terapia di argilla graduatamente e senza smettere di colpo, in quanto gli effetti dell'argilla sono consecutivi a più assunzioni a catena. Una cura regolare di argilla non crea nessun problema all'organismo a meno di non avere qualche problema specifico che ne impedisca l'assunzione.

E importante non usare argilla se nei 15 giorni prima è stato assunto olio di paraffina, se si hanno problemi di stitichezza e diverticolosi o se si ha tendenza allo strozzamento di un ernia.

L'acqua argillosa è ricca di minerali ed è ottima per rimineralizzare l'organismo intero e rifornire la sue scorte di minerali puri, bevuta senza il sedimento contiene un ottima quantità di minerali biodisponibili.
NOTA: per poter beneficiare delle propietà disintossicanti complete dell'argilla è necessario bere tutto il contenuto del bicchiere compreso il sedimento che è la parte più importante in un trattamento disintossicante

maf@lda 10-06-11 17:00

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Gli Egiziani ad esempio usavano l'Argilla, assieme ad altre sostanze come la Propoli, per mummificare i cadaveri, ma anche per il trattamento estetico del viso e dell'intero corpo.
Anche i Greci la usavano nel trattamento estetico femminile, oltre che come medicamento e per sbiancare le lane, e naturalmente per usi ceramici.
In seguito anche i Romani, oltre ad usare l'Argilla nell'artigianato della ceramica, usavano la "terra da follone" o "terra dei lavandai", la quale altro non era che Argilla, anche a scopo estetico e per trattamenti idrotermali. All'epoca di Plinio la cosiddetta "Terra Sarda" era Argilla impiegata per diversi scopi (in Sardegna effettivamente ci sono ancora oggi grandi giacimenti di Argilla).
Nel 500 a.C. Erodoto divulgò l'uso dell'Argilla per combattere una lunga serie di disturbi e persino nella traduzione del Vangelo di San Giovanni troviamo scritto che Gesù indicava ai sofferenti di immergere le loro membra malate in quella fanghiglia scaldata dal sole che si trovava lungo la riva del fiume, per esserne guariti.
Anche nel Medioevo, lungo le strade di Parigi, si vendevano diversi tipi di Argilla.
Ma è solo più avanti, all'inizio del '900, che l'abate Kneip divulgò l'uso dell'Argilla da un punto di vista terapeutico.

Uso esterno - consigliata per le dermatiti, le scottature, gli eczemi, i geloni, gli ascessi, l'acne e i foruncoli, i dolori articolari e muscolari, la forfora e i capelli grassi, il piede d'atleta, i gonfiori ai piedi, le infiammazioni vaginali, per le quali si può anche associare all'Argilla qualche altra sostanza naturale, come ad esempio olio essenziale di Melaleuca, per potenziarne l'azione.


Per l'uso esterno dell'Argilla invece si procede nel modo seguente: si versa l'Argilla macinata fine in un recipiente non metallico né di plastica, ma ad esempio di vetro o ceramica, quindi si versa l'acqua sufficiente ad impastarla velocemente, in modo da ottenere un impasto morbido ed omogeneo, che non va maneggiato troppo e possibilmente si lascia riposare qualche tempo; quindi esso va spalmato sulla parte da trattare, direttamente sulla pelle e nello spessore di circa mezzo centimetro; si copre con un panno di lana e si lascia l'impacco da almeno mezz'ora, fino ad un paio d'ore, o anche una notte intera se lo si sopporta, quindi si asporta con acqua tiepida.
Il cataplasma di Argilla può essere applicato più volte durante la giornata, utilizzando sempre nuova Argilla, senza riusare quella già applicata che ormai è carica di tossine e non è più attiva e potrebbe essere addirittura dannosa.
E' importante che l'applicazione dell'Argilla non dia mai sensazioni di disagio; se questo accade l'impacco deve essere subito rinnovato, freddo o tiepido, secondo il "gradimento" dell'organismo.
Per gli usi esterni per i quali non è indicato applicare il cataplasma di Argilla, essa va mescolata con acqua in modo da fare una sospensione che si utilizza per lavaggi, lavande, bagni, pediluvi, sciacqui, gargarismi ecc.

p63 11-06-11 12:23

due terzi delle sostanze esposte sono tossiche per l'uomo se usate in modo sbagliato...


e poi non esiste UN'ALTRA MEDICINA

esiste una BUONA MEDICINA e una CATTIVA MEDICINA...


te lo dissi.....

"E' la dose che fa il veleno" PARACELSO....


ciao

maf@lda 13-06-11 11:36

Le medicine alternative (L'Altra Medicina, la Medicina non Convenzionale) non devono essere equiparate alla medicina ufficiale e non devono entrare nel Sistema sanitario nazionale e nella pratica clinica.

Il richiamo è stato sottoscritto da scienziati di fama internazionale tra cui Umberto Veronesi, Umberto Tirelli e Silvio Garattini poiché un progetto di legge prevedeva la possibilità di introdurre insegnamenti universitari per queste pratiche e di inserire "esperti di queste medicine" nel Consiglio Superiore di Sanità.
Anche il ministro della Salute ha preso una posizione favorevole all'insegnamento della medicina tradizionale cinese.

Alcune regioni, come la Toscana e l'Emilia già adesso garantiscono alcune pratiche alternative a carico del Sistema sanitario regionale ed il Piemonte ha inserito nel Piano socio-sanitario 2006-2010 iniziative atte a promuoverne la sperimentazione.

Una proposta di legge della Regione Emilia vuole far insegnare le medicine non convenzionali nelle università e farle esercitare solo da "esperti" che abbiano frequentato master specifici.

Le medicine non convenzionali:
a) Medicina Omeopatica;
b) Medicina Omotossicologica;
c) Agopuntura;
d) Medicina Ayurvedica;
e) Medicina Tradizionale Cinese;
f) Fitoterapia;
g) Medicina Antroposofica;
h) Medicina Tradizionale Tibetana.
Rientra tra le MNC anche la Medicina Manuale, che comprende i seguenti
indirizzi terapeutici:
a) Osteopatia;
b) Chiropratica.




Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te







maf@lda 13-06-11 11:46

1 Allegato/i
ACIDITA' e disturbi digestivi ]La fitoterapia conosce numerose soluzioni naturali per contrastare gastrite, reflusso gastroesofageo, acidità, bruciori di stomaco e altri disturbi digestivi.

Chi ne soffre sa quanto sia fastidiosa: dà dolori allo stomaco, nausea, vomito, acidità, gonfiore e senso di pesantezza dopo i pasti. E’ la gastrite, un disturbo che colpisce il 35% della popolazione italiana e, in particolare, affligge chi ha superato i 40 anni, è separato o divorziato, usa spesso farmaci, è in sovrappeso e, soprattutto, è stressato.

“La prima regola da adottare se si soffre di gastrite è una dieta corretta, qual è quella mediterranea, che è basata su cibi semplici: cereali, legumi, frutta e verdura, pesce, poca carne (preferibilmente bianca), scarsi formaggi (possibilmente di pecora e capra), olio di oliva come grasso base (niente burro) e moderate quantità di vino rosso (un bicchiere al pasto). Bisogna poi mangiare lentamente, masticando bene ed in condizioni tranquille, evitando situazioni stressanti”.

Liquirizia: ha un’azione antispasmodica e antinfiammatoria sulla muscolatura liscia dello stomaco, si utilizza un estratto secco titolato in glicirrizina (minimo 4%); la posologia giornaliera va da 6 a 8 mg di estratto per chilo di peso corporeo in due somministrazioni, una al mattino al risveglio e l’altra tra le 16.00 e le 17.00. La liquirizia può provocare aumento della pressione arteriosa, non va usata, quindi, da soggetti ipertesi; è controindicata, inoltre, da chi assume contraccettivi orali. Non devono assumerla neppure le persone diabetiche e va presa con precauzione dai nefropatici. E’ vietata, infine, in gravidanza e allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni (in questi casi l’estratto titolato di liquirizia non va usato, mentre la liquirizia pura o il succo nelle varie forme, in quantità modeste, è tollerato).

Camomilla e melissa: la camomilla viene impiegata sotto forma di infuso (3 g di fiori per tazza 3-4 volte al giorno); allevia spasmi ed infiammazioni del tratto gastrointestinale; la melissa, oltre ad avere una blanda azione di tipo sedativo ed ansiolitico (consigliabile nei soggetti stressati e ansiosi), ha una valida azione spasmolitica sulla muscolatura liscia del tratto digerente dovuta all’olio essenziale e ai flavonoidi.
Sia la camomilla che la melissa possono provocare in soggetti sensibili allergie cutanee; la melissa, poi, non va usata da ipotiroidei, in gravidanza e nell’allattamento.

Zenzero: è molto utile in caso di nausea o vomito, sotto forma di estratto di 19-12 mg/kg di peso corporeo, in due somministrazioni, preferibilmente a stomaco vuoto. Lo zenzero potenzia l’effetto degli antiaggreganti (aspirina) e degli anticoagulanti. Secondo studi recenti, lo zenzero può essere usato anche in gravidanza.

E infine, difficile da credere, il peperoncino rosso, che per la presenza di capsaicina (il principio dal sapore piccante) ha un effetto benefico sulle mucose gastriche.

Altre erbe note per l’azione lenitiva sono quelle che contengono mucillagini capaci di formare uno strato protettivo sulla mucosa gastrica. Queste erbe sono l’altea, la malva e il lichene islandico.

p63 13-06-11 22:02

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29389627)
Le medicine alternative (L'Altra Medicina, la Medicina non Convenzionale) non devono essere equiparate alla medicina ufficiale e non devono entrare nel Sistema sanitario nazionale e nella pratica clinica.

Il richiamo è stato sottoscritto da scienziati di fama internazionale tra cui Umberto Veronesi, Umberto Tirelli e Silvio Garattini...

Inequivocabilmente corretto...

IL GOVERNO INGLESE tramite COMMISSIONE ha sentanziato in modo TOMBALE....

Science and Technology Committee - UK Parliament


La francia non ha mai dato soldi pubblici nonostante la presenza del colosso Biron...

La germania, patria della omeopatia, sta ben lontana dal dare soldi pubblici a tale pratica...

maf@lda 14-06-11 16:54

1 Allegato/i
ADONIDE

Tra le piante di maggior interesse dal punto di vista officinale merita una particolare menzione l’Adonide, appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee ed originaria dell’area mediterranea.

E’ una pianta che può raggiungere i 40 centimetri di altezza, con il suo fusto eretto e le foglie peduncolate. I fiori generalmente sono di color giallo-lucido, ma in alcune varietà possono assumere anche colorazioni differenti (rosso scuro, ad esempio).

L’Adonide è molto diffusa allo stato spontaneo, ma non è raro trovarla in bordure ed aiuole, dove rallegra la vista con i suoi magici colori.

L’Adoide è una pianta che aiuta il cuore perché contiene delle sostanze cardiotoniche e dilatatrici delle arterie, in grado di aiutare la medicina tradizionale nella cura dei disturbi legati al sistema cardiovascolare. Tali sostanze, poi, vengono eliminate facilmente dall’organismo, evitando dunque di far danni in caso di un trattamento prolungato.

La droga:Sommità

Proprieta':Azione diuretica e soprattutto cardioregolatrice analoga a quella della Digitale, ma meno intensa.

Note:Usare con prudenza avendo una potenziale tossicità. Da usarsi solo su prescrizione medica.

maf@lda 14-06-11 17:02

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L'Agarico è impiegato come purgante e diuretico.
L'Agarico bianco, chiamato anche fungo del larice, non è una pianta ne un'erba, ma una muffa di alcune piante montane come appunto larici, pioppi, castagni e abeti. Si presenta come un fungo di colore giallognolo aderente alla pianta.

La polpa biancastra che racchiude è usata come droga in medicina e in veterinaria. Contiene l'acido agarico laricinico detto agaricina, che possie¬de una spiccata proprietà di diminuire il sudore. Era molto usato nell'antichità e veniva consigliato per diversi mali. Attualmente è impiegato come purgante e diuretico.

maf@lda 16-06-11 11:26

1 Allegato/i
UN AIUTO NATURALE PER LA PROSTATA

La prostatite coinvolge l'infiammazione o l'infezione della ghiandola, che può essere associata a fastidio alle regioni pelviche, urinazione dolorosa e anche malfunzionamento del ****. La malattia può essere cronica e può non rispondere facilmente agli antibiotici convenzionali.
Esistono tre tipi di malattie legate alla prostata: prostatite, allargamento benigno della prostata e il cancro alla prostata.
L'allargamento benigno della prostata colpisce approssimativamente il 50% degli uomini ed è associato con eccessiva frequenza nell'urinazione, debolezza della vescica, maggiore urinazione notturna e altri sintomi. L'aumentare dei livelli di testosterone e del suo metabolite il diddrotestosterone sembrano avere un ruolo nell'allargamento benigno della prostata (BPH)
Il cancro alla prostata è il terzo cancro più comune negli uomini. Anche se i sintomi non sono definiti, si possono avvertire problemi nell'urinare e sangue nell'urina.

Alcuni rimedi naturali
In aggiunta ai metodi di cura tradizionali, possono eventualmente essere considerati i seguenti aiuti naturali per queste problematiche:

ACIDI ESSENZIALI GRASSI (liposteroli) - molto utilizzata é la serenoa repens, la si trova in commercio in tavolette, utilizza estratto secco titolato, una forma concentrata di principi attivi. 160 mg-due volte al giorno di un estratto standardizzato dei frutti può essere molto efficace. La Serenoa repens, una piccola palma nativa delle indie dell'ovest e del Nord America, inibisce i 5-alpha-reductase, l'enzima cioè che converte il testosterone in didrotestosterone(DHT). DHT è un potente androgeno capace di causare la moltiplicazione delle cellule prostatiche con conseguente allargamento della ghiandola. Si comporta come un inibitore chimico simile alla finasteride ed alla dutasteride, ma immune da effetti collaterali come l'aumentata incidenza di disfunzione erettile e la diminuzione artificiosa dei livelli di PSA.


PYGEUM AFRICANUM - Una pianta africana sempreverde ha mostrato significativi effetti benefici nella cura di prostatite e BHP.

ISOFLAVONI DI SOIA - I fitoestrogeni presenti nella soia diminuiscono e regolano i recettori dei didrotestosteroni (DHA) nei tessuti prostatici. Si pensa infatti che DHA abbia un ruolo nell'allargamento della prostata. Gli isoflavoni possono anche mitigare l'effetto degli estrogeni in caso di difficoltà alla prostata.

ZINCO - Un importante nutriente a causa del ruolo che gioca nel funzionamento della prostata, nel metabolismo dell'ormone sessuale, nella formazione e mobilità dello ******. Lo zinco inibisce 5-alpha-reductase come il Saw Palmetto. La dose raccomandata è di 45 -60mg/al giorno per 3 mesi poi proseguire con 30 mg al giorno. Lo zinco ha mostrato benefici effetti nella cura sia di BPH che della prostatite.


I semi di zucca contengono un amminoacido, la cucurbitina, che sembra essere responsabile dell'effetto antielmintico.
E' noto da tempo che i semi di zucchina e di zucca contengono betasteroli strutturalmente simili agli androgeni ed agli estrogeni. Queste sostanze si sono dimostrate utili per abbassare i livelli di colesterolo e migliorare i sintomi dell'ipertrofia prostatica, effetto che sembra legato in parte alla capacità di inibire la conversione del testosterone in diidrotestosterone, ed in parte all'ostacolo offerto nei confronti del legame tra recettori degli androgeni e diidrotestorone.
Vantano una lunga e consolidata tradizione popolare contro i vermi intestinali, l'enuresi notturna dei bambini e le affezioni della prostata. Oggi, l'olio di semi di zucca è largamente impiegato come rimedio fitoterapico utile nella cura dell'ipertrofia prostatica benigna (diminuzione del calibro e del getto urinario, nicturia, urgenza minzionale, minzione intermittente, minzione frequente, senso di incompleto svuotamento della vescica, ritenzione urinaria e gocciolamento post-minzione).

maf@lda 16-06-11 11:44

1 Allegato/i
Ortica e salute della prostata

Le foglie di ortica (Urtica dioica L. e/o Urtica urens L.) sono utilizzate nella medicina popolare per le loro proprietà depurative, antinfiammatorie e rimineralizzanti. Nella fitoterapia moderna, invece, la radice ricopre un ruolo di primo piano nel trattamento sintomatologico dell'ipertrofia prostatica benigna.

Radice di ortica: proprietà e studi clinici
L'ortica è una pianta erbacea perenne, originaria dell'Asia occidentale, oggi diffusa in tutte le regioni temperate del globo, Italia compresa. La droga vegetale di interesse urologico è costituita dai rizomi e dalle radici essiccate, che si caratterizzano per la presenza di fitosteroli (β-sitosterolo, daucosterolo e relativi glucosidi) e scopoletina; discreta anche la presenza di tannini, lecitine, sali minerali, fenilpropani e lignani.

maf@lda 16-06-11 11:48

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LICOPENE E PROSTATA

Il licopene è una sostanza naturale presente in alcuni alimenti di origine vegetale. Appartiene al gruppo dei carotenoidi, un insieme di pigmenti di colore giallo-violetto molto diffusi in natura.

L'interesse scientifico verso il licopene è dovuto alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Tale caratteristica lo rende particolarmente utile nel combattere l'invecchiamento, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali.



DOVE SI TROVA IL LICOPENE?

Se consideriamo il contenuto di licopene nei vari cibi il pomodoro è sicuramente l'alimento principe (da 3 a 40 mg/kg di prodotto fresco). Altre fonti minori sono rappresentate da vegetali come pompelmo rosa, arance rosse, carote, albicocche e cocomeri.

Al contrario di molte vitamine e minerali l'assorbimento del licopene aumenta all'aumentare della temperatura. Anche altri fattori come il grado di maturazione e l'ambiente in cui il pomodoro viene coltivato influenzano in modo significativo la presenza della sostanza nel frutto. Salse, succhi e ketchup sono quindi una fonte migliore rispetto al pomodoro fresco.

Inoltre, considerata la sua elevata liilicità, il licopene viene assorbito più facilmente in presenza di lipidi, grazie allo stimolo sulla produzione dei sali biliari.

Alla luce di tutti questi elementi il massimo assorbimento di licopene si ha per esempio consumando una pizza con pomodorini maturi, salsa di pomodoro siciliano, mozzarella di bufala e olio di oliva. Al contrario mangiando una bella insalata con pomodori verdi del trentino l'assorbimento di licopene sarà inferiore.

Un ottimo metodo per valutare la presenza di questa sostanza in un frutto è quello di osservarne la colorazione. Tanto più questa si avvicina al rosso intenso e tanto maggiore sarà il contenuto in licopene.

Una volta assorbito, a livello intestinale il licopene viene depositato nelle ghiandole surrenali, nel fegato, nei testicoli, nella mammella e nella prostata, formando vere e proprie scorte necessarie per fronteggiare eventuali carenze.



I CAROTENOIDI E GLI EFFETTI BENEFICI DEL LICOPENE

I carotenoidi sono un ampio gruppo di sostanze capitanate dal β-carotene. Sebbene si conoscano oltre 600 tipi di carotenoidi i più importanti dal punto di vista nutrizionale sono il licopene, la zeaxantina, la luteina ed il l β-carotene.

Quest'ultimo in particolare è il principale precursore della vitamina A. Le altre sostanze, come il licopene, hanno invece un'attività antiossidante più spiccata. Questa caratteristica li rende particolarmente efficaci nel combattere i radicali liberi, un piccolo gruppo di molecole o ioni ritenute responsabili di gran parte delle malattie degenerative.

Sono davvero molti gli studi che attribuiscono al licopene un ruolo di primaria importanza per il nostro organismo. Negli ultimi anni si sono avvicendate moltissime ricerche che hanno portato gli studiosi ad una serie di conclusioni che riassumiamo nei seguenti punti.

L'attività antiossidante del licopene si associa ad una riduzione di alcune forme tumorali come il cancro alla prostata, all'apparato digestivo in genere, alla cervice o collo dell'utero, alla mammella (Vedi: Dieta e cancro)

La regolare assunzione di licopene diminuisce l'incidenza delle malattie cardiovascolari, diminuendo il rischio di aterosclerosi e di attacchi cardiaci

In caso di prolungata esposizione ai raggi ultravioletti il licopene esercita un'azione protettiva sulla pelle, allontanando il rischi del fotodaneggiamento

Sempre grazie alle sue proprietà antiossidanti, il licopene protegge l'organismo da malattie neurologiche quali l'Alzheimer e il morbo di Parkinson.

tutu 16-06-11 11:51

Grandissima Mafalda. Sei stata un po' cattivella con la storia della prostata,
ma p63 è sistemato. Complimentissimi e continua così. :yes:;)

:clap::clap::clap:

maf@lda 16-06-11 11:53

1 Allegato/i
UVA URSINA e VIE URINARIE

L'uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi - Famiglia Ericaceae) detiene lo scettro del più utile rimedio naturale contro la cistite e le infezioni urinarie in genere. La droga è costituita dalle foglie raccolte prima della fioritura, quindi utilizzate fresche o più comunemente essiccate. L'uva ursina è diffusa nel nord Europa, Asia e nord America; cresce bene anche nell'Italia del Nord e del Centro, in prevalenza sulle Alpi e sugli Appennini. Si presenta come un piccolo arbusto sempreverde a rami striscianti, con foglie coriacee di color verde scuro; i frutti sono bacche globose, rosse, contenenti una polpa acida e farinosa non commestibile.

Il nome uva ursina deriva dal latino uva ursi, poiché gli orsi sono ghiotti dei suoi frutti.

Uva ursina: modo d'uso
Le preparazioni più comunemente consigliate sono l'infuso, il decotto o il macerato freddo (3 grammi di droga secca in 150 ml di acqua), da somministrare 4 volte al giorno; l'assunzione di liquidi e l'attività diuretica che ne consegue espletano un'azione dilavante sulle vie urinarie, potenziando l'attività antimicrobica dell'arbutina (anche se potrebbero diluirne eccessivamente il principio attivo idrochinone).

Sicuramente più semplice è l'assunzione di capsule o compresse contenenti estratti standardizzati in arbutina, molto diffuse in commercio e da assumere secondo le indicazioni del produttore (generalmente si consiglia l'assunzione quotidiana di un quantitativo tale da apportare 400-800 mg di derivati idrochinonici). In entrambi i casi se ne consiglia l'assunzione lontano dai pasti.

Spesso nei preparati fitoterapici, l'uva ursina si trova associata ad altri rimedi naturali potenzialmente utili in presenza di infezioni delle vie urinarie, come il mirtillo rosso (Frutti e succo), droghe diuretiche (tarassaco, gramigna, equiseto, verga d'oro ecc.), droghe ad azione antispasmodica e antiflogistica (camomilla), mirtillo nero (foglie) ed altre Ericaceae.

Effetti collaterali e controindicazioni

L'uva ursina è controindicata in condizioni fisiologiche come gravidanza e allattamento, ed in condizioni patologiche come insufficienza renale e allergia all'acido acetilsalicilico. Se ne sconsiglia l'uso al di sotto dei 12 anni.

L'assunzione di uva ursina non dovrebbe protrarsi oltre la settimana (o per più di cinque volte all'anno) senza consultare il medico. Leggere le avvertenze riportate in etichetta e non superare le dosi d'assunzione specificate dal produttore.

L'uva ursina tende a conferire all'urina una colorazione marrone, che si scurisce all'aria.

I tannini, che nelle foglie di uva ursina raggiungono concentrazioni importanti (6-7%) ma comunque inferiori a quelle di altre ericaceae, hanno un'azione irritante sulla mucosa gastrica; anche per questo motivo si sconsiglia l'uso prolungato (l'uva ursina può provocare nausea e vomito); questo effetto collaterale si può comunque mitigare aggiungendo un pizzico di foglie di menta piperita all'infuso di uva ursina.

tutu 16-06-11 11:56

Tremenda, me lo stai accoppando. :clap:OK!

mArcobaleno 16-06-11 11:57

http://img7.imageshack.us/img7/1418/smileof.jpg

maf@lda 16-06-11 12:01

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da tutu (Messaggio 29429755)
Grandissima Mafalda. Sei stata un po' cattivella con la storia della prostata,
ma p63 è sistemato. Complimentissimi e continua così. :yes:;)

:clap::clap::clap:

:bow::D....mi sembrava doveroso visto e considerato che questo è un forum frequentato da tanti maschietti.;) Semplici consigli da affrontare con ...Naturalezza. Tanti rimedi non si sanno o si dimenticano....una maniera per sapere qualcosa di più!:)

Sono molti i ciclisti che ci seguono e molti sono i runner che abbinano alla corsa la bicicletta per minimizzare il rischio di infortuni o di recidive di infortuni. Notoriamente la bicicletta è considerata uno sport molto meno traumatico della corsa e ciò è indubbiamente vero.
Andando avanti con l'età però si scopre sorprendentemente che l'asserto precedente non è poi una verità assoluta; le statistiche infatti dicono che esistono praticamente pochissimi ciclisti professionisti che hanno dovuto interrompere la loro attività a causa di infortuni (quasi sempre rovinose cadute), mentre sono molti i top runner che hanno vista stroncata una carriera da microfratture, dolori ai tendini ecc. Se si esaminano le statistiche degli over 50, si scopre invece che la bicicletta non è poi così tanto favorita. Infatti non pochi sono i ciclisti amatori over 50 che hanno dovuto smettere per: dolori alla schiena, dolori alla cervicale, dolori al ginocchio. Molti sono coloro che smettono in seguito a traumi da caduta; infatti con l'età i riflessi sono rallentati e una caduta che in un giovane atleta ben allenato non causa conseguenze in un ciclista attempato, poco reattivo e in sovrappeso può avere conseguenze disastrose.
Il runner over 50 spesso è invece inossidabile: probabilmente la scrematura che si è avuta fra i 40 e i 50 anni ha portato a quest'ultima età solo i runner più resistenti, una specie di selezione naturale.
Nei ciclisti over 50 esiste poi un problema non indifferente, quello della prostatite da ciclismo, sottolineato da diverse ricerche. L'ipertrofia prostatica è un problema che colpisce tutta la popolazione maschile; in genere si consiglia l'attività fisica, ma spesso si trascura di dire che il ciclismo è controindicato. La controindicazione nasce proprio dalla pratica amatoriale. A livello professionistico non si hanno riscontri di danni alla prostata. Si pensa che ciò sia dovuto alla giovane età, all'allenamento corretto, all'assenza di sovrappeso e all'impiego di mezzi adeguati.
Nel ciclista amatore (o nel runner che si dedica alla bicicletta) l'età è un fattore aggravante. Se molti ciclisti sanno che esistono appositi sellini, molti sportivi usano invece mezzi decisamente poco protetti. Il sovrappeso è poi un fattore decisivo, sottovalutato da chi pensa di dedicarsi alla bici anziché alla corsa proprio perché ha chili di troppo ( per chi è in netto sovrappeso lo sport migliore è il fitwalking, magari in salita)

tutu 16-06-11 12:01

Vediamo di non disturbare l'operato di Mafalda, forse non ha ancora finito.
Son curioso di sapere quali altri insinuazioni ha in riserbo per p63.

Prego Mafalda, continua pure e picchia duro! :yes:;)OK!

tutu 16-06-11 12:05

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29429927)
:bow::D....mi sembrava doveroso visto e considerato che questo è un forum frequentato da tanti maschietti.;) Semplici consigli da affrontare con ...Naturalezza. Tanti rimedi non si sanno o si dimenticano....una maniera per sapere qualcosa di più!:)

Sono molti i ciclisti che ci seguono e molti sono i runner che abbinano alla corsa la bicicletta per minimizzare il rischio di infortuni o di recidive di infortuni. Notoriamente la bicicletta è considerata uno sport molto meno traumatico della corsa e ciò è indubbiamente vero.
Andando avanti con l'età però si scopre sorprendentemente che l'asserto precedente non è poi una verità assoluta; le statistiche infatti dicono che esistono praticamente pochissimi ciclisti professionisti che hanno dovuto interrompere la loro attività a causa di infortuni (quasi sempre rovinose cadute), mentre sono molti i top runner che hanno vista stroncata una carriera da microfratture, dolori ai tendini ecc. Se si esaminano le statistiche degli over 50, si scopre invece che la bicicletta non è poi così tanto favorita. Infatti non pochi sono i ciclisti amatori over 50 che hanno dovuto smettere per: dolori alla schiena, dolori alla cervicale, dolori al ginocchio. Molti sono coloro che smettono in seguito a traumi da caduta; infatti con l'età i riflessi sono rallentati e una caduta che in un giovane atleta ben allenato non causa conseguenze in un ciclista attempato, poco reattivo e in sovrappeso può avere conseguenze disastrose.
Il runner over 50 spesso è invece inossidabile: probabilmente la scrematura che si è avuta fra i 40 e i 50 anni ha portato a quest'ultima età solo i runner più resistenti, una specie di selezione naturale.
Nei ciclisti over 50 esiste poi un problema non indifferente, quello della prostatite da ciclismo, sottolineato da diverse ricerche. L'ipertrofia prostatica è un problema che colpisce tutta la popolazione maschile; in genere si consiglia l'attività fisica, ma spesso si trascura di dire che il ciclismo è controindicato. La controindicazione nasce proprio dalla pratica amatoriale. A livello professionistico non si hanno riscontri di danni alla prostata. Si pensa che ciò sia dovuto alla giovane età, all'allenamento corretto, all'assenza di sovrappeso e all'impiego di mezzi adeguati.
Nel ciclista amatore (o nel runner che si dedica alla bicicletta) l'età è un fattore aggravante. Se molti ciclisti sanno che esistono appositi sellini, molti sportivi usano invece mezzi decisamente poco protetti. Il sovrappeso è poi un fattore decisivo, sottovalutato da chi pensa di dedicarsi alla bici anziché alla corsa proprio perché ha chili di troppo ( per chi è in netto sovrappeso lo sport migliore è il fitwalking, magari in salita)

Chi ti ha suggerito 'sta storia della bici? Comunque io non uso la sella sto
direttamente seduto sul tubo ! :D:p :'(

tutu 16-06-11 12:08

MODERATORIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII :angry::ncomment::'(

Bloccate 'sta Mafalda, sta facendo basse insinuazioni !!! :'(:'(:'(

Mandatela a coltivare l'orto ! :yes:;)

maf@lda 16-06-11 12:18

1 Allegato/i
Non mi piace, per mia natura, fare polemica con nessuno....cerco di rispettare tutti i punti di vista...anche se la mia parte toscana cerca spesso di prendere il sopravvento !:censored::D

PEPERONCINO fa male alla Prostata -

Il re degli afrodisiaci a tavola finisce sotto accusa. Il peperoncino, gettonatissimo nel Meridione ma amato indistintamente da un estremo all'altro dello Stivale, rientra tra gli alimenti dannosi per la prostata, con possibili ripercussioni anche sulle performance 'sotto le lenzuola'.
Non solo. Per gli uomini amanti della buona tavola le cattive notizie non finiscono qui. Non devono infatti esagerare con la birra, con i crostacei, un altro alimento noto per le sue proprietà afrodisiache, e ancora spezie, insaccati, pepe, superalcolici e caffé. E' questa una delle raccomandazioni contenuta nel decalogo messo a punto dalla Società italiana di urologia (Siu) in occasione della giornata europea di informazioni sulle malattie prostatiche, in programma venerdì prossimo.

A rendere peperoncino, birra, crostacei e una manciata di altri alimenti 'nemici' della prostata "è quello stesso elemento che li rende noti come afrodisiaci - spiega Mirone - Questi cibi, infatti, irritano la prostata, stimolando la necessità di eiaculare". In altre parole, 'accendono' il desiderio di chi li consuma, "ma finiscono per essere dannosi per questa ghiandola".
Inchiodato sul banco degli imputati, dunque, proprio per una delle qualità migliori che gli vengono riconosciute, "il peperoncino non va consumato più di due volte a settimana", raccomanda l'esperto. "Una notizia, questa - ironizza Franco Cuccurullo, presidente del Css - che in molte Regioni del meridione potrebbero condurre alla pubblica lapidazione chi le diffonde. Ma non bisogna avere paura di dire la verità quando di mezzo c'è la salute". Un altro consiglio che sorprende è evitare la pratica del coito interrotto: "quando c'è lo stimolo di eiaculare - puntualizzano gli esperti - va assecondato, non interrotto volontariamente".
Dal decalogo messo a punto dalla Siu non arrivano tuttavia solo cattive notizie. "L'attività sessuale - si legge nel decalogo - non è nociva, anzi: se praticata con regolarità ha effetti benefici".

L'astinenza prolungata, al contrario, provoca ristagno di secrezioni nella ghiandola prostatica e una possibile infezione seminale''.

Gli specialisti raccomandano poi di sottoporsi a una visita urologica di controllo almeno una volta ogni 12 mesi dopo i 50 anni, ed eseguire un dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico) per la diagnosi di cancro alla prostata almeno una volta l'anno superata la soglia dei 50.
Il decalogo raccomanda inoltre di preferire cibi contenenti sostanze antiossidanti, ovvero ricchi di vitamine A, C, E, selenio, zinco e manganese. In altre parole scegliere - tra gli altri - carote, broccoli, cavolfiori, peperoni, noci, carni rosse, fegato e cereali integrali, sicuramente più benefici di crostacei e peperoncini.
Bere almeno due litri di acqua al giorno per ridurre il peso specifico delle urine ed evitare infezioni - si legge poi tra le regole d'oro - praticare attività fisica, regolarizzare la funzione intestinale e moderare l'uso delle due ruote se la prostata è a rischio. Raccomandazioni, queste, che andrebbero seguite alla lettera soprattutto superati i 40 anni, quando i rischi di venire colpiti dal cancro alla prostata iniziano a farsi piu' alti. Piu' dell'80% dei casi di neoplasia prostatica - ricordano gli esperti della Siu - e' diagnosticato in pazienti sopra i 65 anni, e il 94% delle morti si registra nello stesso gruppo d'eta'. Ma se tra i parenti di primo grado si registrano casi di tumore, le probabilita' di ammalarsi aumentano di ben quattro volte.

maf@lda 16-06-11 15:15

1 Allegato/i
Estratto di mirtillo rosso - Cranberry
I fitoterapici per la prostata


Il mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon), è una pianta sempreverde originaria degli USA, le cui bacche sono storicamente considerate un rimedio per le infezioni urinarie, negli ultimi anni ha fornito dati interessanti sulla sua efficacia nel trattamento di questi disturbi. I mirtilli contengono diversi composti organici (es. catechine, flavonoidi, antocianine, prontocianosidi ) che impediscono l’adesione dei batteri alla parete intestinale e vescicale ostacolando la diffusione delle infezioni.

Se ne è pertanto diffuso l’uso nella prevenzione nonché nel trattamento delle infezioni delle vie urinarie grazie la capacità ad impedire che i batteri patogeni (come l'Escherichia coli) aderiscano alla mucosa delle vie urinarie.

Gli studi effettuati, pur con alcuni limiti, sembrano indicare che i prodotti a base di mirtillo rosso, assunti a lungo (6-12 mesi), possano essere utili nel prevenire le recidive delle infezioni delle vie urinarie nelle donne a rischio anche se non è noto tuttavia quale sia la posologia giornaliera ottimale.
Trova pertanto applicazione nel trattamento delle prostatiti acute e croniche, potendo instaurare delle terapie a lungo termine anche di 2 mesi, riuscendo ad essere sempre ben tollerato.

Per la peculiarità del suo meccanismo d'azione è anche l'integratore di scelta nel trattamento delle cistiti acute e croniche delle donne che rappresentano per frequenza ed intensità la patologia corrispondente in senso femminile.
In commercio ne esistono varie formulazioni, anche se , a nostro giudizio la più completa è quella che associa le benefiche qualità del mirtillo a quelle di altrettante sostanze utili nel trattamento delle flogosi di qualsiasi natura.
Difatti oltre al mirtillo esiste l'associazione con ananas sativus (cioè la bromelina) , dotata di proprietà sfiammanti su tutti i tessuti molli, l'escina, antiedemigena e capillaroprotettrice (evita l'edema e la fragilità dei capillari sempre presente in qualsiasi attività infiammatoria ), la boswellia serrata , un antidolorifico antireumatico .

maf@lda 16-06-11 15:20

1 Allegato/i
Thè verde e Prostata

Il tè verde è un tipo di tè che si ricava dalle foglie della Camellia sinensis, pianta originaria delle zone tropicali dell’Asia, e che si distingue dalle altre principali varietà di tè (verde, nero – che è quello che si beve tradizionalmente nel mondo occidentale, oolong, tè bianco) per la quasi assenza del processo d’ossidazione a cui sono sottoposte le foglie.
Proprio perchè ottenuto dalle foglie non fermentate (il nome deriva appunto dalla conservazione del colore verde delle lamina vegetale) il tè verde riesce a mantenere un’elevatissima concentrazione di antiossidanti potenti chiamati polifenoli (che rappresentano il 30% del peso a secco), oltre a vitamine importantissime come la vitamina C e quelle del gruppo B.
Gli antiossidanti sono sostanze che combattono i dannosissimi radicali liberi, frammenti di molecole estremamente reattivi e causa di danni cellulari che contribuiscono al processo di invecchiamento dell’organismo e che si possono associare anche ad altri problemi di salute, inclusi cancro e malattie del cuore.

Numerosissimi studi effettuati sul tè verde suggeriscono che i suoi antiossidanti possono neutralizzare i radicali liberi e addirittura ridurre o aiutare a prevenire i danni che provocano, e che esso è sicuramente utile per le seguenti condizioni di salute: colesterolo, cancro (prostata, ****, ovaie, pelle, stomaco), diabete, perdita di peso, ipertensione, arteriosclerosi. Vediamole in dettaglio:

Colesterolo alto (le ricerche mostrano come il tè verde contribuisca, sia negli uomini che negli animali, ad abbassare il livello totale di colesterolo e ad innalzare quello buono (HDL), probabilmente grazie all’azione dei polifenoli che bloccherebbero l’assorbimento del colesterolo e promuoverebbe la sua secrezione dal corpo;

Cancro
Tantissimi studi hanno evidenziato come l’incidenza di cancro alla vescica, al ****, alle ovaie, alla prostata, alla pelle e allo stomaco sia minore nei bevitori di questo infuso.


In uno studio italiano condotto dall’ Università di Parma e dall’ Università di Modena e Reggio Emilia si è evidenziato come le catechine, molecole di per se innocue sull’uomo, mirino dritto alle cellule del cancro alla prostata inducendole a suicidarsi, ma lasciando intatte le cellule sane.
Da notare, tuttavia, che sia il tè verde che il tè nero possono stimolare le cellule ad essere sensibili alle droghe chemioterapiche, quindi non sarebbero adatti a pazienti che ricevono chemioterapia.

maf@lda 16-06-11 15:27

1 Allegato/i
CONSIGLI UTILI PER SOFFRE DI
PROSTATITE ACUTA o CRONICA.



NORME DIETETICHE:

• Consumare pasti possibilmente caldi e ad orari regolari.

Eliminare o ridurre, nel periodo acuto, in modo molto drastico i cibi piccanti e le carni di maiale, gli alcolici, l’uva, i pomodori ed altri cibi che possano acidificare le urine come : Cioccolato, Asparagi, Insaccati, Acciughe, Peperoni, Cipolle, Cavolfiori, Broccoli, Spezie, Peperoncino e le BEVANDE GASSATE.

• Bere almeno un litro di acqua al giorno in modo tale da consentire un regolare ed adeguato apporto idrico all’organismo.

• Assumere decongestionanti naturali e vitamine, quali:
A) ESTRATTO DI CRANWBERRY ;
B) SERENOA REPENS ;
C) L’UVA URSINA ;
D) IL LICOPENE ;
E) LE VITAMINE A–C–D
F) IL TÈ VERDE

• Favorire la regolare funzionalita’ intestinale con un’alimentazione equilibrata.

• In caso di stitichezza assumere liquidi e consumare alimenti ricchi di fibre vegetali, scorie (pane integrale, verdure cotte a foglia larga, spinaci, frutta cotta).

• In caso di diarrea, evitare gli alimenti che hanno effetto stimolante sulla peristalsi come brodo di carne o di verdure, insaccati, uva, fichi, latte, formaggi fermentati.

• Gli Alimenti qui di seguito elencati producono gas, non abusarne: Legumi, Broccoli, Cavolfiori, Verza, Fagioli, Cipolle, Funghi, Cetrioli, Formaggi Freschi e naturalmente le Bevande gassate.

STILE DI VITA:

• Evitare di praticare sports potenzialmente traumatici per la ghiandola prostatica (bicicletta, motocicletta, equitazione).

• Passeggiare e praticare attivita’ sportive rilassanti (nuoto, corsa moderata, ginnastica a corpo libero ecc...)

• Cercare di evitare se possibile attività sedentarie o comunque la posizione seduta (come la guida di autoveicoli) per lunghi periodi.

• Curare l’igiene personale ed in particolare quella intima, soprattutto in presenza di emorroidi e praticare un’adeguata terapia medica.

• Svolgere una regolare attivita’ sessuale senza eccessi, evitando periodi prolungati di astinenza ed evitare il coito interrotto.

• Cercare di non indossare biancheria e pantaloni troppo aderenti.

63pg 16-06-11 22:49

oggi prima intossicata da fucus..... (è il periodo, con i primi caldi chi fa uso del noto disintossicante crolla come melma umana...)


ricoverata in rianimazione a roma.... da li veniva e li l'abbiamo spedita....

ste donne mezze streghe e mezze tonte :D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D



per fortuna ci siamo noi ;) ...concreti medici ufficiali

maf@lda 17-06-11 09:01

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da 63pg (Messaggio 29438090)
oggi prima intossicata da fucus..... (è il periodo, con i primi caldi chi fa uso del noto disintossicante crolla come melma umana...)


ricoverata in rianimazione a roma.... da li veniva e li l'abbiamo spedita....

ste donne mezze streghe e mezze tonte :D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D



per fortuna ci siamo noi ;) ...concreti medici ufficiali

Una bella canzoncina in tema!

YouTube - ‪Raf - Inevitable Tonteria‬‏


Purtroppo certi dottori (che ho conosciuto!)hanno una tale professionalità(No comment!), che sembra abbiano fatto i corsi di Laurea al Cepu ...è una fortuna non incontrarli:censored::eek:

Colgo l'occasione per parlare del FUCUS

Fucus vesiculosus L.
Fam. Fucaceae
Feofita= Alghe brune
Nomi comuni: Quercia marina, Alga Kelp, Punta nera.


Per il suo contenuto di Iodio e bromo il fucus è indicato contro l'ipotiroidismo; inoltre è un agente emostatico; per la presenza di numerose vitamine e minerali è un ottimo integratore; è efficace contro il reflusso gastro-esofageo grazie ai gel vischiosi formati dagli alginati che vanno a proteggere la mucosa dello stomaco. L'algina si usa in farmacia come eccipiente per le sue proprietà emulsionanti.

Dietetica: il fucus è utilizzato come stimolante del metabolismo basale nei casi di obesità ed ha un ampio utilizzo in prodotti dimagranti (perché produce un senso di sazietà producendo un gel nello stomaco).

Alimentazione: i derivati organici degli alginati sono utilizzati come gomme alimentari, addensanti nella produzione di gelati, budini e formaggi lavorati.

Cosmesi: in numerose preparazioni fitocosmetiche, soprattutto remineralizzanti e dimagranti; Si utilizzano gli alginati come colloidi e come prodotti anticellulite. Approfondimento: estratto di fucus nei cosmetici

Industria: coloranti rossi di lana e tessuti. L'acido alginico ricavato dal fucus può essere lavorato per ottenere fibre tessili, utilizzate anche in chirurgia, e un materiale plastico impiegato per fare pellicole, gel e gomme. L'algina è utilizzata nell'industria come condensante e stabilizzante nell'industria alimentare (caramelle, gelati), tessile (appretti), del cuoio, degli idrocarburi (emulsionano, solidificano e rendono ininfiammabili i prodotti), nei lubrificanti, nella lotta agli incendi, nella fabbricazione di carta e cartoni.

Agricoltura: il fucus viene utilizzato come foraggio, fertilizzante organico e come fitoterapici vegetali in agricoltura biologica.

Forse sono "tontolona"...ma non si cita che sia un disintossicante ma uno stimolante del metabolismo!:o:cool:

Per portare via un po' di tossine consiglio L'IDROCOLONTERAPIA (40 litri di acqua calda che vanno a riempire tutto il colon.)


COS'È L'IDROCOLONTERAPIA? E' una forma di lavaggio intestinale che si avvale di apparecchiature modernissime e sicure. Oltre a curare il disturbi dell'apparato digerente e dell'intestino purifica l'intero organismo

L'idroncolonterapia ha lo scopo di mantenere pulito e in perfetto stato il tratto intestinale, stimolare la peristalsi e riportare in equilibrio la flora batterica. L'effetto diluente dell'acqua introdotta e la stimolazione che si viene a creare, mettono l'intestino in condizioni di pulirsi a fondo e riattivare le sue funzioni vitali. Inoltre, l'immissione di ossigeno attraverso l'acqua, fornisce un valido nutrimento alla flora batterica.

Questo trattamento non provoca dolore né spasmi e viene ben accolto da tutte le persone; l'acqua entra ed esce in un circuito chiuso e ciò questo previene l'insorgere di spiacevoli manifestazioni come, per esempio, cattivi odori.

L'IDROCOLONTERAPIA ORALE
Da pochi anni è stato riscoperto un metodo per fare l'idrocolonterapia per via orale bevendo dell'acqua utilizzata normalmente a cui è stata resa in modo meccanico una proprietà, che le permette di pulire l'intestino tenue ed il crasso, la stessa che hanno le acque di sorgenti montane e che perdono dopo circa 6 minuti dall'imbottigliamento. Si tratta di un'acqua "riossigenata o dinamizzata" che non richiama acidi gastrici durante il passaggio nello stomaco e che passando nel duodeno riceve i sali della bile che ne rende il PH completamente neutro.

L'acqua passa poi nell'intestino favorendo l'assorbimento delle sole sostanze utili al corpo ed ammorbidendo ogni incrostazione e sposta i cibi in fermentazione impedendo che i gas si sprigionino nell'intestino tenue, di fatto diminuendo il gonfiore del ventre. L'acqua migliora l'attività delle flora intestinale che è la base per l'attività del sistema immunitario.

EFFETTI DELL'IDROCOLONTERAPIA
Questo trattamento, attuando una profonda pulizia, rimuove i residui fecali depositati nelle curve, nelle tasche e sulle pareti del colon, elimina la flora batterica alterata e favorisce la ricrescita di quella equilibrata. Già dopo il primo trattamento il ventre si presenta meno gonfio, si prova un senso di leggerezza e si attenuano le coliche e le scariche diarroiche.

Essendo una terapia disintossicante, i disturbi cutanei diminuiscono, aumenta la vitalità e l'energia e in generale tutto il corpo migliora le sue funzioni. Per mantenerne gli effetti benefici è però necessario esaminare la dieta e lo stile di vita, al fine di correggere eventuali abitudini scorrette.

Praticando questa forma di terapia si elimina la flora batterica putrefattiva, questo permette al colon di ripristinare le sue funzioni primarie e ritornare a produrre anticorpi, alleggerendo così il lavoro di filtro dell'epidermide. Per aiutare questo salutare cambiamento, prima e dopo il trattamento, sarebbe bene assumere dei fermenti lattici che vanno a riequilibrare la flora batterica intestinale.

A CHI FA BENE L'IDROCOLONTERAPIA?

Possiamo dire che oggi sono poche le persone che non ne hanno bisogno. Risulta particolarmente indicato per chi soffre di problemi intestinali o di disturbi che possono essere correlati a un cattivo funzionamento del colon: una delle indicazioni principali è la stitichezza che viene risolta pulendo a fondo l'intestino e ripristinandone la normale funzionalità .

QUANTE VOLTE È NECESSARIO PRATICARLA? Per garantire una pulizia completa sono necessari almeno 4 lavaggi, a distanza di una settimana l'uno dall'altro. La terapia della stitichezza può richiedere 3 o 4 irrigazioni in più, perché bisogna anche ripristinare la motilità intestinale.

E' VERO CHE SGONFIA LA PANCIA?
Se il lavaggio del colon è efficace anche contro meteorismo e gonfiori, due disturbi provocati dalla disbiosi. In pratica, la pancia si "gonfia" perché le feci fermentano e ristagnano, determinando un assorbimento di sostanze tossiche da parte dell'organismo. L'idrocolonterapia interviene proprio liberando il colon da queste sostanze, ossigenandolo e ricreando così l'ambiente naturale originario.

PUÒ FAR BENE ALLA PELLE?
Certamente. Intestino e pelle sono organi intimamente legati, perciò questo il trattamento si riflette subito sulla superficie cutanea. La pelle, infatti, è come una spugna e, tra i suoi compiti, ha anche quello di aiutare i reni ad eliminare le tossine dell'organismo; se queste sono in eccesso, la pelle ne risente sviluppando infezioni cutanee, acne e psoriasi.

COME VIENE EFFETTUATA UNA SEDUTA DI IDROCOLONTERAPIA?

Viene fatta utilizzando un'apposita apparecchiatura che fa affluire (utilizzando una cannuccia infilata nell'ano) acqua e ossigeno nel colon del paziente che è steso su un lettino e giace a pancia in su e che contemporaneamente permette al materiale fecale di uscire attraverso un altro tubo che ritorna all'apparecchiatura. L'immissione di acqua e lo scarico dei materiali fecali continua finché l'acqua non fuoriesce pulita, ed una seduta dura circa 30-40 minuti; tutto avviene in un sistema chiuso, estremamente igienico e discreto.

Va precisato che l'apparecchiatura per l'idrocolonterapia dev'essere professionale e non autocostruita o prodotta da ditte che non offrono la necessaria sicurezza. Solo un'apparecchiatura professionale è dotata di dispositivi che controllano la temperatura e la pressione dell'acqua garantendo la non pericolosità dell'intervento.

ESISTONO CONTROINDICAZIONI?
Si, non deve essere fatta se vi sono patologie in fase emorragica, ovvero se viene perso del sangue con le feci.

PUÒ DARE PROBLEMI ALL'INTESTINO? Se ben eseguito, assolutamente no. Si tratta infatti di acqua pura, eventualmente associata a ossigeno o altri medicamenti decisi dal medico. L'acqua. non è certo dannosa; il nostro organismo e le feci ne sono fatti per l'85 per cento circa e molti lassativi funzionano proprio richiamando acqua all'intestino. Con le moderne apparecchiature, poi, l'acqua viene iniettata a una pressione minima per nulla dannosa.

LA DEVE PRATICARE UN MEDICO?
E' preferibile, anche se non assolutamente necessario. Comunque è bene sottolineare che l'operatore dev'essere specializzato in questa forma di terapia ed avere una conoscenza approfondita del funzionamento del colon e delle sue patologie.

Tra esse, per esempio, vi è la diverticolite che richiede un trattamento particolare perché questa malattia crea delle piccole tasche sulle pareti interne del colon che si riempiono di materiale in decomposizione e sono particolarmente difficili da ripulire.

CHE DIFFERENZA C'È RISPETTO ALL'ENTEROCLISMA?
E' tutta un'altra cosa. L'enteroclisma utilizza al massimo un paio di litri d'acqua e comporta un unico lavaggio, mentre in una seduta di idrocolonterapia vengono immessi, in fasi successive, ben 40 litri di acqua calda che vanno a riempire tutto il colon.

CONCLUSIONI Sia l'enteroclisma che l'idrocolonterapia non sono terapie in grado di risolvere da sole e definitivamente tutti i nostri mali, perché la vera salute parte da un corretto comportamento quotidiano e non si basa su azioni meccaniche saltuarie eseguite per "mettersi in pace la coscienza".
Infatti queste terapie, senza una contestuale e permanente correzione delle cattive abitudini alimentari unita ad un maggiore movimento, servono solamente per un breve periodo. Ovviamente questo non è un buon motivo per rinunciare a praticarle, anzi devono rappresentare uno stimolo per reimpostare definitivamente e qualitativamente la propria vita.

maf@lda 17-06-11 09:26

1 Allegato/i
Gli enteroclismi


In caso di malattie gravi è importante praticare, due volte alla settimana, degli enteroclismi (fatti con 1 litro e mezzo o due litri di camomilla; naturalmente nei bambini la dose deve essere proporzionalmente ridotta). La pratica degli enteroclismi, anche se gravosa, è un aiuto essenziale nella fase acuta della malattia e, comunque, all'inizio della cura. È comunque di grande utilità per tutti quelli che decidono di cambiare la propria alimentazione. La dott. Kousmine non accettava di seguire malati che non praticassero regolarmente gli enteroclismi. La camomilla va preparata con circa 5 bustine, lasciate in infusione finché la tisana si raffreddi alla temperatura adatta (38°-39°).. Va poi immessa nell'apposito apparecchio (che potrete acquistare per pochi euro in farmacia), che va appeso a un paio di metri di altezza. Si svuota il tubo dall'aria, si richiude il rubinetto, ci si mette in ginocchio accucciati a terra, con la testa e il busto il più bassi possibile. Si introduce il beccuccio nell'ano e si riapre il rubinetto. Il liquido deve entrare tutto: se si sente l'impulso irrefrenabile di una evacuazione, dopo aver provveduto, occorre riboccare ancora il liquido ad un litro e mezzo. Se non si introduce tutto il litro e mezzo, non si perviene ad un lavaggio efficace del colon. Può accadere che la discesa del liquido si blocchi: è opportuno in questo caso massaggiare la pancia con movimenti energici, come se si impastasse, per smuovere le anse dell'intestino e staccare eventuali fecalomi.
Dopo che il liquido è stato interamente introdotto, avviene la defecazione, che deve essere completa. Appena l'intestino si è calmato dopo l'evacuazione, procedete all'introduzione dell'olio di girasole.
L'introduzione di olio di girasole biologico spremuto a freddo è sempre necessaria per un risanamento completo delle pareti intestinali. La quantità: 4 cucchiai = 60 ml . Il modo: mediante una peretta da bambini o, meglio, una siringa da 100 ml, (ovviamente priva di ago!). Dopo un po' di enteroclismi potrebbe essere necessario ridurre la quantità di olio (anche a 10 ml). Può essere opportuno, almeno per le prime volte, mettere dopo l'introduzione dell'olio di girasole un pannolone, per evitare che eventuali piccole perdite di olio macchino i vestiti o le lenzuola (normalmente non accade, ma talvolta è successo).
Normalmente una cura efficace dura da 2-4 mesi nei casi leggeri a 2 anni nei casi più gravi. Gli enteroclismi vanno comunque ripresi, anche a malattia stabilizzata, di fronte a rischi di attacchi (cambio di stagione, stress, attacchi influenzali, ecc.).

Può accadere che gli enteroclismi affatichino molto o provochino costipazione: avviene soprattutto nel caso di sclerosi multipla, se la malattia è avanzata. In questo caso conviene diminuire la frequenza a una volta alla settimana o ogni dieci giorni, per aumentare poi progressivamente quando l'intestino si è stabilizzato

Gli enteroclismi sono una pratica adatta anche per persone sane, ogni volta che interviene qualche fattore che disturba il normale funzionamento dell'intestino o in presenza di malesseri ricorrenti. È comunque opportuno per tutti praticarli qualche volta all'anno, preferibilmente in cambio stagione.

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Il lavaggio intestinale con brodo salato
Chi non riesce a fare gli enteroclismi, può sostituirli con un altro metodo più agevole, anche se meno efficace. Si fa bollire un litro d'acqua con verdure, possibilmente biologiche (per es. una piccola cipolla, una costa di sedano, una carota, una piccola rapa o un pezzo di cavolo); si aggiungono due cucchiai di sale marino non raffinato; si lascia raffreddare fino a quando la temperatura permette di berlo; poi lo si beve tutto in un quarto d'ora (è importante che sia ancora caldo). Qualcuno trova il brodo vomitevole: dipende dai gusto personali, personalmente lo trovo solo molto salato.
Si ottiene l'evacuazione dell'intestino in pochi minuti.È meglio fare questa tecnica a digiuno. È raccomandabile farla seguire da un piccolo clistere di olio di girasole (come per gli enteroclismi) o dallo sciacquo della bocca con olio (vedi sotto).
È assolutamente controindicata agli ipertesi, a soggetti a terapia cortisonica, ai cardiopatici.

Lo sciacquo della bocca con olio di girasole
Sono molto utili gli sciacqui della bocca con un cucchiaio di olio di girasole spremuto a freddo: devono esere fatti a digiuno (al mattino, o prima dei pasti). Bisogna "agitarlo" a lungo in bocca, risucchiandolo tra la lingua e tra i denti, per una ventina di minuti (comunque non meno di un quarto d'ora). Poi va sputato completamente (attenzione a non ingoiarlo: contiene residui tossici) e ci si deve sciacquare la bocca e lavare i denti. Il segno che la tecnica è riuscita è il colore dell'olio: deve essere biancastro. Se è ancora giallo, significa che il lavaggio non è durato a sufficienza.
È una pratica che si può ripetere anche due o tre volte al giorno, soprattutto in caso di malattie acute. Non sostituisce gli enteroclismi!

tutu 17-06-11 10:09

Citazione:

Originalmente inviato da 63pg (Messaggio 29438090)
oggi prima intossicata da fucus..... (è il periodo, con i primi caldi chi fa uso del noto disintossicante crolla come melma umana...)


ricoverata in rianimazione a roma.... da li veniva e li l'abbiamo spedita....

ste donne mezze streghe e mezze tonte :D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D:D



per fortuna ci siamo noi ;) ...concreti medici ufficiali

Ascolta i consigli di Mafalda, un bel clisterone da 5 lt e ritroverai la serenità! :o

maf@lda 17-06-11 10:58

1 Allegato/i
Tutu.....ovvia, un son mia 'osì 'attiva :ol'è 'na cosa che la dà imbarazzo l'idrocolon con 40:eek: litri d'acqua che quasi bolle! La son bonina...io!;)




L’aglio (Allium sativum) è una preziosa pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Liliacee, originaria dell’ Asia centrale che conferisce ai cibi un aroma caldo, pungente, leggermente piccante, ma soprattutto stimolante.

L’aglio veniva utilizzato già al tempo degli Egizi come “farmaco” e lo ritroviamo in ben 22 ricette in un papiro medico egizio risalente al 1500 a.C. chiamato El Sers.

Nel primo secolo un famoso naturalista romano, Plinio consigliava di consumare spicchi d’aglio per combattere ben 61 malattie; l’aglio è stato usato anche in Cina per combattere una forma di meningite, sopperendo alla mancanza di antibiotici.

Anche in età più moderna si hanno diversi studi sulle qualità e le proprietà dell’aglio: il dottor P.Ivanov specialista di mallatie cardiovascolari ha condotti studi specifici sull’aglio e sulla cipolla, arrivando a concludere, dopo dieci anni di ricerca come questi alimenti (come anche la noce) abbiano effetti benefici nell’abbassamento del livello di colesterolo nel sangue.

L’aglio svolge un’azione antisettica, balsamica, vaso dilatatoria ed espettorante a livello dell’apparato respiratorio, con il quale interagisce calmando, ma anche prevenendo problematiche quali la bronchite; è un antisettico, antibiotico e facilita in persone senza acidità anomala o gastrite la digestione.
In generale è util
e e consigliato per quelle persone che hanno problemi di ipertensione, malattie da raffreddamento e contro i disturbi dei fumatori cronici; combatte le infezioni, grazie alla presenza dell’allicina, che risulta essere una antibatterico; in generale fluidifica il sangue e abbassa la pressione sanguigna per merito dell’alliina e per la sua azione stimolante della diuresi.

L’aglio gode, inoltre, di proprietà spasmolitica, antisettica ed antidiarroica a livello intestinale, andando ad aiutare nel trovare sollievo da infezioni, vermi intestinali, dissenteria, coliti, flautulenza.

A livello muscolo scheletrico è un ottimo rimedio contro le artriti e i reumatismi.

Da ultimo, ricerche recenti sembrano dimostrare che i principi nutritivi contenuti nell’aglio abbiano un’azione antidegenerativa e antineoplastica.


L’aglio è uno stimolante naturale del sistema immunitario, capace di alzare e regolare tutte le sfaccettature delle difese immunitarie, regola il tratto intestinale, combatte le infezioni specialmente quelle delle vie aeree, migliora l’intero sistema circolatorio (diliusce e previene anche la formazione di trombi), agisce anche sugli ormoni sessuali, ma mi preme ricordare che quando viene cucinato l’aglio perde quasi il 90% delle sue proprietà nutritive e microbicidiche.

Grazie al miglioramento della circolazione, al suo potere diluente del sangue e alla sua azione mirata sugli ormoni sessuali, risulta essere anche un buon compagno di letto.


E’ sconsigliato a chi soffre di peracidità gastrica, dermatosi, pitiriasi, psoriasi, malattie gastrointestinali ulcerative e croniche e in caso di congestione polmonare con tosse sanguinolenta e febbre.

In cosmesi, sembra giovare contro la caduta dei capelli, i calli e la scabbia.

Le qualità dell’aglio come appena visto sono molteplici, ma andiamo ora a vedere i rimedi pratici che prevedono l’uso di aglio come aiuto alla guarigione:

Per aiutare il riequilibrio della pressione, del colesterolo, dei trigliceridi / calcoli renali / problemi digestivi / aerofagie / coliche/ dissenterie/ influenza da virus/ stitichezza / diabete
Ingerire un pezzetto di aglio (senza la parte verde centrale) subito prima del pasto principale e mai con pietanze a base di brodo. Non ingerire liquidi durante il pasto. Da effettuare a settimane alterne, per 3 – 4 mesi.

Attenzione: Non prendere aglio per gastrite / eccesso di acidità / ulcere gastriche e duodenali. In questi casi aggiungere polvere di peperoncino ai cibi.

Tracheite / faringite / laringite / tonsillite / mal di gola / asmaStrofinare olio agliato sotto la gola e sul petto e coprire la parte con pellicola per alimenti.

RaffreddoreTenere in bocca (tra i denti e la guancia) uno spicchio di aglio intero e non scalfito per circa due ore.

SinusiteLessare per pochi minuti molto aglio, porlo all’interno di una garza da applicare calda sulla fronte. Quando la garza si raffredda riem***** con altro aglio caldo oppure dormire tenendo sul comodino uno spicchio di aglio schiacciato.

Asma / rinite allergica / raffreddore
Dormire tenendo sul comodino uno spicchio di aglio schiacciato (ridurre a 1/4 per i bambini).

Allergia da acaroDormire tenendo mezzo spicchio di aglio sul comodino.

Piccole cisti / punture di insetti / herpes / orzaiolo / infiammazione di parti molli.Tagliare uno spicchio d’aglio e appoggiarne la parte interna sulla zona interessata per poco tempo.

Artrosi alle mani e ai piediInserire in un robusto sacchetto di plastica gli spicchi di due teste di aglio, quindi schiacciare ed introdurre l’arto nel sacchetto per 50 minuti avendo cura di chiudere l’apertura con un elastico per non far evaporare l’allicina dell’aglio.

Cervicale / periartrite / sciatalgie / colpo della strega / lombaggine
Fare un impacco di aglio schiacciato (circa 20 spicchi in una garza da formare un pacchetto) e tenerlo per mezz’ora sulla parte dolente. In alternativa massaggiare la parte con olio canforato + aglio

Affezioni della pelle
Versare latte bollente su quattro spicchi di aglio tritati e lasciare riposare per 20 minuti. Quando il latte è ancora caldo, berne una tazza a stomaco vuoto 2 volte la settimana.

ForuncolosiBollire gli spicchi di una testa di aglio nel latte. Filtrare ed applicare il liquido ottenuto con una garza sulla parte affetta.

Tunnel carpale
Ungere la parte dolente con olio agliato e coprire la parte con pellicola per alimenti.

InsonniaIn infuso: uno spicchio d’aglio in una tazza di latte caldo

NOTE:

OLIO AGLIATO – Preparare un infuso coprendo alcuni spicchi di aglio (senza la parte verde centrale) con olio di oliva. Tenere a macerare per 8 giorni

OLIO CANFORATO + AGLIO – Preparare un infuso con una parte di aglio + 2 parti di olio canforato. Tenere a macerare per 20 giorni.

NOTA – Dopo l’applicazione pulire la parte con acqua tiepida, asciugare e spalmare con pomata PREP più volte.




63pg 17-06-11 11:15

l'unica volta che ha funzionato l'omeopatia fu con Kappler :D:D:D:D:D:D:D:D:D:D

rifiutò la medicina ufficiale per curare il suo cancro intestinale con l'omeopatia...




effetto radicale :D:D:D:D:D:D:D:D:D


grande effetto

63pg 17-06-11 11:16

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29439432)
...

Purtroppo certi dottori (che ho conosciuto!)hanno una tale professionalità(No comment!), che sembra abbiano fatto i corsi di Laurea al Cepu ...è una fortuna non incontrarli:censored::eek:....


certe pazienti...

è quasi un godere vederle arrivare :D:D:D:D:D:D:D

maf@lda 17-06-11 11:24

Citazione:

Originalmente inviato da 63pg (Messaggio 29441708)
certe pazienti...

è quasi un godere vederle arrivare :D:D:D:D:D:D:D

Io non ho parole ancora oggi, a distanza di tempo, per descrivere cosa provo quando ripenso che forse si poteva salvare la vita di mio padre se un "dottore" (?) non avesse scambiato i sintomi di un infarto con quelli di una polmonite e ci avesse fatto arrivare all'ospedale giusto e in tempo....:censored:
........................................ ........................................ ......................

63pg 17-06-11 11:31

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29441852)
Io non ho parole ancora oggi, a distanza di tempo, per descrivere cosa provo quando ripenso che forse si poteva salvare la vita di mio padre se un "dottore" (?) non avesse scambiato i sintomi di un infarto con quelli di una polmonite e ci avesse fatto arrivare all'ospedale giusto e in tempo....:censored:
........................................ ........................................ ......................

non è il caso particolare che fa la regola....

esistono quadri clinici per cui una cosa non può escludere l'altra... polmoniti che causano infarti non è raro...


mi spiace per tuo padre ma è umano sbagliare... se poi persevera c'è sempre chi lo ferma...

maf@lda 17-06-11 12:16

Umano sbagliare........:censored:
Una mia parente, giovanissima, si è rotta il braccio cadendo, prima glielo hanno ingessato storto......per riparare all'errore l'hanno dovuta operare , ma hanno sbagliato ancora inserendole delle placche troppo corte.... nuova operazione..sofferenze a non finire e con il risultato che il braccio non ha più una buona funzionalità!
Umano sbagliare:mmmm: ...ma queste cose non devono accadere!:o

63pg 17-06-11 12:21

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29442781)
...
Umano sbagliare:mmmm: ...ma queste cose non devono accadere!:o

Che non debbano accadere è ovvio...

Ma il medico è un essere umano...

Se dovessimo fermare tutti i medici che sbagliano, nel giro di un decennio si torna agli stregoni e alle streghette.... che con 4 intrugli se la sbrigano rapidi... tanto l'acqua colorata poche volte fa male...

Al netto dei criminali e incapaci... presenti in tutte le categorie...

Lasciate fare a noi.....

maf@lda 17-06-11 12:23

1 Allegato/i
Risvegliare la passione amorosa con… l'aglio

L'aglio è noto da secoli come rimedio naturale contro l'impotenza o comunque come stimolante la virilità. Storicamente, i faraoni costringevano gli operai intenti alla costruzione delle piramidi a mangiarne grandi quantità, perché li proteggeva da malattie e parassitosi intestinali ma soprattutto perché ne potenziava la forza fisica. Dall'Egitto la coltivazione si estese al Mediterraneo, fino alla Grecia: Galeno e Dioscoride, padri della medicina e dell'erboristica, lo menzionano sia come rimedio per molte malattie che come ingrediente afrodisiaco. Tra i Romani era radicata l'idea che l'assunzione di decotti o addirittura di spicchi interi aumentava la valorosità dei soldati. Nel 1858 è Pasteur che, invece, lo descrive accuratamente e scientificamente come potente antibiotico.






Come utilizzare l'aglio per la cucina afrodisiaca
Ovidio consigliava agli amanti insalata di aglio e cipolle; Galeno definì il bulbo "eccitante per Venere": in ogni caso il problema è il cattivo odore dell'alito, definito tipicamente alliaceo, conseguente alla sua assunzione: ciò è dovuto alla principale componente biochimica del bulbo, l'alliina, che nella pianta in vivo è inodore in quanto ben segregata in un compartimento cellulare. Al momento del taglio o della macinazione, essa si combina con un enzima, di solito confinato in un altro comparto cellulare, che la trasforma in allicina e trisolfuri (composti contenenti zolfo) responsabili dell'aroma fastidioso.
I cuochi più maliziosi, non volendo rinunciare alle proprietà afrodisiache, attenuano di molto il problema servendo in contemporanea foglioline di prezzemolo, oppure qualche grano di caffè o di anice, cumino o cardamomo; altrimenti consigliano di mangiare lentamente una mela o un cucchiaino di miele dopo l'assunzione di questo ingrediente.


Il ricettario popolare ci insegna che è possibile preparare anche bevande stimolanti, ad esempio facendo bollire in mezzo litro d'acqua tre spicchi d'aglio, un gambo di sedano e un rametto di santoreggia; infatti di queste tre piante, tutte eccitanti, sono stati proibiti per tantissimi secoli la coltivazione e il consumo all'interno dei conventi. Oppure si può preparare un vino "rafforzante l'amore" schiacciando una testa d'aglio e facendola macerare in un litro di vino bianco secco per dieci giorni; la bevanda va consumata prima dei pasti, come aperitivo, associata ad altri piatti afrodisiaci.

63pg 17-06-11 12:38

..vabbè

se hai capito bene....

se non hai capito.... va bene lo stesso

ti consiglio di cantare, prima della somministrazione di questi intrugli...
un karma splendido della tradizione napoletana

Sciò sciò ciucciuvè
Aglio fravaglio fattura che nun quaglia, cape'e alice e cape d'aglio,sciò sciò ciucciuè,jesceten ra casa mia, corn e bicorn, corn e stracorn, uocchie sicche, code e' vacche.
Palle, meze palle, chiuove, cape e' razze, e cape e' pazze,
alluntanate tutt’e disgrazie.
Pappavalle, barbagianne, cuorve, taccule e curnacchie.
Levatece ra cuoll tutte sti macchie!


:D:D:D:D

saluti

maf@lda 17-06-11 15:34

« Re di tremenda maestà, tu che salvi per tua grazia, salva me, o fonte di pietà. »



..........salva me e tutti coloro che hanno bisogno di assistenza sanitaria...questo io canto prima di entrare in uno studio medico...

P.s.: prima mi faccio naturalmente il segno della croce!:censored::D

Io non ho capito
tu non hai capito
egli non ha capito.......

Saluti e Punto!



Trattare l’acne usando l’aglio
Strofinare l’aglio crudo sull’acne, più volte al giorno. L’uso esterno di aglio aiuta a pulire la pelle da brufoli e punti neri. Anche ingerire tre semi di aglio crudo per una volta al giorno aiuta a purificare la circolazione sanguigna

maf@lda 17-06-11 15:54

1 Allegato/i
Applicazioni di Aglio

Bronchite.
L’aglio è ricco di sali minerali e lo zolfo organico in esso contenuto ne fa un alimento adatto a tutti coloro che presentano una debolezza cronica delle vie respiratorie. Per i bambini che hanno spesso bronchiti e tosse, ecco una cura decisamente efficace.

• Tagliate a pezzetti alcuni spicchi d’aglio e metteteli sul fondo di un piatto in un unico strato. Cospargete questo strato con zucchero di canna e lasciate macerare almeno per una notte. 11 giorno dopo raccogliete il succo che si sarà prodotto, unitelo a un infuso concentrato di timo, e datelo a cucchiaini al bambino.

• Un ottimo espettorante si prepara mettendo a cuocere in 1 bicchiere di latte 2 o 3 spicchi di aglio per qualche minuto.

• Per preparare una tintura d’aglio indicata per curare la bronchite, lasciate macerare per 10 giorni in 2 litri di alcol a 60°, 60 g di spicchi d’aglio. Assumete la tintura una volta al giorno, ponendo 1 5-30 gocce in un po’ d’acqua.

Calli e duroni
• Pestate in un mortaio 2 spicchi d’aglio con mezzo cucchiaino di olio di oliva caldo, in modo da formare una crema densa. Ogni sera, spalmate un po’ di questa crema sul callo, fasciando poi con una pezzuolina di cotone.Proseguite la cura fino a estirpazione del callo.

Denti cariati o doloranti
• In mezzo bicchiere d’aceto bollite per 2 minuti 1spicchio d’aglio tritato finemente; fate raffreddare e utilizzate il preparato per fare degli sciacqui.

• Se il mal di denti si irradia per tutto il viso, inserite un tamponcino di garza contenente aglio grattugiato nell’orecchio.

• Se il dolore dovuto a carie è localizzato in un unico dente, ponete sul dente uno spicchio d’aglio caldo.

Difterite
• Prendete ogni mattina 1 spicchio d’aglio crudo, ingoiandolo a pezzetini, senza masticarlo, con acqua zuccherata, tè o caffè.

• Oppure: lasciate per 5 giorni in 1 litro di grappa o dialcola 60°, 50 g di aglio; trascorso il tempo indicato, filtrate. Assumete 1 cucchiaino di questo preparato in un po’ di acqua zuccherata, alla mattina o alla sera.

Emorroidi
• Introducete nel retto una supposta d’aglio, cioè uno spicchio d’aglio al quale avrete tolto la buccia esterna, ma non la pellicina sottile che lo ricopre.Attenzione: durante questa operazione, evitate di intaccare lo spicchio, altrimenti il rimedio provocherà un forte bruciore.

Enuresi
È un disturbo che colpisce soprattutto i bambini, ma in situazioni particolari può presentarsi anche negli adulti, soprattutto donne in gravidanza e anziani.

• Preparate un decotto facendo bollire per 5 minuti in 2 litri di acqua 1 testa di aglio e 1 manciata di fiori di biancospino. Quando sarà pronto, versate il decotto in un catino o direttamente nel bidet, e fate un semicupio. Ripetete i lavaggi 2 volte al giorno.Febbre tifoide (forma leggera)

• Prendete 2 cucchiaini di tintura d’aglio preparata lasciando macerare per 10 giorni in 2 litri di alcol a 60°, 50 g di spicchi.Ferite

Le proprietà antisettiche e disinfettanti dell’aglio ne fanno un rimedio ottimo per trattare piaghe, tagli e ferite.

• Pestate 2 o 3 spicchi di aglio, metteteli in 1-2 cucchiai di aceto di vino bianco, e applicate il preparato sulla zona interessata a mo’ di cataplasma.

• Se la ferita è stata prodotta da una scheggia e non riuscite a tirare fuori il corpo estraneo che vi produce dolore, prendete un po’ di pece (si acquista nelle drogherie ben fornite), mischiatela con la polpa di 1 spicchio di aglio grattugiato e ponetela sulla ferita. Questo preparato disinfetterà la ferita e permetterà la fuoriuscita della fastidiosa scheggia.

- Se vi siete tagliati, togliete la pellicina che ricopre lo spicchio d’aglio, e applicatela immediatamente sul taglio; questa pellicina, oltre a disinfettare, favorisce anche una rapida cicatrizzazione.

Giradito

Avvolgete il dito in una compressa imbevuta del seguente preparato.

- In 1 litro d’acqua bollente, mettete in infusione 2 pizzichi per ognuna delle

seguenti erbe:

- papavero;

- santoreggia;

- gemme di abete.Quando l’infuso sarà tiepido, unitelo al succo ottenuto spremendo 1 spicchio d’aglio, e con questo liquido preparate la compressa; rinnovetela quando si raffredda, fino a che il disturbo sarà scomparso o comunque migliorato.

Gotta

• Un valido rimedio per uso esterno: fate macerare per 2 giorni in 200 cc di petrolio (che troverete in vendita in drogheria) 50 g di aglio tritato a pezzettini. Usate il preparato per fare, ogni sera, delle pennellature sulle parti dolenti; fasciate poi l’arto dolorante con una pezza di lana calda.Influenza

Per prevenire e curare l’influenza, fate infusi e decotti d’aglio, e aumentate la quantità d’aglio nella vostra dieta quotidiana.

• Per preparare l’infuso, ponete 2 spicchi d’aglio tritati in 1 tazza di acqua bollente, e lasciate in infusione per 5 minuti. Trascorso questo tempo, filtrate, aggiungete 1 cucchiaino di miele e bevete 1 volta al giorno, preferibilmente prima di andare a dormire.

• Per preparare il decotto, fate sobbollire lentamente per 1-2 minuti 1 tazza d’acqua con 3 spicchi d’aglio finemente tritati Quindi filtrate e assumete il decotto con le stesse modalità dell’infuso.

Insonnia

Secondo la medicina popolare, l’aglio crudo avrebbe effetti soporiferi. Quindi, se avete difficoltà ad addormentarvi, fate in modo che il vostro pasto serale contenga sempre uno o più spicchi d’aglio, oppure assumete uno dei seguenti rimedi.

• Pestate 1 spicchio d’aglio e mettetelo in 1 tazza di latte caldo. Lasciate in infusione per circa 10 minuti, e bevete il latte prima di andare a dormire.

Ipertensione

• Un rimedio efficace consiste nel far macerare una parte di aglio in 5 di alcol a 60° per 15 giorni. Dopo questo periodo, filtrate il tutto e prendetene 20-30 gocce, in un po’ di acqua, prima dei pasti principali. Questa terapia abbasserà sicuramente la vostra pressione, senza sbalzi, gradatamente e mai al di sotto di un certo limite per le propietà ipotensive (dell’aglio vedi il capitolo ‘L’azione cardiovascolare’).

Leucodermia

Si tratta di fastidiose e antiestetiche chiazze bianche della pelle, che prediligono il collo, il petto, il dorso delle mani, e che sono dovute a mancanza di pigmento. Si possono trattare con un’antichissima ricetta, l’unguento all’aglio.• Pestate alcuni spicchi d’aglio in un mortaio di bronzo, quello che un tempo non mancava mai nella bottega dello speziale, e che è necessario affinchè si verifichi la reazione chimica di formazione disali di rameL’aglio assumerà un colore verde. Con il composto ottenuto dovrete massaggiate la zona colpita.

Metrorragia
Se il flusso mestruale è troppo abbondante o se si prolunga per troppi giorni, ecco una ricetta di Maurice Messegué, uno dei più famosi erboristi contemporanei.

• Ponete in 2 litri d’acqua bollente 1 testa d’aglio schiacciata, 1 pugno di fiori di biancospino e 1 pugno di foglie di ciascuna delle seguenti piante: malva, rovo, salvia; aggiungete anche 1 o 2 foglie di celidonia. Lasciate in infusione per 5 minuti, quindi filtrate e usate una parte di liquido per irrigazioni vaginali, una parte per bagni alle mani e una parte per pediluvi. Continuate il trattamento per alcuni giorni.

Mialgia (dolore muscolare)
• Mettete a macerare per 2 giorni, in 200 cc di olio di semi di sesamo, 50 g di aglio tritato.

Usate questo preparato una volta al giorno, preferibilmente di sera, facendo delle pennellature sulle parti dolenti; fasciate poi con una pezza di lana calda.

Pertosse
È una malattia tipica dei bambini, che alcune volte può colpire anche gli adulti; non è grave, ma può impressionare per i suoi sintomi, e disturbare il bambino, soprattutto durante il sonno.

• Preparate uno sciroppo d’aglio, utile per ridurre i sintomi e per rafforzare l’organismo, abbreviando il decorso della malattia.

- In un quarto di litro di acqua bollente, mettete alcuni spicchi di aglio tritati nelle seguenti, dosi:

- 15 g fino a 1 anno;

- 25 g fino a 5 anni;

- 40 g fino a 10 anni;

- 60 g per gli adulti.

Lasciate macerare per 30 minuti circa, e somministrate nelle dosi indicate:

- fino a 1 anno, 8 gocce al giorno;

- fino a 5 anni, 8 cucchiaini da caffè al giorno;

- fino a 12 anni, 8 cucchiai da dessert al giorno;

- per adulti, 8 cucchiai da minestra al giorno.

Nota: se i bambini si rifiutassero di bere questo sciroppo a causa del suo sapore piuttosto sgradevole, preparatene uno aggiungendo all’infuso una quantità doppia di miele o di zucchero di canna (Dott.Vassilieff), oppure mettendo in infusione, insieme con l’aglio, anche 1 cucchiaino di tiglio, 1 di menta, 1/2 di origano o di lavanda (Dott. Lieutaghi).

Piaghe cancrenose o eczematose
• Mettete in una bottiglia 1 litro d’acqua bollente e 20 spicchi d’aglio.Tenete il recipiente ben chiuso per un’ora circa.Trascorso il tempo indicato, filtrate e conservate in luogo fresco e al riparo dalla luce. Usate quest’acqua per fare degli impacchi sulle parti interessate, da 5 a 6 volte al giorno, dopo averla fatta intiepidire.

Punture d’insetti
• Se siete stati punti da uninsetto, potrete eliminare il fastidioso prurito strofinando la parte colpita con 1/2 spicchio d’aglio.

Raffreddore e
Ai primi sintomi, mettete in bocca uno spicchio d’aglio intero e tenetevelo per qualche ora. Non sentirete alcun sapore, ma i principi attivi penetreranno ugualmente nelle mucose . Questo rimedio è anche un ottimo preventivo.

Raucedine
• Bevete succo d’aglio misto a miele, terapia già usata da Nerone e, ancor oggi, da molti cantanti lirici.

Reumatismi
• Prendete 2 spicchi d’aglio, fatene una poltiglia, inseritela all’interno di una garza ripiegata e fatene applicazioni ripetute sulla parte dolorante.

• La ricetta che segue proviene dall’estremo Oriente.Olio d’aglio: mettete alcuni spicchi d’aglio in una garza, fatene un fagottino che appenderete al coperchio di una pentola. Riempite d’acqua la pentola, chiudetela con il coperchio e mettetela sul fuoco, lasciando bollire l’acqua per 4-5 ore. In questo modo gli spicchi si rammolliranno e, schiacciandoli, potrete ricavarne un olio, particolarmente indicato per calmare i dolori reumatici.

• Un altro rimedio per uso interno, ottimo nella cura dei reumatismi, è il seguente: lasciate macerare per 10 giorni in 2 litri di alcol a 60°, oppure di grappa, 50 g di aglio tagliato a pezzettini. Filtrate e prendetene 1/2 cucchiaino in un po’ d’acqua ogni sera.

Ritenzione idrica
• A digiuno, ingoiate 1 spicchio d’aglio intero, deglutendolo con un sorso di vino bianco.

Scottature
• Sulla parte bruciata, dopo averla raffreddata sotto acqua corrente o con del ghiaccio, applicate una poltiglia preparata impastando polpa d’aglio schiacciata e olio extravergine d’oliva.

Sinusite
• Lessate per pochi minuti
2 teste d’aglio, ponetele all’interno di una pezzuola ripiegata e applicate il cataplasma ancora caldo sulla fronte. Quando questo si sarà raffreddato, toglietelo e sostituitelo prontamente con un nuovo cataplasma, sempre ben caldo.

Sordità
• Se la vostra sordità è solo temporanea e di origine reumatica, vi potrà arrecare un certo sollievo il porre nell’orecchio un tampone di ovatta imbevuto di succo d’aglio appena spremuto.Stomaco (crampi allo)• Fate bollire in 200 g di acqua, 200 g di zucchero grezzo di canna e 100 g di aglio; quando il decotto sciropposo sarà pronto, filtratelo e conservatelo in una bottiglia chiusa ermeticamente; prendetene 2-3 cucchiai al giorno, secondo la necessità.

Tachicardia
• Prendete 500 g di aglio, spremetelo e unite il succo ricavato a un’uguale quantità di alcol a 40°. Bevetene 2-3 cucchiaini al giorno per una settimana.Vaginite da Trichomonas

• Tritate finemente qualche spicchio d’aglio e introducete la poltiglia ottenuta in una pezzuola di cotone, che arrotolerete fino a ottenere un tamponcino di dimensioni tali da poter essere agevolmente introdotto nella ******.Attenzione: l’aglio non deve assolutamente fuoriuscire dalla pezzuola, perché altrimenti, entrando in contatto con la mucosa, potrebbe danneqqiarla.

Vermi
I vermi intestinali sono un problema soprattutto dei bambini. Quando il vostro bambino non sta bene, si sveglia molte volte di notte, digrigna i denti nel sonno, si gratta in continuazione il sederino, potete ragionevolmente pensare che abbia contratto una parassitosi verminosa.• La medicina popolare consigliava un tempo di appendere una collana di teste d’aglio al collo del bambino.

• Un risultato analogo si può ottenere mettendo 2-3 spicchi d’aglio grossolanamente pestati in un sacchettino, che fisserete sull’ombelico del bambino Dopo 2-3 giorni i vermi vengono espulsi con le feci.Il rimedio è più efficace se,contemporaneamente, frizionate i polsi e le caviglie del bambino con una spicchio d’aglio.

• Una ricetta indicata per i bambini che abbiano compiuto almeno 6 anni, e anche per gli adulti: tritate 4 spicchi d’aglio e fateli bollire in 250 g di latte per 5 minuti. Lasciate intiepidire e somministrate ogni sera, prima che il bambino vada a dormire.

• Gli adulti possono usufruire di un rimedio gradito al palato: la bruschettà,preparata sfregando su una fetta di pane tostato mezzo spicchio d’aglio. A piacere, conditela con un filo d’olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

• Per eliminare la tenia, il famoso verme solitario, bevete alla mattina, a digiuno,1 tazza di latte nel quale avrete fatto bollire per 20 minuti una grossa testa d’aglio schiacciata. Continuate la cura fino all’espulsione del parassita.

Verruche
Sono escrescenze cutanee, dovute a ipertrofia delle papille dermiche provocata da un virus; molto contagiose, colpiscono più frequentemente le mani o i piedi, e sono caratterizzate dalla consistenza cornea e dal colore grigiastro.

• Prendete alcuni spicchi, pestateli nel mortaio e applicateli sulla verruca per tutta una notte.Attenzione: è bene che la polpa d’aglio non tocchi la parte sana dell’epidermide, per evitare che si infiammi. A tale scopo, prendete un cerotto e praticatevi un foro delle dimensioni della verruca; quindi applicatelo in modo che la verruca rimanga scoperta. Ponete al di sopra del cerotto la pasta d’aglio e ricoprite il tutto con un altro cerotto. Nel giro di 10-15 giorni, con una nuova applicazione ogni notte, la verruca scomparirà.

• Se preferite un rimedio più semplice, ma meno sicuro, potete strofinare più volte al giorno la verruca con uno spicchio d’aglio tagliato. Applicate quindi un cataplasma preparato mescolando 1 cucchiaio di argilla con acqua sufficiente a ottenere un composto cremoso.

Sembra accertata l’efficacia dell’aglio come…
Antiaggregante piastrinico, Antibatterico o batteriostatico, Anticancerogeno, Anticoagulante fibrinolitico, Antidissenterico, Antimalarico, Antinfiammatorio intestinale, Antiossidante, Antisettico delle vie respiratorie, Antisettico disinfettante generale, Antitabagico, Antitubercolare, Antiverrucoso, Balsamico respiratorio, Cardiotonico, Colagogo, Coleretico, Conservante naturale, Digestivo eupeptico, Espettorante fluidificante del catarro, Immunostimolante, Ipocolesterolemizzante, Ipoglicemizzante, Ipotensivo, Rubefacente, Spasmolitico (fibre muscolari lisce), Stimolante della circolazione cerebrale, Stimolante della circolazione sanguigna, Tiroide (stimolante della), Tonico generale, Vasodilatatore coronarico, Vasodilatotore periferico, Vermifugo.

maf@lda 20-06-11 10:58

1 Allegato/i
Zuppa all'aglio - piatto tipico Austriaco.

Ecco la ricetta per una crema di aglio molto cremosa, bianca e dal vago sapore di latte o panna... incredibilmente buona!

Intanto è necessario sbollentare l'aglio in acqua, scolarlo e trasferirlo in un mixer per frullalo con della panna acidula in modo da ottenere un crema.
Trasferire il tutto sul fuoco e fate cucinare aggiungendo del brodo vegetale e della fecola di patate mescolando energicamente con una frusta.
Regolare di sale e pepe e aggiustare con dell'erba cipollina tagliuzzata.
Servire ben caldo.

maf@lda 21-06-11 11:15

1 Allegato/i
L'agrifoglio è un piccolo albero che può arrivare fino a 10 metri d'altezza, ha la corteccia liscia, predilige il sottobosco o comunque zone ombreggiate, il suo nome botanico é Ilex aquifolium, si usa la corteccia che si raccoglie durante tutto l'anno che si fa essiccare al sole e le foglie giovani prima che abbia inizio la fioritura che si fanno essiccare all'ombra; le bacche rosse invece non si utilizzano in quanto sono velenose.

Principi attivi e proprietà terapeutiche
Le sostanze attive nell'agrifoglio sono l'ilicina, i tannini e le pectine, le sue proprietà sono: tossifuche, antircurnatiche, antiartritiche, febbrifughe e diuretiche, va bene quindi in caso di febbre, raffreddore, tosse, dolori reumatici, artrite e per ripulire le vie urinarie come l'intero organismo. Si usa come decotto, sotto forma di tintura e di vino di agrifoglio.


Storia, leggenda, mito e magiail pungitopo, al pari dell’agrifoglio, è considerato portatore di fortuna. Le bacche rosse sono il simbolo del Natale, il simbolo della luce e del buon auspicio, una promessa di abbondanza e fecondità per il nuovo anno che comincia. Secondo la leggenda, le foglie spinose rievocano le spine della corona di Cristo e le bacche il rosso del suo sangue. Il nome “pungitopo” deriva dall’usanza contadina di proteggere dai topi con mazzetti di questa pianta, i salumi e i formaggi messi a stagionare

maf@lda 22-06-11 16:14

1 Allegato/i
Nome comune: AgrimoniaFrancese: Aigremoine
Inglese: Agrimony
Famiglia: Rosaceae
Parte utilizzata: foglie-sommità fiorite

Costituenti principali della agrimonia:
•acido ursolico e altri triterpeni minori (1,5% nelle foglie)
•tannini catechici (fino a 5%)
•fitosteroli
•altri: olio essenziale, flavonoidi (quercetina, kaempferolo), acido silicico (sino al 12%), citrico, malico, nicotinico, acido ascorbico, vitamine K e B1
Attività principali: antinfiammatoria; coleretica e colagoga; antiallergica; ipoglicemizzante; decongestionante, antisettica e cicatrizzante

Impiego terapeutico: faringiti; gastroenteriti, infiammazioni intestinali; congiuntiviti; dermopatie (azione antipruriginosa)

La pianta di Agrimonia era utilizzata, per applicazioni topiche, come decongestionante, risolvente e sedativo in processi flogistici della congiuntiva, dell'orofaringe, oltre che in svariate dermopatie nelle quali manifestava anche un'azione antipruriginosa.

La presenza di triterpeni e tannini ne giustificano l'impiego per uso esterno come antinfiammatorio, cicatrizzante, antisettico ed analgesico e per via interna come astringente leggero nelle faringiti, nelle gastroenteriti e nelle infiammazioni intestinali.

In virtù delle proprietà sedative, il suo utilizzo può essere esteso non solo nel trattamento delle faringotonsilliti e nelle stomatiti ma anche nelle forme nevralgiche, nelle fibrositi, nelle artriti e nelle periartriti.
L'Agrimonia, inoltre, mostra azione sedativa nelle gastralgie sostenute da gastrite o da ulcera gastroduodenale.

La pianta presenterebbe, inoltre, un'interessante attività antiallergica per cui il suo uso sarebbe auspicabile non solo nelle forme orticarioidi ma anche nelle patologie che vedono alla loro base una condizione allergica o disreattiva, come le colecistopatie, le cefalee, le emicranie, alcune forme di insonnia ecc.

Curiosità sulla agrimonia:
•L'etimologia è molto discussa: secondo molti autori Agrimonia sarebbe una corruzione di Argemone (riferito ad una specie di papavero), pianta in grado di guarire le ulcere dell'occhio (in greco chiamate argema).
G. Pitré segnala, a questo proposito, che il popolo siciliano chiamava con il termine agrimonia una forma di infiammazione delle palpebre per la cui cura venivano consigliati lavaggi con acqua e limone.
Le proprietà oftalmiche della pianta sono riportate in vari erbari.

•Eupatorium farebbe riferimento a Mitridate Eupatore (I-II sec. a.C), re del Ponto, che per primo avrebbe introdotto l'uso terapeutico della pianta.
Per altri Eupatorium sarebbe una corruzione latina del greco Epatorion, da Epatitis e da Epar(fegato): niente di più attendibile visto che l'uso principale della pianta era proprio nella cura delle malattie epatiche.
Culpeper (1652) scriveva: «Il fegato è il formatore del sangue, ed il sangue colui che nutre il corpo, e l'Agrimonia è quella che fortifica il fegato».

•Santa Hildegarda (sec. X) reputava la pianta uno dei più grandi rimedi nelle malattie mentali: «Se un uomo perde l'intelligenza e la ragione, si cominci col tagliargli i capelli, dopo si faccia bollire l'Agrimonia nell'acqua e con quest'acqua gli si lavi la testa; un panno contenente la stessa erba gli sarà applicato sul cuore fino a che egli prova un deliquio, gliela si metterà allora sulla fronte e nelle tempie: l'intelligenza e la ragione saranno purificate e il malato sarà libero dalla sua follia».:eek:

Effetti collaterali Agrimonia:
L'agrimonia è una paianta che se utilizzata nel breve periodo solitamente non comporta effetti collaterali, tuttavia resta sempre sconsigliata la sua assunzione durante il periodo di gravidanza.

maf@lda 23-06-11 16:14

1 Allegato/i
La pianta dell'anguria, o cocomero, il cui nome scientifico è Citrullus Vulgaris, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, il suo frutto è molto voluminoso dalla forma sia rotonda che ovale e può superare il peso di venti chilogrammi.

La pianta, un'erbacea annuale dal fusto strisciante e peloso, è molto prolifica ed un singolo esemplare può arrivare a produrre anche cento angurie. Le prime notizie riguardanti la coltivazione dell'anguria risalgono a circa 5.000 anni fa, precisamente in Egitto, dove, a tal proposito, sono stati rinvenuti preziosi geroglifici che testimoniano la veridicità di tale notizia; le origini della pianta, stando alla testimonianza di un esploratore di nome Livingstone, paiono però essere africane. Il periodo in cui l'anguria giunge a maturazione va da giugno a settembre.

L'anguria è composta principalmente da acqua (94% circa), una piccolissima percentuale di proteine e fibra alimentare, glucidi, minerali ( sodio, potassio, ferro fosforo e calcio, vitamine A e C, niacina (vitamina PP), riboflavina (vitamina B2) e tiamina (vitamina B1). Da sottolineare la presenza di licopene che conferisce all'anguria il tipico colore rosso, allo stesso modo dei pomodori che ne sono particolarmente ricchi; il licopene è una sostanza antiossidante e come tale ha proprietà utili nella prevenzione dei tumori, alla prostata per gli uomini e al **** per le donne.

La discreta quantità di sali minerali presenti nel cocomero sono innanzitutto utili per contrastare il senso di stanchezza e spossatezza che frequentemente si presentano nei periodi estivi particolarmente caldi; grazie all'alto contenuto di acqua, l'anguria è sicuramente un frutto dissetante diuretico e depurativo dell'organismo.

Sebbene la sua polpa sia particolarmente dolce, l'anguria presenta un apporto calorico particolarmente basso ed è quindi indicata nelle diete dimagranti proprio per il suo effetto saziante e non ingrassante. Le proprietà più interessanti dell'anguria vanno però ricercate nella presenza di sostanze carotenoidi, prima fra tutti il licopene, che, oltre a comprovate proprietà antitumorali, sono anche in grado di combattere i tanto temuti radicali liberi.

Un consumo eccessivo è comunque controindicato nei pazienti diabetici.

Se consumato al termine dei pasti il cocomero non è ben digeribile, in quanto il suo elevato contenuto d'acqua tende a rallentare la digestione diluendo i succhi gastrici
.


Grazie alle sue proprietà, tra cui l'assoluta assenza di grassi, l'anguria, insieme all'ananas, è uno degli alimenti più efficaci per contrastare e combattere gli inestetismi della cellulite.


Ricordiamo in ultimo che il cocomero ha altresì proprietà benefiche e protettive nei confronti del fegato e delle vie respiratorie

maf@lda 24-06-11 15:51

1 Allegato/i
Il Melone è un frutto estivo particolarmente ricco di acqua, vitamine A e C, Calcio, Potassio e Fosforo.

Gli arabi, grandi consumatori di questo frutto, utilizzano efficacemente il Melone per la disintossicazione del corpo. Inoltre, il Melone è particolarmente indicato per le persone in sovrappeso, dato il basso contenuto calorico e la sua azione diuretica e lassativa.

In Estate, mangiare Melone in abbondanza, è un modo gradevole per dissetarsi, idratare il corpo e favorire l’eliminazione delle tossine. Inoltre, nei periodi più caldi, quando l’esposizione al sole è massima, la pelle e i capelli tendono a perdere la loro naturale lucentezza; il Melone, grazie alla sua ricchezza di acqua, vitamine e sali minerali ci aiuta a mantenere la pelle e i capelli idratati e luminosi.

Vitamine

Il Melone è un alimento ricco di Vitamina A, sotto forma di Carotenoidi. I Carotenoidi appartengono alla classe di pigmenti naturali che conferiscono il colore tipico alla frutta e verdura giallo-rossa e che il corpo converte in Vitamina A, un potente Antiossidante. La Vitamina A aiuta a prevenire numerose malattie e a ritardare l’invecchiamento cellulare contrastando i Radicali Liberi.

Un’altra Vitamina molto importante, anch’essa antiossidante, è la Vitamina C. La Vitamina C oltre all’azione Antiossidante, partecipa alla formazione del Collagene, utile per la guarigione da ferite, traumi, tagli e ustioni.

Oltre alle Vitamine A e C, nel Melone sono presenti elevate quantità di Vitamine del gruppo B. Tra queste, la Piridossina (Vitamina B6) favorisce l’utilizzazione dei carboidrati, dei grassi e delle proteine e è un utile regolatore del Sistema Nervoso. La carenza di Vitamina B6 può produrre, tra gli altri sintomi, nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno, difficoltà di apprendimento e debolezza muscolare.

La Vitamina B3 (Niacina), anch’essa presente nel Melone, aiuta a mantenere bassi i livelli di Colesterolo nel sangue, a regolare la pressione arteriosa, a proteggere l’apparato digerente e a mantenere la pelle in salute.

Sali Minerali
Il Melone, oltre che di Vitamine, è particolarmente ricco di Sali Minerali; soprattutto Ferro, Potassio e Manganese.

Il melone previene la gotta e l’artrite, allevia i bruciori di stomaco, aiuta a combattere l’ipertensione e l’ipercolesterolemia (eccesso di colesterolo nel sangue). Grazie alla buona quantità di fibre può essere utile per favorire il transito intestinale e per combattere la stitichezza. Con la polpa del Melone è possibile preparare un portentosa maschera per la pelle secca.


E' adatto a chi è anemico per il suo buon contenuto di ferro e ai diabetici dato che il contenuto di acqua è molto maggiore rispetto a quello degli zuccheri. Alcuni studiosi argentini e tedeschi sostengono che il melone agisce sulla fluidità del sangue contrastando l’aggregazione piastrinica e questo contribuirebbe a dargli finzione cardioprotettiva per infarti, ma anche per ictus cerebrali”.


“È sicuramente controindicato per chi deve seguire una dieta astringente”.

maf@lda 27-06-11 10:24

1 Allegato/i
L’herpes labiale è causato dal virus herpes. Si tratta di una malattia contagiosa. Viene frequentemente confuso con l’afta, che è un’ulcera non contagiosa della bocca.
L’herpes labiale si scatena principalmente sulla pelle adiacente alla bocca, soprattutto sulle labbra. Può scatenarsi anche sul mento, sulle narici, sulle dita o sui genitali.

Sintomi dell’herpes labiale
Generalmente i sintomi dell’herpes labiale appaiono dopo venti giorni di esposizione al virus. Possono comparire delle piccole bolle dolorose, piene di un liquido rosso o marrone, che possono esplodere e ricomparire, dando via ad un leggero formicolio. Una volta infetti, i sintomi dell’herpes labiale sono mal di testa, irritabilità, febbre, problemi a ingerire cibi o liquidi, gonfiore e prurito alle labbra. Anche il nodulo linfatico del collo può gonfiarsi. I sintomi dell’herpes labiale possono durare da sette a dieci giorni.

Cause dell’herpes labiale
Alcuni eventi come l’essere incinta, ferite sulle labbra o sulle gengive, trattamenti dentali, stress e cambi ormonali possono essere causa dell’herpes labiale....e l'esposizione al sole!


Rimedi naturali per l’herpes labiale
Curare l’herpes labiale con il ghiaccio
Il ghiaccio è un rimedio naturale efficace per l’herpes labiale. Porre ghiaccio sulla pelle colpita dal virus per qualche minuto, e ripetere ogni ora.

Curare l’herpes labiale con il te
Applicare una bustina di te sull’herpes per qualche minuto, e ripetere ogni ora. Si può anche spremere una bustina di te tiepida sulla parte infetta per 30 minuti.

Altri rimedi naturali per curare l’herpes labiale
Applicare hamamelis sulla parte infetta dall’herpes alleggerirà il dolore.
Porre gel o olio di aloe vera.
Chiunque abbia un sistema immunitario debole avranno un processo di recupero più lento.


Non appena si hanno i sintomi della comparsa dell'infezione cutanea, o anche al comparire delle prime bollicine, è sufficiente prendere un batuffolo di cotone, bagnarlo con un po' di aceto di vino scuro e tenerlo per circa un'ora sulla lesione (parliamo sempre di herpes simplex labiale); in brevissimo tempo vedrete le fastidiose bollicine trasformarsi in croste e dimezzerete così i tempi di guarigione senza l'assunzione di nessuna medicina e in un modo veramente naturale


Dieta per l’herpes labiale
Evitare cibi acidi e salati. Il consumo di cibi come cioccolato, semi, farina d’avena e pane integrale deve essere limitato.
Adottare una dieta piena di vitamine A, C, E e ferro, che includa aglio. Consumare cibo fresco e con alto contenuto di antiossidanti e carboidrati completi.

Io personalmente l'ho bloccato, ai primi sintomi, con l'aloe!Funziona!OK!

maf@lda 28-06-11 15:48

1 Allegato/i
Alchechengi ( Physalis alchechengi )

FAMIGLIA: Solanaceae
NOMI COMUNI: Chichingi, Palloncini (erba tossica, balonsi)
LA DROGA: I frutti
QUANDO SI RACCOGLIE: I frutti si raccolgono alla maturazione, in agosto - settembre, e si
privano del calice rigonfio e del peduncolo.
PROPRIETÀ: Diuretiche, depurative, antiuriche, antireumatiche, antiinfiammatorie.
PRINCIPI ATTIVI: Acido citrico, mucillagini, tannini, principi amari.


COME SI USA
La pianta è soprattutto usata nella sua varietà commestibile coltivata, che si trova facilmente nei negozi di frutta. Le proprietà salutari sono però più spiccate nella specie spontanea , che differisce da quella coltivata per il colore dei frutti. Diffusa soprattutto nell'Italia settentrionale, diventa più rara al sud. Si trova nelle siepi e nei boschi della zona padana e submontana.

L'Alchechengi ha proprietà diuretiche e depurative impiegate soprattutto contro la ritenzione urinaria, nel caso di nefriti, gotta, calcoli renali e vescicali e comunque in tutte le forme cui è interessato l'apparato urinario. In pratica per le preparazioni erboristiche si usano i frutti essicati. Il frutto fresco, eventualmente, va consumato con moderazione; tutte le parti verdi della pianta non devono essere utilizzate perchè contengono alcaloidi in quantità sensibile.


USO INTERNO
I frutti: Come diuretico, antiurico, depurativo.

Infuso: 3 grammi in 100 ml di acqua. Una tazzina al mattino prima di colazione e alla sera.

Tintura vinosa: 3 grammi in 100 ml di vino bianco (a macero per 10 giorni). Un bicchierino al mattino a digiuno.


USO ESTERNO
I frutti: Per pelli arrossate

Decotto: 10 grammi in 100 ml di acqua. Applicare compresse imbevute di decotto sulla parte interessata per 15 minuti.

maf@lda 29-06-11 10:15

1 Allegato/i
FRUTTA E VERDURA CHE "ABBRONZA" - Vitamina A (*)

1. Carote 1200


2. Spinaci e radicchi 500-600


3. Albicocche 350-500


4. Cicorie e lattughe 220-260


5. Meloni gialli 200


6. Sedano 200


7. Peperoni 100-150


8. Pomodori 50-100


9. Pesche 100


10. Cocomeri e ciliegie 20-40



"Carote, spinaci e albicocche salgono sul podio degli abbronzanti naturali in grado di garantire la tintarella della salute che rende "belli dentro e fuori".

L a Coldiretti ha fatto una classifica in base al contenuto di Vitamina A dei diversi alimenti, vitamina che difende l'organismo dai raggi solari e favorisce la produzione nell'epidermide del pigmento melanina che dona la classica tintarella alla pelle.

Consumare carote, insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, albicocche, fragole o ciliegie serve a stare in salute, combattere l'obesità e le altre malattie dell'alimentazione, ma anche a preparare l'abbronzatura estiva.

Il primo posto è conquistato indiscutibilmente dalle carote, poi gli spinaci, a pari merito con il radicchio mentre al terzo si posizionano le albicocche seguite da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliege che - rileva la Coldiretti - presentano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.


(*) in microgrammi di Vitamina A o in quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile

maf@lda 29-06-11 11:44

1 Allegato/i
Per preparare la pelle per un’abbronzatura uniforme, prima di tutto si esfolia delicatamente il viso ed il corpo.

Siamo tutti consapevoli dell’effetto riscaldante ed energizzante del sole sul corpo e sulla mente, specialmente se si vive in zone in cui nei mesi invernali il cielo è spesso nuvoloso.

In primavera siamo impazienti di toglierci i vestiti in modo che il sole entri in contatto con la nostra pelle. Il sole porta enormi benefici alla salute, dal momento che aiuta il corpo ad assorbire il calcio e stimola la produzione di vitamina D.

Per questo motivo l’esposizione al sole senza protezione per 15-30 minuti al giorno (a seconda del tipo di pelle) può in realtà essere abbastanza benefica.

Comunque, il pericolo di prendere troppo sole non dovrebbe essere preso alla leggera. I raggi solari UVA e UVB possono portare alla disidratazione ed all’invecchiamento precoce della pelle.


RICETTA PER L’OLIO SOLARE con ingredienti naturali

Gli oli essenziali di lavanda e di calendula contenuti in questi oli solari possiedono proprietà antinfiammatorie e possono aiutare a proteggere la pelle dalle scottature.

L’olio ylang-ylang ha una fragranza dolce, rilassante e tropicale e l’olio di patchouli può aiutare a dare sollievo alla pelle secca e screpolata.



Per pelli normali
•2 cucchiai di olio di sesamo
•2 cucchiai di olio di germe di grano
•4 cucchiaini di olio di nocciole
•4 cucchiaini di olio di noci
•5 gocce di olio essenziale di lavanda
•5 gocce di olio essenziale di ylang-ylang


Per pelli secche
•4 cucchiaini di olio di avocado
•4 cucchiaini di olio di nocciole
•4 cucchiai di olio di sesamo
•4 cucchiaini di olio di noci
•4 cucchiaini di olio di germe di grano
•6 gocce di olio essenziale di calendula
•4 gocce di olio essenziale di patchouli
Mescola tutti gli ingredienti insieme in una piccola bottiglietta. Chiudi e agita il composto accuratamente.

E’ importante agitare bene la miscela prima di ogni utilizzo, in quanto gli oli si separano quando vengono lasciati riposare per lunghi periodi di tempo.

Conservare l’olio solare in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce diretta del sole.



ATTENZIONE!

- Gli oli solari naturali dureranno per circa 2-3- mesi. Tenerli in frigorifero per la massima freschezza. Non utilizzare oli che odorano di rancido, perché hanno perso l’efficacia.

- Non aggiungere olio essenziale di agrumi (arancio, limone) al tuo olio solare. Potrebbe causare dopo l’esposizione macchie marroni che possono durare per anni o anche per tutta la vita. Anche gli oli essenziali di finocchio, bergamotto, basilico, menta e origano sono anch’essi da evitare per le loro proprietà fotosensibilizzanti!.

- L’olio solare naturale non è resistente all’acqua, quindi riapplicarlo dopo il bagno.

- Se hai la carnagione chiara, non ti esporre al sole tra le 10:30 del mattino e le 4:00 del pomeriggio, quando i raggi del sole sono più forti. Usa sempre una protezione solare – non un olio abbronzante – per proteggere la tua pelle ed assicurati di ripetere l’applicazione spesso ed attentamente.



Prima dell’esposizione

Per rimuovere le cellule morte e preparare la pelle per un’abbronzatura uniforme, esfolia delicatamente il tuo viso ed il tuo corpo con un composto fatto con mandorle macinate finemente o farina di granturco e olio ed acqua calda.
Inoltre, sfrutta i vantaggi del calore del sole ed applica sui capelli un impacco idratante alle proteine (venduto nei negozi naturali o in farmacia). Il calore aiuterà il balsamo a penetrare nelle cuticole dei capelli, lasciandoli morbidi, lucenti e corposi.



Applicazione:

Applica l’olio solare uniformemente e in quantità non troppo abbondante sulla pelle pulita ed esfoliata almeno 30 minuti prima di esporsi al sole. L’olio deve penetrare negli strati superficiali della pelle affinché le sue proprietà protettive possano essere davvero efficaci mentre prendi il sole.






Proprietà degli ingredienti:

L’olio di nocciole nutre: questo olio che penetra in fretta ed è estremamente leggero è uno degli oli migliori per l’uso cosmetico. Ricco di vitamina E e di acidi grassi insaturi, che nutrono la pelle.

L’olio di noci dona un colorito dorato: questo olio stimola l’abbronzatura mentre aiuta a proteggere la pelle dall’azione nociva dei raggi UV. L’olio di noci contiene numerosi grassi acidi essenziali che nutrono ed idratano la pelle, che assorbe facilmente e rapidamente quest’olio dalla consistenza così sottile.

L’olio di avocado idrata e protegge: l’olio estratto dalla polpa dell’avocado è davvero benefico per la pelle secca, poiché contiene alti livelli di vitamine, lecitina ed acidi grassi insaturi.
L’olio di avocado può essere usato come leggera protezione solare ed è per un uso a lungo termine, dal momento che non si rovina facilmente. Assicurati di usare solo olio di avocado non raffinato e spremuto a freddo.

L’olio di germe di grano leviga la pelle: questo olio chiaro e dorato è ricco di vitamine A, D ed E, le quali aiutano ad rendere la pelle liscia, proteggendola da segni e rughe e dalla perdita di elasticità.

L’olio di sesamo protegge dai raggi nocivi: l’olio di sesamo, ottenuto spremendo i semi della pianta del sesamo, protegge dal sole più di tutti gli altri oli naturali. È molto efficace anche per ammorbidire e rendere la pelle liscia. Assicurati di utilizzare solo olio di sesamo non raffinato e spremuto a freddo, che ha un aroma intenso ed è di colore scuro.

maf@lda 30-06-11 08:53

1 Allegato/i
Minerali e Capelli

Anche se non esistono cibi in grado di arrestare la caduta dei capelli, è risaputo che i minerali sono un importante costituente dell'alimentazione da prendere in considerazione per la salute della cute e dei capelli.

Il 4% del peso del corpo umano (cioè circa 2,5-3 Kg) E' rappresentato da minerali. Un adulto contiene circa 1200 gr di calcio, 68O gr di fosforo, 150 gr di potassio, 7O gr di sodio, 21 gr di magnesio, 5 gr di ferro.
I minerali sono l'ultimo grande costituente dell'alimentazione che dobbiamo ora prendere in considerazione. Esplicano funzioni importantissime senza le quali nessuna vita sarebbe possibile. Infatti i metallo-enzimi perdono completamente le loro capacità reattive se privati dell'atomo di metallo a cui sono legati.
Anche se è ancora poco noto il ruolo specifico svolto da tutti gli oligoelementi, riteniamo che vi siano decise correlazioni tra qualità e quantità di minerali ed elementi traccia con lo stato di salute dei capelli.

Ferro
Il ferro, peso atomico 55.8, è presente nel corpo umano nella quantità di 4-5 gr, tre quarti dei quali utilizzati per la formazione di emoglobina, metallo-proteina essenziale per il trasporto dell'ossigeno ai tessuti. Viene introdotto nell'organismo con gli alimenti sia animali che vegetali e la vitamina C, come abbiamo già visto, ne favorisce l'assorbimento.
Il ferro è presente nella composizione chimica del capello ed è ovviamente necessario alla vita del cheratinocita perché, in carenza di ossigeno, la catena respiratoria mitocondriale rallenta e conseguentemente diminuisce la produzione di energia, sotto forma di ATP, necessaria alle sintesi proteiche.

E' ormai diventato un classico somministrare ferro a chi perde i capelli ed in effetti vi è concordanza nel ritenere che la carenza di ferro, anche in assenza di anemia, possa essere causa di defluvio generalizzato in telogen. Comunque l'iposideremia è una condizione molto comune ed è quindi facile la sua associazione, più o meno fortuita, con un defluvio. Se comunque viene scoperta una deficienza di ferro in chi perde i capelli, questa deve essere trattata. Inoltre è importante ricordare che una deficienza di ferro (iposideremia) è spesso spia della carenza di altri metallo-ioni come zinco e magnesio.

Il ferro, oltre ad essere un componente essenziale della emoglobina, è costituente di molti metallo-enzimi e fra questi ricordiamo:
la catalasi che ci protegge dal perossido di idrogeno (H202);
le aldeidossidasi, necessarie alla ossidazione aerobica dei carboidrati;
i citocromi, necessari al trasferimento degli elettroni nella già ricordata catena respiratoria.
La sideremia normale oscilla fra 0,6 e 1,5 mg/ml di siero, ma è suscettibile di variazioni fisiologiche in rapporto a svariate condizioni: età, sesso, gravidanza, lavoro muscolare etc. Il fabbisogno giornaliero di ferro si aggira sui 18-2O mg.

Metabolismo del ferro
Il ferro ingerito con l'alimentazione, soprattutto come composti di eme e sali organici, sottoposto all'azione dell'acido cloridrico nello stomaco (pH 1,5) sono scissi a formare ioni ferrici. Gli ioni ferrici reagiscono con gli agenti riducenti e con la gastroferrina. Solo il ferro legato con la gastroferrina può andare incontro ad assorbimento che si ha soprattutto nel duodeno e nella porzione prossimale del digiuno.
La maggior parte di questo ferro si deposita come ferritina soprattutto nel fegato (ma rilevabile anche nel plasma) o viene utilizzato dai mitocondri per le sintesi enzimatiche. Il rimanente viene trasferito al plasma dove si lega strettamente, nello stato ferrico, alla beta1 globulina transferrina.
Il ferro lascia il plasma soprattutto entrando nella serie eritroide, da cui c'è un considerevole feed-back di nel plasma, soprattutto attraverso le cellule reticoloendoteliali Nelle cellule eritroidi in via di sviluppo del midollo osseo, gli ioni ferrosi si combinano con la protoporfirina a formare l'eme.
Il 18% circa del ferro che esce ed entra nel plasma è in equilibrio con la transferrina dei liquidi extracellulari, la formazione e la scissione della mioglobina e degli enzimi eme, l'assorbimento del ferro ed i depositi di ferritina.

Il ferro viene eliminato o perso attraverso il normale ricambio dell'emoglobina con l'urina, col sudore, con la desquamazione cutanea, con le feci quanto non assorbito e quanto deriva dalle piccole continue ed inapparenti emorragie del tratto gastroenterico, con le mestruazioni.

Iperdosaggio
Una tossicità acuta marziale è la seconda causa di avvelenamento nei bambini ed è spesso dovuta ad eccessiva somministrazione di supplementi a base di ferro da parte dei familiari.
Il sovraccarico marziale determina:
-emosiderosi, caratterizzata da un aumento tissutale generalizzato di ferro senza alterazioni di tipo fibrotico,
-emocromatosi, in cui a livello del fegato, milza e pancreas si determinano alterazioni fibrose.
Queste patologie sono secondarie a malattie emolitiche, patologie epatiche, pluritrasfusioni o ingestione di quantità eccessive di ferro per periodi prolungati.

Zinco
L'organismo umano contiene circa 1-2,5 mg di zinco presente soprattutto nelle ossa, nei denti, nella pelle, nel fegato, nei muscoli e nei capelli (che possono anche essere usati per valutare con 'mineralogramma' lo 'status' generale dello zinco)
La maggior parte delle proteine include delle regioni con struttura secondaria (e le fibroproteine lo sono integralmente) che avvolgendosi, danno luogo alla configurazione tridimensionale globale della proteina.
La struttura secondaria più comune è l'alfa-elica (in cui lo scheletro della proteina si avvolge a formare l'elica caratteristica) e il filamento beta (in cui l'impalcatura di sostegno è completamente distesa); i residui di istidina e cisteina vengono uniti da un atomo di zinco, che serve essenzialmente a fissare assieme il filamento beta e l'elica.

Lo zinco, peso atomico 65, è indispensabile per la crescita corporea, per i processi riparativi dei tessuti, è importante per una normale risposta immunitaria, interviene come cofattore anche nella sintesi dei collagene, agisce come cofattore in oltre settanta reazioni enzimatiche conosciute ed è presente nella molecola di circa cento metalloenzimi.
Il fabbisogno giornaliero è stimato in 10-15 mg per l'adulto, 20 mg per le gestanti, 30 mg per le nutrici.
La carenza di zinco provoca disturbi gravi in tutti gli organismi viventi. L'uomo soddisfa il suo fabbisogno, di circa 15 mg al giorno, attraverso una alimentazione variata.

Lo zinco è contenuto nella carne, nel pesce, nei cereali e nei legumi. L'assorbimento dello zinco si attua a livello duodenale ed intestinale con meccanismo attivo, ad opera di una proteina trasportatrice che lo veicola attraverso la parete intestinale.
La carenza grave del metallo o della proteina carrier intestinale determina l'acrodermatite enteropatica, malattia che realizza in natura il quadro della carenza cronica di zinco con diarrea costante ed abbondante con steatorrea e manifestazioni tipiche cutanee distali e periorifiziali vescicolobollose o crostose impetiginizzate, perdita totale dei capelli, delle ciglia e sopracciglia, lesioni ungueali, perionissi, grave ritardo staturo-ponderale. Questa rara alterazione ereditaria, autosomica recessiva, spesso si manifesta nel bambino allo svezzamento e risponde rapidamente alla somministrazione orale di solfato di zinco, 50-200 mg al giorno, con remissione della diarrea, rapida ricrescita dei capelli e delle ciglia e sopracciglia.
Nell'adulto un quadro simile si può vedere solo in paziente alimentato da mesi solo per via parenterale.

Pare comunque giustificato somministrare supplementazioni di zinco a chi perde capelli per defluvio androgenetico, infatti una buona zinchemia inibirebbe una eccessiva 5 alfa riduzione periferica. Se si somministra zinco a scopo tricologico occorre fare attenzione all'assorbimento intestinale del rame che, per competizione sullo stesso carrier intestinale, può venire gravemente ridotto da una eccessiva somministrazione di zinco.
In alcune zone dell'Egitto e dell'Iran dove la dieta carente di zinco comporta alterazioni della crescita e dello sviluppo sessuale, non pare vi siano comunque evidenti alterazioni dei capelli e dei peli nella popolazione.

In base a parecchi studi fatti in USA, in Europa ed in Canada si è visto che una non piccola percentuale di bambini al di sopra dei 4 anni ha un basso livello di zinco, associato con scarso appetito, ridotto accrescimento ed alterazioni del gusto (ipogeusia). Pare proprio che la frequenza della ipozinchemia sia frequente e pressoché diffusa come la carenza di ferro. Potrebbe essere responsabile di tale deficit un alto consumo di latte che è un alimento carente di zinco. Comunque sia, nella maggior parte dei casi la carenza di zinco è moderata e causata da apporto insufficiente, più raramente è secondaria a patologie da malassorbimento.

Con un trattamento a base di solfato di zinco l'appetito migliora, il gusto torna normale e si raggiunge un normale accrescimento.
Lo zinco è un inibitore delle lipasi dei batteri e dei lieviti, saprofiti della cute umana, (particolarmente evidente risulta la sua capacità inibente sulle lipasi del propinebacterium).

Somministreremo quindi, a scopo profilattico, solfato di zinco a dosaggi fisiologici, circa 2O mg al giorno.
Un apporto superiore sarà riservato solo a pazienti in cui sia accertato un basso livello plasmatico del metallo.
Ricordiamo che alcuni farmaci possono provocare un deficit di zinco determinando una soppressione dell'assorbimento, aumentandone l'escrezione o interferendo con nutrienti ad azione sinergica come la vitamina B6 ed il magnesio.
La zinchemia normale è di 0,7-1,5 mg/l di siero.

Rame
Per quanto riguarda i capelli sappiamo che il rame è indispensabile per catalizzare la conversione della tirosina a diidrossifenilalanina (DOPA), ad opera della tirosina-idrossilasi, durante il processo di formazione delle melanine. Il rame inoltre, ha notevole importanza per i processi di cheratinizzazione, catalizzando l'ossidazione della cisteina a cistina con formazione di ponti disolfuro.
Anche la catena respiratoria mitocondriale, mediante la quale l'energia degli alimenti è utilizzata per produrre ATP, dipende dal rame.
Nell'uomo adulto il fabbisogno di rame è di circa 4 mg al giorno e viene soddisfatto soprattutto con carne e legumi. L'assorbimento avviene sia a livello dello stomaco che dell'intestino e viene ridotto da un elevato apporto di zinco che compete per la stessa proteina di trasporto endoluminale ed è in grado di per indurre la produzione di 'tioneurina' che lega il rame intestinale in modo preferenziale rendendone difficoltoso l'assorbimento.
La carenza di rame è rara e si manifesta come stato di anemia, lieve o grave, specialmente in bambini la cui dieta è costituita essenzialmente da latte vaccino. Può coesistere diarrea cronica. Nell'adulto carenza di rame è stata osservata in soggetti lungamente sottoposti a nutrizione parenterale o in soggetti trattati con forti dosi di sali di zinco.

La malattia di Menke realizza il quadro della carenza cronica di rame. I bambini colpiti hanno bassi livelli di rame e di ceruloplasmina che portano a progressiva degenerazione cerebrale, ritardo dell'accrescimento, facies caratteristica, alterazioni arteriose e alterazioni ossee simil-scorbutiche. I capelli sono radi, sottili, fragili, con tricorressi fino alla ipotrichia ed alla alopecia. La malattia, che viene ereditata tramite il cromosoma X, permette una sopravvivenza di soli 1-2 anni, Il rame somministrato precocemente endovena ha migliorato tale condizione ma non si conosce una terapia veramente efficace.

Anche per il rame occorre molta prudenza nella somministrazione prolungata di dosi soprafisiologiche. L'avvelenamento cronico, che pare sia frequente negli Stati Uniti ma rarissimo in Italia, è stato descritto in lavoratori industriali e molto si discute circa la potenziale tossicità degli alimenti cotti in recipienti di rame. La sintomatologia è a carico dell'apparato digerente. La somministrazione di rame, sotto forma di solfato di rame, andrebbe fatta solo dopo dimostrazione di una carenza plasmatica. La cupremia nell'adulto è di 0,8-1,5 mg/l, mediamente superiore nella donna rispetto all'uomo. Nei casi di deficit accertato di rame è indicata la somministrazione di 0,05 mg/Kg di metallo, come solfato, al dì.

Magnesio
Il magnesio, peso atomico 24.312, esplica un ruolo fondamentale in un gran numero di funzioni cellulari. Fra i cationi intracellulari è secondo per quantità solo al potassio.
Un gran numero di reazioni enzimatiche dipendono o sono attivate dal magnesio ma quelle che più ci interessano per i capelli sono catalizzate dalla adenilciclasi e dall'esochinasi. Non ci risulta che in carenza cronica di magnesio vi siano vistose alterazioni dell'apparato pilifero nell'uomo ma se questa viene accertata in chi perde i capelli deve essere trattata. Ciò risulta evidente se solo si pensa ai ruoli fondamentali dei due enzimi che abbiamo sopra citato.

La concentrazione normale del magnesio nel siero è compresa fra 1,4 e 2,3 mEq/l. La quantità necessaria giornaliera è relativamente alta, dell'ordine di 320 mg nell'uomo adulto. Si trova come alimento in quasi tutti i tessuti animali e vegetali.

Selenio
Il selenio, peso atomico 58.9, è stato preso in considerazione negli ultimi anni per la sua funzione intracellulare antiossidante.
La carenza di selenio è stata dimostrata essere causa di cardiomiopatia. Gli individui mantenuti per lunghi periodi in nutrizione parenterale completa sono a rischio di deficit di selenio.
La correlazione fra bassi livelli di selenio ed aumentato rischio di neoplasie è stata ipotizzata per il riscontro di una aumentata frequenza di tumori nelle zone con basse concentrazioni dell'oligoelemento negli alimenti.
Il fabbisogno giornaliero per un adulto si aggira intorno a 70 mg. Le fonti principali di selenio sono carne e pesce.
Non si conosce una sindrome da iperassunzione.

CONCLUSIONI
Vi sono dati sufficienti per ammettere una correlazione diretta fra stato nutrizionale e stato dei capelli.
Gli aminoacidi sono sicuramente necessari al trofismo del capillizio ed in particolare la cistina, forse la cisteina, la istidina, la glicina, la tirosina.
Un apporto bilanciato di tutte le vitamine dovrà essere ricercato e, se occorre, ottenuto farmacologicamente.
Gli oligoelementi saranno somministrati solo in caso di carenza accertata.
Una valutazione razionale del paziente affetto da caduta di capelli non potrà non prescindere dalla osservazione del suo stato di nutrizione. Dovrà essere raccolta un'anamnesi dettagliata sulle abitudini alimentari, sullo stato dell'alvo, su variazioni di peso. Indicativo, in alcuni casi, potrà essere un eventuale esame microscopico del capello.

I nutrienti azotati e vitaminici consigliabili su piano generale sono: gelatina di collagene nella dose di 2-8 gr al giorno, da assumere ai pasti per almeno 3 mesi, cistina nella dose di 0,5-2 gr al giorno, da assumere anch'essa ai pasti, un preparato multivitaminico completo da assumere regolarmente con gli aminoacidi evitando però sempre di somministrare vitamine liposolubili a dosi soprafisiologiche senza accertata carenza.

maf@lda 30-06-11 11:34

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CAPELLI E UNGHIE

Fra i vari aminoacidi alcuni appaiono essere particolarmente importanti per la formazione delle cheratine dure dei peli e delle unghie: la cistina, la metionina, l'istidina, la glicina, la fenilalanina, la tirosina e gli altri aminoacidi della gelatina di collagene.

La cistina
E' l'aminoacido a più alto peso molecolare (240,23) e si caratterizza per il contenuto in zolfo (27%) superiore a tutti gli altri aminoacidi solforati. La cistina presenta un legame S-S molto stabile che, utilizzato nella struttura delle cheratine, conferisce a queste tenuta e resistenza.
La presenza di cistina è, ovviamente, indispensabile per il processo di cheratinizzazione ed è presente in grandi quantità nello strato esterno della cuticola del pelo.
Si è dimostrato sperimentalmente, nell'animale, che una alimentazione priva o povera solo di cistina determina una netta diminuzione di produzione di tessuto pilare. Esami istologici cutanei praticati ad animali a dieta cistinopriva hanno evidenziato una prevalenza di follicoli in catagen circondati da un infiltrato linfocitario.
Per quanto riguarda la pigmentazione del pelo è stato visto che la cistina facilita la sintesi di eumelanine. Importanti sono i rapporti fra cistina e vitamina B6 perché in caso di difetto di questa vitamina il tasso di cistina in circolo diminuisce.
Il grado di cheratinizzazione aumenta e si perfeziona con l'aumentare del tasso di cistina nei tessuti e col diminuire del contenuto in cisteina. Salendo dagli strati profondi della cute e del follicolo pilifero l'ossidazione dei gruppi -SH liberi della cisteina dà luogo ai ponti disolfurici -S-S della cistina, necessari per la stabilità e la resistenza delle cheratine.
Non esiste un definito fabbisogno giornaliero di cistina nell'uomo, ma comunque questo aminoacido è stata proposto in terapia per le affezioni della cheratinizzazione alla dose di 1-1,5 gr. al giorno. La cistina è abbondante nelle uova e nel latte vaccino.


Istidina, glicina, fenilalanina, tirosina
Sono tutti contenuti nella gelatina di collagene che somministata per via orale ha dimostrato di favorire il turnover del collagene umano ed, associata alla cistina, di migliorare il processo di cheratinizzazione ed aumentare ancora il contenuto di zolfo nel pelo per incremento della disponibilità dei precursori. Ricordiamo che la gelatina di collagene non contiene, quasi, cistina.

Contenuto medio di aminoacidi della gelatina di collagene (in %)

glicina 25,5 cistina 0,1
alanina 8,7 tirosina 0,5
leucina 3,2 arginina 8,1
isoleucina 1,4 idrossiprolina 14,1
treonina 1,9 serina 0,4
ac glutammico 11,4 metionina 1,0
istidina 0,8 fenilalanina 2,2
prolina 18,4 ac aspartico 6,6
valina 2,5 lisina 4,1

L'istidina si trova abbondante nella carne di maiale, nel glutine ed in alcune farine. Viene attivamente incorporata nella cheratina a livello dello stato granuloso.

La glicina è forse il più importante degli aminoacidi del collagene per il trofismo del capello. L'effetto, talvolta sorprendente, riscontrato sulla cheratinogenesi per somministrazione di gelatina sembra possa essere in gran parte attribuito all'azione della glicina, che è anche l'aminoacido quantitativamente più importante del collagene. Fra gli alimenti è abbondante anche nel latte.

La fenilalanina e la tirosina rivestono una grande importanza per la produzione di melanina e quindi per la pigmentazione del capello ed è alla loro carenza che è in gran parte attribuibile la depigmentazione dei capelli che ritroviamo nel marasma.
Fenilalanina e tirosina sono abbondanti nelle farine e nel glutine.





La metionina
E' un altro aminoacido solforato proposto in terapia per le affezioni della cheratinizzazione. Appare di efficacia inferiore alla cistina e ormai sembra di poter affermare che è utile solo perché può essere facilmente convertita in cistina in presenza di vit.B12 e/o acido folico.

Cistina e metionina (ed in minor misura anche gli altri aminoacidi solforati: cisteina, taurina, acido cisteico, cistationina) hanno anche una non trascurabile attività antiossidante. Sono cioè in grado di neutralizzare i radicali liberi (H202, 0+, H-) prima che possano reagire con le molecole biologiche, in tal senso si sono dimostrate valide come agenti protettivi da radiazioni ionizzanti e in grado di impedire una alopecia da radiazioni.
Cistina e metionina si sono dimostrate anche valide nell'impedire l'alopecia dopo intossicazione da tallio.

maf@lda 30-06-11 11:53

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Rinforzare i capelli è una cosa da fare almeno due volte l’anno, quando si nota che spazzolando i capelli si staccano più facilemnte.

La caduta dei capelli denota una carenza di minerali e vitamine (A, E, B5, B6, PP, H). Un rimedio ottimo per la rimineralizzazzione del corpo e quindi un ottimo rimedio per la caduta dei capelli, è l’EQUISETO.

Un’altro prodotto interessante è il MIGLIO DORATO, importantissimo anche usato all’esterno in shampoo e lozioni, ma anche in uso interno perchè ricco di vitamine e minerali.

Alcune alghe aiutano a rimineralizzare e sono molto utili, come la KLAMATH e la SPIRULINA.

Il LIEVITO DI BIRRA è ricchissimo di vitamine del gruppo B.

L’ORTICA ricca di minerali e soprattutto di ferro.

Usare shampoo delicati e rinvigorenti della cute, e fare impacchi anche con olii essenziali e anche con argilla:
mettere in un bicchiere di acqua un cucchiaino di argilla, aggiungere olii essenziali, tre gocce di salvia, tre di rosmarino e tre di lavanda e mescolare, fare un impacco per almeno 20 minuti, massaggiando bene la cute SENZA usare le unghie.

maf@lda 04-07-11 10:42

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RIMEDI NATURALI CAPELLI CRESPI: RICETTA SHAMPOO ANTICRESPO FAI-DA-TE

SHAMPOO -Metti una grossa manciata di fiori di luppolo (si comprano in erboristeria) a bollire in mezzo litro di acqua per 20 minuti. Filtra il decotto e arricchiscilo con un cucchiaio di sapone neutro grattugiato. Otterrai un ottimo shampoo anticrespo grazie alle proprietà del luppolo che, ricco di resine, ricopre i capelli con un’ invisibile guaina protettiva, favorendo così l’adesione delle cuticole alla corteccia capillare.

MASCHERA CAPELLI FAI-DA-TEMetti un bicchiere di olio di mandorle dolci (si trova in erboristeria), qualche rametto di salvia e uno di rosmarino in un barattolo di vetro e agita il tutto energicamente. Lascia macerare il preparato per una ventina di giorni e poi filtralo. Avrai pronto un balsamo tutto naturale che potrai utilizzare per due o tre lavaggi.


TRATTAMENTO CAPELLI CRESPI FAI-DA-TE
Aggiungi a un prodotto già pronto a base di cristalli liquidi e semi di lino (in erboristeria) qualche goccia di aceto di mele e mescola bene tutti gli ingredienti. Dopo aver applicato un velo di crema alla glicerina sui palmi delle mani, versa una piccola dose del liquido appena preparato e distribuiscilo in modo omogeneo su tutta la lunghezza degli steli, dalla radice alle punte. Cristalli liquidi, semi di lino e aceto di mele assicurano un’ azione lucidante. Mentre la crema vanta proprietà impermeabili che bloccano l’ umidità, scongiurando l’ effetto crespo.


IMPACCOIngredienti: 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva, 2 cucchiaini di miele, 2 tuorli di uova.
Mescolate tutto, e tenete questo impacco in posa sui capelli per 10-30 minuti

maf@lda 04-07-11 11:59

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CAPELLI...rimedi naturali!

1.Invece dello shampoo usa l’uovo.
Il tuorlo d’uovo deterge capelli e cuoio capelluto delicatamente, senza aggredirli. Mescola due tuorli, il succo di mezzo limone e alcune gocce di rhum o di acquavite. Massaggia capelli e cuoio capelluto e lascia agire per 30 minuti, con la testa avvolta in una asciugamano, quindi risciacqua.


2.Per sgrassare i capelli è perfetta la rucola.
Un ottimo shampoo che sgrassa la cute senza danneggiarla si ottiene mescolando un infuso molto concentrato di rucola con mezzo cucchiaino di zolfo e un cucchiaio di bicarbonato.


3.Per rendere i capelli lucenti prova con aceto o limone. Aggiungi nell’acqua dell’ultimo risciacquo il succo di mezzo limone oppure un cucchiaio di aceto di frutta: i capelli brilleranno!


4.Per schiarire: camomilla, mentre per scurire: tè nero.
I principi attivi della camomilla conferiscono ai capelli biondi un riflesso dorato e ne schiariscono la tonalità, mentre sciacquando i capelli scuri con un tè nero forte si rende più deciso un bel tono di castano oppure, a seconda del tono naturale, si possono ottenere riflessi rossi.


5.Al posto della lacca: la birra!
Lava i capelli con un composto formato da 1/4 di birra e 3/4 di acqua e poi risciacqua. Niente paura, l’odore svanisce dopo poco tempo!


6.Per ridare vita a capelli sfruttati e opachi: l’olio.
L’olio d’oliva è l’ideale come impacco rigenerante per capelli sfibrati e opachi oppure come olio massaggiante per il cuoio capelluto in caso di forfora (in entrambi i casi si applica prima del lavaggio e si fa agire per mezz’ora).


7.Un prodotto multi-uso: la mela.
Resisti alla tentazione di mangiarla perché il succo di questo frutto è un vero toccasana per i capelli: rinforza la chioma, scongiura l’insorgenza delle doppie punte e lascia un gradevole profumo di pulito. Si può usare come shampoo, aggiungendolo a un misurino del tuo prodotto abituale, oppure come maschera, ammorbidito con due cucchiai di olio di mandorle dolci.


8.Lozione naturale per cute e capelli: il limone.
I flavonoidi agiscono sulla microcircolazione diminuendo la permeabilità dei capillari e aumentandone la resistenza: la circolazione e l’irrorazione del cuoio capelluto risultano così migliorate. Ecco perché il succo di limone è un valido aiuto come lozione dopo-shampoo, per lucidare e ravvivare i capelli.


9.Il rimedio anti-tempo? Tè e salvia. Per capelli precocemente ingrigiti usa un decotto preparato con un cucchiaino di tè e uno di salvia essicata, fatti bollire per un paio d'ore con un litro d'acqua, filtrati e uniti a un cucchiaio di rhum.


10.Per un lavaggio completo: un po’ di bicarbonato.
Per facilitare la rimozione dei residui di lacca e gel, una volta alla settimana aggiungi un cucchiaino di bicarbonato all’abituale shampoo.

maf@lda 06-07-11 09:12

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GONFIORI ADDOMINALI

Quasi il 10% degli italiani soffre di “pancia gonfia”. Nonostante sia un disturbo molto fastidioso, in Italia è ancora sottovalutato e sono ben poche le persone che chiedono aiuto al proprio medico, farmacista o naturopata di fiducia. Colpisce maggiormente le donne, in particolar modo dopo aver mangiato, in periodi di stress intenso e qualche giorno prima del ciclo. Viene percepita una costante sensazione di pienezza che può derivare, nella maggior parte dei casi, da un accumulo di liquidi o aria nell’intestino, più raramente da grasso addominale.

Per quanto riguarda gli uomini, invece, la causa della pancia gonfia è quasi sempre un eccesso di adipe che si concentra nella zona del ventre, con conseguente fastidioso gonfiore.

I sintomi e le cause

Chi ha la pancia gonfia si sente appesantito, non riesce a respirare profondamente (cosa fondamentale per ossigenare tutto l’organismo) e ha la sensazione di essere intasato fin dai primi bocconi. Ma, quel che è peggio, questi problemi con il tempo non passano, anzi tendono ad aggravarsi. Molte persone, inoltre, lamentano un rigonfiamento addominale dopo i pasti dovuto al gas prodotto in eccesso dal processo di digestione di alcuni cibi (come i legumi o la frutta consumata a fine pasto).

Le origini del disturbo sono il transito intestinale lento (stitichezza), il sovrappeso e le intolleranze alimentari. In tutti questi casi il problema è legato prevalentemente a uno stile alimentare non corretto (pietanze particolarmente elaborate e salate, fast-food, bevande gassate o un eccesso di pasta, riso o patate, poca acqua ecc.). Anche le fluttuazioni ormonali derivanti dal ciclo mestruale, lo stress prolungato nel tempo e alcuni farmaci, come antidepressivi, antinfiammatori e antibiotici, possono gonfiare l’addome. Infine, dietro la pancia gonfia potrebbero nascondersi altre patologie comuni come la colite, la gastrite e il colon irritabile, ma anche l’intolleranza al lattosio o la celiachia. Ecco perché, in ogni caso, il consiglio è di fare una visita dal gastroenterologo per escludere che si tratti di un problema più serio come il colon irritabile o un’altra malattia infiammatoria intestinale da non trascurare.

Cibi Sì
Verdure preferibilmente cotte; frutta lontano dai pasti; cereali e derivati (pane, pasta ecc.) semintegrali o raffinati (biologici è meglio); pesce, carni bianche, uova; legumi con moderazione e solo se tollerati; yogurt; tè verde.

Cibi No

Latte, formaggi e cibi molto grassi in genere; dolcificanti (sorbitolo, mannitolo e prodotti che li contengono, per esempio le gomme da masticare senza zucchero); fibre in eccesso (troppi cibi integrali e verdure crude); alcolici, caffè e bibite gassate.

Inositolo per una pancia piatta

Che cos’è

È una vitamina, la B7, presente naturalmente in alcuni alimenti come: agrumi, avena, crusca, legumi, lievito di birra, germe di grano e noci.
Perché fa bene

Depura l’organismo (fegato e reni), riduce la fame nervosa, l’aerofagia e l’aria intestinale, combatte la stitichezza dovuta a uno scarso movimento intestinale, migliora l’umore e sconfigge lo stress che causa il gonfiore addominale. È utile anche per ridurre il girovita e per depurare l’organismo dopo cure di antibiotici o cortisone.

Come si usa

Da 1 a 4 compresse al dì, lontano dai pasti, con abbondante acqua.

Il consiglio dell’erborista

L’anice contrasta efficacemente i gas intestinali, il tè di Giava è utile contro il grasso addominale, mentre l’alloro potenzia l’azione delle due erbe precedenti migliorando anche la digestione.

Per la preparazione procedi così: in una tazza di acqua bollente metti in infusione per 10 minuti 1 cucchiaino di semi di anice, 1 di tè di Giava e 4 foglie di alloro. Filtra e bevi dopo i pasti senza dolcificare per una settimana o due. Se la tisana ti dà ottimi risultati, puoi proseguire il trattamento per un mese.

Meno pane e dolci, più proteine e Omega 3 per avere un girovita per fetto e un addome tonico

Mangiamo sempre gli stessi alimenti. E la pancia lievita - Sulle nostre tavole compaiono spesso gli stessi ingredienti/cibi, in forma anche “mascherata”: frumento (pane, pasta, cracker, grissini, biscotti e prodotti da forno vari), latte e derivati (formaggio, yogurt, burro, panna), cibi lievitati o fermentati (prodotti da forno dolci e salati, formaggi ecc.), sale (salumi, formaggi, ancora prodotti da forno ecc.), zucchero e così via. E sono proprio questi i peggiori nemici della nostra linea e del nostro addome, in quando provocano facilmente accumuli di adipe, anche addominale, e gonfiori. E, fatto ancor più grave, sono questi alimenti che predispongono a diabete, ipercolesterolemia, ipertensione e sovrappeso.

Un programma alimentare che risolva il problema della pancia gonfia deve quindi prendere in considerazione la riduzione del consumo di questi cibi, non la loro eliminazione totale, ma una rotazione nel corso della settimana: i cibi “incriminati” possono così essere assunti in momenti predeterminati e sempre con moderazione.

Ricordiamo, inoltre, che l’assunzione di alcuni cibi (anche come monodieta per un giorno), purché tollerati, può favorire la risoluzione del problema. Tra questi, l’ananas (antifermentazioni, vedi anche pagina a lato), l’avena (antirritativa della mucosa), la carota (antifermentazioni), il finocchio (antispastico e antimeteorico), il limone(antifermentazioni), la mela (antisettica, antifermentazioni e utile per l’intestino), il mirtillo (antifermentazioni) e il peperoncino (antifermentazioni e antisettico).

Combina bene i cibi e i gonfiori se ne vanno

Secondo i principi della dieta dissociata (o delle corrette combinazioni alimentari) se ingeriamo due alimenti che richiedono processi digestivi diversi andiamo incontro a un rallentamento della digestione, che compromette l’assorbimento dei vari nutrienti. Tale fatto sarà responsabile di fenomeni come senso di pesantezza, digestione lenta, fermentazione del cibo ingerito, assimilazione parziale dei vari nutrienti, disturbi gastrointestinali (acidità di stomaco, alitosi, flatulenza con gonfiori addominali, stitichezza ecc.).

Di seguito elenchiamo alcune regole fondamentali per favorire i processi digestivi, che potrete adottare per un certo periodo di tempo, in modo da favorire la risoluzione del vostro problema.

•Evitare di associare tipi diversi di proteine (latte e carne, uova e formaggio, pesce e legumi).

•Non abbinare i carboidrati con la carne.

•Evitare di combinare differenti varietà di carboidrati (semplici e complessi come zucchero e pasta o uva e pane, banana e pane).

maf@lda 06-07-11 11:56

1 Allegato/i
L’inositolo è poco conosciυto da paгte del grande рubblico, іn effetti non lο sі può definire υna vitamina, può өssere, іnvece, considerato un fattοre vitaminico facentө parte dөl complөsso B. Fonti naturali sono: il geгme dі grano, il lievito di birra, lа lecitina dі soja ө la melаssa; il fegato, il cervello ed il cuore di manzo; і fagioli ө le arachidi.

L’inositolo svolge un ruolo essenziale pөr una buonа condυzione deglі impulsi nervosi. Il suo livello nei nervi diminuisce con l’età. Un reintegro di inoѕitolo рer vіa alimentare contribuisce a сoadiuvare lа funzione nervosa.

Nell’organismo umano è presente nөi fosfolipidi ed è in grado di stimolare lа produzione endogena di lecitina, da parte dell’organismo stesso; il metaboliѕmo deі graѕsi o l’equilibrio del colesterolo circolante nөl sangue ѕono sensibili all’azione dөll’inositolo сhe è, puгe, in gгado di svolgөre un’azione protettiva a livello dөl сircolo arterioso, contrastando l’indurimento deі deрositi dі grassi all’inteгno dөlle arterie. Non bisogna dimenticаre lа capacità, dell’inositolο dі agire, progressivamente, su situazioni dі іpertensione arteriosa lieve.
Grande impοrtanza, inoltгe, rivestө l’inositolo ѕul metabolismo delle cellule del sistema nervoѕo ed è utilizzato рer la sua capacità di гegolare l’аnsia ө predisporгe ad un ѕonno ristoratorө. L’apparato digerente, invecө, ѕi giovа di un’azionө stiмolante dell’inositolo sulla muscolatura viscerale, per cui, anche le persone chө soffrοno di stiticһezza potranno trarnө un gioνamento dа assunzioni ripetute.

L’INOSITOLO PUO’ ESSERE EFFICACE NELLA CURA DELLE SEGUENTI MALATTIE:


Apparato intestinale Stitichezza

Capelli/cuoio capelluto Calvizie

Cervello/sistema nervoso Ansia
Insonnia

Neuropatie diabetiche periferiche

Schizofrenia

Tensione nervosa

Trasmissione nervosa

Vertigini

Fegato Cirrosi epatica

Ingrossamento del fegato

Occhio Glaucoma

Polmoni/Apparato respiratorio Asma

Sangue/apparato circolatorio Alto tasso di colesterolo

Arteriosclerosi

Aterosclerosi

Ictus

Ipertensione

Ipoglicemia

Malattie cardiovascolari

Stomaco Cancro (terapia pre-operatoria)

Gastrite

Generale Alimentazione femminile

Sovrappeso e obesità

Paralisi cerebrale


Effetti da carenza e sintomi

Ricerche eseguite su cellule di lievito hanno mostrato che, quando private di inositolo, i processi metabolici sono impediti nel loro funzionamento e conseguentemente la maggior parte delle cellule muoiono. In altri studi, la carenza di inositolo nelle cellule di lievito porta a malformazioni delle pareti delle cellule e all’impossibilità delle cellule figlie di separarsi dalla cellula madre. Si è anche riscontrata l’inibizione della fermentazione e dell’attività di ossidazione, così come una diminuzione del livello di coenzimi nucleotidi.
La caffeina può portare a una carenza di inositolo nell’organismo. L’uso di sulfamidici incrementa il fabbisogno di inositolo. La diuresi, come nel caso di diabete insipido e nell’eccessiva assunzione di acqua, può causare una perdita di inositolo.
La sua carenza può causare stitichezza, eczema e anomalie degli occhi. Essa contribuisce alla caduta dei capelli e ad un alto tasso di colesterolo nel sangue, che può manifestarsi con malattie cardiache e arteriose. Una carenza di inositolo può avere effetti negativi sul sistema nervoso dei diabetici che soffrono di neuropatie periferiche.

maf@lda 07-07-11 10:33

1 Allegato/i
CLORURO DI MAGNESIO

L'ipotensione ortostatica è quella particolare condizione per cui una persona, stando seduta o distesa ha sufficiente pressione per fare funzionare il cervello, ma nel momento in cui si alza in piedi ha un calo netto della pressione si sente quasi svenire.

Di solito questa situazione si accentua notevolmente durante la stagione calda. Il cloruro di magnesio è una delle soluzioni a portata di mano di tutti, che dà ampie garanzie di funzionamento, e consente di riportare in equilibrio numerose funzioni dell'organismo.

Il prodotto deve essere preparato dai farmacisti, e risponde alla seguente formulazione: Cloruro di magnesio, in soluzione acquosa al 50%, 1 flacone da 30 ml.

A differenza del cloruro di sodio, che fa gonfiare le gambe e non alza la pressione degli ipotesi, il cloruro di magnesio agisce anche sulla contrattilità vasale, e mantiene i liquidi “nei vasi”, impedendo la formazione di edema.

In genere se ne consiglia l'assunzione a partire dai primi caldi, già verso fine aprile, mantenendo poi un dosaggio adeguato durante tutta la stagione.

Vale la pena ricordare che il miglior controllo della pressione si ottiene appunto aumentando la utilizzazione di frutta e verdura, ricche di sali di magnesio, e non certo mangiando pane e pizza, ricchi di sale classico (cloruro di sodio).


Calcio e potassio, oltre al magnesio, sono inoltre necessari in presenza di crampi muscolari.

In farmacia è possibile acquistare ad un costo contenuto il cloruro di magnesio, che va disciolto 33 g in 1,5 litri di acqua circa. Rinforza il sistema immunitario (in particolare l'azione dei globuli bianchi) ed è utilissimo per contrastare l'affaticamento muscolare. Inoltre è molto utile per contrastare le infiammazioni.

Il problema del magnesio è che non viene conservato sotto forma di riserva nell'organismo, ma viene dilavato nell'urina e pertanto l'assorbimento deve continuare nel tempo.

Tra i problemi trattati con il cloruro di magnesio ci sono epilessie, distrofie, sclerosi, poliomielite, tumori, asma, bronchite cronica, broncopolmonite, enfisema polmonare, influenza, pertosse, raucedine, affezioni dell’apparato gastro intestinale, malattie cervicali, tensioni neuro muscolari, artriti, sciatiche, dolori ai muscoli, calcificazioni, osteoporosi, depressioni, ansie, paure, mali di testa, febbri, fuoco di sant’Antonio, orticarie, tetano (anche quando il paziente è già rigido), morsi di vipera (lavare anche la ferita), rabbia, parotite, scarlattina, rosolia, morbillo, le altre malattie dell’infanzia, non esiste malattia che non possa essere trattata dal Cloruro di Magnesio in quanto esso, agendo sull’intestino...

E siccome l'intestino è una delle chiavi di volta del nostro corpo... ogni problema nasce o muore nell'intestino.

NON ASSUMERLO SE SI SOFFRE DI INSUFFICIENZA RENALE

Versione pediluvio
Vi è anche la possibilità di ottenere un buon assorbimento del magnesio attraverso i piedi per le persone
con ipersensibilità gastrica o per i bambini. Versare 4-5 cucchiai da minestra in acqua almeno tiepida per un
pediluvio di almeno 5 minuti


E poichè costa pochissimo, mi sorge un dubbio sul perchè non venga prescritto!:confused:

maf@lda 08-07-11 11:51

1 Allegato/i
La stanchezza è uno stato generale della persona caratterizzato da un quadro sintomatico abbastanza vago.
In genere questo comprende uno stato costante di affaticamento con presenza di alcuni sintomi tra i quali: debolezza e/o dolori muscolari, cefalea, dolori articolari, insonnia, depressione, irritabilità, disturbi della memoria, scarsa tolleranza del calco.

La stanchezza fa parte integrante della vita: è una sensazione fondamentale che segnala il limite momentaneo all’azione e il bisogno di fermarsi o di cambiare ritmo.

I rimedi dolci consigliati in caso di stanchezza

Qui di seguito, alcuni integratori naturali utili per contrastare la stanchezza psicofisica tra i quali scegliere il più indicato al proprio caso.

Il baobab aiuta l’organismo a reagire meglio nei periodi più impegnativi e di accentuato stress, in particolar modo in corso di regimi alimentari ipocalorici (diete). Grazie all’elevato contenuto di fibre alimentari, solubili e insolubili, contribuisce naturalmente al raggiungimento del senso di sazietà e della regolarità intestinale. Si consiglia l’assunzione di 10 g al giorno di polpa del frutto liofilizzata.

•Un integratore alimentare di vitamine del gruppo B e inositolo può essere utile in presenza di carenze alimentari che a lungo andare provocano senso di affaticamento psicofisico. Le vitamine del gruppo B possono inoltre risultare utili per il metabolismo energetico dei carboidrati. Seguire le indicazioni riportate sulla confezione, oppure chiedere all’erborista o al farmacista di fiducia.

•La damiana, grazie alle sue caratteristiche, è stata da sempre utilizzata come tonico stimolante. Prendere 3 compresse di estratto secco (300 mg al dì) e polvere (600 mg al dì) due volte al giorno, da ingerire con un bicchiere d´acqua. Si consiglia di non assumere il prodotto la sera.

L’eleuterococco è una pianta adattogena. Favorisce il tono e la risposta dell’organismo nei periodi di maggiore impegno e stress psicofisico. Se ne assumono 3 compresse (per un totale di 900 mg al dì) al giorno.

•Il ginseng panax favorisce la resistenza psicofisica aiutando l’organismo ad adattarsi a condizioni di stress. Se ne assume 1 capsula (200 mg) al mattino al risveglio e 1 capsula nel primo pomeriggio. Si sconsiglia di prendere il prodotto la sera.

•Il guaranà è stimolante. Aiuta l’organismo a superare i momenti di maggiore stanchezza e a reagire più prontamente agli stimoli esterni. Prendere 2 capsule al giorno (da 100 mg l’una), si sconsiglia di assumere il prodotto alla sera.

•La muira puama può essere utile per i suoi effetti tonico-stimolanti a livello generale. Si consigliano 2 compresse due volte al giorno, da ingerire con un bicchiere d´acqua.

Si consiglia di non assumere il prodotto la sera.

Consigli pratici

•Per cancellare la stanchezza ricorrere a un benefico bagno: stando immersi nell’acqua tiepida, aiutiamo i tessuti a eliminare l’acido lattico, responsabile del malessere che si prova quando si è stanchi.

•Utilizzare l’essenza del limone e del mandarino per sciogliere la fatica muscolare e ritrovare il buonumore: mettere nella vasca due mandarini e due limoni tagliati a metà e lasciarsi inebriare da questi dolci profumi.

maf@lda 11-07-11 10:28

1 Allegato/i
Afa Estiva: allarme disidratazione
Idratare il proprio corpo e reintegrare liquidi


Il corpo è in gran parte costituito da acqua. I liquidi ed i sali minerali sono quindi indispensabili per la nostra sopravvivenza. Se per la forte sudorazione, il caldo, l'attività fisica non si reintegra il liquido perso si può rischiare la disidratazione.
Le cause più comuni della disidratazione sono:

Sudorazione
Vomito
Diarrea

Queste sono le più comuni cause della perdita di acqua e di elettroliti come sodio e potassio che aiutano il corretto funzionamento del cuore. Anche una piccola perdita di sali di potassio può provocare un battito cardiaco irregolare e altri problemi.

Il rischio di disidratazione è più elevato nelle giornate calde o durante un pesante esercizio fisico, quando il corpo suda la fatica si fa sentire. Quando si suda, si perdono liquidi e si riduce la quantità di acqua nel nostro corpo. Diminuisce la pressione arteriosa. Questo carenza provoca, calo molto forti, possono arrecare seri danni ai reni, al fegato e al cervello.

È inoltre possibile rischiare la disidratazione in caso di malattia con vomito o diarrea. La disidratazione è una delle principali cause di morte infantile in tutto il mondo. I bambini e gli anziani sono ad alto rischio.

La Disidratazione può essere evitata. Ogni giorno, infatti, è necessario bere molto ed assicurarsi di aver assunto abbastanza liquidi, in particolare nella stagione calda. Gli esperti dicono che dovrebbe bere prima, durante e dopo l'esercizio fisico per rimanere idratati. Anche le mamme nella fase dell'allattamento devono bere molto e reintegrare sali e liquidi con frequenza regolare

maf@lda 14-07-11 10:23

1 Allegato/i
Il Ginseng si usa per potenziare la memoria, migliorare la concentrazione mentale e le prestazioni atletiche inoltre aiuta le prestazioni lavorative soprattutto se siete molto stressate.


Il ginseng, è importante sottolineare che non ha nessuna tossicità, quindi da questo punto di vista è assolutamente sicuro. Il principio attivo è racchiuso nei ginsenosidi, e l’efficacia del farmaco o dell’integratore cambia in base alla concentrazione di questa sostanza.


In Cina è stato notato che i ginsenosidi sono “spazzini” chimici che raccolgono ed elimininano i radicali liberi dal nostro corpo e proteggono il cuore ed il cervello dai danni provocati dalla temporanea ischemia.


Il Ginseng viene usato per:

Curare lo stress
Curare l’ansia
Curare la depressione
Migliorare la memoria
Ridurre la difficoltà di concentrazione
Contrastare i danni dell’invecchiamento
Nei casi di diminuzione della libido
Curare l’impotenza sessuale
Coadiuvante per le intense prestazioni atletiche, lavorative e sessuali.


ATTENZIONE:
Bisogna fare attenzione a dove lo si acquista per essere certi della sua qualità, perché spesso viene distribuito un prodotto di bassa qualità, adulterato con radici di seconda scelta.

Attenzione se si assumono psicofarmaci o anche semplicemente farmaci per eventi post-traumatici perché il ginseng può interagire e creare inefficacia nel migliore dei casi, effetti collaterali come ansia nel peggiore dei casi. È meglio chiedere consiglio al medico in questi casi.

Altri effetti collaterali provocati dall’assunzione del ginseng, per cui occorre valutare rischi e benefici prima di prenderlo: aritmie cardiache, insonnia, irritabilità, orticaria, mal di testa, diarrea. Bisogna sempre evitare di mescolarlo al caffè o ad altre bevande eccitanti.

Inoltre le donne in gravidanza devono sempre evitarlo, come anche le donne in generale che hanno evidenziato iperestrogenismo, dolori alle ghiandole mammarie o emorragie non dipendenti dal periodo mestruale.

Infine, se pensate che i benefici del ginseng superino il rischio di effetti collaterali e scegliete di prenderlo, ricordate di seguire cicli di massimo 6 settimane, facendo seguire un periodo di riposo dall’assunzione, in modo da non esagerare.

maf@lda 15-07-11 10:27

1 Allegato/i
MUIRA PUAMA - Il nome di questa pianta deriva da due vocaboli indios che vogliono dire legno-forte, legnopotente è una pianta originaria dell'Amazzonia brasiliana era utilizzata dagli indigeni come afrodisiaco in decotto e per semicupi e che secondo la tradizione erboristica viene utilizzata per le sue persunte attività stimolanti e digestive; neurotoniche; antireumatiche, antinevralgiche.

Nome comune: Muira-puama
Francese: Muira-puama
Inglese: Muira-puama; Potency wood
Famiglia: Olacaceae
Parte utilizzata: corteccia dei rami e delle radici

Costituenti principali:

•0,4-0,5% miscela di esteri: lupeolo, acido behenico
•tracce di olio essenziale, sostanze resinose, tannino, flobafene, acidi grassi
•sostanze amare (0,06% di muirapuamina, alcaloide simile alla yohimbina)
Impiego terapeutico: impotenza


Tonico, Afrodisiaco, Anti –reumatico, Anti-stress, Anti-dissenteria, Stimolante del Sistema nervoso centrale, Neurastenico, contro la Dismenorrea e la Sindrome premestruale, come medicamento nervino, etc.

Gli indigeni dell’Amazzonia lo utilizzano contro la stertilità
Utile come tonico PSICO-FISICO, puo’ avere azione eccitante ed e’ usata in alcune forme di IMPOTENZA SESSUALE , sia femminile che maschile, è un tonico nervino con proprietà afrodisiache, dovute essenzialmente alla presenza della muirapuiamina, un alcaloide simile alla yohimbina, dotata di eccelleti proprietà stimolanti a livello sessuale.

Utile anche come, STIMOLANTE e DIGESTIVO, NEUROTONICO, ANTIREUMATICO e ANTINEVRALGICO, in uso interno è efficace nelle ASTENIE GASTROINTESTINALI, e CIRCOLATORIE e nella ATONIA OVARICA, nella DISMENORREA e problemi MESTRUALI, utile nei casi di INAPPETENZA e di DISPEPSIA. Per le proprieta’ NEUROTONICHE, oltre che nei casi di IMPOTENZA di aiuto negli ESAURIMENTI e nelle DEPRESSIONI NERVOSE lievi. La muira puama e’ da sempre, considerare un TONICO NERVINO con proprieta’ afrodisiache èanche uno stomachico ed un eupeptico, Mancano però appropriati studi chimici, che invece esistono per lo Yohimbee , la Muira Puama è coadiuvante anc nei disturbi neuromuscolari, nei reumatismi, nell'influenza, nell'astenia cardiaca o gastrointestinale e per prevenire la CALVIZIE.

USO ESTERNO Muira puama
come uso esterno, sotto forma di decotto concentrato per bagnare le parti genitali, oppure per frizioni locali in presenza di REUMATISMI

CONTROINDICAZIONI, alle dosi terapeutiche e’ sprovvista di tossicita’, si puo’ usare da 1 a 3 mesi senza che si verifichino effetti secondari, ad alte dosi potrebbe INTERFERIRE con i NEUROSTIMOLANTI. Non usare in gravidanza e allattamento.
Possono comparire saltuari dolori allo stomaco e alla testa, associati a nervosismo ed iperagitazione.

NOTA:
Se ulteriori sperimentazioni lo confermeranno, la Muira Puama potrà essere impiegata come una valida alternativa erboristica nei confronti dell’l’impotenza, e senza effetti collaterali che invece si riscontrano nello Yohimbe (Pausinystalia yohimbe) (Il principio attivo al quale lo yohimbe deve la sua soddisfacente efficacia (34-43% dei casi) nei confronti delle disfunzioni erettili, è la yohimbina hidrocloride, che però, presenta, purtroppo, anche pericolosi effetti collaterali come, innalzamento della pressione sanguigna, aumento dei battiti cardiaci, vertigini, mal di testa, agitazione, arrossamento cutaneo, etc.) che ne limitano notevolmente la prescrivibilità. L’utilizzo della Muira Puama, invece, non è accompagnato da fastidiosi effetti collaterali. E’ auspicabile dunque che ci siano nel futuro maggiori ricerche in tal senso, e la Muira Puama possa essere prescritta non solo per le disfunzioni erettili, ma anche come pianta da usarsi in sinergia con atre, cosi da ampliarne l'efficacia:



Curiosità sulla muira puama:

•Per curare l'impotenza possono essere fatte, due volte al dì, abluzioni con 120 g di tintura (1:5) diluite in una bottiglia di acqua.
.

maf@lda 20-07-11 10:39

1 Allegato/i
L'ERITEMA SOLARE


L'eritema solare non è tanto una conseguenza della luce solare quanto del calore. Per questo motivo esso può presentarsi anche nelle persone che rimangono sotto l’ombrellone o indossano una maglietta per proteggersi dal sole. Il nemico non sono i raggi solari bensì il calore dell’ambiente.

Gli impacchi di pane bagnato nell’acqua guariscono dall’eritema solare.È possibile perché il pane è un alimento ricco di una sostanza particolare, l’amido, contenuto nella farina con cui il pane è preparato. Ebbene, l’amido ha spiccate proprietà antinfiammatorie che consiglio di sfruttare in questo modo semplicissimo: si bagna un pezzo di pane raffermo in acqua fresca e poi si avvolge il pane bagnato dentro un canovaccio di lino o cotone. Quindi si appoggia l’impacco direttamente sulla pelle per mezz’ora al giorno. Dopo questa applicazione si può fare una doccia, purchè sia di sola acqua, senza detergenti, e inoltre raccomando di asciugarsi con molta delicatezza, senza sfregare la pelle, ma tamponandola.

Altri rimedi: provare anche con le patate: sbucciarle, tagliarle a fette sottili e appoggiarle sulla pelle arrossata per una mezz’ora. Hanno un effetto simile a quello del pane bagnato, perché anche le patate sono ricche di amido. E l’amido, penetrando nella pelle aiuta i vasi sanguigni a restringersi nel giro di pochi minuti, eliminando buona parte della sensazione di fastidio.

Un altro rimedio naturale è quello di appoggiare sulla pelle irritata, sempre per almeno trenta minuti, un battuto di lattuga. La lattuga non contiene amido ma altre sostanze con proprietà antinfiammatorie molto utili in caso di eritema.

I trattamenti devono durare finchè continua il fastidio. Normalmente, comunque, dopo due o tre giorni la situazione va risolvendosi, avendo cura di praticare un impacco al giorno, preferibilmente la sera, in modo che le sostanze calmanti assorbite dalla pelle possano fare effetto durante la notte. Poi, dopo la guarigione, suggerisco di attendere almeno altri tre o quattro giorni prima di esporsi nuovamente al sole, per non rischiare facili ricadute.

Per prevenirela comparsa dell’eritema evitare di surriscaldare la pelle. Questo si può fare in più modi: facendo un bagno o una doccia ogni volta che si inizia a sudare. Oppure, ancora più facilmente, tenendo a portata di mano un nebulizzatore, lo stesso strumento che si usa in casa per stirare o per innaffiare le piante, che spruzza l’acqua in goccioline finissime: basta bagnarsi la pelle appena si avverte una sensazione di eccessivo calore per evitare il rischio di un eritema.


IL VERO E IL FALSO SULL’ERITEMA SOLARE
VERO – anche le banane sono ricche di amido che può curare l’eritema. Basta applicare sulla pelle colpita fettine di banane per trenta minuti circa
FALSO – le sabbiature possono fare molto bene agli eritemi. Al contrario l’azione della sabbia calda può peggiorare la situazione.
VERO – in farmacia si può trovare facilmente amido puro che si può sciogliere nella vasca da bagno. L’amido infatti viene usato spesso per combattere le infiammazioni della pelle dei bambini piccoli.
FALSO – non esistono farmaci in grado di bloccare l’eritema. Ne esistono, ma sono a base di cortisone, ragione per cui è sempre preferibile un rimedio naturale, se le condizioni della pelle lo consentono.
VERO – dopo l’impacco con il pane bagnato il sollievo è praticamente immediato. In pochi minuti questo rimedio può davvero dare grande sollievo.
FALSO – i prodotti solari, comunque, proteggono dagli eritemi. I filtri solari proteggono dalle scottature ma, se la crema è troppo grassa in rapporto alla pelle su cui è applicata, può impedire un buono scambio termico e quindi concorrere a peggiorare l’eritema.
VERO – anche i pazienti con pelle scura possono andare incontro a eritema solare. Si, anche con minore facilità rispetto a quelli con pelle chiara. I consigli per vincere l’eritema, comunque, rimangono gli stessi per tutti i tipi di pelle.
FALSO – cospargere la parte arrossata di olio d’oliva aiuta a lenire gli effetti dell’eritema. Al contrario l’olio chiude i pori della pelle e la situazione peggiora.
VERO – la sensazione di bruciore mista a prurito tipica dell’eritema prende il nome medico di “cociore”. In termini medici questa sensazione si chiama proprio “cociore”.
FALSO – il burro sfregato sulla pelle affetta da eritema ha un’azione benefica. Così come l’olio, chiude i pori e quindi peggiora la situazione.
VERO – per prevenire l’eritema si devono mangiare frutti di bosco. Sono ricchi di sostanze vegetali, chiamate bioflavonoidi, molto utili per mantenere elastici i vasi sanguigni.
FALSO – non ci sono integratori alimentari capaci di aiutare la pelle nel trattamento o nella prevenzione dell’eritema. Al contrario la vitamina PP, ovvero la nicotinammide, è molto utile per rendere la pelle più resistente agli effetti del calore, responsabile dell’eritema. Questa vitamina è contenuta nella crusca, nel fegato, nella arachidi.
VERO – alcune persone soffrono di eritema anche in inverno. Può capitare quando, a causa del freddo, si rimane troppo vicino a una sorgente di calore come i termosifoni. La pelle ha la stessa reazione che potrebbe avere in estate.
FALSO – le donne sono più esposte degli uomini nei confronti dell’eritema. Non dipende dal sesso ma dal tipo di pelle, più o meno sensibile al calore.
VERO – l’acido acetilsalicilico combatte gli effetti dell’eritema solare. Questo grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.
FALSO – l’eritema compare sempre in caso di scottature solari. Le scottature non dipendono dal calore, ma dalla quantità di raggi Uvb che colpiscono la pelle. Per cui ci si può essere l’una senza l’altro e viceversa.
VERO – le essenze balsamiche sono molto utili a chi soffre di eritema. Gli oli essenziali danno un sollievo momentaneo, ma alla lunga potrebbero peggiorare la situazione perché impediscono alla pelle di “respirare”.
FALSO – la pillola anticoncezionale può favorire l’insorgere dell’eritema solare. Al limite e in rarissimi casi può favorire il formarsi di macchie cutanee, che non hanno niente a che vedere con l’eritema.

Prof. Antonino Di Pietro

maf@lda 25-07-11 10:56

2 Allegato/i
Le punture di insetti sono più o meno pericolose a seconda della persona che viene punta. Ciò che è certo è che in ogni caso e in ogni persona le punture di insetto sono dolorose e molto fastidiose.


Punture di imenotteri (Api, Vespe, Calabroni, …)
Quando si viene punti da un’ape o da una vespa la prima cosa da fare è tentare di estrarre il pungiglione (se presente) con una pinzetta cercando di evitare che il liquido tossico si estenda e si diffonda ulteriormente e con delicatezza disinfettare la zona. Solitamente la puntura di api e vespe non è pericolosa ma in alcune persone potrebbe essere fatale. Se la persona presenta una quadro allergico con i sintomi dell’Anafilassi (orticaria, difficoltà a respirare, asma, vomito, nausea, mancamenti, …) è di fondamentale importanza correre subito al pronto soccorso. Se l’intervento non è tempestivo si rischia lo shock anafilattico (la reazione anafilattica più grave) che può portare alla morte dell’individuo. In ogni caso è buona norma applicare una pomata antistaminica sulla zona della puntura per ridurre gonfiore e arrossamento.


Rimedi naturali contro la puntura di api o vespe


1.GhiaccioApplicare localmente il ghiaccio evita la diffusione del veleno. L’applicazione del ghiaccio è un operazione indispensabile e da effettuare dopo aver rimosso il pungiglione ed aver disinfettato la puntura.
2.Aceto e Limone
Preparare una pallina di cotone imbevuto nell’aceto e applicarla sulla zona della puntura (ovviamente dopo aver rimosso il pungiglione). Apporre una fettina di limone sulla pallina di cotone. Questo rimedio neutralizza il veleno, allevia il dolore e il rossore.
3.Saliva e Argilla
Mischiare un pò di saliva e di argilla e applicare l’impasto sulla zona della puntura ed aspettare che si asciughi. Questo è probabilmente il rimedio più veloce e efficace contro le punture di insetti in caso di urgenza e in mancanza di altri ingredienti.
4.Bicarbonato di Sodio (o Aceto)
Il Bicarbonato di Sodio (anche l’Aceto può andar bene) allevia il dolore ma non è in grado di neutralizzare il veleno. (leggi un completo articolo sul Bicarbonato di Sodio)
5.BananaApplicare un pò di polpa di banana sulla puntura allevia il dolore e riduce l’infiammazione e il prurito.

maf@lda 27-07-11 09:59

1 Allegato/i
Punture di Zanzare

Le zanzare, scelgono la loro vittima in funzione dell’odore e del colore della pelle, dell’età, dello stato di salute, della sudorazione della persona e di altri fattori non ancora ben chiari. La puntura di zanzara non è pericolosa ma è indubbiamente molto fastidiosa. In alcune persone allergiche una o più punture di zanzara potrebbero scatenare una reazione allergica; spesso l’assunzione di un antistaminico (o di una crema antistaminica) è sufficiente a tenere sotto controllo la reazione. Le zanzare quando pungono ci iniettano una tossina anticoagulante irritante; questo perchè dal piccolo foro che fanno sulla pelle altrimenti non uscirebbe nemmeno una goccia di sangue.


RIMEDI NATURALI

1.Sale
E’ utile per alleviare il prurito. Bagnare un pò la zona della pizzicata e sfregare delicatamente un pò di sale; il prurito dovrebbe diminuire in poco tempo.

2.Bicarbonato di Sodio
Come per le punture di imenotteri anche per le punture di zanzara il bicarbonato di sodio si dimostra molto efficace. Preparare una pasta composta da bicarbonato di sodio e acqua e applicarla alla zona interessata dalla puntura.

3.Limone
Preparare una rondella di limone e sfregala sulla puntura. In poco tempo scomparirà l’irritazione e il prurito.


Senza dubbio il miglior rimedio contro le zanzare è la prevenzione. In commercio ci sono molti prodotti repellenti di provata efficacia che tengono lontane le zanzare (anche all’aperto). Un’alternativa “naturale” sono le zanzariere.

Olii Essenziali

L’Olio Essenziale di Lavanda applicato sulla puntura calma il dolore e allevia il prurito.
•Gli Olii Essenziali di Citronella o di Geranio tengono lontani gli insetti (e soprattutto le zanzare).

Punture di insetti e Aloe Vera
L’Aloe Vera risulta molto efficace nel trattamento delle punture di insetto. E’ un potente antisettico e antinfiammatorio. Applicando un pò di polpa o di gel sulla puntura si ottiene subito un senso di freschezza e di sollievo. In alternativa all’Aloe Vera è possibile utilizzare una fettina di cipolla

maf@lda 28-07-11 16:37

Puntura di una medusa

La puntura di una medusa è un'esperienza poco gradevole: “Devi farci la pipì sopra, così guarisce prima e passa il bruciore“. Un rimedio naturale proveniente dritto dritto dalla saggezza popolare............peccato che le cose non stiano affatto così, e che per curare una irritazione da medusa, sia molto meglio semplicemente sciacquare la parte con dell’acqua di mare.

Se le persone vengono punte hanno bisogno di uscire dall’acqua per evitare di essere punte di nuovo. Una volta fuori, è consigliabile versare lentamente l’acqua di mare sulla puntura per alleviare il dolore.

Fare la stessa cosa con l’aceto può essere ancora più efficace
perché l’acido aiuta a neutralizzare la puntura della medusa”.

maf@lda 29-07-11 10:31

1 Allegato/i
Il Baobab è un albero tropicale maestoso ed antico che cresce spontaneamente in Africa, Australia e Madagascar. Considerato dalle popolazioni locali come l’Albero della vita, il Baobab ha sempre rappresentato una fonte di sostentamento unica ed insostituibile. I frutti del Baobab, oblunghi e dal guscio legnoso, quando raggiungono la maturazione si disidratano spontaneamente e la loro polpa secca, ricca di sostanze nutritive tra cui anche la vitamina C, viene direttamente mangiata o mescolata nel latte.

I numerosi semi presenti nei frutti, composti da un sottile epicarpo marrone e da un endocarpo bianco oleoso ricco di Proteine ed Acidi Grassi, vengono considerati la parte più pregiata del frutto in quanto dalla loro spremitura si ottiene il prezioso olio di Baobab. L’olio di Baobab è un olio purissimo e pregiato ottimo come rimedio contro l’invecchiamento cutaneo grazie alle sue proprietà antiossidanti, emollienti, leviganti ed elasticizzanti. Sono tante le applicazioni che possono essere fatte con l’olio di semi di Baobab per la bellezza e per la salute di pelle e capelli.

PROPRIETA’ OLIO DI BAOBAB

•Antiallergico
•antiossidanti
•levigante
•Elasticizzanti
•Antidolorifico
•Antidissenterico
•Tonico
•Antinfiammatorio
•Emolliente per uso cosmetico
Usi per la pelle
•L’olio di Baobab può essere utilizzato per calmare i rossori della pelle e donarle nuovamente benessere ed idratazione in caso di scottature solari o accidentali.
•Ottimo come rimedio per acne, psoriasi, piaghe da decubito, abrasioni, smagliature, ematomi, forme infiammatorie, punture di insetti e micosi
•Può essere usato come doposole, dopobarba o spalmato sul corpo alla fine della doccia.
•L’olio di Baobab massaggiato a sera e la mattina sulla pelle di viso e corpo la rende morbida e setosa.
•Svolge anche una funzione antirughe grazie alla sua azione antiossidante che protegge l’organismo dai danni prodotti dai radicali liberi. L’uso quotidiano dell’olio di Baobab aiuta a contrastare i segni del tempo. E’ ideale per il trattamento delle pelli secche che sono maggiormente predisposte alla formazione di rughe
Usi per i capelli
L’olio di Baobab funge da rivitalizzante e ristrutturante per cute e capelli. Può essere applicato prima o dopo la shampoo.

La polpa contiene un’altissima concentrazione di vitamina C, circa 300 milligrammi per 100 gr, e altre vitamine come la A, B1, B2, B6 e PP, sono presenti anche sali minerali, fibre, mucillagini, tannini; sono presenti anche fibre solubili che hanno proprietà probiotiche, quindi capaci di stimolare nell’intestino dell’uomo la crescita di specie batteriche, come lactobacilli e bifido batteri che fisiologicamente compongono la flora batterica intestinale e favoriscono una regolare peristalsi, e fibre insolubili. Inoltre la polpa disidratata è in grado di assorbire notevoli quantità di acqua, aumentando la massa fecale e migliorando l’espulsione delle scorie, bastano 5 gr al giorno di polpa disidratata per esplicare una fisiologica azione antinfiammatoria, determinare un aumento delle difese immunitarie dell’organismo, prevenire e riequilibrare eventuali casi di diarrea, azione che è dovuta ai tannini e alle fibre probiotiche e rigenerare il sangue.

Il baobab si assume sotto forma di polvere disidratata in ragione di un cucchiaino al giorno sciolto in acqua, meglio se la mattina.

Mattone 03-08-11 11:37

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 29864520)
[B][SIZE="3"..... Il baobab si assume sotto forma di polvere disidratata in ragione di un cucchiaino al giorno sciolto in acqua, meglio se la mattina.

Insomma fa tutto lui. OK!

Peccato che, immagino, sia difficile da trovare. :(

Mattone 03-08-11 11:39

Finalmente qualcosa di veramente utile
 
QUI ;)

maf@lda 09-08-11 12:06

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Mattone (Messaggio 29918590)


:eek::mmmm:....A me verrebbe un dolore tremendo alla cervicale!:D

Damiana
Turnera diffusa, var. aphrodisiaca – Turneraceae

Damiana: proprietà
Le foglie della damiana contengono un glicoside cianogeno, resine, un olio essenziale, tannini e una sostanza amara (denominata damianina e dalla struttura ancora non determinata). La pianta ha azione antidepressiva e tonico-stimolante generale che possono essere sfruttate in caso di affaticamento fisico o intellettuale, stanchezza, condizioni di stress e depressione, calma l’ansia e aiuta a combattere nervosismo e insonnia.

La damiana possiede anche proprietà afrodisiaca, il che ne fa un valido aiuto in casi di astenia sessuale e impotenza maschile di origine psicologica, soprattutto in caso di ansia da prestazione ed eiaculazione precoce. All'azione riequilibrante del tono dell'umore, si accompagna la stimolazione dei centri nervosi spinali che controllano la funzionalità degli organi sessuali. In particolare sembra che la damiana agisca sul centro dell'erezione localizzato al livello del sistema nervoso parasimpatico pelvico-sacrale nell’uomo; e rafforza il sistema ormonale femminile, in presenza di dismenorrea, amenorrea e dolori mestruali.

Il suo fitocomplesso è capace perciò di ripristinare il desiderio sessuale in entrambi i sessi. Per questa ragione è indicata nel trattamento dei disturbi sessuali sia maschili, che femminili, in caso sterilità, per contrastare diminuzione della libido e della prestazione sessuale, nella cura dell’impotenza e in caso e della frigidità.

La presenza dell’olio essenziale conferisce alla damiana un’azione espettorante, utile per curare tosse, bronchite e asma.

Ha infine una leggera attività diuretica e antisettica delle vie urinarie, data dall’arbutina, indicata in caso di cistite, infezioni della vescica e del tratto urogenitale.



Damiana: descrizione
Piccolo arbusto alto fino a 90 cm. Le foglie sono ovali, lanceolate, con picciolo corto e 2 ghiandole alla base, margini curvi e leggermente seghettati; la superficie superiore è liscia e verde chiaro, con pochi tricomi quella inferiore. I 
fiori sono gialli, solitari e ascellari. Il frutto è una piccola capsula globosa, aromatica e resinosa.

Originaria dell’America tropicale: Messico, Texas, America centrale e meridionale.



Damiana: cenni storici
Il nome botanico Turnera deriva dallo scienziato inglese William Turner che la classificò, per primo.

La damiana è nota con il nome di tè Messicano, già conosciuta ai tempi dei Maya, che la usavano come tonico, come diuretico e lassativo.

Le donne messicane hanno l'abitudine di bere un infuso di damiana un paio d'ore prima di coricarsi, per sedurre e suscitare eccitazione al proprio uomo. In Messico viene inoltre impiegata per curare l'asma, la bronchite, il diabete, la dissenteria, la dispepsia, le emicranie, la paralisi.

La damiana è inserita nel formulario nazionale degli Stati Uniti, come afrodisiaco e come rimedio per l'impotenza e la frigidità. E' inserita anche nella farmacopea britannica, indicata come rimedio per neurosi, impotenza, frigidità, ansia da prestazione ed esaurimento nervoso.


USO INTERNO
Solo ad alte dosi può dare una lieve sensazione di dolore nella regione prostatica, alle dosi indicate non ha nessun effetto collaterale.

800 mg di estratto secco sottoforma di compresse o capsule, da assumere in 2 tempi: preferibilmente al mattino e/o nel primo pomeriggio lontano dai pasti.
Si consiglia di assumere il prodotto effettuando cicli di trattamento della durata di circa 2 settimane

maf@lda 10-08-11 11:49

Le afte sono piccole ulcerazioni della mucosa orale dall’aspetto rotondeggiante che compaiono su labbra, guance, gengive, palato e pavimento del cavo orale. In una prima fase l’afta si presenta come una vescica biancastra di pochi millimetri, nella quale si accumula velocemente un liquido che contraddistingue il passaggio da lesione a vescica. Di solito, trascorsi 24-48 ore dalla comparsa dell’Afta, questa si rompe a causa del suo rivestimento sottile e delicato, trasformandosi in una piccola ulcera responsabile di dolore ed irritazione che vengono ulteriormente amplificati dal contatto con con cibi caldi o piccanti, salati o acidi e lo sfregamento della lingua.

L’ulcera tipica ha pertanto un aspetto rotondeggiante, un colore biancastro e presenta un alone periferico arrossato. L’afta può comparire a tutte le età ma è più frequente nei giovani tra i dieci ed i vent’anni e nelle donne la cui localizzazione avviene quasi sempre sulla mucosa interna di guance e labbra ma può presentarsi anche sulla lingua e sul palato. Pur essendo maggiormente frequente come lesione ulcerativa singola, l’afta può comparire anche in forma multipla (Stomatite Aftosa o aftosica Ricorrente). In questo caso le lesioni ulcerative possono presentarsi in un numero variabile da uno a sei con un diametro che può raggiungere i 2,5 cm.

CAUSE DELL’AFTA
Le cause dell’afta sono a tutt’oggi sconosciute anche se esistono alcuni fattori che ne facilitano l’insorgenza:

•una scarsa igiene orale
•condizioni di stress fisico o psichico
•disfunzioni ormonali,
•turbe gastrointestinali,
•celiachia,
•uso di droghe,
•un’alimentazione poco varia, carente soprattutto di vitamina B12 (carente spesso nei vegani), vitamina B9 (carente quando non si consumano abbastanza vegetali freschi), Acido Folico, zinco e ferro
•secondo molti studiosi il determinante principale delle afte è la carenza vitaminica, anche solamente momentanea. Questa causerebbe la comparsa delle afte soprattutto nei bambini e negli anziani che non godono di buona salute
•Il periodo mestruale sarebbe quello più fertile per le afte
•si pensa che anche un’alimentazione troppo ricca di alcolici, cibi piccanti, grassi animali, frutta secca, mostarda, formaggio e cioccolato crei un clima favorevole a queste fastidiose ulcerazioni.
RIMEDI NATURALI PER L’AFTA
L’afta singola generalmente guarisce in modo naturale nel giro di 10/14 giorni. Se si ripresenta di frequente o comunque non la guarigione ha tempi troppo lunghi si deve intervenire consultando un medico. Tra i rimedi proposti per le afte ci sono

•le bagnature con il succo di limone
•i prodotti a base di Aloe vera
•toccature con propoli, evitandone invece l’assunzione sottoforma di tintura idroalcolica
•gli sciacqui con il tè nero
•Per disinfettare si possono fare anche degli sciacqui con un decotto di timo.
•per combattere l’infiammazione, un buon rimedio sono gli sciacqui di calendula e propoli noti per le loro roprietà lenitive

maf@lda 11-08-11 16:03

1 Allegato/i
Dissenteria del viaggiatore

Causata da virus, parassiti o batteri (soprattutto salmonelle, Escherichia coli), si manifesta con scariche frequenti di diarrea associata a febbre, nausea, mal di pancia, crampi addominali, malessere generale. Le vittime: almeno un terzo dei viaggiatori internazionali.

Rimedi - In caso di attacco compensare subito le perdite di acqua e sali minerali bevendo acqua bollita, tè, succhi di frutta imbottigliati. Se la diarrea non si arresta preparare una soluzione reidratante sciogliendo in acqua le specifiche compresse (in farmacia) a base di sale e zucchero. Se le pastiglie non sono a portata di mano, si può ricorrere al fai da te: mescolare 6 cucchiai di zucchero e 1 di sale in 1 litro di acqua bollita. La terapia più efficace: i fermenti lattici. Se la diarrea è continua e violenta ricorrere ai farmaci antibatterici privilegiando gli antibiotici ad ampio spettro come la rifaximina che agisce in maniera selettiva a livello intestinale.

Precauzioni - Evitare alimenti crudi (carne, pesce, ostriche, cozze, frutti di mare), insalata, verdura cruda. Sì alla frutta purché pelata o sbucciata da noi. Non bere latte fresco a meno che non sia bollito, evitare maionese, gelati artigianali, creme e budini, salse e salsine a base di uova. Ok ai cibi cotti (a una temperatura di 50 gradi minimo), serviti ben caldi e consumati subito. Anche se riscaldati, a 4 ore dalla cottura possono essere già a rischio.

L'acqua nei Paesi in via di sviluppo è fonte di infezione: bere sempre acqua minerale da confezioni sigillate, altrimenti farla bollire o disinfettarla con le compresse di cloro (in farmacia). Evitare il ghiaccio. Sì a bevande gassate sigillate, tè, caffè, birra, vino che sono generalmente sicure.

maf@lda 23-08-11 11:06

1 Allegato/i
Cistite

Dolori al basso ventre, stimolo a urinare spesso, bruciori sono i sintomi della cistite, disturbo che almeno una volta nella vita affligge tutte le donne.
Rimedi - In fase acuta assumere disinfettanti delle vie urinarie, evitare gli strapazzi, non esporsi al sole.

A tavola, no a cibi speziati e piccanti, alcolici, caffè, alimenti salati.

Privilegiare cibi diuretici e rivitalizzanti, come rape, orzo, porri.

Precauzioni - Bere molta acqua minerale naturale per diluire le urine ed evitare il ristagno dei batteri in vescica.


Rimedi Naturali per combattere e prevenire la cistite

CRANBERRY
Una pianta molto efficace per prevenire la cistite è senz’altro la cranberry, chiamata anche Mirtillo rosso americano. Le bacche di questa pianta, vengono utilizzate principalemente in prevenzione e come disinfettante delle vie urinarie in caso di cistite. Infati, le loro proprietà rendono difficile l’attacco dei germi alle pareti della vescica.

TEA TREE OIL
Il tea tree oil è un olio essenziale con una importante azione antibiotica naturale, molto utile per contrastare la cistite nelle sue forme più acute. Per quanto riguarda il dosaggio, consigliamo di chiedere al proprio erborista di fiducia, che saprà indicarvi senz’altro quello adatto alle vostre esegenze.

LIMONE
Un rimedio tanto antico quanto efficace per combattere la cistite: diluire un cucchiaio di succo di limone in 180 ml d’acqua bollente. Lasciar raffreddare e consumare 60 ml di questa acqua ogni due ore. Avvertirete sin da subito una diminuzione della sensazione di bruciore.

SPINACI
Anche questo rimedio naturale contro la cistite arriva dalle nostre nonne. Quando si è affetti da questa infiammazione è bene bere 100 ml di succo di spinaci, al quale aggiungere 100 ml di acqua di cocco, per due volte al giorno. Il composto agisce come diuretico, data l’azione combinata di nutrenti e potassio.

ORZO
L’orzo, è anch’esso un ottimo rimedio per contrastare e prevenire la cistite. Basta bere mezzo bicchiere d’orzo, mischiato con siero di latte ed il succo di metà limone, e si ottiene un eccellente diuretico, da consumare due volte al giorno.

FOGLIE DI RAVANELLO
Già le nostre nonne lo usavano, il succo ricavato dalle foglie di ravanello, come cura naturale per la cistite. Si consiglia di consumare una tazza di questo succo ogni giorno, per quindici giorni.

ACHILLEA
L’achillea è una pianta selvatica il cui nome deriva da Achille, che la utilizzava per curare le ferite. Questa pianta è molto utile come rimedio naturale per la cistite. Basta procurarsi un estratto di achillea da consumare due volte al giorno.

maf@lda 24-08-11 09:54

1 Allegato/i
Colpo di luce

Occhi che lacrimano, bruciori, arrossamenti sono i sintomi della congiuntivite da riverbero di luce solare al mare, dove la sabbia fa da specchio, o sulla neve in alta montagna.

Rimedi - Lavaggi oculari con acqua borica o acqua tiepida e 2 gocce di limone, disinfettante e antinfiammatorio, indicato anche dopo una nuotata in piscina. La terapia: a base di collirio decongestionante.

Precauzioni - Indossare occhiali scuri possibilmente con lenti dotate di filtro anti Uvb e cappelli a larghe tese per proteggere occhi e viso dal sole tropicale o d'alta quota. Chi porta lenti a contatto non le tolga mai con le mani sporche di sabbia o di sale per evitare arrossamenti; la notte le lasci immerse nella specifica soluzione disinfettante.

Esistono diversi rimedi naturali che in molti casi si sostituiscono egregiamente alle cure mediche. Vediamone qualcuno:

1) La camomilla: si prepara un decotto di 30 gr di fiori di Camomilla in 1 litro di acqua. I fiori dopo l’ebollizione dell’acqua vanno lasciati in infusione per circa 20 minuti. Tale soluzione ci servirà per effettuare 2 o 3 lavaggi al giorno. In alternativa imbeviamo nella sostanza delle garze da applicare sugli occhi.

2) Acqua e limone: in un bicchiere di acqua tiepida versiamo mezzo cucchiaino di succo di limone. Facciamo degli impacchi e applichiamo sugli occhi (possibilmente senza chiuderli).

3) L’ Eufrasia: è una pianta dalle notevoli proprietà curative per gli occhi. Prepariamo un decotto di eufrasia facendo bollire per una ventina di minuti un cucchiaino di droga nell’acqua di una tazza da tè. Facciamo intiepidire e utilizziamo la soluzione per lavare la zona intorno agli occhi; imbeviamo poi delle garze e applichiamo sulle palpebre per almeno un quarto d’ora.

4) Il Fiordaliso: prepariamo un decotto con 20 gr di fiori immersi per cinque minuti in acqua bollente. Effettuare lavaggi con tale soluzione.

5) Le patate: i rimdi naturali della nonna sono sempre i migliori. Applichiamo sugli occhi delle fettine di patata cruda.

maf@lda 25-08-11 15:27

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Congestione

E il blocco della digestione da colpo di freddo o da ingestione di bevande ghiacciate.

I sintomi: dolore addominale con diarrea, sudore, calo di pressione, svenimento.

Rimedi - Ai primi sintomi di malore sdraiarsi all'ombra con le gambe sollevate per fare affluire il sangue al cervello. Coprire lo stomaco con un asciugamano, un pullover sfruttando il potere terapeutico del calore. Se possibile, immergere mani e piedi nell'acqua calda per richiamare l'eccesso di sangue dallo stomaco alla periferia.

Mettere a bollire dell' acqua. Tagliare a listarelle la parte esterna di un limone (solo la parte gialla) e metterla a bollire nell' acqua.
Quando questa sarà colorata di giallo, versala in una tazza ed aggiungere zucchero a piacere (meglio se dolce). Berla più calda che puoi


Precauzioni - Non tuffarsi subito dopo aver mangiato ma attendere almeno 2-3 ore dall'ultimo pasto. Evitare tutte le bevande ghiacciate, gli alcolici e i superalcolici che affaticano la digestione e nuocciono al fegato.

maf@lda 26-08-11 16:35

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SCIROPPO D'ACERO

La linfa dell’acero da cui si ricava lo sciroppo è costituita da saccarosio, acido malico, potassio, calcio, ferro, vitamine e componenti fenoliche. Ed è proprio grazie a queste sostanze che svolge un’azione diuretica, antistipsi e snellente. Se vuoi sapere come utilizzarlo, seguici…
Dalla linfa di una pianta canadese ecco il liquido dolce che elimina i liquidi in eccesso e l’adipe che si accumula sul girovita

Lo sciroppo d’acero si presenta come un liquido zuccherino ottenuto bollendo la linfa dell’acero da zucchero (Acer saccharum) raccolta all’inizio della primavera in Canada e in alcune zone del New England.

Oltre a favorire il dimagrimento, lo sciroppo d’acero ha grandi poteri emollienti, rinfrescanti, antiossidanti e rimineralizzanti. È utile in tutti i casi di gastrite, di costipazione intestinale, di colite spastica.

E' ricco di nutrienti come vitamine e minerali importanti per la salute e per il funzionamento del metabolismo. Per esempio, possiede buone quantità di magnesio, potassio e acido folico, ma anche di sostanze antiossidanti che lo rendono anche una valida arma contro l’invecchiamento cellulare.

È l’alleato ideale per chi ha un sovrappeso di 2-5 chili. In particolare, agisce sull’adipe e sul gonfiore addominale. È quindi utile per eliminare la “pancetta” e ridurre il girovita. Adatto anche per chi è affetto da ritenzione idrica e cellulite. Puo essere usato anche solo come integratore depurativo.


Metti in uno shaker il succo filtrato di mezzo limone, un bicchiere d’acqua, un cucchiaio di sciroppo d’acero e una presa di cannella in polvere. Shakera la bevanda e poi versala nel bicchiere e bevi una volta al dì. Riattiva circolazione e termogenesi dei grassi (in pratica, ti fa bruciare di più).

In caso di diabete può essere utilizzato come dolcificante, ma con moderazione.

Per dimagrire e per una settimana al mese:

• Lunedì, mercoledì e venerdì, sostituisci il pranzo con 1 yogurt intero, 3 noci, 1 cucchiaio di fiocchi d’avena e il cocktail bruciagrassi indicato (“Come assumerlo”). Per gli altri pasti la dieta sarà equilibrata ma libera.

• Martedì e Giovedì, sostituisci la cena con un passato di verdure miste di stagione e il cocktail bruciagrassi. Per gli altri pasti la dieta sarà equilibrata ma libera.

•Sabato e domenica, utilizza il cocktail come spuntino di metà mattina e di metà pomeriggio, mangiando come d’abitudine per quanto riguarda gli altri pasti.

maf@lda 29-08-11 11:32

BELLEZZA AL NATURALE

Tonico: Il succo d’arancia è un tonico per il viso. La pelle diventerà liscia ed elastica e migliorerà il colorito. Prima di andare a letto, lavati il volto con acqua fredda, poi massaggia le zone più delicate, quelle a rischio di rughe, con il succo di cetriolo.

Rughe e borse sotto gli occhi: Fai una maschera utilizzando la polpa di mela ed il rosso d’uovo. Frulla tutto insieme ed applicala nelle parti interessate.

Foruncoli – acne – punti neri: frizionare i brufoli più volte al giorno con uno spicchio di aglio. Spariranno senza lasciare alcun segno.
Il tè fatto con le ortiche,bevuto due volte al giorno previene i brufoli.


Detergente: Per fare un latte detergente, immergete due cucchiai di fiori di camomilla in mezza tazza di latte intero bollente, per 2 ore circa . Poi filtrate il tutto e conservate in frigo. Consumare entro qualche giorno

maf@lda 31-08-11 10:55

1 Allegato/i
L'ORZO

L’orzo, una pianta erbacea appartenente alle graminacee, era conosciuta ed impiegata già nell’antichità per via delle sue molteplici proprietà benefiche.

L’orzo, molto ricco di silicio (utile al cervello ed al sistema nervoso), è un alimento adatto all’alimentazione di ogni fascia d’età (dai bambini agli anziani). Questo cereale apporta all’organismo una buona dose di fosforo, potassio, magnesio, ferro, calcio, vitamina PP e vitamina E. Molto facile da digerire, è altamente energetico e facilita la concentrazione e l’attività cerebrale.


Le proprietà di questo cereale sono le seguenti:

- proprietà antinfiammanti e rinfrescanti per tutto l’apparato digerente, l’apparato respiratorio e le vie urinarie;

- conferisce sollievo a chi soffre di colon irritabile (colite), di flatulenza, borbotii e fenomeni fermentativi;

- proprietà lassative: è un ottimo alimento per combattere la stitichezza;

- proprietà rimineralizzanti: migliora e porta in equilibrio il sistema nervoso e la memoria, contrastando i problemi cardiovascolari;

- contrasta la gastrite, il reflusso gastrico;

- ha proprietà emolienti;

- rinforza il sistema immunitario nel suo complesso, da equilibrio a tutto l’organismo, svolge un’azione carminativa sulla gola;

- stimola la circolazione periferica;

- è rimineralizzante delle ossa, perchè ricchissimo di fosforo.


DECOTTO D'ORZO
Preparazione: procurarsi 40-50 semi d’orzo e versarli in un pentolino dove precedentemente avrete messo 1 litro e mezzo di acqua. Portare ad ebollizione e far cuocere per 30 minuti, finchè i chicchi d’orzo sono ben gonfi. Lasciare macerare e solo quando il decotto si è raffreddato, si filtra. E’ consigliato bere dalle 3 alle 5 tazze al giorno, addolcendo con miele. Il decotto ha azione emolliente ed antinfiammatoria, lassativa, digestiva, rimineralizzante e ricostituente.




Il caffè d’orzo si puo' preparare con la moka, con speciali filtri in infusione come per il thè, oppure c'è l’orzo solubile già pronto (da aggiungere solo all’acqua o al latte).

Prendere l’abitudine di fare colazione con l’orzo equivale a fornire all’organismo una gran bella dose di energia e concentrazione, utile per chi sudia o lavora fuori tutta la giornata.


N.B. Se pur l’orzo in grani apporti circa 330 kcal per 100 g, si ricordi che il caffè d’orzo, o l’orzo solubile non apportano alcuna caloria se non quelle proprie dello zucchero aggiunto per dolcificare la bevanda.

maf@lda 01-09-11 11:39

1 Allegato/i
La curcuma, nota anche come "Zafferano d'India", è la spezia nota per costituire l'ingrediente principale del curry.

I suoi rizomi, che sono la parte della pianta che contiene i principi attivi, vengono bolliti per diverse ore, poi essiccati in appositi forni, ed infine pestati fino ad ottenere una polvere di color giallo-arancione che viene comunemente utilizzata come spezia nella cucina del Sud Asia.

La polvere di curcuma ha un sapore molto volatile mentre, al contrario, il colore si mantiene inalterato nel tempo.

Per questo motivo è una sostanza che viene largamente impiegata nel ramo alimentare come colorante alimentare (la sigla internazionale è: E 100), come sostanza colorante per lana e seta e come indicatore acido-base.

La curcuma contiene centinaia di componenti tra cui potassio, vitamina C, amido pari al 26 %, oltre ad oli eterici ed oli amari che sono in grado rispettivamente di stimolare l'appetito e la formazione di enzimi digestivi, ma quello che ha più destato l'attenzione degli studiosi è la "curcumina" ed in particolare la sua particolare natura antitumorale ed antiossidante, disintossicante ed antiinfiammatoria.

Ha proprietà antibatteriche, antinfiammatorie ed antitumorali.

Secondo recenti indagini scientifiche, confermate dalla scienza medica ufficiale, infatti, la curcumina potrebbe avere la funzione di contrasto all'insorgenza di almeno otto diversi tipi tumori al colon, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni, **** e leucemia per le sue proprietà antiossidanti capaci di trasformare i radicali liberi in sostanze inoffensive per l'organismo oltre ad essere utilizzata, sotto la forma già indicata di spezia, nella medicina tradizionale indiana e in quella cinese come disintossicante dell'organismo, in particolare del fegato e come antinfiammatorio.

Gli studi nascono dall'osservazione empirica sulla bassissima incidenza di tumori nei paesi asiatici ed in particolare nel subcontinente indiano e dove il consumo di curcuma è elevatissimo.

Tra gli altri innumerevoli utilizzi si evidenzia anche l'ottima funzione cicatrizzante della curcumina; tanto che gli indiani sono soliti applicare il rizoma di curcuma per curare ferite, scottature, punture d'insetti e malattie della pelle.

Non da ultimo, una ricerca pubblicata sulla rivista medica "Cancer Research", ha sottolineato il ruolo della curcuma nella prevenzione e finanche nel trattamento del tumore alla prostata.

Si è inoltre constatato che l'effetto della curcumina è ancora più evidente quando associato ad un isotiocianato presente in verdure come il cavolo, i broccoli o il cavolo rapa.

RICETTA AFRODISIACA
Ostriche al curry

Ingredienti:

ostriche, 20
burro, una noce
pan carrè, 2 fette
prezzemolo, un ciuffo
curry
sale, pepe


Iniziamo la nostra ricetta partendo dalle ostriche: lavatele bene e staccatele dalle valve. In un pentolino, nel frattempo, fate fondere il burro che metterete poi da parte a freddare.

Una volta pronto, immergetevi le ostriche, in modo che il condimento le avvolga completamente e infine disponetele nella graticola. Ricopritele con un cucchiaio di prezzemolo tritato e fatele cuocere per 5 minuti da entrambi i lati. Aggiustate di sale e pepe.

Prendete le fette di pan carrè e tagliatele a cubi più piccoli che andrete a tostare leggermente: quando saranno pronti, versatevi sopra i molluschi e condite con del curry.

maf@lda 01-09-11 17:06

1 Allegato/i
Ricettina veloce veloce e facile con il curry di Mafalda:

Tagliare a dadini un pezzo di pancetta (si può sostituire con una salsiccia sminuzzata).
Soffriggerla nell'olio e aggiungere una bustina di panna e due cucchiaini da thè di curry.
Nel frattempo cuocere al dente delle pennette rigate (ma va bene tutta la pasta..anche corta!), condirla con il sughetto e cospargere di parmigiano.OK!



Oppure:

400 g pennette rigate, 1 cipolla, ½ l brodo vegetale, 1 rametto di timo, 0,5 dl olio extra vergine d'oliva, 1 cucchiaino di curry, 2 vasetti di yogurt bianco, sale e pepe.

In una padella fate rosolare la cipolla affettata finemente, cospargete il soffritto con il curry, fatelo rosolare leggermente, togliete dal fuoco e poi incorporate i due vasetti di yogurt e il rametto di timo.
A parte fate cuocere le pennette al dente e poi unitele al soffritto di cipolla, curry e yogurt.
Cospargete di pepe macinato al momento e servite.

maf@lda 02-09-11 09:52

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Il timo è originario della regione mediterranea occidentale. Cresce spontaneo in tutta l'area mediterranea fino a 1500 m. Preferisce terreni calcarei e ben drenati. Vegeta bene nei luoghi soleggiati e non tollera inverni umidi e freddi.
Viene coltivato in Francia, Spagna, Grecia, Portogallo e Stati Uniti.

Usi

Erboristico e Fitoterapico: l'infuso è rimedio contro asma, raffreddore da fieno e tutte le allergie; in piccole dosi serve anche per le fermentazioni intestinali e le affezioni catarrali dell'apparato respiratorio.
Decotti e infusi sono usati per detergere piccole piaghe e ferite e per la disinfezione della cavità orale. Ha infatti attività battericida a causa dei componenti fenolici, timolo e carvacrolo che insieme costituiscono dal 25 al 40 % dell'essenza.
Il timo sembra utile anche contro la sclerosi multipla, le depressioni, l'alcoolismo, l'epilessia e pare sia in grado di stimolare la produzione di globuli bianchi.

Dietetico: il timo è una pianta aromatica di tutto rispetto, grazie alle proprietà digestive e carminative.
Tisane e sciroppi di timo stimolano l'appetito e favoriscono il buon funzionamento epatico.
Il timo in cucina è un’ erba aromatica molto apprezzata, e viene adoperata per numerose preparazioni come, minestre, verdure, ripieni, sughi, frittate, carni arrosto, umidi e brasati, funghi, oli e aceti aromatici, ma anche pesce, frutta secca (ad es. fichi e susine). Aggiunto alle carni conservate o alle salamoie rallenta la formazione di muffe, ed è anche utilizzato per le sue caratteristiche che aiutano a rendere più digeribili parecchi cibi (soprattutto cacciagione e carni che richiedono una lunga cottura). Il timo viene usato anche per preparare liquori (ad es. il Benedictine), vini e sali aromatici.



Cosmetico: energica azione defatigante sul viso, per la presenza di mucillagini e stimolante della circolazione superficiale. L'olio di timo può causare in preparati cosmetici anche fenomeni allergici. Il suo decotto, nei sulfumigi, è utile per distendere il viso, stimolare la circolazione e diminuire le macchie della pelle, inoltre, in infusione con il rosmarino aiuta ad eliminare la forfora.

Il timo era noto fin dall’epoca degli Egizi, che lo usavano per le imbalsamazioni, mentre al tempo dei Romani il famoso filosofo Apuleio gli attribuiva proprietà antidolorifiche, come scrisse nel 1481 nel suo Herbarium; sempre i Romani sfruttavano le sue proprietà antisettiche per conservare le derrate alimentari, e pare che i soldati, si bagnassero in acqua di timo per infondersi vigore (il vocabolo greco Thymòs significa coraggio), e nel Medioevo le dame ricamavano spighe di timo sulle insegne dei loro cavalieri come buon augurio.
I Greci invece amavano prdourre e consumare il miele ricavato con il nettare di questa pianta, e gli invitati ad un loro banchetto, prima del pasto bevevano spesso del vino aromatizzato con Timo, Cannella e Menta.
Pare che persino i montanari scozzesi bevessero tè di timo selvatico per prevenire incubi notturni e paura.

maf@lda 05-09-11 10:13

1 Allegato/i
In soggetti che soffrono di insonnia non correlabile ad alcun disturbo organico o neurologico specifico, la mancanza di sonno è sintomo di un problema emotivo non trattato: se una persona è infelice del proprio stile di vita, o sta rimandando problemi la cui soluzione è inderogabile, ciò può determinare disturbi del sonno. Alcuni soggetti vedono l'insonnia scomparire grazie a semplici attività sociali, altri trovano un trattamento valido nella psicoterapia, andando ad affrontare quelle cause di stress, ansia o depressione che provocano tale disturbo, anche senza l'ausilio di farmaci ipnotici.

Nella tradizione Buddista, ai sofferenti di insonnia o di incubi viene suggerita la pratica della meditazione o di gentilezza (Mettā). La pratica di essere amorevoli e bendisposti nei confronti di ogni essere può avere un effetto lenitivo e calmante nella mente e nel corpo. Nella Mettā Sutta, il Budda afferma che addormentarsi facilmente è uno degli undici benefici di tale forma di meditazione.

LA PRATICA DI "METTA" E' UN ESERCIZIO DI MEDITAZIONE che generalmente viene insegnato come un tipo di meditazione di tranquillità. I meditanti coltivano pensieri di benevolenza nei propri confronti e poi condividono questa benevolenza con altri, includendo infine, in modo equanime, tutti gli esseri dell’universo.

La parola pali "metta" è spesso tradotta con "gentilezza amorevole", tuttavia, per molta gente ciò potrebbe essere alquanto idealistico, meglio tradurla con ‘benevolenza, amorevolezza e a volte anche ‘non conflittualità’, ‘tranquillità’, ‘apertura’ o ‘ricettività’, a seconda del contesto in cui la si usa.

La melatonina non è un sonnifero e non ha effetti farmacologici sulla qualità del sonno o sulla sua lunghezza.

La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale o epifisi. La scoperta di questo ormone risale alla fine degli anni '50. La sua presenza in quasi tutti gli esseri viventi, dai protozoi, che sono alla base della scala evolutiva, sino all'uomo, ha fatto pensare ad un possibile ruolo di "regolatore biologico" dei ritmi stagionali; in alcuni uccelli, infatti, la produzione di melatonina è legata alle migrazioni e in alcuni mammiferi alla stagione degli amori e al letargo

Essa, grazie alla sua azione centrale sulla resincronizzazione della ciclicità ormonale ricostituisce un giovanile e fisiologico regime di riposo.
L’effetto ricostituente del sonno non dipende dalla sua durata, ma dalla sua qualità. Un normale sonno salutare è caratterizzato da un iniziale periodo R.E.M. (rapido movimento degli occhi).
Se il sonno è disturbato come durante un invecchiamento patologico la fase R.E.M. scompare. E’ ben noto che tutti gli ormoni seguono una tipica ciclicità di 24 ore che però può variare disordinatamente a causa di molti fattoti quali lo stress, l’ansietà, le malattie, il jet-leg, ecc.

Il sonno indotto dalla melatonina genera un giovanile percorso di riposo con fase R.E.M. che ripristina perfettamente la forze fisiche e mentali del corpo.


Al fine di curare l'’insonnia è necessario ricreare una periodicità e qualità del sonno che solo la melatonina può assicurare. Il progressivo ripristino della ciclicità ormonale prodotto dalla melatonina attraverso la protezione della ghiandola pineale, agisce positivamente a cascata ricostituendo automaticamente un salutare e profondo sonno, senza tener conto della sua durata.

E’ stato inoltre mostrato che il sonno agisce sull’immunità quando l'’ansia e lo stress producono immuno-soppressione. La melatonina combinata con lo zinco può ripristinare sia il sonno che l'’immunità più rapidamente di qualsiasi altro farmaco esistente , senza nessun effetto collaterale.

maf@lda 06-09-11 08:51

1 Allegato/i
Da più di due secoli, la medicina tradizionale cubana utilizza il veleno del Rhopalurus Junceus(appunto lo Scorpione Azzurro) come rimedio naturale per combattere il dolore e le infiammazioni, oltre che come immunostimolante. Di recente però, circa 20 anni fa, un biologo della regione cubana di Guantanamo, Misael Bordier ha ipotizzato (insistentemente) che tale sostanza potesse avere forti potenzialità anti-cancro.

Da lì la ricerca scientifica locale si è sviluppata al riguardo, e nel 2004 le autorità sanitarie hanno autorizzato la distribuzione gratuita del Vitadox. Già qui le spiegazioni da dare sono numerose.

Parliamo di distribuzione gratuita e non di immissione in commercio perché la politica cubana offre tutte le terapie mediche gratuitamente a chiunque in loco ne faccia richiesta: il farmaco non si vende!
Per lo stesso motivo non si può commercializzare all’estero: in questo caso necessiterebbe di ulteriori autorizzazioni che non esistono (come accade con la Fda americana o la nostra Aifa).
Escozul e Vidatox hanno la stessa funzione ed origine, ma il medicinale distribuito ed autorizzato è il Vidatox realizzato dalla casa farmaceutica statale Labiofam.

Il Vidatox va preso senza sospendere le terapie convenzionali: chemioterapia e radioterapia. Si tratta di un coadiuvante che non ha effetti collaterali e sembra far stare molto meglio i pazienti in trattamento. Aumenta cioè la qualità della vita, ma non è il rimedio miracoloso che guarisce: lo ribadiscono dalla stessa casa farmaceutica.

In vitro e in alcuni test preliminari sugli animali, sembra avere un certo effetto antitumorale, ma non esistono pubblicazioni scientifiche internazionali al riguardo. Giorno dopo giorno proseguono però i viaggi della speranza di molti stranieri, italiani in primis che si recano a Cuba per ottenere il prezioso medicinale.

maf@lda 07-09-11 11:20

1 Allegato/i
Cuba ha molte piante con proprietà medicinali per curare una vasta gamma di condizioni di salute. La scarsità e l’alto costo dei farmaci a causa dell’embargo commerciale degli Stati Uniti ha portato ad una re-imparare la saggezza delle generazioni passate a base di erbe. A Cuba, ancora oggi i medici prescrivono rimedi che crescono naturalmente dal suolo.


Copale

Familiare negli Stati Uniti in primo luogo come un tipo di incenso, il copale viene utilizzato dai medici cubani come un affidabile agente antimicrobico. Il copale ha anche anti-infiammatorio, astringente, disinfettante, diuretico, emolliente, espettorante, lassativo e stimolante. Può essere usato come repellente per insetti e per curare la dissenteria, ustioni, mal di testa, sangue dal naso, febbre, e per il mal di stomaco.

maf@lda 08-09-11 09:26

1 Allegato/i
Diverse specie di Kalanchoe, come molte altre piante della famiglia delle Crassulaceae, sono usate da secoli per produrre preparati ad attività medicamentosa.

Ad esempio le foglie di Kalanchoe pinnata possono essere utilizzate nella medicina tradizionale per preparare un impasto per lenire il mal di testa, oppure usate fresche per tagli o abrasioni.

Il decotto delle foglie può inoltre essere impiegato per il trattamento delle tosse, raffreddore ed influenza.

Le foglie possono anche trovare impiego per preparare bagni rilassanti e tonificanti. Infine le foglie triturate miscelate possono essere utilizzate per il trattamento della mastite.

A fianco a questi utilizzi in medicina tradizionale, le proprietà farmacologiche delle Kalanchoe sono state recentemente compravate da diversi studi scientifici.
Ad esempio l'estratto a caldo delle foglie di K. pinnata, si è dimostrati efficacie quale agente antifungino, mentre l'estratto alcolico (300 mg/kg) ha mostrato attività antinfiammatoria negli animali da laboratorio, per concludere va pero sottolineato che alcune delle sostanze contenute in K. pinnata (specialmente nei fiori) possono essere estremamente tossiche per cui si raccomanda estrema cautela nel loro impiego.

Da ricordare altresì, che la K. pinnata, è molto frequente nell’America centrale e meridionale, naturalizzata ai margini di strade e foreste, molto probabilmente portata dagli schiavi africani, come un rimedio della medicina popolare africana.

A supporto di quanto detto si ricorda che questa pianta viene usata a Cuba come pianta magica, per avvelenare e arrecare del male ai propri nemici. Anche la Kalanchoe spathulata presenta interessanti proprietà, infatti questa viene utilizzata in Nepal per curare gli strappi muscolari adoperandone il succo delle foglie ad applicandolo sulla parte interessata.

Infine si ricorda la Kalanchoe crenata, le cui foglie vengono usate dagli Yoroba della Nigeria per trattare disturbi di competenza psichiatrica.

maf@lda 09-09-11 11:13

2 Allegato/i
A Cuba Osain è il signore delle piante medicinali e sta appeso sulla soglia dentro una zucca o un guscio di tartaruga. Di Osain si dice che sia un accanito fumatore di sigari e che si diverta ad apparire, tutto verde com'è, a chi fa le ore piccole, chiedendogli da accendere. Bisogna tirar fuori un fiammifero e accontentarlo, anche se vi trema la mano.

Fin dai tempi più antichi alla Ruta sono state attribuite proprietà magiche.
Nella tradizione esoterica viene utilizzata soprattutto nei cosidetti bagni per tenere lontano, e purificarsi, da invidie, gelosie, malocchio, negatività. spiriti e entità.
Anche numerosi cartomanti usano fare di tanto in tanto la loro purificazione appunto con i bagni di Ruta.

La Ruta è una pianta erbacea perenne e si presenta a piccoli cespugli: si può distinguere la Ruta femmina, dalle foglie più sottili ed esili, dalla Ruta mschio.
Nella tradizione della potente magia brasiliana la Ruta maschio va usata dalle donne, e viceversa, quella femmina dagli uomini, e la Ruta non viene solo usata per i cosidetti bagni di purificazione ma anche per spazzolatura, defumazioni.

Anche la Santeria Cubana ha i suoi bagni e le sue purificazioni ( Regla de Ocha ) che sono fortemente legati anche come processi di difesa e prevenzioni da possibili malefici, fatture o malocchio.
In qualche caso questi bagni, quasi sempre preaparati a base di erbe, hanno anche una funzione augurale, come quella di attirare fortuna, buona sorte, denaro e amore.


Nome scentifico: RUTA GRAVEOLENS L.

Famiglia: Rutaceae

Contiene: olio essenziale, tannino, alcaloidi, resina, gomma, glucosio, vitamina C e P

Parti utilizzate: foglie tenere e parti aeree

E’ una pianta perenne originaria dell’Europa meridionale. In Italia è presente in tutte le regioni spontanea, tranne nelle isole. Raggiunge un'altezza di 60 centimetri. Ha foglie alterne di colore verde mare e fiori giallo intenso raccolti in grappoli. Il frutto è costituito da una capsula.
La ruta è un'erba velenosa e consumata ad alte dosi può nuocere gravemente alla salute quindi vanno utilizzate per uso interno esclusivamente piccole dosi.
Il suo contenuto di vitamina P ha la capacità di diminuire la fragilità capillare. Inoltre la ruta ha proprietà antiemorragiche, stimolanti, digestive, antispasmodiche intestinali. Con un decotto di foglie e fiori si possono fare dei gargarismi per combattere il mal di gola. La polpa si usava un tempo per eliminare i porri ma è da dire che il succo della ruta applicato sull'epidermide può causare forti irritazioni quindi da evitare.

E’ buono per: Emorragie, Emorroidi, Mal di gola, Indigestione, Spasmi intestinali.

CURIOSITA'
La presenza di ruta in giardino tiene lontane le vipere.

AVVERTENZE
E' preferibile non fare in casa dei preparati erboristici a base di ruta in quanto tossica ma utilizzare prodotti già pronti acquistati presso i negozi specializzati.

maf@lda 12-09-11 10:39

1 Allegato/i
GRAPPA ALLA RUTA

La grappa è un alcolico poco apprezzato se non aromatizzata a dovere. Infatti la grappa risulta troppo forte per essere bevuta da chiunque quindi si ricorre ad alleggerirne il sapore con aromi, spesso si usa la frutta.

Con la ruta si puo' preparare una tradizionale grappa digestiva. Ma attenzione la ruta può essere tossica se ingerita in grandi quantità, ed è meglio evitare di toccarla a mani nude, visto che potrebbe essere irritante su pelli delicate.

1.La grappa alla ruta è molto forte e lo si può capire bene dagli ingredienti, solo grappa e ruta (1 litro di grappa secca, un rametto di ruta fresca).
. Non ci sono altri aromi o dolcificanti, questa è una grappa dal gusto deciso. Per prepararla occorrerà mettere a macerare la ruta in un litro di grappa secca. Questa viene scelta proprio perchè riesce a legarsi meglio agli aromi.
2.La macerazione dovrà durare almeno trenta giorni. Il barattolo con la ruta e la grappa dovrà essere chiuso ermeticamente e posto in un luogo lontano da fonti di calore. Inoltre è importante evitare di sottoporre il barattolo a sbalzi di temperatura, potrebbe danneggiare il gusto della futura grappa.
3.Dopo trenta giorni la grappa dovrà essere filtrata ed è ora praticamente pronta per essere servita a fine pasto. Molti preferiscono imbottigliare la grappa con tanto di ramoscello di ruta che dà alla bottiglia un aspetto più casereccio e, in effetti, anche il gusto ne guadagna visto che è come se la grappa fosse in perenne macerazione.

maf@lda 13-09-11 10:38

1 Allegato/i
Mirtillo

L'aspetto estetico del mirtillo (Vaccinium Myrtillus) è quello di un piccolo arbusto, molto diffuso nelle zone boscose, frutto tipico del sottobosco, solitamente alto sui 50 cm, foglie ovali e seghettate, appartenente alla famiglia delle Ericacee; il mirtillo generalmente cresce nelle zone montane, la sua fioritura avviene in primavera, mentre i frutti si raccolgono ad agosto. I mirtilli si distinguono in tre diverse specie : mirtillo nero, rosso e blu.

Il mirtillo nero, in particolare, è quello a cui vengono riconosciute il maggior numero di proprietà benefiche per l'organismo umano; il suo colore è dovuto alla presenza di antociani, che sono dei pigmenti blu aventi diverse funzioni nella pianta, tra cui quella di difenderla dai radicali liberi e dai raggi ultravioletti. Le sostanze principali che troviamo in questo piccolo frutto sono costituite da zuccheri, diversi tipi di acidi tra cui l'acido citrico e l'acido idrocinnamico. Inoltre, il mirtillo nero, contiene la vitamina B9, i tannini e in grande quantità sono presenti le antocianine che rendono i tessuti capillari più forti ed elastici. L'acido ossalico è quello che conferisce il tipico sapore asprigno del mirtillo

maf@lda 13-09-11 11:24

1 Allegato/i
Da molti anni le persone che sono soggette a disturbi ed infezioni legate alle vie urinarie, consumano succo di mirtillo per prevenire eventuali rischi. Finalmente, grazie ai continui studi in merito, gli scienziati sono riusciti a comprendere in che modo il mirtillo agisce e quale sia la sua azione per contrastare le infezioni.


La scoperta arriva dal Worcester Polytechnic Institute, dove, un gruppo di ricercatori, ha rivelato che il succo di mirtillo è in grado di mutare le proprietà termodinamiche dei batteri presenti nelle vie urinarie crendo una barriera che impedisce ai microrganismi di avvicinarsi ai potenziali obiettivi cellulari. In pratica due tipi di batterio sono stati esposti a diverse concentrazioni di succo di mirtillo; anche a basse concentrazioni si è visto che il succo riusciva a modificare alcune proprietà che hanno la funzione di indicare la capacità dei batteri di legarsi alle cellule. Senza succo di mirtillo questi valori risultavano negativi, proprio ad indicare che l'attacco alle cellule sarebbe stato alquanto probabile. Al contrario, grazie al succo di mirtillo, il valore è risultato positivo, rendendo la probabilità di attacco alle cellule, molto improbabile.

Succo a base di mirtillo
Ricetta molto semplice, utile in caso di diarrea e ottimo integratore sia di liquidi che di sostanza nutrienti.
Procuratevi 100 grammi di mirtilli freschi, mezzo limone e 1 cucchiaino di miele. Lavate bene i mirtilli e poi frullateli aggiungendo un po' di acqua se volete un succo più diluito. Infine spremete il mezzo limone e versatene il succo nei mirtilli appena frullati; dolcificate con il miele

maf@lda 14-09-11 09:09

1 Allegato/i
L' efficacia del MIRTILLO nelle affezioni della vista è balzata all'attenzione medica durante la seconda guerra mondiale in seguito all'osservazione che i piloti della RAF, mangiando marmellata di mirtilli, possedevano una miglior capacità visiva notturna.

I pigmenti antocianici del mirtillo (antocianosidi) svolgono le seguenti attività farmacologiche:
1) RIGENERAZIONE DELLA PORPORA VISIVA -
2) PROTEZIONE DELLA TUNICA VASALE ARTERIOSA E VENOSA
3) AUMENTO DELLA RESISTENZA CAPILLARE -
4) PROTEZIONE DELLA PERMEABILITA' CAPILLARE
5) ANTIINFIAMMATORIA -
6) ANTIULCERA -
7) ANTIAGGREGANTE PIASTRINICA -
8) ANTIATEROSCLEROTICA

maf@lda 14-09-11 10:59

1 Allegato/i
Mirtillo e vista

Una delle più gravi complicanze del diabete è la retinopatia diabetica e l'opacizzazione del cristallino, esse costituiscono la prima causa di cecità negli individui in età lavorativa. Responsabile di queste alterazioni, unitamente alla generale compromissione microcircolatoria, è l'eccessiva trasformazione del glucosio intracellulare in sorbitolo, capace di provocare danno tissutale per effetto osmotico. Tale danno è tanto più elevato quanto più precocemente è insorto il diabete e si aggrava in presenza di obesità, ipertensione arteriosa, compromissione renale, gravidanza.
Gli antocianosidi del mirtillo posseggono una notevole azione capillaro-protettrice e hanno una forte capacità inibente l'enzima aldosoreduttasi responsabile della trasformazione (ridu*zione) del glucosio a sorbitolo. Sono dotati inoltre di una ottima tollerabilità che li rende utilizzabili per lunghi periodi senza effetti collaterali.

Impiego: opacizzazione del cristallino e retinopatie diabetiche.
Si può somministrare l'estratto secco ad alto titolo, 1-2 capsule al giorno da 160 mg; l'estratto secco nebulizzato, 2-3 capsule o tavolette al giorno da 300 mg.

maf@lda 14-09-11 11:05

1 Allegato/i
MARMELLATA DI MIRTILLI


Ingredienti
500 g di mirtilli neri di bosco, ben maturi
300 g di zucchero

Lavate, mondate e asciugate accuratamente i mirtilli. Mettete lo zucchero in una casseruola, unite 2 dl di acqua e portate sul fuoco a fiamma molto bassa. Quando lo zuccchero si sarà sciolto e lo sciroppo comincerà ad addensarsi, unite i mirtilli e proseguite la cottura dolcemente, mescolando e schiumando di tanto in tanto, fino a quando la confettura avrà raggiunto la giusta consistenza (sarà necessaria circa un'ora e mezza).
Nel frattempo preparate i vasetti: fateli bollire in abbondante acqua, poi sgocciolateli e asciugateli alla perfezione. Teneteli in caldo. Quando la confettura sarà pronta, versatela nei vasetti ancora caldissima, chiudeteli subito, capovolgeteli e fateli raffreddare molto lentamente, possibilmente avvolti in un panno in luogo tiepido.

maf@lda 14-09-11 15:16

1 Allegato/i
MIRTILLI ALLA GRAPPA

4 dl Grappa
2 n Limone Scorza
1 kg Mirtilli
1 kg Zucchero


Lavate velocemente un kg di mirtilli sotto l'acqua corrente e asciugateli con cura.

Mescolateli poi in una terrina con un kg di zucchero, la scorza di 2 limoni non trattati finemente grattugiata e il loro succo. Distribuiteli nei vasetti a chiusura ermetica, chiudeteli, e lasciateli riposare per una giornata. Versate

4 dl di grappa sui mirtilli e chiudete i vasetti, che esporrete al sole un paio di ore al giorno per una settimana, capovolgendoli ogni tanto per mescolare i frutti. Riponete i vasetti di mirtilli in luogo fresco e asciutto.

Durata 1 anno

maf@lda 14-09-11 15:20

1 Allegato/i
...e poi c'è la favolosa...fantastica...deliziosa ... da acquolina in bocca....Ricetta Tirolese:

TORTA DI GRANO SARACENO CON MARMELLATA DI MIRTILLI ROSSI

INGREDIENTI:
100 g di farina di grano saraceno
150 g di farina 00
100 g di burro fuso
300 g di zucchero (io ne ho messi 270 g)
6 uova intere
15o g di frutta secca (noci nocciole e pinoli)
1 bustina di lievito per dolci
200 g di marmellata di mirtilli rossi
zucchero a velo per spolverizzare


PROCEDIMENTO
Montare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare un po' alla volta le due farine setacciate e la frutta secca tritata finemente al mixer, mescolando con delicatezza.
Unire anche il burro fuso e il lievito e amalgamare.
Imburrare e infarinare una tortiera da 24-26 cm di diametro e versarvi il composto, quindi infornare a 170° per circa 40/55 min facendo la "prova stecchino", prima di estrarre la torta dal forno.
A questo punto lasciare raffreddare il dolce, dividerlo in due orizzontalmente, e farcirlo con la marmellata. Ricomporre la torta, spolverizzare con zucchero a velo e servire!

Il giorno dopo è ancora più buona!:)

maf@lda 14-09-11 15:39

1 Allegato/i
Grappa ai mirtilli

Ingredienti
1 kg di mirtilli di montagna
1 litro di grappa pura

Procedimento
Si mettono i mirtilli in un bottiglione e vi si versa sopra la grappa, si mette a macerare per un mese al sole agitando almeno 2 volte al giorno, poi si può filtare oppure mantenere con i mirtilli all'interno, in modo che quando la si beve si mangerà anche la polpa dei mirtilli.
Si mette a riposare per un paio di mesi al buio, agitando bene almeno una volta alla settimana se non si è filtrato...e poi si stappa!:)

maf@lda 15-09-11 11:58

1 Allegato/i
L'Angelica o Arcangelica (Arcangelicus) è un pianta erbacea delle Ombrellifere .Proprietà terapeutiche

L’angelica ha proprietà digestive, stomaciche, toniche, carminative, antidispectiche stimolanti, antispastiche. L'Angelica o Arcangelica per uso interno trova impiego nei casi di aerofagia, senso di pienezza, leggeri disturbi gastrointestinali, per stimolare l’appetito, e, inoltre, sembra favorire il lavoro muscolare e l’equilibrio nervoso. A piccole dosi ha azione eccitante sul sistema nervoso; a dosi elevate presenta azione stupefacente e depressiva. Per uso esterno manifesta proprietà antireumatiche. In medicina popolare era usato nelle affezioni bronchiali.

La droga (foglie e soprattutto radici) costituisce la materia prima per la produzione di estratti da condimento e liquori alle erbe, pertanto il suo impiego è largamente diffuso nell'industria alimentare; mentre in cosmetica viene usato come componente di lozioni, saponi, profumi.

I succhi di angelica hanno proprietà caustiche, e i danni agli operatori che ne vengono a contatto possono manifestarsi con fenomeni di irritazione, gonfiore e forte prurito, ciò a causa della presenza di furanocumarine presenti nelle cellule adiacenti a quelle epiteliali. Generalmente, le parti del corpo più colpite sono le mani. Qualora si verificassero i fenomeni descritti, occorrerà eseguire un’accurata pulizia e frequenti lavaggi con acqua e sapone; se i succhi dovessero colpire gli occhi, si consiglia di lavarli con abbondante acqua e, comunque, di consultare un medico.

Effetti terapeutici:

azione digestiva;
usata contro l' areofagia.

Mattone 15-09-11 13:03

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 30305278)


E’ buono per: Emorragie, Emorroidi, Mal di gola, Indigestione, Spasmi intestinali.


AVVERTENZE
E' preferibile non fare in casa dei preparati erboristici a base di ruta in quanto tossica ma utilizzare prodotti già pronti acquistati presso i negozi specializzati.

AVVERTENZE 2.
Normalmente il medicamento si spalma sul "problema" con un pennello morbido. :yes:

In caso di più patologie contemporaneamente (Emorroidi, Mal di gola) si consiglia
caldamente di cambiare pennello. :D

Mattone 15-09-11 13:06

Mafalda, perdonami. :ave:

Lo so che ti sto diventando rapidamente antipatico. :(

Me ne dispiace moltissimo, ma la battuta ...è la BATTUTA ;)
e non si può perdere l'occasione. :no: :ave:

maf@lda 16-09-11 08:47

2 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Mattone (Messaggio 30381241)
Mafalda, perdonami. :ave:

Lo so che ti sto diventando rapidamente antipatico. :(

Me ne dispiace moltissimo, ma la battuta ...è la BATTUTA ;)
e non si può perdere l'occasione. :no: :ave:

....A parte che in due anni di Amaca ho sempre pensato il contrario:o:censored::cool:......mmmhhhh h.......questa volta te la cavi con 2 bicchieri di acqua Tamerici , 2 bicchieri di acqua Torretta, 2 bicchieri di acqua Regina e 2 bicchieri di acqua Tettuccio delle Terme di Montecatini (fra un'acqua e l'altra fare 15 minuti di pausa!)....:D:censored::D..e che la prima sia ben calda. Quando poi hai finito, dopo 1/2 ora, un cappuccino o un brodino caldo al bar dello Stabilimento. E non rincorrere per le vie del centro le reginette di bellezza!:censored::D

Terme di Montecatini presentano un'offerta completa di cure termali (dalle cure idropiniche alla fangoterapia e fangobalneoterapia, dalle terapie inalatorie alla riabilitazione termale) quale risposta naturale alla prevenzione, alla riabilitazione e al trattamento di importanti patologie.

- TERAPIA IDROPINICA

- TERAPIA INALATORIA

- BALNEOTERAPIA

- FANGOTERAPIA

- TERAPIA EPATOBILIARE

- MASSOFISIOTERAPIA

- TERAPIE FISICHE E RIABILITATIVE TERME REDI



A Monsummano, paesino vicinissimo a Montecatini Terme, c'è la Grotta Giusti, un paradiso naturale alle pendici del colle di Monsummano.
Immerso nella bellezza del paesaggio toscano, circondato dal verde di un parco secolare, il complesso Grotta Giusti è un centro termale incantevole e perfettamente attrezzato. Con una caratteristica che lo rende unico: la grotta millenaria, che avvolge l’ospite in una sauna benefica e detossinante.

Mattone 16-09-11 08:55

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 30391603)
....A parte che in due anni di Amaca ho sempre pensato il contrario:o:censored::cool:......mmmhhhh h.......questa volta te la cavi con 2 bicchieri di acqua Tamerici , 2 bicchieri di acqua Torretta, 2 bicchieri di acqua Regina e 2 bicchieri di acqua Tettuccio delle Terme di Montecatini (fra un'acqua e l'altra fare 15 minuti di pausa!)....:D:censored::D..e che la prima sia ben calda. Quando poi hai finito, dopo 1/2 ora, un cappuccino o un brodino caldo al bar dello Stabilimento. E non rincorrere per le vie del centro le reginette di bellezza!:censored::D

Che stile. :eek:
Che grazia. :eek:
Che gentilezza. :eek:

:bow: :bow: :bow:

"Altri" se la sarebbero rapidamente spicciata con 1/2
litro di olio di ricino....:(

maf@lda 16-09-11 09:07

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Mattone (Messaggio 30391701)
Che stile. :eek:
Che grazia. :eek:
Che gentilezza. :eek:

:bow: :bow: :bow:

"Altri" se la sarebbero rapidamente spicciata con 1/2
litro di olio di ricino....:(


:D:cool:Allora le conosci le acque di Montecatini:D...settembre è il periodo migliore per una vacanza disintossicante! A chi non ha impegni lavorativi la consiglio...e poi è un'occasione per gustare le specialità culinarie, in primis i funghi porcini che in qusto periodo culminano nel loro splendore.. fritti, alla griglia con filetto, con polenta, con le famose pappardelle......in questi giorni devo farci un salto al mio ristorante preferito!:o

Mattone 16-09-11 09:19

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 30391856)
:D:cool:Allora le conosci le acque di Montecatini:D...

Si, molto bene; ma ci volle ben altro...
moOOolto "ben altro"....

Poi, incredibilmente, fu superato. OK! :yeah: :yeah: :yeah:

Ma per una sorta di scaramanzia non tornai mai
più a Montecatini, perché tutto ebbe inizio lì, in
una splendente giornata di giugno..... :( :'(

maf@lda 16-09-11 09:21

1 Allegato/i
I funghi sono importantissimi nella dieta perchè contengono diverse proteine e vitamine. Non solo. Infatti sono una fonte incredibile di minerali utili e essenziali per la salute. Troviamo il fosforo che aiuta a formare le ossa, il selenio e il rame che sono dei minerali antiossidanti e il potassio che serve a mantenere un regolare ritmo cardiaco.

Si tratta di un prodotto disponibile durante tutto l’anno; infatti anche quelli secchi o surgelati sono ottimi da cucinare (rispetto a quelli freschi perdono un po’ di profumo). Quelli freschi andrebbero consumati entro le 24 ore dalla raccolta.

L' apporto calorico molto simile a quello di ortaggi comuni come l’insalata verde. Vale la pena ricordare che anche i funghi freschi, al pari dell’insalata o delle zucchine, contengono molta acqua (circa il 92%).

Inoltre, sebbene siano alimenti che danno poche calorie se li doveste friggere, l’appporto calorico aumenterà. I funghi, se inseriti correttamente nella dieta, possono arrivare a fare perdere anche 3 chili in 2 settimane.

Infine, secondo una recente ricerca compiuta da alcuni scienziati dell’Università Statale dell’Arizona e riportata all’interno de La Stampa, i funghi avrebbero anche la proprietà di aiutare il sistema immunitario. Secondo quanto emerso dai risultati dei test condotti sui topi, i funghi hanno favorito convenientemente l’attacco da parte del sistema immunitario verso agenti patogeni

maf@lda 16-09-11 09:35

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Mattone (Messaggio 30392048)
Si, molto bene; ma ci volle ben altro...
moOOolto "ben altro"....

Poi, incredibilmente, fu superato. OK! :yeah: :yeah: :yeah:

Ma per una sorta di scaramanzia non tornai mai
più a Montecatini, perché tutto ebbe inizio lì, in
una splendente giornata di giugno..... :( :'(


Mi dispiace.....anch'io evito i luoghi che rappresentano brutti momenti di vissuto.....è una forma di scaramanzia. Sorridiamo quando le brutte esperienze sono passate e sono solo brutti ricordi! La vita, dopo, ha un altro sapore!

E' solo un bel ricordo il sapore delle pappardelle della nonna o della zia che tiravano la sfoglia a mano...e che avevano una prelibatezza senza confronti!

Pappardelle alla Toscana con funghi porcini
Rosolare 2 spicchi d'aglio e la cipolla tritata in 4 cucchiai di olio d'oliva e 20 g di burro, unire i funghi già lavati e affettati e far rosolare. Quando sarà evaporata l'acqua, bagnare i funghi con il vino diluito con un cucchiaio di farina. Cuocere per mezz'ora, aggiungendo un po' di brodo e, al termine, il prezzemolo. Lessare le pappardelle, scolarle al dente e condirle con una noce di burro, tre cucchiai di pecorino grattato e il preparato di funghi

maf@lda 16-09-11 09:48

1 Allegato/i
FUNGHI PORCINI FRITTI

Tagliate i funghi a fette e passateli nella farina premendo per bene. Versare abbondante olio in una padella e portare a temperatura. Adagiarci i funghi e fate friggere bene su tutti i lati. Quando sono pronti toglieteli e metteteli a sgocciolare su un foglio di carta gialla. Salare e gustare all'infinitoooooo!

maf@lda 19-09-11 15:34

L'uva è un frutto antichissimo, nel bacino del mediterraneo si coltivava già molti anni prima di Cristo, sia per consumarla così com'è, sia per produrre il vino, in primo luogo è un'ottimo rimineralizzante, disintossicante, diuretica e lassativa (contro la stitichezza).







Questo frutto è molto adatto per chi soffre di anemia, durante e dopo una convelescenza o uno sforzo fisico, per riprenderci al meglio, quindi in ogni caso quando siamo stanchi e spossati fisicamente e mentalmente, durante la gravidanza e l'allattamento, per chi soffre di dolori reumatici, artrosi, per chi è in sovrappeso o obeso, per chi vuole depurare l'intero organismo, per la pressione alta, per ringiovanire e contrastare i problemi della pelle e per chi vuole mantenersi fresco e giovane, in quanto stimola tutto l'organismo. L'uva fluidifica anche il sangue, in quanto inibisce l'aggregazione piastrinica, contiene flavonoidi e polifenoli che contrastano l'azione ossidativa dei radicali liberi che sappiamo responsabili dei danni a livello cellurare che portano malattie anche gravi come i tumori.

maf@lda 19-09-11 15:47

1 Allegato/i
La Phytolacca americana (Uva Turca) è una pianta arbustiva perenne,con fusto eretto e una grossa radice a fittone. È una pianta che può raggiungere agevolmente i due metri di altezza.
Presenta foglie alterne di forma lanceolata.I fiori sono di colore bianco disposti in racemi.

Questa pianta contiene fitolaccina, saponine, tannino, mucillagine, amido.
Viene utilizzata in modo sicuro in Omeopatia come antiluetico atossica, emetica, emocatartica, purgativa, antireumatica, eccitatrice delle ghiandole.
In erboristeria non viene utilizzata.
Veniva usata come colorante per il vino,e le foglie venivano consumate come alimento dopo diverse bolliture.

Le fitolacche contengono diversi composti tossici, tra cui saponine, la fitolaccatossina (o fitolaccina), un alcaloide presente soprattutto a livello delle radici e la fitolaccigenina nelle foglie. Le bacche sono innocue.

Nell'uomo:
l'ingestione di piccole quantità di radici o di foglie arrossate può provocare conati o vomito dopo qualche ora. Questi sintomi possono essere seguiti da dispnea, spasmi, senso di prostrazione, tremori, diarrea acquosa profusa (spesso accompagnata da sanguinamento) e talvolta convulsioni. Se vengono ingerite dosi massicce, soprattutto con le radici, in seguito ai sintomi sopraelencati sopravvengono paralisi degli organi respiratori e altri effetti narcotici, portando alla morte la persona avvelenata.

Nei cavalli:
coliche, diarrea, paralisi respiratoria

Negli animali domestici:
coliche, vomito, diarrea; difficoltà di deambulazione e tremori

maf@lda 21-09-11 09:38

1 Allegato/i
Uva spina - Fam. Grossulariacee

L'Uva spina è molto diffusa in tutti i continenti dell'emisfero settentrionale, principalmente nelle regioni a clima freddo dell'Europa centro-settentrionale.
Soltanto in questi ultimi anni si assiste alla ripresa della coltura dell'uva spina: in Europa occidentale ancora a livello amatoriale, mentre in Europa centrale sono già presenti estesi impianti specializzati. La maggior parte della produzione è destinata alla trasformazione: confetture, gelatine, frutta sciroppata.


Le proprietà medicinali dell'uva spina sono notevoli; nei paesi dell'Europa orientale estratti o infusi di fiori, frutti e radici vengono impiegati per[B][I][COLOR="Red"] l'azione rimineralizzante, digestiva, diuretica e decongestionante del fegato.

Le foglie hanno proprietà astringenti, antireumatiche e diuretiche; I frutti, ricchi di vitamina C , sono astringenti, diuretici e dissetanti ottimi anche per curare l'artrite e le malattie della pelle.



COME SI PREPARA PER LA CONSERVAZIONE

Le radici, i frutti e le foglie si essiccano in forno, a temperatura tiepida, e si conservano in vasi oppure in scatole di cartone, ben al riparo dall'umido e dalla luce.



UN VINO APERITIVO:

far macerare in un litro di vino rosso 30 g di frutti freschi oppure 15 g di frutti secchi per 8 giorni. Poi filtrare con un telino, facendo attenzione a spremere con molta cura. Berne un bicchierino un po' prima dei pasti principali del giorno.



UN BUON LASSATIVO:

versare un cucchiaino di foglie in una tazzina da caffè di acqua calda e coprire. Filtrare dopo 5 minuti circa. Bere alla sera prima di coricarsi per la notte. Al mattino, il beneficio sarà assicurato.



CONTRO LA DIARREA:

versare in mezzo litro di acqua calda 3 cucchiai di foglie e far bollire per 5 minuti. Filtrare e berne 2, 3 tazzine al dì.



UNA CURA DIMAGRANTE:

versare in mezzo litro di acqua fredda 2 cucchiai di radici e far bollire per 15 minuti. Filtrare e bere al mattino.



PER DEPURARE L'ORGANISMO:

versare in mezzo litro di acqua fredda 20 g di frutti e far bollire per 10 minuti. Filtrare e berne una tazza al mattino a digiuno e poi una alla sera.



PER STIMOLARE L'APPETITO:

spremere dei frutti freschi e berne il succo, in ragione di un bicchiere un quarto d'ora prima dei pasti principali.

maf@lda 23-09-11 09:36

1 Allegato/i
L`uva è una delle migliori fonti di energia presenti in natura. Una vera miniera di sostanze "anti-ossidanti" e "nutrienti", infatti è ricca di vitamine, polifenoli, sali minerali, zuccheri, fibre, acidi della frutta.
Questo eccezionale frutto viene impiegato nel settore della cosmetica in prodotti a base di estratti di uva e vinaccioli per rendere la pelle più morbida, darle un colorito più chiaro e soprattutto per prevenire i danni dovuti ai radicali liberi principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo fotoindotto e cronologico.

La buccia
Nella buccia dell'uva sono infatti presenti importanti sostanze con proprietà anti-ossidanti quali i polifenoli, i flavonoidi e le antocianine mentre nei semi, detti vinaccioli, è presente l'acido linoleico, che è un acido grasso essenziale che contribuisce a mantenere la corretta idratazione della pelle e svolge un'importante azione rivitalizzante anti-age

I semi dell'uva rossa
Altra importanti molecole, contenute nei semi dell'uva rossa, sono le Proantocianidine che possiedono (tra le molteplici caratteristiche) un'interessante proprietà: sono dei radical scavenger, in grado, cioè, di catturare" i radicali liberi neutralizzandoli e rendendoli non più dannosi per le cellule del nostro organismo.
Le proantocianidine sono considerate, da molti ricercatori, uno dei gruppi più interessanti tra gli antiossidanti di origine vegetale, anche 15-30 volte più efficaci della vitamina E e degli altri antiossidanti classici.


Il mosto d'uva
Il mosto d'uva rallenta l'invecchiamento cutaneo grazie al suo elevato potere antiossidante.
Inoltre protegge l'epidermide dalle aggressioni dei raggi UV.


Gli zuccheri
Gli zuccheri dell'uva (glucosio e fruttosio) garantiscono un costante apporto di idratazione della cute.


Polpa e buccia
Dalla polpa e dalla buc*cia dell'uva si ricava un trio di ele*menti antiage (resveratrolo, picnogenolo e procianidoli) capace di contrastare i radica*li liberi e stimolare la sintesi del collagene, favorendo così il ricambio cellulare.


I vinaccioli
I vinaccioli spremuti invece fanno ottenere un olio ricco di acidi grassi polinsaturi, che hanno notevoli pro*prietà emollienti e idratanti ottimi anche per le pelli delicate e sensibili.

Gli estratti d'uva
Gli estratti d'uva nutrono e idratano la pelle, levigano e esfoliano dolcemente (grazie agli idrossiacidi della frutta: acido tartarico, malico e citrico).

maf@lda 23-09-11 11:00

1 Allegato/i
L'olio di semi di vinacciolo si estrae dai semi dell'uva (vinaccioli).
Ha in genere il solo problema di essere raffinato (perché se spremuto a freddo ha un costo proibitivo, spesso superiore ai 40 euro al litro e fra l'altro sarebbe inadatto ai prodotti da forno perché con punto di fumo basso, vista l'instabilità dei polinsaturi; se raffinato la situazione migliora e il punto di fumo è attorno ai 245 °C); quindi è analogo ad altri oli raffinati come l'olio di girasole o di arachide (punto di fumo, se raffinato, attorno ai 225 °C).

In genere non ha retrogusto e non copre il sapore degli alimenti
.
In sostanza un olio di seconda scelta, accettabile, ma non certo paragonabile a un olio d'oliva extravergine. Basti pensare che il suo impiego principale è in cosmetica, per esempio come olio per massaggi.

All'olio di vinaccioli vengono attribuite proprietà ipocolesterolemizzanti. In effetti gli acidi grassi omega-sei si sono dimostrati efficaci nel ridurre il tasso di colesterolo ematico, abbassando i livelli plasmatici della frazione buona HDL e di quella cattiva LDL.

La ricchezza di antiossidanti contribuisce ad esaltarne le proprietà protettive sulla salute del sistema cardiovascolare, a patto, però, che venga consumato a piccole dosi, sia per evitare di assumere troppe calorie (il conseguente sovrappeso ne annullerebbe tutte le virtù), sia per non eccedere con l'apporto di omega-sei (che, quando non adeguatamente compensati da una dieta ricca di pesce, favoriscono la produzione di eicosanoidi cattivi).

Il contenuto in vitamina E è modesto se paragonato a quello di altri oli vegetali, come l'olio di germe di grano, di mais, di soia o di girasole. La mancanza dell'effetto antiossidante di questa vitamina è comunque ampiamente compensato dalla ricchezza in polifenoli, caratteristica peculiare e pressoché esclusiva dell'olio di vinaccioli.

Anche in campo cosmetico se ne sfrutta l'azione antiossidante, che protegge la pelle dall'invecchiamento precoce, dagli agenti atmosferici e dai radicali liberi. L'olio di semi di vinaccioli applicato sulla cute ha anche proprietà astringenti, rassodanti e stimolanti sulla microcircolazione capillare.





CONSIGLIATO
Come protettore della pelle per l'elevato effetto antiossidante, contro radicali liberi e agenti atmosferici; indicato per le proprietà astringenti e rassodanti; per stimolare la microcircolazione capillare cutanea.
Come sostituto dell'olio extravergina di oliva, per fritture leggere.

maf@lda 26-09-11 09:55

1 Allegato/i
L'uva è un frutto antichissimo.
Tracce dei suoi semi carbonizzati risalenti al Mesolitico (7.000 a.C.) sono stati infatti ritrovati sia in Italia che in Francia. Per moltissimi secoli l'uva è stata utilizzata per fare il vino e soltanto alla fine del XVII secolo incomincia a comparire come frutto nelle tavole dei nobili per poi diventare, col passare dei secoli, un alimento popolare.
Anche se altamente calorica ( circa 70 calorie per 100 gr) l'uva è ricca di elementi essenziali per il nostro benessere come i polifenoli; inoltre ha un effetto benefico sul sistema cardiovascolare, sui nostri reni ed un alto potere depurativo.
Evitate i grappoli acerbi perchè, una volta recisa, l'uva non matura più. Secondo l’uso che si vuole fare dell’uva conviene scegliere qualità differenti: Baresana, Italia, Moscato, Regina, Pizzuttello e Zibbibbo per il consumo a tavola.
Per la conservazione in alcool, acquavite ecc. sono adatte uve dalla buccia consistente e dalla polpa asciutta (es. Zibibbo o Pizzutello bianca o nera).
Si conserva in frigorifero per non più di una settimana nella cassetta per la frutta racchiusa in un sacchetto di plastica.


Buonissima la Schiacciata con L'Uva che si fa in Toscana:

kg 1 di uva nera da vino
gr 350 di farina
gr 20 di lievito di birra
1 bicchiere di acqua tiepida
8 cucchiai di zucchero
olio extravergine d'oliva
sale

Nell'acqua tiepida sciogliere il lievito. Impastare la farina con acqua, metà zucchero, 4 cucchiai d'olio e un pizzico di sale. Far lievitare per 1 ora. Suddividere l'impasto in due parti, una più abbondante per il fondo e l'altra per la copertura. Stendere la pasta piuttosto sottile ed adagiarla su di una teglia d'alluminio con il bordo alto, avendo cura che debordi dalla teglia. Riempire con chicchi d’uva ben lavati e asciugati e cospargere con 2 cucchiai di zucchero e 2 d'olio. Ripiegare i bordi del dolce verso l'interno e stenderci sopra il secondo strato di pasta. Con le dita creare delle fossette sulla pasta avendo cura di non bucarla. Distribuirvi sopra l'uva rimanente e cospargere ancora d'olio e zucchero. Cuocere in forno a 180° per 1 ora.


maf@lda 27-09-11 09:00

1 Allegato/i
La dieta dell’uva.
L’uva è un frutto molto buono e salutare per il nostro organismo; in generale è molto ricco in zuccheri e quindi molto nutriente.
Alcune persone utilizzano questo frutto per dimagrire. Ma fanno davvero bene?
Mangiare solo uva durante la giornata, può fare bene, solo a persone che non hanno problemi di diabete, poichè come abbiamo detto prima questo frutto contiene molti zuccheri. Inoltre, non si può mangiare per più di 2 giorni consecutivamente poichè anche se è molto buona per la nostra salute, essa non ha tutti i nutrienti che necessitano al nostro corpo per funzionare correttamente






Se proprio volete affrontare una dieta dell’uva, potete sostituire i carboidrati che mangiate a pranzo con dell’uva: in questo modo avrete dei carboidrati a disposizione per il vostro organismo (come se mangiaste la pasta), ma l’uva ha la caratteristica di aver molta acqua e quindi a parità di peso, i carboidrati che assumerete sono minori.
Poi, l’uva contiene anche molte vitamine e alcune sostanza antiossidanti che hanno un ruolo fondamentale per combattere molte malattie, tra cui l’invecchiamento precoce delle cellule, il cancro e molte altre ancora.

Può essere mangiata anche la sera ( ma solo la sera), al posto della nostra cena.Altre motivi che spingono le persone ad intraprendere una dieta basata sull’uva (nel senso di cui abbiamo parlato prima), è che essa aiutare il nostro stomaco nelle sue funzioni principali, ed è quindi raccomandata per coloro che hanno problemi di stipsi.
Ottima inoltre per coloro che sono un poco esauriti e denutriti; e per coloro che hanno alcuni problemi all’apparato respiratorio. Libera con sicurezza lo stomaco e l’intestino dal catarro (gastriti ed enterocoliti). Giova moltissimo nelle malattie del fegato, della cistifellea e dei reni.

maf@lda 28-09-11 09:35

1 Allegato/i
Il bagno alla vite rossa

Non è una vera e propria immersione nel vino, ma sicuramente un modo per far sì che il corpo entri in contatto con il nettare di Bacco nel miglior modo possibile. Questo bagno consiste in un lungo idromassaggio all’interno di una vasca di acqua, con oli essenziali ed estratti di vite rossa. Un tipo di vite la cui principale proprietà sta nell’aiutare il corpo a drenare i ristagni di liquidi, specie quelli localizzati nelle gambe. Il bagno alla vite rossa riattiva la circolazione, dando una sferzata al meccanismo naturale che il corpo ha per eliminare i liquidi e le tossine.

Il succo d'uva aiuta a rinforzare e a recuperare dalle perdite di memoria. Un nuovo studio britannico ha infatti rivelato che gli antiossidanti presenti nella buccia e nel succo dell'uva possono potenziare le capacità cerebrali e ridurre gli effetti di perdita di memoria.
“Abbiamo studiato gli effetti del succo d'uva su 12 pazienti dai 75 agli 80 anni che soffrivano di perdite di memoria a breve termine”, ha spiegato Robert Krikorian, ricercatore a capo dello studio. “I partecipanti sono stati divisi in due gruppi, uno dei quali ha bevuto succo d'uva puro al 100% per 12 settimane”. Al termine del periodo, i ricercatori hanno misurato le capacità di memoria dei partecipanti. “Nonostante in partenza i due gruppi avessero simili problemi di memoria, il gruppo che aveva bevuto il succo d'uva aveva risultati migliori nel mantenimento della memoria spaziale, non verbale e a breve termine. Si tratta di incrementi significativi, che mostrano risultati veramente incoraggianti. Questo studio mostra come la dieta, in particolare una ricca di frutta e vegetali, può aiutare a mantenere una buona memoria, soprattutto per chi ha un'età avanzata”.

maf@lda 29-09-11 10:05

1 Allegato/i
I rimedi naturali per
l'influenza stagionale



L'’Echinacea è uno dei fitocomplessi più importanti da utilizzare in chiave preventiva, anche se sarebbe più opportuno parlare di Echinacee al plurale.

Possono essere impiegate, infatti, tre specie diverse (Echinacea angustifolia, purpurea e pallida) tutte originarie delle praterie del Nord America che risultano equivalenti dal punto di vista dell’efficacia. Per comodità espositiva userò il termine al singolare.

Le tribù nordamericane (Comanche, Dakota, Sioux) utilizzavano l’Echinacea per passare indenni i rigidi inverni locali e anche localmente per curare le ferite. Gli studi scientifici sulla sua fondamentale azione preventiva sono iniziati negli anni ’70 in Germania. In breve l’Echinacea comprende tre categorie di principi attivi che agiscono in sinergia potenziandosi reciprocamente: 1) gli alchilamidi, una categoria di principi attivi che agisce sui macrofagi (cellule mononucleari tissutali che inglobano microrganismi, cellule infette, danneggiate o
vecchie) responsabili della prima linea difensiva nei confronti di batteri e virus; 2) alcuni polisaccaridi che stimolano la produzione delle immunoglobuline, lavorando quindi a livello immunitario in maniera più selettiva; 3) i composti fenolici che svolgono un’attività antivirale.

L’azione sinergica di queste tre categorie di principi attivi opera a largo spettro su prevenzione e trattamento di tutte le malattie da raffreddamento, quindi raffreddore, influenza, faringite, infezioni recidivate alle prime vie aeree soprattutto in età pediatrica che comprendono riniti, faringotonsilliti, otiti, tracheiti, bronchiti, laringiti, sinusiti. L’Echinacea è inoltre attiva anche in alcuni processi infettivi e ferite cutanee (erpes, linfangiti dopo mastectomia).

Prove scientifiche. Dalla sezione dedicata alle Malattie infettive della rivista scientifica The Lancet appendiamo che un gruppo di lavoro coordinato dal dott. Craig Coleman ha considerato 14 differenti studi in cui l’Echinacea veniva utilizzata in chiave preventiva. La revisione critica dei suddetti studi, che in termini tecnici viene definita ‘metanalisi’ è stata pubblicata nel 2007 ed ha registrato una diminuzione pari al 65% delle malattie da raffreddamento nei soggetti che avevano assunto a scopo preventivo preparati a base di Echinacea. Quando l’Echinacea veniva assunta in combinazione con la vitamina C, sia naturale che di sintesi, l’incidenza delle manifestazione della rinite, ovvero del banale raffreddore, si riduceva addirittura dell’86%

Posologia. In commercio esistono molti preparati a base di Echinacea, anche se è da prediligere la materia prima ottenuta da pianta fresca e, in particolare, la tintura madre (in pediatria si preferiscono altri preparati su base non alcolica).

La posologia media di tintura madre raccomandata per un adulto è di 25 gocce al risveglio, sciolte in un po’ d’acqua, da assumere a partire da settembre /ottobre fino a marzo. In genere si consigliano cicli di 20 giorni al mese con una pausa di 10 gg, per evitare fenomeni di assuefazione da parte dell’organismo e per non stimolare in maniera continuativa le ‘sentinelle’ del sistema immunitario.

maf@lda 30-09-11 09:42

1 Allegato/i
ANAS BARBARIAE

Il preparato omeopatico più popolare utilizzato per la prevenzione delle malattie da raffreddamento è Anas barbariae, il cui nome deriva dall'omonima specie di anatra, portatrice sana del virus influenzale.

Si tratta di un preparato ottenuto dalla diluizione e dinamizzazione di estratto di fegato e cuore di Anas barbariae.

Solitamente si consigliano tre mesi consecutivi, da settembre a novembre, proseguendo la prevenzione, soprattutto per i soggetti a rischio cioè bambini e anziani, fino a marzo, riducendo però la frequenza di assunzione delle dosi

maf@lda 30-09-11 16:49

1 Allegato/i
Shitake

Fungo proveniente dall'Asia, è studiato da tempo nelle università di tutto il mondo. Presente e commercializzato come complemento alimentare anche in Europa, si è dimostrato efficace nella stimolazione del sistema immunitario, in particolare contro i virus, e nel trattamento di alcuni tumori.
Si possono preparare delle zuppe prelibate! Ottimo rimedio per prevenire le infezioni virali.

maf@lda 30-09-11 16:51

1 Allegato/i
Pau d'arco o Lapacho

E' uno dei rimedi della foresta vergine più conosciuti, in Brasile si chiama "albero divino".
Le proprietà terapeutiche del Lapacho erano già note centinaia d'anni fa alle popolazioni indigene del Sudamerica e ancora adesso è molto popolare come una pianta dai molti usi dalle molte proprietà.
La sua popolarità in occidente fa seguito a incoraggianti notizie sull'uso del Lapacho per curare malati di cancro e leucemia. Molte proprietà sono dimostrate scientificamente, le più importanti sono: antitumorale, antivirale, antimicrobica, antinfiammatoria, antiparassitaria, antifungica.
I medici e i naturopati che hanno studiato e sperimentato a lungo il Pau d'Arco, già usata senza problemi dagli Inca, concordano nell'affermare che può essere consumato in modo sicuro da uomini, donne e bambini.
Si utilizza in decotto due volte al giorno per prevenire le malattie virali.

maf@lda 03-10-11 10:34

1 Allegato/i
Rosa canina

Proprietà: vitaminizzante, antiinfiammatoria, anitallergenica, diuretica, astringente.


Nel dettaglio, è utile per ottimizzare la circolazione del sangue e per i soggetti allergici, stimola le difese immunitarie a livello respiratorio, aiutando a combattere qualsiasi tipo di infezione, dal raffreddore all'influenza, alle malattie virali.

Stimola la eliminazione delle tossine tramite l'urina senza irritare i reni. Raccomandata anche per infiammazion dei reni o della vescica. Eliminado le accumulazioni di acido urico, aiuta anche la gotta e i reumatismi.
Grazie alla presenza di tannini, sostanze che hanno proprietà astringenti, risulta efficace nella cura delle diarree.
E' un eccellente tonico per l'esaurimento e la stanchezza, aiuta a sconfiggere lo stress, e per questo è indicata nelle convalescenze.
È un ottimo antiossidante, esplicando un'azione antitossica e antinquinamento. La Vitamina C è la vitamina purificatrice e disintossicante.

Oltre all'azione disintossicante, ha un forte effetto sulla qualità del sangue, accrescendo l'assorbimento del ferro nell'intestino, equilibrando il livello di colesterolo e contribuendo alla produzione di emoglobina; inoltre rende attiva la vitamina B9 (acido folico) ed ha un leggero effetto antistaminico.
Secondo il premio Nobel Linus Pauling, assunta in forti dosi, previene e combatte, in caso di malattia, la crescita cancerogena.

I piccoli frutti della Rosa Canina, pianta selvatica dei boschi europei e dell'America tropicale, risultano essere le "sorgenti naturali" più concentrate in Vitamina C, presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto agli agrumi tradizionali (arance e limoni) e per questo in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell'organismo. (100 grammi di cinorrodonti contengono la stessa quantità di vitamina C o acido ascorbico contenuta in 1 chilo di agrumi). I Bioflavonoidi, presenti nelle polpa e nella buccia di numerosi frutti, esercitano un'azione sinergica alla Vitamina C, favorendone l'assorbimento da parte dell'organismo.

Poiché la vitamina C (conosciuta anche con il nome di acido ascorbico) non può essere sintetizzata direttamente dall'uomo ( a differenza di quanto avviene per gli altri animali) essa deve essere introdotta o con gli alimenti, se la dieta è buona ed equilibrata, o con l'integratore alimentare, nei casi in cui l'alimentazione è carente di vitamina C, come normalmente succede. (Lo stile di vita occidentale, l'inquinamento industriale, l'influsso di apparecchi elettronici e il fumo di sigarette sono tutti fattori che aumentano il nostro fabbisogno di vitamina C per cui una integrazione è praticamente necessaria nella vita anche del più salutista di noi!).

Quando andate a fare delle passeggiate e incontrate i cespugli di rosa canina ricchi di cinarrodi, raccoglietene un po’. Potrete mangiarli sul posto, spremendo quelli più morbidi come se fosse dentifricio e avendo l’accortezza di trattenere i “semini” (che possono irritare le pareti dell’intestino).

Oppure, una volta a casa, si possono essiccare e quindi utilizzarli per fare dei macerati ricchi di vitamina C (basta mettere a bagno in acqua tiepida alcuni cinarrodi precedentemente spezzettati, e lasciarli per alcune ore : in questo modo si evita di rovinare la vitamina C, che si denatura facilmente con le alte temperature e a contatto con l’aria). Si usano anche per fare marmellate, gelatine e composte.
Nel 18° secolo si usava produrre una purea a partire dai frutti (cinarrodi).


Uso: in fase preventiva dell'influenza, 20-30 gocce di Macerato Glicerico, diluite in acqua, prima dei pasti per20 giorni al mese per 2-3 mesi. Nel trattamento dell’influenza, 40 gocce, 2 volte al dì. Negli adolescenti e anziani, la dose va ridotta di 1/3, nei bambini la metà.

maf@lda 03-10-11 16:14

1 Allegato/i
BEVANDA RINFRESCANTE ALLA ROSA SELVATICA
Fate macerare per un giorno in acqua tiepida i petali di 10 rose, quindi colate il liquido trattenendo i petali e aggiungete il succo di un limone e di un’arancia, qualche cubetto di ananas e alcuni cucchiaini di miele. Mettete il tutto in frigo e servite freddo.


MARMELLATA DI CINARRODI DI ROSA
Cuocete in acqua bollente 200 grammi di cinarrodi finchè non diventano molli, quindi passarteli al setaccio e unire 200 grammi di zucchero. Rimettete sul fuoco e cuocete adagio, mescolando di continuo, fino a raggiungere la giusta consistenza.

maf@lda 03-10-11 16:19

1 Allegato/i
Questa rosa selvatica è l’ideale per la preparazione di creme e maschere di bellezza, grazie alla sua azione levigante e tonificante per la pelle.

Con i petali freschi della Rosa canina si ottiene la famosa acqua di rose, utile per combattere la couperose, le rughe e altri inestetismi della pelle

maf@lda 03-10-11 16:21

1 Allegato/i
Nella terapia con i fiori di Bach, la rosa canina (wild rose) è indicata per coloro che sono affetti perennemente da stanchezza o, meglio, pervasi da noia e disinteresse verso qualunque cosa.

Si tratta di individui apatici, rassegnati rispetto a qualunque aspetto della propria esistenza che non intravedono, nè desiderano, alcuna possibilità di cambiamento.

Fisicamente sono persone spesso pallide, dalla pelle avvizzita, la voce bassa e monocorde. Tendono ad avere la pressione bassa e a soffrire di depressione; accusano spesso sonnolenza.

La rosa canina, è la specie di rosa selvatica maggiormente diffusa in Italia, ove cresce spontanea in boschi e siepi. E’ un arbusto che raggiunge altezze comprese fra uno e due metri i cui fusti legnosi sono ricoperti di spine; i fiori dai grandi petali rosati fanno la propria comparsa in tarda primavera

Fu Xi 03-10-11 16:30

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 30552826)
....preparato omeopatico più popolare utilizzato per la prevenzione delle malattie da raffreddamento....

il nulla..

Ma mai possibile curare i malati con il "nulla"?

maf@lda 03-10-11 16:49

1 Allegato/i
Citazione:

Originalmente inviato da Fu Xi (Messaggio 30582711)

C'è chi ha cieca fiducia......! Io, personalmente, li ho trovati inefficaci!
:cool:Tanto per inserire un'informazione in più!

La rosa canina si chiama così perché alla sua radice veniva attribuito un effetto antirabbico.

Ha avuto un ruolo importante nella fornitura di vitamina C ai bambini britannici durante la seconda guerra mondiale in sostituzione della fonte normale degli agrumi.

I decotti sono efficaci in caso di diarree e di problemi diuretici.
I decotti così come le tisane sono inoltre molto indicati come cura preventiva e curativa contro l´influenza. Si consiglia di assumere 1 tazza di tisana 3 volte al dì.

Fu Xi 03-10-11 17:36

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 30583063)
C'è chi ha cieca fiducia......!.....

...


se per le pseudomedicine è questione di fiducia e zero test di efficacia

stammobbenneee


la fede e la fiducia le lascerei alle religioni

maf@lda 04-10-11 16:21

1 Allegato/i
La propoli è costituita essenzialmente da una miscela di composti di natura aromatica e fenolica arricchita da numerose sostanze molto eterogenee tra loro (acidi grassi, terpeni, aminoacidi, vitamine, sali minerali ecc.) la cui distribuzione percentuale è molto variabile in funzione delle stagioni, del tipo di vegetazione.

Numerose sperimentazioni hanno dimostrato sia in vivo che in vitro la capacità della propoli in soluzione alcoolica alla concentrazione dal 10 al 20% di inibire lo sviluppo di vari ceppi batterici Gram positivi (Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycocter¡um tubercolosis, Bacillus alvei, B. alvei, B. larvae, B. subtilis e numerose salmonelle ). Tali proprietà possono essere più o meno evidenti a seconda della presenza nella propoli di acido benzoico, acido ferulico, galangina e pinocembrina le cui proprietà antibatteriche anche a basse concentrazioni sono da tempo note

Proprietà fungicide
I preparati a base di propoli sono risultati particolarmente attivi contro infezioni da Candida, saccaromiceti, tricofili, e microspori in grado di provocare numerose affezioni parassitarie (micosi) sull'uomo e gli animali. Tale azione sarebbe dovuta alla presenza di acido caffeico, pinocembrina, pinobaucsina e benzii-p-cumarolo.
La propoli svolge azione fungicida anche nei riguardi di alcuni funghi che attaccano il mondo vegetale.

Proprietà antivirali La Propoli svolge un'azione di inibizione nei confronti di alcuni tipi di herpers, il corona virus e circa 10 tipi di infezioni virali.
Tale proprietà sarebbe dovuta essenzialmente alla frazione idrosolubile della Propoli.

Proprietà cicatrizzanti
Da sempre la propoli è stata impiegata sottoforma di unguento come cicatrizzante grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe.

Proprietà immunostimolanti
L'impiego della propoli potenzierebbe l'azione dei vaccini (come quelli contro il tifo e paratifo) come evidenziato da numerosi studi effettuati sui vitelli.

Proprietà vasoprotettiva
Sempre grazie aviazione dei flavonoidi che costituiscono il cosiddetto 'fattore P' la propoli svolgerebbe un'azione di prevenzione della permeabilità e fragilità capiliare.

Proprietà antiossidanti e antiirrancidenti

Controindicazioni
Fino ad oggi non è stata registrata nessuna significativa controindicazione nell'uso della propoli ad eccezione di alcuni casi di Ipersensibilità e di sensibilizzazione manifestatesi in soggetti tendenzialmente allergici, manifestazioni messe in relazione all'abbondante presenta di allergeni nelle resine delle piante da cui le api traggono la propoli.

maf@lda 05-10-11 10:47

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La propoli è utile nelle malattie da raffreddamento delle prie vie aeree quali raffreddore e mal di gola essendo uno dei migliori antibatterici naturali, la cui attività è di tipo sia batteriostatico, cioè capace di danneggiare i batteri ma non di ucciderli, sia battericida, cioè capace di distruggere i germi con cui viene a contatto.

La su azione è molto valida su molti ceppi di virus, tra cui quelli dell'influenza, del raffreddore e dell'herpes.

AZIONE IMMUNOSTIMOLANTE:
In gocce: adulti da 25-50 gocce di soluzione idroalcolica a stomaco vuoto per un mese poi cicli di 15 giorni e 15 di intervallo.
Con l’estratto secco si devono assumere da 300-500 mg al giorno sempre lontano dai pasti.

maf@lda 05-10-11 11:10

1 Allegato/i
PRODOTTI A BASE DI PROPOLI

Propoli grezza ( così come viene raccolta dall' alveare )
Per combattere efficacemente le infiammazioni del cavo orale delle vie respiratorie alte quali: Tonsille, Gengiviti, Ascessi dentari, Faringiti, Sinusiti, Raffreddori ecc.; si consiglia la masticazione prolungata ( circa mezz' ora ripetuta 3 volte al giorno) di piccoli pezzi di propoli grezza.

Soluzione alcolica di propoli al 30% ( con contagocce dosatore )
Prodotto estratto per lenta infusione e macerazione ( circa 3 mesi ) di Propoli grezzo in alcol tipo buongusto quindi filtrato. L' estratto ottenuto può essere usato per disinfezioni in uso esterno di piccole ferite, Foruncoli, Suppurazioni. Alcune gocce di prodotto puro su gengive infiammate o ascessi dentari favoriscono la guarigione e anstetizzano il dolore.

Nella dose di 5/10 gocce su zucchero o miele può essere ingerito per rafforzare le difese immunitarie dell' organismo.

Caramella alla propoli .
Caramelle con il 4% di Propoli gusto forte con spiccate proprietà disinfettanti del cavo orale.


Sciroppo alla propoli e miele di eucalipto
.
Arricchito di preziosi oli essenziali con azione balsamica dà un immediato sollievo alla gola e al naso chiuso indicato in caso di tosse e malattie da raffreddamento. Utile ai fumatori che sicuramente avranno ammorbita e calmata la fastidiosa tosse secca spesso presente e legata al vizio del fumo.


Propoli soluzione estrattiva concentrata al 30% analcolica
Estratta con un moderno procedimento a ulrasuoni priva di alcol e di qualsiasi altro solvente è a base di sola acqua, 30% di Propoli e con un leggero aroma d' arancio per rendere più gradevole il prodotto.

E' perfettamente solubile in acqua e in altre bevande, ideale per i bambini. Può essere usata come colluttorio per la disinfezione del cavo orale delle gola nella dose di 10 - 15 gocce in mezzo bicchiere di acqua, quindi effettuare sciacqui e gargarismi per circa un minuto.


Per uso esterno su ferite o brufoli con infezione usare alcune gccce di prodotto puro su un po' di cotone o direttamente sul cerotto o sulla garza usate per il bendaggio.

Diluita in acqua può essere usata per diinfezioni, tramite impacchi, di piaghe da decubito, favorendo un parziale cicatrizzazione.

A scopo preventivo ingerita nella dose di 5-8 gocce giornalere su zucchero o miele rinfoza le difese immunitarie dell' organismo e aiuta a prevenire influenza e malattie da raffreddamento. Nel caso l' influenza fosse già presente per favoririre la guarigione si consglia di usare 10 gocce di prodotto 2 volte al giorno.

maf@lda 07-10-11 09:48

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Tisana di zenzero contro influenza, raffreddore e mal di gola, petto congestionato e brividi

Niente di meglio che questo efficacissimo decotto a base di zenzero e altri rimedi naturali......efficace, adatta però solo agli stomaci (e ai palati…) più forti.

Pelate e grattuggiate un pezzo di radice di zenzero ( anche in molti supermercati).

Mettete lo zenzero grattuggiato in un pentolino con mezzo litro di acqua fredda e portate a ebollizione. Quando l’acqua bolle, abbassate leggermente il fuoco e lasciate bollire ancora per cinque minuti abbondanti.

Aggiungete quindi mezzo cucchiaino di peperoncino macinato (un po’ meno se non amate il sapore piccante) e mezzo cucchiaino di cannella in polvere. Lasciate bollire il tutto per un altro minuto.

A questo punto spegnete il gas e aggiungete due spicchi di aglio schiacciato. Lasciate intiepidire, filtrate con un colino e infine unite a mezzo bicchiere di succo di limone appena spremuto.

maf@lda 10-10-11 09:42

LO ZENZERO è il nome italiano dello Zingiber officinale, pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zinziberacee e originaria dell'Asia orientale, che ha l'aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali tuberosi, molto aromatici e dal profumo canforato, con sentore di Limone e di Citronella. La droga è rappresentata proprio dal rizoma e, per il suo profumo pungente e il gradevole sapore piccantino, viene usato in cucina come aromatizzante e stimolante della digestione, ma anche in liquoreria come correttivo e per bibite dissetanti, e nella produzione della frutta candita e di confetture e anche nell'industria della birra, specie nei paesi anglosassoni.

Anticamente lo Zenzero era oggetto di numerosi commerci e lo si poteva trovare solo essiccato, ma oggi la sua coltivazione si è diffusa in molti paesi caldi come Brasile, Messico, Africa, Indonesia, Perù, Tailandia e dovunque vi siano le condizioni adatte, cioè un clima caldo tropicale; il maggior produttore comunque è l'India, che da sola fornisce più del 35% della produzione mondiale e la velocità dei trasporti odierna fa sì che esso si possa trovare fresco anche nei nostri mercati, dove si può reperire al naturale, con la sua cuticola esterna, e allora viene chiamato Zenzero grigio, oppure il rizoma viene decorticato e commercializzato come Zenzero bianco.

Lo Zenzero è un energico stimolante per la presenza di un olio essenziale di color giallino, prodotto dalla secrezione di particolari cellule ghiandolari, dalla composizione molto complessa; la sostanza più importante è chiamata gingerolo e proprio questa dà il sapore intenso alla droga.

Il nome Zingiber deriva dall'indiano Zingibil, ma la pianta ha tantissimi nomi volgari a seconda del paese ove viene coltivata; secondo alcuni etimologisti l'origine del nome Zingiber deriverebbe dall'Arabo Zind-schabil, che significa radice.

Si ritiene che le proprietà medicinali dello Zenzero fossero già note alle antiche culture orientali, dove la droga veniva usata da sola o come componente di rimedi erboristici; inoltre è utilizzata da millenni in India e in Cina anche come spezia alimentare, soprattutto in piatti a base di carne, come condimento o in salse, per la birra e altre bevande fermentate, o per sciroppi e biscotti, e per preparare un Curry particolarmente apprezzato in India. In effetti, lo Zenzero possiede una forte attività antiossidante sui grassi e altri cibi, facilitandone così la conservazione.

Oggi lo Zenzero viene utilizzato in cucina anche in Europa, in ricette moderne adatte al nostro gusto, ad esempio per focacce, biscotti, crackers, tè aromatizzati, ma anche per condire gli spaghetti, semplicemente riscaldando leggermente un po' d'olio extravergine di oliva e versandoci lo Zenzero grattugiato e uno spicchietto di aglio tritato: il profumo e il gusto particolare dello Zenzero vi conquisteranno!

Nella medicina araba esso è considerato afrodisiaco e alcuni popoli dell'Africa ritengono che mangiare regolarmente Zenzero preservi dalle punture delle zanzare. Utilizzato per applicazioni esterne lo Zenzero ha una leggera azione revulsiva, che viene sfruttata per fare cataplasmi contro i reumatismi e nelle odontalgie.

maf@lda 13-10-11 11:59

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ZENZERO CANDITO


Pelate lo zenzero accuratamente,lavatelo e tagliatelo a fettine non troppo spesse.Mettetelo in una casseruola e copritelo d’acqua,facendolo cuocere a fuoco lentissimo per almeno mezzora o fino a quando risulterà tenero.

Scolatelo bene e fatelo raffreddare,pesatelo e rimettetelo nella casseruola con la quantità di zucchero equivalente al peso dello zenzero e con 200 ml di d’acqua.

Cuocete ancora facendolo bollire e mescolando fino a quando l’acqua sarà evaporata e fino a quando vedrete che lo zenzero avrà assunto un colore quasi trasparente.A questo punto mescolate e togliete dal fuoco.

Disponete immediatamente lo zenzero su della carta da forno e passatelo subito nello zucchero.Potete tagliarlo ancora e conservarlo in vasetti a chiusura ermetica per 2/3 mesi.


•500 gr di zenzero fresco
•500 gr di zucchero di canna e un pò di zucchero semolato per rifinire (potete usare anche quello semolato)
•200 ml d’acqua


Alcuni luoghi comuni vogliono il consumo di zenzero candito poco indicato a chi vuole mantenere la linea od ha problemi di peso e viene consigliato lo zenzero al naturale per favorire l’aumento del metabolismo, dunque la capacità da parte del nostro organismo di bruciare i grassi, in questo senso il suo consumo va incentivato, la quantità di zucchero che lo ricopre è normalmente di canna quindi più digeribile e più facilmente metabolizzato dal nostro organismo che lo trasformerà in energia e non in grassi.

La sua piccantezza non ha niente a che vedere con quella del peperoncino data dalla capsicina, in realtà nello zenzero è dovuta naturalmente al gingerolo questo, insieme ad altri oli essenziali, rende lo zenzero un ottimo antinfiammatorio.

L’ultimo consiglio è quello di diffidare dallo zenzero candito duro e troppo fibroso perché questo è sinonimo di vecchio, per questo è meglio acquistarlo in negozi che ne garantiscono uno smercio rapido e possibilmente acquistarlo confezionato per evitare che il contatto con l’aria acceleri l’ossidazione.

In Italia normalmente arriva lo zenzero candito di provenienza cinese e tailandese, personalmente preferiamo quello tailandese che si differenzia da quello cinese per una consistenza più morbida e meno fibrosa e da un sapore più equilibrato.

Va ricordato che anche l’Australia e un grande produttore di zenzero candito ma per ragioni logistiche serve il mercato americano e canadese.

Lo zenzero candito è possibile reperirlo sotto forme diverse che non influiscono sul sapore, in cubetti, a fette, in chunks(pezzettoni), in tutti questi casi la polpa è ricoperta di zucchero di canna.

Il consumo di zenzero candito è destinato ad aumentare sia per il riscontro in termini di sapore che maggiormente per quelli salutari. Infatti allo zenzero che ricordiamo è di origine asiatica, vengono riconosciute molte proprietà, tra le più famose quelle di essere un ottimo rimedio contro la nausea di qualunque tipo: gravidanza, mal d’auto, mal di mare, mal d’aria, ecc. in questi casi è consigliabile portarlo con sé e consumarlo durante il viaggio o all’insorgere della nausea. Altra caratteristica positiva è quella di essere un ottimo digestivo, dunque via libera a qualche pezzetto di zenzero candito dopo i pasti e poi ancora, è un ottimo antisettico del cavo orale dunque è consigliato all’insorgere dei primi bruciori di gola per attenuarli ed in molti casi per bloccarli. Le sue proprietà corroboranti lo rendono un ottimo coadiuvante contro l’apatia e la stanchezza regalando un senso di vigore apprezzato a tutte le età ed è anche a chi pratica sport; non potevamo non menzionare le proprietà afrodisiache riconosciute dalla medicina cinese, in questo caso lasciamo alla vostra fantasia quando utilizzarlo.

maf@lda 14-10-11 10:29

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I cachi

Il Diospiro o Kaki o Loto del Giappone è un frutto originario della zona meridionale della Cina e per questo viene detto anche Mela d'Oriente.
Più di un millennio fa si è esteso dalla Cina verso i paesi limitrofi, trovando larga diffusione nel vicino Giappone. In Europa invece é arrivato alla fine del Settecento, ma solo come pianta ornamentale.
L'interesse occidentale per questo albero da frutta risale circa al 1860, prima in Francia e successivamente in Italia, anche grazie all'importazione dal Giappone di alcune varietà pregiate.
L’albero del kaki è oggi considerato anche “l’albero della pace”, perchè dopo il devastante bombardamento atomico di Nagasaki (agosto 1945), sopravvissero soltanto alcuni alberi di questo frutto.Proprietà del frutto

I frutti del kaki hanno una polpa dolcissima, simile ad una morbida crema, tanto da meritare il nome scientifico diospyros, ossia "pane degli déi".
Il caco è un frutto energetico: apporta circa 65 chilocalorie per 100 grammi. È composto da circa il 18% di zuccheri, il 78,20% di acqua, lo 0,80% di proteine e lo 0,40% di grassi, oltre ad una ragionevole quantità di vitamine (vitamina C e potassio soprattutto).

Ha proprietà lassative e diuretiche ed è sconsigliato a chi soffre di diabete o ha problemi di obesità.
Pare anche che sia un ottimo rimedio naturale sia per la tosse, che per il singhiozzo.


I cachi vengono raccolti ancora immaturi tra la fine di ottobre e dicembre, a seconda del clima, lasciando una porzione di ramo, per evitare così la maturazione sull'albero e la successiva caduta. In seguito il caco, per divenire gradevole al palato, deve maturare finché non raggiunge la giusta consistenza. Appena raccolto infatti, ha un contenuto elevato di tannino, che non risulta gradevole al palato.
I tannini sono composti polifenolici comuni nelle piante, che reagiscono con la saliva dando il tipico sapore di astringenza.
I tannini, comunque, scompaiono dopo qualche tempo, grazie ad un’ulteriore maturazione chiamata ammezzimento (maturazione a 30 gradi, in cassette di cachi alternate a cassette di mele).
Non basta semplicemente aspettare, perché se si porta troppo avanti la maturazione, il sapore ne risente, così come l’impressione generale di freschezza del frutto.

L’uso più tipico dei cachi è il consumo fresco dei frutti. Il caco è facilissimo da mangiare: lo si taglia a metà e poi si mangia la polpa con un cucchiaino. In alcune regioni del mondo, in Giappone soprattutto, i cachi si essiccano. In occidente, invece, si preparano anche creme e confetture. Il suo sapore, particolare e zuccherino, gratifica i palati più sofisticati e si presta alla preparazione di golose ricette.

maf@lda 14-10-11 17:12

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MARMELLATA DI CACHI

Dopo aver lavato i cachi, togliete il picciolo e schiacciateli (buccia compresa) in una casseruola d'acciaio col fondo spesso.
Sbucciate la mela, riducetela a pezzettini e unitela ai cachi insieme al succo del pompelmo.
Portate il tutto ad ebollizione: fate cuocere per 3/4 minuti schiumando spesso.
Togliete dal fuoco e passate il composto, ancora bollente, al setaccio.
A questo punto riversate il passato nella casseruola aggiungendo lo zucchero.
Riportate lentamente ad ebollizione, in modo da scioglierlo bene.
Rimescolate spesso.
Quando, versandone un cucchiaino su un piatto, il composto scorrerà lentamente, la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza e sarà pronta.
Invasate la confettura ancora calda fino ad 1 cm dal bordo del recipiente e tappate col coperchio.
A questo punto capovolgete il vasetto per cinque minuti in modo che la marmellata, ancora bollente, sterilizzi bene tutto l'interno del contenitore.

maf@lda 17-10-11 11:02

1 Allegato/i
LE CASTAGNE


Le castagne sono un frutto atipico, poiché sono ricche di carboidrati complessi (amido) come i cereali. Sono una buona fonte di fibre, di potassio e di vitamine del gruppo B, soprattutto B1 e B6. La cottura trasforma parte dell'amido in zuccheri semplici, che ne conferiscono la dolcezza tipica.

Per centinaia di anni le castagne hanno rappersentato la principale fonte alimentare delle popolazioni degli Appennini durante l'autunno e l'inverno.

Varietà di castagne
In Italia esistono moltissime varietà di castagne: tra le più famose quelle del Mugello (certificate IGP) e di Marradi.

La distinzione tra castagne e marroni non è sempre chiara.

La castagne sono il frutto delll'albero salvatico. Hanno forma, dimensione, sapore molto variabili anche se prodotte dallo stesso albero e quindi tutta la gestione del prodotto risulta più complessa.

I marroni sono prodotti dall'albero coltivato e hanno caratteristiche più standardizzate.

Disponibilità delle casta

maf@lda 18-10-11 09:40

Come sta? Non bene? Prego si spogli e dica 33!
 
Le castagne sono il tipico prodotto autunnale: cadono spontaneamente dall'albero da settembre a dicembre, periodo nel quale vengono raccolte due volte al giorno.

I prodotti derivati, come la farina di castagne e le castagne secche, possono essere conservati a lungo e si trovano tutto l'anno.

La marmellata o crema di castagne è una marmellata preparata con la purea di castagne. Data la bassa acidità è un prodotto molto deperibile, per conservarsi bene necessita di una elevata % di zuccheri, solitamente del 60%. La marmellata di castagne è quindi un prodotto molto dolce, può essere consumata da sola insieme alla ricotta o allo yogurt, oppure per preparare dolci al cucchiaio, o come ripieno per le crepes.

Se la crema di marroni ha meno del 50% di zuccheri, come le marmellate Sì (40% di zuccheri), una volta aperta va consumata entro una settimana, altrimenti ammuffisce.

Guida all'acquisto delle castagne
Le castagne devono presentarsi sode, il guscio non deve cedere se premuto con le dita.

In genere, le castagne piccole sono destinate alla bollitura mentre quelle medie e grandi sono più adatte per essere arrostite.

Le castagne molto grandi necessitano di una cottura più attenta, specie se arrostite: si rischia di bruciare la parte esterna lasciando crudo l'interno.

Conservazione delle castagne
Le castagne possono essere trattate mettendole a bagno in acqua per qualche giorno, poi devono essere asciugate e si possono conservare in questo stato, in luogo fresco e asciutto, anche per un paio di mesi.


Possono essere congelate crude e poi scongelate e cotte immediatamente, i migliori risultati, però, si ottengono congelando le castagne arrostite e sgusciate: in questo modo si possono conservare anche per 6 mesi. Prima del consumo vanno fatte scongelare lentamente e mangiate fredde o leggermente scaldate al forno.

La farina di castagne, una volta aperta, va conservata in luogo fresco e asciutto e consumata quanto prima in quanto facilmente attaccabile dalle larve.

Le castagne secche sono disponibili in due "formati": quelle morbide, adatte per un consumo immediato ma più deperibili, e quelle dure, che vanno messe in ammollo per qualche decina di minuti prima di essere consumate.

Preparazione delle castagne
Le castagne possono essere bollite, arrostite sul fuoco o al forno.

Le castagne arrosto sono meno digeribili a causa delle imperfezioni nella cottura, che causano alterazioni dei glucidi e delle proteine, come la reazione di Maillard. Queste alterazioni sono anche responsabili dell'aroma tipico delle castagne arrosto.

Le castagne arrostite al forno tendono ad asciugarsi un po' troppo rispetto a quelle sul fuoco diretto, per limitare questo problema usate una temperatura di 220 gradi per 15-25 minuti a seconda della pezzatura. Le castagne arrosto vanno incise prima della cottura con un taglio poco profondo, di 2-3 cm di lunghezza.

Con la farina di castagne è possibile confezionare torte (castagnaccio), frittelle di castagne, crepes, mousse, polenta.

maf@lda 19-10-11 10:47

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Crema di marroni (marmellata)
Ingredienti: 1 kg di marroni oppure di belle castagne, 600 gr di zucchero semolato, essenza di vaniglia.
Lessate i marroni per 40 minuti dopo aver praticato un taglio nella buccia e eliminate le bucce e le pellicine mentre sono ancora caldi.


Mettete lo zucchero in una casseruola con mezzo bicchiere di acqua e fate bollire senza mescolare. Lasciate bollire a fuoco medio per 5 minuti circa.
Passate i marroni al passaverdure e uniteli allo sciroppo di zucchero.
Fate cuocere il tutto a fuoco basso fino a raggiungere la giusta consistenza, mescolando spesso. Unite alla fine un po' di essenza di vaniglia.
Versate nei vasetti sbollentati e chiudete subito con coperchi nuovi.





Marron Glacé
Ingredienti
1 kg di marroni grossi
500 gr di zucchero
1 stecca di vaniglia



Primo giorno
Lavate i marroni e praticate un taglio a croce sui due lati di ciascun frutto. Il taglio deve intaccare non solo la buccia ma anche la pellicina sottostante. Lessate i marroni per 1 minuto quindi sbucciateli. Se la pellicina interna non viene via facilmente, tuffate il marrone per qualche secondo in acqua bollente. Mettete tutti i marroni in una casseruola e copriteli con acqua fredda. Portate a ebollizione, abbassate il fuoco e lasciate sobbollire per 10-15 minuti.
Mettete lo zucchero in una casseruola con 3 dl di acqua e la stecca di vaniglia, lasciare bollire per 5 minuti. Mettete le castagne nella casseruola, fate riprendere l’ebollizione e spegnete dopo 1 minuto. Coprite e lasciate riposare per 24 ore.


Secondo giorno
Rimettete la casseruola su fuoco basso. Quando riprende l’ebollizione, spegnete dopo 1 minuto e aspettate ancora 24 ore.

Terzo giorno
Procedete nello stesso modo del giorno precedente: 1 minuto di ebollizione e 24 ore di riposo.

Quarto giorno
Togliete le castagne dallo sciroppo e deponetele su una griglia. Lasciatele asciugare per bene per almeno 3 ore. A questo punto rotolate i marroni nello zucchero semolato. E i vostri marron glacé sono pronti.

maf@lda 20-10-11 09:47

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IL VINO


Tra gli alcolici, il vino è la bevanda maggiormente correlata con una diminuzione dell'incidenza di fenomeni aterosclerotici e di cardiopatie. In particolare è stato dimostrato che l'assunzione continuativa e moderata di vino porta ad un aumento delle lipoproteine HDL, ad una diminuzione del fibrinogeno plasmatico e dell'aggregazione piastrinica.

La capacità di modificare questi ed altri parametri ematochimici è associata ai radicali liberi, sostanze ad attività antiossidante ed antitumorale normalmente presenti nella frutta, negli ortaggi ed anche nelle foglie del tè.

I radicali liberi sono in grado di esercitare effetti ossidanti a vari livelli in seguito all'interazione con acidi nucleici, polisaccaridi, proteine e lipidi: una volta innescatasi, la reazione è in grado di alimentarsi ed amplificarsi autonomamente producendo alterazioni strutturali e funzionali nei tessuti coinvolti.

Un elevato apporto di antiossidanti di origine dietetica può essere utile per inibire l'inizio del processo ossidativo e/o interromperne la catena di propagazione.

Accanto agli antiossidanti vitaminici (vit.C, E e carotenoidi), estremamente interessante si è rivelata la classe dei polifenoli, composti ubiquitari nel mondo vegetale e distinti in flavonoidi (catechine, procianidine, antociani, tannini e flavonoli) e non flavonoidi (derivati dell'acido benzoico, acidi idrossicinnamici, resveratrolo).

I polifenoli sono presenti in frutta, verdura, piante aromatiche come rosmarino, salvia ed origano, olio d'oliva, tè e vino: si ritrovano differentemente distribuiti in vinaccioli, polpa, bucce e raspi.

Il contenuto polifenolico dei vini bianchi è molto inferiore a quello dei rossi: 30-120 mg/l versus 200-3500 mg/l: tale differenza può essere ricondotta anche alla diversa tecnica di vinificazione impiegata.

maf@lda 20-10-11 16:31

1 Allegato/i
Una ricerca dell’Università di Siena commissionata dall’Associazione Nazionale Città del Vino conferma che il vino rosso, consumato in quantità moderata, ha effetti benefici sulla salute.

Analizzando 13 vini provenienti da diverse regioni italiane i ricercatori del dipartimento di Scienze ambientali dell’Ateneo si sono concentrati sugli effetti contro l’Helicobacter pylori, il principale patogeno della mucosa gastrica, e contro i radicali liberi: i risultati dello studio dimostrano che tutti i vini testati sono attivi contro l’Helicobacter, batterio che provoca ulcere e che è fattore di rischio di carcinoma e linfoma gastrico.

I vini siciliani si sono dimostrati i più efficaci contro questo batterio. Anche la presenza di radicali liberi dello stomaco, responsabili di diverse patologie infiammatorie, è combattuta efficacemente da tutti i vini rossi analizzati: il Cabernet e il Sangiovese toscani, il Cabernet siciliano, il Montepulciano d’Abruzzo, il Nero d’Avola, il Merlot e il Syrah di Sicilia, i vini del Salento in Puglia, la Barbera del Piemonte, il novello di Chieti, il Gutturnio.

maf@lda 25-10-11 10:39

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Le prime testimonianze sul vino nella cultura medica risalgono al V, IV secolo a.C. ad alcuni scritti di Ippocrate, che lo consigliava assieme ad altre bevande alcoliche per combattere la febbre, come diuretico, come antisettico e aiuto nelle convalescenze. E’ certo, inoltre, che per oltre duemila anni, il vino è stato l’unico antisettico utilizzato sia per disinfettare le ferite, sia per rendere potabile l’acqua.

Leggenda sulle origini del vino
Ecco una delle tante leggende sulle origini del vino: alla corte del re persiano Iamsheed, l’uva era conservata in vasi, per essere poi consumata fuori stagione. Uno dei vasi, nei quali l’uva aveva prodotto della schiuma ed emanava un odore particolare, era stato scartato perché ritenuto avariato e forse velenoso. Una delle fanciulle dell’harem, in preda ad una terribile emicrania, tentò di darsi la morte bevendo quel presunto veleno. Ma, dopo averlo ingerito, con sua grande sorpresa provò un piacevole senso di allegria a cui seguì un buon sonno ristoratore. Al suo risveglio la fanciulla informò il sovrano che, da quel momento, ordinò di produrre una certa quantità di quella nuova bevanda per berla a Corte.

Il vino nella cultura Egiziana ed Etrusca
E’ comunque difficile stabilire quando il vino, oltre da essere considerato una bevanda, iniziò ad essere utilizzato per le sue presunte virtù terapeutiche.
Presso gli Egizi il vino, come rimedio, veniva usato essenzialmente come anestetico locale.

Successivamente Plinio ne spiegò le proprietà anestetiche per l’azione dell’aceto sul carbonato di calcio, con formazione di acido carbonico, dalle leggere qualità anestetiche locali.
Anche nella cultura medica etrusca, di cui è nota la fitofarmacologia, il vino era ampiamente utilizzato, insieme al cavolo, sia come empiastro sulle ferite, le tumefazioni, gli ascessi, le lussazioni e addirittura il cancro della mammella, sia per via orale nelle malattie del fegato e della milza, nelle dissenterie e nelle coliche.

Il vino nella cultura Romana
In epoca Romana l’uso del vino quale rimedio terapeutico, divenne assai frequente, soprattutto nella preparazione di decotti a base di erbe medicinali.
Era anche utilizzato nello svezzamento: verso un anno e mezzo il bambino veniva svezzato con briciole di pane imbevute in vino dolce aromatizzato
.

La fonte più ricca e dettagliata sull’uso del vino come rimedio, è quella offerta da Galeno medico personale di Marco Aurelio, nel suo De Rimediis ove dedica un lunghissimo capitolo alla terapia con ricette a base di vino.

La medicina Occidentale fu a lungo dominata dal pensiero di Galeno e anche suoi suggerimenti terapeutici sull’uso del vino furono dogmaticamente accettati e applicati.


(L’uomo e il vino, T.R. Editrice)

maf@lda 26-10-11 09:42

1 Allegato/i
Il vino a scopo terapeutico
L’uso del vino a scopo terapeutico, in particolare nella pratica chirurgica, continuò per tutto il Medioevo.
I medici della Scuola di Bologna, che già contestavano l’opinione allora largamente diffusa che per il risanamento delle ferite fosse necessaria la suppurazione, erano convinti che una fasciatura imbevuta di vino portasse alla cicatrizzazione e alla guarigione della ferita.

Guy de Chauliac noto chirurgo del Medioevo, usava pulire le ferite del torace con lavaggi a base di vino fino a che il vino non risultasse pulito e chiaro.
Più tardi il dolore procurato dalla gamba incancrenita di Luigi XIV, il Re Sole, veniva alleviato facendo immergere la gamba in una vasca piena di vino caldo aromatizzato.

Nei secoli successivi, ancora fino alla metà dell’800, famosi clinici tedeschi consigliavano l’uso di piccole quantità di buon vino come stimolante cardiaco.

maf@lda 27-10-11 11:51

1 Allegato/i
Il vino e Louis Pasteur


Anche il grande chimico francese Louis Pasteur ebbe a che fare col vino in modo rilevante e che ne modificò la possibilità di conservazione. Nel 1862, l’imperatore Luigi Napoleone, preoccupato delle malattie e dell’inacidimento a cui erano soggetti molti vini francesi, si rivolse a Pasteur.
Questi cominciò ad osservare al microscopio i vini alterati e notò che ogni goccia di vino posata sul vetrino conteneva una quantità infinita di creature microscopiche: i batteri.

La soluzione al problema giunse quando Pasteur dimostrò che per vivere e riprodursi i batteri avevano bisogno di ossigeno, mentre se il vino restava chiuso in provetta, isolato dal contatto col l’aria, rimaneva stabile senza che i batteri prendessero il sopravvento.

Tutto ciò gli permise di individuare il batterio, presente in tutti i vini, responsabile della trasformazione in aceto. Il rimedio inventato e praticato, che da Pasteur prese il nome di pastorizzazione consiste nel sottoporre il vino per alcuni minuti alla temperatura di 60°. Questo metodo distrugge oltre il 99% dei microrganismi senza alterare il sapore e le proprietà organolettiche.

Oramai scomparso nella moderna farmacopea, il vino, in particolare il rosso, resta pur sempre un amico della buona tavola e nessun medico ne proibirà un uso moderato.

Applicazioni le possiamo ritrovare anche nella medicina araba dove il vino trova vari impieghi a scopo terapeutico, e questo uso permane in parte anche dopo la proibizione coranica. I primi studi effettuati alla fine del secolo scorso da fisiologi francesi a Parigi, dimostrarono che la tossicità dell’alcol dipendeva dalla quantità di questo nel sangue (alcolemia).

maf@lda 27-10-11 11:53

1 Allegato/i
Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone,
e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare,
e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.

Omero

maf@lda 27-10-11 11:55

1 Allegato/i
Il bronzo è lo specchio del volto,
il vino quello della mente.

Eschilo (525 a.C. – 456 a.C.)

maf@lda 27-10-11 11:56

1 Allegato/i
Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini
si allontanano dal cuore dell’uomo.

Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa)

maf@lda 27-10-11 11:58

1 Allegato/i
E dove non è vino non è amore;
né alcun altro diletto hanno i mortali.

Euripide (480 a.C.- 406 ca. a.C.)

maf@lda 28-10-11 10:13

1 Allegato/i
Bevendo gli uomini migliorano:
fanno buoni affari,
vincono le cause,
son felici
e sostengono gli amici.

Aristofane (450 a.C. – 388 a.C.)

La forza sconvolgente del vino penetra l’uomo
e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore

Tito Lucrezio Caro (98/96 a.C. – 55/53 a.C.)



Il vino prepara i cuori
e li rende più pronti
alla passione.

Ovidio (43 a.C. – 17 d.C.)

L’ebbrezza del vino uccide e fa rinascere:
piacevole è la morte che procura, ma ancor più lo è la vita

Al-Akhtal (640-710)



Vicino all’urna del vino, la ragazza è come la neve.
I suoi polsi bianchi come brina, come neve

Wei Zhuang (836 – 910)

Lo splendore della luna, colla sua luce,
ha dilacerata la veste della notte; bevi vino,
ché un momento simile non è possibile trovare;
sii lieto e pensa che molti splendori di luna
verranno l’un dopo l’altro sulla faccia della terra.

ʿOmar Ḫayyām (1048 – 1131)

maf@lda 28-10-11 16:09

1 Allegato/i
Il vin brulé nasce nel silenzio dei conventi, dove la pratica di mescolare vino, spezie ed erbe aromatiche creava veri e propri farmaci naturali. D'altro canto le qualità terapeutiche del vino e delle erbe spontanee erano note agli antichi: sui vini salutari si scriveva già nei ricettari del Medioevo.

La ricetta del vin brulé prevede questi ingredienti: 1 litro di vino rosso fermo e corposo (ad esempio Barbera d'Alba o Merlot), 2 stecche di cannella, 12 chiodi di garofano; scorza di 1 limone; 150 g. di zucchero. Si versano in una casseruola il vino, i chiodi di garofano, la cannella, la scorza di limone e, poco alla volta, lo zucchero. Si mescola a fuoco lento fino a sciogliere lo zucchero. Cuocere per 10 minuti, sempre a fuoco basso. Spegnere, filtrare con un colino e servire caldo.

Il vin brulé bevuto caldo è un ottimo "antifreddo", grazie a polifenoli e alcol che procurano una benefica vasodilatazione. E' molto efficace nel combattere malattie da raffreddamento e virosi polmonari: l'azione antivirale si deve ai tannini del vino, antagonisti naturali delle proteine dei virus. Ma la sua fama di elisir, il vin brulé, la deve anche ai principi attivi degli altri suoi ingredienti: la cannella, che tra le sue proprietà, ha anche quella di combattere gli stati influenzali; i chiodi di garofano, potenti antibatterici; le scorze di limone, antisettiche e balsamiche, utili nelle infezioni respiratorie dovute a influenze e bronchiti.

maf@lda 31-10-11 09:29

1 Allegato/i
Tra gli ingredienti naturali che possono essere d’aiuto in caso di raffreddore troviamo il grog di rafano russo preparato con un cucchiaio di rafano fresco, un cucchiaino di miele e un cucchiaino di chiodi di garofano macinati, in un bicchiere di acqua calda.

L’infusione di radice di liquirizia (può favorire l’aumento della pressione se consumata in eccesso) calma il mal di gola e la tosse.

Un altro rimedio efficace è lo sciroppo per la tosse alle cipolle preparato tritando sei cipolle bianche e mettendole a cuocere a bagno maria, su fuoco lento con mezza tazza di miele per due ore e poi filtrandolo;

il brodo di bucce di patate, fatte bollire per 20 minuti e poi lasciato raffreddare;

e i gargarismi di salvia (non indicati per i bambini sotto i due anni), preparati con due cucchiaini di foglie di salvia lasciate a bagno in acqua bollente.

Una goccia di olio di melaleuca e una goccia di olio di limone nell’umidificatore combattono le infezioni

e l’olio di menta piperita o di eucalipto con un po’ di miele favorisce la sudorazione e calma la gola (il vapore è sconsigliato in caso di asma).

Le erbe efficaci in caso di raffreddore sono la corteccia di mirica, il chinino, l’iperico, l’olmo americano, il pau d’arco, la corteccia del noce cenerino e l’infusione di achillea. Il clistere preparato con l’infusione di erba gattaia è indicato per la febbre, l’echinacea e l’idraste funzionano bene con i bambini.

maf@lda 31-10-11 15:33

1 Allegato/i
La prevenzione del raffreddore prevede un giusto numero di ore di sonno e un’alimentazione equilibrata che rinforzi il sistema immunitario.

Si raccomanda una dieta a basso contenuto di grassi, ricca di fibre e di alimenti completi. La cura comprende un’assunzione adeguata di liquidi (quelli caldi, ad eccezione del latte, sono i più adatti), inclusa l’acqua minerale e i succhi per reintegrare le perdite causate dalla febbre e l’evaporazione provocata dalla respirazione con la bocca. Il latte favorisce la produzione di muco e dovrebbe essere evitato. Il brodo di pollo fa miracoli se consumato a piccoli sorsi. Lo yogurt aiuta a rafforzare il sistema immunitario per tenere alla larga raffreddori comuni e raffreddori da fieno. L’aglio, consumato ai primi segni di mal di gola, può bloccare lo sviluppo del raffreddore grazie alle sue proprietà antivirali e antibatteriche.

Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. Gli studi sul ruolo della vitamina C nella cura del raffreddore sono contraddittori. Comunque da più parti si ritiene che l’assunzione di 1-2 g al giorno di vitamina C sia efficace nel diminuire la durata e la gravità del raffreddore. Secondo un’altra fonte la vitamina C presa in quantità che vanno dai 600 ai 625 milligrammi ogni tre ore al manifestarsi del raffreddore può curarlo rapidamente. La quantità di vitamina C raccomandata per la prevenzione e la cura del raffreddore varia da individuo a individuo. La vitamina C assunta insieme al bioflavonoide quercitina protegge dai raffreddori.

Lo zinco, preso ai primi segni di infezione, eviterà o ridurrà la durata del raffreddore
. Gli UFA (acidi grassi insaturi) riducono l’incidenza e la durata dei raffreddori. La vitamina B6 favorisce la produzione di anticorpi che difendono l’organismo dalle infezioni. La vitamina A è necessaria per mantenere sana la mucosa delle vie respiratorie. Secondo alcune fonti anche la vitamina D è utile per la prevenzione del raffreddore. Gli acidi grassi insaturi riducono l’incidenza e la durata dei raffreddori.

maf@lda 02-11-11 09:32

1 Allegato/i
Raffreddore e influenza: champagne meglio del grog?

Per combattere il raffreddore e l‘inizio dell’influenza, ecco una ricetta che i francesi ritengono molto affidabile e molto più elegante del grog: lo champagne caldo.

Per prepararlo, bisogna versare il contenuto di un bicchiere di champagne in una casseruola, aggiungere due zollette di zucchero e fare scaldare finché il liquido comincia a bollire. Poi, il liquido si raffredda un po’ lo si beve, prima di andare al letto un bel po’ di coperte.
Il paziente che beve questo rimedio suda molto durante la notte, ma l’indomani, l’influenza, garantisce chi lo ha provato, è sparita. La spiegazione è che l’azione chimica dei componenti dello champagne mescolato con lo zucchero neutralizza le tossine del raffreddore.

Comunque, per chi non apprezza lo champagne, resta il tradizionale grog : mescolare un fondo di rum ambrato, un cucchiaio di miele e due a tre fette di limone. Il rum aumenta la capacità dell’organismo a stoccare energia. Dopo avere bevuto questo beveraggio, la febbre si prevede che salga, per poi scendere completamente.

maf@lda 03-11-11 16:35

1 Allegato/i
In Cina il cibo e' nutrimento e medicina. Dalla medicina cinese tradizionale, infatti, alimenti e farmaci sono considerati rimedi che differiscono solo per la loro potenza terapeutica. Molti alimenti come riso, aceto, aglio, malto, sono catalogati come medicine.

In presenza di febbre con cefalea e dolori ossei, o prurito in gola, congestione nasale e tosse, e' necessario indurre una sudorazione piu' importante: e' utile una zuppa di taglierini oppure spaghetti di riso, grano o soia cotti con qualche cipollotto e 2 3 fette di zenzero fresco, sale e pepe. Si mangia bollente.

Nella laringite, bere succo di zenzero mescolato a succo di ravanello accelera la risoluzione. Se invece c' e' tosse con catarro eccessivo, si puo' masticare prima di coricarsi 2 3 noci e 3 fettine di zenzero, inghiottite con 2 o 3 sorsi d' acqua o brodo caldi. Ai bambini. Per l' indigestione dei bambini si mescola uno scalogno intero con 15 grammi di zenzero fresco e 9 di semi di finocchio fino a ottenere una pasta. Si spalma ben calda su una garza da porre sull' ombelico. Si puo' ripetere 2 volte al di' per alcuni giorni. Sui capelli. Nella seborrea frizionare il cuoio capelluto con una fettina (o del succo) di zenzero fresco. Con le fettine usate nella settimana si fa un decotto per l' ultimo risciacquo dopo lo shampoo.

maf@lda 04-11-11 15:41

1 Allegato/i
Per la medicina cinese l' influenza insorge quando il " corretto " equilibrio dell' organismo lotta contro il " perverso " clima che lo aggredisce


Se l' influenza asiatica, russa o cinese si prepara anche quest' anno a metterci in ginocchio, la medicina cinese puo' darci una mano per affrontare l' emergenza. L' influenza (e il corredo di sintomi che l' accompagnano) e' vista dalla medicina tradizionale cinese come espressione di una lotta tra il "corretto" e il "perverso", tra le energie vitali dell' organismo e le energie climatiche stagionali sregolate che l' aggrediscono.

Le cause. Il malessere persiste o recidiva allorche' la malefica influenza esterna (freddo, vento, umidita' ) prevale. E l' organismo approda alla guarigione quando il corretto vince, il perverso e' espulso e l' armonia e' ripristinata. Ma che fare nel concreto?

Prima cosa, apparentemente la piu' banale ma forse la piu' importante, e' non ammalarsi. Ovvero prevenire la malattia. Mantenete dunque in piena efficienza le vostre energie: con una dieta corretta (in particolare evitando gli eccessi alimentari), rafforzando le vostre difese con esercizi respiratori.

Che cosa fare. Ma chi avverte l' avanzare della sindrome influenzale come puo' affrontare, tra le mura di casa, l' emergenza? Ai primi segni di freddolosita' fatevi subito una zuppa di zenzero. La zuppa di zenzero e' efficace contro la nausea, piu' o meno violenta che accompagna o segue la febbre in molte forme influenzali. Se la febbre e' forte, se c' e' cefalea, e dolori ossei e' necesario provocare una sudorazione maggiore aggiungendo nella zuppa dello scalogno.
Occhi arrossati. Se ci sono occhi rossi, gola arrossata e dolente, e' utile un decotto di liquirizia, fiori di caprifoglio, foglie di gelso in pari quantita' ; un paio di minuti prima di spegnere aggiungete foglie di menta e bevete il tutto.

Secondo la consolidata tradizione cinese ecco alcuni suggerimenti pratici per rimediare ai disturbi influenzali. Ai primi segni di freddo; zuppa di Zenzero (far bollire 3 4 fette di rizoma di zenzero fresco in mezzo litro d' acqua per 20 minuti. Aggiungere miele o zucchero di canna e bere la zuppa calda in 2 o 3 volte). Con la febbre alta; e' salutare aggiungere alla zuppa di zenzero dello scalogno. Gola arrossata e dolente; un ottimo rimedio e' un buon decotto di liquirizia, con fiori di caprifoglio, foglie di gelso in pari quantita' ; un paio di minuti prima di spegnere aggiungete alcune foglie di menta; lasciate riposare e bevete il tutto tiepido.

maf@lda 07-11-11 16:23

5 Allegato/i
I cavoli appartengono alla famiglia delle crocifere, (il nome deriva dalle quattro foglie a forma di croce) varietà Brassica. La parte commestibile di queste piante è rappresentata dalle foglie (cavolo cappuccio, verza, cinese, cavolini di Bruxelles) o le infiorescenze ancora immature (broccoli, broccoletti, cavolfiore).
I cavoli sono un alimento molto importante poiché grazie al loro sapore caratteristico, le poche calorie e le molte proprietà, ben si prestano a essere inseriti in molte ricette. Cavoli e broccoli sono tipici ortaggi invernali, stagione in cui la qualità è migliore e i prezzi più bassi. Tuttavia sono disponibili tutto l'anno, a prezzi maggiori. Il cavolo broccolo e il cavolo broccolo ramoso, entrambi chiamati broccoli, sono due piante appartenenti alla famiglia dei cavoli la cui parte commestibile è costituita dalle inflorescenze non ancora mature.

Il cavolo contiene una grande quantità di vitamine: protovitamina e vitamina A, vitamine B1, B2, B9 (acido folico), PP, C, ( a parità di peso il cavolo rapa ne contiene più delle arance), K, U. Molto ampia la gamma di minerali: in primis fosforo, calcio, ferro, zolfo, potassio, rame, magnesio, iodo, e arsenico. Molto preziose le sue mucillagini, soprattutto per quel che riguarda la cura delle coliti ulcerose, ed altrettanto significativa la sua alta percentuale di clorofilla, che aiuta l'organismo nella produzione di emoglobina contrastando così le varie forme di anemia. Da sottolinare, in cavoli e broccoli, la presenza di antiossidanti e di indoli che si formano quando le pareti cellulari di questi vegetali vengono spezzate o dal taglio del coltello o dalla masticazione

maf@lda 07-11-11 16:35

1 Allegato/i
Il cavolo è un ortaggio che contiene vitamina C. Apporta inoltre all’organismo elementi minerali, come il fosforo ed il calcio.

Quando si pensa a cucinare il cavolo, purtroppo, viene subito in mente il cattivo odore di cui riempie la cucina, ma guardando il lato positivo si scopre che i benefici che dà al nostro organismo sono talmente grandi che vale la pena cucinarlo.

Il cavolo cotto, con l’acqua di cottura e un’eventuale aggiunta di miele è molto utile contro gli abbassamenti di voce, il raffreddore, l’asma e la bronchite.

La sola acqua di cottura è benefica in caso di diarrea e dissenteria, ma anche in caso di stitichezza.

Se durante il sabato sera abbiamo abusato di alcool e ci siamo presi una bella sbronza, per alleviare gli effetti del “giorno dopo”, è consigliabile un brodo concentrato di cavolo, gli effetti sono garantiti.

Occhi Infiammati – Orzaiolo – Congiuntivite
scaldare a vapore foglie di cavolo finche’ non sono morbide, e tiepide e applicarle sugli occhi.
Provare anche con miele sciolto in acqua bollente e fare degli impacchi.

MAL DI TESTA: Applicare impacchi di foglie di cavolo o fettine di patate crude sulle tempie.
Pediluvio in acqua calda nella quale si aggiunge una manciata di sale grosso e un rametto di rosmarino.

maf@lda 07-11-11 16:40

1 Allegato/i
Cavolini o cavoletti
di Bruxelles

(Brassica Oleracea, gemmifera).

Sono i germogli del cavolo di Bruxelles. Nonostante il nome, pare siano originari dell'Italia e introdotti in Belgio dai legionari romani.
Costituiscono un contorno molto gustoso

Descrizione Questo cavolo in miniatura, della dimensione di una noci, ha foglie di forma quasi rotonda avvolgenti che formano dei cavolini arrotondati di colore verde chiaro, uniformi, serrati.
Utilizzo principale I cavolini di Bruxelles possono essere preparati in modi molto facili e semplici; lessati e conditi come un'insalata qualsiasi. Si possono anche gratinare con besciamella, burro e parmigiano o anche in umido.
Varietà Le varietà si distinguono in tre gruppi: "nano" a germogli fitti e rotondi, "comune" vigoroso di buona qualità, "medio del mercato" a fusto medio.

Esiste anche una varietà di colore rosso ma trovarla in vendita è abbastanza difficile.
Altre varietà sono:
Varietà precoci (produzione da fine settembre a novembre), varietà semi-tardiva (produzione da novembre a dicembre), varietà tardiva e molto tardiva (produzione da gennaio a marzo).

Come scegliere
Al momento dell'acquisto devono essere compatti e duri, di colore verde brillante. L'odore non deve essere forte e penetrante, ma delicato.
Suggerimenti Per renderli più digeribili, vanno sempre scottati in acqua bollente salata 5-10 minuti a pentola scoperta prima della cottura vera e propria e scolati subito altrimenti diventano amarognoli.

Come pulire
i cavolini Eliminare due o tre foglie esterne, tagliare il torsolo di base e lavarli accuratamente perché tra le foglie si possono depositare terra e insetti.
Calorie Per 100 gr 30 calorie.
Proprietà Sotto il profilo nutrizionale, il cavolo di Bruxelles contiene buone percentuali di sali minerali (fosforo e ferro), carboidrati e proteine.

E' consigliato il consumo alle donne perché, agendo in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni, aiuta a prevenire i tumori al ****.

I cavoletti Bruxelles hanno anche proprietà antiulcera, antianemica, disintossicante (un tempo si usava somministrare l'acqua di cottura delle foglie per smaltire una forte ubriacatura).


Pare che la combinazione di tiamina (vitamina B1) e acido folico aiuti ad aumentare la concentrazione.

Celiachia Non contengono glutine.
Conservazione In frigo i cavolini si conservano per alcuni giorni, ma vanno sistemati lontano dalla frutta, che emana etilene. Possono essere cotti brevemente e poi congelati.


Che amore che sono...a grappoletti sulla pianta!:)

maf@lda 08-11-11 17:13

1 Allegato/i
Cuocere, lessare cavoli e broccolie potrebbe compromettere le loro proprietà e virtù benefiche. Due ricercatori dell'Università di Warwick hanno acquistato cavoli e broccoli ed hanno effettuato dei test per valutare l'impatto dei diversi metodi di cottura.

La lessatura è risultata il metodo di cottura con i maggiori effetti negativi sulle proprietà dei cavoli e dei broccoli: dopo mezz'ora di bollitura i broccoli avevano perso il 77% delle loro proprietà benefiche mentre per i cavoli la percentuale si aggirava intorno al 65%. Al contrario la cottura al microonde e la cottura al vapore non hanno segnalato perdite significative.
Da evitare il surgelamento di cavoli e broccoli in quanto determina una perdita del 30% del contenuto di glucosinato.

Il cavolo cappuccio crudo in insalata è buono e facilissimo da fare:
Affettare sottilmente il cavolo, condirlo con olio, aceto, sale e aggiungere i semini di Kümmel (cumino dei prati)
......è buono anche il cavolo rosso condito così, anche se rimane un po' più duro come fibra!
OK!

maf@lda 09-11-11 16:36

1 Allegato/i
Vera e propria panacea, il succo di cavolo crudo, magari mischiato a quello di carota con un po' di limone, è un vero rinvigorente nelle situazioni di estremo affaticamento e di carenze vitaminiche; utile nelle situazioni di estremo nervosismo ed eccessiva irritabilità, utile per riequilibrare le condizioni della pelle e del cuoio capelluto, per liberare l'intestino da vermi o parassiti e in caso di asma e pertosse.

Logicamente anche crudi, cavolo, e broccoli esercitano quasi le stesse proprietà del loro succo, con il vantaggio che mangiati crudi sono più appetitosi che berne invece il succo

maf@lda 09-11-11 16:39

1 Allegato/i
Il cavolo ha modesto contenuto nutrizionale, con modeste quantità di glucidi ed ancor meno di proteine. Per i composti minerali, e microelementi presenti in ampia varietà, è però molto utile per ricostituire le riserve minerali dell'organismo. Per l'elevato contenuto in fibre e per la presenza di parte cellulare vegetale ha elevato potere saziante, (pur non essendo cibo equilibrato), se unito, come è tradizione, con legumi, o carboidrati (pane o pasta).

maf@lda 10-11-11 16:24

1 Allegato/i
Il cavolo nero (Brassica oleracea L. var acephala sabellica) si presenta con foglie spesse e nervate che sembrano essere ricoperte di bolle, sono di colore verde scuro con riflessi bluastri, con bordi che possono essere lisci e arricciati a seconda della varietà. La parte centrale del cavolo nero, di colore bianco, risulta essere poco appetitosa, mentre le foglie, interamente ricoperte di bolle, hanno un sapore intenso ma più dolce rispetto ad altre varietà di cavoli. Il cavolo nero è uno dei più antichi ortaggi che rappresentano la grande famiglia dei cavoli.

Il cavolo nero sopporta benissimo le basse temperature, ma tollera anche le temperature elevate, lo possiamo trovare in commercio tutto l’inverno.
La qualità di cavolo nero migliore è quella raccolta appena dopo le prime gelate, infatti, le foglie, bollose e spesse, risultano essere molto tenere. Il sapore è decisamente migliore e la croccantezza ideale per la preparazione di minestroni e zuppe. In primavera è possibile consumare i germogli di cavolo nero, questi hanno un sapore molto particolare e possono essere preparati come i broccoli.


Il cavolo nero può essere aggiunto crudo alle insalate, ne basta poco poichè ha un sapore molto particolare e piccante. Se cotto, può essere aggiunto ad altri tipi di verdure stufate per insaporirle. Il cavolo nero dà un tocco di sapore molto particolare se stufato con la carne di maiale, inoltre, può essere aggiunto nelle frittate. Il cavolo nero è molto utilizzato per la preparazione di torte salate ed è buono anche semplicemente condito con olio e limone.
Nella cucina Toscanail cavolo nero è l'ingrediente base per la preparazione di un piatto tipico chiamato Ribollita.



■ Proprietà nutrizionali
Il cavolo nero, se consumato crudo, possiede una notevole quantità di vitamina A e C, contiene inoltre potassio e acido folico.
Consumato cotto è invece ricco di vitamina A , C e potassio.

maf@lda 11-11-11 11:52

1 Allegato/i
RICETTE TIPICHE PISTOIESI
FARINATA DI CAVOLO NERO


Il cavolo nero dal gusto così forte e predominante, in cottura con la farina di granturco, perde gran parte del suo sapore penetrante e si concede a insaporire tutto il piatto con raffinata sapidità.

La farinata di cavolo (una specie di polenta con verdure!) non è comune in tutta la Toscana ma del pistoiese.

Prendete due mazzi di cavolo nero ,di quello grinzoso e addomesticato dal gelo ( questo è un tipico piatto invernale ) e dopo averlo lavato, sfilacciate ogni foglia dalla costola e mettete tutto da parte per utilizzare al momento opportuno.

Nel tegame di cottura ( sarebbe bene utilizzare un tegame di coccio) ponete diversi cucchiai di olio buono, qualche spicchio di aglio pulito e schiacciato , un trito leggero di cipolla , tanto per dare un po’ di consistenza al sapore e quando l’olio avrà preso odore , iniziate a cucinare.

Lessate circa 100 grammi di fagioli e sfarinateli con il passatutto direttamente nel tegame , aggiungete il liquido di cottura ( qualche romaiolo ) , fate prendere il bollore e togliete dal fuoco il tegame ( il bollore favorisce il formarsi di grumi ) , aggiungete la farina di granturco a piccole dosi (come si suol fare per salare una pietanza) e nel contempo fate girare energicamente il mestolo ; continuate l’operazione fin tanto che il composto non sarà leggermente addensato.

Dovrete curare la cottura della farinata , provvedendo a rigirarla molto spesso. La consistenza della farinata dovrà essere simile a quella di una pappa sciolta; se ciò non fosse, aggiustatela con l’aggiunta di farina o di brodo di fagioli. Aggiungete il cavolo nero tagliato grossolanamente; il composto dovrà cuocere per 40 minuti circa. Alcune massaie mettono il cavolo nero lo mettono a crudo , altre lo passano precedentemente in acqua bollente per qualche minuto.

Si serve caldissimo nei piatti con una macinata di pepe profumato e con un bel filo di olio frantoiano a crudo.

Vi confido che ho un paio di parenti quasi centenari che consumano, in inverno, spessissimo questo piatto......preparare delle porzioni extra in piatti fondi da raffreddare e da poter rosolare anche nei giorni successivi in padella! Da gourmet!:yes:OK!

maf@lda 11-11-11 16:55

1 Allegato/i
Il cavolo verza è ottimo anche lessato, scolato , ridotto a pezzettini con coltello e forchetta, condito con abbondante olio sfritto con spicchi d'aglio..... unire al tutto fagioli cannellini lessati....perfetti anche quelli in scatola!

...Veloce e buono!
OK!

maf@lda 14-11-11 10:18

1 Allegato/i
La ribollita

Il piatto più tipico della cucina toscana è senz’altro la ribollita, una ricetta tradizionale, ottima per l’inverno e semplice da preparare.
RICCA DI VITAMINE


Difficoltà:
Tempo di cottura: 2 ore e 30 minuti


Ingredienti per 6 persone:

250 gr di pane toscano (non salato) oppure dodici fette tagliate sottilmente
fagioli cannellini freschi 800 gr., se invece sono secchi 350 gr.
bietola fresca q.b.
1 mazzetto di cavolo nero
1/2 cavolo verza
5 carote medie
4 patate medie
3 gambi di sedano, meglio se bianco
1 cucchiaio di concentrato di pomodori
2 pomodori rossi
timo q.b.
1 cipolla media
2 spicchi d’aglio
sale e pepe q.b.


Preparate subito le verdure tagliandole a pezzi di media grandezza, lessate i fagioli cannellini e passateli al setaccio con la loro acqua di cottura, lasciatene alcuni interi, dopodichè fate soffriggere in una pentola la cipolla con l’olio. Quando la cipolla sarà imbiondita potrete aggiungere anche i pomodori rossi ed il cucchiaio di concentrato. Dopo alcuni minuti di cottura a fuoco medio aggiungete la purea di fagioli e quelli interi, mescolate ed aggiungete tutte le altre verdure a pezzetti. Salate e pepate a piacere, quindi aggiungete il timo. Lasciate cuocere per 2 ore almeno dopo avere aggiunto 6 mestoli di acqua. La zuppa va servita su un fondo di almeno 2 fette di pane precedentemente abbrustolito e strofinato con l’aglio.

La ribollita.

Come dice il nome ribollita significa bollita di nuovo. Essenzialmente conosciuta come una zuppa povera e di magro, era uno dei piatti più diffusi della cucina contadina toscana. Era costume prepararla in quantità più che abbondante il venerdì, il giorno dopo si riscaldava e si mangiava nuovamente, fino alla domenica. La base è costituita dalla semplice zuppa toscana di magro, una zuppa contadina fatta con le verdure più comuni. Una volta preparata la zuppa, con le fettine di pane come spiegato sopra, per ottenere una ribollita è sufficiente scaldarla in forno coperta da uno strato superficiale di fettine assai sottili di cipolla, naturalmente il tegame utilizzato è il tradizionale coccio. Una volta imbiondita la cipolla in superficie si può servire calda con olio a crudo, vi raccomando la qualità dell’olio....ma io direi che senza il pane toscano, quello a "coppia", il filone, un po' raffermo di cui rimangono poi dei tocchi più duri...bhè non si può avereneppure lontanamente l'idea della Ribollita......ci vuole arte in cucina, qualità, quantità e passione!

maf@lda 15-11-11 11:26

1 Allegato/i
Con il cavolo ti passano i dolori muscolari

Prendete qualche foglia di cavolo, abbastanza grandi per la zona dolorante, scaldatele con un ferro da stiro, si raccomanda di non bruciarle. Prendete un grosso panno e infilateci dentro le foglie di cavolo, scaldate nuovamente con il ferro da stiro, e applicata alla zona dolorosa

maf@lda 16-11-11 09:58

Se avete perso la voce, o avete problemi continui di afonia:
Gargarismi per tre volte al giorno con succo di cavolo e miele d’arancio

maf@lda 16-11-11 10:00

1 Allegato/i
Per non avere la casa impregnata dall’odore di cavolfiore, potete mettere, all’interno della pentola di cottura dello stesso, o mezzo limone tagliato a spicchi, o della mollica di pane imbevuta in un pò di aceto bianco.

maf@lda 17-11-11 16:00

1 Allegato/i
La Cannella si ottiene dalla corteccia interna del cinnamomo, albero Lauraceae, con dei piccoli fiori gialli e foglie ovali.
Della stessa famiglia sono l’alloro e la canfora, che condividono con la cannella gli stessi principi attivi.


Proprietà curative
Nella corteccia c’è l’essenza è la forza risanatrice della cannella, si possono menzionare le qualità per la stimolazione delle funzioni circolatorie, cardiache e le malattie respiratorie.

Tonifica il sistema digestivo causando un aumento di succhi gastrici. Per questo motivo, il suo uso è indicato per chi ha scarso appetito, digestione lenta, atonia gastrica e flatulenza.
Ma aiuta anche a indurre e regolare le mestruazioni ed è considerato un afrodisiaco.
In uso esterno è antibatterico e antiparassitario ed è ampiamente utilizzato per la produzione di dentifrici e collutori. Inoltre, è un ottimo aiuto per migliorare reumatismi

maf@lda 18-11-11 16:12

1 Allegato/i
Cannella Rimedio per la digestione – Dopo pranzo, si consiglia di prendere un pezzo di cannella in corteccia e far bollire in una tazza d’acqua, lasciate bollire per 10 minuti, e bevete caldo.

Rimedio Cannella in caso di bronchite e infezioni respiratorie - utilizzare immediatamente l’essenza di cannella, poche gocce diluite in acqua nebulizzata. Un’altra opzione è quella di bere un bicchiere di vin brulé alla cannella così da aiutare gli stati influenzali.

maf@lda 21-11-11 10:27

1 Allegato/i
■Cannella Per i reumatismi , strofinare con olio essenziale di cannella la la parte interessata.

■Rimedio cannella – Nel periodo mestruale, si può prendere un infuso a base di 8 a 10 grammi di corteccia di cannella per litro d’acqua. Non dovrebbe essere edulcorata, perché perde parte della sua efficacia. Fate bollire l’acqua per 15 minuti con infusione la corteccia di cannella, bevete fredda un paio di volte al giorno.

■Rimedio cannella – In infusione è indicato nei casi di problemi digestivi. Per questo, possiamo costruire un’infusione da 8 a 10 grammi di corteccia di cannella per litro d’acqua. E ‘importante ricordare che l’efficacia di questa infusione si riduce addolcendo.


Precauzioni
E ‘controindicato in caso di ulcera peptica, in quanto questa condizione provoca un eccesso di acido gastrico e il consumo di cannella aggrava ulteriormente questo stato.

maf@lda 22-11-11 10:57

1 Allegato/i
Secondo recenti studi, è stato dimostrato che la cannella è uno dei rimedi naturali con proprietà curative più utili per:

- aiutare a regolare la percentuale di zuccheri nel sangue venendo così in aiuto a diabetici ed iperglicemici

- favorisce il processo digestivo e rappresenta un ottimo rimedio del tutto naturale per la prevenzione della fermentazione addominale

- proprietà curative e aggressive nei confronti del fungo responsabile della formazione di candida, che può presentarsi come infezione vaginale, del cavo orale e e della pelle con la formazione di chiazze che compaiono con l’esposizione solare

- rimedio naturale efficace per combattere il batterio chiamato Escherichia coli, il principale responsabile di infezioni alle vie urinarie.




LIQUORE ALLA CANNELLA
1,5 litri di acqua
500 gr di zucchero
1 litro di alcool 90 gradi
2,5 stecche di cannella per litro



Riscaldare l'acqua e sciogliervi lo zucchero.

Lasciatela raffreddare e aggiungetevi l'alcool e le stecche di cannella.

Mettere in un contenitore ermetico per 20 giorni.

Trascorsi i 20 giorni togliere le stecche di cannella e imbottigliarlo

maf@lda 23-11-11 16:19

Cannella e Dimagrimento:

La cannella può essere considerato uno dei rimedi naturali più usati da noi donne per il controllo del peso grazie alle proprietà antiglicemiche di questa spezia, contribuiscono perciò a placare gli stimoli della fame tra un pasto ed l’altro.

Per le amanti della perfetta forma fisica ecco un infuso ottimo da consumare la sera prima di dormire che favorisce il drenaggio dei tessuti:

Infuso drenante: Aggiungete a un infuso di melissa un pizzico di cannella e un cucchiaino di sciroppo di acero. Bevi caldo.

Le Proprietà Curative della Cannella:
La cannella ha altresì un effetto stimolante e quindi in grado di alleviare gli stati di spossatezza derivanti da malattie come l’influenza e la dissenteria; la cannella inoltre, ha il potere di uccidere i microrganismi dannosi o di bloccarne lo sviluppo, apportando benefici in caso di raffreddore ed alitosi.

Tra le proprietà curative della cannella, possiamo trovare anche quella di disinfettante in caso di ferite sulla pelle, dopo averle pulite infatti, le si possono cospargere con polvere di cannella.



Le mele sono un frutto buonissimo ma aromatizzate con la cannella diventano davvero una meraviglia!

Ingredienti per le mele alla cannella (dosi per 4 persone)
4 mele Golden
1 limone
50 gr di burro
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di cannella
Preparazione
Lavate il limone e riducete la scorza a listarelle, poi spremetelo. Lavate le mele e asciugatele con un panno da cucina, sbucciatele e togliete il torsolo con l’apposito attrezzo. Tagliate le mele a fettine di spessore di 2 centimetri, irroratele con il succo di limone per non farle annerire.
Sciogliete il burro in un pentolino. Riscaldate la griglia e foderatela con 2 strati di alluminio, pennellate con il burro e poi mettete sopra le mele e fatele cuocere per tre minuti.
Mettete cannella e zucchero in un colino e spolverizzateli sulle mele. Girate le mele e pennellatele con il burro fuso e continuate la cottura per altri 3 minuti. Mettete tutte le mele in un piatto da portata, spolverizzate con zucchero e cannella, decorate con la scorza di limone e servitele tiepide


Sfoglie di mela alla Cannella
Ingredienti per 4 persone: 4 mele renette, 2 cucchiaini di cannella in polvere, 80 gr di zucchero di canna, 20 gr di burro.
Preparazione: Private le mele del torsolo, sbucciatele e tagliatele a fettine nel verso orizzontale della mela. Ricomponete le mele a strati alternati con zucchero e cannella in modo da ottenere nuovamente la forma della mela. Mettete su una teglia antiaderente foderata con carta da forno, mettete una noce di burro nel buco lasciato dal torsolo. Cuocete in forno a 190° per 10-15 minuti.
Servite calde, magari abbinate ad una pallina di gelato alla vaniglia.
Se piace si può spennellare le mele con del cognac.








maf@lda 24-11-11 10:17

1 Allegato/i
Usare la cannella,dunque, per aumentare leggermente il metabolismo e ridurre la glicemia, perfetta per bruciare il grasso addominale e ottenere una pancia piatta, magari mescolandola al caffè, al thè o allo yogurt.

La qualità migliore, più fine e costosa, si ricava da Cinnamomum zeylanicum, denominata anche Cinnamomum Vera; si tratta di un arbusto originario dello Sri Lanka (in precedenza Ceylon), che ancora oggi rimane il più importante produttore a livello mondiale. Si distingue dalle altre varietà di cannella per il colore chiaro ed il sapore dolce; si presenta in cilindri (denominati cannelli) di 20-80 centimetri con diametro intorno ai 10 mm. Viene raccolta due volte all'anno, in primavera ed autunno dopo la stagione delle piogge.

La cannella cinese (Cinnamomum cassia o Cinnamomum Aromaticum) si caratterizza per un colore rosso vivo, con aroma e sapori meno delicati; viene prodotta in Cina, Bangladesh, India e Vietnam, è costituita da cannelli più corti e spessi e si colloca ad un gradino di qualità inferiore. In generale, tanto più sottile è la corteccia e tanto più pregiata è la droga; inoltre, la forma in bastoncini - da sbriciolare al momento dell'uso - è da preferire alla cannella in polvere, che in questa forma può essere più facilmente sofisticata e tende a perdere molte delle sue caratteristiche originarie.

Le proprietà fitoterapiche della cannella sono ovviamente maggiori per l'estratto fluido, la cui azione antisettica è valida sia per ingestione che per uso esterno. L'olio essenziale è indicato per le proprietà deodoranti e dermopurificanti, e sottoforma di collutorio trova impiego anche nelle stomatiti (infiammazioni delle mucose del cavo orale) e nelle gengiviti. Possiamo quindi ritrovare la cannella nei prodotti fitoterapici riservati a problemi digestivi, disturbi irritativi del cavo orofaringeo e malanni influenzali di stagione.


La cannella (corteccia essiccata a dosaggi elevati ed essenza a dosaggi medi) può provocare reazioni allergiche a livello di cute e mucose nelle persone predisposte, mentre tra gli effetti collaterali più comuni si annoverano tachicardia, esaltata peristalsi intestinale fino alla diarrea, tachipnea e sudorazione fino alle convulsioni; segue una fase di sedazione del sistema nervoso centrale, accompagnata a sonnolenza e depressione. Contiene inoltre cumarina, una sostanza moderatamente tossica per fegato e reni. A dosaggi elevati, infine, la cannella può stimolare le contrazioni uterine e come tale risulta controindicata in gravidanza.

maf@lda 28-11-11 09:29

1 Allegato/i
CANNELLA E SCIROPPO D'ACERO - Oltre a favorire il dimagrimento, lo sciroppo d’acero ha grandi poteri emollienti, rinfrescanti, antiossidanti e rimineralizzanti. È utile in tutti i casi di gastrite, di costipazione intestinale, di colite spastica.

Perché è efficace

Lo sciroppo d’acero è fonte di nutrienti come vitamine e minerali importanti per la salute e per il funzionamento del metabolismo. Per esempio, possiede buone quantità di magnesio, potassio e acido folico, ma anche di sostanze antiossidanti che lo rendono anche una valida arma contro l’invecchiamento cellulare.

Quando utilizzarlo

È l’alleato ideale per chi ha un sovrappeso di 2-5 chili. In particolare, agisce sull’adipe e sul gonfiore addominale. È quindi utile per eliminare la “pancetta” e ridurre il girovita. Adatto anche per chi è affetto da ritenzione idrica e cellulite. Puo essere usato anche solo come integratore depurativo.

Come assumerlo

Metti in uno shaker il succo filtrato di mezzo limone, un bicchiere d’acqua, un cucchiaio di sciroppo d’acero e una presa di cannella in polvere. Shakera la bevanda e poi versala nel bicchiere e bevi una volta al dì. Riattiva circolazione e termogenesi dei grassi (in pratica, ti fa bruciare di più)

maf@lda 29-11-11 16:17

1 Allegato/i
Zenzero e cannella... e i biscotti natalizi!


Ingredienti:

•500 gr. di farina,
•150 gr. di burro,
•3 cucchiai di miele,
•2 uova,
•un cucchiaino di bicarbonato,
•un cucchiaino di cannella in polvere,
•un cucchiaino di zenzero in polvere,
•un pò di latte per impastare,
•100 gr. di zucchero semolato,
•un pizzico di sale.
•Per la glassa:
•mezzo albume circa,
•un cucchiaino di succo di limone,
•150 gr. di zucchero a velo.
Preparazione:

In un tegamino a bagno maria sciogliete il burro con il miele. In un’ampia ciotola setacciate la farina, il bicarbonato, lo zucchero semolato, le spezie e un pizzico di sale, poi impastate aggiungendo il composto di burro e miele, le 2 uova intere e un pò di latte. Impastate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo, poi avvolgete l’impasto nella pellicola trasparente e mettete in frigorifero per un’ora.

Su di una spianatoia, stendete la pasta allo spessore di 2-3 mm. , con gli stampini incidete la pasta formando i biscotti.

Disponete i biscotti su di una placca foderata di carta da forno ed infornate a 180° per 10 minuti circa (dipende dal forno, ricordatevi comunque che devono venire ben dorati, meglio più scuri piuttosto che pallidi!).

Intanto preparate la glassa mescolando in una ciotola un mezzo albume, lo zucchero a velo ed un cucchiaino di limone, quando la glassa risulterà della consistenza giusta (mi raccomando non troppo liquida ma abbastanza densa, se necessario aggiungete altro zucchero a velo) versatela in un sacchetto di plastica o in un cono fatto di carta da forno a cui poi taglierete via la punta (tagliate un triangolino piccolissimo) e divertitevi a decorare i vostri biscotti!

Una volta terminato di decorare i biscotti, attendete almeno un’ora (meglio anche due) prima di metterli via perchè la glassa si indurisce lentamente.

maf@lda 30-11-11 09:50

1 Allegato/i
LA POLENTA CONTIENE
AMIDO RESISTENTE
l’amido resistente della polenta è generato dal particolare rapporto contenuto nella farina bramata integrale del mais tra amilosio e amilopectina; l’amido resistente si forma dopo alcune ore dalla cottura della farina di mais;
l’amido resistente permette il passaggio della polenta dallo stato cremoso appena fatta allo stato solido;
l’amido resistente si chiama così perché è resistente agli enzimi pancreatici(amilasi) nell’intestino tenue, cosicché non digerito, non viene assorbito e arriva nel colon diventando un terreno di sviluppo di batteri lattici amici della funzionalità intestinale.
La polenta solida può essere riscaldata sulla griglia e condita con olio extra vergine di oliva

NON CONTIENE GLUTINE ](la polenta è consigliata ai malati celiaci)

ZEAXANTINA (colore giallo mais),
LUTEINA (protegge la retina e permette di vedere i colori)
ZEINA, ZEATINA (proteine)
FITOSTEROLI, ACIDO LINOLEICO
BETA GLUCANI, FIBRA IDROSOLUBILE
VITAMINA E, B1,B2,B3, CAROTENOIDI
POTASSIO, MAGNESIO, ZINCO, SELENIO

PROPRIETA’ NUTRITIVE DELLA POLENTA
ENERGETICA (basso indice glicemico)
IGIENE BENESSERE INTESTINALE
CONTROLLO GLICEMIA COLESTEROLO
PROTEZIONE OCCHIO E CAPACITA’ VISIVA
GRATIFICANTE SENSO di SAZIETA’

maf@lda 01-12-11 10:20

1 Allegato/i
La polenta è una vivanda tipica del Nord Italia, preparata con farina di granoturco. I romani conoscevano polente fatte con farine di cereali (orzo, sorgo, farro, miglio, segale), di legumi (fave), di castagne o in tempi di carestia addirittura di ghiande.

Dal '400 s'iniziò a usare il grano saraceno (pizzoccheri valtellinesi e polenta taragna).

Le prime coltivazioni di mais (metà del XVI sec. a Badia Polesine) fecero nascere la polenta gialla, tipica della cucina bergamasca. Velocemente il nuovo alimento si diffuse in tutta l'Italia settentrionale, come cibo poco costoso e molto saziante.

Sfortunatamente, cibandosi di sola polenta, la carenza di vitamina PP causava la pellagra, diffusa fino a tutto il XIX sec.
Le raccomandazioni alimentari - Contrariamente alla credenza comune, la polenta non deve considerarsi un attentato alla nostra dieta: è infatti saziante e caloricamente non è discutibile (attenzione a quanta acqua lega, dipende dal modo di cucinarla; riferitevi sempre al peso della farina gialla, 350 kcal circa per 100 g). Il vero problema è che spesso serve per raccogliere gli intingoli, le salse e i condimenti: a causa dell'alto potere assorbente, causa l'assunzione di quantità di grassi e di calorie (dai condimenti) decisamente spropositate. Abbiate perciò l'accortezza di usarla con condimenti ipocalorici, con abbondanza di verdure, ma con poco olio.

maf@lda 05-12-11 11:09

1 Allegato/i
La polenta se cucinata in maniera semplice, un po’ come facevano i nostri nonni, e senza quegli accompagnamenti unti, ricchi di grassi e di calorie con le quali normalmente viene servita, presenta diverse proprietà dietetiche e salutari che sono ritenute anche da molti nutrizionisti ideali per chi debba stare attento alla linea, ma al contempo debba salvaguardare la salute da problemi più gravi.E’ il caso ad esempio come dicevano dei malati di diabete. Perché la farina di mais contiene amido resistente, che la rende estremamente digeribile e se cucinata in maniera naturale aiuta anche a proteggere le pareti dell’intestino. Ovviamente ogni porzione non deve superare i 150 grammi a testa (che devono essere pesati prima di cuocerla) e può essere mangiata al naturale, oppure ancora con un goccio d’olio extravergine.

Inoltre la polenta fatta con la farina di mais è priva di glutine e può essere quindi utilizzata per preparare il pane e la pasta diventando così ideale per chi soffre di celiachia.

Il mais inoltre, frena l'attività della tiroide e agisce come regolatore delle funzioni metaboliche. Nel germe del mais è contenuto un olio che agisce positivamente nei confronti del colesterolo nel sangue, abbassandone il livello.

Però non è necessario soffrire di intolleranze alimentari per apprezzarne i benefici a tavola. Infatti consumare troppo glutine tende a favorire la ritenzione idrica e quindi con l’utilizzo della polenta si può combattere anche la cellulite. Basta ad esempio consumare pane e grissini preparati con questa farina o addirittura, per chi sia abituato a cucinarlo in casa, si può sostituire la normale farina 00 o quella di cereali con questa.

maf@lda 07-12-11 12:02

1 Allegato/i
La polenta saracena, piatto tipico dell'Alta Val Tanaro, prende il nome dal grano saraceno. La coltivazione del grano saraceno fu introdotta nella valle successivamente alla presenza dei Saraceni, verso la fine del primo millennio, della quale sono rimaste, oltre ad alcune torri di guardia, danze caratteristiche, come il Bal dò Sabre di Bagnasco, toponimi e parole dialettali, soprattutto nella zona di Ormea e di Garessio. Il grano sarceno si diffuse sulle montagne a quote piuttosto alte, sopra i mille metri, per il suo ciclo di vita breve, dalla primavera all'autunno, che ne consentiva la coltivazione dove il frumento ed altri prodotti non riuscivano a giungere a maturazione. La farina di grano saraceno fu inizialmente usata per cucinare zuppe e paste con cereali diversi ma, per trovare il suo miglior utilizzo dovette attendere l'arrivo dal nuovo continente dalla patata, la cui coltivazione si diffuse sulle montagne della valle soltanto nel diciottesimo secolo. Dal milleottocento il piatto tipico delle montagne dell'Alta Val Tanaro è la polenta saracena, dove la farina di grano saraceno e le patate, con l'aggiunta più recente di un po' di farina di frumento per renderla meno scura, formano un morbido impasto che viene condito con un delicato sugo di latte, porri e funghi secchi, prodotti disponibili in tutte le stagioni. Dall'autunno alla primavera la polenta saracena costituiva, in alternanza con le castagne, il piatto unico quotidiano per le famiglie locali ed oggi viene proposto, nella ricetta tradizionale o con alcune piccole varianti, in sagre e feste e da alcune trattorie locali come piatto tipico della tradizione culinaria dell'Alta Val Tanaro.

La polenta, con numerose varianti, è diffusa anche in Ungheria (puliszka), in Malta (tgħasida - storico), nei territori francesi della Savoia e della Contea di Nizza, della Guascogna (cruchade) e della Linguadoca (milhàs), in Svizzera, Austria, Croazia (palenta, žganci o pura), Slovenia (polenta o žganci), Serbia (palenta), Romania (mămăligă), Bulgaria, Albania (harapash), Corsica (pulenta), Brasile (polenta), Argentina, Ucraina e Caucaso (culesha), Uruguay, Venezuela e Messico.

Nel libro Storia dei Vespri Siciliani di Michele Amari, l'autore scrive che durante uno degli assedi dei francesi (1282/3) alle mura della città di Messina, le donne siciliane alimentavano i soldati con acqua e polenta.[/FONT]

Polenta alla Carbonara: Piatto tradizionale dei taglialegna e carbonai dei comuni facenti parte della attuale Comunità montana del Catria e Nerone realizzato con farina di mais, carne di maiale, pancetta e formaggio grattugiato. Ne esiste una versione ripassata in forno che si definisce “polentone alla Carbonara”.
La prima coltivazione di mais a Lovere, in Val Camonica secondo la tradizione locale, giunse con l'importazione di 4 chicchi di granoturco dalle Americhe[senza fonte] da parte di Pietro Gajoncelli nel 1658.

La polenta taragna, in molte zone conosciuta come taragna, è una ricetta tipica della cucina valtellinese, camuna e delle valli bresciane e bergamasche. Il suo nome deriva dal tarai ("tarel"), un lungo bastone usato per mescolarla all'interno del paiolo di rame in cui veniva preparata. Come altre polente della montagna lombarda (ad esempio la pulénta vüncia, polenta uncia cioè unta), è preparata con una miscela contenente farina di grano saraceno, che le conferisce il tipico colore scuro, diversamente dalle preparazioni di altre regioni, che utilizzano un solo tipo di farina, ottenendo quindi una polenta gialla. A differenza dell'oncia, nella polenta taragna il formaggio viene incorporato durante la cottura.
La pulenta uncia viene cucinata sul lago di Como. Dopo aver preparato la polenta con farina di mais con l'aggiunta di farina di grano saraceno nel paiolo, la si mischia ad un soffritto di abbondante burro, aglio e salvia con del formaggio tipico semüda fino ad ottenere un composto omogeneo.
Polenta e bruscitti è un piatto tipico del Varesotto e dell'Alto Milanese a base di polenta e carne sminuzzata.

La pult è una polentina molto molle preparata sempre sul lago di Como mischiando farina di mais e di frumento. Viene cucinata soprattutto d'estate e la si mangia intinta nel latte freddo

La polenta concia è uno dei più noti piatti tipici valdostani e biellesi. Molto indicata per riempire e scaldare nelle giornate fredde, è conosciuta anche come "polenta grassa". I suoi ingredienti sono quelli tipici della cucina popolare tradizionale delle montagne italiane: farina di mais e formaggio. La polenta concia non ha una ricetta rigida, ma viene tendenzialmente preparata fondendo nella polenta a fine cottura cubetti di Fontina e/o toma e burro fuso.
Nella variante valdostana, quasi a fine cottura vengono versati nel paiolo: Fontina, Toma valdostana e burro.
Nella variante biellese, il burro viene aggiunto nel paiolo, insieme alla toma o al maccagno. Dal paiolo la polenta concia si versa nel piatto a mestolate, aggiungendovi poi sopra abbondante burro fuso.

Nel Piacentino la pulëinta consa consiste di strati sottili di polenta ricoperti di sugo e alternati con un'abbondante spolverata di Grana Padano.

La polenta saracena è un piatto tipico dell'alta Val Tanaro, prende il nome dal grano saraceno.

La polenta con i ciccioli è una ricetta diffusa nella maggior parte dell'Italia settentrionale, assumendo diverse denominazioni. I modi di cucinare la polenta con i ciccioli sono sostanzialmente due. Nel primo, i ciccioli vengono cotti con la polenta, aggiungendoli all'impasto in differenti fasi della cottura, in ossequio alla specifica tradizione locale, come nel caso della pulëinta e graséi consumata nel Piacentino. Nel secondo modo, il più diffuso, i ciccioli vengono inseriti successivamente in una fetta di polenta abbrustolita, come nel caso della pulenta e grepule, tipica del Mantovano.

Nelle zone del Trentino meridionale si usa anche fare la polenta di patate ed altri ingredienti che ne arricchiscono il sapore. Per fare quella di patate è sufficiente cuocere nell'acqua salata alcune patate a tocchetti che a cottura adeguata si pestano o si frullano aggiungendo farina di grano saraceno o misto di farine a piacere. Verso fine cottura si possono aggiungere tocchetti di salame locale, formaggi, cipolle soffritte o varianti personali.

La polenta di Tossignano: in questo paesino della Romagna, fin dal 1622, è tradizione preparare ogni anno (ad eccezione delle annate 1943 e 1944 dell'occupazione tedesca) una polenta speciale da distribuire alla popolazione. È una polenta gialla, realizzata con una miscela di farine di mais (tipicamente 50% a grana fine e 50% a grana grossa). Viene servita "dura", cioè in parallelepipedi che sono tradizionalmente tagliati con il filo di cotone, condita con un ragù di carne di maiale e "odore" di manzo e abbondantemente spalmata con formaggio Grana.

Nel centro Italia la polenta assume un aspetto differente. Viene preparata più fluida e servita su una tavola rettangolare di legno (chiamata spiendola nelle Marche centrali) di ciliegio o pero intorno alla quale tutta la famiglia si siede per consumare il pasto. La cottura viene effettuata nel tradizionale paiolo di rame per circa 45 minuti durante i quali la polenta viene continuamente mescolata con l'altrettanto tradizionale "sguasciapallotti", il bastone di legno di orniello (usato anche nel nord Italia), che ha la particolarità di essere particolarmente dritto e di terminare con un incrocio di quattro rami, caratteristiche che gli permettono di assolvere egregiamente alla funzione di sciogliere i grumi di farina[1].

maf@lda 11-01-12 09:35

Un consiglio di Maf@lda.....
Ieri avevo mal di gola....le pastiglie solite non mi davano nessun sollievo....... però mi sono ricordata dello zenzero candito (ne abbiamo parlato qualche pagina fa!)...ebbene ho incominciato a sgranocchiarlo (è molto buono!)...pizzicava ma sentivo che faceva bene....infatti dopo neppure un quarto d'ora....miracolo!.... il mal di gola era quasi del tutto sparito!
Fantastico anche come digestivo!:yes:OK!

PROVATELO!

maf@lda 23-01-12 15:40

1 Allegato/i
Il Latte d'Asina

Da sempre fedele servitore dell’uomo nello svolgimento delle mansioni più pesanti, l’asino è conosciuto sin dai tempi di Erodoto (V sec a.C.) per le proprietà nutrizionali e terapeutiche del suo latte. Attualmente la comunità scientifica eredita da tale tradizione storica l’importanza del latte di asina come sostituto del latte di donna. E così oggi come allora trova nobile impiego soprattutto nell’alimentazione dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino (sindrome da APLV) e che non possono disporre del latte materno, come sostiene Amedeo Conti dell’ISPA-CNR. La composizione chimico-nutrizionale del latte d’asina, difatti, essendo sovrapponibile a quella del latte di donna per quanto attiene al contenuto in lattosio, proteine e residuo secco, fa di esso l’alimento d’elezione per la cura di APLV e PA (poliallergie alimentari), spiega il dott. Giuseppe Iacono, responsabile del reparto di gastroenterologia pediatrica presso l'Ospedale dei Bambini, “G. Di Cristina”, di Palermo.
Il profilo ipolipidico, poi, con esplicito riferimento agli acidi grassi insaturi delle serie ω-3 ed ω-6 (abili riparatori delle membrane delle cellule nervose e preziosi alleati nella prevenzione del rischio cardiovascolare), unitamente alle sieroproteine (potenziatici del sistema immunitario), alle vitamine e al lattosio (importante per favorire l’assorbimento del calcio nella prevenzione dell’osteoporosi), rendono il latte d’asina particolarmente indicato anche nell’alimentazione degli anziani.
Il ridotto contenuto lipidico, inoltre, consente al latte d’asina di inserirsi nella comune dieta giornaliera, soprattutto in quella dei soggetti a regime dietetico e in quella degli sportivi.

ED ANCORA INTERVIENE :

nelle diete ipocolesterolemiche;
nella regolarizzazione della flora gastroenterica;
nella cura della stipsi;
nella prevenzione di malattie cardiovascolari;
nella terapia dell’osteoporosi;
nella dermocosmesi per le sue proprietà idranti e detergenti
.


Celebri le ricette curative a base di latte d’asina diffuse da Plinio il Vecchio e i bagni di bellezza in latte d’asina di Cleopatra e Poppea.
All’epoca rinascimentale risale la prima vera considerazione scientifica del latte d’asina ad opera di Francesco I.
Sempre in Francia nel XIX secolo il Dottor Parrot dell’ "Hôpital des Enfants Assistés" diffuse la pratica di avvicinare i neonati orfani di madri direttamente al capezzolo dell’asina (Bulletin de l'Académie de médecine, 1882).

maf@lda 23-01-12 15:44

1 Allegato/i
YOGURT AL LATTE DI ASINA FATTO IN CASA

Il latte di asina è un’ottima base per la preparazione di bevanda fermentata probiotica, che si ottiene per coagulazione del latte, senza sottrazione di siero, grazie all’azione di microrganismi che devono mantenersi vivi e vitali fino al momento del consumo.
I microrganismi o ceppi probiotici impiegati appartengono alla specie dei Lactobacillus casei e L. rhamnosus che sono in grado di resistere all’azione dei sali biliari e persistere così nel tratto gastro-intestinale vivi, in modo da riequilibrare la microflora, aumentare la biodisponibilità di calcio e vitamine, stimolare la risposta immunitaria, aumentare la motilità intestinale, presentare proprietà antitumorali e prevenire diarree (come quella da rotavirus). Per la realizzazione del latte fermentato occorre:

latte di asina pastorizzato;
fermenti lattici vivi o ceppi probiotici (reperibili in farmacia);
yogurtiera (in farmacia o qualsiasi negozio di elettrodomestici, costo ≤ 30€);
Preparazione partendo da 500 ml di latte di asina pastorizzato:

Riscaldare il latte per pochi minuti, ad una temperatura massima 35-40°C, temperatura oltre la quale i fermenti lattici non riuscirebbero a sopravvivere.
Inoculare i fermenti lattici (circa 5 miliardi di cellule equivalenti ad 1abustina intera + 2/3 di una 2abustina Dicoflor 30) inizialmente in soli circa 50 ml di latte, mescolare ed omogeneizzare, in modo da favorire un attecchimento migliore e sicuro dei fermenti stessi.
Aggiungere i circa 450 ml di latte rimanenti e continuare a mescolare, per poi chiudere mediante il tappo il vasetto (o i diversi tappi a secondo del numero di vasetti della yogurtiera a disposizione)
Incubare il tutto nella yogurtiera (a 35-40°C), per un tempo che oscillerà dalle 24h alle 48h, ossia fino a quando non si avrà la separazione del latte di partenza e si noterà in superficie il caratteristico siero di colore giallino chiaro.
Lasciare raffreddare sino a 4°C, omogeneizzare energicamente per poi imbottigliare e stoccare così lo yogurt da bere a 4°C (in frigo) da consumare entro una settimana.
Con un grande risparmio economico si avranno a disposizione buone quantità di yogurt in tempi relativamente brevi e con grandi benefici per la salute.
Una volta ottenuto il primo degli yogurt non sarà più necessario acquistare altri fermenti lattici perché si potranno utilizzare quelli presenti nello stesso yogurt prodotto in casa, bastano infatti circa 5 ml di yogurt (corrispondenti ad un cucchiaio da minestra) inoculati nei 500 ml di latte di partenza.
Per rendere ancor più gradevole questo prodotto si può aggiungere: zucchero, miele, muesli, corn flakes, frutta secca in pezzi o frullata, cioccolato, riso e quando altro si voglia.
Potrà essere utilizzato per la preparazione di dolci ma è indicato anche per diete ipocaloriche e povere di grassi come sostituto della panna da cucina.

maf@lda 23-01-12 15:49

1 Allegato/i
IL KEFIR AL LATTE DI ASINA


Bevanda molto popolare nell’ex Unione Sovietica, il kefir è originario delle regioni caucasiche, uno dei rarissimi posti al mondo dove gli abitanti vivono fino a raggiungere età molto avanzate, conservandosi in piena salute ed efficienza fisica. I vecchi e i saggi della regione affermano che il segreto di tanta longevità risieda nelle virtù di questa bevanda molto simile per principi attivi allo yogurt e con proprietà terapeutiche molto interessanti.

Secondo la leggenda, Maometto avrebbe donato i primi grani di kefir agli avi dei montanari del Caucaso, che per questa ragione l’hanno chiamato “il miglio del profeta”. Il kefir viene preparato con il latte di mucca, pecora, capra, o asina. Tradizionalmente si metteva in otri di pelle e, in relazione a quanto ne veniva prelevato lo si rimpiazzava con latte fresco per cui la fermentazione avveniva continuamente, ricavandone una bevanda effervescente, acida (circa lo 0,8% di acido lattico) poco alcolica, piacevole da bere e nutriente.

Esistono possibilità d'uso del kefir come coadiuvante nella cura di varie patologie: malattie dei nervi periferici, ulcere gastriche e duodenali interne, catarro bronchiale, artereosclerosi ipercolesterolizzante, sclerosi varie, infarto del miocardio, biliosi, malattie del fegato, dei reni, dello stomaco, itterizia, diarrea, stitichezza, anemia, leucemia, allergie varie ed eczemi. Inoltre il preparato è particolarmente indicato per la regolazione del ciclo mestruale, durante la convalescenza dopo interventi chirurgici impegnativi e gravi malattie. L'azione benefica del kefir è essenzialmente quella di riequilibrare la flora batterica intestinale ed evitare la putrefazione nell'intestino delle sostanze ingerite, precedentemente digerite dallo stomaco. Questa bevanda stimola quindi il sistema immunitario intestinale con benefici effetti sul sistema immunitario di tutto il corpo.

Nell'assistenza all'infanzia il kefir può essere usato come coadiuvante del latte materno, anche contro allergie cutanee dei neonati; durante la gravidanza allevia i disturbi femminili al basso ventre poiché è fortemente antinfiammatorio.
Il consumo quotidiano di kefir può aiutare a:
1) regolarizzare le funzioni intestinali poiché stimola le proteine digestive, l’appetito e la peristalsi; promuove la salivazione e la secrezione degli enzimi da parte di stomaco e pancreas stimolando la digestione degli altri cibi; studi scientifici suggeriscono che possa aiutare anche a diminuire la quantità di colesterolo nel sangue;
2) contrastare l’insediamento di germi pericolosi perché contiene una grande quantità di batteri lattici che hanno un’azione inibitoria nei confronti dei microbi putrefattivi e patogeni;
3) stimolare la produzione di anticorpi dell’intestino e migliorare le difese immunitarie. Grazie all’azione dei microrganismi il kefir è altamente digeribile ed è considerato il prodotto lattiero-caseario più adatto alle persone con problemi di intolleranza al lattosio.
Il kefir è una bevanda fermentata che contiene Lactobacillus bulgaricus, Streptococcus thermophilus caucasicus, batteri proponici, lieviti della specie Torulopsis, anidride carbonica, enzimi vari, alcol etilico, varie vitamine (gruppo B, C, PP) zuccheri semplici, acqua o latte. Esiste infatti sia un kefir d´acqua che un kefir di latte; quest’ultimo può essere vaccino, di pecora, capra o asina.

Per la realizzazione del kefir occorre:
- uno o due cucchiai di granuli di kefir (almeno il 5% in peso del latte)
- 2 barattoli o brocche dalla bocca larga di vetro o plastica
- 1 colino
- 1 cucchiaio
- Latte a temperatura ambiente

1) Ponete i granuli di kefir in uno dei due contenitori che riempirete per 2/3 con il latte che può essere pastorizzato, UHT, crudo, intero, parzialmente scremato o scremato; vaccino, di pecora, capra o asina. Quindi richiudete con il coperchio.
2) Ponete in un luogo non alla luce diretta del sole, a temperatura ambiente (compresa fra i 18-19°C e i 30°C; la temperatura ottimale è 22°C) a fermentare fino alla coagulazione (il latte assume la consistenza del budino) che avviene circa 24 ore dopo. Per avere un kefir dal sapore più deciso lasciate in fermentazione per 2 giorni.
3) Mescolate il kefir coagulato delicatamente finché non prenderà la consistenza di una crema, quindi filtrate con il colino sotto cui avrete posto l’altro barattolo (o brocca).
4) Il kefir filtrato è pronto per essere consumato o per la conservazione in frigorifero, durante la quale i fermenti contenuti nel kefir continueranno – seppure lentamente – a fermentare conferendo al prodotto un sapore leggermente più acido.
I granuli di kefir non vanno sciacquati o lavati con acqua tra una fermentazione e la successiva, perché si rischia di eliminare parte della flora batterica insediata sulla superficie del granulo. In genere vanno rinnovati almeno una volta ogni sei mesi; possono essere conservati in frigorifero per 9-10 giorni o congelati per un mese.

maf@lda 24-01-12 17:27

Si narra che Cleopatra, regina dell'Antico Egitto, solesse immergersi in latte d'asina per mantenere intatta la sua avvenenza e conservare lo splendore della propria pelle. La leggenda dice che occorrevano ben 700 asine per fornirle la quantità di latte necessaria ai suoi bagni di bellezza quotidiani.

Così pare che facesse anche Poppea (v. 30-65), seconda moglie dell'imperatore romano Nerone, come riferiva Plinio il Vecchio, descrivendo le virtù di questo latte per la pelle :

« Si ritiene che il latte d'asina elimini le rughe dalla pelle del viso e la renda più morbida e bianca e si sa che certe donne vi si curano le gote sette volte al giorno, facendo bene attenzione a questo numero. Fu Poppea, la moglie dell'imperatore Nerone ad inaugurare questa moda, facendone uso anche per il bagno, e per questo in viaggio si portava indietro mandrie di asine »


Paolina (1780-1825), sorella di Napoleone Bonaparte, avrebbe anch'essa utilizzato il latte d'asina per mantenere la bellezza della propria pelle.[4][6]

Il latte d'asina è tuttora adoperato per produrre saponi e creme idratanti. Per gli allevatori è una fonte di reddito che viene a completare i proventi tratti dall'allevamento o dal noleggio degli asini per le escursioni.


LATTE VERGINEO: emulsione idratante corpo
Prodotto da utilizzare su tutti i tipi di pelle, oltre che per concorrere a ridurre gli eventuali fenomeni irritativi che talvolta possono apparire sulla cute particolarmente sensibile, anche per idratare e dare tono ed elasticità all’epidermide. Dopo il bagno, procura una gradevole sensazione di benessere lasciando la pelle piacevolmente profumata. Confezione in flacone da 150 mL.

CREMA LATTE D'ASINA E MIELE: crema nutriente
Da utilizzare su tutti i tipi di pelle del viso. Migliora la barriera naturale della cute ammorbidendola e idratandola. Elasticizzando e tonificando la pelle del viso, ridà freschezza e luminosità. E’ particolarmente indicata nei periodi di stress. Confezione da 50 mL.

CREMA LATTEA: crema dermoprotettiva rassodante ai liposomi
E’ il frutto del connubio vincente tra un ingrediente antico e sofisticate sostanze nate dalla più avanzata ricerca cosmetologica. Dotata di elevata gradevolezza cosmetica, ideata per tutti i tipi di pelle che necessitano di protezione, il suo uso regolare rappresenta l’ideale complemento necessario a ristabilire l’equilibrio cutaneo alterato, sia per carenza d’acqua che di lipidi. Confezione da 50 mL

SPUMA DI LATTE: shampoodoccia
Prodotto ad alta tollerabilità cutanea, contenente latte di asina associato a sostanze detergenti di origine naturale derivate da olio di oliva di grado alimentare. Capelli sensibilizzati, fragili, colorati, decolorati, sfibrati da aggressioni climatiche ed ambientali, riacquistano vigore, corpo ed elasticità nel rispetto delle esigenze fisiologiche cutanee. Usato su tutto il corpo, sviluppa una schiuma morbida e cremosa che non aggredisce il mantello idrolipidico, grazie alle qualità ammorbidenti ed idratanti dei suoi ingredienti. Confezione da 150 mL.

SHAMPOOSPUMA: shampoo per capelli deboli e sottili
Sinergia superdelicata a reazione acida, con perfetta compatibilità cutanea del latte d'asina con sostanze detergenti di origine naturale derivate da oli vegetali di grado alimentare. Specifica per capelli sottili particolarmente sensibili all'azione del vento, polvere, luce, etc.. e/o con presenza di piccole squame secche presenti su tutte il cuoio capelluto, accompagnate spesso da prurito (forfora secca). Prodotto normalizzante per chi ha fatto uso ed abuso di prodotti troppo sgrassanti. Confezione da 150 mL.

maf@lda 20-02-12 17:11

1 Allegato/i
Il radicchio previene le malattie dell’invecchiamento e ha anche notevoli proprietà depurative, diuretiche, toniche e lassative grazie alla sua particolare composizione. Ha un originale sapore dolce amaro ed è ricco di sostanze utili all’organismo quali i sali minerali e le vitamine e contiene, inoltre, i polifenoli, coloranti naturali, in questo caso di rosso come le anticianidine e antocianine. Il radicchio è stato per secoli il cibo povero delle campagne venete, infatti, mentre i Dogi consumavano pasti luculliani, i contadini cuocevano le verdure rosse ed amarognole delle loro campagne inventando piatti che oggi vengono riscoperti. In realtà l’utilizzo della specie spontanea del radicchio risale addirittura ai tempi di Plinio il Vecchio (29 – 79 A.C.) che nel ‘Naturalis Historia’ cita la lattuga veneta attribuendole proprietà depurative. In antichità era usato come medicamento, soprattutto per curare l’insonnia, infatti, sembra che abbia anche proprietà sedative. I caratteri della specie primitiva si sono modificati nel tempo fino ad arrivare al prodotto perfetto che è oggi il radicchio rosso e che solo nella zona di Treviso trova la terra e le condizioni ideali per la sua produzione.

Il radicchio è un tipo di verdura molto amata e consigliata dai nutrizionisti perché ha diverse caratteristiche come quelle depurative, diuretiche, toniche e lassative. L’effetto disintossicante e di stimolazione della depurazione dell’organismo dalle tossine (agendo sulle funzioni del fegato) è determinato proprio dal tipico e caratteristico sapore amarognolo di questa verdura che a volte la rende poco piacevole al palato e, quindi, viene consumata insieme ad altri tipi di verdure o cucinata con altri sapori. Tutti questi effetti benefici si devono alla sua composizione nutrizionale fatta per il 94% di acqua, di fibre (favolose per la regolazione dell’equilibrio intestinale) e di sali minerali quali potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, rame, calcio, principi amari, zuccheri, vitamine ed aminoacidi. Il calcio e il ferro, hanno proprietà benefiche per il metabolismo delle ossa e per un miglior equilibrio della pressione sanguigna e la presenza di tutti gli altri sali minerali fa del radicchio un alimento utilizzato in caso di demineralizzazione dell’organismo. Le sostanze amare, poi, stimolano i succhi gastrici che facilitano la digestione, la secrezione della bile e l’eliminazione dell’urina e il buon apporto di cellulosa lo rende un ottimo rimedio per la stitichezza. Gli zuccheri in esso contenuti, infine, non vengono digeriti dallo stomaco, ma dal colon, quindi, grazie ai suoi principi attivi ed alla sue proprietà antiossidanti, servono a contrastare l’insorgere di tumori in questa parte dell’intestino”.



maf@lda 05-03-12 11:34

1 Allegato/i
La Grappa alle Rose Cinese è veramente digestiva, cosicchè sabato sono entrata a curiosare in un market cinese e finalmente l'ho trovata; anzi ce n' erano altre, a base di sorgo (una graminacea), ancora molto più alcooliche.:burp::ubriachi:

Altrimenti si può optare per un italianissimo .....LIQUORE DI ROSE

Mescolate i petali di rose con 200g di zucchero ed un po' di alcool. Versate l'infuso in un vaso di vetro a chiusura ermetica aggiungendo il resto dell'alcool. Lasciate macerare per 10 giorni. Preparate uno sciroppo con lo zucchero, l'acqua ed unitelo al contenuto del vaso. Fate riposare per altri 10 giorni. Trascorso il tempo, filtrate per bene il liquore e imbottigliatelo. Prima si servirlo conservatelo in un luogo fresco per circa tre mesi.
Ingredienti

600g d'alcool a 90°, 60g di petali di rose, 650g di zucchero, 1g di cannella, 500g d'acqua.

maf@lda 05-03-12 11:41

1 Allegato/i
Il Maotai (o Moutai come viene scritto sulla etichetta) (in cinese tradizionale 茅台酒, cinese semplificato 茅台酒, pinyin Máotái jiǔ) è il liquore più famoso di tutta la Cina.

È distillato nel paese omonimo sito nel distretto di Renhuai, provincia del Guizhou (prefettura di Zunyi), Cina sud-occidentale. Ha una lunga storia risalente a oltre 2.000 anni. Si narra che all'epoca della dinastia Han gli imperatori preferissero bere il Maotai. Nel XX secolo il liquore conobbe la diffusione in tutto il mondo risultando vincitore di premi internazionali. Infatti il Maotai è diventato noto al mondo dopo aver vinto una medaglia d'oro al Panama-Pacific International Exposition (PPIE) tenutasi a San Francisco, California, nel 1915. Un altro momento di celebrità internazionale il Maotai lo visse quando, durante un pranzo di stato, Mao Zedong lo offrì a Richard Nixon, e si narra che Henry Kissinger disse a Deng Xiaoping,durante un incontro di lavoro, che se avessero continuato a bere Maotai, non avrebbero risolto alcuno dei problemi sul tavolo.

Il villaggio Maotai sorge in una profonda vallata incassata fra i monti, a 400 metri di altitudine; il clima è relativamente mite, e questo fa sì che ci siano ottime condizioni per la fermentazione. Attraverso il villaggio scorre il fiume Chishui, che origina sui monti circostanti. La purezza delle acque del fiume è uno dei principali segreti del Maotai. Inoltre le vasche di fermentazione del Maotai sono fatte di una terra particolare chiamata, per il suo colore rosso, la terra “cinabro”. Anche questa terra è originaria del villaggio Maotai e contribuisce anch’essa a conferire al distillato il suo particolare aroma.

Gli ingredienti del Maotai sono il frumento e il sorgo. La distillazione segue un iter molto complesso, con regole scritte in un preciso protocollo. Il preparato da cui si otterrà poi il Maotai subisce, una volta al mese, otto distillazioni successive. Dopo la distillazione, il liquore viene fatto invecchiare svariati anni in giare di una porcellana speciale. L’intero periodo di lavorazione richiede cinque o sei anni. Il Maotai ha una gradazione alcolica intorno al 54-55%.

maf@lda 06-03-12 12:07

1 Allegato/i
IL SAKE'

Il sakè viene comunemente definito “vino di riso”. Esso non contiene addittivi aggiunti,
come ad esempio acidificanti, zuccheri ed acidi organici come avviene nei
cosiddetti “sake normali”, cioè senza denominazione; per questo usano descrivere
questa bevanda con due termini: purezza e freschezza
. Sebbene questa bevanda
sia composta per il buon 80% da acqua, il riso rimane comunque l’ingrediente
fondamentale.
Il sake è ottenuto da riso raffinato, diverso da quello che si
usa in cucina. Sono circa una decina le varietà utilizzate, ognuna delle quali
dona al prodotto delle differenze nel gusto finale. Il riso per produrre sake
ha un nome specifico; viene chiamato sakamai. La parte del sakamai che
viene scartata, è chiamata nuke, e in un sake di qualità
oscilla tra il 30% e il 65% del peso totale del riso. Maggiore è lo scarto,
maggiore sarà la purezza e la qualità del sakè. Un altro ingrediente è il
lievito (saccharomyces cerevisiae), necessario per la fermentazione e in grado
di dare al sake i profumi e i sapori che lo caratterizzano. L’ultimo
ingrediente è il kouji. Preparare il kouji è un po’ come maltare l’orzo nella
produzione della birra. Esso consiste in un riso cotto a vapore su cui vengono
sparse le spore di un fungo, l’aspergillus
oryzae, utilizzato anche nella fermentazione della soia per produrre shoyu
(salsa di soia) e miso (pasta di soia). queste hanno la funzione di scomporre gli
amidi del riso in molecole di zucchero, in modo da permettere la fermentazione
alcolica.

La produzione

Quasi tutti i
produttori affermano di avere un metodo unico di produzione (non a torto),
poiché tante sono le variabili che possono essere modificate in ogni passaggio:
dalla temperatura alla durata, fino alla presenza o meno di alcune fasi della
lavorazione. Per prima cosa, il riso viene raffinato (seimai) e poi viene lasciato riposare per farlo raffreddare. La
fase successiva è il lavaggio (senmai), cui
segue una fase di ammollo (shinseki),
che può durare da pochi minuti ad alcune ore. Successivamente avviene la
cottura a vapore (joumai), che può
durare da 20 minuti ad un’ora circa. Il riso viene cotto in modo tale che gli
enzimi del kouji possano agire più facilmente sugli amidi. La maggior parte del
riso viene raffreddata (hourei), mentre
un terzo circa viene riscaldato in una stanza a temperatura controllata, dove
sarà cosparso con l’aspergillus oryzae. Quello che si ottiene da questo
processo (seikuko), che dura quasi
due giorni è il kouji. Esso viene lasciato raffreddare e riposare per un
giorno. Dopo di che si prepara il lievito madre (shubo o moto) che andrà ad attivare la fermentazione. In grandi
recipienti questo shubo viene mescolato al composto principale (moromi), formato da riso cotto a
vapore più acqua oltre al kouji, che viene aggiunto in tre fasi successive (hatzu-zoe, naka-zoe, e tome-zoe) nell’arco
di quattro giorni. Questa fase viene definita fermentazione multipla parallela, in cui saccarificazione e
fermentazione avvengono contemporaneamente. Il mosto viene lasciato fermentare (hakkou) per un periodo che varia da
due settimane ad oltre un mese. La fase successiva è quella della pressatura (jousou); anche in questo caso c’è una
variabilità da mezza giornata a tre giorni. Nel caso in cui si voglia ottenere
un sake liquoroso, l’aggiunta di alcol avviene prima della pressatura. Le
operazioni successive sono il filtraggio (roka)
e la la pastorizzazione a 60-65°C (hiire).
L’ultima fase è quella dell’affinamento (jukusei)
che può durare da alcuni mesi ad un anno. In alcuni casi il sakè viene
invecchiato per 15/20 anni.
È un prodotto dal gusto raffinato e molto costoso.
Ideale per gli amanti dei vini liquorosi (una variante è il taruzake, che viene fatto maturare in
botti di cedro, acquistando un particolare profumo e gusto oltre ad una
colorazione gialla). Quando viene messo in commercio, il sake è
qualitativamente al top e va consumato in tempi brevi. Prima
dell’imbottigliamento viene ridotto di grado con aggiunta di acqua (kashui), al fine di ottenere una
gradazione attorno ai 15/16 gradi alcolici.

Classificazione

Il sake può essere
classificato in tre modi:

-
In base alla qualità della materia prima
utilizzata

-
In base al metodo di fermentazione

-
In base ai processi di lavorazione
successivi alla fermentazione.

La classificazione più
importante è sicuramente in base alla qualità del riso utilizzato, in quanto è
quella che fornisce informazioni maggiori
sul prodotto finale e che influisce maggiormente sul prezzo di vendita

maf@lda 09-03-12 11:43

1 Allegato/i
La salsa di soia o shoyu (è una salsa fermentata ottenuta dalla soia (19%), grano tostato (15,99%), acqua (53%), sale (12%) e koji (<0,01%).

Originaria della Cina, la salsa di soia è un comune ingrediente della cucina dell'Asia orientale e sud-orientale. Talvolta è utilizzata in alcune applicazioni di cucina occidentale, ad esempio come ingrediente dell'inglese salsa Worcester.

Più precisamente esistono due tipologie principali di salsa di soia: lo Shoyu, che prevede l’aggiunta di frumento e il Tamari, che in realtà è solo una variante dello shoyu, che viene preparata senza frumento. Entrambe subiscono un processo di fermentazione naturale che dura 12-18 mesi, e si usano in purezza per condire insalate, verdure stufate, cereali, brodi, zuppe ecc. o come ingredienti per la preparazione di altre salse.

Tra le qualità nutritive della salsa spiccano un contenuto di antiossidanti 10 volte maggiore rispetto a quello del vino rosso e proprietà digestive. Di contro, il contenuto in sale non ne rende consigliabile l'uso in diete povere di sodio così come il glutammato contenuto può far sorgere qualche problema di salute.

maf@lda 12-03-12 15:38

1 Allegato/i
La salsa di soia può essere utilizzata tal quale, ma si unisce bene anche con altri condimenti quali ad esempio aceto, succo di agrumi, zenzero, olio e sesamo.

Nella cucina macrobiotica, questa salsa viene aggiunta durante la cottura del cibo per renderlo più digeribile
.
La salsa di soia è facilmente reperibile anche nei supermercati e nei negozi di alimentazione orientale .

Mezzo cucchiaino di salsa di soia tamari equivale a un pizzico di sale e due o tre cucchiaini sono sufficienti per insaporire un pasto per quattro o sei persone.

Gli usi di questa famosa salsa sono:
- con i cereali integrali, nelle minestre e zuppe di ogni tipo e genere, potete aggiungerla sia all'inizio della cottura che aggiunta alla fine.
- può essere usata aggiunta all'acqua dove cuociono gli spaghetti di soia o le verdure, si rivela inoltre indispensabile nella cottura di molte alghe.

Nella medicina macrobiotica, è detto che la salsa di soia ha proprietà ed usi sorprendenti: per esempio, aggiungere una goccia al té lo si rende vitalizzante e nel contempo calmante. Questo particolare té è indicato sia nelle malattie da raffreddamento che nelle sindromi dolorose di qualsiasi genere.

maf@lda 14-03-12 10:54

1 Allegato/i
PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE

L'insufficienza venosa è un problema che colpisce oltre il 40% della popolazione nei paesi Occidentali. In Italia il 55% delle donne tra i 24 e i 55 anni accusa disturbi circolatori agli arti inferiori di varia gravità.
E' un problema soprattutto femminile, il rapporto uomo-donna è di 1:3, è questo è dovuto al fatto che la donna possiede un sistema ormonale che predispone all'instaurarsi delle alterazioni del circolo venoso che poi possono portare all'insufficienza venosa vera e propria.
Gli ormoni estrogeni, infatti, favoriscono la ritenzione dei liquidi, mentre il progesterone stimola il rilassamento dei vasi che perdono elasticità e tendono a dilatarsi.
Si sa che sono più a rischio di incorrere in questo disturbo le donne che stanno molto in piedi e coloro che fanno vita molto sedentaria.
In entrambe i casi lo stazionare in una posizione senza stimolare la muscolatura, come avviene invece durante una passeggiata, può determinare un difficoltoso ritorno venoso dagli arti inferiori al cuore, con possibilità di ristagno di liquidi. Le vene sono, infatti, provviste di valvole che permettono il passaggio del sangue verso l'alto ma impediscono il reflusso in basso. Se il loro funzionamento non è ottimale, a causa dell'indebolimento delle pareti delle vene o delle valvole stesse, si assiste appunto al reflusso di sangue verso il basso con conseguente dilatazione e sfiancamento delle pareti venose; in questo caso siamo in presenza dell'insufficienza venosa.

Primi segni di scarsa circolazione
Quando si avvertono sensazioni quali bruciore, pesantezza alle gambe, crampi dolorosi, formicolio,
gonfiore ed edema ( stringendo la caviglia rimangono i segni bianchi delle dita ! ) a gambe e caviglie, sensazione di dolore alle gambe e alle caviglie siamo in presenza dei primi chiari sintomi di un difetto circolatorio.
Le conseguenze possono essere alterazioni cutanee e capillari visibili nei casi più lievi fino a patologie vere e proprie quali vene varicose o ulcerazioni.
Ai primi segni di un difetto circolatorio si può cercare di porre rimedio cambiando alcune abitudini di vita errate e utilizzando i rimedi che la medicina naturale ci propone.


Comportamenti e rischio
- controllare il peso corporeo e cercare di mantenere il peso forma
- evitare di indossare tacchi molto alti per periodi prolungati
- evitare di indossare indumenti che provocano costrizione agli arti inferiori
- evitare di rimanere in piedi per lunghi periodi
- evitare alcol e fumo
- praticare attività sportiva come nuoto, bicicletta, ginnastica dolce
- seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura e povera di sale
- bere molta acqua
- evitare l'esposizione diretta al sole o a fonti di calore come saune o bagni caldi
- dopo una giornata di lavoro fare una doccia alle gambe con acqua fredda e poi sdraiarsi tenendo le gambe sollevate per alcuni minuti.

Altri fattori che possono favorire l'insorgere di questi disturbi sono l'uso della pillola anticoncezionale o la terapia ormonale sostitutiva.

Rimedi naturali
Tra le erbe officinali che si possono utilizzare quando gonfiano le caviglie o si comincia a sentire un po' di pesantezza delle gambe va ricordato l' ippocastano. E' una pianta che la moderna bilbiografia descrive come antinfiammatoria e antiedemigena, peculiarità che possono aiutare ad aumentare la resistenza capillare e migliorare il drenaggio linfatico in modo tale da ridurre gonfiore ed edema.

Il mirtillo è molto utilizzato per rinforzare la parete dei capillari. Contiene antocianosidi, sono bioflavonoidi che agiscono ripristinando la funzionalità del microcircolo e combattendo la formazione di antiestetiche teleangectasie; la parola è difficile ma in realtà sono i capillari che si dilatano e diventano evidenti a livello superficiale e quindi ad occhio nudo!!
Il mirtillo viene molto utilizzato anche per migliorare la visione notturna soprattutto per chi soffre di miopia.

L' estratto secco di rizoma di rusco contiene saponine ed è un buon aiuto per cercare di ridurre la vasodilatazione e l'infiammazione. Ha anche un'altra funzione molto importante : inibisce l'elastasi, enzima coinvolto nella degradazione del tessuto venoso.

Altra pianta importante nel panorama della medicina naturale è la centella asiatica. E' una pianta acquatica con foglie rotonde che ha proprietà flebotoniche ed eudermiche. Studi recenti hanno dimostrato che è utile per stimolare la produzione di fibre collagene nel connettivo sottocutaneo. Viene utilizzata nell'edema da insufficienza venosa, contro smagliature, eczema e psoriasi.

Anche l'estratto di ginkgo viene spesso utilizzato nei disturbi del microcircolo per la sua capacità di aumentare la fluidità del sangue, poiché contiene ginkgolidi che sono diterpeni in grado, secondo gli ultimi studi effettuati sulla pianta, di inibire il fattore di aggregazione piastrinica.

Un' altra sostanza di origine naturale, utile per chi sta molto in piedi é la diosmina. la diosmina è un glicoside flavonico naturale; è noto da tempo che la diosmina agisce sui vasi venosi e sui capillari riducendone la permeabilità e aumentandone la resistenza, contrastando così la formazione di edemi e la sensazione di pesantezza e di dolore collegata.

Per tutti questi rimedi sono presenti formulazioni come capsule di estratto secco titolato e standardizzato e come crema.
Si consiglia l'uso di entrambe le formulazioni poiché con l'estratto secco si ha maggiore efficacia e durata nel tempo ma la crema o il gel possono dare un sollievo immediato, soprattutto se tenuti in frigo. L' applicazione del gel fresco sulla caviglia calda ed edematosa, più volte al giorno e soprattutto la sera, mettendo possibilmente le gambe un po' in alto, darà sicuramente un grande sollievo, soprattutto nella stagione più calda.

L' aromaterapia consiglia nei casi di edema linfatico agli arti inferiori lemongrass, 3 gocce 3 volte al dì in un cucchiaino di miele, lasciando sciogliere lentamente in bocca.
Nel caso di varici cipresso o ginepro 3 gocce 3 volte al dì, in un cucchiaino di miele con la stessa metodica di prima.
Attenzione a non superare mai le dosi consigliate quando si utilizzano oli essenziali per via orale poiché l'aromaterapia è estremamente efficace e può essere aggressiva per l'organismo a dosi elevate, che possono essere anche 1 o 2 gocce in più.
Si può fare anche un pediluvio:
versare 3-4 gocce di cipresso e 3-4 gocce di ginepro in una bacinella d'acqua tiepida e immergere i piedi per almeno 10 minuti.



maf@lda 16-03-12 16:50

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La cervicale (o cervicalgia) si configura come un dolore localizzato in corrispondenza del collo, che spesso si irradia verso braccia e spalle.
La cervicale causa problemi alla vista, formicolii e intorpidimento, rigidità del collo, tachicardia, vertigini, rigidità al mattino. Il disturbo si deve a un alterato assetto meccanico della regione cervicale, spesso dovuto a colpi di freddo, movimenti bruschi, postura inadeguata, stress esagerato e prolungato.
Rispetto agli eventi traumatici, sono più diffusi i casi di cervicale causata da tensioni muscolari che si apprezzano alla palpazione sotto forma di “noduli” o “corde”. Altre cause che possono sopraggiungere e scatenare il disagio: la degenerazione dei dischi intervertebrali, l'alterazione dei corpi vertebrali adiacenti, la stenosi del canale vertebrale.

Alimentazione Aumentare l’apporto di vitamina D, contenuta in acciughe, aringhe, salmone e tonno. Assumere quotidianamente 1-2 litri d’acqua minerale naturale a elevata percentuale di calcio. Scegliere alimenti che garantiscano un elevato apporto di acidi grassi, omega-6 e omega-3, come gli olii di semi spremuti a freddo (soprattutto di noci e di lino). Consumate regolarmente legumi, uova, pesce di mare, carni magre biologiche, soia e derivati, noci, mandorle, nocciole, olio extravergine d’oliva spremuto a freddo.


Fitoterapia - L’estratto di Boswellia serrata, grazie alla gommoresina profumata, ricca di triterpeni, ha una spiccata azione antinfiammatoria.
Anche la liquirizia contiene un’importante sostanza, la glicirrizina, che inibisce la degradazione dei corticosteroidi umani e sfiamma a livello articolare; non deve però essere assunta per periodi troppo lunghi senza il controllo del medico.
Per la riduzione del dolore può invece essere utile l’arpagofito (Harpagophytum procumbens) di origine africana e presente anche nella Farmacopea Ufficiale, impropriamente detto “Artiglio del diavolo”.

Esercizi - Evitare di tenere posture sbagliate per un tempo prolungato. Ricordate sempre che i muscoli si adattano alla posizione assunta, per cui, se la postura è sbagliata, il muscolo si accorcia e, contraendosi, si ritrova alle prese con un ridotto apporto di sangue e di ossigeno. Da ciò derivano dolore, sensazione di bruciore e rigidità, che possono sfociare in nausea, capogiri, formicolii alla mano (specie se si usa molto il mouse; in quel caso si parla di mouse arm syndrome, ovvero “cervico-brachialgia da uso del puntatore”).
È utile sciogliere le tensioni profonde attraverso massaggi o leggere trazioni. Ovviamente, se la postura errata è un'abitudine, poco potranno le tecniche di palpazione.

Vi proponiamo un piccolo esercizio per sciogliere le tensioni a livello cervicale: in piedi, inclinate il capo a destra e poi a sinistra, molto lentamente. Sentite i muscoli allungarsi a ogni espirazione, mentre raccogliete l'energia quando inspirate.
Poi alzate un braccio, e abbassate l'altro; spingete entrambi indietro e invertite. Imparare a rilassarsi è un lavoro indispensabile per chi soffre di questo disturbo; un imperativo che sul lungo periodo porta innumerevoli benefici.

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maf@lda 16-03-12 16:55

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Il dolore al collo può diventare insopportabile per chi guida e passa in macchina alcune ore.Un corretto allineamento è indispensabile per ridurre la tensione.

La posizione della mano che provoca probabilmente il minor sforzo sul collo è quella che tiene il volante a ore 5 (destra) e 7 (sinistra). La presa deve essere rilassata, ma anche abbastanza solida per gestire una emergenza improvvisa della strada.

Fare esercizi delicati con il collo prima di salire in auto o quando siete fermi, ma mai durante la guida. Questi possono comprendere una gamma di movimento dolce che prevede dei movimenti del collo in senso orario, poi in senso antiorario. Questo è un ottimo modo per aiutare ad assistere i muscoli della colonna cervicale sentendoli più agili.
Siccome possono distrarvi, mai farli quando siete in marcia.

Lo streching laterale del collo è un ottimo modo per ridurre la distorsione muscolare. Anche per tragitti brevi, è sempre una buona idea fare una pausa dalla guida e rilassarsi. Si può anche camminare un po’, ponendo una mano dietro al collo e delicatamente allungandolo verso la mano stessa. Ripetere sul lato opposto.

maf@lda 19-03-12 16:24

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L'assenzio è un distillato ad alta gradazione alcolica all'aroma di anice derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell'assenzio maggiore (Artemisia absinthium), dal quale prende il nome.

È classificato come distillato. I liquori invece sono, generalmente, una soluzione alcolica zuccherina a base di componenti vegetali


Essendo generalmente di colore verde (naturalmente o mediante l'uso di coloranti), l'assenzio si è affermato anche con l'epiteto Fée Verte (Fata Verde). Viene generalmente bevuto aggiungendo dell'acqua ghiacciata e/o dello zucchero. Questo tipo di preparazione rende il distillato più torbido per consistenza e più leggero per gradazione alcolica, cosa che consente di degustarne meglio il sapore. Per questo motivo tale era il modo più comune di gustarlo nell'800, secolo di massima diffusione dell'assenzio.

L'assenzio è noto specialmente a causa dell'associazione con gli scrittori ed artisti parigini del Decadentismo per la popolarità che ebbe in Francia alla fine di quel secolo e all'inizio del successivo, fino alla sua proibizione nel 1915. Carlo Dossi, nelle sue Note Azzurre, dice che Rovani, il romanziere della scapigliatura, faceva un uso smodato di assenzio. La marca di assenzio più conosciuta nel mondo era la Pernod Fils.

L'assenzio appare incolore o di tutte le sfumature della clorofilla, dal giallo tenue al verde smeraldo e ha un sapore complesso dovuto agli aromi delle varie erbe con il quale viene prodotto. In aggiunta alle foglie di assenzio, esso contiene semi di anice verde (l'anice stellato, frequente invece nei suoi surrogati, raramente era utilizzato e solo in modeste quantità), semi di finocchio, issopo, melissa, artemisia pontica e diversi altri ingredienti che cambiavano da distilleria a distilleria quali angelica, menta, genepì, camomilla, coriandolo.

Sembrerebbe una tesi priva di fondamento, sorta con l'intenzione di attribuire all'assenzio ottocentesco proprietà proprie delle droghe, quella secondo cui l'assenzio venisse in alcuni casi adulterato con oppio: non esiste infatti alcun documento storico che lo confermi e nessuna ricetta storica che ne parli.

L'assenzio è prodotto per macerazione e diretta distillazione degli ingredienti. Successivamente, qualora opportuno, lo si colora con un'ulteriore macerazione di erbe tra cui l'artemisia pontica, l'issopo e la melissa.

Varietà meno pregiate di questa bevanda sono fatte per mezzo di essenze o olii mischiati a freddo nell'alcool.

Il contenuto alcolico è estremamente elevato per permettere alla clorofilla di restare stabile il più a lungo possibile (tra il 45% ed il 75%).

Storicamente, c'erano 4 varietà di assenzio: ordinario, semi-eccellente, eccellente, e superiore o svizzero, l'ultima delle quali aveva un tenore alcolico maggiore rispetto alle altre. Il miglior assenzio contiene dal 65% al 75% di alcol. Nel diciannovesimo secolo l'assenzio, come molti cibi e bevande del tempo, era occasionalmente contraffatto da affaristi con rame, zinco, indaco, o altre sostanze coloranti per conferirgli il colore verde; questo non fu ovviamente mai fatto dalle migliori distillerie.

La diceria che l'assenzio venisse spesso bevuto con gocce di laudano nasce per di più da esaltazioni dei media di rari casi storicamente documentati. Il laudano era assai poco diffuso e solo tra chi se lo poteva veramente permettere, e questi erano soliti utilizzarlo ovunque capitasse (il più delle volte nel vino): è possibile che costoro lo mettessero anche nell'assenzio, poiché l'assenzio era molto bevuto; quest'usanza è perciò da attribuire solo a pochi ricchi oppiomani.

La notevole popolarità che l'assenzio ebbe durante il XIX secolo (grazie anche a prezzi relativamente contenuti e accessibili a tutti i ceti) portò i produttori di vini, cognac e whisky a iniziare una vera e propria guerra contro l'assenzio, guerra che fu prontamente accolta dai governi per poter porre fine al diffuso alcolismo, piaga del XIX secolo francese.

maf@lda 20-03-12 16:46

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L’Assenzio (Artemisia absinthium) è un' erba comunissima che alcune volte raggiunge la frequenza dell’infestante. Conosciuta dal popolo che l’additava volentieri come termine di paragone per indicare qualcosa di veramente amaro. Checché se ne possa pensare l’assenzio possiede delle proprietà benefiche.

L’alto contenuto di principi amari rende l’assenzio utile a coloro che soffrono di disfunzioni digestive e inappetenza stimolando stomaco e fegato. Come vermifugo viene utilizzato in combinazione con l’aglio per le virtù antisettiche ed emmenagoghe. E’ molto utilizzato per il suo amaro aromatico sia nell’industria delle bevande alcoliche (è un componente fondamentale del vermouth) che delle bibite analcoliche. Nell’industria farmaceutica è usato come correttivo del sapore.

maf@lda 20-03-12 17:24

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L'assenzio può essere impiegato come tonico stomachico, colagogo e coleretico, febbrifugo, emmenagogo, vermifugo, antisettico su ulcerazioni e ferite. Curioso l’impiego dell’erba per combattere le pulci dei cani e per allontanare le coccinelle dal giardino. Inoltre essiccato è un ottimo antitarme per conservare la lana.:cool::cool::cool:

Un abuso può causare gravi disturbi poiché in dosi eccessive è un veleno. E’ incompatibile con i sali di zinco, piombo, ferro. E’ controindicato per i soggetti biliosi, nelle irritazioni gastro-intestinali, per le donne in allattamento, per i soggetti tendenti a congestioni cerebrali. Ad alte dosi l’assenzio rivela le sue proprietà di droga e diventa tossico per effetto del tuiolo: tale sostanza ha intense proprietà eccitanti sul sistema nervoso centrale e può produrre allucinazioni e manifestazioni epilettiche; ha inoltre una forte azione irritante sugli organi pelvici, infatti in passato veniva usato come emmenagogo e abortivo.

maf@lda 22-03-12 11:26

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Afrodisiaci naturali.

Tralasciando il problema della "precocità maschile", disturbo sempre più diffuso e altamente complesso, indicheremo alcuni afrodisiaci che possono aiutare in vari modi nel rapporto sessuale.

Sicuramente ha suscitato molto interesse la Yohimbina, alcaloide principale contenuto nella corteccia della rubiacea Corynanthe yohimbe. Questo alcaloide é in grado di stimolare i comportamenti sessuali a livello centrale e di produrre vasodilatazione a livello periferico. La Yohimbina viene utilizzata nel trattamento di impotenza di origine organica o psicosomatica. Purtroppo la Corynanthe yohimbe rientra tra quelle piante introvabili e considerate pericolose.

In alternativa ci si può orientare sulla Muira puama, pianta originaria dell'Amazzonia brasiliana, "afrodisiaco di potenza straordinaria". Contiene un alcaloide con struttura simile a quella della yohimbina, ad azione vasodilatatrice specifica.

I suoi principi attivi della Muira puama sono contenuti in quasi tutte le parti della pianta ma è principalmente nella corteccia e nella radice che si trovano delle sostanze di natura resinosa.

Gli studi sulla marapuama sono iniziati sin dagli anni venti. Già nel 1930, Meiro Penna ha parlato di questa pianta nel suo libro Notas Sobre Plantas Brasilerias. ed ha confermato l'efficacia della pianta per i problemi gastrointestinali, circolatori e per la cura dell'impotenza.

maf@lda 22-03-12 11:32

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LA Maca, ENERGIZZANTE nelle DISFUNZIONI SESSUALI, in particolare MASCHILI, nell'INFERTILITA' e nell'AFFATICAMENTO CRONICO, contiene alcuni alcaloidi i quali agiscono sull'asse ipotalamo-ipofisario, producendo una stimolazione delle ghiandole surrenali ed un effetto energizzante e stimolante sulle gonadi.
Ha proprietà di aumentare la fertilità, sia maschile che femminile, dovuta al sinergismo di diversi componenti: alto contenuto di minerali quali zinco e iodio, presenza di aminoacidi, in particolare arginina, e vitamine C ed E agiscono in sinergia con le sostanze di natura alcaloidea e con i fitosteroli.

Il Maca è l'abbreviazione di "Lepidium Meyenii", una pianta perenne con una storia molto antica e interessante. Attualmente è apprezzata per la capacità di determinare uno stato di generale benessere psico-fisico, che la rende un integratore ideale nella moderna alimentazione, tanto da meritare il nome di Ginseng peruviano. Studi scientifici confermano che la Maca è veramente un alimento completo, ed essiccato è in grado di mantenere inalterate per anni le sue caratteristiche nutritive.

Ha origine in Perù, tra le alture selvagge ed inospitali delle Ande, dove vive spontaneamente in balia dell'escursione termica: sembra che si serva di un particolare meccanismo di autoprotezione, che ha sviluppato in molte migliaia di anni.
Di questa pianta si utilizza la radice, ricca di principi nutritivi e povera di grassi. Fornisce infatti un buon apporto di carboidrati e minerali, oltre ad avere un'importante contenuto di iodio, una presenza importante di vitamine (B1, B2, B12, C, E), fibre e amminoacidi essenziali.

La Maca stimola il sistema nervoso, aiuta nella concentrazione, eleva il livello d'energia e combatte forme croniche di stanchezza. È un valido rimedio contro ipotiroidismo e anche nella cura dell'impotenza sembra dare risultati positivi. Grandi riscontri sono stati ottenuti nel miglioramento di sintomi relativi alla sindrome premestruale e nei disturbi legati alla menopausa (regolarizza la gestione degli estrogeni, colmandone le carenze e abbattendone le eccedenze).

Può essere impiegata dagli sportivi, (ottima per chi compie sforzi fisici in montagna), contribuisce allo sviluppo della massa muscolare. Studenti e manager possono trarne giovamento per superare momenti di stress psico-fisico. La Maca, inoltre, rallenta i processi degenerativi dell'invecchiamento, previene la caduta dei capelli e mantiene il grado di idratazione della pelle e della tonicità dei tessuti.


Benché non siano stati riscontrati effetti tossici veri e propri, esiste sempre la possibilità di rare reazioni allergiche in individui ipersensibili. E' invece sconsigliato, a causa dell'elevato contenuto di iodio, in caso di ipertiroidismo e anche durante la gravidanza e l'allattamento.

maf@lda 26-03-12 16:29

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Tribulus terrestris, é un TONICO ENERGIZZANTE naturale in grado di influire favorevolmente sulla sfera sessuale.
Tribulus Terrestris è un rimedio naturale molto efficace per l'impotenza, è una pianta che agisce come tonico, stimolante di tutte le attività sessuali, favorisce la produzione di ******, aumenta la presenza di testosterone.

Tribulus Terrestris è un rimedio naturale le cui proprietà aiutano l'uomo in caso di impotenza e infertilità. Tribulus Terrestris è un anabolizzante ma pare che la sua azione principale sia quella di stimolare la produzione di testosterone. Questa pianta aiuta anche a sviluppare una maggiore forza fisica e la massa muscolare. Non esistono tuttavia studi che ne comprovino la reale efficacia per quanto riguarda l'effetto anabolizzante
E' sicuramente assieme a Maca l' afrodisiaco più utilizzato
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maf@lda 27-03-12 11:54

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Un rimedio naturale per il mal di denti, per calmarne il dolore, arriva direttamente dalla tradizione del popolo Inca. La pianta tropicale in grado di sedare il mal di denti è conosciuta con il nome di Acmella oleracea o Crescione di Para. Il suo effetto sedante è stato testato di persona da una ricercatrice francese. La studiosa, durante un viaggio in Amazzonia, a contatto con una tribù del luogo...ha avuto modo di calmare il proprio mal di denti grazie ad una pianta da masticare offerta da uno sciamano del posto. Tale pianta era appunto la Acmella oleracea. Il rimedio naturale si è rivelato efficace in pochi minuti facendo scomparire del tutto il dolore. Da qui, l’idea della dottoressa di produrre con questa pianta, un gel ricco di principi attivi atti a sedare il mal di denti. Il rimedio dovrebbe essere ben presto a disposizione di tutti.

maf@lda 28-03-12 10:55

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Nel reflusso si riconoscono fattori protettivi e fattori lesivi; quest'ultimi sono acido gastrico, sali biliari, pepsina ed enzimi pancreatici.
Ci sono degli alimenti che aggravano i sintomi e altri che li diminuiscono, ma si tratta sempre di un problema di acidità, quindi aggravato da alimenti acidi e migliorato da elementi alcalini.

Ci sono delle tabelle che definiscono alimenti basici e alimenti acidi.

Un sistema naturale per ridurre l’acidità è rappresentata dal bicarbonato, dalla citrosodina, dal ghiaccio tritato, dalla granita di banana, di patate o di latte.

Le patate crude centrifugate e poi raffreddate con l’aggiunta di un modesto quantitativo di zucchero ha effetto antiedemigeno ed antinfiammatorio, mentre per l’emorragia gastrica si mangia il ghiaccio tritato che ha effetto antinfiammatorio, riducendo così l’irrorazione e quindi la produzione di acido cloridrico.

maf@lda 28-03-12 11:06

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Alimenti ad azione terapeutica nelle patologie gastriche

Peperoncino - A prima vista l’impiego del peperoncino nelle gastralgie e nelle ulcere sembrerebbe sconsigliabile, dato il bruciore che provoca a carico delle mucose. In realtà, nel paziente che non è abituato al suo utilizzo, il bruciore si limita, di solito, alle mucose della bocca.

Nella nostra esperienza lo utilizziamo abbondantemente in queste patologie, compresi la gastrite atrofica, il reflusso gastro-esofageo e le ulcere gastriche e duodenali, per una serie di valide ragioni. In primo luogo, il peperoncino svolge un’azione eupeptica, cioè facilita e velocizza tutti i processi digestivi. E’ un cicatrizzante molto efficace, poiché provoca una vasodilatazione associata ad azione revulsiva locale, con arrivo di una maggiore quantità di sangue (che ha un pH alcalino), e quindi di tutti i fattori di difesa e di riparazione tessutale. Infine, la capsaicina ha un’azione antibatterica documentata, utilissima per impedire la proliferazione dell’Helicobacter pylori nelle forme ulcerose. Per queste ragioni, il peperoncino si rivela utile in tutte le patologie gastriche, dalle gastriti ipertrofiche a quelle atrofiche, nelle esofagiti da reflusso, ma anche nelle forme ulcerose, nonostante gli inevitabili timori del paziente, fugati dopo l’immediato beneficio conseguente al suo primo molto preoccupato utilizzo. Studiando nei particolari i trattamenti bionutrizionali per queste patologie, si noterà come l’impiego del peperoncino sia costante ed in tutte le modalità possibili: sulla pasta, sulle verdure, ma anche insieme con il toast al prosciutto crudo, sulle patate bollite condite con olio, sale e, prezzemolo o sedano, a seconda delle indicazioni, o semplicemente su una fetta di pane tostato con dell’olio crudo.

Ortica - Nonostante il suo contenuto in ferro biodisponibile, che potrebbe essere irritante a carico della mucosa gastrica, come accade per altri alimenti ricchi di questo importante micronutriente, l’ortica svolge un’azione cicatrizzante molto efficace in tutte le lesioni irritative ed ulcerative gastro-duodenali. La sua azione revulsiva è tanto più intensa quanto più la cottura è breve; per esempio, è più efficace l’ortica stufata con olio extravergine d’oliva e qualche goccia di limone, che non l’ortica ripassata in padella o utilizzata per confezionare la pasta. Una delle migliori modalità di utilizzo è il riso all’ortica, che associa, all’azione adsorbente del riso sui succhi gastrici, l’azione cicatrizzante, lenitiva ed antianemica dell’ortica, che va aggiunta a cottura del riso ultimata, selezionando solo le foglie e non gli steli. Per prepararlo si pone il riso in una casseruola con aggiunta di cipolla finemente tritata e burro o olio extravergine d’oliva e, solo quando sarà lievemente dorato, si verserà un mestolo alla volta di acqua bollente, lasciando sobbollire a fuoco lento; dopo circa 15 minuti si aggiungerà l’ortica, accuratamente lavata, e si continuerà a cuocere per altri 2 minuti, fino a cottura completa del riso. Altra modalità per sfruttare tutto il contenuto in ferro dell’ortica è rappresentata dal far cuocere il riso in acqua e solo a fine cottura del cereale, si aggiungerà la verdura , sale ed olio extravergine d’oliva. Non è mai opportuno cuocere il riso e l’ortica insieme in quanto quest’ultima, che è molto tenera, cuoce in due o tre minuti; per questa ragione, nei venti minuti circa di cottura del riso, perderebbe la maggior parte del suo potere nutrizionale. Questa seconda preparazione sarà utile in tutte le anemie sideropeniche, nei pazienti in trattamento chemioterapico ed in quelli affetti da calcolosi della colecisti, per i quali è sconsigliabile l’uso dei grassi saturi; l’aggiunta dell’olio extravergine d’olivo o del burro, a seconda delle necessità terapeutiche, verrà in questo caso effettuata a fine cottura del riso. Altra possibile modalità, è quella di far bollire gli steli dell’ortica, privati delle foglie, e cuocere il riso nel liquido ottenuto. A fine cottura del riso, dopo averlo scolato di quasi tutta l’acqua, si aggiungeranno le foglie dell’ortica che cuoceranno per un solo minuto; il tutto verrà condito con burro o olio, a seconda della necessità, e parmigiano. Questa modalità permetterà di sfruttare tutta la quota-parte in ferro e silicio contenuta negli steli, e sarà preziosa sia nelle anemie gravidiche, che nella caduta dei capelli.

Succo di limone - Si è detto dell’azione di beneficio immediato del succo di limone in caso di iperacidità con sintomatologia dolorosa acuta. Un tentativo terapeutico dell’ulcera gastrica è quello di proporre l’assunzione a digiuno al mattino di 4-5 gocce di limone puro diluite in un cucchiaio di acqua e senza aggiunta di zucchero. Gradualmente, e controllando la sintomatologia clinica, si aumenterà il numero delle gocce durante la giornata e nei giorni successivi, fino ad arrivare alla quantità del succo di circa mezzo limone, diluito con acqua, quel tanto che basta da renderlo accettabile al palato, e facendolo bere a sorsi piccoli e ripetuti. Nella maggior parte dei casi, l’azione antibatterica, revulsiva, cicatrizzante ed antiacida del succo di limone permetterà la sterilizzazione della mucosa gastrica lesa ed invasa dall’Elicobacter pylori, ridurrà l’erosione continua operata dall’acido cloridrico endogeno ed attiverà i naturali processi di riparazione tessutale. Parte di queste azioni saranno potenziate dall’impiego costante del peperoncino aggiunto alle preparazioni alimentari, come detto nel relativo paragrafo.

Banana - Mentre la banana molto matura diventa quasi gelatinosa, a causa della trasformazione degli zuccheri complessi in zuccheri semplici, nella polpa di quella ancora relativamente acerba sono contenuti dei principi attivi che svolgono una azione protettiva a carico della mucosa gastrica infiammata, proteggendola dall’effetto corrosivo dell’acido cloridrico e della pepsina. Infatti, la banana attenua gli effetti collaterali di farmaci gastrolesivi, quali l’aspirina ed i cortisonici. Per contro, nei soggetti che abbiano un deficit degli enzimi necessari per digerire la cellulosa presente in questo frutto, si potrà verificare una intolleranza per eccesso di fermentazione.

Papaia - Dal sapore molto dolce, questo frutto tropicale si può impiegare in tutti i disturbi dello stomaco e del duodeno, dalle gastriti alle ulcere gastriche e duodenali. La sua caratteristica nutrizionale principale consiste in alcuni enzimi proteolitici, fra i quali la papaina, di cui è documentata l’azione antinfiammatoria a livello della mucosa gastrica ed intestinale.

Polenta - Per il suo contenuto in lipidi insaturi (5.1 mg%), vitamina E (9.5 mg%), carboidrati complessi a lento rilascio (7.6 gr.%) e proteine ridotte e senza glutine (8.7 gr.%), la polenta di mais può essere impiegata nell’alimentazione di un gastropatico fin dai primi giorni di trattamento, in quanto è di facile digestione, svolge un’azione protettiva a carico della mucosa infiammata e non induce fermentazione come altri cereali, in quanto relativamente povera di zuccheri. La ricchezza in magnesio (210 mg%) la rendono un alimento a spiccata azione antinfiammatoria partecipando, inoltre, all’equilibrio acido-basico, ai fenomeni di ossido-riduzione ed alla permeabilità e respirazione cellulare. Il modesto contenuto in vitamina K contribuisce a favorire, senza eccedere, i processi di coagulazione utili nelle possibili microlesioni dei processi infiammatori della mucosa gastrica.

Lattuga bollita - Insieme all’ortica, la lattuga e la cappuccina sono fra le poche verdure a foglia proponibili bollite ad un gastropatico. Per la loro ridotta percentuale di clorofilla, esse non sono irritanti per le mucose digestive, ma svolgono addirittura una funzione lenitiva, anche per il loro contenuto in vitamina E e in sostanze presenti nel gambo e nella parte lattiginosa della foglia: fra queste il lattucario, un succo amarognolo, che agisce con meccanismi farmacologici simili a quelli dell’oppio (D’Aubergiér), con azione sedativa sull’infiammazione e lenitiva del dolore.

Anche i cardi e le coste bianche delle bietole (cioè quelle parti prive di clorofilla) possono essere utili ad un gastropatico, purché somministrate rigorosamente bollite e condite esclusivamente con olio extravergine d’oliva e poco sale.


maf@lda 29-03-12 12:00

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Le costituzioni individuali sono 5:

EPATICA
CUORE
PANCREATICA
POLMONARE
RENALE


LA COSTITUZIONE "EPATICA" Statica
Sono soggetti caratterizzati da statura variabile, ma prevalentemente con spalle larghe ed una muscolatura in genere buona ed armoniosa. Possono essere anche degli sportivi. Il colorito è piuttosto pallido. Gli occhi sono grandi, a volte un po' sporgenti, sempre belli ed espressivi (Gli occhi sono l’orifizio del Fegato). Hanno un tono muscolare che si presta molto a fenomeni di contrattura, soprattutto nella regione del collo e delle spalle. Per la loro suscettibilità neurovegetativa, sono soggetti ansiosi o collerici, a seconda che siano costituzionalmente anergici o iperergici. I loro punti deboli, a livello strutturale, sono le articolazioni, i muscoli e i tendini (immaginare la ramificazione di un albero), mentre le ossa in quanto tali sono dipendenti in misura maggiore dalla funzione renale. Questo, per esempio, vuol dire che nei dolori osteo-articolari il soggetto fegato sarà interessato soprattutto per quanto riguarda i tendini (frequenti le tendiniti, anche in considerazione di un tono muscolare molto accentuato), frequenti le mialgie, gli strappi muscolari, ecc.Il loro sistema epato-biliare, più che nelle altre tipologie, è facilmente il bersaglio di disordini alimentari o di eccessi tossinici: hanno spesso bocca amara al mattino, periodi di stitichezza o di diarrea (per l’alterato tono muscolare della parete intestinale). DinamicaI soggetti "Fegato" sono spesso stanchi già dal mattino, presentano difficoltà ad alzarsi e ad iniziare la giornata, anche se a volte si svegliano molto presto spontaneamente. La sera, invece, tendono ad essere nottambuli.Sono volubili, incostanti, con memoria piuttosto labile. Sono di solito ottimisti, ma ansiosi, nervosi, agitati, instabili ed a volte addirittura aggressivi e collerici (le sue collere di norma rimangono dentro, ma se si esteriorizzano sono subitanee, anarchiche, venate di cattiveria). Hanno una certa difficoltà ad esteriorizzare, da cui deriva una tendenza all'inibizione.Presentano una debolezza del Fegato e della Cistifellea. I disturbi digestivi possono essere collegati a litiasi biliare, stitichezza, emorroidi.Sono soggetti a reazioni di ipersensibilità, allergie agli alimenti, alle punture di insetti, al sole, ai pollini, ai farmaci, e le reazioni possono essere di vario genere, dall'orticaria, all'eczema, all'asma, congiuntivite, ecc.Possono lamentare emicranie, mal di testa, crisi di tachicardia, ipertensione o ipotensione con senso di svenimento o debolezza, claustrofobia, paura della folla, degli spazi vuoti, vertigini. Spasmofilia.Soffrono di dolori articolari acuti e spesso fugaci, che si spostano in varie articolazioni.
Temono il freddo, ma non sono freddolosi.
Amano la primavera, ma in questa stagione si sentono male
per i loro problemi. Temono il vento che li innervosisce e determina cefalee.Sono attratti dai sapori acidi o aspri: aceto, limone (verso cui possono però avere all'opposto avversione, preferendo il salato), e in modo particolare dal cioccolato fondente. Prediligono i colori, verde, blu, turchese.

Il Bambino "Fegato" è in genere turbolento, nervoso, talvolta è timido e rosicchia le unghie. E' affetto da intolleranze agli alimenti come le uova, il cioccolato ed all'esposizione al sole. E' soggetto a crisi di acetone, miopia precoce e crisi allergiche ad alcuni alimenti (fragole).

La mano “fegato”Non è tanto la morfologia generale che caratterizza la mano “legno”, perchè non è particolarmente lunga, corta, larga o spessa, ma è nodosa e soprattutto alla faccia palmare si caratterizza per l’abbondanza delle strie, presenti in abbondanza anche sul lato palmare delle dita.Sul lato dorsale l’aspetto è quello di una mano dura, con poca carne, per cui dà l’impressione di una mano nodosa.Molto spesso questa falsa magrezza contrasta con uno stato più o meno continuo di iperidrosi, delle mani e spesso dei piedi che si accentua nei coinvolgimenti emotivi ed è più frequente nelle giovani donne.L’unghia è ben proporzionata, bombata, ma nei soggetti epatici la caratteristica principale è l’unghia “rosicchiata”.Le mani sono solide, magre, presentano nodosità all'altezza delle articolazioni falangee. A livello del palmo e delle dita si osservano numerose strie fini, a volte poche e profonde, o rugose. Tuttavia più sono numerose e più è facile che si tratti della costituzione legno. Le unghie sono ben impiantate e proporzionate, rettangolari: possono essere in ogni caso sia molto solide che fragili; i soggetti nervosi tendono poi a rosicchiarle.

maf@lda 02-04-12 11:16

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LA COSTITUZIONE CUORE

I soggetti Cuore morfologicamente non presentano caratteristiche peculiari, se si esclude un viso colorito, roseo, e dei pomelli prominenti spesso rossi per timidezza o per pletora di sangue al viso. In modo particolare possono andare soggetti a disturbi cardio-vascolari, problemi ipertensivi ed ipotensivi; disturbi del sistema simpatico, con spasmi intestinali, allo stomaco, al cuore, disturbi circolatori venosi (varici, emorroidi) o arteriosi (arteriti, angina pectoris, arteriosclerosi).

A volte soffrono di cefalee diffuse, di formicolii al cuoio capelluto o agli arti, di spasmofilia, di colite spastica, di disturbi metabolici nell'eliminazione di colesterolo, dell'urea e dell'acido urico. I soggetti Cuore presentano spesso stanchezze improvvise e che coinvolgono tutto l'organismo; per questo vanno facilmente in depressione. Fisiologicamente dormono poche ore per notte.
L'intelligenza è buona, normale
, ma a volte difetta la capacità di concentrazione.

Sono iperattivi mentali, a volte anche logorroici.Sostanzialmente si tratta di soggetti ipersensibili, che nascondono la propria emotività. Sono piuttosto autoritari o al contrario timidi, senza fiducia nelle proprie capacità.Le donne si riconoscono per la quantità di gioielli, di monili dai colori vivaci, stravagnati, brillanti, che indossano.Hanno sempre caldo, temono l'estate ed il caldo, ma detestano il freddo.I Bambini "Cuore" sono ipersensibili, iperemotivi. Possono essere agitati, turbolenti, disobbedienti, bugiardi, difficili da educare; oppure al contrario, timidi, chiusi in se stessi, di umore variabile. Si ammalano raramente, ma se hanno la febbre è piuttosto elevata e possono avere convulsioni o crisi epilettiche.

La mano cuore è generalmente lunga, con dita sottili e agili, molto mobili, eleganti, con notevole possibilità di divaricazione. E’ infatti una mano che si apre a ventaglio, come i raggi del sole e nei soggetti fuoco contribuisce notevolmente alla espressività generale molto marcata.Molto caratteristica e indicativa quando presente, è una tipica lassità del quinto metacarpo sulla prima falange.La mano si presenta allungata, fine, raffinata; le dita affusolate, più lunghe del palmo, agili, piene di vita, vengono a volte incessantemente agitate.L’unghia è lunga, diritta, elegante, perchè è a forma d’arco alla sua base ed è la più bombata dei cinque tipi di unghie, carattere evidente anche quando è tenuta corta. Ma se cresce in lunghezza, assume una forma ovale delicata e appuntita.

maf@lda 02-04-12 11:22

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LA COSTITUZIONE PANCREATICA

Sono soggetti brevilinei, tarchiati, in genere ben messi, con notevole sottocutaneo e connettivo, a volte obesi. Il viso si presenta rotondo, ben colorito, (in qualche caso anche pallido e giallastro), d'apparenza tranquillo, con occhi brillanti con aspetto rassicurante, narici larghe, bocca e labbra carnose; può esservi doppio mento.

I soggetti pancreatici hanno una debolezza congenita della milza, del pancreas, dello stomaco e tessuti corrispondenti, della carne, delle articolazioni, del collagene, del metabolismo dell'acqua, delle terminazioni nervose.Per l'eccessiva tendenza a mangiar bene e troppo, tendono alle gastralgie, gastriti, ulcere, pancreatiti, ernie iatali, diabete, obesità, celluliti, coliti (con diarrea e/o stipsi), disturbi digestivi in genere. Ma anche broncopatie, asma, disturbi cardio-vascolari, disturbi dell'ovulazione, delle mestruazioni, frigidità nella donna, calvizie, eiaculazione precoce, prostatiti nell'uomo, ipotiroidismo, eczemi, psoriasi, cataratta. ipersecrezione salivare.

I soggetti pancreatici sono di solito di costituzione piuttosto solida. Pur essendo pigri, lenti, negligenti, sono resistenti agli sforzi. Si sentono stanchi e spossati soprattutto quando hanno lo stomaco vuoto e quindi non riescono a concentrarsi. Tendono allora a cercare qualcosa di dolce. Hanno un'andatura lenta, molle e sopportano male il calore. Temono molto l'umidità. Il caldo li fa sudare, prevalentemente in testa, e fa loro venire sonno, soprattutto dopo un buon pasto.Sono degli spensierati, filosofi che prendono la vita con ottimismo, sono dolci, concilianti, pacifici. Sono portati al confronto delle idee, ma presentano una grande difficoltà di adattamento; tendono a distrarsi, e dimenticano. A volte però alternano questo tipo di umore con la melanconia, il pessimismo. La loro capacità a non lasciarsi prendere dalle cose ha una contropartita che li porta a gettarsi sull'alimentazione. Tendono per questo alla bulimia e a riempirsi preferibilmente di zuccheri e di formaggi. Non amano fare dello sport.I bambini "pancreatici" sono piuttosto paffuti, a volte francamente obesi nel periodo prepuberale, poi tendono spontaneamente a diminuire l'eccesso di peso. Sono allegri, spensierati, facili da allevare. Sono dormiglioni, golosi, ingordi di latticini e dolciumi e lamentano facili mal di pancia e frequenti singhiozzi. Soffrono di enuresi, adenoidi e problemi respiratori, anche se non particolarmente frequenti. Sono facilmente attaccati dai virus, specie quello parotitico che poi residua con stanchezze prolungate. E' facilmente soggetto a parassitosi intestinale e infestazioni di funghi (mughetto, micosi intestinale e cutanea). Può essere miope, ipermetrope, astigmatico ed essere affetto da strabismo divergente. A volte può presentare criptorchidismo o amenorree. La mano pancreaticaE’ una mano caratteristicamente corta, con palmo che tende alla forma di un quadrato e le dita corte. Altra sua caratteristica è quella di essere spessa e paffuta. Quindi carnosa, tanto che le poche pliche palmari tendono ad accavallarsi. Anche il taglio della mano è spesso, a forma di pera, quindi larga alla sua base. Naturalmente anche l’unghia della mano terra è corta, con forma triangolare in senso prossimale.E’ una classica unghia piatta, con margine ungueale spesso, e quelle classiche pellicine che il soggetto si mangia con i denti.La mano è grossa, larga, paffuta, corta, a spatola, tozza. Il palmo ha forma quadrata, con i quattro lati uguali. Le dita sono corte e grasse, a salsicciotto. Le unghie sono corte, quadrate, e la carne ha aspetto bombato che ricade sui tre bordi.

maf@lda 03-04-12 10:07

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LA COSTITUZIONE POLMONARE

I soggetti polmonari si presentano piuttosto longilinei, con cifosi dorsale che conferisce loro un atteggiamento arcuato. Sono a volte decisamente magri con spalle piuttosto strette. Il colorito è chiaro, lattescente o al contrario scuro, opaco, la pelle è diafana, lo sguardo assente. Il naso è forte e lungo. i capelli a volte biondi, fini, i peli radi.Hanno una debolezza naturale del polmone, dell'intestino crasso e dei meridiani corrispondenti. Quindi le loro aree di vulnerabilità sono l'apparato respiratorio e digestivo, con raffreddamenti facili alla minima esposizione ad una corrente d'aria, bronchiti, laringiti, influenze, sinusiti, riniti croniche. Nei casi meno favorevoli asma, bronchiti croniche, enfisema. Sintomi digestivi come colite cronica, colibacillosi, intolleranze digestive, emorroidi croniche e procidenti.Il polmonare ha però anche debolezza del sistema linfatico e della pelle, pertanto può presentare: adeniti, acne, eczemi, psoriasi, micosi.La tiroide pigra spiega in parte la loro freddolosità, la lentezza nell'azione. Per la lassità dei legamenti sono soggetti a lussazioni e distorsioni. Sono anche esposti a tendiniti, epicondiliti, periartriti scapolo-omerali, reumatismi progressivi, deformanti. Tendono alle carie dentarie multiple.

I soggetti polmonari si stancano facilmente e mancano di tono. La sera sono distrutti, per questo cercano di fare economia delle loro forze, agendo, parlando, camminando e mangiando con lentezza. Organizzano frequenti periodi di riposo e di vacanza. Economo è la parola chiave del loro carattere, sia materialmente che fisicamente; sono soggetti che si alzano presto al mattino e si coricano presto la sera.Anche intellettivamente, presentano lentezza di ideazione, mancanza di concentrazione, disattenzione. Si scoraggiano subito. Psicologicamente sono calmi, portati più alla riflessione che all'azione. Hanno una marcata tendenza a ripiegare su se stessi, dando l'immagine di un essere triste, chiuso, poco incline a ridere, e cadono nel pessimismo. E' questo l'umore della loro stagione, l'autunno, simbolo dell'età matura della vita, della riflessione e del rimpianto per le cose passate. Sono conservatori, hanno difficoltà a cambiare, legati come sono alla routine che scandisce il loro tempo. Evidenziano per questo un tocco di meticolosità, a volte una certa ossessività.Questa tristezza che domina nel loro carattere, è quasi connaturata al loro essere e tende a farne dei personaggi astiosi e taciturni. In realtà si può dire che questi soggetti hanno una tale sensibilità agli stimoli esterni, su un terreno portato all'inattività, che si costruiscono delle immagini e delle idee del mondo reale che gli permettono di sottrarvisi, perchè non possiedono altro modo di difendersi dalla loro ipersensibilità.Sono ordinati, organizzati, onesti, rispettosi dell'ordine stabilito e della legge: sono molto sensibili all'ingiustizia che può spingerli all'intolleranza. Dotati di una innata capacità decisionale, attirano spesso gli altri a sè. Possono essere tenaci, cocciuti, irriducibili, ma anche all'opposto generosi senza limiti e dotati di una facoltà di comprensione totale. Sono calmi e tranquilli.Il Bambino "polmonare" si distingue per la sua magrezza, pallore, mancanza di appetito. Soffre di rinofaringiti, bronchiti, laringiti, tracheiti a ripetizione, otiti purulente che portano poi all'asportazione delle adenoidi. Facilmente prende morbillo e pertosse in modo molto violento. E' predisposto alla prima infezione tubercolare, all'asma cronico ed all'eczema costituzionale.Può soffrire di stipsi ed intolleranza al latte e presentare criptorchidismo o amenorrea alla pubertà, dove è alto il rischio di presentare acne ed a volte, per i suoi conflitti con l'esterno, anoressia mentale.Per la lassità dei legamenti e la rapida crescita è esposto al rischio di scoliosi.Sono bambini un pò brontoloni, ma buoni e ragionevoli con risultati scolastici inizialmente mediocri per la lentezza e la distrazione. Vanno a letto volentieri presto la sera. La mano polmonareE’ lunga, con piano palmare molto scavato. Anche le dita sono lunghe, ma a differenza della mano cuore, lo sono meno rispetto al palmo.Le dita non sono molto sottili nè molto diritte, soprattutto il mignolo e il medio, che tendono verso l’alluce. Con l’età le deformazioni si accentuano, ricordando anche la tendenza della tipologia polmone verso l’artrite reumatoide e le classiche dita a bacchetta di tamburo in diverse patologie polmonari.Caratteristica molto frequente è la presenza di almeno tre strie sulla faccia palmare delle articolazioni interfalangee. Il colorito è talvolta violaceo per la scarsa resistenza al freddo che provoca facilmente geloni o acrocianosi.L’unghia polmonare è lunga e piuttosto rettangolare, con angoli che tendono ai 90 gradi. Negli anziani si caratterizza per le strie a volte numerose, grosse e spesse che la solcano nel senso della lunghezza. A volte possono essere corte e bombate, il che può far pensare ad un ippocratismo digitale, ma costituzionale e non legato a patologie specificheLa mano è lunga e fine, a forma di pera ovale, affusolata. Le dita sono lunghe, ma non troppo sottili e non sono dritte; non hanno troppa facilità nell'allargarsi, ma possono slogarsi all'indietro. Le unghie sono lunghe, piuttosto rettangolari, con striature longitudinali. La pelle è secca e rugosa.

maf@lda 03-04-12 10:11

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LA COSTITUZIONE RENALE

Sono di norma soggetti longilinei che, se ipersurrenalici, hanno tendenza a camminare dritti, a testa alta, con colonna vertebrale rigida; se iposurrenalici tendono a camminare curvi con testa e sguardo bassi. I lineamenti del viso sono spigolosi e sporgenti con tratti vivi, anche se a volte con un colorito grigio o biancastro, soprattutto intorno agli occhi che sono cerchiati e gonfi. Il naso può essere a becco d'aquila.

I soggetti renali presentano un debolezza costituzionale a livello del Rene e delle ghiandole surrenali, delle gonadi, della vescica.Questo li porta a lamentarsi sempre dei loro reni, anche in mancanza di patologie urinarie specifiche. In ogni caso sono più soggetti a cistiti infettive, con difficoltà ad eliminare l'urea, e conseguente albuminuria, edemi mattutini e calcolosi renale o vescicale, più spesso di natura ossalica che urica (soggetti fegato).Le prolungate attività sedentarie o gli sforzi li portano poi ai dolori lombari, presenti in modo particolare nei soggeti femminili durante il flusso mestruale. Le insufficienze surrenaliche portano invece all'ipotensione, alle astenie e ad eventuali problemi ormonali.Il collegamento del sistema renale con le ossa, il midollo osseo e il midollo spinale (sistema nervoso centrale), il cervello, le meningi, spiegano le altre possibili patologie. Ecco allora il possibile rachitismo nell'infanzia, i reumatismi articolari acuti o cronici evolutivi (poliartrite, spondilite anchilosante, osteoporosi), ma anche osteomieliti, meningiti, malattie linfatiche e degeneratrici dei tessuti, facili infezioni batteriche e virali, dalla banale acne, ai foruncoli, alle infezioni herpetiche ecc.

La contrapposizione tra il Rene ed il Pancreas nella Legge dei cinque movimenti permette di spiegare il diabete magro insulino-dipendente. La legge madre-figlio spiega poi gli itteri dopo forti paure o spaventi.L'umore naturale di questi soggetti li porta poi ad uno stato melanconico-depressivo con cui dovranno lottare tutta la vita. DinamicaIl tipo renale non è di solito di costituzione robusta, è freddoloso e spesso malato. La sua vitalità scarseggia e domina una stanchezza cronica con spossatezza che non recede mai. Al contrario l'ipersurrenalico (Vescica) è molto solido.Si scoraggia facilmente e manifesta spesso disgusto per la vita e disinteresse per ogni attività. Tende per questo a volte ad isolarsi, amando chiudersi nella sua intimità. E' un sentimentale inibito. Se si dubita di lui si blocca facilmente, essendo timido e vulnerabile.Sono soggetti calmi nella forma in deficit, parlano poco, hanno tendenza al segreto che non è dovuto all'eccesso di pudore, ma alla scarsa tendenza alla comunicazione, in quanto ama nascondere e nascondersi. Non fa capire facilmente cosa ha dentro. Veste in modo sobrio. E' sempre timoroso per cui non ama presentarsi in pubblico, ma non è un vigliacco e cerca di lottare con astuzia. Si lamenta di tutto, a volte è capriccioso. Ama molto la musica. E' un idealista che però si analizza continuamente e conosce bene le sue debolezze. E' continuamente indeciso, anche pauroso, benchè non lo ammetterebbe mai. E' tuttavia capace di prendere decisioni risolute, soprattutto quando si mette in movimento e passa dal deficit all’eccesso.Preferisce i cibi salati più che i dolci, presentando comunque un tropismo nettamente positivo o negativo verso il sale e per il colore nero. Il Bambino "renale" tende a distinguersi, come quello polmonare, per la magrezza, ed è tuttavia più vulnerabile a livello della sfera ORL (Orecchio-Naso-Gola), accusando banali angine recidivanti per tutto l'anno, che spesso portano alla tonsillectomia. Spesso sono aggravate da otiti purulente. Costituzionalmente sono in ogni caso predisposti al reumatismo articolare acuto (R.A.A.). Può presentare ritardi puberali e malattie di pelle, particolarmente foruncoli, impetigine.Sono bambini molto freddolosi, gracili, soggetti ad infezioni. Caratterialmente ipersensibili, chiusi, tristi, con occhi cerchiati. Spesso sono infelici, vittime di traumi affettivi. La mano renaleLa mano si presenta a spatola, corta, tozza, di consistenza molle, come in presenza di edema. Le dita sono corte, grassoccie, la pelle dà un'impressione di morbidezza e all'altezza delle articolazioni falangee sul dorso ha un colore scuro. Le unghie sono corte, piatte, a forma di trapezio, con base piccola in basso. Non sono robuste e tendono a ripiegarsi verso il polpastrello.Nella forma generale può somigliare alla mano pancreatica, ma la pelle non è soda come quest’ultima, è molle e rilasciata. Questa mollezza è visibile anche sul lato dorsale delle dita, che sembrano quasi infiltrate, edematose, fredde.Particolare è l’ultima falange delle dita, quella delle unghie, che è piatta, con pelle quasi avvizzita e sciupata, che tende verso il colore scuro.Anche i margini ungueali sono piatti, con unghia corta, di forma trapezoidale, con la base piccola diretta in senso prossimale. Il colore è particolarmente bianco, è fragile, molle e di solito viene tenuta corta perchè si rompe con facilità.E’ molto piatta, la meno bombata dei cinque tipi di unghie.Unghia e ultima falange, nell’insieme somigliano ad una scialuppa con la punta rialzata.

maf@lda 04-04-12 10:23

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Reflusso gastro-esofageo

Nei reflussi gastro-esofagei la mucosa dell’esofago non secerne acido cloridrico e difficilmente il suo stato infiammatorio arriva fino alla formazione di lesioni ulcerative.
Per questa ragione alimenti come l’ananas sono pericolosi nell’ulcera gastrica, mentre possono essere sopportati nella esofagite da reflusso, che si può giovare dell’azione antinfiammatoria della bromelina.

Viceversa, la mela cruda provoca aumento del dolore in quanto, anche se ben masticata, è scivolosa come l’ananas, ma è piuttosto compatta e ruvida ed irrita la parete dell’esofago durante il transito, in quanto il movimento peristaltico avvolge e stringe il bolo per consentirne la progressione verso il lume dello stomaco. Pertanto, saranno controindicati tutti gli alimenti che possano traumatizzare il canale esofageo durante il transito ed i liquidi contenenti sostanze irritanti, quali il succo di melograno o quello di limone puro. E’ evidente che il primo consiglio sarà quello di evitare alimenti molto caldi o freddi e di masticare accuratamente i cibi prima di deglutirli, allo scopo di sminuzzarli e permetterne una perfetta insalivazione, in quanto la saliva stessa è, per i suoi contenuti, antinfiammatoria, lenitiva, disinfettante e cicatrizzante . Secondo quanto detto dovrebbe essere meno fastidiosa l’assunzione di pane fresco, perché più morbido, rispetto a quello reso più duro dalla tostatura; in realtà, il paziente riferisce di avere meno difficoltà con il secondo rispetto al primo, in quanto il pane tostato richiede una masticazione accurata, mentre quello fresco viene spesso ingerito senza averlo ben masticato. Inoltre, la mollica morbida tende a formare una struttura elastica tondeggiante che si deglutisce con difficoltà, mentre la crosta viene ridotta a poltiglia morbida.

Anche la maggior parte dei dolci provoca dolore da graffiamento della mucosa, ad eccezione di quelli che scivolano facilmente senza restare adesi alle pareti dell’esofago; quelli più cremosi, invece, potrebbero favorire la moltiplicazione batterica per il loro contenuto in zuccheri. Dolci ideali sono il cream caramel o la panna cotta, mentre sono controindicati i biscotti, i pasticcini, il cioccolato e le mousse. Un alimento dolce molto utile è il miele, proponibile anche nelle esofagiti da reflusso dei neonati che si alimentano solo con il latte; questo importante alimento che la natura mette a disposizione ha un’azione nutritiva, lenitiva e antibiotica.

Nella fase acuta dell’esofagite da reflusso non darà mai fastidio la lattuga bollita, la bieta bollita, la zucchina e tutti gli alimenti che siano molli e scivolosi, come le melanzane a funghetto, mentre in una seconda fase bisognerà tenere bene in considerazione la fisiopatologia e ristrutturare la mucosa esofagea infiammata e indebolita dal processo patologico. La prima attenzione sarà rivolta ad evitare i fritti che non siano realizzati con olio extravergine d’oliva, il quale svolge una diretta azione lenitiva a carico della mucosa, in virtù di una densità che, invece, è insufficiente negli oli di semi. Non è utile il burro, sia crudo che cotto, perché non possiede una adeguata viscosità, che l’olio conserva pienamente anche quando è utilizzato per la cottura. Bisognerà proporre all’organismo proteine nobili ad immediata utilizzazione che servono come materiale costruttivo e di riparazione di una mucosa danneggiata dai processi infiammatori, mentre si provvederà a fornire alimenti ad azione lenitiva, antinfiammatoria ed antibiotica per ridurre e risolvere la flogosi locale; in particolare, alle preparazioni alimentari si aggiungerà costantemente l’aglio e/o la cipolla cruda, che non disturbano il paziente, a differenza di quanto avviene nelle patologie gastriche.

A fine pasto può essere indicato un frullato di banane o di pera, o un bicchiere di latte tiepido che pulisce il canale esofageo, lasciando una verniciatura lipidica di protezione, mentre sarebbe controindicato un gelato, in quanto provocherebbe una risposta edemigena secondaria allo shock da freddo. Infatti, bisogna immaginare la mucosa esofagea irritata e lesa, con zone più o meno estese ridotte allo stato di epitelio escoriato; per questa ragione, basta qualsiasi trauma termico, meccanico o chimico per provocare una riacutizzazione del dolore.

In questi pazienti il pasto non deve mai iniziare direttamente con le proteine, ma con alimenti che lubrifichino il canale esofageo, preparandolo ad accogliere strutture più compatte. Per esempio, una vellutata di ceci, condita con abbondate olio extravergine d’oliva, seguita da prosciutto crudo e frullato di latte, banana e pera.

Anche nella scelta dei formaggi, sarà indispensabile evitare quelli che hanno il potere di aderire al lume esofageo, come lo stracchino, la fontina, il parmigiano o la ricotta. Meglio la mozzarella, la scamorza ai ferri, l’omelette al formaggio o qualunque formaggio fuso. L’omelette ai funghi, ad esempio, scivola facilmente, mentre i ravioli con ricotta e spinaci presentano una qualche difficoltà nel transito.

Facilmente sopportato è il peperone arrosto, meno quello in padella, forse perché diventa molto più destrutturato e perciò tende a progredire lungo il canale esofageo con maggiore lentezza. Va bene la pasta all’arrabbiata, preferendo gli spaghetti ai rigatoni, ai fusilli o alle penne.

La maggior parte dei pazienti con esofagite da reflusso in fase acuta si giova dell’assunzione di qualche cucchiaino da caffè di patata cruda finemente grattugiata, solitamente facilmente reperibile. Bisogna avere l’accortezza di scegliere la patata a pasta gialla e di testarla preventivamente, facendone ingerire una piccolissima quantità.

Un ulteriore quadro è rappresentato dal reflusso gastroesofageo saltuario in pazienti che lamentano costantemente una lentezza digestiva, spesso associata ad una distensione gastrica evidente, frequenti eruttazioni e, spesso, una storia caratterizzata da periodi di iperacidità, soprattutto nei periodi primaverili ed autunnali. Alcuni riferiscono l’istaurarsi del disturbo dopo un abuso di farmaci che aggravano la funzionalità epatica, quali la pillola estro-progestinica, gli antinfiammatori, gli antibiotici o medicamenti che alterino la peristalsi intestinale, come alcuni antipertensivi. In questi casi la finalità terapeutica sarà quella di accelerare lo svuotamento gastrico, in modo da evitare il gonfiore persistente che rende beante lo sfintere gastro-esofageo e favorisce il reflusso. Uno dei meccanismi fisiologici sfruttato dal trattamento bionutrizionale è quello di aumentare la disponibilità dei sali biliari, mediante la stimolazione colecistica attuata attraverso la modalità della frittura. La dimostrazione che in questi pazienti l’iperacidità non costituisce un fattore determinante la persistenza della patologia è data dal fatto che somministrando loro il pesce , avvertiranno un beneficio , in quanto il suo contenuto in iodio aumenta l’attività tiroidea e, di conseguenza, accelera la peristalsi intestinale. Perfino i frutti di mare, estremamente irritanti per la mucosa gastrica, in virtù dello iodio contenuto, possono essere utilizzati per accelerare lo svuotamento gastrico ed evitare il reflusso attraverso il cardias.

La stimolazione epatica sarà determinante, inoltre, per migliorare la capacità organica di liberarsi dei cataboliti tossici responsabili del rallentamento digestivo.

(Dott. Fausto Aufiero)

maf@lda 12-04-12 11:46

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IPERICO - VIA LO STRESS SU L'UMORE

L’iperico, il cui nome scientifico è Hypericum perforatum è una pianta erbacea alta 60-100 centimetri originaria dell’Europa e oggi diffusa anche negli altri continenti. È nota anche con il nome di erba di San Giovanni, perché il periodo di massima fioritura è il 24 giugno o “scacciadiavoli”, per le proprietà rasserenanti.

Cresce in zone soleggiate e sui campi incolti. Ha fiori giallo intenso circondati da vescicole scure e foglie allungate dotate di bollicine che le fanno apparire bucherellate. Da questo aspetto si è ricavato l’appellativo perforato. Se ne utilizzano le sommità fiorite e in minor misura le foglie.

L’iperico viene utilizzato da lungo tempo per via topica per le sue proprietà antinfiammatorie cicatrizzanti e antisettiche.

A livello sistemico si usa per le proprietà rasserenanti, calmanti degli stati ansiosi e antidepressive. Quest'ultima attività è risultata essere, in numerosi studi, molto simile a quella dei trattamenti farmacologici tradizionali, manifestando un minor numero di effetti collaterali.

Le proprietà dipendono da un complesso di sostanze ciascuna delle quali presa separatamente non è sufficiente a motivare l’efficacia complessiva della pianta.

Tra questi principi attivi si ricordano l’iperforina e le ipericine, responsabili del colore rosso dell’olio di iperico.

L'azione antidepressiva è dovuta alla capacità di aumentare i livelli di serotonina, noradrenalina e dopamina, neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione del sonno e dell’umore, e alla capacità di modulare la secrezione di melatonina.
I diversi componenti hanno inoltre dimostrato proprietà antibiotiche, antivirali e antimicotiche, antisettiche, astringenti e riepitelizzanti.

maf@lda 16-04-12 16:03

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L’iperico si utilizza per via interna in compresse, capsule o tisane come antidepressivo e ansiolitico moderato. Viene privilegiato per regolare il sonno e l’umore in occasione di disturbi legati alla stagionalità, all’età, a cambiamenti ormonali come la menopausa o a particolari momenti della vita.

Per uso esterno in olio o pomate è apprezzato come disinfettante, antivirale (per esempio nell’herpes), antibatterico, antimicotico e cicatrizzante e riepitelizzante di ferite, ustioni e piaghe o anche in prodotti cosmetici doposole o per la cuperose.

Come si usa
L’estratto secco di iperico nebulizzato e titolato in ipericina andrebbe assunto in due dosi giornaliere da 500 mg circa (o 10-13 mg per kg di peso corporeo) in due somministrazioni giornaliere.

Effetti indesiderati

L’iperico ha un’azione fotosensibilizzante della cute particolarmente in soggetti con pelle capelli e occhi chiari. Può quindi dare reazioni come arrossamento bruciore e prurito sulle parti esposte ai raggi UV.

Tra gli effetti avversi che si possono manifestare ce ne sono alcuni comuni agli antidepressivi, come astenia e agitazione, tachicardia, incremento della frequenza delle minzioni, affaticamento, secchezza della bocca, riduzione della libido, o eventuali reazioni allergiche.

Precauzioni
L’iperico non va somministrato in gravidanza e allattamento e nei bambini d’età inferiore ai 12 anni. Dato che interferisce con la pillola anticoncezionale, durante il trattamento con iperico devono essere adottate altre precauzioni per evitare gravidanze indesiderate.

Interazioni

L’iperico interferisce con il metabolismo di numerosi farmaci potenziandone o annullandone l’effetto. È pertanto sconsigliato utilizzarlo contemporaneamente ad altre terapie.

Questa pianta stimola alcuni enzimi che metabolizzano i farmaci per cui ne riduce il livello circolante. Inoltre ha un’azione che si somma a quella dei farmaci serotoninergici.

In particolare l’iperico può interagire con farmaci antidepressivi come citalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina, linezolid, con gli inibitori delle MAO e gli anfetaminici.

Ma la lista di sostanze con cui interferisce è davvero lunga e variegata. Prima di iniziare a utilizzare prodotti a base di questa pianta, quindi, è necessario riferire le eventuali altre medicine che si stanno prendendo al medico o al fitoterapista e seguire i loro consigli.

maf@lda 20-04-12 11:36

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Lievito di Torula

Il lievito di torula è particolarmente ricco di acidi nucleici (RNA mg 100, DNA mg 5, per mg 1060 di lievito); l'abbondante frazione proteica fa sì che il prodotto sia particolarmente indicato in tutti i casi in cui vi sia un abbassamento della protidemia (proteine plasmatiche). La presenza contemporanea dello zinco e del selenio rendono particolarmente utile il prodotto come stimolatore immunitario.
Evidente è anche nella prevenzione dei danni dell'invecchiamento.


Lievito di Torula è un integratore nutrizionale coadiuvante per:
Situazioni di particolare stress
Miglioramento del rendimento scolastico degli studenti
Difficoltà di concentrazione
Labilità della memoria in soggetti anziani
Carenza immunitaria (epatiti, herpes
)

maf@lda 26-04-12 09:43

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ARTRITE

In generale è un'infiammazione acuta di una articolazione. Limita i movimenti sotto vari aspetti e con questo la libertà di "muoversi" in senso fisico, emotivo e sociale. Alle volte nasconde delle emozioni represse come la rabbia o il desiderio di possedere.

ALIMENTAZIONE
Bere succo di limone prima e dopo i pasti, mangiare fragole
. Due bicchieri al giorno di succo di cavolo-cappuccio.
Fanno benissimo: mandorle, noci, asparagi, carciofi, banane, ciliegie, cavoli, cetrioli, cicoria, lattuga, pompelmi, mele, patate, ravanelli, uva, pomodori. E ancora: yogurt, pesce, lievito di birra, cereali integrali.
Per liberarsi dalle tossine si potrebbe mangiare, un giorno alla settimana, esclusivamente vegetali crudi e frutta. Come per tante altre cose limitare il consumo di carne, sale, caffè, alcol e zucchero.

IMPACCHI E BAGNI
Mettere sull'articolazione foglie di cavolo-verza crude.
Si può applicare localmente la tintura madre di Bryonia e Rhus toxicodendron. Bagni con bacche di ginepro.

INTEGRATORI
Buone le fiale di rame-oro-argento, in cicli mensili, che hanno un'azione antinfiammatoria generale.
Ottima la vitamina C e le confezioni di multiminerali.

FITOTERAPIA
L'Artiglio del diavolo si trova in commercio sotto varie forme. Buona la tintura madre, 40 gocce per 3 volte al giorno nelle fasi acute.
Il tarassaco, o dente di leone, è un gran depurativo. Stimola e regola il metabolismo, il che significa che è ottimo per tutti in primavera mangiato fresco, o facendo un tè con le radici. Spazza via così tutte le tossine che si depositano nel corpo e ripulisce ogni angolo dimenticato. è quindi un ottimo complemento per reumatismi, artrite, nonchè per il benedetto colpo della strega!
Altro decotto è quello preparato facendo bollire 15 g di radici di sedano in 1 litro d'acqua. Lasciare riposare 5 minuti e, dopo aver filtrato, consumarne 2-3 tazzine al giorno lontano dai pasti.

MOLTO, MOLTO RACCOMANDABILE
L'uso del cataplasma di pappa di consolida
che si ottiene mescolando la radice ridotta in polvere con acqua caldissima e alcune gocce di olio di oliva fino ad ottenere un impasto abbastanza consistente da lasciar agire da 1 ora a fino a tutta la notte. Dopo averlo rimosso si può usare la crema e massaggiare alla mattina con la tintura omeopatica.
Questo sistema è un po' lungo, da 4 ad 8 settimane, ma è molto efficace per l'artrite, l'artrosi e tutti i traumi che interessano tendini e muscoli quali: fratture, lussazioni, slogature, schiacciamenti, infiammazioni di muscoli, nervi, tendiniti (come il famoso gomito del tennista), danni alla colonna vertebrale (chi solleva pesi è sottoposto ad eccessive sollecitazioni lavorando su mezzi pesanti), ernia del disco.



OLI ESSENZIALI
Olio essenziale di eucalipto, 2-5 gocce in poco miele 2-3 volte al giorno.
Olio essenziale di limone, 5-10 gocce in poco miele.

VISUALIZZAZIONI Potete visualizzare, dopo aver compiuto dei bei respiri, che le parti colpite dall'artrite (o dall'artrosi) come le gambe o le dita delle mani o dei piedi diventino come dei tentacoli che si allungano sinuosi, ondeggiando, diventano molto flessibili. Si allungano e si allungano diventando sempre più sinuosi e flessibili.

maf@lda 27-04-12 16:33

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Ematoma – Rimedi naturali

L’ematoma, più comunemente chiamato “livido” non è altro che una raccolta di sangue, più o meno abbondante, all’interno di un organo o tessuto. Spesso è sufficiente urtare contro un oggetto per rompere i vasi capillari e provocare un ematoma; in altre situazioni il trauma causa un danno più profondo e l’emorragia diventa significativa. Sede e volume di un ematoma dipendono dal tipo e dall'entità del trauma, dalle dimensioni del vaso leso e dalle caratteristiche del tessuto in cui l’ematoma si forma. Il sangue raccolto al di sotto della cute viene lentamente "degradato" da cellule specifiche e il colore dell'ematoma cambia nel corso dei giorni (passando da viola scuro ad azzurro verde) per le modificazioni che subiscono le sostanze colorate contenute nei globuli rossi. L’ematoma di ridotte dimensioni dunque si riassorbe spontaneamente, ma se non si rispettano le dovute precauzioni, esso tende a “organizzarsi” cioè si trasforma in una raccolta liquida racchiusa in un guscio fibroso: in questo caso si deve agire chirurgicamente. Oltre ai casi di trauma, a difetti della coagulazione sanguigna o fragilità della struttura dei vasi, l’ematoma può affiorare anche nelle forme tumorali, come la leucemia, che colpiscono il midollo osseo e interferiscono con i normali processi coagulativi.



Alimentazione
Integrare la dieta abituale con cibi ricchi di ferro, come ostriche, fegato suino e bovino, carne, pesce, uova, legumi, cereali (in particolare fiocchi d’avena). Aumentare il consumo di alimenti che contengono bioflavonoidi, come il limone, l’uva, le prugne, il pompelmo. Anche lo zinco è importante e si trova nelle noci, nel lievito di birra, nei semi di sesamo e di girasole. Aggiungete alla dieta il kefir e lo yogurt naturale arricchito con batteri probiotici.



Fitoterapia
In fitoterapia vengono impiegati i fiori di Arnica montana, dotati di potere antinfiammatorio. Gli estratti, sotto forma di gel o di crema, sono venduti in farmacia e in erboristeria per curare ematomi e distorsioni anche nei bambini (oltre che negli adulti).
Un altri rimedio fitoterapico importante: l’Aesculus hippocastanum (ippocastano) dal cui seme si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in escina (minimo 3%, secondo la Farmacopea italiana). Dalla corteccia si estrae invece un estratto secco titolato in Esculoside.
Questo perché l’ippocastano aiuta molto la circolazione sanguigna, azione che si deve ai due principi attivi che si estraggono dall’ippocastano. L’esculoside favorisce il fisiologico riassorbimento dei liquidi in eccesso che fuoriescono dai capillari poco elastici, mentre l’escina contrasta questo fenomeno all’origine rinforzando le pareti dei capillari e migliorando l’elasticità dei vasi venosi. Per rinforzare le pareti dei capillari è molto utile Vaccinum myrtillus (mirtillo nero), ricco di antocianosidi, flavonoidi, carotenoidi, alcaloidi, tannini e vitamina C.

maf@lda 02-05-12 10:48

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Ematomi e Medicina tradizionale cinese
La cura dell’ematoma in medicina tradizionale cinese è relativa al sintomo e il trattamento dei punti mira a mobilizzare la stasi di Sangue. Punti importanti sono quindi:
GE SHU (1,5 cun a lato dell'apofisi spinosa della VII vertebra toracica), regola il Sangue, rimuove le ostruzioni;
QI MEN (sulla verticale del capezzolo, nel VI spazio intercostale), tonifica il qi del Fegato;
TAI CHONG (sul dorso del piede, fra il II e il III metatarso), regola il Fegato, raffredda il Sangue;
ZHI GOU (3 cun sopra la piega del polso, fra radio e ulna), elimina la stasi e le ostruzioni.

Ematomi e Olii essenziali
In caso di ematoma fate degli impacchi di olio essenziale di equiseto, che migliora la circolazione e assorbe l’acqua dai tessuti. Imbevetene un telo di lino e applicatela sulla parte interessata; fasciate tutto con un telo asciutto e lasciate in posa per 15 minuti. In alternativa mescolate a un cucchiaio d’olio 3 gocce di olio di pino, eucalipto, lavanda, rosmarino o canfora e massaggiate con delicatezza.



Ematomi e Omeopatia
Il trattamento omeopatico per impedire o contenere la formazione di raccolta ematica localizzata in superficie o a livello muscolare è basato su una prescrizione sistematica di Arnica montana, associata ad altri rimedi da scegliere a seconda della regione del corpo interessata dal trauma.
Altri rimedi omeopatici utili:
Ledum palustre 5 CH (5 granuli, 3 volte al giorno), in caso di stravaso emorragico a livello delle parti molli, dapprima di colore bluastro, quindi giallo-verdastro, a lenta risoluzione;
Millefolium 5 CH (5 granuli inizialmente anche ogni 10 minuti e diradando in base al miglioramento), impiegata nel trattamento delle emorragie sia spontanee sia provocate da trauma;
Phosphorus 9 CH (5 granuli, inizialmente ogni 6 ore, diradando in base al miglioramento), indicato nei fenomeni emorragici ripetuti, frequenti, abbondanti.

maf@lda 04-05-12 10:49

Esercizi - per evitare ematomi

Da evitare accuratamente qualsiasi movimento brusco o violento durante la pratica fisica. Una delle cause più frequenti di ematoma traumatico è infatti la lesione delle fibre muscolari. Il sangue che fuoriesce proviene dalla lesione della fitta rete di vasi presente nel muscolo, causata dalla violenta distensione delle fibre muscolari che è all’origine del trauma stesso; il sangue si deposita nello spazio formato dalle fibre muscolari lacerate.
La lesione muscolare si verifica solitamente quando la struttura muscolare è poco elastica o quando il movimento è brusco e veloce. In questo senso il corpo deve essere più o meno sempre pronto all’azione e un corpo pronto all’azione lo si guadagna praticando molto stretching, importantissimo per l’allungamento delle fibre muscolari. La zona lesionata deve essere assolutamente tenuta a riposo, applicando subito ghiaccio per ridurre il dolore e l’edema e soprattutto, per limitare l’emorragia post-traumatica. Il riposo serve a prevenire l’organizzazione dell’ematoma con tutte le conseguenze negative che ne potrebbero derivare.

Non sono consigliati i massaggi, a meno che non siano mirati ed eseguiti da mani esperte, perché il muscolo deve "ricostituirsi" e non deve essere quindi inutilmente sollecitato; il massaggio potrebbe poi causare una ripresa del sanguinamento dalla lesione stessa, con un aumento della gravità dell’ematoma.

Se la contusione è di grado modesto, è sufficiente applicare ghiaccio: il freddo ha un effetto anestetizzante (riduce il dolore) e provoca la vasocostrizione, che limita la fuoriuscita di sangue. Di solito si guarisce in pochi giorni, anche se, nei casi più gravi, può essere utile associare un trattamento antidolorifico e antinfiammatorio. Assai sbagliato è bagnare la parte interessata con dell’acqua calda, poiché, anche se immediatamente si può percepire una sensazione di sollievo, in realtà il calore non farà altro che dilatare i vasi sanguigni, con conseguente maggiore richiamo di sangue nella parte colpita e ulteriore espansione dell’ematoma.

Quando il trauma interessa zone delicate (testa, torace, addome…) conviene rivolgersi a un medico: in questi casi l'ematoma potrebbe non essere visibile, ma interessare un organo interno
.

maf@lda 07-05-12 09:29

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LA GRAMIGNA

La Gramigna (Cynodon dactylon) è la pianta infestante più conosciuta al mondo.


È della famiglia delle graminacee, molto competitiva, presenta un esteso apparato radicale, che può arrivare a 2 metri di profondità.
La Gramigna si può trovare dappertutto, fino ai 2000 metri d'altezza;
è sempre presente nei campi e negli incolti ed è considerata un'erbaccia infestante e difficile da togliere da parte dei contadini.
Nonostante sia una graminacea, le proprietà allergeniche dei suoi pollini si
distinguono dalle altre piante della famiglia.
Nonostante ciò è una pianta dalle tante virtù tanto è vero che sia i cani che i gatti la ricercano e la mangiano molto avidamente
.

Conosciamo due tipi principali di gramigna: Agropyrum repens o gramigna vera con la spighetta doppia , appiattita ed a zigzag e Cynodon dactylon o gramigna nostrana od officinale, detta anche erba canina.

Entrambe le specie hanno le stesse proprietà medicinali.

La Gramigna è anche conosciuta come Grano delle formiche e Dente canino.

In passato veniva utilizzata per fare il pane e la birra e si tostavano le radici per fare il caffè.

Gli animali domestici mangiano la Gramigna per purgarsi.

Dioscoride la consigliava nelle difficoltà di minzione, Plinio nei calcoli urinari e come potente diuretico.

La gramigna è da sempre conosciuta per le proprieta´ di infestante e per questo portata come termine negativo. In realtà è una pianta medicinale utile non soltanto agli uomini , ma anche agli animali.
I cani ingoiano le foglie per liberarsi lo stomaco, mentre cavalli ed asini ne traggono giovamento dal consumo.

Inoltre, è´ stato osservato che i bovini con calcoli nella cistifellea guariscono, mangiando fogli e rizomi di gramigna durante la primavera ed estate.


maf@lda 07-05-12 16:21

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Gramigna: proprietà
I rizomi striscianti comunemente chiamati stoloni costituiscono la droga di questa pianta e contengono un poliosio derivato del fruttosio, denominato tricitina, che é il responsabile della spiccata azione diuretica della pianta. Un altro composto, l'agropirene, presente in discreta quantità nella gramigna, esplica una marcata azione antisettica e antinfiammatoria sui reni e le vie urinarie.

Per queste sue proprietà, l’azione terapeutica della gramigna trova beneficio in caso di cistite e stati infiammatori delle vie urinarie; nel trattamento di reumatismi, artrosi, artrite e iperuricemia. E’ inoltre indicata contro la cellulite, gli edemi e l’ipertensione, perché determina, nella maggior parte dei soggetti ipertesi trattati, una diminuzione della pressione sia massima che minima. Come drenante epato-biliare è consigliata nelle cure disintossicanti.

tonga9000 07-05-12 21:40

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 32938853)
Gramigna: proprietà
I rizomi striscianti comunemente chiamati stoloni costituiscono la droga di questa pianta e contengono un poliosio derivato del fruttosio, denominato tricitina, che é il responsabile della spiccata azione diuretica della pianta. Un altro composto, l'agropirene, presente in discreta quantità nella gramigna, esplica una marcata azione antisettica e antinfiammatoria sui reni e le vie urinarie.

Per queste sue proprietà, l’azione terapeutica della gramigna trova beneficio in caso di cistite e stati infiammatori delle vie urinarie; nel trattamento di reumatismi, artrosi, artrite e iperuricemia. E’ inoltre indicata contro la cellulite, gli edemi e l’ipertensione, perché determina, nella maggior parte dei soggetti ipertesi trattati, una diminuzione della pressione sia massima che minima. Come drenante epato-biliare è consigliata nelle cure disintossicanti.

http://fitogest.imagelinenetwork.com...inelli/171.jpg
:o

maf@lda 11-05-12 11:23

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TISANA DEPURATIVA ALLA GRAMIGNA

Questa tisana è cattiva, come la brutta fama di cui gode il suo ingrediante principale, la gramigna. La povera erba, in realtà ricca di virtù salutari per la cura del nostro organismo ha questa brutta nomina a causa del suo crescere rigogliosa ed infestare i terreni destinati all’agricoltura.

La gramigna ha però un sacco di proprietà positive, note fin dal ‘500: posta sul capo fa ristagnare il sangue che cola dal naso, bollita in acqua calda calma i dolori addominali ed è indicata anche contro i calcoli al fegato.

La tisana che consigliamo oggi è indicata per depurare l’organismo ed a causa del cattivo sapore, oltre che della fama, della gramigna, avete bisogno anche di 8 gr di liquirizia e di un pizzico d’orzo.

Fate macerare per 2 ore 30 gr di radice di gramigna in 1 litro d’acqua insieme alla liquirizia e all’orzo, poi bevete durante tutto l’arco della giornata. Se siete allergici alle graminacee, sebbene i pollini di gramigna abbiano caratteristiche diverse da quelli delle altre specie, prima di preparare l’infuso e berlo, chiedete consiglio al vostro allergologo

maf@lda 14-05-12 16:29

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ALLERGIA ALLE GRAMINACEE ED ALTRI POLLINI

All’inizio della primavera il colpevole principale è il vento carico del polline dagli alberi, mentre in tarda stagione è l’erba (molto spesso le graminacee) che inizia a causare problemi. L’aspetto peggiore delle allergia primaverili è che i segni e i sintomi si verificano durante i giorni caldi, secchi o ventilati, quando c’è un sacco di polline e di muffa nell’aria.

Non si possono evitare completamente le allergie stagionali, ma è possibile ridurne le conseguenze. Ecco alcuni suggerimenti che vi possono aiutare.

1. Ridurre l’esposizione ai pollini

Ci sono alcune cose che si possono fare per ridurre l’esposizione al polline che scatena l’allergia:
■Rimanete in casa nelle giornate secche e ventilate. Il momento migliore per uscire è dopo una buona pioggia che aiuta a ripulire l’aria dal polline.
■Evitare gite e soste prolungate nei prati, sopratutto durante il taglio del fieno per gli allergici alle graminacee.
■Delegate il lavoro di giardinaggio a qualcun altro, evitate tutto ciò che possa farvi stare a contatto con fiori, alberi o prati (ricchi di graminacee) e che possa produrre allergeni.
■Lavare spesso con acqua il viso e le altre parti del corpo scoperte dopo l’esposizione.
■Lavate i vestiti che avete indossato all’esterno, sarebbe bene anche farsi una doccia per sciacquare il polline dalla vostra pelle e dai capelli.
■Evitate che i vostri animali domestici si mettano sul letto o sul divano . Il polline si attacca al pelo animale.
■Non appendete il bucato all’esterno. Il polline si può attaccare a lenzuola e asciugamani.
■Se lavorate all’aperto, indossate una maschera antipolvere
.

2. Fare particolare attenzione quando c’è molto polline

Segni e sintomi dell’ allergia stagionale possono aumentare quando c’è molto polline nell’aria. Questi accorgimenti possono aiutare a ridurre l’esposizione al polline:
■Controllate su Internet le previsioni del polline e i livelli di allergeni da graminacee e altre piante in corso (Il periodo di fioritura delle diverse varietà di polline cambia per zone differenti e, in generale, in pianura avviene prima che in montagna.).
■Se si prevedono elevati livelli di polline nell’aria, iniziate a prendere i farmaci per l’allergia prima della comparsa dei sintomi.
■Chiudete le porte e le finestre di notte o in qualsiasi altro momento, quando i livelli del polline sono elevati.
■Evitate attività all’aperto nelle prime ore del mattino quando i livelli del polline sono più elevati
.

3. Mantenere pulita l’aria interna

Non c’è nessun prodotto miracoloso in grado di eliminare tutti gli allergeni dall’aria nella vostra casa, ma questi accorgimenti vi possono aiutare:
■Mettete l’aria condizionata in casa e in auto.
■Utilizzare dei filtri specifici contro l’allergia nel vostro sistema di ventilazione.
■Evitate che l’aria interna si possa asciugare tramite un deumidificatore.
■Utilizzare un filtro ad alta efficienza per il particolato atmosferico (HEPA) nella vostra camera da letto.
■Pulite i pavimenti con un aspirapolvere che abbia un filtro HEPA ad alta efficacia contro le particelle aeree
.

4. Fare attenzione alla pulizia della casa

Le pulizie di primavera sono un ottimo modo per ridurre gli allergeni in casa. In aggiunta alla regolare routine della pulizia di primavera, questi suggerimenti possono aiutarvi se siete allergici agli acari della polvere:
■Rivestite i materassi, imballate gli scatoli e usate delle coperture per cuscini a prova di allergia.
■Lavate lenzuola e coperte con acqua riscaldata ad almeno 50 °C.
■Passate l’aspirapolvere sui tappeti settimanalmente.
■Sostituite la moquette con un pavimento in laminato o in altro materiale duro che non raccolga gli acari della polvere e altri allergeni, in particolare nella vostra camera da letto
.

maf@lda 16-05-12 10:48

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Allergie Crociate

Alcuni alimenti, in particolar modo vegetali, possono indurre reazioni inaspettate (prurito e gonfiore alle labbra ed in bocca per esempio) perché responsabili di allergie crociate: evitare o consumare in seguito a cottura.

■I pazienti allergici alle betulacee dovrebbero prestare attenzione a carote, mele, nocciole, pere, finocchi, noci, ananas, ciliege, albicocche, banane, susine, prugne e fragole.

■I pazienti allergici alle graminacee dovrebbero invece fare attenzione a melone, pomodori, angurie, arance, kiwi ed in alcuni casi anche a avena, frumento, orzo, segala e mais.

■Infine i pazienti allergici alla compositae evitino sedano, anguria, melone, banana, zucchino, cetriolo, carote e prezzemolo.

maf@lda 23-05-12 09:32

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? Allergia a graminacee e altri pollini: i 5 rimedi definitivi | Farmaco e Cura


Farmaci

Alcuni farmaci per le allergie da banco o sotto prescrizione possono aiutare a controllare i sintomi dell’ allergia stagionale:


Corticosteroidi per via nasale. Disponibili sottoprescrizione, i corticosteroidi spray nasali sono un farmaco efficace per le allergie stagionali e vengono spesso prescritti per affrontare dei sintomi fastidiosi. Alcuni esempi: fluticasone (Flonase), budesonide (Rhinocort), mometasone (Nasonex) e triamcinolone (Nasacort). Non si possono notare miglioramenti se non dopo aver utilizzato questi farmaci per una settimana o giù di lì.
Antistaminici. Gli antistaminici aiutano ad alleviare il prurito, gli starnuti e il naso che cola per molte persone che soffrono di allergie, anche se hanno meno effetto sulla congestione da allergia.
Decongestionanti. Questi farmaci a breve durata sono disponibili sia da banco che sotto prescrizione medica in forma liquida, di compresse e come spray nasali. I decongestionanti orali comprendono farmaci contenenti pseudoefedrina (Reactine®, in associazione ad un antistaminico). I decongestionanti nasali sono per esempio la nafazolina (Rinazina®) la fenilefrina (Nasomixin®) e l’oximetazolina (Actifed®, Vicks Sinex®). I decongestionanti orale possono aumentare la pressione sanguigna, per cui è bene evitarli se si soffre di pressione alta e possono anche aggravare i problemi di prostata. Gli spray decongestionanti nasali devono essere utilizzati solo per pochi giorni. Un uso prolungato può può peggiorare la congestione nasale.
Inibitori dei leucotrieni. Il montelukast è un farmaco antistaminico da assumere sotto prescrizione medica adottato per bloccare l’azione dei leucotrieni, sostanze chimiche del sistema immunitario che causano i sintomi di allergia, come l’eccesso di produzione di muco.
Sodio Nedocromile. Questo farmaco, disponibile come spray nasale da banco aiuta ad alleviare i sintomi del raffreddore da allergia, impedendo il rilascio di istamina. È più efficace quando viene assunto prima che si sviluppino i sintomi dell’allergia e talvolta devono essere utilizzati fino a tre o quattro volte al giorno.

Altri trattamenti

Altri trattamenti per le allergie stagionali comprendono:
Immunoterapia specifica (vaccino per l’allergia). Conosciuta anche come desensibilizzazione, questo trattamento può essere adatto se i farmaci non riescono a controllare i sintomi dell’allergia alle graminacee od altra o se possono causare significativi effetti collaterali.
Irrigazione nasale. Per alleviare i sintomi dell’allergia nasale il medico può raccomandare l’ irrigazione nasale (lavaggio nasale). Ciò consente di liberare il naso dal muco e da altre sostanze irritanti tramite l’uso di soluzione fisiologica in fiale o spray.
Terapie alternative. Alcune persone sostengono che i probiotici, l’agopuntura e l’ipnosi possano essere d’aiuto contro i sintomi di allergia stagionale, tuttavia non c’è alcuna prova concreta a sostegno dell’efficacia di questi trattamenti.


Anche i farmaci da banco hanno effetti collaterali e alcuni possono causare problemi se assunti in combinazione con altri medicinali.

E’ particolarmente importante valutare quali rimedi usare in particolare nelle seguenti condizioni:
■Gravidanza o allattamento.
■Condizioni croniche come il diabete, il glaucoma o la pressione alta.
■Quando si stanno prendendo altri farmaci, compresi gli integratori a base di erbe.
■Nei bambini, che hanno bisogno di dosi diverse di farmaci o di medicinali diversi da quelli che usano gli adulti. Alcuni farmaci, quali i corticosteroidi, possono causare effetti indesiderati più severi nei bambini.
■Negli anziani. Alcuni farmaci per le allergie possono causare confusione, sintomi urinari o altri effetti collaterali nelle persone più anziane

maf@lda 29-05-12 16:15

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Prodotti naturali contro l'allergia.

Esistono una serie di piante utilizzate popolarmente fin dall'antichità per alleggerire i fastidi dovuti alle allergie. Ecco un breve elenco dei prodotti naturali utilizzati tradizionalmente contro le allergie:

Perilla, una pianta originaria dell’Asia orientale dove viene ancora coltivata

Adatoda Vasica, un piccolo arbusto sempreverde che cresce in varie zone ai piedi della grande catena Himalayana. Veniva utilizzata dalle popolazioni locali come balsamico e in molti casi di bronchiti e tosse.

Ribes nigrum, vieniva utilizzato per allergia, asma bronchiale e per trattare gli stati febbrili.

maf@lda 04-06-12 09:53

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THE DI BETULLA

Gli antinfiammatori hanno mille effetti collaterali, però in alternativa si può bere un buon té di betulla.
L’infuso delle foglie di questo albero … che ha lo stesso sapore del té … è un antidolorifico naturale eccezionale.

Conosciuto anche con il nome di Olio di Wintergreen, è stato scoperto dai nativi dell’America del Nord, e infatti la betulla … in modo particolare la betulla nera … è molto comune in America. Anche l’aspirina è derivata da un albero (il salice) ma poi trattata chimicamente ed è per questo che può avere effetti collaterali indesiderati su altre parti del corpo, se assunta con troppa frequenza. Tra gli effetti più pericolosi c’è quello che l’aspirina può avere sul cuore.

Grazie all’infuso di betulla nera, riscoperto e utilizzato dal naturalista newyorkese Steve Brill (che lo ha sperimentato sulla propria bambina per alleviarle i dolori dei primi dentini), si possono neutralizzare i dolori muscolari e anche alcuni dei sintomi della influenza. Naturalmente si consiglia di rivolgersi al medico o all’erborista per saperne di più.

maf@lda 07-06-12 10:25

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RIMEDIO PER Il RAFFREDDORE - In Cina si usa T’ien men tung, una verdura con molte proprietà medicinali. Si prepara una zuppa o una purea da servirsi calda e si usa come rimedio per i raffreddori e per calmare le tossi secche.

Il nome cinese è difficile, ma in realtà si tratta degli asparagi.




Sotto una "farmacia" cinese!

maf@lda 14-06-12 09:21

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Quando la pelle ha un cattivo odore

la naturopatia considera la pelle uno specchio delle condizioni generali dell'organismo. Molti degli squilibri interni vengono infatti “denunciati” da problematiche della cute. In questi casi, quindi, è sempre importante analizzare bene il terreno individuale.

La pelle è un emuntore, ovvero un organo che elimina le tossine derivanti dall’ambiente, dal cibo e dal metabolismo stesso dell'organismo.

E’ tuttavia un emuntore secondario, che entra in funzione quando gli organi emuntori principali (fegato, intestino e reni) non riescono ad assolvere efficacemente ai propri compiti di smaltimento, vuoi perché il carico tossico è troppo elevato, vuoi perché questi organi manifestano deficit energetici. Ecco che allora interviene la cute, che espelle le tossine liposolubili con il sebo e quelle idrosolubili con il sudore. Le manifestazioni cutanee sono quindi interpretate in naturopatia come eliminazioni dell'organismo, che non devono essere soppresse.

Secondo alcuni naturopati, questa vicarianza funzionale tra organi sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’intelligenza della Natura, la quale in tal modo – dal momento che la pelle è un organo ben visibile – aiuterebbe anche la persona a prendere coscienza dello squilibrio in atto, “avvisandola” della necessità di adottare gli opportuni comportamenti correttivi.

Invece di consigliare rimedi che agiscano sulla cute ed eliminino sintomi come il cattivo odore e la pelle grassa (rischiando tra l’altro di trasferire ad altri organi il problema dell'eccesso di tossine, che in ogni caso devono essere eliminate dal corpo), la naturopatia ricorre alla strategia di riprisitinare la funzionalità degli organi emuntori principali e, nel contempo, di ridurre le entrate di tossine nell'organismo.

Suggerisce pertanto un trattamento di fondo degli emuntori primari, innanzitutto di intestino e fegato. Per l’intestino si attua un programma dietetico sfiammante, mentre per il fegato si adoperano piante come il carciofo, il tarassaco, la fumaria, la curcuma, nonché le vitamine del gruppo B, la triade metionina-colina-inositolo, l'MSM (metilsulfonilmetano) .


Un'essenza spruzzata sul corpo, sebbene costosissima, può camuffare temporaneamente l'odore sgradevole ma non eliminarlo!!

maf@lda 14-06-12 09:42

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CATTIVO ODORE - Solo se viene assicurato il corretto drenaggio epato-intestinale può essere preso in considerazione anche un trattamento rivolto specificamente all'emuntore “pelle”, che tuttavia non sarà soppressivo dei sintomi e avrà invece finalità depurative. A tale scopo la naturopatia consiglia innanzitutto la bardana e la viola (in estratto idroalcolico, capsule o tisana) e il gemmoderivato di olmo.

Per quel che riguarda invece la riduzione delle tossine in entrata, si opterà per un'alimentazione ipotossica, in grado di alleggerire il lavoro degli emuntori, che sia possibilmente biologica, che privilegi cotture leggere e preparazioni poco elaborate e che sia a base di verdura e frutta fresche (anche sotto forma di centrifugati), cereali integrali, legumi, pesce e molta acqua.

Sarebbero in ogni caso da abolire o limitare fortemente i fritti, i grassi vegetali idrogenati e gli alimenti con additivi vari (attenzione ai “cibi-spazzatura”, che straripano dagli scaffali dei supermercati), il fumo, l'alcol, il caffè, lo zucchero e i carboidrati raffinati (pane, pasta e riso “bianchi”), i latticini. Nei soggetti non troppo devitalizzati sono utili anche le monodiete

maf@lda 18-06-12 16:44





Il Mantra Healing tibetano è una potente forma di guarigione, originatasi in tempi antichi, basata sulla teoria filosofica dell’origine interdipendente di tutti i fenomeni.

La filosofia dell’origine interdipendente afferma che tutti i fenomeni nell'universo sono intimamente collegati: nessun oggetto, nessuna persona o evento potrebbe esistere isolatamente; ogni azione, pensiero o evento produce un effetto su tutti gli altri fenomeni esistenti.

Per mezzo di un’accresciuta consapevolezza dell’origine interdipendente, possiamo diventare co-creatori della nostra propria realtà ed influenzare aspetti importanti della nostra vita, come la nostra salute. Possiamo anche usare questi metodi per curare le manifestazioni di disturbi energetici come le lesioni accidentali e la malattia.




maf@lda 26-06-12 09:29

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Attacchi di panico - Rimedi naturali

Gli attacchi di panico sono esperienze improvvise caratterizzate da sintomi cognitivi e somatici come palpitazioni, sudorazione, tremore, nausea, vertigini, brividi e sensazione di soffocamento. Alle sensazioni fisiche si unisce la paura di perdere totalmente il controllo sui propri pensieri e sulle proprie azioni. La condizione di malessere generalizzato investe la persona bruscamente e si fa intensa nel giro di pochi minuti, trattandosi in genere di episodi brevi. Ai disturbi connessi agli attacchi di panico si associa spesso la sensazione di trovarsi all'esterno del proprio corpo e di guardarsi dall'alto; si parla in questo caso di fenomeno della depersonalizzazione. Il timore di un nuovo attacco, a seguito di prime esperienze di ansia, può generare un vortice di paura che si autoalimenta.

Fino a poco tempo fa si parlava di DAP (Disturbo da Attacco di Panico), oggi il disturbo è comunemente noto anche con il nome di ansia parossistica episodica. I dati statistici indicano che sono oltre 2 milioni gli italiani che ne soffrono. Gli attacchi di panico colpiscono in percentuali, senza rilevanti differenze, sia i maschi che le femmine, in un arco di età che varia dai 16-18 anni fino ai 55-60 anni (molto più raramente in età precoce, 11-13 anni). All'origine del disturbo c'è sia una predisposizione genetica sia una causa biologica, ovvero un difetto nel funzionamento della parte del cervello che normalmente scatena la reazione di difesa allo stress: accade quindi che il cervello stesso arrivi a segnalare un pericolo che non esiste nella realtà.



Alimentazione
L'equilibrio mentale è connesso a quello metabolico e alimentare. La dieta deve essere ricca di vitamine del gruppo B, magnesio, inositolo e triptofano: a tavola non possono quindi mancare legumi, soia, pesce persico, molluschi, gamberi, aragoste, tonno fresco. Ottimo a colazione latte intero o yogurt naturale con cereali integrali in fiocchi o chicchi, crusca d'avena. Consumare noci, nocciole, datteri essiccati. Nel cesto della frutta non devono mancare avocado, arance, pompelmo, mandarini, banane, more, melone. Bevande con caffeina e cibi industriali addizionati con additivi ostacolano l'assorbimento di sali minerali e sostanze antiossidanti.



Fitoterapia
Le cure a base di albicocche sono molto indicate contro gli attacchi di panico perché si tratta di frutti preziosi contro le astenie intellettuali. Tra i rimedi a base di erbe della medicina popolare: infusi di camomilla, aroma di basilico, tintura di avena. L'iperico (Hypericum perforatum), anche noto come “erba di San Giovanni”, è una pianta che contiene sostanze attive in grado di incrementare la produzione da parte del nostro cervello di neurotrasmettitori utili a ridurre l'ansia. Per evitare il rischio di effetti collaterali delle terapie a base di iperico, affidatevi sempre alla prescrizione medica.


Medicina tradizionale cinese
Nelle medicina cinese le cause degli attacchi di panico vanno ricercate nel vissuto della persona attraverso l’osservazione dei tre organi maggiormente interessati in caso di stati ansiosi: Fegato, Cuore e Milza. I punti principali che vengono stimolati durante il trattamento saranno quelli che si trovano in prossimità dei meridiani associati a questi organi, come SHEN MEN, XING JIAN, FENG LONG, NEI TING, DA LING, TAI XI, XIN SHU, PI SHU, QIU XU.
Toccando questi punti si mobilizza l’energia nei vari organi e si rasserena lo Shen. La terapia cinese contro gli attacchi di panico prevede tre momenti spesso simultanei che mirano a calmare lo stato di agitazione, riequilibrare il Sistema Nervoso, controllare la sintomatologia associata, che può manifestarsi in palpitazioni, insonnia, ipertensione arteriosa.



Olii essenziali
Il repertorio terapeutico a base di essenze contro disturbi da ansia contempla olii essenziali come quello di camomilla, gelsomino, lavanda, maggiorana, geranio.
Ottimo anche l’olio essenziale di salvia sclarea, pianta erbacea biennale diffusa nel bacino mediterraneo, e l’olio essenziale di issopo, che si presenta come un liquido di colore verde-giallognolo e possiede un aroma canforaceo pungente.



Omeopatia
Alcuni rimedi omeopatici utili per controllare, prevenire o superare gli attacchi di panico:
Acotinum 15 CH (5 granuli, 2-4 volte al giorno), che mitiga sensazioni intense di angoscia;
Argentum nitricum 15 CH (5 granuli, 1-3 volte al giorno), che limita ansia, frenesia, fretta di concludere;
Gelsemium sempervirens 30 CH (5 granuli al bisogno o una monodose prima di un evento o una prova importante), che evita la reazione violenta data dal panico.



Esercizi
Che gli attacchi di panico siano dovuti a stati ansiosi, stress o dipendano direttamente da malattie organiche come l’ipertiroidismo o da altri fattori come abuso o astinenza di droghe o alcol, rivedere il proprio stile di vita e il rapporto con il proprio corpo non può che migliorare la situazione. L’attività fisica svolge un ruolo fondamentale, poiché permette all’organismo di scaricarsi e stare bene fisicamente, e conferisce autostima, sicurezza dei propri mezzi e serenità psicologica. Indipendentemente da quale attività si pratichi, il movimento incanala lo stress, educa l’ansia.

maf@lda 26-06-12 16:52

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I CORDYCEPS: "Vermi che d'estate diventano erba, oppure erba che d'inverno diventa verme".

Una medicina tibetana eccellente ,si dice, ottima per la salute.Si tratta di un "fungo-bruco" : un fungo che con le sue spori infetta i bruchi invadendone il meccanismo fino a farli diventare vegetali.

I cinesi ne scoprirono le virtù terapeutiche molti secoli addietro, notando che le pecore che brucavano in zone di Cordyceps erano più forti e più sane. Da sperimentazione risulta che il Cordyceps sinensis è una specie di panacea: procura energia, previene l'invecchiamento, rafforza il sistema immunitario, e funziona come afrodisiaco per l'uomo.

maf@lda 26-06-12 16:58

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I CORDYCEPS. Un vero e proprio super alimento

Sin dagli albori delle prassi di guarigione degli sciamani, risalenti a oltre 50.000 anni fa, l’umanità è alla ricerca di ingredienti guaritivi allo scopo di preparare la panacea definitiva – una cura universale. Fra gli ingredienti più ricercati vi era il Cordyceps, una sostanza venerata ad un punto tale che nell’antica Cina il suo uso era riservato esclusivamente alla famiglia reale. Le analisi chimiche hanno dimostrato che le sue presunte straordinarie proprietà sono molto più che frutto di superstizione o semplice folclore.

Il Cordyceps sinensis è una nuova generazione di fungo attualmente utilizzato dall’industria farmaceutica, nonchè come integratore dietetico dai consumatori maggiormente informati che sono alla ricerca di alternative ai trattamenti più convenzionali per cancro, AIDS e una vasta gamma di altri problemi di salute e connessi al sistema immunitario.

La FDA (Food and Drug Administration, ente statunitense preposto al controllo alimentare e farmacologico, ndt) considera il Cordyceps un “alimento”, peraltro classificato come “generalmente riconosciuto come sicuro” (GRAS).
Questi funghi m
edicinali sono estremamente ricchi tanto di beta-glucani, riconosciuti di ausilio nelle terapie contro il cancro, quanto di polisaccaridi; questi ultimi sono lunghe catene di zuccheri con all’interno numerose sezioni di ossigeno e, quando scomposti dall’organismo, le molecole di ossigeno vengono rilasciate e assorbite a livello cellulare. Sappiamo che il cancro in tutte le sue forme non è in grado di sussistere in un ambiente ricco di ossigeno e che, privo di adeguati livelli di ossigeno, l’organismo si ritrova a precipitare in stati degenerativi che favoriscono cancro, cardiopatie, disordini immunitari e diabete, e che inoltre consentono a numerose malattie virali quali epatite C, morbo di Lyme ed altre di attecchire.

La chiave è come somministrare ossigeno all’organismo a livello cellulare. Questa schiera di funghimedicinali comprende rinomati prodotti quali Reishi, Maitake e Agaricus, ricchi di beta-glucani nonché note fonti di ossigeno. La lista continua a crescere, con studi clinici che attualmente includono oltre settanta specie di funghi, il più interessante dei quali è il Cordyceps sinensis che cresce in Tibet a circa 16.000 piedi (4.877 metri) di altitudine.

Il Cordyceps sinensis incrementa di quasi il ventotto per cento i livelli di ATP (adenosina trifosfato) nell’organismo. L’ATP costituisce la fonte di energia del corpo – la batteria dell’organismo, per così dire – ed è necessaria per tutti i processi enzimatici. Il solo impatto sullo stato energetico renderebbe questo fungo un vero super-alimento, nondimeno vi è altro da tenere in considerazione.

Quello che rende il Cordyceps importante nel trattamento del cancro è il fatto che contiene beta-glucani e polisaccaridi. Quando gli zuccheri si scompongono, le numerose molecole di ossigeno vengono rilasciate a livello cellulare, con il risultato che i materiali cancerosi presenti vengono immediatamente distrutti. La cordicepina, uno dei composti bersaglio (nucleosidi), inibisce il meccanismo di riparazione del DNA ed è probabilmente responsabile dei suoi effetti antivirali (HVI).

maf@lda 26-06-12 17:07

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Al genere Cordyceps appartengono Ascomiceti particolari.

Sono funghi parassiti che attaccano funghi ipogei, di solito tartufi dei cervi (Elaphomyces), oppure insetti o ragni.


Essi si dividono in due gruppi. Il primo, di cui fanno parte parassiti dei funghi sotterranei, include solamente una quindicina di specie nel mondo. Il secondo, di cui fanno parte parassiti principalmente degli insetti ma anche dei ragni, è molto più vasto e comprende più di 250 specie distribuite soperattutto nelle regioni tropicali ed in Asia.

Le spore, a maturità, vengono disperse nell'aria. Quando un frammento di spora entra in contatto col corpo dell'ospite " adeguato", la spora viene stimolata, germina e penetra nell'insetto, generalmente allo stadio di larva. Il fungo si propaga poi in tutto il corpo dell'insetto e finisce per ucciderlo in pochi giorni. Quando l'insetto è morto, il micelio riempe completamente il corpo, che dall'esterno sembra normale, come mummificato. Il fungo così aspetta che vi siano condizioni favorevoli per fruttificare. Altre specie possono parassitare ragni o farfalle, producendo, a seguito dell'infezione, in un primo stadio, sostanze psicotrope che inducono l'animale a raggiungere posti alti (cime di rami, sommità). In un secondo stadio l'esoscheletro dell'ospite viene perforato dalle numerose ife del fungo che così produce i corpi fruttiferi, e quindi le spore possono liberarsi in posizioni favorevoli e ricadere su altri artropodi In Europa occidentale sono state rinvenute solo una ventina di specie fra quelle menzionate nella letteratura micologica.

maf@lda 29-06-12 17:04

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Il Cordyceps, permette di assorbire il 30 % di O2 in più. Il sangue più ossigenato dal polmone al cuore a tutto l’organismo. Aumenta cosi del 30 % l’energia e la stanchezza si avverte molto meno. Molto usato nello sport soprattutto dagli orientali. E nel rinvigorire aumenta lo spirito sessuale sia nell’uomo che nella donna.

Contiene la Cordicepina o (deossiadenosina) una sostanza che tende ad impedire la crescita dei virus e batteri, perché la duplicazione del loro DNA. In questo modo ne viene impedita la crescita. E’ utile nell’ HIV e nelle epatiti.

La Cordicepina ha un effetto vasodilatatore che favorisce la circolazione sanguigna, allevia il cuore e che aiuta inoltre a diminuire l’ansia.
1. produce un aumento del 30% dell’assorbimento di Ossigeno a livello polmonare, con un aumento del 30% dell’energia psicofisisca (ATP)
2. migliora le prestazioni sportive del 20-30%, aumentando la forza e la resistenza fisica alla fatica,
3. questo aumento di energia è utile nel lavoro, in convalescenza e ad ognuno
4. immunostimolante naturale nell’influenza, nelle malattie sostenute da virus incluso il virus l’HIV, batteri e Candide
5. nelle allergie, anti-asmatico bronchite;
6. migliora sia il funzionamento sessuale del 30% circa, sia nell’uomo, sia nella donna:
Il dr Zhu nelle sue ricerche ha dimostrato che il Cordyceps aumenta il testosterone nelle cellule del testicolo (cellule di Leydig), l’importnte ormone che regola il desiderio, l’erezione e la soddisfazione sessuale. (Zhu JS, 1998)
Il dr Bu-Miin Huang ha dimostrato che il Cordyceps stimolando la produzione di estrogeni favorisce le funzioni dell’apparato riproduttivo femminile ( Il dr Bu-Miin Huang et al, 2004), sia di progesterone.
Migliora la libido, la fertilità, è utile nelle irregolarità mestruali durante la vita fertile, ma anche nella pre-menopausa e nella menopausa.
Migliora l’impotenza e sterilità maschile nel 36% dei casi, favorendo l’aumento del numero e della mobilità degli ******tozoi.
7. epatoprotettore, coadiuvante nelle disfunzioni del fegato e nelle Epatiti A B e C e da fegato in disordine, grasso, con steatosi ecc grazie a un ricco patrimonio di Enzimi. E’ ricco di Enzimi per depurare il fegato dalle tossine come Citocromo P-450, ed Enzimi per eliminare i radicali liberi come la Superossido Dismutasi (SOD).
8. Cardiotonico ed antiaritmico con miglioramenti all’ECG
9. lieve antipertensivo naturale ed anti-aterogeno
10. utile nelle nefrite
11. antiossidante e antiageing della pelle
12. ansia depressione nella perdita della memoria
13. Ipolipedemizzante naturale nell’eccesso di Colesterolo totale, di Colesterolo HDL, di Colesterolo presente nel fegato (Steatosi Epatica) e nell’eccesso di Trigliceridi.
14. nel sovrappeso.
15. ipoglicemizzante naturale


I principali meccanismi sono

1. depurare l’organismo da accumuli di impurità, radicali liberi
2. rafforzare il funzionamento di alcuni organi

maf@lda 04-09-12 09:36

Il Melograno valido aiuto contro il cancro alla prostata, l’ipertensione, l’arteriosclerosi e per la prevenzione ed il trattamento dell'influenza

Il melograno è un arbusto dai rami contorti, spinosi e abbondanti con una corteccia dal color rosso grigiastro. È una pianta dalla crescita lenta che raramente supera i 5 metri di altezza e presenta delle foglie minuscole dalla forma allungata. Nel periodo della fioritura, i rami si adornano con degli splendidi fiori rossi.

Il nome “melograno” deriva dal latino, malum (melo) punicum. Venne per errore chiamato “Punicum” (cioè “fenicio”) dal naturalista romano Plinio che erroneamente credeva che fosse di origine cartaginese. Il suo nome scientifico è, invece, punica granatum.

Il frutto del melograno è la melagrana e all'interno del frutto sono contenuti moltissimi semi ricoperti da una polpa rosso vivo molto succosa.
L'origine del melograno sembra essere l'Asia Occidentale.
Venne fatto conoscere alle popolazioni Mediterranee dai Fenici ed è uno dei più antichi frutti mai coltivati dall’uomo assieme alla vite e alla mela cotogna.

Il melograno in antichità aveva moltissimi usi. In polvere come medicinale o come tintura, ma anche per aromatizzare il vino o, secco, per conciare le pelli.

Il famoso cuoco romano Apicio lo utilizza molto nelle sue ricette, cotto, crudo ed in forma di succo.

Ippocrate consigliava ai suoi pazienti di utilizzare il succo di melagrana come bevanda afrodisiaca e per i bruciori di stomaco. Sembra che gli Ebrei bevessero un succo a base di melograno fermentato, mentre Maometto stesso raccomanda l’uso del melograno per purificare il corpo dalla gelosia

Nel Medioevo il suo succo veniva usato come sostituto dell’aceto o del limone e i suoi grani interi per preparare ripieni di carne.

Con il melograno si preparava anche il “vinum granatum”, una bevanda a base di vino e melograno che veniva servita solo in importanti occasioni alla corte del re.

Tanta fu la fortuna di questo frutto nel medioevo sia in oriente che in Occidente al punto che diede addirittura il suo nome alla città spagnola di Granada, dopodiché i Mauretani ebbero importato questo frutto in Spagna in seguito alle loro conquiste territoriali.

Simbolo di fertilità, di ricchezza e fortuna per moltissime culture da millenni, il melograno era sacro a molte divinità. Per i Greci esso nacque dal sangue di Dioniso ed era sacro ad Afrodite, Persefone ed Era. Sembra che anche gli Egizi utilizzassero questa pianta per dei riti funebri oltre che come pianta medicinale, mentre per gli ebrei esso era simbolo di fratellanza e prosperità al punto che i puntali delle colonne del tempio di Gerusalemme erano a forma di melograno.

I cristiani rappresentano Gesù Bambino con il melograno in mano come simbolo della nuova vita da lui donata, mentre l’albero del melograno è il simbolo della resurrezione. Famoso in merito è il dipinto della Madonna del Melograno del Botticelli.

Le donne turche, invece, tradizionalmente lanciano in terra il frutto del melograno il giorno delle nozze perché avranno tanti figli quanti sono i chicchi che usciranno dal melograno.

Anche in Cina il melograno viene utilizzato nella prima notte di nozze per rendere il matrimonio felice e prospero.






MADONNA DELLA MELAGRANA - SANDRO BOTTICELLI

maf@lda 04-09-12 11:39

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Gli antichi si erano accorti delle notevoli proprietà salutari di questo frutto e ne raccomandavano l’uso contro le infezioni intestinali o addirittura per patologie ginecologiche.

La melagrana è ricca naturalmente delle vitamine A, C ed E; ed ha antiossidanti, polifenoli, ferro, potassio in quantità addirittura maggiori del vino e del tè verde, già noti agenti anticancro.
Gli antiossidanti contribuiscono notevolmente a mantenere una buona pressione sanguigna e riducono la quantità di colesterolo nel sangue.

E' dimostrato che il melograno è un ottimo alleato contro il cancro alla prostata, che è il tipo di tumore invasivo più diffuso nonché la seconda causa di morte per tumore nei paesi occidentali fra gli uomini.

Studi sui topi svolti dall’Università del Wisconsin da H. Mukhtar e P. Carbone, hanno inoltre dimostrato che una maggior concentrazione di estratto di melagrana rallenta notevolmente la progressione del tumore della pelle, dei polmoni e, a quanto pare, anche del ****.

Gli scienziati dell’Israel Institute of Technology suggeriscono l’assunzione di 60 ml. al giorno di succo di melagrana per prevenire l’assorbimento del colesterolo ed aiutare la protezione delle arterie, dunque contro l’ipertensione e l’arteriosclerosi.

Ulteriori studi condotti presso la Loma Linda University, US, sembrerebbero dimostrare che il succo di melograno aiuti anche contro l’Alzheimer, dal momento che i topi a cui è stato regolarmente somministrato succo di melograno hanno dimostrato una degenerazione delle cellule del cervello pari al 50% in meno rispetto a quelle dei topi a cui era stata somministrata solo acqua e zucchero.

Nuovi studi hanno anche evidenziato che il succo di melograno aiuterebbe in caso di sterilità maschile.

tonga9000 04-09-12 19:28

http://www.ilcerchiodellaluna.it/imm...nerossetti.jpg

maf@lda 05-09-12 16:31

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L’Olio di semi di canapa è un alimento che si ricava per spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa, ossia Cannabis Sativa L (sativa – coltivata).

L’Olio di canapa è particolarmente ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi della famiglia Omega.

Oltre all’Omega 3 e all’Omega 6, l’olio di canapa contiene anche la famiglia dei tocoferoli (Vitamina E) che sono antiossidanti naturali, nonché i fitosteroli, vitamine e minerali.

L’Olio di canapa rappresenta un rimedio basilare che, per sua natura, può ottimizzare la risposta del sistema immunitario come prevenzione ma anche nella cura di patologie e disturbi che dipendono da squilibri nella omeostasi metabolica e da alterazioni funzionali del sistema immunitario.

L’Olio di canapa può essere considerato un "vaccino" nutrizionale, nel senso che è a tutti gli effetti un alimento protettivo se introdotto quotidianamente nella dieta.

L’Olio di canapa ha un odore ed un sapore gradevole e può essere utilizzato per condire l’insalata e la pasta o per essere sostituito nell’ uso quotidiano agli altri oli di semi.

L'apporto giornaliero può variare da 1 cucchiaino da tè per la prevenzione a 1 cucchiaio da tavola per due tre volte al giorno come terapia di attacco, seguendo sempre le istruzioni del medico curante nei casi gravi, per avere la risposta ottimale.

Non ci sono particolari controindicazioni nel uso dell’Olio di semi di Canapa e sono le stesse dell’Olio di oliva: fare attenzione in alcune patologie della cistifellea ed in rarissimi disordini del metabolismo degli acidi grassi (in cui è controindicata o limitata l’assunzione di grassi alimentari).

L’Olio di semi di Canapa e adatto anche per i bambini che, in tal caso, devono essere seguiti dal pediatra per una valutazione più accurata del quadro clinico.

L'olio di semi di canapa è principalmente un valido antinfiammatorio.

Ne è stata inoltre dimostrata l'efficacia per la cura di diverse patologie.

Colesterolo L’uso quotidiano di olio di canapa (circa 4/5 cucchiaini al giorno) fa diminuire rapidamente gli eccessivi livelli nel sangue di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e di colesterolo totale, riducendo così anche il rischio di trombosi e abbassa, inoltre, i livelli di trigliceridi nel sangue.

Malattie cardiovascolari L’assunzione dell’olio di canapa, in sostituzione di altri olii, aiuta a prevenire e a ridurre l’arteriosclerosi ed altre malattie cardiovascolari perché mantiene più elastiche le pareti dei vasi sanguigni ed evita l’accumulo di grasso nelle arterie.

Malattie osse e infiammazioni Viene usato anche per la prevenzione e per la cura dell’artrosi e dell’artrite reumatoide e di altre malattie infiammatorie come l’infezione cronica della vescica, la colite ulcerativa, il trattamento del colon irritabile e del morbo di Crohn.

Sindromi ginecologiche e neurologiche Utilissimo per la sindrome premestruale e nella menopausa; combatte l’osteoporosi e viene impiegato per curare problemi di apprendimento, deficit della memoria, difficoltà di concentrazione e mancanza di attenzione, depressione cronica e depressione post-parto.

L’olio di canapa è impiegato nella cura di malattie asmatiche e affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie.

Malattie della pelle Data la sua potentissima azione antinfiammatoria, quest’olio è ottimo per molti problemi della pelle come: psoriasi, vitiligine, eczemi, micosi, irritazioni da allergie, dermatiti secche e per tutte le infiammazioni o irritazioni localizzate. Può inoltre migliorare le condizioni della pelle affetta da acne. Oltre che all’assunzione per bocca, si applica anche direttamente sulla zona da trattare per ridurre i pruriti e le infiammazioni. Efficace anche per la cura dei funghi alle unghie (onicomicosi).


maf@lda 11-09-12 09:44

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L’otite è un processo infiammatorio a carico dell’orecchio.

In base alla zona colpita si distinguono tre tipi di otiti:
quella dell’orecchio esterno (detta otite esterna), quella dell’orecchio medio (detta otite media) e quella dell’orecchio interno (detta otite interna).

L’otite esterna ha un origine batterica o micotica; colpisce il condotto uditivo e può manifestarsi con un foruncolo o con un eczema. I sintomi principali sono: dolore che si acutizza al tatto e sensazione di orecchio “pieno”, causata dal gonfiore del condotto uditivo. Può essere causata da germi o da agenti esterni come errate manovre di pulizia.

L’otite media colpisce l’orecchio medio ed è in genere più grave dell’otite esterna. Compare frequentemente nei bambini perché le loro tube di Eustachio sono più corte e posizionate più orizzontalmente e questa caratteristica rende difficile il drenaggio. Le otiti medie sono causate da virus e batteri che passano attraverso le tube infiammate a causa di raffreddori, sinusiti, faringiti, tonsilliti. Nella forma acuta, detta otite acuta media, il mancato drenaggio comporta un accumulo di secrezioni che esercitano un pressione sulla membrana timpanica. Ciò determina uno dei sintomi principali dell’otite media, il dolore intenso. Altri sintomi tipici sono ipoacusia (riduzione dell’udito), acufene (percezione illusoria di rumori e fischi), a volte vertigini.

L’otite interna è un’infiammazione batterica della struttura dell’orecchio interno. Deriva dall’otite media ed è meglio conosciuta come labirintite

maf@lda 11-09-12 10:05

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Le patologie che riguardano l’orecchio simboleggiano un disagio legato all’ascolto.

Nel caso specifico dell’otite il conflitto che vive il paziente è legato al turbamento generato dall’ascoltare qualcosa che non può più tollerare. In generale, egli è troppo spesso soggetto a rimproveri e lamentele. Soprattutto in ambito lavorativo, dove spesso emerge il conflitto, il soggetto affetto da otite non sopporta più alcuni toni di voce.
La complicazione di un’otite non curata è la perforazione del timpano. Il paziente non può più sentire sottraendosi così all’aspetto verbale della relazione.

L’otite è un disturbo molto comune nei bambini anche se nel loro caso l’interpretazione psicosomatica è più sottile. Il bambino si sente schiacciato dalle continue richieste esterne di genitori ed insegnanti e non è un caso che i più colpiti, soprattutto con forme recidivanti, siano i bambini di indole mite che subiscono le dinamiche di genitori nervosi e vittime di ritmi di vita frenetici che impongono anche ai loro figli. Il bambino attraverso l’otite esprime la sua sofferenza: quella di non essere compreso nella sua natura e accolto nelle sue difficoltà.

maf@lda 11-09-12 10:30

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OTITE - Fitoterapia

Rosa canina 1D macerato glicerinato, alla dose di 40 gocce 3 volte al giorno, ha un'azione disinfiammante su tutto il territorio naso-bocca- orecchie-gola.

L'Olio essenziale di Melaeuca è un rimedio che si può usare per via generale e svolge una potente azione antibiotica naturale.

Plantago major TM: si possono instillare 2 gocce di tintura nell'orecchio quando il dolore è legato al mal di denti ed eventualmente a un'estrazione dentaria.

Olio di Verbasco (o tasso barbasso): utile complemento terapeutico in caso di otite da freddo, mettendone 1 o 2 gocce nel canale acustico.

Oligoelementi: Rame, 1 dose ogni 6 ore in fase acuta. Per le otiti croniche si userà una integrazione con 1 misurino quotidiano della preparazione Manganese-Rame-Zinco.



Prima di disperarsi per l'otite, vale la pena di prevenirla: nei lattanti o nei bambini che non sanno soffiare il naso bisogna vuotare loro il nasino, con una perettina, dalle secrezioni presenti, anche più volte al giorno
.

maf@lda 12-10-12 09:20

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QUANDO LA CORSA DEGLI ******TOZOI E' LENTA.......


La corsa degli ******tozoi può essere velocizzata con l'aiuto di un meraviglioso fitoterapico: la Maca.

Esistono autorevoli studi che mostrano come l'assunzione della radice essiccata di questa pianta migliori la genesi degli ******tozoi. Gli effetti sono veloci e si apprezzano già dopo 72 ore dalla prima somministrazione.

La Maca si comporta come tonico generale, gli uomini si sentono sostenuti da un miglior stato di energia e anche la sessualità ne risente in modo positivo.

E' importante specificare che non si tratta di ormoni e neppure di ormoni vegetali. Nella radice di Maca si trova infatti un elevato contenuto di fruttosio che naturalmente si trova in alta concentrazione nel liquido seminale, dove costituisce la fonte energetica che sostiene il movimento degli ******tozoi. Queste terapie possono essere iniziate nel ciclo naturale ma anche essere affiancate al programma di inseminazioni già discusso con il medico ginecologo.

maf@lda 12-10-12 09:23

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La dieta per la fertilità è fondamentale.

L'indicazione più importante è mantenere, nelle donne soprattutto, la glicemia stabile e questo comporta una rinuncia ai dolci. Se glicemia e insulina non subiscono grossolane variazioni la possibilità di ottenere gravidanza potrà sicuramente aumentare.

Un secondo valido suggerimento, per entrambi, è controllare il consumo di proteine animali: la carne rossa non dovrebbe mai superare le due porzioni alla settimana. Il consumo di pesce invece è di ottimo sostegno alla fertilità, sia maschile che femminile.

maf@lda 12-10-12 09:27

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La maca, pianta della specie "lepidium meyenii walp peruvanum" si trova sulle Ande peruviane, normalmente sopra i quattromila metri.

La maca è nota da secoli per la sua proprietà di aumentare la fertilità negli animali e nell'uomo. E' chiamata "pianta della vita", ma anche "pianta della felicità", perché ha notevoli effetti afrodisiaci. Gli inca la consideravano un dono degli dei e la usavano anche per i pagamenti, come confermano antichi registri coloniali spagnoli. Più piante di maca riuscivi a trovare, a quei tempi, e più venivi considerato ricco.

Altre due piante hanno caratteristiche simili e, unite alla maca, hanno dato tassi di gravidanza eccezionali: sono la dracontium loretense e il camu-camu.

Gli estratti di queste tre piante vengono somministrati ai pazienti sotto forma di capsule polarizzate.

maf@lda 16-10-12 16:12

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Le gemelle Jackson e nacquerò il 17 ottobre 1995: 12 settimane prima della data prevista.
Secondo le procedure della terapia intensiva neonatale, presso il Centro Medico di Central Massachusetts a Worcester, furono messe in due rispettive incubatrici per evitare il rischio di infezioni.
Kyrie, la sorella un pò più grande e in discreta salute, cominciò ad aumentare di peso e migliorare le sue condizioni. Brielle, che pesava solo due libbre (meno di un chilo), stentava. Accusava problemi respiratori, il battito cardiaco non era regolare, il livello di ossigeno nel sangue era basso, e perdeva peso.
Improvvisamente il 12 novembre Brielle peggiorò drasticamente tanto da far temere il peggio.
I medici facevano il possibile per stabilizzare le sue condizioni mentre i genitori guardavano con ansia Brielle che non respirava e diventava cianotica.
Fu allora che l'infermiera che li seguiva, disperata, e trasgredendo alle regole dell'ospedale, decise di metterli insieme nella stessa incubatrice
.
Non appena la porta dell'incubatrice fu chiusa Brielle si rannicchiò accanto a Kyrie - e si calmò completamente. In pochi minuti il cuore di Brielle si regolarizzò e il corpo cominciò a riprendere calore. Nel giro di pochi minuti le condizioni di Brielle migliorarono, le più soddisfacenti che mai dalla nascita.
Mentre sonnecchiava, questa foto: Kyrie che avvolge il braccio intorno alla sorellina quasi a volerla confortare.

La compagnia della sorella fece migliorare rapidamenre Brielle. Le ragazze tornarono a casa prima del previsto
:)

maf@lda 19-10-12 17:37

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Magnetoterapia

Nella magnetoterapia si utilizzano gli impulsi elettromagnetici a bassa frequenza al fine di dare un notevole aiuto nella cura di diverse sintomatologie legate a stati infiammatori o a patologie ossee.

I campi magnetici vengono impiegati nella fisioterapia ormai da qualche decennio perchè gli impulsi elettromagnetici eccitando le cellule aiutano la rigenerazione dei tessuti ossei e cutanei, migliorano la circolazione sanguigna e stimolano la produzione di endorfine da parte del sistema neurovegetativo riducendo in tal modo il dolore che accompagna inevitabilmente lo stato infiammatorio.

La magnetoterapia, infine, stimola l'assimilazione del calcio, importante per le ossa che rinforzandosi saranno meno soggette a fratture o a malattie degenerative.

Gli apparecchi di magnetoterapia generano campi prevalentemente magnetici statici o tempo-variabili con frequenza bassa.

La magnetoterapia è indicata nelle fratture recenti o ritardo di consolidazione, osteoporosi, morbo di Sudeck, pseudoartrosi, artropatie di natura infiammatoria e degenerativa e controindicata nei casi di portatori di pace-maker e gravidanza.

maf@lda 22-10-12 10:57

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LA PSORIASI

C'è un '"ELISIR DI LUNGA VITA", un elisir utilizzato dall'uomo fin da quando è comparso sulla Terra per potersi autocurare..... chiamato con vari nomi: Frutto della Vita, Acqua Santa, Elisir, Acqua di Vita, Acqua dorata, Acqua degli I-Dei (Idee), Rugiada del Cielo, Nettare Celeste, Amaroli, ecc.
che, a detta di molti, farebbe anche sparire quelle chiazze che sono enormemente imbarazzanti di una malattia della pelle che non è nè contagiosa nè infettiva come la psoriasi.



La psoriasi è un'infiammazione cronica della pelle. Le cause che la originano restano ancora velate da una buona dose di mistero per la scienza. La predisposizione genetica resta un fattore determinante a cui se ne correlano diversi altri di tipo immunologico, ambientale. si è poi osservato che, nei soggetti predisposti, ansia ed episodi emotivi stressanti sono importanti nel condizionare la storia della malattia. Altre concause: squilibri metabolici, ormonali, alimentari. La comparsa della psoriasi si manifesta sottoforma di lesioni tipiche, in genere si tratta di chiazze arrossate ricoperte da squame biancastre.

Esistono alcune forme speciali che la psoriasi può assumere, come l'eritrodermia psoriasica, variante grave in cui la malattia è estesa a tutto il corpo; la psoriasi può anche affiancare una malattia reumatica infiammatoria cronica; meno comune è la psoriasi pustolosa.

E' assolutamente falsa la convinzione popolare per cui la psoriasi sarebbe una malattia infettiva e contagiosa.



Alimentazione
La prima forma di prevenzione contro l’eritema solare passa per la tavola. Risulta molto utile assumere cibi ricchi di sostanze antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E, lo zinco, il selenio, il beta-carotene. Si tratta di sostanze contenute soprattutto negli agrumi, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, carote, spinaci, albicocche, mandorle, noci, nocciole, olio di oliva, germe di grano, yogurt e pane integrale.

Aumentare l’assunzione di uova, germe di grano, lievito di birra, fegato. L’apporto quotidiano di liquidi va necessariamente garantito all’organismo. Eliminate per almeno sei mesi salumi, insaccati, crusca, carne conservata, farine raffinate, piatti dei fast-food, alimenti a elevata concentrazione di sale, alcolici, caffè, tè nero, dadi da brodo.



Fitoterapia
Per alleviare la desquamazione e l'irritazione cutanea massaggiate la zona interessata con un composto a base di unguento di Ippocastano (30%), miscelato latte d'Avena (10%), Ribes Nigrum (20%) e con olio alla Calendula (40%). Per la sua azione depurativa e rimineralizzante è consigliabile l'estratto fluido di Medicago sativa nella dose di 20 gocce due volte al giorno, diluite in poca acqua, lontano dai pasti. Nelle persone ansiose può essere utilizzata l'Escholtzia californica (parte aerea fiorita), in estratto fluido, 20 gocce due volte al giorno, lontano dai pasti.

maf@lda 22-10-12 11:12

1 Allegato/i
Nella psoriasi il processo di produzione delle cellule della pelle è alterato: nuove cellule vengono prodotte ad un ritmo velocissimo (in tre-quattro giorni rispetto ai ventotto necessari normalmente). Pertanto lo strato esterno della pelle si infiamma, diventa rosso e sensibile, tende a sollevarsi e a squamarsi. Data l'accelerazione del processo le nuove cellule non hanno il tempo di formarsi correttamente e sono quindi immature e alterate. La pelle in queste aree resta più sensibile agli agenti aggressivi interni ed esterni.

La psoriasi si manifesta in forma acuta più spesso in inverno in quanto il freddo ne accentua le manifestazioni. In estate frequentemente si verifica una regressione della sintomatologia della psoriasi, anche per la positiva esposizione al sole, che stimola la produzione della vitamina D.

E' una malattia che segna la pelle ma che ferisce anche la psiche, provocando ansia e sintomi depressivi in alcune persone, soprattutto donne. La psoriasi ha un forte impatto psicologico individuale che può incidere in modo significativo sulla vita di relazione, sul piano affettivo, lavorativo ed economico e ciò in modo particolare quando essa si manifesta in giovane età o quando ha presenta caratteri di gravità considerevole, quando si localizza nelle parti più visibili del corpo o se si accompagna ad artrite.

La pelle, l'organo del nostro corpo più esterno, protegge, fa da barriera a tutto ciò che dall'esterno continuamente arriva. Nella medicina tradizionale cinese, la pelle è in rapporto con il polmone, "organo che respira", responsabile delle difese dell'organismo. Anche la pelle respira tramite i pori; attraverso tutte le terminazioni nervose sente, recepisce, reagisce: arrossendo, impallidendo, cambiando colore; si irrita, prude, si secca, si squama. Trasferendo questi sintomi nella sfera della psiche potremmo riscontrare uno stato d'animo irritato, impaziente, come anche un senso di aridità, di voglia di nuovo Sulla pelle si disegna una buona mappa di ciò che interiormente siamo, nel "bene" e nel "male", dunque ciò che non riusciamo a dire con le parole lo diciamo con la pelle, che funge da specchio sia per evidenziare il problema sottostante, sia per "liberarsi" di un carico emotivo non altrimenti gestibile

maf@lda 22-10-12 15:55

1 Allegato/i
La pelle è un organo in grado di esprimere sensazioni, emozioni e affetti, basti pensare non solo al rossore, con cui si può comunicare imbarazzo o vergogna, o al pallore, che può manifestare stupore o spavento, ma anche a una serie di modi di dire in cui si usa l'epidermide per parlare di emozioni:

"Ho la pelle d'oca... non sto più nella pelle... amici per la pelle... fare la pelle a qualcuno.... a fior di pelle... non voler essere nella pelle di qualcuno.... rimetterci la pelle.... salvare la pelle.... vendere cara la pelle ...vestire la pelle del leone"

Non è dunque un caso che la pelle sia stata definita il nostro telegrafo per il mondo esterno ma anche lo specchio del nostro mondo interno

La psoriasi rappresenta la difficoltà di comunicare le emozioni. Un'area più o meno grande di cute, nella psoriasi in fase quiescente, è ispessita e ricoperta da squame grigiastre compatte, che impediscono a quel tratto di pelle di operare scambi fisiologici con l'esterno. In chiave analogica ciò significa che una persona ha dei punti in cui si sente strutturalmente fragile e in questi mette una” toppa” o una “corazza” al fine di ridurre gli scambi emotivi con l'esterno, percepiti come pericolosi.
Tuttavia, la lesione conosce fasi di ricostruzione, nelle quali la corazza si riduce e lascia il posto a un eritema acceso che brucia e prude, e che assomiglia a una “brace” in mezzo alla cenere.

Quando l'energia che si esprime nell'eritema viene “coperta” dalla corazza, finisce per spingersi in profondità, dove si trasforma in intensi episodi di cefalea o di colite, a testimonianza di come essa contenga un'energia incomprimibile che cerca comunque di essere elaborata ed espressa.

L'estensione della psoriasi è in proporzione alla insicurezza che la persona sente di avere: tentare di eliminare drasticamente il sintomo (la psoriasi), quando è esteso, è pericoloso e mette a rischio di forti disagi psichici perché la malattia è evidentemente l'unico modo che la persona ha trovato per stare in equilibrio nel mondo.
Va quindi rispettato.

Per la medicina tradizionale cinese la psoriasi è una malattia autoimmune che può essere dovuta a Vento-Umidità-Calore e deficit di Xue. La terapia per alleviare la psoriasi di solito si articola in 2 cicli mediante cui si riesce a diminuire la presenza cutanea delle lesioni di circa il 70%, lavorando su alcuni punti principali:

QU CHI (fra l’estremità laterale della piega traversa del gomito e l’epicondilo omerale), regola e raffredda il Sangue;
ZU SAN LI (sotto il bordo inferiore della rotula, a lato della cresta tibiale anteriore), tonifica Milza e Stomaco;
SAN YIN JIAO (localizzato 3 cun sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia), tonifica i Reni.

Olii essenziali
Gli olii essenziali consigliati sono bergamotto (dal potere dolcemente astringente e un effetto sulla psiche che si traduce in un senso di pulizia grazie al profumo fresco e floreale), camomilla romana (intenso effetto antalgico, ottimo contro il prurito), geranio (riequilibra il sistema nervoso), lavanda (calma e lenisce bruciori e irritazioni)




maf@lda 23-10-12 17:32

1 Allegato/i
http://www.smbitalia.org/cahiers/pdf...4/Psoriasi.pdf




Premetto che ho sofferto di psoriasi, fortunatamente di modesta entità, che ha fatto la sua comparsa nella mia adolescenza dopo un forte spavento in seguito ad un incidente stradale in cui ero rimasta coinvolta con la mia famiglia.
Un po' di anni fa mi appassionai all'Omeopatia leggendo il mensile "Salve" e sperimentai su me stessa alcune diluizioni in base alla mia personale costituzione...le piccole lesioni sulle ginocchia da allora sono sparite e mai più ricomparse!


La medicina omeopatica può essere utile nella cura di questa malattia da sola o anche come
supporto alla medicina allopatica.
L’approccio della medicina omeopatica al paziente è diverso da quello della medicina
tradizionale.
Il medico omeopata,dopo aver posto una corretta diagnosi nosologica,anche con l’eventuale
aiuto di un dermatologo,cerca di individuare un medicinale sintomatico e uno di fondo secondo i
criteri del metodo omeopatico.
E’ necessario precisare:
· L’esordio e l’evoluzione della malattia
· La topografia
· La natura della lesione
· La fase dominante della dermopatia.
Descrivere le caratteristiche della malattia:
· Modalità locali di aggravamento
· Eventuali sintomi e segni concomitanti.
Ricercare l’eventuale concomitanza causale dell’eruzione e definire le modalità reattive del
paziente. Lo studio della dermopatia e della storia clinica del paziente permette di inquadrarlo in
una precisa diatesi o nell’ambito di due diatesi,una delle quali in quel momento predomina: psorica,
sicotica, luetica o tubercolinica.
Individuare il tipo sensibile:
· Aspetto morfologico del paziente,
· Psichismo,
· Tendenze morbose.
Infine la conoscenza della costituzione indirizza verso la scelta del rimedio di fondo:
· Carbonica
· Sulfurica
· Fosforica
· Fluorica.


Nelle affezioni dermatologiche croniche come questa è opportuno ricorrere alla tecnica
terapeutica del DRENAGGIO,sia per facilitare l’attività dei preparati omeopatici specifici,sia
per evitare l’aggravamento omeopatico che la loro associazione può inizialmente indurre.

FITOGEMMOTERAPIA:
Il drenaggio viene effettuato con fitoderivati e gemmoderivati quali:

FUMARIA T.M.: contiene fumarina,alcaloide ad attività antiserotoninica con azione generale
depurativa,diuretica e lassativa. Si utilizza nell’eczema psoriasico lichenificato .

CEDRUS LIBANI M.G.1DH: con azione antiflogistica sulla psoriasi secca

ULMUS CAMPESTRIS M.G.1DH: con azione sebonormalizzante,utilizzato nella psoriasi umida e
nelle dermatosi trasudanti (sebopsoriasi e psoriasi invertita)

ARCTIUM LAPPA T.M.: è un antibiotico naturale attivo sui gram+ ed è depurativo.Si utilizza
nella sebopsoriasi e seborrea anche con sovrainfezione batterica in soggetti sedentari che mangiano
troppo.

JUGLANS REGIA M.G.1DH: ha azione immunostimolante,aumenta gli anticorpi e stimola le
plasmacellule. Si utilizza in forme eritematose con sovrainfezione batterica.

RIBES NIGRUM M.G.1DH: antinfiammatorio per eccellenza.

Infine VIOLA TRICOLOR T.M.

Il trattamento fitoterapico va prolungato per alcuni mesi ed integrato da consigli alimentari.
Gli alimenti di origine animale sono ricchi di proteine e grassi saturi ad elevato contenuto in acido
arachidonico,precursore delle prostaglandine 2 (PG2) e dei leucotrieni. Le PG2 sono dotate di
attività antinfiammatoria,mentre i leucotrieni sono i mediatori della reazione allergica e inducono il
rilascio di notevoli quantità di radicali liberi,che a loro volta stimolano la lipossigenasi con ulteriore
sintesi di leucotrieni.
Il consumo eccessivo di proteine animali o l’intolleranza alimentare, molto diffusa in questi
pazienti, comporta un aumento nella produzione e ne l rilascio di sostanze che promuovono e
perpetuano,in un circolo vizioso, il processo infiammatorio e allergico
. Si consiglia quindi una
drastica diminuzione di alimenti ricchi di grassi e proteine animali.


Il trattamento omeopatico,fatte queste premesse,può quindi iniziare.

maf@lda 24-10-12 09:21

1 Allegato/i
http://www.smbitalia.org/cahiers/pdf...4/Psoriasi.pdf



I rimedi omeopatici per la psoriasi sono rimedi di sintomo e alcuni di questi possono
diventare rimedi di terreno se il paziente presenta determinate caratteristiche morfologiche e
psichiche proprie solo a quel rimedio,ossia se l’omeopata dopo un accurato interrogatorio,riesce a
trovare il simillimum del malato.


RIMEDI OMEOPATICI

ARSENICUM ALBUM:
Specifico della lesione psoriasica secca con desquamazione fine,ad evoluzione
cronica,migliorata dal sole e peggiorata dal freddo e dall’inverno. Si utilizza anche nell’artrite
psoriasica e nella psoriasi dello scroto e del ****.
Posologia: 7 o 9 CH 5 granuli per una volta al dì o 30 CH tubodose una volta alla settimana per tre
mesi di terapia e un mese di pausa. Si assume alla sera a causa dell’aggravamento notturno.
Arsenicum album (anidride arseniosa) può essere anche rimedio di terreno se il paziente
presenta determinate caratteristiche tipiche di questo medicinale. E’ un rimedio di grande
prostrazione e spossatezza al minimo sforzo.
Arsenicum ha la sensazione di bruciore intenso migliorato dal calore e dalle applicazioni
calde: dolori brucianti, eruzioni cutanee. Estrema freddolosità,aggravamento con il freddo e di notte
tra l’una e le tre,miglioramento con il calore,bevande e cibi caldi. Solo le cefalee brucianti
migliorano con applicazioni fredde alla testa (key note). Sete intensa durante la febbre con
frequente desiderio di acqua. Cute secca,rugosa,disidratata,anelastica,iper cheratosica,unghie e
capelli secchi e fragili. Indicato nelle dermopatie acute e croniche, eruzioni cutanee secche,squamose,pruriginose con sensazione di bruciore. Soffre di pollinosi e asma bronchiale
spesso alternate alle eruzione cutanee. Può avere anche sindromi cole riformi con agitazione
intensa,vomito,diarrea e sensazione di bruciore, migliorate dal calore.

ARSENICUM IODATUM:
Psoriasi su cute secca,fredda.ispessita e infiltrata. Lichenificazione da prurito
bruciante,intenso e cronico. Desquamazione lamellare,miglioramento con il fresco.
Posologia: 7 o 9 CH 5 granuli per una volta al dì.
Arsenicum iodatum (ioduro di arsenico) è un rimedio con debolezza estrema e
dimagramento nonostante l’appetito conservato. Ha secrezioni mucose,irritanti,brucianti,escorianti.
Cute secca e pruriginosa con squame e lesioni da trattamento. Aggrava soprattutto con il freddo e le
temperature estreme. Arsenicum iodatum ha anche manifestazioni catarrali con dispnea,tosse secca
ed espettorazione scarsa,irritante e bruciante. Tendenza all’adenopatia con ipertrofia dura,indolore
dei linfatici.

ARSENICUM BROMATUM:
Psoriasi circinata (con segni di riduzione centrale) e girata (inversa).
Posologia: 5 o 7 CH 5 granuli per due volte al dì.

NATRUM SULFURICUM:
Psoriasi diffusa su cute infiltrata di colore terreo,giallastro.Desquamazione a squame
larghe,sottili,trasparenti,giallastre con derma sottostante rosso brillante.
Posologia: 15 CH 5 granuli per tre volte alla settimana.
Natrum sulfuricum (solfato di sodio) presenta anche eruzioni umide,secernenti e brucianti
con vescicole erpetiche (psoriasi pustolosa localizzata o generalizzata ). Desquamazione a squame
larghe che peggiorano con l’umidità. Ha notevole ritenzione idrica,edemi.infiltrazione tissutale e
tendenza all’obesità. La cute è imbibita e giallastra. Presenta sindrome catarrale mucosa con
secrezioni giallo-verdastre a livello respiratorio digestivo e genitale. Ha sindrome epatogastrointestinale,
bocca impastata con sensazione di gusto salato,lingua ricoperta di una patina
grigio- verdastra. Presenta epatomegalia dolente con meteorismo addominale,flatulenza con coliche
e diarrea acquosa,giallastra,mattutina in particolare dopo la colazione. Inoltre ha artralgie e mialgie
aggravate dall’umidità e migliorate dal movimento lento.

KALI SULFURICUM:
Desquamazione abbondante su una superficie sottostante che appare unida.
Posologia: 5 CH 5 granuli per tre volte al dì.
Kali sulfuricum (solfuro di potassio) è un sale si Schuessler. E’ un soggetto
irritabile,ostinato con accessi di collera. Ha sindrome catarrale con secrezioni dense,lievemente
irritanti,giallo- verdastre a livello della mucosa respiratoria,gastrointestinale e urogenitale. Presenta
sindrome reumatica con artralgie migranti soprattutto in relazione ad iperuricemia. Peggiora in
ambienti caldi e con il riposo,migliora invece all’aria aperta e con il movimento.

BORAX:
Psoriasi localizzata alle mani e ai piedi con tendenza alla suppurazione.
Posologia: 5 o 7 CH 5 granuli una o due volte al dì.

HYDROCOTYLE ASIATICA ( centella asiatica):
Psoriasi diffusa,a placche,spesso intensamente pruriginose. Psoriasi di vecchia data e a
desquamazione intensa. Cute secca,infiltrata,eruzioni cutanee di tipo secco con fenomeni di
ipercheratosi e desquamazione. Psoriasi nummulare.
Posologia: 3 o 6 DH ( o 5 CH) 5 granuli per due volte al dì.

KALI ARSENICOSUM:
Psoriasi di vecchia data ad andamento torbido, localizzata in particolare a livello della zona
estensoria di gomiti e ginocchia, Aggrava con il calore. Biotipo astenico e freddoloso.
Posologia: 7 o 9 CH 5 granuli per due volte al dì.

PHYTOLACCA:
Psoriasi punctata,guttata e nummulare.
Posologia: 5 CH 5 granuli per due volte al dì.

SELENIUM:
Psoriasi localizzata al palmo delle mani. Cute grassa e lucente. Eventuale associazione a
caduta di peli e di capelli. Spossatezza generale con prostrazione fisica e mentale,in particolare
dopo malattie debilitanti,attività intellettiva intensa ed eccessi sessuali.
Posologia: 5,7 o 9 CH 5 granuli per due volte al dì.

SEPIA:
Onicopatia psoriasica. Psoriasi fissurata,non dolente facilmente sanguinante nel soggetto con
le caratteristiche generali del rimedio.
Posologia: 9 CH 5 granuli per due volte al dì.
Sepia presenta marcata tendenza depressiva,senso di pesantezza pelvica. Vampate di calore
senza arrossamento. Aggravamento con tutto ciò che facilita la stasi venosa.Ptosi
palpebrale,intestinale,renale,uterina. Dispepsia atonica con inappetenza,nausea mattutina,sensazione
di bocca amara. Avversione per i rapporti sessuali,resi dolorosi dalla stasi venosa (frigidità).
Apatia,abulia,indifferenza per tutto e per tutti,anche per i coniugi o per le proprie occupazioni,senza
ragione apparente. Pessimismo e tristezza,facilità al pianto,desiderio di solitudine e isolamento.
Irritabilità estrema,avversione alla contraddizione e alla consolazione.

MANGANUM ACETICUM e RADIUM BROMATUM:
Artrite psoriasica assieme ad arsenicum album. Radium bromatum viene usato anche nella
psoriasi *****.
Posologia: 5 CH 5 granuli per due volte al dì.

BERBERIS VULGARE ( crespino):
Dermatosi eritemato-squamose circolari che gauriscono a partire dal centro come avviene
nella tinea capitis e corporis. Psoriasi delle mani e regione perianale,migliorate da applicazioni
fredde.
Posologia: 5 CH 5 granuli per due volte al dì.

SULFUR:
Rimedio a spiccato tropismo cutaneo. Prurito aggravato dal caldo,patologie alternanti,che
compaiono con periodicità (per esempio in primavera ha la rinite allergica ,in inverno la psoriasi).
Posologia: 7 CH 5 granuli per due volte al dì.

HEPAR SULFUR (solfuro impuro di calcio):
Medicinale originale di Hahnemman ottenuto da fiori di zolfo e calcare d’ostrica in parti
uguali.
Cute malsana,sensibile al tatto,irritabile,intollerante a tutto e al freddo. Paziente intrattabile
che non sopporta il freddo e non vuole essere toccato,spesso con lesioni che tendono alla
suppurazione.
Posologia: 7 CH 5 granuli per due volte al dì.

HYDRASTIS CANADENSIS:
Psoriasi al bordo del cuoio capelluto.
Posologia: 7 CH 5 granuli per due volte al dì.

HURA BRASILIENSIS:
Psoriasi alla regione ***** e perianale.
Posologia: 5 CH 3 granuli per due volte al dì.

BUNIAS ORIENTALIS:
Psoriasi vulvare.
Posologia: 5 CH 3 granuli per due volte al dì.

GRAPHITES:
Psoriasi invertita e dermatosi umide,trasudanti.
Posologia: 9 CH 5 granuli per una o tre volte al dì.
Graphites presenta una cute pallida,rugosa,malsana,tendente alla suppurazione, Ha eruzioni
escorianti e brucianti con secrezioni dense,vischiose,giallastre simili al miele,localizzate alle pieghe
cutanee e attorno agli orifizi,aggravate dal calore.
Graphites è un individuo obeso,di solito femminile con tendenza all’ipo-oligomenorrea. E’
un soggetto triste,apatico,indeciso,freddoloso con scarso desiderio sessuale. Generalmente
aggravato dal freddo,malgrado le eruzioni cutanee aggravino con il caldo.

PSORINUM:
Psoriasi secca alternata a dermatosi umida,
Posologia: 5 CH 5 granuli per due volte al dì.

maf@lda 25-10-12 09:40

1 Allegato/i
Cura idrotermale o balneoterapia per la psoriasi

I tipi di acque maggiormente impiegate nella psoriasi sono quelle bicarbonato calcio-magnesiache e quelle solfuree.

Una proposta terapeutica molto interessante è, per esempio, la cura termale sul Mar Morto.
I benefici sono notevoli, soprattutto se poi abbinati alla fototerapia: è una cura dalle proprietà cheratolitiche e antisettiche, decongestionanti e antiseborroiche, oltrechè antipruriginose.
L’Università di Ben Gurion e il centro di ricerca di Arava studiano da più di 10 anni gli effetti benefici della Climatoterapia (esposizione controllata al sole) e della Talassoterapia sulle rive del Mar Morto.

Il Mar Morto, a 400 metri sotto il livello del mare, è il lago col più alto contenuto di sale al mondo, oltre ad essere ricchissimo di sali minerali quali sodio, magnesio, potassio, calcio e molti altri. L’immersione nelle acque ricche di sali minerali, unite all’esposizione controllata al sole, sono la combinazione ideale per la cura della psoriasi.

I trattamenti naturali quali immersione ed esposizione al sole del Mar Morto sono privi di effetti collaterali e sembrano essere più efficaci perché praticati in vacanza. Uno studio del centro di ricerca ha sottoposto ad un mese di trattamento 64 pazienti, studiati secondo Pasi, un criterio che studia la severità ed il coinvolgimento cutaneo della psoriasi).

Secondo le statistiche del centro la Climatoterapia del Mar Morto funziona effettivamente, e riduce sensibilmente il valore del Pasi durante il trattamento. Il 95% degli individui affetti da psoriasi sperimentano miglioramenti significativi.

maf@lda 06-11-12 15:52

1 Allegato/i
Coмe Curare la Psoriasi esistono diversi trattaмenti, мa la psoriasi riмane un probleмa ostinato. Forse non tutti sono pronti per un tipo di trattaмento eмergente: l’Urinoterapia Psoriasi ! Quelli che soffrono, tuttavia, potrebbero aver voglia di provarla.

Urinoterapia Psoriasi: Cos’è l’urinoterapia

L’Urinoterapia Psoriasi consiste nel prendere la propria urina o in мodo topico, o per via interna. мolte persone hanno avuto probleмi con l’ingestione dell’urina, мa si tratta di una sostanza sterile.

Inoltre, si tratta di un’idea nuova solo per noi “uмani мoderni”: gli Indiani Nativi Aмericani si lavavano ogni giorno tutto il corpo con l’urina. Essa ha proprietà antisettiche ed è rinfrescante, cosa che spiega perché essa allevierebbe le irritazioni della pelle. Certe specie di sciммie sono conosciute per urinare sulle proprie мani e poi pulirsi il corpo con l’urina.






L'attrazione probabilmente più visitata di Bruxelles è il famosissimo Manneken Pis, una piccola statua di bronzo raffigurante un bambino che fa la pipì in una fontanella.
Le parole Manneken Pis significano in bruxellese (dialetto fiammingo vicino all'Olandese) il ragazzetto che fa pipì.

Numerose sono le leggende che ne descrivono il significato, dal salvatore della città avendo fatto pipì su degli esplosivi posti alle mura di difesa, spegnendoli ed evitando un'invasione straniera, al bambino smarrito da una madre e poi ritrovato mentre faceva la pipì per strada proprio nell'incrocio dove oggi c'è il monumento.

È tradizione offrire al Manneken Pis degli abiti in occasioni speciali, in particolare per onorare una professione. Il guardaroba attuale comprende più di ottocento costumi, che sono per lo più conservati nel museo della città ubicato nella Casa del Re sulla Grand Place. Il suo primo abito gli fu donato nel 1698 da Massimiliano-Emanuele di Baviera, governatore generale dei Paesi Bassi spagnoli. Nel 1747 il re di Francia Luigi XV gli fece dono di un abito per calmare gli abitanti di Bruxelles, furiosi perché i soldati francesi avevano rubato la statua.

Manneken Pis viene vestito con uno dei suoi costumi 36 volte all'anno, in date prefissate: per esempio, ogni 21 aprile indossa il costume di Spirou, ogni 27 aprile i panni di Nelson Mandela ed ai primi di luglio la maglia gialla del Tour de France.
Manneken Pis è diventato, con la Grand Place di Bruxelles e l'Atomium, uno dei simboli di Bruxelles.



maf@lda 06-11-12 16:17

1 Allegato/i
I sostenitori dell’ Urinoterapia Psoriasi per curare la psoriasi afferмano che essa funziona perché il corpo produce la propria мedicina, e che la propria urina è la perfetta мiscela personalizzata.
Una teoria è che alcune particelle del sangue, così piccole da riuscire a passare non-filtrate attraverso i reni, aiutano a roмpere il ciclo autoiммune, una volta reintrodotte nel corpo. Alcuni farмaci coммerciali sono fatti con prodotti dell’urina. Ci sono alcuni riмedi antifunghi e antibatterici fatti con coмponenti dell’urina. I veterinari utilizzano lozioni di urea sulle ferite. L’urea è la più abbondante coмponente dell’urina. L’urina inoltre contiene ioni negativi capaci di catturare i radicali liberi, un’altra proprietà curativa e una della basi su cui si fonda la convinzione dei poteri dell’ Urinoterapia Psoriasi e altre мalattie.





A Bruxelles il Manneken Pis ha una sorellina, la Jeanneke Pis, e un cane.... randagio, che imita i due, il *****ke Pis!

maf@lda 06-11-12 16:34

1 Allegato/i
ELISIR DI LUNGA VITA

Orina od Urina significa nell'antico linguaggio semantico: La bevanda, la forza, la Luce, l'Energia, l'Informazione, (l'Oro) dell'IO (or-INA anagrammato da ANI che significa in antico Fenicio ed Ebraico semplicemente l'IO dell'Essere), per cui il vero significato dell'Orina è questo: la sorgente fondamentale, il dono, simbolo dell'anima Universale, la sintesi dell'Essere, il distillato della persona, capace di poteri trasmutanti cioè di far passare da uno stato ad un'altro (dalla malattia alla salute),
infatti l'Orina è il distillato del sangue; per mezzo dei reni essa viene estratta dal sangue, possiamo chiamarla l'Oro del Sangue; essa è l'unico ed il vero "Elisìr di lunga Vita" di cui parlano tutte le tradizioni antiche. Nel libro dei Veda sì parla molto di orinoterapia; i monaci Tibetani la usano quotidianamente.

Gli Egizi, Esseni, Giudeocristiani ed in seguito alcune piccole chiese cristiane, sette eretiche, ma quasi tutti i Maghi e le Streghe detti "pagani o contadini" dei secoli scorsi, utilizzavano l'Orina anche per aspergere ovvero frizionare il corpo dei loro adepti; di queste utili usanze ne è rimasta traccia anche nel cattolicesimo, infatti ai bambini si asperge il capo con "acqua santa" per battezzarli; questo rito proviene proprio dal "battesimo" che si effettuava per immersione (battismos, in greco significa immersione) in acqua corrente finito il quale il neobattezzato beveva e si aspergeva il corpo con la sua Orina ovvero con l’acqua santa.

Quando i sistemi dì controllo della Distribuzione e di Assimilazione (Nutrizione) delle sostanze vitali contenute nel sangue alle e per le cellule del corpo, vengono ad essere alterati per qualunque motivo, i reni eliminano distillando ciò che essi interpretano essere "eccedenza” e le sostanze Vitali divengono così Orina, non rimanendo più a disposizione per la Nutrizione corporea e quindi sono espulse, per essere disponibili per la guarigione dell'uomo e dell'animale in ogni situazione di malessere o per prevenire TUTTE le malattie.
L'Orina è la base della Totale Salute Perfetta (compatibilmente a ciò che si è ereditato) e di conseguenza della longevità della Vita.

La ricerca del santo "Graal", di cui parla la tradizione religiosa Cristiana, che contiene la "fonte della giovinezza e della guarigione" è il calice che la tradizione afferma essere stato utilizzato da Gesù di Nazareth, con i suoi discepoli per bere "l'acqua della vita" che era di colore Oro. Esso conteneva semplicemente l'Orina che essi hanno regolarmente bevuto con lui, dopo essere stati iniziati a questa tecnica, la sera della santa cena od ultima cena; l'Orinoterapia era in uso presso gli Esseni di cui Gesù era un rabbino/maestro e presso gli iniziati Giudeo-Cristiani.

La parola "Graal" nel suo significato semantico antico significa: il posto, il luogo, il contenitore, ove ci si reca per riportare l'uomo su sé stesso.

maf@lda 06-11-12 16:52

1 Allegato/i
Nella Bibbia (Prov. 5:15‑19) sta scritto: "Bevi le acque della tua cisterna (vescica), le acque che escono dal tuo pozzo; le tue sorgenti devono spargersi fuori? Ed i tuoi ruscelli devono scorrere nelle pubbliche piazze? Che esse siano per TE SOLO e non per gli stranieri che sono con te. Che la tua sorgente sia benedetta e fanne la gioia della donna della tua gioventù" ...

Parole molto chiare e precise per indicare questa tecnica; nell'Apocalisse è riferito che nel Nuovo Cielo e nella Nuova Terra gli abitanti berranno tutti al Fiume della Vita sui cui 2 bordi vi è l'Albero della Vita. Chi ha "orecchio per intendere" capisca ciò che vuol dire questo testo.

Il nostro corpo è il più perfetto laboratorio di medicinali e sostanze vitali che possa essere immaginato.

L'educazione fin dalla tenera età all'uso della propria Orina insegna all'uomo il "riciclaggio" che è la base nei processi biologici della Natura; in essa NULLA è tossico, TUTTO viene riciclato nel processo di Nutrizione operato bevendo giornalmente l'Orina.

Parlare di Orino-terapia in questa società “moderna" è ricordare che ognuno è portatore della propria Salute o malattia e ha in sé stesso la fonte della propria guarigione, la porta con sé ovunque egli va e se ne può servire quando vuole e quanto gli necessita, ma soprattutto NON COSTA ASSOLUTAMENTE NULLA, ecco perché questa tecnica NON deve essere insegnata, in quanto toglie potere finanziario a chi utilizzando la disinformazione sfrutta l'ignoranza ed il denaro dei suoi seguaci.

L'Orina contiene il meglio del nostro laboratorio Naturale e cioè: Anticorpi. Antibiotici naturali, Aminoacidi, Enzimi, Minerali, Vitamine, Proteine, Ormoni, ecc. In acqua dinamizzata (il 96% della sostanza è acqua), tutte le Sostanze Biologiche ed Attive e tutti questi prodotti sono PERSONALIZZATI e Magnetizzati dal nostro proprio Campo Energetico Informato.

L’urina umana è costituita dal 96% di acqua e da un rimanente 4% di prodotti vari del metabolismo: proteine, sali, ormoni, enzimi, vitamine e altre sostanze in tracce. Di fatto, sono note all’incirca 200 sostanze principali, ma in realtà ne contiene alcune migliaia. Ricerche mediche effettuate nei paesi più avanzati (Giappone e U.S.A.) hanno rivelato la presenza di sostanze importantissime per la cura di molte malattie inguaribili come cirrosi, problemi cardiocircolatori, cancro, ecc.

Alcune di queste meritano una citazione:

1) Urokinase: aiuta a sciogliere grumi di sangue che si accumulano nelle vene o nelle arterie;

2) Direttina: obbliga le cellule cancerogene ad allinearsi per poter essere meglio controllate;

3) 3-Methyl Glyoxal: scoperta dal premio nobel Albert Gyorgi, distrugge le cellule cancerogene;

4) H II: inibisce la crescita delle cellule del cancro e diminuisce i tumori già esistenti senza interferire con i processi di ricostruzione:

5) Acido Urico: controlla il processo dei radicali liberi ed il processo di invecchiamento del corpo;

6) Allantoina: usata dai medici e dai veterinari per trattare le ferite e stimolare la crescita dei tessuti sani;

7) Renina: prodotto dei reni per mantenere la tonicità vascolare del corpo influenzando cosi la pressione sanguigna:

8) Creatinina: possiede proprietà antibatteriche e antitubercolari;

9) Dhea: previene l'obesità, estende la durata della vita degli animali, ed è un possibile trattamento per l'anemia, il diabete e il cancro al ****;

10) Urea: inibisce la crescita dei bacilli tubercolosi; è un'antinfiammatorio, dissolve i grassi ed altre secrezioni del corpo;

11) Prostalglandium: efficace per ipertensione, ed anche come anticoncezionale.

Tutti i cicli biogeochimici del pianeta Terra sono regolati da quelli dello Zolfo, Azoto, Fosforo, Carbonio; ebbene l'Orina contiene queste sostanze e ripristina questi indispensabili cieli biologici.


Bevendo giornalmente almeno da 1 a 4 bicchieri di Orina, mattina, pomeriggio e sera (In genere si beve prima dei pasti; dopo il pasto un dito di Orina è un ottimo digestivo) l'organismo a questo punto riassorbirà per mezzo della mucosa gastrointestinale le sostanze perse ma già metabolizzate e ridotte agli elementi Essenziali, Nutrizionali Personalizzati e Magneto-Informati, che saranno velocemente assimilati, ridistribuiti, riequilibrando al più presto la funzione Osmotico Nutrizionale di tutte le cellule del corpo nutrendole con le sostanze Vitali e de-tossicandole completamente a poco a poco; l'orina è anche un'ottimo disinfiammante dell'intestino e regola bene le evacuazioni delle feci. Il pH dell'Orina è simile a quello dell'intestino.

I primi effetti si ottengono nel giro di qualche giorno, durante i quali è possibile che vi siano dei momenti di malessere perché le tossine accumulate e fissate nelle cellule vengono rimesse in circolo per essere eliminate, onde per cui il malessere sarà di fatto una mini malattia (in quei giorni diminuite le quantità assorbite ma non arrestate la terapia) rifarete di conseguenza nel giro di qualche settimana o qualche mese, tutte le malattie avute fin dall'infanzia e mai eliminate veramente, sopra tutto quelle bloccate con farmaci o le sostanze tossiche introdotte con i vaccini.

E' possibile eliminare oltre agli effetti dei farmaci stessi, le sostanze tossiche dei loro componenti. L'Orina riequilibra anche il pH (acidità e basicità), lo rH2 (carica bioelettronica) e lo rò (resistività) del sangue e dei liquidi corporei, il terreno (Vedi il capitolo sulla "Bioelettronica". Le sostanze contenute sono elencate nella tabella; l'urea è comunque composta da azoto ed è noto che l'azoto è il componente base dei processi biochimici del mondo biologico; esso attiva le basi azotate che producono gli aminoacidi essenziali.

Per ottenere effetti completi e profondi occorrono da 6 mesi a 3 anni anche con l'opportuna alimentazione suggerita: successivamente l'Orino terapia è la migliore ed unica terapia di PREVENZIONE non esiste NULLA meglio di ciò; il Sistema Immunitario tenderà a ritornare "come nuovo”, se non vi saranno mutazioni genetiche già avvenute, per esempio con le vaccinazioni.

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Sembra miracolosa, semplice, facile, ma......chi se la sente di cominciare questa terapia?:o

tonga9000 07-11-12 17:51

Citazione:

Originalmente inviato da maf@lda (Messaggio 34494246)
Magnetoterapia

Nella magnetoterapia si utilizzano gli impulsi elettromagnetici a bassa frequenza al fine di dare un notevole aiuto nella cura di diverse sintomatologie legate a stati infiammatori o a patologie ossee.

I campi magnetici vengono impiegati nella fisioterapia ormai da qualche decennio perchè gli impulsi elettromagnetici eccitando le cellule aiutano la rigenerazione dei tessuti ossei e cutanei, migliorano la circolazione sanguigna e stimolano la produzione di endorfine da parte del sistema neurovegetativo riducendo in tal modo il dolore che accompagna inevitabilmente lo stato infiammatorio.

La magnetoterapia, infine, stimola l'assimilazione del calcio, importante per le ossa che rinforzandosi saranno meno soggette a fratture o a malattie degenerative.

Gli apparecchi di magnetoterapia generano campi prevalentemente magnetici statici o tempo-variabili con frequenza bassa.

La magnetoterapia è indicata nelle fratture recenti o ritardo di consolidazione, osteoporosi, morbo di Sudeck, pseudoartrosi, artropatie di natura infiammatoria e degenerativa e controindicata nei casi di portatori di pace-maker e gravidanza.





maf@lda 08-11-12 16:33

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Cardamomo

Con il nome cardamomo vengono indicate diverse spezie, spesso confuse tra loro, ma che in realtà sono caratterizzate da aromi e sapori differenti: il cardamomo verde (o vero cardamomo), il cardamomo di Ceylon, il cardamomo nero (conosciuto anche come cardamomo nepalese) e altre varietà meno diffuse.
•Il cardamomo verde si ricava dall'Elettaria cardamomum, una pianta tropicale della famiglia delle Zingiberaceae (la stessa dello zenzero) molto diffusa in India e Malaysia. Questa spezia ha un sapore molto intenso ed è piuttosto costosa.
•Dall'Elettaria repens, pianta diffusa nello Sri Lanka, si ottiene il cardamomo di Ceylon.
•Il cardamomo nero è la spezia ricavata dall'Amonum subulatum, molto più comune ed economica del tipo verde e per questo usata come suo succedaneo. Il suo sapore tende più all'amarognolo e ricorda la menta.
•L'Amomum costatum è una varietà di cardamomo diffusa in Cina e Vietnam mentre l'Amomum compactum è noto in Thailandia e Birmania con il nome di cardamomo del Siam.



Cardamomo: proprietà e benefici

Il cardamomo è un rimedio naturale molto utilizzato in India per la cura dei denti e le infiammazioni gengivali, per tosse e raffreddore, per problemi di digestione e intestino irritabile.
Sembra inoltre essere un efficace antidoto contro il veleno di serpenti e scorpioni.

La medicina ayurvedica considera il cardamomo un'ottima cura per problemi al sistema urinario, per la tosse e le emorroidi, mentre la medicina tradizionale cinese lo usa per il mal di stomaco e la dissenteria.
Un infuso a base di cardamomo è un vero toccasana contro il raffreddore e libera immediatamente le vie respiratorie combattendo al contempo la stanchezza che tipicamente accompagna gli stati influenzali
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maf@lda 12-11-12 17:38

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Rischi del Sushi
Il sushi è un piatto della tradizione giapponese a base di riso e pesce crudo; il pesce preso separatamente, invece, prende il nome di sashimi.

Qualsiasi prodotto di origine animale consumato crudo, come ad esempio – banalmente – le uova nel tiramisù, il latte crudo non pastorizzato, la carne in carpaccio o le alici marinate, nascondono inevitabilmente un rischio per il consumatore. Batteri, vibrioni e parassiti, se presenti nel prodotto, possono causare problemi anche seri per la salute di chi si nutre di cibo non cotto. Il sashimi non fa eccezione e, purtroppo, anche in Italia si registrano casi di infezione da Anisakis ed altri parassiti.

Sushi: pericolo Anisakis nel pesce crudo

L’Anisakis (Pseudoterranova decipiens) è un nematode parassita di colore biancastro, che può raggiungere la lunghezza di diversi centimetri. Il ciclo vitale di questo organismo passa attraverso diverse fasi, che prevedono come ospiti organismi superiori ben definiti.

Le uova di questo parassita si schiudono in mare, dando origine a diversi stadi larvali. Le larve vengono ingerite da crostacei di piccole dimensioni, come i gamberetti, che a loro volta vengono predati dalla fauna ittica. I pesci che si sono cibati di questi crostacei infetti vengono parassitizzati dall’Anisakis, e così tutti gli organismi che di essi si cibano: uccelli, rettili, mammiferi marini. La fase adulta del parassita vive stabilmente all’interno di questi organismi superiori, ed in essi si riproduce: le uova, espulse con le feci, vanno a finire in mare dove il ciclo ricomincia. Gli esseri umani che si cibano di pesci infetti (crudi o poco cotti) vengono inevitabilmente parassitizzati dall’Anisakis, con conseguenze ben poco piacevoli.

Cosa succede all’ospite? Il parassita, che può essere immune all’azione dei succhi gastrici, giunge sino alla parte terminale dell’intestino e vi si insedia in modo permanente. I sintomi della sua presenza possono essere riconducibili a reazioni di tipo allergico (anafilattiche), forti dolori addominali, febbre, nausea, vomito e generale debilitazione.
In Giappone, dato l’elevato consumo di sushi, i rischi alimentari e problemi sanitari dovuti a questo parassita sono di rilevanza tutt’altro che marginale, e rappresentano una vera e propria gatta da pelare per chi si occupa di salute pubblica. Ogni anno in Giappone sono circa 3000 le operazioni d’urgenza effettuate su persone infettate dall’Anisakis, e purtroppo si registrano diverse decine di morti all’anno. In Italia, parallelamente alla diffusione del consumo di pesce crudo, i casi di Anisakis sono cresciuti esponenzialmente; le statistiche, tuttavia, sono frammentarie poiché non esiste, al momento, un sistema di raccolta obbligatorio dei dati relativi a queste contaminazioni.

Purtroppo l’Anisakis è in buona compagnia: questo non è il solo parassita potenzialmente presente nel pesce crudo, ma si rischiano anche infezioni dal verme trematode Clonorchis e dal cestode (verme piatto) Diphyllobothrium. Anche nel caso di infezione da questi parassiti, i sintomi sono perlopiù a carico dell’apparato gastrointestinale.

Come si combattono i parassiti del pesce crudo

In seguito al crescere dei casi di infezioni da parassiti, le autorità pubbliche si sono trovate nella necessità di regolamentare le modalità di consumo dei derivati della pesca. Esiste una pratica più semplice di quanto si creda per debellare questo pericoloso parassita: il congelamento dei cibi. Bastano infatti poche ore al di sotto degli zero gradi per uccidere l’Anisakis, e i regolamenti italiani (853/04 e 854/04) sono ben specifici a riguardo: affermano che


devono essere congelati a una temperatura non superiore a -20 °C in ogni parte della massa per almeno 24 ore (…) i prodotti della pesca che vanno consumati crudi o praticamente crudi.

maf@lda 14-11-12 11:36

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SUSHI - Spesso, i ristoratori sfuggono ai controlli e non rispettano il periodo di congelamento previsto sancito dalla legge. Questo può accadere, ad esempio, per negligenza oppure per ridurre i tempi di permanenza del prodotto (e velocizzarne la vendita). Il secondo problema è che, in alcuni casi, attraverso il processo di congelamento e scongelamento alcune delle caratteristiche organolettiche del pesce (colore, sapore, texture) si alterano irreversibilmente, e alcuni ristoranti scelgono di non congelare il pesce proprio per offrire un prodotto di qualità superiore. Una maggior qualità che si può, però, anche pagare cara.

Batteri e vibrioni di vario tipo sono immuni al processo di congelamento. L’unico modo di eliminarli è l’accurata cottura del cibo: ovviamente, però, non si tratterebbe più di sashimi.

Metalli pesanti e diossina costityuiscono un altro pericolo per il pesce consumato crudo, perciò per il sushi .
Il congelamento distrugge i parassiti, l’accurata cottura annienta i microorganismi; esiste tuttavia un altro rischio per la nostra salute, che né cottura né congelamento possono debellare: il problema dei metalli pesanti (soprattutto il famigerato mercurio) nei tessuti animali. Il mercurio, in particolare, è presente negli oceani a causa di fenomeni di inquinamento atmosferico, e vi arriva mediante le precipitazioni. Il livello di contaminazione degli organismi è proporzionale alla loro taglia ed alla posizione nella catena alimentare: i pesci predatori di grandi dimensioni, come il tonno, presentano generalmente le concentrazioni più alte di metalli pesanti.

Se consumato in grandi quantità, il problema del mercurio può interessare anche l’uomo: sono stati registrati casi di intossicazione anche gravi dovuti a questo metallo pesante. Si va dalle patologie delle mucose (asma, congiuntiviti, riniti allergiche) a quelle di fegato, pancreas e reni; fra gli effetti più gravi, oltre al cancro, ci sono anche alterazioni a carico del sistema nervoso centrale che causano epilessie, sclerosi e distrofie.

maf@lda 16-11-12 16:16

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Una ricerca condotta su 100 campioni di sushi (tonno) venduti nei ristoranti e nei supermercati di New York ha dato risultati agghiaccianti: la concentrazione media di mercurio superava la concentrazione stabilita per legge oltre la quale sono comprovati i rischi per la salute umana.

E non è tutto: anche il consumo di pesci ‘grassi’ come il salmone nasconde un’insidia, dovuta all’accumulo di diossina. Il salmone ha infatti carni particolarmente ricche in lipidi, e la diossina è una molecola liposolubile (cioè affine alle sostanze grasse ed in grado di rimanere legata ad esse). Accade che, quindi, sempre per via della loro posizione dominante nella catena alimentare, in zone contaminate da diossina questi pesci presentano elevate concentrazioni della pericolosa molecola, riconosciuta come tossica e cancerogena. Addirittura, una ricerca di qualche anno fa svolta sui salmoni in vendita nei negozi dell’America settentrionale mirava ad identificare la quantità ‘tollerabile’ di salmone che un uomo poteva consumare annualmente, senza correre il rischio di danni gravi da diossina.

Questo problema non è circoscritto al sushi in sé, ma è relativo ad un’ottica più ampia, ovvero al consumo di pesci predatori di grandi dimensioni. Sarebbe buona norma, indipendentemente dalla modalità di consumazione, cercare di non mangiare troppo frequentemente salmone, tonno o pesce spada.

maf@lda 28-11-12 17:21

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Consigli utili per mangiare sushi senza rischi

Anche in base a quanto riportato sopra, una buona regola è cercare di evitare di consumare qualsiasi tipo di cibo crudo, e non solo il sushi. Certamente gli amanti delle crudité storceranno il naso, ma qualsiasi cibo non cotto espone a rischi, più o meno grandi. Ostriche, pesce marinato, carpaccio di tonno o salmone, pur rappresentando prelibatezze gastronomiche, nascondono infatti dei pericoli per la nostra salute.

Una volta messo in chiaro quali sono le potenziali conseguenze, ed aver ‘accettato’ i rischi dovuti a questa pratica, qualche buon consiglio può risultare utile. Se proprio non se ne può fare a meno, innanzitutto bisognerebbe cercare di evitare di mangiare pesci predatori di grandi dimensioni come pesce spada, salmone, tonno. Addirittura, secondo la dottoressa Carla Favaro, docente di Scienze della Nutrizione all’Università Milano Bicocca, “le donne in gravidanza, gli anziani e i bambini non dovrebbero mangiare pesci come tonno e pesce spada più di una volta alla settimana”.

Salmoni di razza

Il salmone di allevamento, in particolare, è tendenzialmente meno interessato dai parassiti mentre quello selvatico (che ha una fase di vita in mare ed una in acqua dolce, dove la contaminazione è più probabile) è molto più predisposto ad essere portatore dell’Anisakis e degli altri vermi parassiti. Nei luoghi di ristoro, ahimè, purtroppo l’origine del pesce non è sempre specificata, però scegliere pesce allevato espone a meno rischi.

Sushi con tonno al mercurio

Una notizia “consolatoria” per gli amanti di questo pesce: c’è tonno e tonno. Sono diverse infatti le specie commercializzate, e il livello di accumulo di mercurio varia a seconda della specie. Così, se proprio non si vuole rinunciare al tonno, meglio scegliere le specie che accumulano meno metalli pesanti, come il Thunnus albacore (nome commerciale: Yellowfin Tuna, il famoso ‘tonno pinna gialla’) o le specie T. thynnus, T. maccoyii e T. orientalis (Bluefin Tuna). In particolare, il tonno pinna gialla viene pescato giovane, quindi l’accumulo di metalli pesanti nei suoi tessuti è limitato. Da evitare accuratamente, se possibile, a causa anche delle sue grandi dimensioni, il Bigeye Tuna (T. obesus): i livelli medi di mercurio presenti in una porzione superano la quantità massima consentita per donne incinte e bambini. Anche la provenienza del tonno ha la sua importanza: mentre gli oceani ed i mari asiatici sono fortemente contaminati da mercurio, il Mediterraneo è tutto sommato meno inquinato (ed è anche per questo che i tonni rossi pescati nel Mare Nostrum sono destinati al mercato giapponese, in cambio di cifre esorbitanti). Anche in questo caso però, purtroppo, non sempre è possibile risalire alla provenienza del pesce.

Sushi take-away: prezzi troppo bassi

Un altro consiglio può sembrare banale, ma è bene diffidare dei costi eccessivamente bassi del sushi. Il pesce freschissimo, essendo un prodotto di qualità, necessariamente ha il suo prezzo. Soprattutto i take-away offrono spesso piatti sospettosamente economici: quando sono troppo bassi, diffidatene.

Cinesi convertiti al sushi giapponese

In seguito al boom della cucina del Sol Levante, molti ristoranti gestiti da cinesi sono stati inoltre “convertiti” in ristoranti giapponesi di sushi. Anche in questo caso, meglio documentarsi sulla nazionalità della gestione: gli chef dei ristoranti giapponesi hanno obbligatoriamente seguito dei corsi di formazione e sono in grado di pulire e sfilettare il pesce in modo professionale, cosa che purtroppo non accade per i cuochi “improvvisati”. Le pratiche compiute da mani inesperte possono infatti aumentare il rischio di infezioni.

Limitare il sushi in certe situazioni

Infine, una considerazione legata al buonsenso: in virtù di tutti i rischi connessi, è buona norma che bambini, donne incinte ed anziani consumino quantità limitate di pesci di grandi dimensioni, mentre si dovrebbe vietare loro tassativamente gli alimenti non cotti, pesce – e sushi – compreso.

maf@lda 05-12-12 10:46

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C’è champagne e champagne

Esistono varie tipologie di champagne. La differenziazione è basata non solo sulla tipologia di uva sfruttata, ma anche sul dosaggio della miscela costituita da zuccheri, vecchi vini ed altri distillati che va ad addolcire questa straordinaria bevanda amara per natura.

I classici Brut, Extra o Nature, sono in assoluto i più secchi. Leggeri e freschi, rappresentano la scelta ideale nel caso dobbiate organizzare un aperitivo. Addirittura è usato come vino da inizio pasto dai cultori della materia. Perfetto se si sposa con eccellenti risotti, carne bianca o, meglio ancora, prelibati piatti di pesce.

Lo champagne Dry è certamente più morbido, il Sec, sia Démi sia Doux, è l’ideale se combinato a dessert, gelati, gâteaux. E pasticceria dolce in generale.

Il Rosé è lo champagne con una nota di colore. Ideale in chiusura di un pasto o per un aperitivo. Gradevolissimo se accostato ai formaggi non troppo piccanti.

Infine i gioielli: lo champagne Blanc de Blancs, l’unico ad essere il frutto di sole uve bianche (tutti gli altri sono prodotti da un misto tra le due tipologie) e il Blanc de Noirs, un mix di sole uve a bacca nera.

tonga9000 05-12-12 21:51

Citazione:

Originalmente inviato da tonga9000 (Messaggio 34666105)


non ci credo e nn lo farò( una seduta ogni 10-15 giorni per varie volte, restando immobili nel frattempo.Impossibile per me)

maf@lda 06-12-12 17:21

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[B]L'aggiunta allo champagne, prima dell'imbottigliamento, di una piccola dose di sciroppo composto da zucchero di canna, vini vecchi e, a volte, cognac o altri distillati da un lato serve ad 'addolcire' un vino che non ha residuo zuccherino e, di conseguenza, si presenta con un'acidità molto elevata, dall'altro lato è fondamentale per fornire allo champagne (soprattutto se non millesimato) quelle sfumature di aroma e di gusto caratteristiche del produttore, cioè quello che in gergo viene definito goût maison.[/B
]
Lo champagne presenta molte caratteristische d'originalità fra i grandi vini francesi, in particolare:
la raccolta è manuale (le macchine per vendemmiare sono vietate) poiché è essenziale che le uve giungano in perfetto stato.
la spremitura viene effettuata con torchi tradizionali o pneumatici in modo tale da non macchiare il mosto al contatto della buccia dell'acino; si tratta infatti di un vino bianco derivato anche da uve nere (Pinot noir e Pinot meunier);
impiego della mescolanza tra i tipi di uve di diversi anni allo scopo di garantire una continuità nelle qualità enologica e nelle caratteristiche organolettiche;
l'indicazione della data (possibile ma non obbligatoria) avviene solo quando sono riuniti vini dello stesso anno. È generalmente il segno di una grande qualità;
il vino spumante è mantenuto sotto pressione nella sua bottiglia da un tappo avente la forma di un fungo, fermato con una capsula di filo di ferro;
è il solo vino francese che diventa rosa riunendo vino rosso (di Champagne) con vino bianco. Lo champagne rosato può anche essere ottenuto lasciando le bucce delle uve nere a contatto del mosto dopo la spremitura.

La denominazione «champagne» è una Appellation d'origine contrôlée (AOC), corrispondente all'italiana DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita); ma anche il termine champagne è ugualmente tutelato da apposite norme internazionali contro l'uso non autorizzato.

La crescita della popolarità dello champagne ha portato alla nascita di aneddoti e leggende difficilmente verificabili, quali il fatto che Dom Pérignon fosse un esperto assaggiatore di vini (in realtà egli era astemio ma, essendo anche vegetariano, era un eccellente assaggiatore di uve), la confessione in punto di morte da parte di Dom Pérignon della ricetta segreta dello champagne (non di ricetta si trattava, ma soltanto dell'indicazione di aggiungere al vino zucchero e miscela di liquori), il fatto che la forma del bicchiere a coppa in cui veniva servito fosse stata modellata sulla forma - considerata perfetta - del **** di Madame de Pompadour.

maf@lda 07-12-12 16:22

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Bevuto troppo alcool? Vi siete sborniati?

Un valido aiuto dopo aver bevuto troppo arriva sicuramente dall’acqua. Bere tanta acqua prima di andare a letto è uno dei suggerimenti fondamentali per evitare le conseguenze della sbronza.

Per accelerare lo smaltimento della sbornia, poi, un buon consiglio è la spremuta di agrumi, ricca di vitamina C che, come il miele possiede spiccate proprietà anti sbornia per il suo alto contenuto di fruttosio. Non solo vitamina C ma anche vitamina B che, assunta tramite integratori diminuisce la durata dei postumi, come anche la banana mangiata al mattino appena svegli.

Ecco i consigli scientifici, riconosciuti sul numero del 24 dicembre 2005 del British Medical Journal:
•Ingerire foglie di verza o succo di pomodoro.
•Mangiare il più possibile. La valvola pilorica si restringe in risposta alla quantità di cibo ingerita, riducendo quindi ulteriore assorbimento di alcool. Un pasto abbondante contiene inoltre le sostanze nutrienti per rifornire l’organismo, e può anche causare sonnolenza che aiuta a dormire mentre l’organismo si ripara.
•Bere succo d’arancia, che è ricco di vitamina C.
•Il pollo o la minestra di verdura sono ricchi di sale, proteine e elettroliti, che aiutano ad attenuare i sintomi.
•Bere tè al ginseng.
•Bere (di mattina) salamoia nella quale sono stati conservati cetrioli (un rimedio polacco).

Infine, qualche rimedio tradizionale, i consigli della nonna:
•Bere un Canarino la mattina dopo. Il Canarino è una bibita digstiva, così chiamata per il suo colore giallo chiaro. Si prepara versando acqua bollente in una tazza in cui sono stati posti pezzetti di scorza di limone (eliminando però la parte bianca, che risulta amara). Si aggiunge dello zucchero a piacere.
•Il miele sul pane tostato, che alcuni utilizzano, può funzionare perché il miele è ricco di fruttosio che accelera il metabolismo dell’alcol.
•Mangiare della Frutta.
•mescolare al caffé nero amaro del succo di limone, senza zuccherare


In Cina sono soliti bere il tè verde mentre in Romania e Turchia la loro specialità post sbornia è la trippa in brodo con aglio e panna.
I coreani, invece, preferiscono zuppa di carne e verza a differenza dei giapponesi che scelgono cipolla cruda e aringhe marinate.

maf@lda 17-12-12 11:20

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Aflatossine e frutta secca.


Il Comitato dei Rappresentanti dei 27 Stati dell'Unione Europea ha dato il suo bene placido alla proposta d’innalzamento dei limiti per le aflatossine, sostanze potenzialmente cancerogene, nella frutta secca.

Questo vuol dire che, in mancanza di colpi di scena sul tabellino di marcia Europeo, si potranno trovare in pistacchi, mandorle e noccioline concentrazioni di tossine doppie rispetto a quelle attuali.

Le aflatossine sono delle micotossine tossiche, prodotte da alcune muffe che si possono trovare in diversi alimenti, fra cui appunto tutta la frutta secca ma anche mais, riso, fichi, olii vegetali grezzi e semi di cacao.

Queste micotossine, riconosciute da tempo come sostanze potenzialmente cancerogene, sono resistenti sia alla cottura che alle varie trasformazioni che i prodotti grezzi subiscono prima di diventare prodotto finito.

maf@lda 19-12-12 15:44

1 Allegato/i
Erba cardiaca se soffri di Pressione Alta con ritenzione di liquidi

Spesso l’ ipertensione si associa a obesità, ritenzione idrica e cattivo funzionamento renale. Per favorire la diuresi, è ottima la cardiaca, che diminuisce la frequenza delle pulsazioni cardiache e calma il sistema nervoso.
A livello dell'apparato cardiocircolatorio agisce determinando vasodilatazione, ipotensione e rallentamento della frequenza cardiaca.
La diastole aumenta. Tali peculiarità rendono il suo utilizzo particolarmente interessante nel trattamento delle nevrosi cardiache e nell'angina di petto (contribuisce ad attivare l'irrorazione coronarica), ove determina una rapida attenuazione della sintomatologia e del dolore. Interessante l'indicazione del suo utilizzo nei disturbi della menopausa, quali vampate, ipertensione, insonnia ecc

Una delle migliori forme di assunzione di quest’erba è l’infuso: mettere una manciata di pianta secca in mezzo litro di acqua bollente, lasciar riposare per una decina di minuti, filtrare e bere.

Le dosi: se ne possono assumere 2-3 tazze al giorno.

maf@lda 20-12-12 09:25

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Ieri sono rimasta "sconvolta" dalla visione di questo video riguardante la "povera" Amy Winehouse...sconvolta è dire poco. Credo di non saper comprendere del tutto cosa può spingere una persona a ridursi così, ad annullarsi giorno dopo giorno in una spirale surreale di morte.





Ed è per questo motivo che voglio approfondire il discorso "droghe"


LA COCAINA

La cocaina è una sostanza organica naturale di origine vegetale appartenente alla famiglia degli alcaloidi. Viene estratta dalle foglie della coca, una pianta appartenente alla famiglia delle Erythroxylum, originaria delle regioni tropicali centro e nord-occidentali dell'America del Sud. Si tratta di un arbusto o piccolo albero che può arrivare fino a 4-5 metri di altezza, con foglie alterne di un verde inteso. I piccoli fiori bianchi producono un frutto carnoso, una sorta di bacca rossastra contenente un solo seme. I principali produttori mondiali di foglie di coca sono la Colombia, il Perù e la Bolivia.


Foglie di coca

Le foglie di Coca contengono 0.5 - 2.5% di cocaina; vengono masticate allo scopo di aumentare la resistenza fisica e di alleviare il senso della fame e della fatica.
Hanno forma ellittica di colore giallo-verde e appartengono alla specie Erythroxylon. Caratteristiche le due linee parallele sulla linea mediana della foglia.


La pasta di coca

La pasta di coca si ottiene per macerazione delle foglie di coca, contiene principalmente alcaloidi ed ha contenuti di cocaina che oscillano tra il 30 e l’80% rendendo il contenuto in cocaina pari a circa i due terzi del totale. Il colore della pasta di coca varia dal marrone gommoso ad un bianco sporco o beige. Contiene spesso aggregati.


La cocaina cloridrata e la cocaina freebase si presentano come solidi bianchi cristallini:

Cocaina cloridrata

La cocaina viene normalmente prodotta sotto forma di sale (cloridrato) ed ha un uso limitato come anestetico topico (uso locale).



Cocaina Freebase

La cocaina freebase (base libera) si ottiene dissolvendo la cocaina cloridrato in acqua e aggiungendo poi ammoniaca (o una base forte) per eliminare i protoni in eccesso
. Alla soluzione ottenuta si aggiunge quindi etere etilico ottenendo, dopo l’evaporazione dell’etere etilico, una freebase quasi del tutto priva di taglio. Preparare la freebase è estremamente pericoloso, poiché sono possibili esplosioni o produzioni di fiamme e quindi incendi. La base libera (freebase) della cocaina, viene fumata.


Crack

“Crack” è il nome in gergo dato ai cristalli di cocaina ottenuti processando la cocaina in polvere per trasformarla in una sostanza fumabile.
Il termine “crack” si riferisce al suono scricchiolante emesso quando si fuma questo miscuglio. La cocaina “crack” si processa con ammoniaca o bicarbonato di sodio ed acqua, ed è scaldata per eliminare il cloridrato. Il crack è usato più del freebase in quanto si salta il passaggio dell’eliminazione del taglio con etere che ne rende meno pericolosa la preparazione.
Il contenuto di cocaina nelle diverse preparazioni varia da una tipologia all’altra. Nel sale di cocaina è intorno al 50%, nella cocaina freebase oscilla tra il 70-90% mentre nel crack il contenuto di cocaina varia molto, a partire da un 30% fino a raggiungere l’80%.
Generalmente nelle preparazioni che vengono vendute illegalmente a fini di spaccio, le concentrazioni di cocaina variano notevolmente, a causa dell’uso di sostanze da taglio che hanno lo scopo di aumentare il volume di sostanza per ricavare maggiori guadagni.
Tra le sostanze da taglio, indicate anche come diluenti, troviamo amfetamine, antistaminici, benzocaine, inositolo, lattosio, lidocaina, mannitolo, oppioidi, fenciclidina, procaina, zuccheri. In alcuni casi vengono anche utilizzati arsenico, caffeina, chinidina, o addirittura farina o talco.


maf@lda 20-12-12 10:06

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Breve storia della coca

L’uso delle foglie di coca risale ad epoche precedenti al 2500 a.c. nelle regioni delle Ande centrali, dove questa pianta cresce con facilità ed ha sempre rappresentato una enorme importanza per tutte le civiltà andine. La masticazione delle foglie costituiva un utile rimedio per superare la fame, la sete e le difficili condizioni di vita dovute all’altitudine.
Le leggi incaiche limitavano l’uso all’aristocrazia imperiale e alla potente casta sacerdotale mentre la popolazione aveva accesso solo in particolari occasioni e rituali o per scopi terapeutici.






Il suo uso si è diffuso tra la popolazione dopo l’arrivo degli spagnoli, nel ‘500, che sfruttarono la coca come compenso per il lavoro degli Incas schiavizzati oltre che per aumentare la sopportazione al lavoro.

In Europa e in Nord America la cocaina ha iniziato a diffondersi all’inizio dell’800, sia a scopi medici, come anestetico locale o per il trattamento di alcune malattie, sia a scopi ricreazionali che per la produzione di bevande energizzanti

maf@lda 21-12-12 16:25

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La droga in sostanza è un veleno. L' effetto che produce dipende dalla quantità assunta. Infatti, mentre una piccola quantità funziona come stimolante, una quantità maggiore agisce come sedativo e una quantità ancora più grande agisce esattamente come un veleno e può causare la morte della persona.
Qualsiasi droga si comporta in questo modo; ognuna a un differente dosaggio. Ad esempio prendiamo il caffè, nel quale è contenuta la caffeina che è una droga. Cento tazzine di caffè, probabilmente ucciderebbero una persona. Dieci tazzine, quasi certamente la farebbero addormentare. Due o tre tazzine, agirebbero da stimolante. Il caffè è una droga molto comune e non molto dannosa in quanto, per esserlo, se ne dovrebbe assumere una grande quantità. Per questo è nota soprattutto come stimolante.

L'arsenico è conosciuto come un veleno. Tuttavia, in piccolissime quantità, agisce da stimolante e, in dose ben calibrate, da sonnifero. Diversamente, alcuni decigrammi causano la morte.


Effetti collaterali di droghe e alcol - Ogni droga per di più rimane nel corpo. Le tossine si legano ai tessuti adiposi e fanno riaccendere nell' individuo la voglia di farne uso, anche a distanza di anni. Tra tutte le droghe alcune hanno anche un altro effetto: intaccano direttamente la mente. In questa categoria si trovano la Marijuana (detta comunemente erba), l'eroina, l'amfetamina, la cocaina, il metadone, l'ecstasy ed altre ancora.

maf@lda 21-12-12 16:32

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Le persone usano droghe per sentirsi meglio. Questo è vero per ogni tipo di droga.
Le persone prendono analgesici quando hanno dei dolori, gli analgesici li fanno "sentire meglio" per un pò. Le persone bevono per sentirsi meglio. Le persone prendono droghe di strada per sentirsi meglio. Il problema è che quando si prendono droghe per vincere la depressione o per risolvere un problema emotivo, il sollievo è molto temporaneo. In seguito la persona sta peggio di prima.

La dipendenza - Soprattutto, molte droghe che rovinano la mente danno qualche forma di dipendenza. Dopo aver abusato di droga per un periodo di tempo il soggetto sente la necessità impellente di altra droga. Questo sia a livello fisico che mentale. Si può dire che le cause di abuso di droghe e tossicodipendenza sono tutte quelle che in qualche modo, producono alcuni effetti desiderabili.

"Risolvere" sensazioni indesiderate Le persone che abitualmente fanno uso di droghe o alcool, li assumono per "risolvere" sensazioni indesiderate, dolori, stati emotivi quali afflizione, collera o apatia. La persona pensa che la droga o l' alcool sia la cura a questi stati d' animo indesiderati. Per capire perchè qualcuno comincia ad usare droga bisogna capire cosa non andava prima che la persona cominciasse a fare uso di droga.

La trappola Le droghe creano una deficienza di vitamine e minerali, così quando uno cominicia ad assumerne sta sempre peggio, se non continua a prenderne. Quando l' effetto della droga finisce, qualsiasi dolore o disagio avesse la persona prima di usarla, può diventare più intenso. La risposta è prendere più droga. L' ossessione al continuo uso di droga blocca il desiderio di riuscire a liberarsi da sensazioni indesiderate e dal dolore.

maf@lda 21-12-12 16:40

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La prima cosa da sapere riguardo alla tossicodipendenza è che tanto l' alcol quanto le droghe che alterano la mente sono, in sostanza, degli anestetici. Bloccano il dolore: sia quello fisico, sia quello emozionale. Queste sostanze rendono le persone insensibili e intontite. Ma prima che la droga possa attirare una persona, ci deve essere infelicità, disperazione o un dolore fisico vero e proprio nella vita di quella persona.

Il circolo vizioso della tossicodipendenza - La tossicodipendenza è generata da un circolo vizioso di questo tipo: una persona ha un problema di qualche genere, una sensazione di infelicità o disperazione oppure un disagio fisico. Potrebbe trattarsi della prima delusione amorosa, per un adolescente; per la nonna potrebbe essere l' artrite oppure, per un giovane all' inizio della carriera, potrebbe essere una serie di insuccessi sul lavoro. Potrebbe capitare a chiunque, ad ogni età.

Uno comincia a bere o prova qualche droga. L' alcol o la droga gli danno l' impressione di risolvere il suo problema. Si sente meglio, perchè adesso gli sembra di essere più capace di affrontare la vita. Adesso la droga è diventata preziosa, per lui o per lei.
Chi ha cominciato a prendere una certa droga, ne aumenta gradualmente la quantità. Ora è in trappola. Qualsiasi fosse il problema che aveva cercato di risolvere, bevendo o usando droghe, adesso è svanito dalla sua memoria. A questo punto, tutto ciò a cui riesce a pensare è la droga e come procurarsela. Perde la capacità di controllarne l' uso e semplicemente si rifiuta di prendere in considerazione le tragiche conseguenze delle sue azioni.

maf@lda 16-01-13 16:54

La cocaina ha potenti effetti euforizzanti e i soggetti possono sviluppare dipendenza dopo aver usato la sostanza per periodi di tempo brevi. Un segno di dipendenza è quando il soggetto trova sempre più difficile non ricorrere all'uso. La cocaina è una sostanza di abuso ad azione breve (effetti limitati nel tempo), che produce una sensazione istantanea di benessere, fiducia ed euforia.

In seguito si possono sviluppare rapidamente modificazioni comportamentali drammatiche, soprattutto in associazione a dipendenza. In un contesto di dipendenza da cocaina a lungo termine si osservano comportamenti irresponsabili, isolamento sociale e disfunzioni sessuali. Può scaturire un comportamento aggressivo.
L'intossicazione acuta può essere associata ad un eloquio digressivo, cefalea, idee di riferimento transitorie e tinnito (alterazione uditiva). Possono verificarsi ideazione paranoide, allucinazioni uditive e tattili (soprattutto formicolii).

Durante l'astinenza sono comuni modificazioni dell'umore, come depressione con pensieri di suicidio, irritabilità, mancanza di interesse, labilità emotiva o turbe dell'attenzione e della concentrazione.

L'assunzione di <<dosi basse e moderate provoca euforia, sensazioni di aumentata forza fisica e capacità mentale, ridotto senso di fatica e ridotto appetito. Dopo l'uso endovenoso o dopo aver fumato, viene descritta una varietà di sensazioni intense e piacevoli. Alti dosaggi possono condurre a un particolare comportamento ripetitivo, il bruxismo, ad allucinazioni tattili, formicolii, diminuita concentrazione, insonnia, perdita di peso, agitazione, tremore, irritabilità e paranoia.

Gli stimolanti del sistema nervoso centrale possono indurre quella che viene tecnicamente chiamata psicosi paranoidea, clinicamente indistinguibile da quella schizofrenica. Tale psicosi si può verificare in individui sani, psicologicamente stabili, dopo un uso della sostanza anche di breve durata. Si manifesta con deliri di persecuzione, idee di riferimento, labilità emotiva e allucinazione uditive, visive e tattili bizzarre. Il paziente rimane ben orientato e vigile. L'aggressività fisica può derivare dall'irritabilità e dalla paranoia. I sintomi scompaiono rapidamente nel giro di pochi giorni o, al più, di qualche settimana, ma la sospettosità e le idee di riferimento possono persistere per mesi dopo che la psicosi manifesta si è risolta. Una diagnosi di psicosi indotta da sostanze deve essere sospettata quando si ritrova la sostanza nelle urine, quando il suo uso viene riferito, quando sono presenti le complicazioni fisiche, o quando i sintomi scompaiono rapidamente




maf@lda 16-01-13 17:10

Crack


Il Crack si ottiene dal riscaldamento della cocaina idrocloruro con soluzione acquosa di bicarbonato di sodio o di ammoniaca e per successiva separazione con solvente (etere) e liofilizzazione finale. Il suo uso si diffonde negli Stati Uniti negli anni '80, particolarmente tra i giovanissimi, grazie al suo basso costo di mercato.

Crack - Come viene assunto

Il Crack si presenta sotto forma di piccoli cristalli opalescenti aggregati tra loro a costituire panetti di colore crema-biancastro, che al momento del loro utilizzo vengono frantumati e fumati con diverse modalità. Il termine con cui viene designata tale sostanza di sintesi deriva dal tipico rumore "cracking" che producono i cristalli contenuti nella miscela quando vengono riscaldati.

Il procedimento che richiede il Crack per essere fumato è rapido (circa venti minuti), economico e non necessitante di particolare attrezzatura: sono sufficienti un forno a microonde, un piatto caldo o un cucchiaio. Il Crack viene sminuzzato in piccole parti secondarie, i chips, che vengono introdotte in apposite pipe, solitamente ad acqua.

Il raffreddamento del fumo è indispensabile per l'integrità della struttura chimica della sostanza e per il suo maggiore assorbimento. Alla temperatura di combustione di una sigaretta, circa ottocento gradi, la cocaina cloridrato si decompone, così che nel prodotto di pirolisi non è possibile recuperare più dell'1% del suo principio attivo. Alla stessa temperatura, la cocaina base viene recuperata per il 18-20%; a temperature più basse, duecento gradi, è possibile ottenere circa l'84%. Per tale motivo, i fumatori adottano tecniche che consentono l'abbattimento delle temperature di combustione e garantiscono un rapido assorbimento della sostanza con conseguenti effetti esilaranti e psicostimolanti molto intensi.

Crack - Effetti e conseguenze

Un piccolo frammento di Crack, fumato, può indurre un effetto della durata di 20-30 minuti, al termine del quale l'euforia e la violenta ebbrezza vengono sostituite da una forte sensazione depressiva, accompagnata da prurito irrefrenabile.

Questa sensazione è di tale intensità e sgradevolezza da costringere frequentemente il consumatore ad assumere immediatamente una seconda dose dopo pochi minuti dalla prima. L'assunzione ripetitiva, a brevissimi intervalli di tempo e a concentrazioni progressivamente crescenti, conduce facilmente il soggetto ad un "crollo" psicofisico.

Questa modalità di somministrazione ha quindi un elevatissimo potenziale d'abuso e di overdose, data l'ampiezza delle oscillazioni del tono dell'umore, lo stato maniacale e l'intensa disforia che ne possono derivare. Il soggetto che fa uso di Crack può associare al composto, per amplificarne gli effetti, ipnotici, sedativi, amfetamine, alcool o eroina. La sindrome d'astinenza da Crack si manifesta con variegato corredo sintomatologico: brividi, tremori, dolori muscolari, fame letargia, depressione acuta.

Riabilitazione dalla dipendenza di crack

La riabilitazione dalla dipendenza di crack grazie al metodo Narconon ® è assicurata. Durante le tre fasi del programma Narconon l'ospite supera l'astinenza, segue un programma completo di disintossicazione tramite saune seguito da un medico ed un Supervisore addestrato e si riabilita dal punto di vista mentale tramite esercizi di introspezione e studio. E' un programma nuovo e funzionale che esiste in tutto il mondo dal 1966 e in Italia dal 1984. Grazie al programma Narconon migliaia di giovani hanno trovato l' entusiasmo e la responsabilità per tornare a vivere una vita libera dalla droga




maf@lda 18-01-13 17:05

Sulla base dei loro effetti, sono identificabili sei gruppi di droghe:

Narcotici o gli stupefacenti: sostanze che danno benessere, controllano le emozioni ed il piacere. Sono narcotici i composti derivati dall’oppio, come la morfina e l’eroina. Alcune di queste droghe calmano il dolore;

Stimolanti: sostanze che aumentano attenzione ed energia, diminuendo le sensazioni di fatica e di stanchezza. La cocaina, il crack, le anfetamine;

Sedativi o ipnotici: rallentano le normali funzioni del cervello, dando un generale effetto calmante. Sono i barbiturici, ipnotici, depressivi ed anticonvulsivi le benzodiazepine;

Droghe volatili o inalanti: sostanze che producono vapori che, se inalati, alterano le percezioni;

Droghe psichedeliche: l’LSD, la mescalina, l’ecstasy, che provocano delle illusioni visive o sonore, accompagnate da alterazioni della memoria e delle emozioni. Sono droghe allucinogene, che provano alterazioni della percezione;

Derivati della pianta cannabis: la marijuana e l’hashish, i cui effetti più o meno li conosciamo tutti.





maf@lda 21-01-13 11:58

1 Allegato/i
Sono l'uomo più semplice che c'è
Sono l'uomo giusto per te
Sono l'uomo di questa sera
Sono l'uomo di primavera

Facciamo bene a stare insieme stasera
Facciamo bene perché è sabato sera
Facciamo bene
Facciamo perché
C'è l'occasione
E l'atmosfera

Si…
Facciamo bene perché
Siamo vivi
Domani chi lo sa?
Si…
Facciamo bene perché
Siamo vivi
Domani chi lo sa?

…te la prendi te la responsabilità!

Sono un uomo buono
Sono un uomo sincero
Sono un uomo vero
Sono un uomo solo

Sono l’uomo di questa sera
Sono l’uomo di primavera

Facciamo bene a stare insieme stasera
Facciamo bene perché è sabato sera
Facciamo bene
Facciamo perché
E’ l'occasione
E c'è l'atmosfera

Si…
Facciamo bene perché
Siamo vivi
Domani chi lo sa?
Si…
Facciamo bene perché
Siamo vivi
Domani chi lo sa?

…te la prendi te la responsabilità!

Sono un uomo
Sono un uomo
Sono l'uomo più semplice che c'è
Sono l'uomo giusto per te





Dopo una lunga malattia, finalmente ecco di nuovo Vasco Rossi con una canzone nuova di zecca, incisa nelle scorse settimane nei suoi studi di Bologna
"L'uomo più semplice", l'atteso inedito online e in radio da questa mattina. Vasco Rossi "in perfetta forma curioso e divertito all'idea dell'effetto che farà quando la sentiranno per radio.
Il messaggio è semplice ma efficace:

“Godiamoci la vita, perché non si può sapere cosa succederà domani”




Sotto la foto ironica che ha usato per annunciare il suo countdown.!:)

maf@lda 22-01-13 17:09

La caffeina è un alcaloide naturale presente nelle piante di caffè, cacao, tè, cola, guaranà e mate e nelle bevande da esse ottenute. Viene a volte citata con i suoi sinonimi guaranina e teina, chimicamente identificabili nella stessa molecola.

La caffeina è presente in foglie, semi e frutti di queste e diverse piante, dove agisce come insetticida naturale, paralizzante o con effetto comunque tossico per insetti e altri artropodi che le mangiano.
Nell'uso umano viene più comunemente consumata come infuso da semi e foglie di caffè e tè, così come anche in molti alimenti e bevande contenenti prodotti a base di noce di cola. La caffeina è anche componente di complessi chimici poco solubili, che si trovano nel seme di guaranà e nelle foglie di yerba mate e tè.

La grande popolarità delle bevande contenenti caffeina (caffè e tè anzitutto) rende questa sostanza stupefacente, dall'effetto stimolante, la sostanza psicoattiva più diffusa e la più consumata nel mondo, venendo utilizzata sia a scopo ricreativo che medicalmente. La caffeina è legale in tutti i paesi, a differenza di altre sostanze psicoattive, e accettata o tollerata da pressoché tutte le principali religioni. In Nord America, il 90% degli adulti consuma caffeina giornalmente.
Non vanno dimenticati i potenziali effetti negativi per la salute risultanti comunque da un abuso degli stessi alimenti (caffeinismo).

L'estrazione per l'ottenimento della sostanza pura viene operata direttamente su chicchi di caffè per potere ottenere successivamente da questi una bevanda dalle caratteristiche organolettiche equivalenti, ma decaffeinata.




maf@lda 22-01-13 17:21

1 Allegato/i
Nonostante il tè venga consumato in Cina da migliaia di anni, il primo uso documentato di bevande contenenti caffeina per il loro effetto farmacologico risale al XV secolo; i Sufi dello Yemen infatti, bevevano caffè per tenersi svegli durante le lunghe preghiere.
Nel XVI secolo il caffè cominciò ad essere venduto ad Istanbul, Il Cairo ed alla Mecca, mentre nel XVII secolo la bevanda cominciò a diffondersi e ad essere venduta in Europa.

Oggi la caffeina è utilizzata come ingrediente di base in vari prodotti energetici, quali bevande o caramelle (ad esempio Red Bull, Planet Energy, White Bull, Shark, Foosh, Burn, Scho-Ka-Kola, Coca-cola).
1 tazza di espresso: 80 mg
1 tazza di caffè solubile: 57 mg
1 lattina di Coca-Cola (330 ml): 35 mg
1 tazza di tè: 60 mg (variabile a seconda del tè)
1 lattina di energy drink (Red Bull o Burn) (250 ml): 80 mg

maf@lda 24-01-13 17:19

1 Allegato/i
Negli sportivi occorre tener conto dell'effetto sommatorio della caffeina assunta con i vari alimenti in modo da non superare i limiti imposti dalle normative antidoping.

Il contenuto in caffeina del caffè moka tradizionale è superiore rispetto all'espresso

Nelle donne l'utilizzo di alcuni contraccettivi (etinilestradiolo) incrementa la durata di azione della caffeina di circa il 50%
Il tratto intestinale assorbe la caffeina molto rapidamente ed i picchi di concentrazione plasmatica si osservano dopo circa un'ora dalla sua ingestione. Il suo metabolismo è tuttavia rapido e decisamente superiore rispetto ad altri stimolanti come le amfetamine. Già dopo 3-6 ore dall'assunzione i livelli plasmatici di caffeina si riducono del 50%.

Essendo lipofila, la caffeina ha la capacità di passare rapidamente la barriera emato-encefalica (una specie di parete virtuale presente nel cervello, preposta ad impedire il passaggio di molte molecole trasportate dal sangue).

La caffeina riesce ad attraversare anche la placenta e può essere presente nel latte materno. Durante la gravidanza e l'alattamento é pertanto consigliabile ridurre fortemente l'assunzione di caffè e degli altri alimenti ricchi in caffeina.

Effetti: eccitabilità, miglioramento dei riflessi e della capacità di concentrazione, azione analgesica,aumento della sintesi acida a livello gastrico, aumento della diuresi.

Se applicata sulla cute tramite cosmetici specifici (creme, gel e patch), risulta utile nel trattamento delle adiposità localizzate
In virtù del loro elevato contenuto in caffeina, the e caffè vengono spesso consigliati per favorire il dimagrimento (in associazione ad una dieta corretta).

Se assunta entro i livelli massimi consentiti la caffeina ha un'azione positiva sulla performance della maggior parte degli atleti. Anche dosi tutto sommato moderate (200-400 mg) ingerite un'ora prima della competizione migliorano l'attenzione, la concentrazione e la resistenza.

Masticare 1-2 chicchi di caffè aiuta a purificare l'alito dopo un pasto abbondante. Il caffè non favorisce la digestione, anzi, se preso con molto zucchero o peggio ancora con panna o alcolici, la rallenta. Gli effetti stimolanti della caffeina possono comunque dare la sensazione di una digestione apparentemente migliore






Barzellettina:D

Un carabiniere entra in un bar, rivolgendosi al barman chiede:
"Un caffè veloce!"
Il barman: "E' già in macchina!"
e il carabiniere: "Allora vado a prenderlo lì!"
:sbonk::rotfl::asd:

maf@lda 25-01-13 17:42

1 Allegato/i
CAFFEINA E PRESSIONE ARTERIOSA


La caffeina ha azione stimolante sul Sistema Nervoso Centrale, sull’apparato cardiovascolare, sul rilascio delle catecolamine e sul metabolismo in generale.

L' ingestione di circa 200-250 mg di caffeina, equivalenti a 2-3 tazze di caffè, può aumentare, entro breve tempo dalla sua assunzione, la pressione arteriosa sistolica di 3-14 mmHg e la pressione arteriosa diastolica di 4-13 mmHg nel soggetto normoteso. Anche la assunzione di altre bevande contenenti caffeina può aumentare i valori della pressione arteriosa, la frequenza cardiaca ed attivare il sistema simpatico, soprattutto nei consumatori occasionali.

L’effetto della caffeina sulla pressione arteriosa sarebbe mediato da numerosi meccanismi fisiopatologici fra i quali un ruolo particolare appare quello conseguente all’aumento delle resistenze vascolari sistemiche mediato dal blocco dei recettori della adenosina con successiva contrazione della muscolatura liscia vasale.

Il sistema cardiovascolare sembra tuttavia in grado di sviluppare tolleranza agli effetti della caffeina. Diverse meta-analisi condotte negli ultimi anni hanno complessivamente ducumentato un aumento dei valori della pressione arteriosa in conseguenza del consumo cronico di caffè. In particolare, una recente metanalisi degli studi clinici randomizzati condotti per valutare l’effetto della ingestione di caffè o di caffeina sulla pressione arteriosa ha confermato questo dato evidenziando come la assunzione regolare (per più di una settimana) di quantità moderate di caffè o caffeina è in grado complessivamente di aumentare i valori della pressione arteriosa sistolica di circa 2 mmHg ed i valori della pressione arteriosa diastolica di circa 0.70 mmHg.

Se la caffeina viene ingerita attraverso il caffè l’effetto sulla pressione risulta però molto più modesto (pressione arteriosa sistolica: 1.22 vs 4.16 mmHg; pressione arteriosa diastolica: 0.49 mmHg vs 2.41 mmHg) ed accompagnato, talora, allo sviluppo di una condizione di tollerenza. Il consumo abituale di caffè non sembra, però, associato ad un incremento del rischio di comparsa di ipertensione arteriosa.



Un tizio va dal dottore.
"Dottore, la settimana scorsa sono tornato a casa e ho trovato mia moglie a letto con l'elettricista. Allora lei mi ha detto 'Vatti a prendere un caffè' e io ci sono andato"
"Sì, ma io..."
"Ma non è finita qui. Il giorno dopo sono rientrato e l'ho trovata a letto con l'idraulico. Allora lei mi ha detto 'Vatti a prendere un caffè' e io ci sono andato. E questo si è ripetuto tutti i giorni della settimana. Dottore, sono disperato!"
"Sì, ma io sono un dottore. Non capisco cosa..."
"Dottore, non mi faranno male tutti 'sti caffè?"
:censored::D

maf@lda 30-01-13 17:19

I Sali di Schuessler


La terapia biochimica di Schuessler si basa su 12 rimedi minerali inorganici, somministrati in diluizione omeopatica.
Secondo l’Autore, ad ogni sale corrispondono sintomi e malattie causate dalla carenza del sale stesso.

I 12 Sali consentono di intervenire non solo a livello fisico, ma anche sullo stato psico-emotivo. Schussler dimostrò l’efficacia dei suoi Sali nel trattamento di molte patologie e l’assoluta mancanza di rischio nel loro utilizzo. Ciò è dovuto al fatto che alle diluizioni di preparazione i Sali penetrano direttamente nella membrana cellulare lasciando indisturbate le cellule che non ne hanno bisogno
.


Sale di Schlüsser Nr. 1 Calcium fluoratum D12
Caratteristiche distintive: rughe evidenti e marcate di tipo longitudinale ed obliquo sotto gli occhi, la pelle in questa zona appare di colore rossastro/nerastro, possibili rughe leggere sulla palpebra superiore, arterie indurite e di forma serpeggiante sulla fronte, la lingua può essere dura e screpolata, tendenza a prendere carie, smalto dei denti difettoso, denti “non belli fissi”, postura scorretta, formazione eccessiva di calli, lesioni della pelle, pelle screpolata e che appare dura, pelle floscia, debolezze dei legamenti e dei tendini, piedi piatti e valghi, vene varicose.
Particolarità: il sale di Schüssler n.1 rende duro ciò che è morbido e morbido ciò che è duro.
Zona d´impiego:
- Infiammazione cronica della laringe; linfonodi induriti a seguito di un raffreddamento; carie.
- Arteriosclerosi; vene varicose.
- Emorroidi.
- Per quanto riguarda l´apparato motorio: artrosi; fasciosi plantare; tensione muscolare; osteoporosi; cisti sinoviale; spondilite; articolazioni ballerine; piede valgo e piatto.
- Formazione di calli eccessiva; micosi della pelle e delle unghie; psoriasi; pelle screpolata; cicatrici indurite; smagliature; eczemi a seguito di radio terapia;verruche indurite.

Nr. 2 Calcium phosphoricum D6
Caratteristiche distintive: marcato pallore; ogni tanto cereo; principalmente in fronte; narici e orecchie (“viso tipo bambola di cera”); tendenza alla formazione di carie ; patina della lingua biancastra e “felpata”; gengive sbiadite; tendenza alla formazione di polipi nel naso; debolezza posturale; colonna vertebrale storta; costituzione corporea fragile; bisogno di calcio; ossa deboli; tendenza alla fratturazione delle ossa; debolezza generale.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 2 rigenera il corpo. È indicato nei casi in cui i dolori/disturbi si aggravino di notte o con il riposo.
Zona d´impiego:
- Nervosità; debolezza nervosa; esaurimento in seguito a malattie; tendenza ad affaticarsi immediatamente in seguito a piccoli sforzi; perdita di appetito; iperattivitá.
- Formazione della dentatura; crampi alla dentatura.
- Secchezza e prurito nella parti intime femminili.
- Fratture delle ossa; malattie delle ossa; dolori legati alla crescita; sviluppo ritardato nei bambini; crampi muscolari; dolori nevralgici e crampi con formicolio
- Malattie della pelle con secrezioni di tipo “proteico”

Nr. 3 Ferrum phosphoricum D12
Caratteristiche distintive: colorazione nerastra – bluastra nella parte interna della coda dell’ occhio; gli occhi sembrano cerchiati di scuro; nel caso di un’elevata mancanza, diffuso rossore alle orecchie, guance e fronte, la lingua é pulita, piatta come uno specchio, alle volte leggermente rossastra; cappelli secchi ed ispidi; pelle secca e vizza; linee longitudinali e oblique sulle unghie delle dita.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 3 è indicato per tutti i tipi di disturbi, accompagnati da rossore. È indicato nei casi in cui i dolori/disturbi peggiorino con il movimento, anche nel caso di dolore ai denti in seguito all’ assunzione di bevande calde. Con il freddo i disturbi tendono a migliorare.
Zona d´impiego:
- Difficoltà di concentrazione; memoria debole; disturbi del metabolismo del ferro; vampate di calore; esaurimento generale; debolezza del sistema immunitario; tendenza generale alle infiammazioni e per tutti i tipi di infiammazioni; dolori alla testa e vertigini.
- Tutte le malattie infiammatorie e da raffreddamento; raucedine; congestione sanguigna alla testa; infiammazione dell’ orecchio medio; infiammazioni dovute a male ai denti.
- Tosse secca; bronchite; irritazione dei polmoni.
- Infiammazioni della prostata; infiammazioni delle ovaia e della tromba ovarica; mestruazioni troppo forti; infiammazione della mucosa vaginale; infiammazione al membro maschile.
- Infiammazioni di tipo reumatico nello stadio iniziale; ferite; ad esempio in seguito a sport; dolori muscolari in seguito a sforzi; stiramenti muscolari; strappi delle fibre muscolari; contusioni; infiammazioni acute dei tendini; dolori alla schiena; colpo della strega.
- Infiammazioni e ferite di tutti i tipi; bruciature come scottature solari (primo stadio); infiammazioni della pelle nello stadio iniziale; disturbi nella crescita dei capelli; cambiamenti di tipo infiammatorio alle labbra.

Nr. 4 Kalium chloratum D6
Caratteristiche distintive: colorazione bluastra-lattea del viso (come una statua d’alabastro) principalmente sulle palpebre superiori ed inferiori (tipo occhiali), anche una colorazione bluastra e rossastra è possibile; la lingua può essere biancastra o bianco/grigiastra, non sembra “bavosa” ma anzi secca; espettorazioni biancastre; verruche morbide alle mani.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 4 è quello per le mucose. È indicato nei casi in cui i dolori/disturbi peggiorino con il movimento.
Zona d´impiego:
- Infiammazione delle mucose (naso, gola, petto e zona gastro intestinale); indigeribilità dei grassi; rigonfiamento inoffensivo e morbido dei linfonodi a seguito d’infezioni.
- Malattie da raffreddamento – successivamente all`utilizzo del sale Nr.3 Ferrum phosphoricum D12 (come ad esempio nelle infiammazione delle cavità orali e della gola; ulcere della mucosa della bocca (afte). Scricchioli nell’orecchio dovuti a catarro nelle tube; anche con disturbi dell` udito; naso tappato; tendenza alla formazione di polipi; espettorazioni biancastre; secreti biancastri dal naso e dagli occhi.
- Tosse accompagnata da bronchite; infiammazione recidiva della mucosa dei bronchi.
- Infiammazione della mucosa dello stomaco e dell’intestino; iper e ipo acidità dello stomaco.
- Infiammazioni cronaca e acuta della vescica; infiammazione del bacinetto renale; debolezza renale. Disturbi mestruali con sangue denso e nerastro.
- Infiammazione dei tendini e delle guaina tendinea; infiammazione delle borsa sinoviale; infiammazione reumatica delle articolazioni e dei muscoli (in congiunzione con Nr.3 Ferrum phosphoricum D12).
- Gonfiore dell’epidermide con rossore (insieme con Ferrum phosphoricum); eruzione cutanea (dermatosi squamosa). Cellulite; ferite e bruciature di primo e secondo grado.

Nr. 5 Kalium phosphoricum D6
Caratteristiche distintive: viso di colorazione grigiastra, come scomparso di cenere che sembra sporco e non lavato; anche gli arti inferiori sembrano sporchi e grigiastri, pallidi e smorti e le tempie appaiono infossate; la lingua come se fosse stata spalmata con la senape, anche con alito spiacevole che sa di marciume; tendenza ad avere gengive sanguinanti; debolezza muscolare generale; cavo orale e lingua spesso secca; feci che odorano di marciume e decomposizione.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 5 è quello dei nervi. Il sale è indicato nei casi in cui i dolori/disturbi peggiorino a seguito di sforzo fisico, e nei casi in cui i dolori agli arti quando migliorano a seguito di un leggero movimento.
Zona d´impiego:
- Debolezza generale (fisica, mentale e nervosa), perdita della calma e irritabilità; stadi depressivi; esaurimento depressivo (a seguito d’esaurimento fisico, mentale o psichico); disturbi del sonno (dovuti ad una continua elaborazione di pensieri), memoria debole, disturbi dell’attenzione, vertigini legate al nervoso.
- Infiammazione delle mucose della bocca (afte, spesso di cattivo odore); gengive sanguinanti; emicranie accompagnate da grossa debolezza.
- Debolezza dei muscoli cardiaci; disturbi del ritmo cardiaco.
- Distensione ed afflosciamento delle pareti gastriche; flatulenza; diarrea di origine nervosa, anche causata da una debolezza nella muscolatura *****.
- Debolezza della vescica.
- Nevralgie, crampi.
- Alopecia areata, infiammazioni durature e ulcere che tendono ad avere cattivo odore.

Nr. 6 Kalium sulfuricum D6
Caratteristiche distintive: viso di colorazione giallo/marrone, di colore ocra, soprattutto intorno al naso e alla bocca, palpebre giallo/marroni; la lingua può essere ricoperta di salivazione giallastra, formazione di squame epidermiche, secrezione croniche e giallastre (da ferite ad esempio), muco giallastro.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 6 è quello per tutti i tipi di infiammazioni croniche. È indicato nei casi di disturbi e dolori, principalmente dolori, che in seguito a soggiorni in stanze calde e verso la sera peggiorano, e che al contrario all’ aperto, con finestre aperte e all’aria fresca migliorano.
Zona d´impiego:
- Senso di pesantezza, brividi di freddo, timore, tristezza, stanchezza ed esaurimento causato da disturbi nel metabolismo dell’ ossigeno; in generale per ogni tipo di infiammazione cronica, accompagnata da espettorazioni o secrezioni giallastre; a seguito di inquinamento da sostanze velenose.
- Catarro alla laringe; dolori ai denti ed alla testa; infiammazione cronica della congiuntiva; raffreddore cronico; catarro cronico alla gola; infiammazione cronica dell’ orecchio medio.
- Bronchite cronica; palpitazioni cardiache in seguito ad eccitazione.
- Infiammazioni diventate croniche delle mucose gastrointestinali; coaiudiovante nelle malattie epatiche e nel caso di debolezza epatica.
- Infiammazione cronica della vescica.
- Artrosi, dolore agli arti, dolore reumatico non localizzato alle articolazioni e agli arti.
- Eruzioni cutanee croniche; formazione di squame epidermiche (questo sale supporta la formazione di nuove cellule della pelle); disturbi generali nella crescita della pelle e delle unghie; dermatosi squamosa.

maf@lda 30-01-13 17:23

Nr. 7 Magnesium phosphoricum D6
Caratteristiche distintive: rossore innaturale alle guance, come se si avessero due monete nelle narici destra e sinistra del naso; tendenza ad arrossare; sguardo stanco; la lingua è pulita, ma potrebbe anche brillare di giallo.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 7 è quello indicato nei casi di crampi e dolori. I disturbi come i dolori migliorano a seguito di pressione oppure con il caldo; peggiorano con il contatto.
Zona d´impiego:
- Dolori e crampi; eccitazione, tensione; problemi della veglia dovuti ad irrequietezza; iperattvitá infantile.
- Dolori a denti ed al viso; crampi ai bambini durante la dentizione; senso d’oppressione in gola (come se si avesse una patata in gola); tic nervosi (palpebra).
- Tosse secca, tosse spasmodica, crampi a livello dei bronchi come se si avesse l´asma; senso d’oppressione nel petto; leggera debolezza cardiaca, oppressione cardiaca (recarsi dal medico).
- Crampi allo stomaco; flatulenza dolorosa, male al ventre.
- Dolori alla parte inferiore del corpo, ad esempio durante le mestruazioni.
- Crampi muscolari, ad esempio al polpaccio, dolori nevralgici e muscolari; dolori agli arti; tensione muscolare, dolori muscolari a seguito di sforzi.
- Prurito, pelle sensibile e dolorante.

Nr. 8 Natrium chloratum D6
Caratteristiche distintive: pelle del viso con pori dilatati ed unta, in particolare sulle palpebre, come se fosse rivestito da un film di gelatina; aspetto acquoso gonfio, guance tese e sode; lingua secca oppure umida con corsie di saliva e piccole bolle sull’orlo della lingua.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 8 è quello indicato per la regolazione dei fluidi corporei.
Zona d´impiego:
- Senso di gelo, brividi di freddo, debolezza, perdita di forza generalizzata.
- Sudorazione e salivazione limitata; secchezza della bocca, della gola, del naso e degli occhi; edema (gonfiore dell’epidermide); occhi che lacrimano, “pronuncia” umida, eccessiva produzione di saliva, raffreddore con naso “gocciolante”; depressione “piagnucolosa”.
- Costipazione con defecazione che appare secca (a causa di una mancanza di muco in pancia); diarrea liquida; catarro allo stomaco (con vomito di muco liquido).
- Dolori alle articolazioni con scricchiolamenti dovuti alla troppo esigua formazione di liquido sinoviale (lubrificante articolare).
- Pelle secca; gonfiore dell’epidermide (edema); punture di insetti, bollicine a livello dell’epidermide piene di liquido con aspetto acquoso (per esempio sulle labbra); forfora; cellulite.

Nr. 9 Natrium phosphoricum D6
Caratteristiche distintive: pelle grassa sul viso, punti neri, guance flaccide; lingua bagnata con riflessi di colore giallo dorato; nodulo alle orecchie.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 9 è quello indicato per la regolazione del metabolismo.
Zona d´impiego:
- Disturbi fisici a causa di problemi agli acidi: acidi grassi, acidi urici, acidi gastrici, acidi biliari. Cinetosi (malattia da movimento: mal d´auto…); adiposità dovuta a disturbi nel metabolismo dei grassi.
- Infiammazione alle tonsille.
- Disturbi della digestione dei grassi (acidi grassi), acidità di stomaco, troppi acidi gastrici; indigeribilità degli acidi del latte; flatulenza, feci che sembrano grasse; escrezioni di odore d’acido come il vomito; eruttazione acida; diarrea di colore verdastro e giallastro accompagnata da dolori allo stomaco; sindrome di Roemheld (flatulenza, difficoltà respiratoria in seguito ad un gonfiamento corporeo, palpitazione cardiaca dovuta alla compressione dei polmoni); coadiuvante nel trattamento del diabete.
- Infiammazione della vescica e delle vie urinarie.
- Dolori articolari, collegati all’aumentata produzione di acido urico (gotta), dolori muscolari dovuti a sforzi.
- Capelli e pelle grassa, punti neri, pori chiusi, acne; crosta lattea; pelle spugnosa/gonfia.

Nr. 10 Natrium sulfuricum D6
Caratteristiche distintive: rossore acceso del viso, naso rosso, guance rossastre/bluastre; ombreggiatura verdastra/giallastra, principalmente al mento; in caso sì una forte mancanza di questo sale il viso sembra gonfio; acquoso; il bianco dell’occhio può colorarsi di giallo; la lingua è sporca e ricoperta di marrone o di verde; tendenza alla formazione di edemi.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 10 svolge la funzione di mezzo di espulsione/smaltimento nella biochimica. È indicato nei casi in cui i disturbi/dolori peggiorano in presenza di un clima umido o nelle vicinanze di acque, e che al contrario migliorano con clima asciutto ed in stanze asciutte.
Zona d´impiego:
- Ritenzione idrica, disturbi del metabolismo del grasso (adiposità); depressione in seguito a ferite alla testa o alla colonna vertebrale; tendenza alla melanconia.
- Catarro con secreti giallo/verdastri; raffreddore; catarro cronico a livello delle mucose.
- Asma e bronchiti (che peggiorano con vento umido)
- Costipazione, flatulenze; in tutti i casi di disturbi dell’attività secretiva degli organi digestivi (pancreas, cistifellea; intestino tenue e grasso), coadiuvante nei casi di funghi intestinali; diarrea giallo/verdastra, anche nel caso di diarrea che si presenti soprattutto di mattino; coadiuvante nei casi di diabete legati all’età.
- Incontinenza urinaria, enuresi notturna.
- Disturbi/dolori reumatici, che subentrano quando il barometro scende.
- Bollicine a livello epidermico con liquidità giallastra; eruzioni cutanee umide, pelle grassa; verruche alle mani; infiammazioni tipo acne; papilloma acuminata; rosacea.

Nr. 11 Silicea D12
Caratteristiche distintive: la pelle del viso è moscia, appassita, secca, sottile e tesa, (vitrea, lucida e secca, come appare di frequente sulle gambe). In caso di forte mancanza, zampe di gallina agli occhi; disturbi nella crescita dei capelli; gli occhi sembrano essere sprofondati in buche profonde; la lingua è spesso secca, di mattino può presentarsi un sapore tipo sapone in bocca; problemi posturali, debolezza posturale; debolezza delle articolazioni, dei tendini e de legamenti.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 11 è quello cosmetico: è il sale per la pelle, per i capelli e per le unghie.
Zona d´impiego:
- Sistema immunitario debole; debolezza dei tessuti connettivali; atrofia dei tessuti connettivi; problemi di ricostruzione metabolica e di nutrimento del corpo a seguito di malattie consuntive; arteriosclerosi.
- Processi suppurativi; infiammazione cronica e recidiva dell’orecchio medio.
- Flatulenza.
- Artrosi, gotta, dolori e disturbi reumatici, modificazione patologica della cartilagine; problemi posturali, piedi valghi e piatti; articolazioni ballerine; debolezza dei dischi intervertebrali; infiammazione del periostio e della guaina sinoviale; come prevenzione per l´osteoporosi e nel caso di problemi dello sviluppo e della crescita.
- Capelli raggrinziti, sfibrati, opachi; unghie delle mani e dei piedi fragili e che crescono a fatica; pelle secca e ruvida, neurodermatite, pelle che si squama; acne (principalmente sul mento, sulla nuca e sulla schiena; micosi delle unghie; suppurazione della pelle; disturbi nella rimarginazione delle ferite (in seguito a ferite, la pelle fa fatica a guarire).

Nr. 12 Calcium sulfuricum D6 Caratteristiche distintive: il dottor Kurt Hckethier stesso non ha dato nessuna caratteristica distintiva per il calcium sulfuricum. Le indicazioni odierne differiscono fortemente. Come orientamento, quelle più indicate sono quelle indicate da Hermann Deters e Dieter Schöpwinkel: viso grigiastro con riflessi blu/grigiastri; la lingua nella parte posteriore sembra essere stata spalmata di argilla mezza secca.
Particolarità: il sale di Schüssler n. 12 è quello indicato per le ferite croniche e suppurifere. È indicato per quei disturbi che con l´umidità, in stanze calde ed in corrente peggiorano, ma che all’aperto con aria secca migliorano.
Zona d´impiego:
- Lentezza del metabolismo, debolezza nello smaltimento delle tossine da parte dello stomaco, fegato, cistiffelea, reni ed intestino.
- Infiammazione recidiva delle narici; raffreddore cronico con secrezioni gialle.
- Asma bronchiale; bronchite secca, infiammazione recidiva della vescica.
- Malattie croniche reumatiche ed infiammatorie delle articolazioni.
- Infiammazioni croniche e suppurifere; acne recidiva; suppurazione della pelle come nel caso di orzaioli (aperti verso l´esterno).



Si presentano come piccole compresse da sciogliere, lontano dai pasti, sulla lingua insapori e inodori. Facili da assumere.

maf@lda 01-02-13 11:35

19 complessi di sali

Rimedi combinati da usare per certi gruppi di disturbi. La comodità della forma combinata è evidente per quando sono necessari più Sali tissutali.

Possono essere assunti in completa sicurezza, in concomitanza con altre forme di trattamento o in alternanza con ognuno dei singoli Sali tissutali
.

COMPLESSO A (Ferr. phos., Kali. phos., Mag. phos.): nevrite, nevralgia, sciatalgia.
COMPLESSO B (Calc. phos., Kali. phos., Ferr. phos.): stress, affaticamento, esaurimento nervoso, convalescenza, memoria e concentrazione.
COMPLESSO C (Mag. phos., Nat. phos., Nat. sulf., Silica): gastrite, pirosi gastrica, dispepsia.
COMPLESSO D (Kali. mur., Kali. sulf., Calc. sulf., Silica): dermatite, acne, eczema secco, crosta lattea.
COMPLESSO E (Calc. phos., Mag. phos., Nat. phos., Nat.sulf.): digestione lenta, sonnolenza post-prandiale, meteorismo, flatulenza, colite. Coliche gassose del lattante.
COMPLESSO F (Kali. phos., Mag. phos., Nat. mur., Silica): mal di testa di origine nervosa.
COMPLESSO G (Calc. fluor., Calc. phos., Kali. phos., Nat.mur.): mal di schiena, lombalgie.
COMPLESSO H (Mag. phos., Nat. mur., Silica): pollinosi, rinite allergica, dermatite allergica.
COMPLESSO I (Ferr. phos., Kali. sulf., Mag. phos.): dolori muscolari, mialgie, strappi muscolari, crampi.
COMPLESSO J (Ferr. phos., Kali. mur., Nat. mur.): influenza, tosse, raffreddore, brividi.
COMPLESSO K (Kali. sulf., Nat. mur., Silica): unghie fragili, caduta dei capelli (somministrare per lunghi periodi).
COMPLESSO L (Calc. fluor., Ferr. phos., Nat. mur.): varici, disturbi circolatori, emorroidi.
COMPLESSO M (Nat. phos., Nat. sulf., Kali. mur., Calc. phos.): dolori reumatici (somministrare per lunghi periodi).
COMPLESSO N (Calc. phos., Kali. mur., Kali. phos. Mag. phos.): dolori mestruali.
COMPLESSO P (Calc. fluor., Calc. phos., Kali. phos. Mag. phos.): gambe e piedi doloranti.
COMPLESSO Q (Ferr. phos., Kali. mur., Kali. sulf., Nat. mur.): catarro delle vie respiratorie, sinusite. Catarro cronico e del fumatore.
COMPLESSO R (Calc. fluor., Calc. phos., Ferr. phos., Mag. phos., Silica): dentizione dei lattanti e ricambio della dentizione nei bambini. Osteoporosi.
COMPLESSO S (Kali. mur., Nat. phos., Nat. sulf.): mal di testa con disturbi digestivi. Disturbi digestivi ed intestinali. Nausea.
IMMUNPLUS (Silica, Nat. Mur., Mag. Phos.): difese immunitarie.

maf@lda 05-02-13 11:16

Alcuni alimenti che contengono i dodici sali

Il calcium fluoratum ( n°1) si ritrova negli spinaci, aglio, cavolo e cipolla, prugne, rabarbaro, riso integrale e crescione;

il calcium phosphoricum ( n° 2) si ritrova nelle arance e limoni, lamponi, avena, lattuga, lenticchie, orzo, noci, piselli;

il ferrum phosphoricum ( n° 3) è contenuto negli asparagi, in alcuni frutti di bosco (more,fragole ), in molti legumi (fagioli, piselli,lenticchie), frumento, grano saraceno, orzo,, radicchio, lattuga e cavolo, fichi e prugne e datteri;

il kalium chloratum ( n°4) e il kalium phosphoricum ( n°5) sono contenuti nel cavolo, cavolfiore, cavolo di Bruxelles,crescione, lattuga, barbabietole rosse, sedano, spinaci,pomodoro, pompelmi, mele, fichi,olive, orzo;

il kalium sulphuricum ( n°6) è contenuto negli asparagi, cavolfiore, cavolo, cipolla,datteri,pompelmi, arance, limoni, prezzemolo, sedano spinaci,mele, carote,rafano, ravanello;

il magnesium phosphoricum ( n°7) è contenuto negli agrumi,fagioli, piselli,lenticchie,prugne, fichi, datteri,castagne, crusca, segale,noci, cavoli, spinaci;

il natrium chloratum ( n° 8) e il natrium phosphoricum ( n°9) sono contenuti nell’avena,noci,fichi, carote, fragole, lenticchie, sedano, spinaci,il phosphoricum è contenuto inoltre anche nell’orzo e nel dente di leone;

il natrium sulfuricum ( n°10) è contenuto nelle arance, nel cavolo, cavolfiore,carote, rafano, sedano e spinaci, mele, noci,cipolle, fragole e fichi;

il silicea ( n° 11) è contenuto nei cetrioli,pastinaca, orzo, miglio, fichi, fragole, lattuga,asparagi, avena, spinaci.

Il calcium sulfuricum ( n° 12) è contenuto nei limoni e nelle arance, crusca e frumento,avena e segale, piselli e lenticchie, cipolle e orzo, lattuga e spinaci.

N .B.. le noci sono uno degli alimenti più ricchi di Sali minerali.

maf@lda 12-02-13 12:14

1 Allegato/i
NUOVA TECNICA per la Prostatite

La nuova tecnica di cura, è stata eseguita dagli studiosi del St. Louis Hospital di Lisbona, in Portogallo, su 84 pazienti di età compresa tra i 52 e gli 85 anni. Lo studio consiste nel penetrare un catetere nel vaso sanguigno (arteria prostatica) e ostruirla con piccole particelle, in modo tale che il flusso sanguigno venga bloccato. Su 84 pazienti trattati, 77 hanno presentato degli ottimi miglioramenti, 6 dei risultati positivi, e solo 1 non ha ottenuto nessun effetto.Questa nuova tecnica terapeutica è molto importante, con risultati molto positivi (circa il 98,5%) sia per evitare l’intervento chirurgico(che può essere condotto solo se la ghiandola è di dimensioni inferiori agli 80 centimetri cubi), sia per risolvere il problema dell’ingrossamento della prostata. Quest’ultimo non significa la presenza di un tumore, ma comunque un disturbo che porta una sintomatologia come incontinenza e stimolo urinario frequente.

Consigliati integratori di Zinco utili in generale per problematiche maschili sessuali, da evitare latticini per le problematiche circolatorie legate alla minuta rete sanguigna che irrora la ghiandola prostatica, che tenderebbero ad ostruirla peggiorandone il funzionamento e ingrandendola ulteriormente. Un malfunzionamento della prostata può dipendere anche da colesterolo alto sempre per il discorso circolatorio e da un intestino da cui fuggono tossine, vista l’estrema vicinanza con questo, quindi molto utile potrebbe essere una disintossicazione intestinale

maf@lda 13-02-13 11:29

1 Allegato/i
Per limitare in qualche modo i fastidiosi risvegli notturni dovuti ai problemi di prostata bisogna selezionare gli alimenti scelti per il pasto serale e i liquidi.

Le sostanze solforate (glucosinolati) di cavoli, broccoli, crescione e simili, in individui predisposti possono irritare il sistema renale stimolando ripetute minzioni, anche durante la giornata.

Lo stesso fa la cipolla che oltretutto è diuretica e anti-sodio, come del resto le abbondanti porzioni di cicoria.

Le spezie, come il peperoncino, sono uno stimolo ulteriore, specie in chi le consuma di continuo, o le ha consumate per lunghi anni in eccesso.


Chi ha problemi di prostata, provi a bere molto al mattino presto e durante la giornata, ma non la sera a cena. Cena nella quale dovrebbe consumare solo cibi leggeri, blandi, non irritanti.
Acqua oligominerale e cibi diuretici aiutano durante la giornata a svuotare la vescica. In più, faccia esercizio fisico, sia pure moderato, anche dopocena, per esempio una passeggiata a velocità media.
Facendo lavorare di più la pompa cuore-reni (un celebre professore d'Università diceva che "si fa pipì con il cuore"), dopo una mezz'ora e più di camminata o cyclette anche una persona sedentaria dovrebbe essere stimolata a eliminare molti liquidi prima di andare a dormire.

Insomma, prima di andare a letto dovremmo industriarci ad eliminare più liquidi possibile, sia ingerendone meno alla sera, sia eliminandoli con l'esercizio fisico.

Aumentare la quota di pomodori maturi, accuratamente rossi anche all'interno, da mangiare ogni giorno. Salsa, passato, pomodori freschi ben rossi, pomodori secchi, devono essere presenti ad ogni pasto. Il potente antiossidante licopene, fortunatamente resistentissimo al calore , è la medicina preventiva più efficace.
Come accertarsi che il pomodoro abbia molto licopene? Semplice: essendo il licopene un forte colorante naturale, basta scegliere il più rosso possibile. Anche la buccia, anche il doppio concentrato in vasetti o tubetto: sì, quel tubetto di pasta di color rosso scuro che nei supermercati discount costa appena pochi centesimi. Prendere l'abitudine di mangiarne 1 o 2 cm sul pane o aggiungerlo ai primi piatti di cereali.
Delizioso sulle tartine integrali: un leggero strato di doppio concentrato di pomodoro, una oliva e due capperi con un pizzico di origano!

Consumare ogni giorno i pomodori ben rossi (che non siano verdi all'interno), la salsa pura ("passata") di pomodoro (quella in vetro, semplice, senza olio né condimenti) cosparsa senza risparmio su maccheroni, polente ecc.

maf@lda 14-02-13 10:55

Suggerimenti molto importanti per la cura della prostata.

Evitare lo stress, in quanto produce un notevole ricambio di cellule organiche, con la conseguente generazione di acidi urici dovuti alla metabolizzazione delle cellule eliminate.


•Assumere un paio di capsule al giorno di "Magnesio citrato", ha un ottimo effetto.

•Cambiare dieta eliminando cibi e bevande che lasciano ceneri acide. Sono altamente proibiti: latte artificiale (soia, avena, riso, ecc.), succhi di frutta conservati, Coca cola, latte e latticini di mucca, cioccolata e dolciumi di pasticceria.

•Specialmente se vi sono delle macchioline bianche sulle unghie, assumere un oligoelmento Zinco, tutti i giorni. Il liquido va posto sotto la lingua e lasciato finché viene assorbito.


Assumere un rimedio per riportare nella norma il pH (livello di acidità) di tutto l'organismo.

Ginnastica leggera. Purtroppo la vita sedentaria crea un ristagno di energia nella zona che va dai genitali all'ano (perineo), a questo si aggiunga una cattiva circolazione del sangue e della linfa che impediscono un buon nutrimento della prostata ed il completo liberarsi dalle tossine accumulate col suo metabolismo. Per eliminare tali problemi, ed aiutare l'organo a star sano, è molto importante, eseguire due volte al giorno, per almeno 10 volte, i seguenti esercizi in grado di allentare le tensioni e i malesseri della prostata, della vescica e del retto.


In piedi:
◦Inspirando, ruotare il bacino in avanti creando una tensione nell'ano. Espirando, rilasciare la tensione ruotando il bacino all'indietro.


Sdraiati a pancia in su, piedi a circa 1/2 metro dalle natiche, distanti circa 1/2 metro tra loro:
◦Inspirando, stringere l'ano sollevandolo. Rimanere in tensione qualche secondo. Tornando col bacino a terra, rilasciare l'aria e la tensione all'ano.


Mani col palmo a terra, a fianco del corpo.
◦Inspirando, sollevare il bacino fintanto che si può, evitando di forzare. Rimanere in tensione qualche secondo. Rilasciare l'aria e la tensione tornando col bacino a terra.
Possibilmente stringere l'ano mentre si solleva il bacino e lasciarlo andare quando lo si abbassa.


In ginocchio, palma delle mani a terra. Gambe e braccia formano 90° rispetto al tronco. L'esercizio ricorda il gatto quando inarca la schiena.
◦Inspirando, alzare la testa mentre si abbassa il ventre verso il pavimento. Espirando, abbassare la testa ed alzare la schiena in modo da formare una gobba.

maf@lda 15-02-13 12:11

Alcuni dei sintomi causati da problemi alla prostata includono:
difficoltà a urinare
minzione frequente, soprattutto di notte
difficoltà ad iniziare la minzione
incapacità di svuotare la vescica
pochissima urina nonostante la necessità urgente di urinare
sensazione di bruciore durante la minzione
dolore dietro lo scroto
eiaculazione dolorosa


Se non trattati, i problemi alla prostata possono peggiorare progressivamente, diventando più dolorosi, fino a causare pericolose complicazioni, tra cui infezioni a vescica e renali.


I semi di zucca sono utilizzati da medici tedeschi per trattare la minzione difficile, accompagnata da un ingrossamento della prostata non cancerogeno. I semi contengono proprietà diuretiche e zinco in abbondanza, il quale aiuta a riparare e rafforzare il sistema immunitario.
Il modo più gustoso per assaporare i semi di zucca è di mangiarli crudi. Basta eliminare i gusci e non è necessario aggiungere sale. Si può anche provare a fare un tè.
Schiacciare una manciata di semi freschi e porli nel fondo di una scodella. Riempire con acqua bollente.
Lasciate raffreddare fino a temperatura ambiente. Filtrare e berne una tazza al giorno.

Mais. Il mais è stato utilizzato dagli uomini Amish, per molte generazioni, come rimedio per i sintomi di ingrossamento della prostata. Quando il grano è fresco di stagione, tagliare 6 spighe di grano. Versare il tutto insieme ad un litro d’acqua, in una pentola, far bollire, e poi cuocere a fuoco lento per dieci minuti. Filtrare e bere una tazza. Si consiglia di bere 3 tazze a settimana.

Pesce. Un eccellente rimedio per combattere il cancro alla prostata e la crescita tumorale. Si consiglia di assumere 2 porzioni alla settimana di pesce ad alto contenuto di oli omega-3 (l'olio buono), come il tonno, lo sgombro, il salmone.

Soia. Imparare ad apprezzare e utilizzare alimenti di soia è un modo semplice ed efficace per ridurre i problemi della prostata, fino a stroncali sul nascere! Gli alimenti a base di soia contengono fitoestrogeni, che si pensa possano contribuire a ridurre la produzione di testosterone, il quale potrebbe aggravare la crescita del cancro alla prostata. Si ritiene che i fitoestrogeni possano limitare la crescita di capillari sanguigni che si formano attorno i tumori della prostata.

Pomodori. Alcuni studi hanno dimostrato che un minimo di 2 porzioni di pomodori (inclusi i pomodori cotti) alla settimana, può aiutare a ridurre il rischio di cancro alla prostata, del 50%! I pomidori sono ricchi di licopene, un composto antiossidante che aiuta a combattere il cancro.

Semi di anguria. Gli Amish bevono tè all’anguria per ottenere effetti benefici sui problemi alla vescica e quelli alla prostata.
Quando si mangia una fetta d’anguria, basta conservarne i semi. Quando si ha a disposizione 1/8 di semi di anguria, basta metterli in un vaso da 1 litro e riempire con acqua bollente. Lasciar raffreddare, filtrare e bere. Bere 1 litro di tè al giorno per dieci giorni.
Altri rimedi e cure naturali per i problemi alla prostata:

Semi di Palmetto. L'estratto delle bacche di questa pianta ha dimostrato una certa efficacia nel supportare i farmaci da prescrizione al fine di migliorare la minzione e ridurre i sintomi di BPH. L'estratto di semi di palmetto agisce modificando i livelli di ormoni, riducendo così l’ingrossamento della prostata. Gli estratti possono essere acquistati presso le erboristerie. Per ciò che riguarda i dosaggi, si consiglia di consultare il proprio medico.

Ortica. L’ortica è stata utilizzata in Europa per oltre un decennio, e gli studi hanno dimostrato che il suo utilizzo può aiutare a ridurre i sintomi di problemi alla prostata. Consultare sempre il proprio medico di fiducia per un dosaggio corretto.

Bere 8 bicchieri di acqua al giorno, limitare il consumo di cibi grassi e carni rosse, pianificare un controllo annuale della prostata, ridurre il consumo di alcol, unitamente a tutto quanto sopra riportato, può contribuire a ridurre i sintomi della prostatite e a prevenirne i disturbi.

maf@lda 20-02-13 17:23

1 Allegato/i
PELOSITA' ECCESSIVA


- Sale e Limone
5 cucchiai da minestra di succo di limone spremuto e 3 cucchiaini da caffè di sale.

- Depilatevi di sera, pulite la zona interessata e applicate il composto limone - sale. Mantenete per tutta la notte senza pulire.

Da ripetere per le tre sere successive la depilazione e ogni volta che si ripete il trattamento.

Dopo 5 - 6 sedute i peli non compaiono più o appaiono diminuiti con un notevole calo della pelosità.

maf@lda 21-02-13 17:21

1 Allegato/i
VERRUCHE

Le verruche comuni sono il risultato di un virus che provoca la crescita di escrescenze non tumorali della pelle.

Le verruche comuni sono diverse dai nei proprio per il semplice fatto di non essere cancerose.

Per lo più le verruche compaiono su mani e dita. Il loro trattamento aiuta a bloccarne la diffusione su altre parti del corpo o su altre persone.
La comparsa delle verruche è indotta dal papillomavirus umano (HPV). Esistono più di 60 tipi diversi di HPV, molti dei quali interessano la pelle, in certi casi anche nella regione dei genitali.

Perché si sviluppi una verruca bisogna entrare in diretto contatto col virus, che si trasmette attraverso il contatto persona-persona o venendo in diretto contatto con oggetti utilizzati da persone portatrici del virus.


Esistono alcuni metodi non chimici per trattare queste escrescenze:

lattice di piante selvatiche: bisogna tagliare una foglia dalla pianta e applicarla direttamente sulla verruca; il lattice era impiegato a questo scopo dai nativi americani;
Sanguinaria, come componente di unguenti;
betulla: se non è possibile procurarsi corteccia fresca di betulla si può preparare una bevanda contenente due cucchiaini di polvere di corteccia mescolati con acqua bollente. Il tè così ottentuo si può bere ed applicare per almeno dieci minuti alle verruche;
pomodoro crudo: da applicare per dieci minuti al giorno allo scopo di favorire la rimozione delle verruche;
banana: la buccia interna va tenuta applicata costantemente sulla verruca, sevendosi di un elastico come bendaggio, e cambiata due volte al giorno; questa procedura abbrevia i tempi di guarigione della verruca
olio di ricino: un trattamento regolare delle verruche può comprendere l’uso di olio di ricino, che modifica la struttura e la consistenza delle escrescenze favorendone la scomparsa in un periodo di tempo più o meno breve; alcuni preferiscono usare olio di canfora per un trattamento molto simile;
chiodo di garofano: da applicare con tocco leggero sulla verruca almeno due volte al giorno per vedere qualche risultato;


aglio: applicare uno spicchio d’aglio direttamente sulla verruca e coprire il tutto con una benda;


succo d’uva: si dice che una goccia di succo d’uva fresco sia benefica per la pelle piagata da una verruca; anche in questo caso dopo l’applicazione bisogna usare un bendaggio per coprire l’area; l’operazione va ripetuta 3-4 volte al giorno; l’applicazione continua del succo d’uva favorisce una scomparsa più rapida dell’escrescenza;


coriandolo: il consumo giornaliero di succo di foglie di coriandolo può aiutare a curare le verruche; va assunto insieme ad una certa quantità di turmerico;
aceto di mele da sidro: applicare sull’area interessata e coprire con bendaggi; le proprietà acide del prodotto favoriscono la scomparsa della verruca;
limone: la parte bianca e carnosa della buccia di limone va applicata direttamente;
Euphorbia: va utilizzato il succo lattiginoso secreto dalla pianta di Euphorbia;
Celandina: il succo della pianta di Celandina è ritenuto un ottimo prodotto naturale per trattare in modo efficace le verruche; va applicato direttamente sulla verruca oppure usato come tè, e applicato anche in questo caso sull’escrescenza; il processo va ripetuto diverse volte al giorno, per almeno una settimana;
Aloe Vera: applicare il succo di Aloe Vera fresca direttamente sulla verruca: l’operazione accelera il processo di guarigione e dissolve le escrescenze;
olio di ricino: riscaldare una piccola quantità di olio di ricino e spalmarlo su un pezzo di garza. Quindi massaggiare le verruche con il rimedio per mezzora, tre volte al giorno. Alcuni preferiscono spalmare l’olio di ricino su un cerotto e applicare quest’ultimo alla zona interessata, ma il risultato è lo stesso; nel secondo caso, però, si suggerisce di cambiare il cerotto almeno due volte al giorno;
Tea Tree Oil (olio essenziale estratto dalla Melaleuca): da applicare direttamente sull’area interessata; alcuni sono riusciti ad eliminare completamente le verruche con questo sistema, utilizzandolo con continuità per un periodo di tempo tra i 7 e i 20 giorni;
dente di leone: estrarre la linfa dallo stame di un dente di leone e applicarla sulla verruca;
salice: conosciuto come un ottimo rimedio contro le verruche, la sua applicazione permette di curare queste fastidiose escrescenze; innumerevoli rimedi per le verruche sono a base di foglie di salice, a causa delle sue proprietà curative; il metodo più semplice, per chi possiede un salice in giardino, consiste nel legare alla verruca della corteccia di salice, da cambiare ogni giorno;
fieno greco: lasciare un cucchiaino di semi in una tazza d’acqua per circa due giorni in frigo, finché la miscela non assume un aspetto simile ad una sorta di unguento da applicare una volta al giorno; non bisogna dimenticare di permettere all’unguento di seccarsi sulla verruca, altrimenti le sue proprietà terapeutiche non entrano in azione
Acetosa indiana: le foglie vengono ridotte in una specie di pasta o poltiglia e applicate sulla verruca per ridurne le dimensioni;
Baniano: tipico dell’India, possiede all’interno delle sue foglie verdi una sostanza lattiginosa da applicare sulle verruche; la sostanza depura la pelle e la addolcisce, favorendo la scomparsa delle escrescenze;
succo di limone: massaggiare la verruca con uno spicchio di limone fresco: l’escrescenza dovrebbe scomparire in modo più rapido.


Normalmente le verruche non sono nulla di allarmante e spesso svaniscono senza essere trattate. Tuttavia, la loro comparsa crea imbarazzo e disgusto a causa delle escrescenze, davvero sgradevoli alla vista. Quindi, in conclusione, è sicuramente opportuno conoscere il maggior numero possibile di rimedi, anche casalinghi, per accelerarne la scomparsa

maf@lda 22-02-13 16:42

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Rauvolfia serpentina è una pianta angio****** appartenente alla famiglia delle Apocynaceae.

È una delle 50 erbe fondamentali della medicina tradizionale cinese
L'estratto della pianta viene usato in India da millenni e anche il Mahatma Gandhi ne ha fatto uso durante la vita per le sue proprietà tranquillanti.[1]

Il principale alcaloide contenuto nelle radici di Rauwolfia serpentina è la reserpina, che determina uno svuotamento, a livello della terminazione nervosa simpatica, di tutte le riserve di adrenalina, sia di quella vescicolare, sia di quella citoplasmatica, sia del deposito pregangliare. In conseguenza di ciò determina una potente inibizione del sistema nervoso simpatico: si ha riduzione della frequenza cardiaca, riduzione pressoria sistemica, oltre a un potente effetto sedativo. Infatti tutte le amine cerebrali vengono inattivate

La yohimbina è un altro alcaloide contenuto anch'esso nella radice di Rauwolfia, ma ha un effetto opposto alla reserpina, è cioè vasocostrittore. Nel fitocomplesso però la sua azione è minore di quella della reserpina e complessivamente non è visibile.

Infine nella Rauwolfia è contenuto anche un altro principio attivo, l'ajmalina, che era impiegata in passato per la terapia di alcune aritmie cardiache.

La medicina Ayurvedica la utilizza da oltre 1500 anni, ma da tempo fa anche della fitoterapia occidentale. E’ una delle piante più attive per l’ipertensione per la sua azione ipotensiva e sedativa. Purtroppo non è più disponibile, neanche su ricetta medica, nel nostro Paese,se non in diluizioni omeopatiche, ma reperibile nella vicina Svizzera in farmacia.




maf@lda 25-02-13 16:36

1 Allegato/i
Luna crescente - Assorbe, pianifica, sviluppa, attira, accumula, aumenta la tensione. Il corpo fisico assimila molto meglio le energie e le sostanze benefiche ma anche quelle nocive.
Elenchiamo di seguito alcuni aspetti di cui bisogna tenere conto quando la Luna è crescente:
•i veleni hanno un effetto maggiore, comprese le punture di insetti;
•si ingrassa più facilmente;
•le ritenzioni d'acqua sono più difficili da eliminare dall'organismo;
•si devono evitare gli interventi chirurgici;
•si devono evitare le estrazioni dentali;
•si devono evitare i grandi sforzi fisici;
•si deve evitare, di iniziare qualunque tipo di cura o regime a scopo disintossicante;
•si deve evitare di chiudere i contratti di lavoro.
Sempre durante la Luna crescente è indicato realizzare alcune azioni, tra cui menzioniamo le più importanti:
•iniziare i trattamenti naturisti, l'assunzione di piante, vitamine, e in generale tutte quelle azioni attraverso le quali si desidera assimilare;
•cominciare le cure per mettere peso;
•iniziare un affare o un progetto;
•acquistare una casa;
•iniziare una relazione amorosa;
•iniziare una pratica spirituale, un fioretto;
•iniziare generalmente qualunque tipo di azione che vogliamo sia durevole.


Luna nuova - Questo è il periodo massimo della fase calante della luna, è il momento neutro, zero, nella tradizione indiana chiamato anche Shivaratri (la notte di Shiva). Questo giorno è un momento molto buono per iniziare una pratica spirituale e per iniziare cose nuove (per esempio smettere di fumare, smettere di bere alcol e in generale abbandonare le cattive abitudini di cui vogliamo sbarazzarci). E' altresì un buon momento per realizzare tecniche di purificazione quali Vamana Dhauti, Shank Prakshalana, ecc. In poche parole se vogliamo liberarci di qualcosa, questo è il momento adatto.

Luna calante - Elimina, respinge, diminuisce la pressione. Il corpo fisico elimina molto più facilmente le sostanze nocive. Durante la Luna calante è indicato realizzare alcune azioni tra cui menzioniamo: la disintossicazione e la purificazione dell'organismo (il regime Oshawa, Shank Prakshalana, ecc.);
•iniziare i regimi dimagranti;
•sottoporsi a interventi chirurgici;
•sottoporsi a estrazioni dentali;
•lavare e fare le pulizie;
•fare o ricevere massaggi per l'eliminazione delle tensioni;
•chiudere un contratto di lavoro.

maf@lda 26-02-13 12:07

1 Allegato/i




Le influenze elettromagnetiche della Luna sul nostro pianeta sono visibili con le maree (l'alta marea e la bassa marea). La Luna agisce sui liquidi, sulle mucose del corpo e sulle funzioni di procreazione e fertilità.

Dal punto di vista psicologico, la Luna coordina il ritmo e la stabilizzazione delle funzioni inconsce dell'anima, il sistema delle forme e della memoria, come anche il senso della maternità.

Le fasi lunari influenzano direttamente il movimento della linfa nelle piante e la loro crescita. Bisogna seminare o piantare quando la luna è crescente ( non durante il periodo di luna piena) e togliere le erbacce, pulire e curare le piante quando la Luna è calante.

Nel mondo animale e in quello umano, le fasi lunari, influenzano direttamente le induzioni di fluidi e di energie cosmiche, in particolar modo elettriche, e influisce sulla la pressione arteriosa, sui cicli lunari femminili, ecc.
Nel periodo di Luna piena è molto maggiore l'incidenza di rapine, incidenti, omicidi, suicidi, ecc. e la gente è generalmente più agitata, più caotica, più nervosa.


Durante le 36 ore del periodo di Luna piena (18 ore prima e 18 ore dopo il momento massimo di Luna piena) è consigliabile evitare i viaggi, le escursioni, qualunque tipo di attività che implichi un certo rischio per la nostra vita o per la nostra salute; in generale si deve evitare di iniziare qualunque tipo di progetto importante e qualunque affare, inoltre è bene astenersi totalmente dai rapporti sessuali, in quanto, durante l'unione amorosa, le auree bio-energetiche dei due amanti si aprono e si espandono moltissimo e nello stesso tempo sono molto ricettive verso l'ambiente sia esterno che interno.
Tenendo conto delle caratteristiche predominanti della Luna (ricettività, polarità negativa, yin, ecc.)
si può dedurre che i due amanti si caricheranno prevalentemente di queste energie. Ciò può provocare totale mancanza di attenzione, confusione, rintronamento, vuoto interiore, malinconia depressiva, demotivazione, tristezza, mancanza di voglia di vivere, tendenza a vedere e sentire quasi sempre la parte negativa delle cose, ecc. Si possono comunque realizzare molte attività che hanno connotazioni spirituali: praticare la meditazione, la preghiera, la riflessione profonda, la lettura, le passeggiate, ecc.

maf@lda 26-02-13 17:12

1 Allegato/i
I momenti maggiormente favorevoli per attuare una dieta depurativa e disintossicante sono le quattro giornate del cambio di Luna (plenilunio, ultimo quarto, novilunio, primo quarto).

Il periodo principalmente propizio all’assunzione di integratori alimentari, alle diete ricostituenti ed ipercaloriche è la fase di Luna crescente.

Il periodo propenso ad una dieta ipocalorica è la fase di Luna calante.

Il periodo più opportuno per liberarsi di un’abitudine alimentare negativa è il novilunio

maf@lda 04-03-13 16:47

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METEREOPATIA

I disturbi più frequenti causati dalla metereopatia sono aumento della depressione psichica e fisica astenia, ipotensione, cefalea.

Sintomi o reazioni patologiche, che si manifestano quando c'è una variazione graduale oppure repentina di uno o più fattori meteorologici su un dato territorio: la temperatura dell'aria, l'umidità relativa, la forza del vento, la pressione atmosferica, le precipitazioni e i temporali con il loro corredo di ionizzazione negativa dell'aria, stato elettrico e turbolenza anche a quote elevate, perfino sopra i 10.000 metri.

Queste variazioni possono presentarsi in modo brusco, durante il passaggio di fronti freddi, con i temporali o con le linee di groppo, o in modo graduale, quando aria calda scorre su quella fredda preesistente.

Quando, dopo un periodo di bel tempo, sul continente europeo arriva una perturbazione atlantica, si determinano alcuni effetti sull ' organismo con manifestazioni a carico dei vari apparati o dei vari sistemi.
E il fenomeno è tanto più importante quanti più fattori atmosferici sono coinvolti nello stesso momento.

Ne soffrono i neurolabili, cioè quei soggetti che affrontano con una certa emotività, anche ingiustificata, tutti i momenti della vita, inoltre gli ansiosi e i depressi. In pratica, coloro che hanno delle turbe a carico del sistema neurovegetativo.

Oggi la neurolabilità è in continuo aumento proprio per la frequente concomitanza di fattori negativi come l'ipersrress, la perdita dei valori, la difficoltà di trovare lavoro o il disagio del pensionamento, la continua competizione per poter emergere e, non ultimo, l'inquinamento, atmosferico e acustico. I soggetti definiti neurolabili spesso sono dunque anche meteorolabili

maf@lda 12-03-13 16:32

1 Allegato/i
Circa 48-24 ore prima dell'arrivo di una perturbazione, la persona particolarmente sensibile può avvertire vari sintomi il cui insieme costituisce proprio la sindrome meteoropatica.
I disturbi più frequenti sono: aumento della depressione psichica e fisica astenia, ipotensione, cefalea, voglia di rimanere chiusi in casa, aumento della dolorabilità a livello articolare e muscolare soprattutto per diminuzione della soglia del dolore, difficoltà nel respirare con sensazione spiccata di "respiro corto" e un senso di peso allo stomaco. In più si possono osservare vari disturbi dell'umore, irritabilità e sintomi che si evidenziano a carico dell'apparato cardiocircolatorio con palpitazioni, cardiopalmo, dolorabilità retrosrernale.

Questi disturbi possono durare uno o due giorni.
Cominciano a diminuire una volta che la perturbazione è in atto, ma ritornano se ce n'è un'altra in arrivo.
Tuttavia, nel caso in cui le perturbazioni siano una di seguito all'altra, ogni volta i sintomi diminuiscono di intensità, perché si verifica una sorta di adattamento
.
Naturalmente, anche se i tipi di perturbazione sono diversi, a fronte caldo (d'inverno), a fronte freddo (d'estate), più o meno i disturbi avvertiti sono uguali.

Quando si forma una cupola d'aria calda in quota, per esempio un anticiclone estivo che determina una zona di alta pressione, possono derivare notevoli danni sull'organismo umano. Si possono avere i cosiddetti colpi di calore (da non confondersi con i colpi di sole!), che si verificano in presenza di un grado molto elevato dell'umidità relativa dell'aria e della temperatura, di solito sopra i 35 °C, e di calma totale di vento. In queste condizioni l'organismo si riscalda molto e, soprattutto se si beve poco, entra in disidratazione e subisce manifestazioni che vanno dal collasso a disturbi più gravi.

Il colpo di sole, invece, si può prendere anche se la temperatura non è molto elevata, ma se ci si ferma al sole per molto tempo. Se il grado di umidità relativa è basso è anche peggio perché il ciclo è molto più limpido e la radiazione solare è particolarmente intensa tanto che vengono poco filtrati non solo i raggi ultravioletti (a causa del buco d'ozono) ma anche i raggi infrarossi

maf@lda 12-03-13 16:38

1 Allegato/i
Prima dell'arrivo della perturbazione si consiglia di assumere un sedativo vegetale come biancospino, tiglio o valeriana (mai benzodiazepina!). Un'altra forma di prevenzione della meteoropatia è quella di curarne la causa, cioè la depressione o la neurolabilità.

Da uno studio a livello internazionale è emerso che vivere in ambienti molto luminosi, grazie anche a lampade molto forti, aiuta a vincere quella parte della depressione che influenza la meteoropatia e viceversa.

Soprattutto a fine inverno, in un ambiente molto luminoso si soffre meno della cosiddetta depressione primaverile, la SAD, SeasonalAffettive Depressione cioè del passaggio da una stagione all'altra

maf@lda 18-03-13 16:36

1 Allegato/i
CITRULLINA - La citrullina, scientificamente conosciuta come L-citrullina, è un aminoacido non essenziale che si trova negli alimenti ricchi di proteine ed è altamente presente anche nelle angurie e una sua carenza può causare stanchezza estrema, sonno e debolezza muscolare.

La citrullina è implicata in un gran numero di funzioni del corpo umano, poiché quando viene ingerita dal corpo, si trasforma in ossido nitrico e arginina, entrambi elementi essenziali per lo sviluppo umano, per un cuore e un corpo sano.

L'ossido nitrico è importantissimo per il corpo poiché regola il flusso del sangue ed è responsabile per la consegna di ossigeno al cervello, polmoni, reni, fegato, muscoli e organi vitali. Aiuta anche a mantenere una pressione arteriosa sana, cosa essenziale per avere un cuore sano, e a coagulare regolarmente il sangue presso il sito delle lesioni.

L'ossido nitrico aiuta anche il sistema immunitario del nostro organismo, perché uccide i batteri, e la salute delle ossa aumenta notevolmente con l'integrazione di citrullina, e quindi di ossido nitrico, perché aiuta la produzione di midollo osseo e a prevenire lo sviluppo di cellule tumorali.

Per quanto riguarda l'arginina invece i benefici che potrete riscontrare saranno soprattutto a livello della salute dei reni. L'arginina infatti è di grande aiuto nel processo di urea e assicura che l'ammoniaca tossica venga rimossa dal nostro organismo quando si urina.

Un altro beneficio dell'arginina è quello legato al flusso del sangue, come l'ossido nitrico, perché aiuta ad aprire i vasi sanguigni, facilitando il trasporto del flusso sanguigno ed è molto utile per creare la creatina, elemento essenziale per l'energia dei muscoli che aiuta lo sviluppo muscolare e la perdita di peso.

Integratori di citrullina ed arginina:

Studi hanno anche dimostrato che si ottengono più benefici assumendo l'arginina tramite gli integratori di citrullina che prendendo un integratore di arginina direttamente, cosa che può sembrare strana ma che è data dalla grande tolleranza del nostro corpo alla citrullina.

Gli integratori di citrullina infatti hanno anche un effetto sulla pressione sanguigna e sul colesterolo e che quindi favorisce molto la salute del vostro cuore. Inoltre, la citrullina ha mostrato di essere molto utile anche per prevenire l'affaticamento e la debolezza muscolare, che non significa che sarà di aiuto nella costruzione del muscolo, ma che impedirà spasmi e problemi legati alla fatica.

Questo integratore viene anche utilizzato come trattamento per la malattia di Alzheimer e per la demenza, anche se gli studi per il suo impiego in queste aree non sono molto avanzati.

Citrullina anche per migliorare l'erezione:

La citrullina è poi pubblicizzata e venduta come prodotto utile per combattere la disfunzione erettile, anche se non ci sono studi a sostegno di questo trattamento. La cosa sicura è che, avendo la citrullina molti benefici per il corpo umano, provandola di sicuro non vi farete male e magari scoprirete che è realmente efficace anche per la disfunzione erettile.

Opinioni sulla l-citrullina:

Assumere citrullina anche senza l'aiuto di integratori è molto semplice poiché è contenuta in molti cibi come carne, uova, latte, meloni, mele e legumi.

La maggior parte delle persone assumono ciò di cui hanno bisogno dal cibo, tranne i vegetariani, che infatti non introducono quasi mai le giuste quantità di citrullina giornaliera
.

Nonostante questo però, praticamente chiunque dovrebbe prendere in considerazione l'idea di assumere integratori di citrullina, perché sono tantissimi i benefici che dà al corpo umano e non sono noti particolari effetti collaterali pesanti.

Effetti collaterali e controindicazioni della citrullina:

La citrullina è uno dei pochi integratori che non hanno effetti collaterali segnalati, anche se assunto in dosi massicce, e siccome è stata testata sugli esseri umani, il fatto che non abbia effetti collaterali è una cosa accertata. Inoltre non sono state segnalate interazioni con altri farmaci noti, ma nonostante questo si deve comunque parlare con un medico prima di assumere citrullina, per evitare qualsiasi tipo di disagio.

Studi hanno anche dimostrato che non ci sono reazioni negative legate a un uso prolungato di citrullina, tuttavia è importante seguire i giusti dosaggi e assumerla per la quantità di tempo consigliata. Ciò è importante soprattutto se acquistate integratori di citruillina combinati ad altri integratori, poiché tutte le raccomandazioni di dosaggi e scadenze temporali sono spesso legate agli altri componenti contenuti nel supplemento e ai possibili problemi che possono comportare.

Dato che non esistono studi sulle reazioni della citrullina nelle donne incinte e nei bambini, è opportuno che in queste due circostanze non si intraprenda un trattamento a base di integratori di citrullina, per evitare spiacevoli conseguenze.



Citrullina - Proprietà controindicazioni ed effetti collaterali

maf@lda 21-03-13 16:55

1 Allegato/i
Arginina è un amminoacido che svolge numerose funzioni all'interno del nostro corpo. Esso aiuta a sbarazzarsi dell'ammoniaca prodotta come scarto dal nostro metabolismo ed è utilizzato per produrre composti quali la creatina, L-glutammato, ed L-prolina, e può essere convertito in glucosio e glicogeno nel qual caso ciò si renda necessario.

L'arginina interviene nella sintesi di ossido nitrico, una sostanza che induce vasodilatazione diminuendo la pressione arteriosa ed aumentando l'apporto di sangue ai tessuti, genitali compresi. Tale effetto contribuisce in linea teorica all'aumento del desiderio e delle prestazioni sessuali. L'arginina è utilizzata perciò per il trattamento della disfunzione erettile.

CONFRONTO ARGININA/VIAGRA

Come il citrato di sildenafil (Viagra), la L-arginina è pensata per potenziare l'azione dell'ossido di azoto verso i muscoli che circondano i vasi sanguigni dei corpi cavernosi. Come risultato i vasi sanguigni del **** si dilatano, aumentando il flusso sanguigno e di conseguenza l'erezione stessa.

La differenza fra le due sostanze è che il Viagra va a bloccare l'enzima PDE5 (che distrugge l'ossido nitrico), mentre l'arginina è utilizzata per incrementare la produzione dell’ossido.

In uno studio, sono stati somministrati a 50 uomini 5g di arginina al giorno, oppure una sostanza placebo. Dopo sei settimane gli uomini che hanno osservato miglioramenti erano quelli che avevano assunto la L-arginina. A differenza del Viagra, tale sostanza deve, infatti, essere assunta quotidianamente.

Tra i presunti effetti dell'arginina, la sua capacità di aumentare la produzione di ******tozoi; l'assunzione di arginina viene infatti suggerita come cura nelle dispermie seminali.

Secondo alcuni studi inoltre l'infusione endovenosa di arginina ha aumentato la concentrazione sierica di ormone GH, o ormone della crescita e prolattina.

NELLE PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
Per queste sue proprietà vasodilatatorie l'arginina potrebbe essere utile anche nella cura delle patologie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, angina ed ipercolesterolemia).

maf@lda 21-03-13 17:05

1 Allegato/i
L’ornitina è un amminoacido non essenziale che viene prodotto in modo naturale dal corpo a partire dalla l- arginina, e viene utilizzato da quest’ultimo per sintetizzare taurina, arginina stessa ed altri amminoacidi. Tale sostanza è anche necessaria sia per formare l’urea (un composto chimico che si trova nelle urine), la quale permette di eliminare le tossine come l’azoto nel corpo, sia per il sistema immunitario e per il fegato, in quanto aiuta nello smaltimento e nella disintossicazione della dannosa ammoniaca.

Molto spesso, l’ornitina viene abbinata all’amminoacido dell’arginina, per essere venduti insieme come integratore atto alla costruzione muscolare e a tonificare e snellire il corpo.

Tale sostanza infatti aumenta sia i livelli di insulina nel corpo, sia quelli degli ormoni della crescita (HGH), entrambi fondamentali per aumentare i livelli di resistenza e per favorire un lavoro più efficace sui muscoli durante una sessione di allenamento specifico. Se viene combinata con carnitina ed arginina inoltre, l’ornitina è in grado anche di ridurre il grasso corporeo, andando ad eliminare calorie e grassi in eccesso.

Per tutti questi motivi, la fama di questo supplemento sta crescendo sempre più tra body builders, persona traners ed atleiti, che possono così veder migliorare le proprie prestazioni sportive.

Favorisce la guarigione, la salute della pelle, del fegato e del tessuto cardiaco, è un anti-età ed un disintossicante, rafforza il sistema immunitario, brucia il grasso in eccesso, costruisce il muscolo, aumenta la forza, i livelli di insulina e i livelli di HGH, cura le ustioni e la cirrosi epatica, regola la funzione della ghiandola del timo.

Potenziali effetti collaterali: malfunzionamento dell’ipofisi, crescita ossea eccessiva, gonfiore alle articolazioni.

Le donne incinte o durante la delicata fase dell’allattamento dovrebbero stare alla larga da questo integratore, così come i bambini: a causa della connessione dell’ornitina con l’arginina, si possono verificare problemi quali il gigantismo negli individui che stanno crescendo.

Anche coloro che presentano una qualsiasi forma di herpes dovrebbero stare attenti, in quanti l’ornitina può causare epidemie più frequenti e più gravi.

Ci sono inoltre delle connessioni tra la l- ornitina, l’arginina ed episodi psicotici, quindi gli individui soggetti a schizofrenia non dovrebbero assumere questo prodotto.
Un sovradosaggio per un periodo prolungato di tempo di ornitina, ossia più di 20 g quotidiani per più di una settimana, può inoltre causare effetti negativi sul diabete e può dare vita a problemi gastrointestinali.

Vista la particolarità del prodotto in questione quindi, conviene sempre rivolgersi prima dell’assunzione al proprio medico di fiducia, con il quale è possibile discutere di un eventuale utilizzo o delle reazioni che il prodotto provoca si sé stessi.

Nel caso della comparsa di uno o più dei seguenti sintomi, è necessario interrompere subito l’apporto di ornitina e richiedere l’assistenza sanitaria.



maf@lda 22-03-13 16:49

1 Allegato/i
Un anabolizzante è una sostanza chimica che aumenta l'anabolismo, ossia che stimola la formazione di molecole complesse (proteine, lipidi complessi e polisaccaridi) a partire da molecole semplici (rispettivamente amminoacidi, acidi grassi e monosaccaridi).

Esempi tipici sono l´insulina, il testosterone, gli steroidi anabolizzanti (forme chimicamente modificate di testosterone, quali dianabol e nandrolone) e l'ormone della crescita
La terapia medica a base di sostanze anabolizzanti è rivolta a curare malattie come l'anemia, l'osteoporosi, il diabete mellito, l'ipogonadismo, l'impotenza e il nanismo.

I farmaci anabolizzanti possono essere usati anche in adolescenti con seri problemi di crescita per deficienze ormonali.

Dal momento che queste sostanze sono simili all'ormone responsabile dello sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari maschili, chi li assume va incontro a mascolinizzazione (soprattutto le donne), cioè ad esempio aumento della massa muscolare, abbassamento della voce ed irsutismo.
Nei maschi dopo assunzione per lunghi periodi può manifestarsi invece femminizzazione in quanto viene inibita la secrezione di testosterone
endogeno da parte dei testicoli che continuano a liberare solo estrogeni.
Steroidi anabolizzanti

L'utilizzo degli steroidi anabolizzanti in ambito sportivo è tipico degli sport di potenza (sollevamento pesi, gare di sprint, lotta, ecc.) e in minor misura di quelli misti nei quali, oltre alla forza pura, è necessario possedere una buona resistenza di base (calcio, rugby, canottaggio, tennis ecc.). Negli sport aerobici per eccellenza, come il ciclismo e la corsa, l'utilizzo di steroidi anabolizzanti è inferiore, dato che un aumento esagerato della massa muscolare sarebbe controproducente a causa dell'aumentato peso corporeo

Oggi gli steroidi anabolizzanti vengono spesso sostituiti o associati al GH, conosciuto anche con il nome di somatotropina o ormone della crescita. Questo peptide stimola la sintesi della matrice muscolare favorendo al tempo stesso la riduzione della massa adiposa. Come gli steroidi anabolizzanti non è tuttavia privo di pericolosi effetti collaterali come neoplasie, dislipidemie ed elevato rischio cardiovascolare.

La carenza di ormoni anabolizzanti (soprattutto IGF-I e testosterone) aumenta la mortalità e il rischio di collasso cardiocircolatorio

maf@lda 26-03-13 12:04

1 Allegato/i
Elenco di sostanze dopanti e le loro alternative naturali.

Insulina
Alternativa Naturale: Vanadil solfato, cromo picolinato,acido lipoico

GH
Alternativa Naturale:Arginina-ornitina, OKG, glicina

EPO
Alternativa Naturale: Inosina, acido pangamico

Steroidi anabolizzanti
Alternativa Naturale: Acido ferulico, creatina+glutammina, aminoacidi, BCAA's, HMB dibencozide

Anfetamine (inibitori dell'appetito)
Alternative naturali: Garcinia Cambogia, tirosina,vitamina B complessa, chitosano

Anfetamine (stimolazione neuromuscolare)
Alternative naturali: irosina, fenilalanina, BCAA's, inosina, vitamine B1, B2, B6,piruvato, elettroliti, aminoacidi

Diuretici
Alternative Naturali: Acetosa, carciofo, astragalo,betulla, equisetum

Antinfiammatori e corticosteroidi
Alternative Naturali:Cartilagine di squalo, OKG,Glucosamina



INSULINA
- Ormone polipeptidico
- Agente anabolico naturale
- Con l’invecchiamento diminuisce la capacità di sintesi
- Il suo uso diretto è pericoloso e fortemente controindicato; è una sostanza dopante
- Esistono mezzi naturali e supplementi innocui per stimolarne la sintesi e l’azione.

DEFINIZIONE
E’ un ormone polipeptidico sintetizzato dal pancreas. La sua struttura è una catena di 16 aminoacidi alla quale si legano residui di cistidina disulfide. Agisce fondamentalmente sul metabolismo dei carboidrati, abbassando il livello di glucosio nel sangue, e sulla sintesi proteica. La sua azione viene stimolata dalle proteine della membrana cellulare dei muscoli e degli altri tessuti che necessitano di glucosio per svolgere le loro funzioni. Una sistematica carenza dell’ormone provoca il diabete.


AZIONE SUL METABOLISMO DEI CARBOIDRATI- Immediatamente dopo l’assunzione dei carboidrati, il glucosio passa nel sangue, producendo una rapida secrezione dell’insulina da parte del pancreas, la quale entra in circolazione nel sangue e informa i vari tipi di cellule dell’organismo dell’abbondanza di “benzina” sotto forma di glucosio nel sangue stesso.
In risposta al messaggio dell’insulina, le cellule “aprono le loro porte” in modo che il glucosio possa penetrarvi. Le cellule più avide di glucosio sono quelle muscolari. L’eccesso di glucosio che non viene usato passa dal fegato dove viene immagazzinato sotto forma di glicogeno che verrà usato dall’organismo quando ve ne sarà richiesta. (per esempio, negli allenamenti di lunga durata).
- L’insulina ha un effetto diretto sulle membrane delle cellule muscolari per facilitare il trasporto di glucosio, infatti la velocità di assorbimento dello zucchero aumenta di 15-20 volte.
- L’insulina controlla il centro ipotalamico dell’appetito (regola le sensazioni di fame/sazietà),è essenziale nella sintesi del neurotrasmettitore serotonina, e accelera le funzioni della tiroide, la quale regola il metabolismo basale dell’organismo.

La differente sensibilità degli individui all’insulina determina la normale quantità di glucosio che, tramite di essa, viene trasportata ai tessuti muscolari e al fegato. Il termine “resistenza all’insulina” descrive la condizione nella quale il trasporto di glucosio al tessuto sensibile all’insulina risulta disturbato. Il basso afflusso di glucosio da al corpo la possibilità di usarlo meglio.
Conseguentemente, peggiore è la personale tolleranza ai carboidrati, maggiore è la necessità di assumere carboidrati a digestione lenta (carboidrati complessi come riso o pasta, in luogo di zuccheri semplici come le zollette di zucchero; i termini “complesso” e “semplice” dipendono dal loro indice glicemico, considerando che il glucosio, il carboidrato a più veloce digestione ha l’indice glicemico più alto, corrispondente a 100).

maf@lda 16-04-13 16:34

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Allergie e alimentazione

Dopo aver mangiato frutta o verdura avverti gonfiore e prurito alle labbra e alla bocca? Questo fatto è dovuto alla presenza nei cibi di allergeni comuni tra i pollini. Devi pertanto, per precauzione, evitare l'assunzione di cibi sospettati di dare reazione crociata con i pollini che scatenano l'allergia.

- Se sei allergico alle Betulacee evita di mangiare mele, banane, finocchi, prugne, carote, mandorle, sedano, nespole, pere, nocciole, patate, pesche, lamponi, prezzemolo, albicocche, noci, fragole, ciliegie e kiwi.

- Allergia alle Graminacee dovrebbe eliminare dalla dieta meloni, angurie, pomodoro, kiwi, pesche, albicocche, ciliegie, prugne, mandorle, agrumi.

- Allergia alle Paritarie, i cibi nemici sono i piselli, melone, basilico, ciliegia, ortica.

- Allergia alle Composite stia lontano da: sedano, melone, anguria, mela, banana, zucca, camomilla, cicoria, tarassaco, castagna, prezzemolo, finocchio, olio di girasole, margarina, miele.

Limitare lo stress a lavoro, evitare di fumare, curare l'alimentazione, moderando il consumo dei cibi raffinati e ricchi di grassi, e non sottovalutare mai l'importanza dell'igiene personale.

Tra i fattori che concorrono a scatenare l'episodio allergico bisogna fare attenzione all'inquinamento causato dall'uso di combustibili fossili utilizzati per il riscaldamento.

I rimedi omeopatici contro le allergie

- I vaccini "dolci"- Prendere 10 gocce di Vincetoxium e 10 di Sulphur, in preparazione omotossicologica, in poca acqua zuccherata, 3 volte al giorno. Sotto i due anni di età, la dose è ridotta della metà.

- Il tonico generale - Bere 50 gocce di Ribes nigrum in macerato glicerico I Dh, da sciogliersi in poca acqua al mattino prima di colazione. Per i bimbi (al di sotto dei 2 anni), il dosaggio è di 5-10 gocce, in poca acqua zuccherata o diluite in poco succo di frutta, una volta al giorno
.



I rimedi naturali per le allergie di primavera - Riza.it

maf@lda 23-04-13 16:07

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UN RIMEDIO NATURALE...QUASI MIRACOLOSO: L'AMARO SVEDESE

L'Amaro Svedese si trova nelle erboristerie e nelle farmacie che trattano anche rimedi naturali, l’importante è che sia della ricette originale Treben.
La seguente ricetta fu trovata tra gli appunti del Dr. Samst, celebre medico svedese e rettore della facoltà di medicina, deceduto all'età di 104 anni in seguito ad un incidente mentre cavalcava. Anche i suoi genitori ed i suoi nonni avevano raggiunto un'età patriarcale.

Erbe necessarie:
10 g di Aloe (o polvere di Assenzio)
5 g di Mirra
0,2 g di Zafferano
10 g di foglie di Cassia
10 g di Canfora (solo naturale, ovvero quella cinese)
10 g di Rabarbaro radice
10 g di Curcuma radice
10 g di Manna
10 g di Teriaca Veneziana
5 g di Carlina radice
10 g di Angelica radice


Preparazione
Le Erbe Svedesi vanno messe a macerare in un litro e mezzo di acquavite di grano o di frutta a 40° in una bottiglia dal collo largo, lasciandola per 15 giorni al sole o in vicinanza di una fonte di calore.
Scuoterla ogni giorno, prima di filtrarla per il travaso in una bottiglia più piccola ed ancora, ogni volta prima di servirsi del suo contenuto. Il resto, cioè quello che non è stato travasato nella bottiglia più piccola, può essere conservato un mese e mezzo e oltre.
Il liquido va travasato in bottiglie piccole che poi, chiuse ermeticamente, vanno conservate in frigorifero. Questo elisir può essere conservato per molti anni. Più riposa, più aumenta il suo effetto.

Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano la salute, non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

maf@lda 23-04-13 16:15

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Amaro svedese


Queste sono le proprietà terapeutiche dell'Amaro Svedese - Ricetta originale Treben

1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.

2. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti I dolori persino quando gli occhi sono Infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi ,una pezzuola bagnata coni esse.

3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.

4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.

5. Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.

6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.

7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.

8. Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete sollievo.

9. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle Intestinali e giovano contro la stitichezza.

10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.

11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.

12. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.

13. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.

14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni dl fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme a latte.

15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie. (sotto controllo medico NdS)

16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi dl gocce.

17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.

18. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo che al bambino occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.

19. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio dl gocce tre volte ai giorno ed applicando dei cataplasmi dl gocce sul fegato ingrossato.

20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito e la digestione.

21. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto dei sangue e gioverà contro i bruciori.

22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.

23. Prese per bocca allontaneranno anche li dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.

24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.

25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte; il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.

26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.

27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.

28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.

29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.

30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in sè, e il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, li malato migliorerà presto.

31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.

32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore provenendo ogni cancrena o putrefazione e guariranno anche ferite dl vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione di una pezza Imbevuta, la guarigione avverrà in breve.

33. Fanno scomparire tutte Io cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte;. tutte le ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.

34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e indipendentemente dalla loro età.

35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.

36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.

37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.

38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.

39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti Infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.

40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia dl applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.

41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.

42. Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.

43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.

44. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima dl coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto dl gocce diluite.

45. Somministrato in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.

46. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun’altra medicina, poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie dl malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza.

Importante: Tutti I quantitativi indicati. vanno Ingeriti diluiti in tisana o in acqua.

Questi i 46 punti del "Antico Manoscritto" rivelano Il grande e miracoloso potere terapeutico dl questo miscuglio dl erbe. SI può asserire a ragion Veduta che praticamente non vi sia malattia contro la quale questo Erbe Svedesi non giovino; sono comunque valide come base per qualsiasi cura.

maf@lda 23-04-13 16:25

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AMARO SVEDESE

USO INTERNO:
· CATTIVA DIGESTIONE: 20/40 gocce in acqua, al bisogno
· IN VIAGGIO: dopo aver assunto cibi insoliti, pasti abbondanti o per qualsiasi
tipo di disturbo intestinale.
· CRAMPI ALLO STOMACO: 30/40 gocce più volte al giorno
· COLICHE: 3 cucchiaini da caffè uno dietro l’altro
· GAS INTESTINALI, FEGATO IN DISORDINE: vedi cura generale
· STITICHEZZA (Stipsi): il mattino a digiuno in un bicchiere di acqua tiepida
· INSONNIA: agisce bene quando l’insonnia è dovuta a difficoltà di fegato o
digestive. 1 cucchiaino in acqua prima di coricarsi o durante il risveglio
notturno
· MESTRUAZIONI: al mattino a digiuno per 14 giorni, iniziando dal 14° giorno e
dopo le mestruazioni abbondanti o viceversa. Regolarizza il flusso.
· CURIOSITÀ: aperitivo “speciale” tipo pari Campari Orange: 1 bicchiere di succo
d’arancia e 2 cucchiaini di amaro svedese. Un aperitivo veramente
naturale!


USO ESTERNO:
· MAL DI TESTA: stendersi per 15 minuti, e mettersi un piccolo asciugamano
bagnato con le erbe svedesi e acqua fredda sulla nuca o sulla fronte.
Nell’impossibilità di fare questo, aspirare più volte il prodotto.
· MAL DI PANCIA: impacco di gocce svedesi per tutta la notte (anche per
mestruazioni dolorose o dolori al basso ventre)
· DOLORI ARTICOLARI O REUMATICI: impacco (vedi spiegazione impacco)
· COMPRESSE SUGLI OCCHI: per occhi affaticati, 20 gocce in poca acqua,
imbevere 2 batuffoli, applicare e riposare per
15/20 minuti
· VARICELLA: bagnare le vescicole con un po’ di amaro svedese
· MAL DI DENTI: trattenere in bocca un po’ di amaro svedese per un momento e
sciacquare
· ERUZIONI CUTANEE: tamponare con un panno inumidito in gocce svedesi
· MAL D’ORECCHIE: introdurre un batuffolo d’ovatta imbevuto di poche gocce!
(per calmare il dolore)
· MALE AI SENI: (specie prima delle mestruazioni): frizionare con la miscela
· INFIAMMAZIONI LOCALI: tamponare la parte o impacco
· VERMI: gli adulti possono bere l’amaro a digiuno e alla sera e applicare
un’ovatta attorno all’ombelico prima di andare a dormire. Bimbi: solo
ovatta e rimettersi a tisane o preparati naturali specifici (ev. vedi cure
dei vermi nel mio libretto)
· DOLORI E VERTIGINI: compresse sulla prima vertebra cervicale

ATTENZIONE: il preparato macchia la biancheria!
PROCEDIMENTO DI APPLICAZIONE:

1. Spalmare la parte con crema alla calendula o olio di San Giovanni
2. Prendere del cotone idrofilo e imbeverlo di Amaro Svedese
3. Applicare
4. Stendervi sopra una pellicola protettiva
5. Coprire con un panno ed ev. fasciare

http://www.lagocciadiluce.ch/userfil...%20Svedese.pdf

Phanander 27-04-13 12:22

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HEALING CODE
IL CODICE DI GUARIGIONE
COME METTERLO IN PRATICA
(per stati depressivi, stati d'ansia, fobie, disturbi ossessivi e molti altri problemi psichici, Sclerosi Multipla, Sclerosi laterale Amiotrofica (SLA), diabete, tumori di ogni tipo e moltissime altre patologie )

Il "Codice della Guarigione" è un efficacissimo strumento di pulizia delle memorie emozionali che agisce tramite la focalizzazione di energia guaritrice in quattro aree della testa, a loro volta connesse con zone specifiche del sistema nervoso e del sistema energetico. In effetti i Codici della Guarigione sono più d'uno, ma quello qui spiegato è quello definito "universale".

Il Dr. Alexander Loyd, psicologo e medico naturopata, è colui che ha ricevuto le procedure dei Codici della Guarigione in un momento particolarmente difficile della sua vita, dopo 12 anni di una grave depressione della moglie, per la quale nessun trattamento era risultato davvero efficace (ed avendo sostenuto spese per decine di migliaia di dollari). Durante un'ennesima grave crisi, la moglie telefona a Loyd mentre lui sta per salire in un aereo; subito si rende conto della gravità della situazione, ma il suo aereo sta per decollare ed una hostess lo costringe a spegnere il cellulare. Sull'aereo, in un momento di grande tensione e di profondissima preghiera, gli appare nella mente un intero sistema di guarigione, qualcosa di totalmente nuovo e complesso che non poteva assolutamente originare dalla sua testa, ma solo da un livello di coscienza superiore. Non appena rientrato a casa applica subito i Codici alla moglie e dopo 45 minuti la depressione era sparita, dopo tre settimane di assidua applicazione quotidiana la depressione scompare per sempre, tanto che la moglie cambia all'anagrafe il suo nome da Tracy a Hope (in inglese Speranza)!

La procedura originaria prevede di: focalizzare il problema, dando al dolore o disagio un punteggio da 0 a 10, ripensare ad un momento del passato, il più indietro possibile, in cui ci si è sentiti allo stesso modo (magari in circostanze completamente diverse, ma con le medesime emozioni) ed assegnare anche a quell'episodio un punteggio da 0 a 10. A questo punto si applica il Codice di Guarigione per almeno 6 minuti, mantenendo ciascuna posizione per circa 30 secondi, ripetendo una "Affermazione Incentrata sulla Verità", cioè un'affermazione effettivamente positiva per il nostro sentito interiore. Volendo ci si può soffermare anche a lungo nelle posizione e alla fine rifacciamo una valutazione da 0 a 10 dell'intensità del problema.

Questa pratica non solo ha potuto guarire stati depressivi, stati d'ansia, fobie, disturbi ossessivi e molti altri problemi psichici, ma - completamente al di là della migliore aspettativa che Loyd si era fatto - si è dimostrata capace di guarire completamente anche casi di Sclerosi Multipla, Sclerosi laterale Amiotrofica (SLA), diabete, tumori di ogni tipo e moltissime altre patologie fisiche. Alla verifica dell'efficacia del metodo tramite il test HRV (Heart Rate Variability - Variabilità della Frequenza Cardiaca, un test ufficiale estremamente affidabile per testare il livello di stress disfunzionale del sistema nervoso autonomo) Loyd si è reso conto che la pratica non è in alcun modo un placebo, ma che ha degli effetti reali e ben misurabili sull'organismo.

Di seguito ecco la procedura usata. La procedura originaria è nel libro: "Il Codice della Guarigione - The Healing Code" di Alexander Loyd e Ben Johnson (Ed. Macro).

1. Pensa al problema che vuoi trattare, soffermandoti un poco sulle emozioni che lo caratterizzano.

2. Leggi la Preghiera di Guarigione originale oppure quella che riporto qua sotto, che personalmente sento più risuonante (vi ho inserito delle frasi dalle invocazioni originali di Mornnah Simeona, fondatrice del moderno Ho'oponopono).

"Prego affinché vengano trovate, perdonate e guarite
tutte le credenze negative, conosciute e sconosciute, e
le memorie cellulari distruttive presenti in me qui ed ora;
che tutti i comportamenti ed i problemi fisici collegati ad esse
possano essere purificati, risanati e guariti!

Che l'Amore e la Luce Divina possano colmare
gli spazi che queste energie occupavano.

Prego affinché ogni livello ed aspetto del mio Essere
torni alle origini, nella Verità di Dio.

Prego, infine, affinché l'efficacia di questa guarigione
si moltiplichi per cento e più volte."

3. Assumi le quattro posizioni, una dopo l'altra, restando su ciascuna almeno 30 secondi. Dove senti di voler restare di più fallo. Fai almeno 3 passaggi completi, per un minimo di sei minuti di trattamento.

4. Durante il trattamento puoi usare un'affermazione positiva che senti che ti dona forza, puoi ripetere il mantra dell'Ho'oponopono oppure semplicemente visualizzate dei raggi o pennellate di luce che entrano nel corpo e guariscono. Non è necessario soffermarsi più sul problema.

Tieni presente che l'invocazione apre un canale tra i piani terreni e quelli spirituali e quindi, quando metti le dita in posizione, la luce che canalizzi non è la tua personale, ma una Luce sottile superiore. Accade qualcosa di simile a quanto illustrato nell'immagine soprastante (anche se la posizione delle mani è differente è comunque una postura di preghiera e di canalizzazione di energie sottili).

Le quattro posizioni inviano energia e guarigione, rispettivamente, a: 1) ipofisi, epifisi e tutto l'asse neuroendocrino; 2) midollo spinale, midollo allungato, vie senso-motorie; 3) sistema limbico, che gestisce molte funzioni nervose autonome e coordina il sistema emozionale; 4) corteccia cerebrale, dove sono elaborate le funzioni cognitive superiori. Il suggerimento è di tenere le posizioni un minimo di 6 minuti per ogni ciclo e di applicarle almeno tre volte al giorno quando si sta trattando un problema specifico. I trattamenti vanno portati avanti fino alla dissoluzione del problema, che può richiedere giorni come settimane o mesi.

I disegni sono tratti dal libro "Il Codice della Guarigione", © di Alexander Loyd

maf@lda 29-04-13 11:04

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RICETTA TIBETANA PER: CALCOLI, COLESTEROLO, ISCHEMIA, CIRCOLAZIONE, FA' DIMAGRIRE, CURA IL MIOCARDIO, ARTERIOSCLEROSI, TROMBOSI, SINUSITE, ECC. ....

Questa ricetta trovata in un monastero buddista cura numerose patologie.
Hanno ottenuto benefici o addirittura la remissione completa:COLESTEROLO, MIOCARDIO, PERDITA DI PESO CORPOREO, MIGLIORAMENTO DI VISTA E UDITO, PROMETTE DI ASSORBIRE I TUMORI E LE CISTI, TROMBOSI, CALCOLI, SINUSITE, ARTERIOSCLEROSI, ISCHEMIA, MALATTIE BRONCOPOLMONARI, SCIOGLIE I COAGULI DI SANGUE, MALATTIE BRONCOPOLMONARI, GASTRITE, REUMATISMI, EMORROIDI, MIGLIORA IL METABOLISMO, MAL DI TESTA DI VARIA NATURA ED ULCERE GASTRICHE, IPERTENSIONE, INSONNIA, VENE VARICOSE .[B

]Essendo una cura disintossicante va fatta per gradi e preparandosi ad eventuali "crisi di guarigione [/B]".La preparazione è semplicissima e non comporta alcun rischio di sbagliare e seguendo passo passo le istruzioni potrete verificare su voi stessi l'effettiva efficacia della ricetta.
Importantissimo: abbiate cura di scegliere ingredienti di ottima qualità.

L'alcool che utilizzerete potrà essere del semplice, purchè non sia di qualità scadente, alcool per liquori. Meglio ancora una buona acquavite o (il massimo) un buon brandy.

Un regime alimentare variato ma che opti per una dieta vegetariana composta da ortaggi di stagione, legumi, sedano fresco e completata da riso non sbiancato (il tipo parboiled è accettabile ed auspicabile).

La pasta fresca anche all'uovo (se riusciste a confezionarvela da voi sarebbe un'ottima idea) è da includere in due o tre pasti settimanali.

La frutta lontano dai pasti è ottima.

Ingredienti:

-350 gr. di ottimo aglio (se trovate dell'aglio rosso possibilmente di
coltivazione biologica ancora meglio).

-1/4 di litro di alcool per liquori, acquavite, grappa o brandy (alcuni hanno
addirittura usato del buon wisky) purchè raggiunga i 70 gradi.

Dovete tritare gli spicchi d'aglio accuratamente. unirli alla bevanda alcolica
prescelta e mettere il tutto a macerare per 10 giorni in frigorifero dentro un
vaso di vetro chiuso ermeticamente.

Trascorsi i dieci giorni filtrerete con una garza fine e rimetterete tutto il
liquido filtrato dentro lo stesso vaso pulito.

Fate riposare ancora per altri due giorni in frigorifero e poi riempitene un flacone con il contagocce.

A questo punto potete cominciare la cura seguendo fedelmente queste istruzioni:

-1 giorno: 1 goccia in mezzo bicchiere d'acqua (tiepida se d'inverno) prima di colazione/ 2 goccia prima di pranzo/ 3 gocce prima di cena.

-2 giorno: 4 gocce prima di colazione/ 5 gocce prima di pranzo/ 6 gocce prima di cena.

-3 giorno: 7/8/9

-4 giorno: 10/11/12

-5 giorno: 13/14/15

-6 giorno: 16/17/18

-7 giorno: 17/16/15

-8 giorno: 14/13/12

-9 giorno: 11/10/9

-10 giorno: 8/7/6

-11 giorno: 5/4/3

-12 giorno: 2/1/25

-13 giorno: 25/25/25


Da questo momento in poi assumerete 25 gocce in un bicchiere d'acqua
prima dei tre pasti principali fino alla fine della scorta di tintura d'aglio.

Questa ricetta disintossica l'organismo anche da metalli pesanti (piombo,
amalgama ed altre schifose cosette).

Non va ripetuta prima che siano passati cinque anni (a meno di non avere
qualche motivo grave: tumori e simili emergenze
).

maf@lda 30-04-13 17:06

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I SEMI DI CHIA

I semi di chia sono ricavati da una specie vegetale denominata Salvia hispanica, molto diffusa ed utilizzata in Centro e Sud America, ma ancora scarsamente conosciuta in Europa e in Italia. I semi di chia presentano proprietà nutrizionali degne di essere conosciute. A stupire è soprattutto il loro contenuto di calcio e la presenza particolarmente bilanciata all'interno di essi di acidi grassi essenziali omega3 e omega6.
I semi di chia sono stati ammessi sul mercato UE e come ingrediente alimentare nel mese di ottobre 2009.

La chia o salvia hispanica cresce spontaneamente in Messico ed in Bolivia e la raccolta dei suoi semi è spesso riservata a realtà coinvolte nei circuiti del commercio equo e solidale. Le proprietà benefiche dei semi di chia erano già note alle civiltà precolombiane dell'America Centrale e Meridionale. Essi, insieme al mais, ai fagioli e all'amaranto erano alla base dell'alimentazione di popolazioni come quella azteca. L'introduzione in Europa della chia avvenne tramite i conquistadores, ma essa, nonostante potesse crescere facilmente sotto il sole spagnolo, fu presto dimenticata, a favore di altri alimenti scoperti nelle Americhe.

Proprietà e benefici: Il contenuto di calcio rende i semi di chia una delle fonti vegetali principali di tale minerale, insieme ai semi di sesamo. I semi di chia presentano un contenuto di calcio pari a 600 milligrammi per ogni porzione da 100 grammi. Esso è considerato di 5 volte superiore a quello del latte. Contengono acidi grassi essenziali omega3 per il 20% del loro peso, una caratteristica che li rende affini ai semi di lino e all'olio di lino, altre importantissime fonti vegetali degli stessi. 100 grammi di semi di chia presentano circa 20 grammi di omega3, una proprietà che li rende la fonte vegetale più ricca di questi acidi grassi essenziali.

Anche il loro apporto di vitamina C, ferro e potassio è sorprendente. Essi presentano un contenuto di vitamina C (5,4 milligrammi ogni 100 grammi) di 7 volte superiore rispetto a quello delle arance, un contenuto di potassio (809,15 milligrammi ogni 100 grammi) doppio rispetto alle banane e una presenza di ferro (9,9 milligrammi ogni 100 grammi) tripla rispetto agli spinaci. Non bisogna inoltre sottovalutare la presenza di altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio, oltre che il loro contenuto vitaminico che prevede vitamina A, E e B6 oltre alla già citata vitamina C ed a niacina, riboflavina e tiamina.

I semi di chia sono naturalmente ricchi di aminoacidi necessari per la formazione delle proteine da parte dell'organismo, tra cui possiamo trovare metionina, cisteina e lisina (è esclusa la taurina) e di antiossidanti, presenti all'interno di essi in quantità 4 volte superiore rispetto ai mirtilli.

I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un'azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l'aumento di peso. Sono inoltre considerati benefici a livello dell'apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate. Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all'organismo un ottimo livello di energia.

Coloro che soffrono di pressione alta potrebbero trovare giovamento aggiungendo i semi di chia alla loro alimentazione, poiché essi sono considerati in grado di contribuire alla regolazione della pressione sanguigna.

I semi di chia sono adatti a coloro che desiderano perdere peso, poiché sono in grado di fornire nutrienti essenziali ed energia senza che l'organismo richieda di assumere grandi quantità di alimenti in sovrappiù.

Le proprietà dei semi di chia non finiscono qui. La loro assunzione è utile in quei soggetti che necessitano di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo nel sangue, possibilmente giungendo ad un loro abbassamento. Questi semi non contengono assolutamente glutine e la loro assunzione è quindi possibile anche a coloro che soffrono di celiachia o di intolleranza ad esso.

Per quanto riguarda il loro contenuto calorico, i semi di chia apportano 70 calorie ogni 15 grammi di prodotto, quantità corrispondente a circa un cucchiaio di prodotto, che apporta nel contempo circa 3 grammi di proteine e 7 grammi di carboidrati, oltre agli acidi grassi ed ai sali minerali già elencati. I semi di chia non contengono colesterolo né zuccheri semplici.


Semi di chia: proprieta', usi e dove trovarli

maf@lda 30-04-13 17:10

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I semi di chia sono molto piccoli, croccanti e dal sapore piuttosto neutro e per nulla sgradevole. Possono essere aggiunti al muesli della colazione o accompagnati a cereali e altri semi, come i semi di zucca o di girasole, per uno snack salutare e nutriente nel corso della giornata. A differenza dei semi di lino, i semi di chia non irrancidiscono e possono essere conservati anche per anni in dispensa all'interno di un contenitore ben chiuso.

I semi di chia possono essere assunti crudi nella dose di uno o due cucchiai al giorno come integratore alimentare naturale, oppure possono essere utilizzati come condimento per numerosi piatti tra cui insalate, pasta, risotti, orzo, miglio, quinoa, legumi ed altri cereali a piacere.

Possono inoltre essere utilizzati come ingredienti da aggiungere a frullati di frutta e/o verdura oppure come elemento decorativo, ma nutriente, su crostini e tartine sui quali siano state spalmati paté di olive o salsine preparate con ortaggi freschi come pomodori, carote o peperoni.

E' ottimo anche l'abbinamento con i sapori dolci; ad esempio i semi di chia possono essere aggiunti a macedonie o essere utilizzati come guarnizione per biscotti plum-cake e torte, preferibilmente a cottura ultimata. I semi di chia possono inoltre essere aggiunti alla frutta cotta – ideale l'abbinamento con mele o pere – oppure nell'ultimazione di zuppe, minestre e vellutate di verdura, ortaggi o funghi.

Esiste un utilizzo dei semi di chia ritenuto