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#3 (permalink) |
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avrò pochi eredi
Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 4,458
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
tratto da wiky:
[modifica] Utilizzo non scientifico e riferimento all'uomo Il pur permanente utilizzo del termine razza è scientificamente non fondato in ambito zoologico, in particolare quando esso venga impropriamente applicato anche alla specie umana, in riferimento alle caratteristiche morfologiche ben definite presenti nelle varie etnie, sviluppate per adattamento ambientale e selezione. Tale classificazione, largamente basata sui tratti esteriori, non trova tuttavia riscontro a livello genetico, a meno di non frammentare enormemente la popolazione, formando infiniti (indefiniti) raggruppamenti. L'attuale variabilità genetica della specie umana è estremamente bassa. I genetisti Lynn Jorde e Henry Harpending dell'università dello Utah hanno suggerito che la variazione interna alla specie del DNA umano è piccolissima, se comparata con altre specie, e che, durante il Tardo Pleistocene, la popolazione umana fosse ridotta a un piccolo numero di coppie genitoriali – non più di 10 000 e forse intorno a 1 000 – con la conseguenza di un pool genico residuo molto ristretto[3]. Sono state formulate varie spiegazioni per questo ipotetico collo di bottiglia, tra cui una delle più note al pubblico dei non addetti ai lavori è quella della Teoria della catastrofe di Toba. In relazione alle specie naturali, in genere, il termine razza è quindi desueto, soprattutto quando la specie è diffusa nel territorio senza soluzione di continuità; in particolare, nella sua accezione scientifica e moderna, non è applicabile ad una specie geneticamente omogenea come quella umana, come esplicitato nella dichiarazione sulla razza (UNESCO 1950). Gli studi genetici hanno infatti dimostrato la distribuzione clinale dei caratteri nel pianeta e la assenza di veri e propri confini biologici; per questo motivo, il termine razza è praticamente scomparso dalla terminologia scientifica, sia in antropologia biologica che in genetica umana. Quelle che in passato erano comunemente definite "razze" – come la bianca, la nera o l'asiatica – sono oggi definite "tipi umani", "etnie" o "popolazioni", a seconda dell'ambito sociologico, antropologico o genetico nel quale esse vengono considerate. Razza viene più opportunamente sostituito, in senso tecnico, da "tipi umani", "etnie" o "popolazioni". Nessuno di questi termini comprende, né ragionevolmente potrebbe, un'accezione associata, in passato o anche nel presente, a scopi discriminatori.
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#4 (permalink) | |
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Nosce te ipsum
Data registrazione: Jan 2011
Messaggi: 5,766
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
Non mi è chiaro il pensiero !L'adulterio libero porta all'estinzione ? |
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#7 (permalink) | |
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Member
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Citazione:
di modificare il vocabolo utilizzato dal citato scrittore inglese (razza) in quello più consono di "POPOLO".
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#8 (permalink) | |
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Member
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Citazione:
a rischio istinzione. ![]() Pare infatti che, mediamente, il 10% dei bambini nati in Italia non abbia per padre quello presunto, vale a dire il marito della perpuera. ![]() Questa percentuale, in determinate epoce e/o occasioni, è arrivata al 20% Per ulteriori informazioni cliccate QUI Capito adesso perché ci son così tanti figli di... ... in giro?
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#9 (permalink) | |
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Towanda
Data registrazione: Dec 2008
Messaggi: 12,387
Popolarità: 42949676 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
![]() o lo dici o è discriminante![]() ![]() nel pensiero corrente dopo il di vi è quella professioneche oggi spopola in tv![]() ![]() ![]()
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